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Cronaca

Cornelia: tentata rapina in un negozio, 38enne in manette

Un 38enne romano, ieri sera, ha tentato una rapina in un negozio di via circonvallazione Cornelia. L'uomo si era avvicinato alla cassa e, dopo aver cercato di distrarre il commerciante con la scuola di volere una ricarica telefonica, ha tentato di rubare il denaro dalla cassa. Successivamente ha colpito con un pugno il negoziante ed ha tentato la fuga. Il suo piano, però, è fallito, perchè l'uomo è stato notato e fermato dai Carabinieri che erano presenti in zona. Grazie al racconto della vittima, gli agenti hanno ricostruito la vicenda e arrestato il malvivente. Quest'ultimo è stato poi condotto in caserma e trattenuto in attesa del rito direttissimo.

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Cronaca

Magliana, opere mai realizzate e discariche a cielo aperto

Si è sviluppato negli anni Settanta e il suo nome è stato legato sin da subito alla criminalità ed all'illegalità della Capitale. Eppure è un quartiere relativamente centrale, ben collegato con la rete ferro e gomma e ospita oltre 30 mila persone. Si tratta della Magliana, nell'attuale XI municipio. Un quartiere nato male, dice qualcuno, per via della sua posizione sotto il livello del Tevere e dell’eccessiva densità abitativa ed evolutosi ancora peggio negli anni Settanta quando il suo nome è stato anche erroneamente legato ai tristemente noti eventi della banda della Magliana. Eppure è sempre stato caratterizzato da una forte identità che l’ha portato nel corso degli anni e dei decenni a migliorare la propria qualità di vita e a riuscire persino a primeggiare nel contesto capitolino in alcune occasioni che l’hanno reso protagonista. L’intitolazione di una piazza appena riqualificata a Fabrizio De Andrè – primo caso in Italia dopo la morte dell’artista – è uno di queste. Ma i fasti e le celebrazioni sono oramai lontani e, tranne il riaffiorare di sporadiche iniziative animate soprattutto dalle storiche realtà territoriali, alla Magliana riemerge nuovamente il degrado di un’estrema periferia, pur non essendola. Capannoni abbandonati, da anni in attesa di demolizione e cambio di destinazione d’uso, progetti mai attuati, ex scuole occupate abusivamente e persino discariche a cielo aperto a ridosso della trafficata Roma-Fiumicino e parallelamente alla pista ciclabile che, insieme al parco del Tevere, aveva ridato decoro a quell'area prima abbandonata. Decine di vecchi frigoriferi, cucine e materassi ammassati a bordo strada senza alcun controllo fanno sfoggio di un degrado divenuto oramai “normale” nella sua ripetitività. A pochi metri l’ex scuola 8 Marzo, corposo fantasma di un altro grande progetto mai realizzato. Da qui sarebbe dovuta partire la funivia di collegamento con l’Eur. Progetto promosso e approvato dal Campidoglio e dall’allora Municipio XV, che il ministero delle Infrastrutture aveva già finanziato con 13 milioni di euro. Ma le giunte passano e le cose cambiano e la politica spesso segue strade non sempre di facile comprensione. Così la funivia è rimasta nelle parole di un annuncio e il finanziamento già stanziato (e quindi perso) nelle vecchie carte del ministero. L’8 Marzo invece è ancora lì, ricoperto da antenne paraboliche che, insieme agli stendini della biancheria, rappresentano le uniche tracce evidenti di un insediamento umano, anche corposo, che qui vive celato ai più. “Situazioni di degrado e incompiutezza che purtroppo stanno sempre più caratterizzando questa città – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica – la Magliana, come molti altri quartieri di Roma, è oggi un’accozzaglia di progetti avviati e non conclusi, molti dei quali quando erano in dirittura di arrivo, di ciò che sarebbe dovuto essere e non è stato, di un abbandono che solo la fierezza e la vivacità dei residenti e delle associazioni del quartiere fa sì che non muti in oblio. Un esempio, tra tanti, di infrastrutture mai realizzate. In questo caso nonostante i finanziamenti già stanziati. Ma cos’altro deve accadere perché la politica – locale e nazionale – si accorga dello stato in cui versa la Capitale d’Italia? Il peso degli investimenti (27,8 miliardi) è sceso di oltre 2 punti percentuali (15,3%). E se gli investimenti sono fermi, e lo sono da anni oramai, significa che il lavoro è fermo. E ciò si ripercuote sui cittadini i quali non solo non usufruiscono di infrastrutture indispensabili, ma attraverso la tassazione pagano la negligenza di amministrazioni immobili e, a questo punto, incapaci di produrre reddito e servizi indispensabili”. E parlando di incompiute non si può tacere la sorte dell’ex Buffetti, un complesso enorme un tempo di proprietà di Luigi Abete che si erge nel cuore del quartiere. Uno spazio che avrebbe dovuto accogliere sale cinematografiche e teatrali, un asilo nido e, al piano terra, un centro commerciale. Questo nelle intenzioni di qualche anno fa. Ma il progetto fallì perché la proprietà abbandonò il “PRINT” a favore del piano casa che produrrebbe nuove abitazioni nell’area al confine tra via della Magliana e Villa Bonelli. Nel frattempo, dopo vari episodi di incendi e dopo che la precedente Giunta municipale aveva avviato un procedimento fino ad arrivare al Consiglio di Stato, rimangono capannoni incustoditi e alla mercé di chiunque voglia oltrepassare recinzioni e cancelli non certo stabili ed ermetici. E a nulla valgono le proteste dei residenti che continuano a sollecitare la necessità di un intervento immediato vista anche la vicinanza con le abitazioni, una scuola e una chiesa. Allontanandosi un po’ dal rudere dell’ex Buffetti, ma sempre nel quartiere, a ridosso della Roma – Fiumicino si erge un altro scheletro imponente, di proprietà privata. Un capannone industriale in disuso da anni, rientrato nel programma di recupero urbano (articolo 11). “Un recupero che avrebbe dovuto significare la realizzazione di un centro commerciale o di attività di ristorazione – raccontano alcuni residenti. Il progetto non vide e ancora oggi non vede la luce nonostante le importanti opere pubbliche che ne deriverebbero per oltre 15 milioni di euro, bloccato per una contrarietà della Soprintendenza relativa al paesaggio.

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Politica

Lazio, confronto tv. La Lombardi non va. Scontro Pirozzi – Parisi, Zingaretti contro Raggi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Una sedia vuota, quella di Roberta Lombardi. Poi gli altri, otto, tutti presenti. Ultime scintille al dibattito organizzato dal Tgr con i candidati alla presidenza del Lazio. Sergio Pirozzi è andato a testa bassa contro Zingaretti e Parisi. «Pochi giorni fa l'assessore regionale è andato a Borbona a inaugurare le case ma non è venuto ad Amatrice in questi giorni quando si rompevano le tubature dell'acqua e lì i lavori li ha fatti la Regione. Ieri poi – ha proseguito – ho assistito al tentativo del candidato del fu il centrodestra di andare ad Amatrice, che non sapeva dove era, per parlare di Bertolaso che non c'entra niente. Questa è stata una pagina brutta ed io sono indignato».
Stefano Parisi, a nome del centrodestra, è andato dritto al punto: «Noi siamo l'unica forza che può raggiungere l'obiettivo di una buona amministrazione, con coraggio il Lazio può diventare un modello, così come deve essere». Duro contro il leader di Epi il candidato civico, ma di area centrodestra, Sergio Pirozzi: «Se il centrodestra perderà non mi sentirò responsabile – ha detto il sindaco di Amatrice – perché sono d'accordo tutti, c'è stata una spartizione a tavolino» delle Regioni Lazio e Lombardia tra gli schieramenti: «Inoltre – ha detto ancora – ci sono persone vicine a Parisi che collaborano con Carrai, il centro di potere di Renzi». 
Il governatore uscente Zingaretti ha attaccato il Comune: «La questione dei senzatetto di Ss Apostoli è l'ennesimo tragico atteggiamento arrogante del Campidoglio che ha buttato in mezzo alla strada delle persone senza alcuna speranza, che ormai da settimane vivono sotto le tende dentro il sagrato di una chiesa». Botta e risposta sui diritti e l'immigrazione tra Casapound con Mauro Antonini e Civica Popolare con Jean-Leonard Touadì. Secondo l'esponente di Casapound «gli italiani sono vittime di razzismo al contrario, noi siamo per
mettere prima gli italiani in tutto, nelle graduatorie e nei servizi». Touadì, di origine congolese e già oggetto sui social di insulti di matrice razzista, ha replicato citando la Costituzione: «A differenza di Casapound – ha spiegato – pensiamo che la persona sia al centro dell'intervento, lo Stato deve intervenire per evitare la guerra tra poveri. È in questo la convivenza civile». «Anche noi diciamo che la persona è al centro – ha controreplicato Antonini – e proprio perché la mettiamo al centro pensiamo a provvedimenti per chi ha diritto a stare nella nazione, che è anzitutto il popolo italiano». Antonini ha illustrato alcuni degli aspetti del programma di Cpi, come il Reddito nazionale di natalità. «Non siamo estremisti – ha concluso – l'unico estremismo è l'amore per gli italiani». «L'assenza della Dc ha lasciato un vuoto, c'è il sentimento diffuso che le politiche neoliberiste abbiano impoverito il Paese». Lo ha detto il candidato della Democrazia Cristiana alla presidenza della Regione Lazio Giovanni Paolo Azzaro, che fu assessore comunale a Roma nella Giunta Carraro, e che trova gli enti locali «molto impoveriti» rispetto a quei giorni. Nel suo programma grande peso è dato alla salvaguardia dell'ambiente. Roberta Lombardi ha spiegato così il suo forfait: «Ringraziamo il Tgr e il direttore Fontana per la loro professionalità, ma un confronto a 9 non è un confronto. Dai veri confronti Zingaretti è sempre scappato: Sky ne aveva proposto uno a 4 e il presidente uscente non ha accettato. Noi oggi siamo in piazza, preferiamo confrontarci con i cittadini piuttosto che andare in tv. Questione di stile».

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Cronaca

Regione Lazio, approvate linee guida per l’integrazione socio-sanitaria

La Giunta regionale ha approvato le Linee guida per l'integrazione socio-sanitaria nella Regione Lazio. La delibera dà attuazione alla legge regionale 11/2016, che ha riformato il sistema dei servizi sociali del Lazio. Le linee guida contengono le indicazioni necessarie per completare il processo di cambiamento in atto nella Regione Lazio sul rafforzamento dell’integrazione tra politiche della salute e politiche sociali, in modo da rendere omogeneo il livello delle prestazioni su tutto il territorio regionale. «Con questa delibera si chiude il percorso di attuazione della nostra riforma del welfare», commenta l'assessore regionale alle Politiche sociali, Rita Visini. «Dopo quasi vent'anni di attesa finalmente la Regione Lazio ha un nuovo modello di governance dei servizi sociali e sanitari in grado di offrire ai cittadini un'assistenza integrata che si faccia carico di tutti i loro bisogni di salute e di inclusione sociale, familiare, lavorativa, scolastica, abitativa». Le nuove disposizioni riguardano: – il modello di governance integrata tra distretti socio-sanitari, Comuni e Asl; – il Punto Unico di Accesso alle prestazioni socio-sanitarie, che costituisce il riferimento per l'avvio della presa in carico dei cittadini per i percorsi sanitari, socio-sanitari o sociali appropriati; – la Valutazione multidimensionale e il Piano di Assistenza Individuale, attraverso i quali, in presenza di bisogni complessi della persona, viene disposto in maniera integrata l’intervento di diversi servizi ed operatori sociali, sanitari e socio educativi, grazie all'intervento coordinato di un'unità valutativa composta da professionisti di diversi ambiti disciplinari. Inoltre, in appendice alle Linee guida, sono stati approvati: – lo Schema di convenzione per l’organizzazione e la gestione delle attività di integrazione sociosanitaria, che le ASL e gli Enti locali che compongono i singoli distretti socio-sanitari dovranno stipulare entro il 31 dicembre 2018; – la Scheda di prevalutazione del PUA, che sarà ricompresa nel Sistema Informativo Assistenza Territoriale e che consentirà di uniformare le modalità per la presa in carico degli utenti all’interno della Regione Lazio; – il Piano per l’integrazione socio-sanitaria nei servizi per le adozioni, che rivede il modello del servizio regionale per le adozioni e che mette a sistema i vari livelli di intervento destinati alle famiglie adottive.

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Cronaca

Alberone, arrestata proprietaria di centro benessere a luci rosse

Nel corso della mattinata i "caschi bianchi" della Sicurezza Pubblica Emergenziale della polizia locale di Roma Capitale hanno sequestrato un centro massaggi a luci rosse. Questo l'epilogo, dopo mesi e mesi di indagini, che ha visto gli uomini dello Spe avvalersi di sistemi di intercettazioni ambientali e telefoniche. In manette è finita la proprietaria dell'esercizio, una 48enne cinese. Quest'ultima aggganciava sul web giovani ragazze connazionali ingannandole di dare loro lavoro come cameriere. Le giovani si sono trovate invece in un giro di prostituzione. Quest'ultime, quattro ragazze fra i 20 e i 25 anni, sono state liberate dagli agenti della Polizia Locale di Roma che hanno arrestato la cosiddetta "mamasan" 

 
 
 

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Cronaca

Ostia, intensi controlli dei Carabinieri per contrastare l’illegalità

L’attività dei Carabinieri di Ostia non si ferma: continuano i controlli e le perquisizioni nella zona di Ostia ponente e nell’entroterra.
Nelle strade di Ostia, i particolari servizi di controllo e identificazione, concretizzati con numerosi posti di controllo alla circolazione stradale operati dalle molteplici pattuglie di Carabinieri, solo nella giornata di ieri, hanno permesso di controllare 109 veicoli, identificare circa 181 persone e segnalare 2 persone alla Prefettura di Roma per detenzione di droga per uso personale. I Carabinieri della Stazione di Acilia hanno organizzato, da alcuni giorni, specifici servizi per monitorare un anomalo andirivieni che era stato notato presso un’abitazione di Acilia. L’appartamento, abitato da una donna e dalla figlia maggiorenne, nella mattinata odierna è stata perquisita e, con l’aiuto dei cani antidroga, sono state rinvenute numerose dosi di cocaina pronte per essere poste sul mercato nonché tutto il materiale per il confezionamento. Entrambe le donne sono state denunciate all’Autorità giudiziaria per il possesso al fine dello spaccio dello stupefacente e la droga sequestrata, unitamente a quasi euro 300 di denaro contante, provento dell’attività illecita. Nel piazzale antistante la stazione Lido Centro, nel corso dei  controlli attuati dai Carabinieri è stato fermato un commerciante italiano, 53enne, con precedenti, trovato in possesso di 4 patenti di guida italiane contraffatte, intestate a soggetti indiani e tunisini. La successiva ispezione presso la sua autovettura e l’esercizio commerciale di Ostia di cui è titolare ha permesso di ritrovare ulteriori 5 analoghi documenti contraffatti, intestati a soggetti egiziani. L’uomo è stato denunciato per “possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsi”, i documenti sequestrati per le conseguenti attività di verifica. I Carabinieri della Stazione di Ostia hanno denunciato in stato di libertà un italiano 54enne incensurato per “maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale”. L’intervento dei Carabinieri è avvenuto a seguito della chiamata sul numero unico 112 che indicava una lite in famiglia. L’equipaggio è prontamente intervenuto nell’abitazione indicata e ha bloccato l’uomo che nel corso di un’accesa discussione con la compagna, aveva messo a soqquadro tutto l’appartamento; l’uomo, secondo quanto denunciato, aveva anche tentato di costringere la compagna e la figlia ad avere un rapporto sessuale a tre, molestando anche la più giovane. Sempre ad Ostia, i Carabinieri hanno arrestato per il reato di “evasione” un pregiudicato agli arresti domiciliari, notato fuori dal proprio domicilio, in evidente violazione delle prescrizioni impostegli dal giudice. Continua, inoltre, l’attività di contrasto di ogni forma d’illegalità anche negli ambienti di lavoro, dei Carabinieri di Ostia, con il supporto del personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Roma. Nella giornata sono stati eseguiti numerosi controlli ed elevate varie contravvenzioni amministrative.

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Cultura

Una strada per Alvaro Amici: a 15 anni dalla scomparsa la proposta arriva in Campidoglio

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Fabio Grilli) – Alvaro Amici è venuto a mancare il 25 febbraio del 2003. La data è importante. Non erano infatti trascorse molte ore dal decesso d' un altro artista estremamente popolare. Il 24 febbraio di quindici anni fa, la Capitale perdeva infatti un altro simbolo della romanità: Alberto Sordi. 

Un giusto riconoscimento

Difficile immaginare che, eventi così ravvicinati, non abbiamo influito sull'opinione pubblica. E forse è anche per questo se, a quindici anni dalla scomparsa, ad Alvaro Amici l'amministrazione capitolina non abbia ancora dedicato nè una piazza nè una strada.Per ovviare a questo gap, prima l'associazione Enrico Berlinguer poi i famigliari del cantante, hanno attivato due differenti raccolte firme.

Le petizioni

"Siamo arrivati quasi a novecento sottoscrizioni online" spiega Serghei Amici, il figlio minore di Alvaro. Tante sono le persone che stanno chiedendo all'amministrazione d'intitolare al cantore della tradizione romana, una strada o una piazza. Non necessariamente alla Garbatella giacchè, come ricorda Serghei, "mamma è papà sono vissuti in moltissimi quartieri, dalla borgata Fogaccia a Montespaccato, passando per Acilia, Vitinia, Testaccio, Morena e la Romanina". Quartieri popolari, genuini, in linea con la natura stessa del cantante.

 

Le porte del Campidoglio

La buona notizia è che la richiesta d'intolare una piazza o una strada di Roma ad Alvaro Amici, ha finalmente fatto breccia. "Abbiamo un appuntamento in Campidoglio" annuncia soddisfatto Serghei, che scaramanticamente preferisce non aggiungere altre informazioni. Le porte del Comune si stanno aprendo alle richieste dei tanti romani. Finalmente i tempi sembrano maturi perchè sia finalmente contraccambiato l'amore che Alvaro Amici, con la sua inconfondibile voce, ha riversato per la Capitale.

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Politica

Regione Lazio, una poltrona per nove; le proposte dei candidati

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Mauro Favale e Giovanna Vitale) – Sono nove i candidati che si contendono la poltrona di governatore della Regione Lazio che mai ha visto la riconferma di un presidente uscente. Se capitasse a Nicola Zingaretti sarebbe già un record. Le urne si aprono domenica mattina alle 7 e resteranno aperte fino alle 23. Lo spoglio per le regionali, però, inizierà soltanto nel pomeriggio di lunedì. Prima verranno contate le schede per il Parlamento e solo dopo quelle per sapere chi ha vinto nel Lazio.

Zingaretti: "Conti in ordine e via alle assunzioni"

Parisi: "Ambulatori h24 e tanta differenziata"

Lombardi: "Taglio Irpef e no alla Roma-Latina"

Pirozzi:"Quindici contee senza tasse e politica fuori da Asl"

A complicare il tutto ci sono anche i due sistemi di voto differenti tra Politiche e Regionali. Nel Lazio, infatti, è ammesso il voto disgiunto (un candidato governatore e un candidato al consiglio di una lista diversa che non sia a esso collegata), vietato, invece nel cosiddetto Rosatellum. Si possono attribuire fino a due preferenze ma, in quel caso, occorre indicare un uomo e una donna. Sono circa 5 milioni i laziali chiamati al voto domenica. Nel 2013 l’affluenza si fermò al 72% ma cinque anni fa si votava in due giorni. Il dato di quanti si recheranno alle urne potrebbe essere decisivo per decretare i cinquanta che riusciranno ad entrare in Consiglio regionale.

Insieme ai quattro candidati principali, gli altri che correranno il 4 marzo sono Elisabetta Canitano che si presenta con la lista di sinistra Potere al popolo, Jean Leonard Touadì, candidato di Civica popolare, la formazione di Beatrice Lorenzin che in Lazio non ha stretto l’accordo col Pd (sostenuto, invece, da Liberi e Uguali), Mauro Antonini di CasaPound, Stefano Rosati, con Riconquistare l’Italia e Giovanni Paolo Azzaro, appoggiato dalla Democrazia Cristiana.

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Cronaca

Corruzione, arrestati un giudice e l’imprenditore Ricucci

(Fonte: www.repubblica.it)

ROMA – L'imprenditore Stefano Ricucci e il magistrato Nicola Russo, giudice della Commissione tributaria del Lazio e consigliere di Stato, già sospeso dal servizio, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza. L'accusa nei loro confronti ipotizzata dalla Procura d Roma è corruzione in atti giudiziari. In manette anche un altro imprenditore, Liberato Lo Conte. Secondo inquirenti e investigatori l'accordo prevedeva l'aggiustamento di una sentenza in cambio di denaro e altre utilità.

Il magistrato è ai domiciliari, mentre Ricucci e Lo Conte sono in carcere. Dagli accertamenti investigativi è emerso un accordo corruttivo tra i tre indagati, legato all'emissione di una sentenza 'pilotata' nell'ambito di un contenzioso tributario tra la Magiste Real Estate Property (riconducibile a Ricucci) e l'Agenzia delle Entrate, che ruotava attorno al riconoscimento di un credito Iva di oltre 20 milioni di euro, vantato dalla stessa società nei confronti dell'Erario.

Gli approfondimenti eseguiti sulla documentazione e sui file che vennero sequestrati già nel 2016 (nel contesto dell'operazione 'Easy judgement' culminata con gli arresti di Ricucci e dell'imprenditore Mirko Coppola) hanno permesso di accertare le responsabilità dei protagonisti della vicenda. Russo, scrive il gip nella misura cautelare, era legato agli indagati "da vincoli di fiducia basati sull'amicizia, comune colleganza di interessi e frequentazione, alla base dell'accordo illecito corruttivo concretato anche in regalie e disposizioni economiche e di favore", consistenti, fra l'altro, nel pagamento di cene e serate in hotel di prestigio, ristoranti e locali notturni romani. Il magistrato, anziché astenersi come avrebbe dovuto in quanto in conflitto di interessi, avrebbe favorito i suoi 'amici', nella sua qualità di relatore ed estensore della sentenza di secondo grado, favorevole alla Magiste, che aveva riformato la precedente pronuncia della Commissione Tributaria Provinciale, di segno opposto.

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Cronaca

Porta Maggiore, 29enne tenta di rapinare una donna ma finisce in manette

Un lituano di 29 anni, già noto alla Polizia, è stato fermato dopo aver tentato un furto. L'uomo ha tentato di aggredire una donna, rubandole il cellulare. Il 29enne poi ha cercato di fuggire, ma è stato raggiunto e fermato dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Porta Maggiore presso via Bartolomeo Colleoni.