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Concerto di Yakir Arbib e Conti Bilong all’Alexanderplatz Jazz Club

Concerto di Yakir Arbib e Conti Bilong “Jazz Afro Baroque” all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 gennaio. Una collaborazione multiculturale tra artisti internazionali: il pluripremiato pianista e compositore Yakir Arbib e il batterista/cantante Conti Bilong.

Fusione di musica in concerto

I due musicisti esplorano la tradizione ritmica dell’Africa centrale e del Medio Oriente per fonderli insieme in un linguaggio musicale unico che amalgama lo stile barocco contrappunto e il linguaggio jazzistico. Yakir Arbib, vanta un’attività concertistica internazionale e ha già ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il premio per giovani talenti della America-Israel Cultural Foundation, il Premio Internazionale Massimo Urbani (2008) e il Montreux International Piano Jazz Competition (2015).

Il re dell’improvvisazione

Dall’orecchio assoluto e la percezione sinestetica, Arbib porta in tutto il mondo la sua interpretazione della musica classica e del jazz, tanto da essere stato ribattezzato come “il re dell’improvvisazione”. Conti Bilong, nato a Nkongsamba in Camerun, è un batterista camerunese di musica africana, fusion e jazz. All’inizio degli anni 2000 si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’accademia Bill Evans e la Schola Cantorum. L’abbondanza musicale di Parigi sarà anche l’occasione per incontrare diaspore provenienti da vari paesi africani, dando vita a collaborazioni con artisti guineani o maliani, come il cantante Oumou Sangaré.

Incontro con la Soul Makossa Band

Lì incontrerà anche Manu Dibango e la famosa Soul Makossa Band, con la quale sarà in tournée per più di 15 anni. Avendo acquisito allo stesso tempo una solida esperienza in studio, sarà naturalmente portato a dirigere e produrre numerosi album di artisti camerunesi oltre ai suoi album. Il mondo dei Conti Bilong si esprime sia nella batteria che nel canto o nella composizione. Da uno sfondo costituito da ritmi tradizionali camerunensi come bikutsi o makossa, persegue una vera sintesi stilistica, che combina le percussioni africane con gli aspetti più contemporanei del jazz, del latino o della batteria in un gioco pop decisamente moderno e creativo. Arrangiamenti orchestrali dinamici e vivaci riuniscono culture provenienti da orizzonti lontani, ricordando all’uomo la sua origine unica, oltre i confini.

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Il Berretto a sonagli al Teatro de’ Servi dal 14 al 26 gennaio

Il Berretto a sonagli, grande classico di Luigi Pirandello approda al Teatro de’ Servi, dal 14 al 26 gennaio, con la regia di Luca Ferrini. Beatrice Fiorica è una donna disperata: ha avuto conferma che il marito, il Cavaliere Fiorica, la tradisce con Nina Ciampa, la giovane moglie del suo storico e fidato contabile, ed è decisa a travolgere l’intero paese con vero scandalo. L’astuta Beatrice si imporrà sul fratello Fifì e sulla domestica Fana, poi con una scusa invierà il signor Ciampa a Palermo così da aver mano libera per forzare il commissario Spanò a procedere con la denuncia e a pianificare l’irruzione che coglierà in flagrante il Cavaliere con l’amante. Lo scandalo scoppia, ma quando Ciampa rivela la sua scioccante verità l’unica a subirne le conseguenze sarà Beatrice, e tutti gli altri potranno solo salvare la loro maschera “girando la corda civile”.

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Al Teatro Comunale D’Annunzio di Latina “Voce ‘e notte” il 10 gennaio

Il Teatro Comunale D’Annunzio di Latina ospita, venerdì 10 gennaio alle ore 21, Lina Sastri e Adriano Pennino che porteranno in scena lo spettacolo di teatro – canzone “Voce ‘e notte”. Questo spettacolo vuole essere la testimonianza di un lungo lavoro di ricerca musicale e teatrale realizzato in questi anni, dove parola, musica e danza si intrecciano in armonia.

Il genere teatro – canzone di Lina Sastri

Un genere di teatro-canzone creato da Lina Sastri anni fa, sviluppato attraverso numerosi titoli. Da “Lina rossa” a “Cuore mio”. Da “Corpo celeste” a “Mese mariano”, da “Appunti di viaggio” a “Pensieri all’improvviso”, fino a “Eduardo mio”. Ha esplorato il mondo musicale, drammaturgico e poetico napoletano, mescolandolo alla musica del mondo e muovendosi sul filo rosso del racconto personale, teatrale, classico e di innovazione, toccando anche classici come “Medea” riproposta in una sua chiave di lettura. O il racconto della “Casa di Ninetta” da cui è tratto il film omonimo, sempre con la musica compagna di viaggio.

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Forza Venite Gente il musical alle ultime repliche al Teatro Orione

Forza Venite Gente il musical alle ultime repliche, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 gennaio al Teatro Orione di Roma. Nessuno oserebbe mai immaginare un’affermazione da Guinness dei Primati. Ma a volte i sogni, come nella migliore tradizione cinematografica statunitense, diventano realtà. E così, nel lontano 9 ottobre 1981, esattamente 43 anni fa, al Teatro Unione di Viterbo, debuttò una Commedia Musicale che nel giro dipochi anni, sarebbe diventata un vero e proprio spettacolo-culto dell’intero panorama nazionale, arrivando a varcarne gli stessi confini geografici, per essere tradotta in otto lingue, e rappresentata in Paesi come Brasile, Messico, Polonia, Ucraina, Albania e Bielorussia.

L’italianissimo Forza Venite Gente

Stiamo parlando proprio dell’italianissimo Forza Venite Gente. 3.500 repliche, oltre 2 milioni e 500 mila spettatori soltanto a Roma, in Piazza San Giovanni, il 16 agosto del 2000, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, lo spettacolo raccolse 250.000 presenze, e a Padova, nello Stadio Appiani, insieme a Papa Giovanni Paolo II, assistettero alla Rappresentazione, oltre 30,000 spettatori. Il cd delle musiche originali, ha venduto, negli anni, centinaia di migliaia di copie in Italia e all’estero. Si, decisamente numeri da capogiro per uno spettacolo musicale, tutto orgogliosamente italiano. E oggi, in occasione del quarantennale (1981-2021), la Soni Produzioni propone una nuova versione di Forza Venite Gente. Fedele all’originale per trama e contenuti, per sviluppo drammaturgico e partiture musicali, ma profondamente rinnovato nella tecnologia e nella qualità dell’Allestimento.

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Attacco al Vaticano al Teatro Garbatella dal 17 al 19 gennaio

Attacco al Vaticano approda al Teatro Garbatella dal 17 al 19 gennaio. Esilarante commedia diretta da Roberto Ciufoli e Simone Colombari, con Gianmarco Cro, Simone Gallo, Alessandro Nistri e Federico Maria Isaia. La storia racconta di quattro personaggi improbabili intenti a compiere il colpo del secolo: rapire il Papa.

Ideatore dell’attacco

L’ideatore del piano è Marco, un cervello astuto che guida la banda composta da Giovanni, abile napoletano con connessioni ovunque, Matteo, impulsivo ma abile nel combattere, e Luca, l’anello debole con una madre che lo chiama costantemente, ma che possiede un garage strategico vicino al Vaticano. Dopo anni di preparazione, durante il momento critico, una notizia sconvolgente scompone il loro piano: la morte del Papa.

Commedia che ricorda I Soliti Ignoti

Una commedia che ci ricorda un po’ “I Soliti Ignoti” per il tema della rapina impossibile, mentre per la caratterizzazione dei personaggi strizza l’occhio alla serie “La Casa Di Carta”, con il professore a capo di tutto e un bottino molto cospicuo come riscatto. Ottanta minuti di risate e una storia avvincente da seguire. Impossibile non affezionarsi ai personaggi, non solo perché faranno ridere, ma anche poiché ognuno di loro nasconde una motivazione che li spinge a ottenere il proprio malloppo.

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Sul palco dell’OFF/OFF Theatre “Il Sogno di Nietzsche”

Il palco dell’OFF/OFF Theatre accoglie “Il Sogno di Nietzsche” da martedì 14 a giovedì 16 gennaio. Spettacolo con Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti e Adriana Ortolani protagonisti del testo scritto dall’autrice Maricla Boggio, con regia e allestimento scenico dello stesso Coltorti, costumi di Rita Forzano e le selezioni musicali a cura di Sergio Pietro. Un viaggio all’interno della visione filosofica e di vita del pensatore tedesco, uno spaccato della vita privata del filosofo, con i suoi aspetti umani, sinceri, giocosi e sentimentali. Tre amici, due uomini e una donna, uniti in un triangolo che, ai tempi, era considerato singolare, per una riflessione sorprendentemente attuale.

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La Zampogna – Festival di Musica e Cultura Tradizionale dal 10 gennaio

La Zampogna – Festival di Musica e Cultura Tradizionale è uno dei festival più importanti in Italia nel panorama della musica popolare e della world music e punto di riferimento obbligato per specialisti, musicisti e appassionati. Giunto alla XXIX edizione, il Festival si svolgerà, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 gennaio, rispettivamente a Formia, Trivio e Maranola (LT) e è stato preceduto da una anteprima di presentazione a Roma, nel prestigioso Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, il pomeriggio del 6 gennaio con “La banda dei giganti”, parata di zampogne e strumenti della tradizione, nell’ambito de La Chiarastella.

Zampogna protagonista del Festival

Il Festival, organizzato da Finisterre e Archivio Aurunco, in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale di Formia, e con il Patrocinio di numerosi Enti e istituzioni locali, nazionali e internazionali, con il programma di questa XXIX edizione, si conferma una occasione speciale per incontrare musicisti, liutai, studiosi e un pubblico entusiasta, dimostrando quanto sia forte ed in costante aumento, l’attenzione verso questo fondamentale strumento musicale della tradizione popolare italiana. Molti sono gli artisti presenti nel programma di concerti e di seminari e tanti i suonatori tradizionali e giovani interpreti di zampogna e ciaramella provenienti da tante regioni italiane e dall’estero che affolleranno le strade del centro storico del paese.

Contatto diretto con i liutai

Ma il Festival è anche un’occasione unica per avere un contatto diretto con alcuni tra i liutai più importanti della penisola, attivi come costruttori di zampogne, pive, ciaramelle, bombarde, tamburelli e altri strumenti tradizionali. La mostra-mercato di liuteria tradizionale di Maranola è considerata infatti tra gli appuntamenti più rilevanti del settore e una tappa fondamentale per chi intende acquistare strumenti musicali, oggettistica tradizionale, attrezzi di uso pastorale legati al mondo della zampogna e degli zampognari. Per l’edizione 2025 un focus sarà dedicato alla Romania con musicisti che proporranno i repertori e gli strumenti musicali di quell’area, in particolare il cimpoi, la locale versione di zampogna. Di particolare importanza risulta anche la partecipazione di 3 giovani musiciste virtuose dell’arpa di Viggiano, uno strumento che sembrava definitivamente scomparso e che sta invece ritornando prepotentemente all’attenzione di molti.

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Edoardo Siravo in Volpone al Teatro Arcobaleno

Edoardo Siravo in Volpone al Teatro Arcobaleno da venerdì 10 a domenica 19 gennaio, di Ben Jonson, regia Carlo Emilio Lerici. Dopo il grande successo ottenuto nelle ultime tre stagioni con il Falstaff shakespeariano, la Compagnia del Teatro Belli di Antonio Salines, guidata da Edoardo Siravo affiancato da Francesca Bianco, torna per presentare un altro dei titoli più amati del teatro classico: Volpone di Ben Jonson. Una commedia di inganni, avidità e ironia travolgente, capace di regalare risate a raffica e di coinvolgere il pubblico in un intreccio irresistibile.

14 attori con Edoardo Siravo

Con un cast di ben 14 attori guidati da Carlo Emilio Lerici, questa nuova produzione promette una serata di puro divertimento, confermando la capacità della compagnia di reinterpretare i grandi classici con intelligenza e freschezza. Questo nuovo adattamento, liberamente ispirato alla trasposizione che il grande drammaturgo americano Larry Gelbart fece nel 1976, sposta la vicenda in una città qualsiasi nella prima metà del ‘900 e la trasforma in un vero e proprio vaudeville, ricco di situazioni apertamente comiche e battute in serie. Un fuoco di fila di invenzioni che conducono a sviluppi nuovi ed imprevedibili. A cominciare dal personaggio di Mosca che, per la prima volta, è una donna. Un allestimento snello e moderno dove però la tematica amara dell’opera originale, nonostante la comicità incalzante, viene mantenuta con altrettanta forza.

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Funny Money al Teatro de’ Servi dal 7 al 12 gennaio

Funny Money approda al Teatro de’ Servi, dal 7 al 12 gennaio, commedia di Ray Cooney con la regia di Matteo Vacca. Quante probabilità ci sono di trovare 2.500.000 euro dentro una valigetta in metropolitana? Eppure un colpo di fortuna può sempre capitare nella vita ed è proprio quello che è successo a Riccardo. La sua vita tranquilla ed ordinaria viene totalmente scombinata per colpa o grazie ad uno scambio fortuito di valigette. Funny Money è una commedia dai ritmi serrati ricca di colpi di scena. I protagonisti della storia dovranno affrontare inseguimenti, ricatti, indagini della polizia, scambi di cadavere e la vendetta della mafia dell’est Europa. Riusciranno i nostri eroi a scappare in Messico e a cambiare vita? Per scoprirlo non resta che venire a teatro.

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Enzo Decaro in “L’Avaro Immaginario” al Teatro Traiano di Civitavecchia

Enzo Decaro in “L’Avaro Immaginario” sabato 4 gennaio alle ore 21 e domenica 5 gennaio alle ore17 al Teatro Traiano di Civitavecchia, con Nunzia Schiano e con La Compagnia Luigi De Filippo, regia Enzo Decaro. Sette quadri, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro, quello di Molière in primo luogo, ma non soltanto. È anche un viaggio nel tempo quello del Seicento, un secolo pieno di guerre, epidemie, grandi tragedie ma anche di profonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo.

In viaggio con Enzo Decaro

Ed è anche il viaggio, reale e immaginario, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola, (discendenti del grande filosofo Giordano Bruno), una vera “carretta dei comici” viaggiante, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo. È il viaggio verso Parigi, verso il teatro, verso Molière ma anche una fuga dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato, di un mercato o di un assembramento di persone, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”. E col “teatro” si riesce anche a mangiare, quasi sempre.

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