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Roma, lungo il Tevere abbandonato si arena anche la burocrazia

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Paolo Boccacci) – Il Tevere come la Senna di Parigi, dove vanno e vengono i bateaux mouches pieni di turisti o come il Tamigi di Londra dove si pescano le trote? Macché. Il fiume di Roma, come le sue antiche Mura, è un Gigante malato. Uffici fantasma, sponde ridotte a selve, come all'altezza di Ponte Marconi, dispositivi di sicurezza per i galleggianti ancora non verificati, e, soprattutto, acque color seppia, dove continuano ad arrivare tanti rifiuti. E dentro anche carcasse di macchine abbandonate, tronchi d'albero che galleggiano e spaventano i canoisti, e plastica, plastica, plastica, e rifiuti.

Due sono le immagini che i romani hanno negli occhi: quella dei barconi incagliati sotto le arcate del ponte all'altezza di Castel Sant'Angelo durante l'ultima, catastrofica piena di qualche anno fa e poi, quando il fiume tornò a ritirarsi e le sue acque ad abbassarsi, l'incredibile fotografia di migliaia di buste di cellophane appese ai rami che affiorano, come panni sporchi stesi a denunciare l'incuria.

Partiamo dalla sicurezza. "Il battello che stava per affondare afferma Giuseppe Maria Amendola, presidente del Consorzio Tiberina, che riunisce i concessionari dei galleggianti e di aree sugli argini, tutte le università di Roma e vari enti di ricerca e associazioni – non è soggetto alle nuove norme di sicurezza, ma tutti i galleggianti hanno difficoltà. Il 30 settembre scadeva l'ultimatum della capitaneria di Porto e della Regione Lazio per l'avvio delle verifiche di sicurezza sugli approdi dei battelli e i galleggianti destinati ad attività sportive, ristoranti e stabilimenti.

Nei giorni scorsi io e il presidente del Consorzio Tevere Centro abbiamo fatto arrivare un appello alla sindaca Raggi perché desse delle indicazioni operative sulle autorizzazioni per gli interventi di messa a norma. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta né dalla sindaca, né dall'Ufficio Tevere".
"Ma – denuncia Athos De Luca, il dem candidato alla presidenza del Municipio di Ostia e tra i responsabili dell'Ambiente del Pd romano – a distanza di sei mesi, dopo una memoria di giunta, non è stata fatta neppure la delibera per rendere operativo l'Ufficio". Ribatte il Campidoglio: "per la delibera si sta aspettando il varo della nuova macro-struttura, ma il direttore generale già firma provvedimenti come la pulizia degli argini a Ponte Mazzini".

E l'inquinamento? Basta pensare che dopo il temporale dei giorni scorsi nel Tevere c'è stata una moria di pesci, dovuta al fatto che a Roma arrivano in città per le piene gli inquinanti che il fiume convoglia dai terreni accanto, tra cui i residui organici di porcilaie e di stalle, ma anche pesticidi.

Gli argini poi, tra baracche, rifugi di clochard e insediamenti rom, come davanti al "Biondo Tevere", il ristorante dell'Ostiense amato da Pasolini, sono terra di nessuno.

 Le competenze sono farraginose e dare in concessione le sponde ai privati per curarle è un'impresa. Dunque è tutto affidato al Demanio regionale. E la Regione ha fatto recentemente un bando per la pulizia e manutenzione delle sponde da Ponte Milvio all'Isola Tiberina, ma non da lì al mare. E in ogni caso nessun ente ha l'obbligo di curarle. Il risultato? Si va dagli ambienti esclusivi dei circoli romani, dall'Aniene al Tevere Remo, al completo abbandono.

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Tavolo per Roma, Michela Azzola (CGIL) a Radio Roma nelle prossime ore finalmente avremo data; Di Maio non sa di cosa parla e non sa cos’è un sindacato; concordato preventivo, ci vuole un’Atac pubblica

Michele Azzola, segretario della CGIL di Roma e Lazio, intervenendo questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha dichiarato: "Dalle notizie che abbiamo sembra che ci sia stato un contatto tra il ministro Calenda e la sindaca Raggi e che questo contatto produrrà nelle prossime ore la definizione di una data. Quindi abbiamo superato il primo ostacolo, ma abbiamo bisogno di una collaborazione reale tra le istituzioni, serve un serio patto di collaborazione. Roma ha bisogno di invertire un trend di declino e degrado che ormai è impressionante".

"La CGIL – ha aggiunto Azzola – porterà al tavolo alcuni filoni di proposte: rimettere al centro della discussione il tema del debito di Roma; progetti tesi a premettere ad un reinserimento delle filieri industriali che gravitano su questo territorio; riqualificazione urbana delle periferie della città; Atac e Ama devono cominciare a funzionare, dobbiamo dare un servizio di trasporto efficiente e avere una città pulita".

Il segretario della CGIL di Roma e Lazio ha poi commentato le dichiarazioni di Di Maio sui sindacati: "Siamo abbastanza anziani da non farci trasportare sull'onda di una dichiarazione fatta probabilmente con molta ignoranza. Temo che Di Maio non sappia di cosa parla e non sappia cos'è un sindacato. Se sogna di fare la riedizione del Ventennio sono problemi suoi che non ci toccano".

In merito al concordato preventivo di Atac Azzola ha affermato: "Abbiamo chiesto un rapporto leale all'amministrazione, il lavoro farà la sua parte. Misurerò il piano di riorganizzazione dalla riforma dei vertici. Ci vuole un'Atac pubblica perchè la leva del trasporto pubblico urbano è fondamentale per il governo della città".

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Paolo Ferrara (M5S) a Radio Roma Capitale: al tavolo per Roma porteremo lo stato in cui versano le periferie e le problematiche che ci hanno lasciato venti anni di malgoverno

Paolo Ferrara, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Sulla proposta del tavolo per il rilancio di Roma il consigliere ha dichiarato: "Era auspicabile un'interlocuzione, siamo soddisfatti e speriamo che adesso il tavolo vada avanti e porti risorse per Roma".

Ferrara ha aggiunto: "Al tavolo porteremo lo stato in cui versano le periferie e le problematiche che ci hanno lasciato venti anni di malgoverno. Porteremo inoltre un quadro di quello che abbiamo fatto in questo anno. Roma è la Capitale d'Italia e va trattata come tale. Il Governo deve stanziare risorse adeguate, Roma non può essere trascurata".

Per quanto riguarda le parole di Roberta Lombardi sulla sindaca Raggi in un'intervista al Corriere della Sera ("se condannata deve lasciare"), il capogruppo del M5S ha affermato: "Noi rispettiamo le regole interne come abbiamo sempre fatto. Bisogna dare il buon esempio. Sono convinto che decadrà anche l'accusa di falso per la sindaca Raggi".

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Ex fabbrica di penicillina su via Tiburtina

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Roma, uno “sceriffo” per ogni strada: arriva a Prati il vigile del rione

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Laura Mari) – Controllerà le licenze delle bancarelle, i tavolini dei locali e i metri dello spazio occupato. Segnalerà i cartelli stradali non visibili, i semafori rotti, gli incroci pericolosi e le strisce pedonali cancellate. Ma, soprattutto, ascolterà residenti e commercianti, interverrà sulle doppie file e sui parcheggi in divieto di sosta. Sarà, insomma, “il sindaco” del quartiere, un referente fisso e ben riconoscibile. A rispolverare la figura del “vigile di quartiere” attiva in città negli anni ’50-’60 è stato il I Municipio, che havotato la mozione del consigliere Maurizio Esposito per l’istituzione dei caschi bianchi addetti alla sorveglianza di una specifica strada.

La sperimentazione inizierà lunedì in via Cola di Rienzo e terminerà il 31 dicembre. Se l’esito sarà positivo, il vigile di quartiere comparirà anche a piazza Vittorio (all’Esquilino) in via delle Muratte (nel rione Trevi) e al Testaccio. «La funzione di questa nuova figura sarà di controllare il territorio e sanzionare eventuali abusi, ma anche fornire ai cittadini un punto di iriferimento per le segnalazioni, le richieste di informazioni e il supporto nei rapporti con l’amministrazione » spiega Matteo Costantini, vicepresidente del consiglio del I Municipio.

I vigili di quartiere saranno quattro divisi in due turni (mattina e sera) e in via Cola di Rienzo, oltre alle occupazioni selvagge e alla sosta abusiva, avranno il compito di segnalare le aree verdi degradate, gli alberi pericolanti e le situzioni a rischio. «Saranno un’ulteriore garanzia di sicurezza per i cittadini – sottolinea Costantini – i vigili di quartiere faciliteranno anche l’uscita degli alunni dalle scuole, evitando il rischio che qualche bambino possa venire investito mentre attraversa la strada».

La speranza del I Municipio è che il vigile di quartiere superi i confini del centro storico e venga adottato anche nel resto della città.

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Roma, presa la banda degli orologi: 25 colpi tra Prati e Parioli: arrestati 2 napoletani

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile hanno eseguito una misura cautelare a carico di due rapinatori, autori di venticinque episodi consumati nella Capitale, completando così lo smantellamento di tre bande specializzate nelle rapine di orologi di pregio. In particolare gli investigatori della sezione «Rapine», che svolgono specifiche indagini per identificare i malviventi che, periodicamente, dalla Campania si recano a Roma per mettere a segno i colpi in danno dei possessori di orologi di pregio, dopo aver svolto un'accurata indagine, con pattuglie a bordo di autovetture e moto disposte nelle zone maggiormente «battute» dai gruppi criminali, hanno individuato nell'ultimo anno tre distinte bande di rapinatori, provenienti dal Rione Sanità e dai Quartieri Spagnoli di Napoli.

Al termine delle investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma – Gruppo reati contro il patrimonio, è stato emesso un provvedimento restrittivo per i due responsabili di undici rapine, a carico di persone con precedenti specifici: F.L. e S.A., entrambi 35enni, provenienti dai Quartieri Spagnoli di Napoli e già ristretti presso gli istituti di pena per altre rapine consumate nella Capitale. ù

Con quest'ultima tranche di misure cautelari, ottenute a seguito di una complessa attività investigativa, effettuata con ricognizioni fotografiche, analisi tecniche di traffico telefonico ed intercettazioni, è stato possibile ricostruire l'esatta dinamica delle 11 rapine consumate a Roma nella zona Eur – Tor Carbone dai due malviventi, nel periodo compreso tra i mesi di settembre 2016 e aprile 2017. I rapinatori, sempre in orario mattutino, si servivano di una precisa tecnica: dopo aver individuato la vittima in auto, la seguivano lungo il tragitto per aggredirla con violenza e portare via l'orologio, una volta che la stessa parcheggiava la propria autovettura, seguendola in alcune occasioni addirittura all'interno del condominio delle abitazioni private.

Le rapine analizzate e contestate, che coincidono con il periodo dell'anno scolastico e con la maggiore concentrazione di traffico veicolare con conseguente aumento di potenziali vittime e maggiore facilità di confondersi tra le auto, vanno infatti dal 20 settembre 2016 al 29 aprile 2017 e sono state consumate in danno di privati cittadini tra le 9:30 e le 13:30 del mattino in via delle Montagne Rocciose, via Simone Martini, via Giuseppe Berto, via Federico Seismit-Doda, largo Piero Bargellini, via del Serafico e via Antonio Maria Lorgna. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile nel corso dell'anno, hanno così consentito di ricostruire ben venticinque episodi commessi a cavallo tra il 2016 ed il 2017, arrestando complessivamente sette persone e disarticolando tre distinte bande di pregiudicati specializzati nelle rapine aggravate di orologi, messe a segno in varie zone di Roma da nord a sud, dalla Cassia ai Parioli, fino all'Eur, Marconi e a Tor Carbone.

Per portare a termine i «colpi», che hanno fruttato oltre 200.000,00 EUR tra orologi «Rolex», «Patek Philippe» e «Audemars Piguet», i malviventi non esitavano a minacciare le vittime, talvolta anche con un coltello, spesso percuotendole, provocando loro, spesso, serie lesioni.

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Roma, 16 colpi in 4 mesi: presa banda di rapinatori seriali

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Erano diventati il terrore dell'area a sud di Roma, mettendo a segno, tra luglio e novembre del 2016, decine di colpi a distributori di benzina e tabaccherie nel comune di Pomezia e lungo via Ardeatina e via Laurentina del comune di Roma. Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 italiani di 36, 40 e 41 anni, residenti a Fiumicino ed Ardea, tutti con precedenti, uno dei quali attualmente detenuto presso il carcere di Velletri, ritenuti responsabili di almeno 16 rapine. In particolare, il 36enne aveva il compito di entrare negli esercizi commerciali armato di pistola e di farsi consegnare l'incasso, mentre il 40enne ed il 41enne avevano le funzioni di palo e/o di autista per la fuga. L'attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia, con la collaborazione dei colleghi della Stazione di Pomezia, è scaturita dalle dichiarazioni di una delle vittime che, giorni prima della rapina, aveva indicato il numero di targa di un'auto sospetta, con due persone a bordo che osservavano insistentemente i suoi movimenti. 

L'analisi di molte ore di filmati del sistema di videosorveglianza del Comune di Pomezia e degli esercizi commerciali rapinati, l'analisi dei tabulati telefonici dei telefoni cellulari in uso agli indagati e molteplici servizi di osservazione hanno consentito di individuare tre autovetture, due delle quali risultate rubate, in uso ai rapinatori e la loro successiva identificazione. Gli indagati sono poi stati riconosciuti da alcune delle vittime nel corso di sedute di individuazione fotografica in caserma. I frame dei filmati di videosorveglianza degli esercizi commerciali rapinati hanno infine consentito, analizzando il modus operandi, le autovetture utilizzate per le rapine e l'abbigliamento in uso ai malviventi, di accertare la loro responsabilità nella commissione delle 16 rapine. Gli arrestati sono stati tradotti nel carcere di Velletri.

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Atac, Corte dei conti all’attacco per la B1. Oggi sciopero e addio riparazioni binari

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo e Giovanna Vitale) – Come una tela ormai lacerata, quando ti sembra di averla riparata mettendoci una toppa, ecco che si strappa di nuovo, appena un po' più in là. È la situazione di Atac che, dopo aver incassato dal tribunale l'ok alla domanda di concordato, rischia ora di rimanere scoperta su uno dei fronti più delicati: la sicurezza. E questo mentre per oggi si annuncia l'ennesima giornata di passione a causa dello sciopero dei mezzi pubblici, dalle 8,30 alle 12,30, che potrebbe far saltare centinaia di corse e provocare la chiusura delle metro. Tant'è che il Campidoglio ha deciso di spegnere i varchi diurni del centro storico e di Trastevere.

Ieri la Metro.Ferr ha infatti comunicato ai vertici di Via Prenestina che, "avendo appreso ufficialmente" dell'avvio della procedura fallimentare, la società "intende avvalersi della facoltà di sospendere tutte le attività in corso riferibili ai contratti" in essere. Saranno perciò interrotti sia "i lavori di manutenzione straordinaria sull'armamento e sulle infrastrutture della rete tranviaria", sia quelli di "manutenzione ordinaria programmata e non programmabile dell'armamento ferroviario e servizio di cantoneria e diagnostica della Metro C", sia infine i "lavori di rinnovamento dell'armamento nella tratta Catalano-Faleri della ferrovia Roma-Viterbo". In sostanza ogni intervento sui binari, che sono la spina dorsale della rete metroferroviaria di Roma, resteranno terra di nessuno: non presidiati né, in caso di guasto, sistemati.

Come se nulla fosse, però, oggi il board di Atac si riunirà per deliberare su una serie di questioni, tra cui la nomina del direttore generale, rimasta in sospeso dopo l'annuncio che ad assumere le deleghe – mai formalizzate per timori di esposti all'Anac – sarà l'attuale presidente e ad Paolo Simioni. Il quale ha firmato la convocazione del cda e, di fatto, delibererà sulla nomina di sé stesso. Aggiungendo una terza carica, quella più pesante, che gli consentirà di triplicare (e anche di più) il suo stipendio: da 70mila a 240mila euro.

Nel frattempo, dal passato arriva una buona notizia. Ieri la procura della Corte dei conti ha chiuso l'indagine sulla costruzione della B1. Il pm Massimo Perin ha inviato un invito a dedurre (il corrispettivo di un avviso di garanzia) ad Andrea Sciotti, ingegnere e direttore dei lavori del prolungamento della seconda linea del metrò, e al responsabile unico del procedimento Piero Lattanzi. Secondo i magistrati contabili dovrebbero restituire 19,7 milioni di euro a Roma Metropolitane. Si tratta della cifra incassata dall'azienda Metro B1 Scarl a titolo di "premio di accelerazione" nel 2007 per rimediare ai ritardi accumulati sulla consegna della tratta compresa tra le stazioni Bologna e Conca d'Oro. Una somma non dovuta, secondo la Corte. L'obiettivo non è mai stato raggiunto: a fronte del ricco bonus, il cantiere è stato infatti consegnato con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

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Botticelle a Roma, il pm: “Tutti i vetturini a giudizio per maltrattamenti”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Margherita D'Amico) – La politica li teme, la legge no: per i 43 vetturini, in pratica la totalità dei postiglioni delle contestatissime botticelle romane, il sostituto procuratore Alberto Galanti ha chiesto il rinvio a giudizio "in ordine al reato previsto e punito dagli articoli 110, 113, 727 comma 2 del Codice penale perché in concorso tra loro detenevano i cavalli addetti al servizio di trasporto a trazione animale dentro una struttura posta all'interno del complesso del Foro Boario di Roma in condizioni incompatibili con la natura degli animali e produttivi di gravi sofferenze".  Altre due informazioni di garanzia hanno raggiunto Luca Tosti Croce, veterinario della Asl Roma1 "con specifica posizione di vigilanza e controllo sulle stalle e sugli animali" e Luca Avarello, coordinatore della struttura Roma servizi per la mobilità srl di Roma Capitale, responsabile della manutenzione della struttura.

L'atto è dello scorso aprile ma ad annunciarlo oggi è la Lav, che figura come persona offesa assieme a Comune di Roma e Asl capitolina, servizio veterinario.  
"Siamo soddisfatti e fiduciosi nella giustizia" commenta il presidente Gianluca Felicetti. "All'ipotesi di maltrattamento degli animali si aggiunge la pluridecennale occupazione abusiva di uno spazio pubblico con forniture a carico dei cittadini".  E ancora, nella parte dell'ex Mattatoio di Testaccio adottata dai vetturini come ricovero per i cavalli vengono ravvisate strutture degradate e non idonee, mancanza di igiene, assenza di un regolare libro di servizi nonché dei registri relativi ai trattamenti farmacologici.

E' dal 2008 che associazioni protezionistiche e vasta opinione pubblica chiedono la dismissione di un servizio privato in concessione che la modernità ha reso incompatibile con il benessere dei cavalli. Era al via la giunta Alemanno, che difese i vetturini e stanziò fondi pubblici per sbancare una collina del Pincio e costruirvi una scuderia a loro uso esclusivo. Marino la rifinanziò, portando il totale a oltre 1.300.000 euro. In campagna elettorale la Raggi promise di porre fine a sofferenza animale e scandali amministrativi, ma alle parole non sono seguiti i fatti.

Traffico, smog, caldo e freddo insopportabili anche a causa dei cambiamenti climatici, scarso rispetto delle poche prescrizioni previste, continuano a causare agli animali malessere e incidenti talvolta mortali. Rimane inoltre poco chiaro il destino finale dei cavalli che un tempo era esplicitamente il macello, tanto che Alberto Sordi dedicò al tema il film drammatico "Nestore, l'ultima corsa". In tempi recenti si è reso obbligatorio garantire il pensionamento degli esemplari a fine carriera, trattandosi in prevalenza di trottatori scartati dalle piste e non destinati all'alimentazione. Ma non si ha prova effettiva di un ricovero per i reduci delle botticelle, e nel merito un'indagine della Lav ha sollevato ulteriori dubbi.

Conclude Felicetti: "Speriamo che l'odierno procedimento giudiziario incoraggi anche la chiusura delle indagini sulla scuderia realizzata al Pincio con sperpero di fondi pubblici e incredibili danni all'integrità di un luogo vincolato come Villa Borghese, e auguriamoci che l'Assemblea Capitolina esamini al più presto la proposta di Delibera di iniziativa popolare per la dismissione delle botticelle". La mozione in questione fu sottoscritta da oltre diecimila cittadini, il doppio delle firme necessarie affinché fosse votata entro quattro mesi, eppure è giacente dal febbraio 2015.  Al tempo le adesioni furono raccolte da Lav, Oipa, Avccp, Animalisti Italiani onlus.

Aggiunge Claudio Locuratolo, coordinatore provinciale delle guardie zoofile dell'Oipa di Roma e decano della battaglia per l'abolizione delle botticelle: "Dai controlli che abbiamo effettuato fra il 2016 e il 2017 diversi vetturini costringevano i cavalli al trotto, sia in violazione del Regolamento comunale a tutela degli animali, sia contrariamente a quanto stabilito da quello della Mobilità per i mezzi pubblici non di linea, che per la priva violazione stabilisce la sospensione della licenza per tre mesi, sei in caso di recidiva".

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Cronaca

Sgominata banda occupazioni abusive al Tufello: estorsioni, droga e tentati omicidi, sei arresti

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Estorsione, tentato omicidio, spaccio di droga: il vero volto delle occupazioni abusive al Tufello. Nelle prime ore della mattinata, gli agenti del commissariato Fidene Serpentara, unitamente al personale della polizia locale Gruppo Nomentano, hanno dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 3 in carcere e 3 agli arresti domiciliari, emesse dal gip del tribunale di Roma, su richiesta del pm Laura Condemi, nei confronti di altrettante persone, per rispondere dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione di armi da sparo, estorsione, nonché acquisto ai fini di cessione a terzi di sostanze stupefacenti, quali cocaina ed eroina.

I fatti hanno origine da un tentato omicidio, avvenuto il 18 febbraio scorso a Roma lungo la via Nomentana, scaturito da una lite per la contesa di un appartamento di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Ater, tra gli assegnatari legittimi e gli occupanti abusivi. In particolare gli indagati, approfittando della temporanea assenza dei legittimi assegnatari, occupavano gli immobili dell’Ater in via Giovanni Conti, nel quartiere Tufello. Con brutali minacce e violenza impedivano l’ingresso ai legittimi assegnatari, fino all’utilizzo delle armi da fuoco, come successo nell’episodio culminato con il tentato omicidio di un uomo, aggravato dalla presenza di due bambini all’interno dell’autovettura centrata dai colpi sparati dagli aggressori.

L’indagine ha consentito di ricostruire la forza intimidatoria di un gruppo criminale, organizzato quale vero e proprio clan familiare che, oltre a gestire il racket delle occupazioni abusive era dedito alla commissione di un variegato numero di reati, tra i quali estorsioni e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il lungo e complesso lavoro ha consentito di individuare, all’interno del gruppo familiare guidato da Gianluca D'Ascenzo, ben noto agli investigatori e già condannato per omicidio doloso, oltre che per rapina e violazione della normativa sugli stupefacenti, i vari compiti svolti da ognuno dei responsabili.

Le conversazioni intercettate hanno fornito piena prova di quanto appena affermato. Sono in corso approfondimenti investigativi per valutare la posizione di altre persone che in vario modo fiancheggiavano e sostenevano le attività illecite del clan suindicato.