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Almodóvar che passione! all’OFF/OFF Theatre

Almodóvar che passione! Tra i registi più amati del nostro tempo, premiato e riconosciuto per le sue opere dall’inconfondibile atmosfera “almodovariana”, tanto da divenire un aggettivo, l’OFF/OFF Theatre gli rende omaggio con una messa in scena dal titolo inequivocabile: “Una commedia all’Almodóvar – La rosa de dos aromas”, da venerdì 29 novembre a domenica 1 dicembre in via Giulia. Un testo esilarante a firma di Emilio Carballido, autore messicano famoso in tutto il mondo e presentato per la prima volta in Italia.

Clima all’Almodóvar

La Rosa de dos aromas è uno dei maggiori successi di Emilio Carballido tradotto e messo in scena in Inghilterra, Francia, Spagna in India, Russia, Israele e in tutta l’America latina. Due donne parlano senza tabù delle loro relazioni con gli uomini e del retaggio culturale e storico nel rimanere in una situazione sentimentale per abitudine e comodità ma con il desiderio di emanciparsi dalla figura maschile di riferimento: diverse tra loro, imparano a conoscersi e stimarsi ed emerge il concetto del “fare rete” tra donne nel clima all’Almodóvar di Donne sull’orlo di una crisi di nervi.

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Il cortometraggio Mille Ponti presentato in Senato

Il cortometraggio Mille Ponti, dopo il debutto all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, compie un ulteriore passo di rilievo: la presentazione ufficiale nella Sala Nassirya del Senato della Repubblica, su iniziativa dell’On. Valentina Grippo, Vicepresidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei Deputati. L’evento rappresenta un punto di svolta per l’opera, che intreccia la forza del cinema con l’urgenza di sensibilizzare su temi centrali quali l’inclusione e l’accessibilità.

Il messaggio del cortometraggio

Portare questa storia nella sede istituzionale simbolo della democrazia italiana conferisce al messaggio di “Mille Ponti” una dimensione universale: un invito a superare ogni barriera, fisica o simbolica, per costruire una società più equa e consapevole. Diretto da Nicolò Novek, Mille Ponti è una storia di amore e resilienza ambientata tra le bellezze di Venezia, una città che incanta e, al contempo, sfida. Al centro della narrazione, una carrozzina diventa metafora di un cammino verso la conquista di spazi, sogni e diritti, ricordandoci quanto le barriere architettoniche siano un riflesso di quelle sociali e culturali.

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“La Mandragola” al Teatro Arcobaleno dal 29 novembre al 15 dicembre

“La Mandragola”, una delle più divertenti commedie teatrali, al Teatro Arcobaleno, dal 29 novembre al 15 dicembre. Capolavoro della comicità cinquecentesca firmata da Niccolò Machiavelli e ritenuta un classico della drammaturgia letteraria italiana, adattata e diretta nell’occasione da Nicasio Anzelmo in una produzione del C.T.M. Centro Teatrale Meridionale diretta da Domenico Pantano, qui anche interprete protagonista dell’opera. In scena anche: Anna Lisa Amodio, Antonio Bandiera, Chiara Barbagallo, Laura Garofoli, Nicolò Giacalone, Matteo Munari.

La Mandragola testo di denuncia

Seppur sotto le sembianze di un’ilare commedia, “La Mandragola” si può definire un testo di denuncia nei confronti della perdita totale di morale della società del tempo di cui mette in discussione i valori familiari, inducendo nello spettatore un riso serio e quasi acre, che fa assai riflettere e che critica la politica papale legando insieme Roma e Firenze.

Anno apicale per le indulgenze

Il 1518, anno cui risale la commedia, fu difatti l’anno apicale del traffico delle indulgenze con cui i fedeli potevano garantirsi il regno dei cieli e l’eternità beata, promessa vacillante di una Chiesa minata dai temi divulgati dalla Controriforma e da Lutero nonché in schierata opposizione alla chiesa cattolica, rappresentata dal potere mediceo di Papa Leone che imperava su Firenze a cui si aggiungeva la perenne minaccia di un’invasione turca. In breve: la cristianità vacillava ed era sotto la minaccia degli infedeli quindi, per garantirsi un posto in Paradiso, ne era vivamente consigliato l’acquisto!

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Per Flautissimo Festival al Teatro Torlonia in scena “In fondo al campo”

Per Flautissimo Festival, diretto da Stefano Cioffi, dal 27 al 29 novembre al Teatro Torlonia alle ore 20, in collaborazione con il Teatro di Roma, va in scena una prima assoluta: In fondo al campo, scritto e diretto da Giulia Bartolini, con Zoe Zolferino e Grazia Capraro e le musiche di Vanja Sturno, una produzione Flautissimo festival/Stefano Cioffi e Compagnia KARL.

Donna rapita dagli alieni

La storia di Miss Ufo, una donna sarda che racconta di essere stata rapita dagli alieni, che racconta la sua avventura a Martha, una giornalista che lavora per una piccola tv privata. Un incontro anomalo, sospeso tra spazio e tempo, tra terra e cielo. Come sottolinea Giulia Bartolini nelle sue note di regia: «In fondo al campo parla di buchi neri, di ciò che non riusciamo a dimenticare, di come lo trasformiamo, di ciò che ci rimane attaccato addosso. “In fondo al campo” parla di amori mancati, di passanti perduti, di dolori non lavorati, mai superati, di tutto ciò che irrazionalmente ci travolge e ci spezza».

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Marzia Ercolani torna al Teatro Spazio 18b dal 4 all’8 dicembre

Marzia Ercolani torna in scena al Teatro Spazio 18b dal 4 all’8 dicembre con il suo Indisciplinata – Supercalifragilisticazzi. Uno spettacolo manifesto di evoluzione femminile che denuncia e racconta, alternando ironia e poesia, leggerezza e crudeltà, il percorso di crescita e trasformazione di una donna contemporanea, dal rapporto con il proprio corpo al complesso confronto con la società, dalle delicate e fragilissime questioni del cuore ai faticosi e profondi intrecci familiari, dall’esplorazione sessuale alla consapevolezza del diritto del proprio piacere, dalla maternità mancata alla violenza di genere, in una funambolica ribellione alla compostezza, alla disciplina legata, in un modo o nell’altro, agli stereotipi femminili e maschili imposti dalla cultura imperante.

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Dopo il successo di “Vacanze di Natale” ecco “Vacanze di Natale ‘90”

Dopo il successo 2023 di “Vacanze di Natale”, dal 28 dicembre al 1° gennaio torna al cinema in 4K “Vacanze di Natale ‘90”, la celebre commedia natalizia diretta da Enrico Oldoini, prodotta dalla Filmauro di Luigi e Aurelio De Laurentiis e distribuita da Nexo Studios. L’elenco delle sale sarà a breve disponibile su nexostudios.it e le prevendite apriranno il 10 dicembre. Saranno nuovi e imperdibili Vacanze di Natale Days per i fan della saga più divertente di Natale che potranno fare un tuffo nel passato e rispolverare una delle tradizioni italiane che per decenni ha caratterizzato le vacanze di Natale: andare al cinema insieme alla famiglia e agli amici.

Altro successo in vista

Tutti gli appassionati di moda e di cinema potranno rivivere le emozioni di “Vacanze di Natale” grazie alla collezione MC2 Saint Barth, disponibile on line e in store: maglioni in pregiato blended cashmere, t-shirt, felpe ed accessori, con grafiche e citazioni iconiche per uno stile inconfondibile e retrò, che continua a dettare tendenza. Gli anni ’90 sono stati un decennio di cambiamenti culturali e iconici, un’epoca che ha segnato una generazione, tra pantaloni a vita alta e maglie over size, walkman, bomber e giacche di jeans. L’appuntamento permetterà di rivivere l’atmosfera e i sentimenti di quel periodo, riportando sul grande schermo un pezzo della cultura e dell’energia pop di quegli anni, capace di attraversare moda, musica, cinema ma anche l’intera società.

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Il Calapranzi all’Ar.Ma Teatro dal 29 novembre al 1° dicembre

Il Calapranzi de La Compagnia Teatrale all’Ar.Ma Teatro di Roma venerdì 29 e sabato 30 novembre ore 21, e domenica 1° dicembre ore 17,30. Testo di Harold Pinter, con Gianni Colini Baldeschi e Cesare Felici, regia, Gianni Colini Baldeschi e Cesare Felici, aiuto regia, Alessandro Delle Cave, supervisione alla regia, Giancarlo Fares, scenografia, Nicola Di Lernia. La Compagnia Teatrale “La Cura” porta in scena Il Calapranzi di Harold Pinter con una forza espressiva capace di scuotere il pubblico, grazie anche alla preziosa supervisione alla regia del regista Giancarlo Fares.

Il Calapranzi viaggio intenso

Questo spettacolo non è solo un’opera teatrale: è un viaggio intenso e inquietante, un’esperienza che vi trascinerà nel cuore di una suspense psicologica in cui nulla è come sembra. Il Calapranzi è una storia di attesa e mistero, dove due sicari, Ben e Gus, attendono istruzioni in una stanza spoglia, interagendo con un calapranzi che diventa simbolo di un destino oscuro. Ma sotto la superficie, si agitano paure, tensioni sottili e conflitti interiori.

Tensione palpabile

La Compagnia “La Cura”, con Gianni Colini Baldeschi e Cesare Felici, esplora ogni sfumatura di queste emozioni, rendendo la tensione palpabile. La scenografia minimalista si fonde perfettamente con l’opera, suggerendo un senso di alienazione e impotenza. Ogni battuta, ogni pausa, ogni sguardo è calibrato per creare un crescendo di tensione che non lascia scampo allo spettatore. Il Calapranzi è un’opera che esplora le dinamiche del potere, la paura dell’ignoto e l’assurdità della condizione umana, tipico del teatro di Pinter.

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Rimetti a posto la stanza al Teatro Lo Spazio il 30 novembre e il 1 dicembre

Rimetti a posto la stanza, di e con Tiziana Foschi e sua figlia Nina Fucci al Teatro Lo Spazio, il 30 novembre e il 1 dicembre. “Mamma quando divento grande ti sposo”. E io che le spiegavo che una mamma e una figlia non si possono sposare… però in fondo in fondo le credevo. Una madre ancorata alla sua natura protettiva, che guarda una figlia troppo adulta che non sa più gestire. Una madre che riesce ad essere profonda solo nei messaggi whatsapp. E una figlia che scalpita, abbandona la pallavolo, la filosofia, la sua città. “Rimetti a posto la stanza” solo questo mi sai ripetere mamma. Mai che mi chiedessi come stai. Il teatro è fatto di grandi temi sociali, il teatro è in grado di muovere le coscienze e le aspirazioni di un popolo. Ma è altresì racconto intimo, di storie quotidiane consumate all’interno del civico dispari dopo la pompa di benzina. Una figlia unica. Una madre divorziata. Niente di più normale, niente di più contemporaneo. Rimetti a posto la stanza è la storia tragicomica di un nuovo distacco.

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Voglio Vederti Danzare debutta il 3 dicembre al Teatro Olimpico

Voglio Vederti Danzare, firmata Menti Associate in collaborazione con Good Vibrations Entertainment e la direzione artistica di Rossana Raguseo, debutta il 3 dicembre al Teatro Olimpico di Roma. Nuova produzione dedicata a Franco Battiato. La carriera dell’artista siciliano, indiscusso e indimenticabile Maestro della musica contemporanea italiana, può essere vista come un viaggio continuo e in evoluzione, che attraversa fasi di sperimentazione, pop colto, mistica, classica e spirituale, dimostrando la sua capacità unica di reinventarsi senza mai perdere la sua essenza di artista visionario e ricercatore.

Il coinvolgente percorso musicale di Voglio vederti danzare

E così, Voglio vederti danzare condurrà lo spettatore attraverso un coinvolgente percorso musicale attraverso le sue varie stagioni: dalla svolta eclettica dell’Era del cinghiale bianco ai riferimenti letterari di Prospettiva Nevskij, dalla riflessione sulla vita, la spiritualità e la trascendenza, il metodo Gurdjieff per la ricerca del proprio Centro di gravità permanente, ai “dervishes turners” immortalati nei versi di Voglio vederti danzare e molto altro. Uno spettacolo emotivamente e spiritualmente suggestivo, in cui i tre aspetti fondamentali della natura umana, lo Spirito, l’Amore e l’Anima, si fonderanno tra note e parole.

Protagonisti sul palco

Sul palco, accanto alla band formata da Simone Temporali alle tastiere, Antonello Pacioni e Leonardo Guelpa alle chitarre, Glauco Fantini al basso e Mario Luciani alla batteria, le voci del frontman David Cuppari, musicista e cantante siciliano, e di Giorgia Zaccagni, l’Orchestra d’archi di Roma Sinfonietta diretta da Giovanni Cernicchiaro che ha curato gli arrangiamenti dei brani insieme a Simone Temporali. Lo spettacolo sarà impreziosito anche da tre dervisci rotanti, Shanti Vittorio Zotti, Silvia Layla e Zaira Giannotti e il loro spettacolare rito di danza, una rotazione incessante del corpo, non solo atto fisico ma un profondo rito di purificazione e di unione con il divino, che affascinò Battiato per la sua forza simbolica e spirituale.

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“Terapia col fischio o senza?” al Teatro Anfitrione

“Terapia col fischio o senza?”, un viaggio nel tempo tra mode e icone della commedia sexy all’italiana con Alvaro Vitali, Sandro Ghiani, Sergio Di Pinto, Carmine Faraco e con Valentino Fanelli, al Teatro Anfitrione dal 28 novembre all’1 dicembre e dal 5 all’8 dicembre.

Terapia nelle pellicole cult

Un viaggio nella commedia sexy all’italiana, le cui pellicole sono considerate oggi veri e propri cult. Uno dei generi più longevi nella storia del nostro cinema, quando le sale si riempivano e ci si divertiva con semplicità. E sarà proprio grazie ad un viaggio, ma nel tempo, che sul palco del Teatro Anfitrione, dal 28 novembre all’1 dicembre e con una ripresa dal 5 all’8 dicembre 2024, si tornerà a parlare di mode e icone di un’epoca nella quale i rapporti umani erano genuini, la tecnologia non ci regalava ancora tante opportunità, ma c’era senza dubbio più integrazione, e i sogni erano forse più a portata di mano.

Grandi artisti di 40 anni fa

A far rivivere questa atmosfera 40 anni dopo arriva uno spettacolo teatrale “Terapia col fischio o senza?” con alcuni grandi artisti: Alvaro Vitali, Sandro Ghiani, Sergio Di Pinto, Carmine Faraco e Valentino Fanelli, che firma anche la regia. La commedia, scritta a due mani da Paolo Andreotti e dallo stesso Fanelli, vedrà sul palco un ricco cast, Rita Gianini, Bruna Gasperini, Mirko Susanna, Marco Macrì, Marco Vivarelli e il piccolo Valerio Sofia, pronto a dare vita ad una serata spensierata e spassosa durante la quale il protagonista, Valentino, cresciuto letteralmente “a pane e commedia sexy”, nonostante l’età adulta continua a restare in casa a vedere i suoi film preferiti. Ed ecco che un giorno, incredibilmente, i suoi miti vengono catapultati a casa sua. Dal passato al futuro i suoi idoli si materializzano, ma sarà poi tutto vero? Ad occuparsi del caso interviene un esperto psicologo. Siamo sicuri che metterà in campo la terapia giusta? Uno spettacolo esilarante da non perdere.

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