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Achille Serra a Radio Roma Capitale: positiva la decisione di Minniti di fermare gli sgomberi

Il prefetto Achille Serra, ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha dichiarato: "Trovo positiva la decisione del ministro Minniti di fermare per ora gli sgomberi e di mettere a disposizione i beni confiscati alle mafie".

Sulla gestione dei flussi migratori, Serra ha affermato: "Mi sembra che il segnale dato da Minniti sia quello giusto".

In merito ai fatti di piazza Indipendenza, il prefetto ha dichiarato: "Il Comune doveva pensare a trovare una sistemazione a queste persone. Non trovo inoltre corretto che alcuni occupanti si rifiutino di andare nella sistemazione che viene indicata".

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Achille Serra a Radio Roma Capitale: bene forze dell’ordine e barriere in strada, ma non si possono prevenire attentati terroristici

Il prefetto Achille Serra, ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha dichiarato: "Fa bene il Ministero a disporre uomini delle forze dell'ordine in strada e a mettere fioriere e dissuasori, sono cose giustissime. Ma non si può prevenire un attentato, i terroristi hanno un modus operandi sempre più variegato. Mi sembra improponibile militarizzare tutta la città". 

"L'atto terroristico – ha aggiunto Serra – si può prevenire solo con la fortuna e se i servizi segreti di tutto il mondo si scambiano le notizie".

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Virginia Raggi dopo l’incontro in Prefettura

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Roma, emergenza alloggiativa: “Un albergo per i rifugiati vicino a piazza Indipendenza”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Nella basilica di Santi Apostoli, in via dei Fori Imperiali e al Verano, in zona ex Baobab. I rifugiati, assieme ai rappresentanti dei movimenti per la casa, restano in strada. Ma la prefettura non vuole più aspettare. L'obiettivo è dare un tetto agli sgomberati, sanare una situazione obiettivamente insostenibile. Per questo – in attesa del faccia a faccia Raggi- Minniti – è convocato per le 12.30 di domani a Palazzo Valentini un vertice a tre tra la padrona di casa, la prefetta Paola Basilone, il Campidoglio e la Regione. Per il Comune ci sarà alcun delegato, ma la sindaca Virginia Raggi in persona. Una presenza dal forte valore simbolico, richiesta dall'etichetta, dall'emergenza e dal bisogno di mostrare che i rapporti tra le tre istituzioni non viaggiano soltanto sulle frequenze dello scontro e la polemica.

A quel punto, con tutte le parti attorno allo stesso tavolo, partirà la proposta della prefettura. L'idea sarebbe quella di ricalcare uno schema già visto in altre città: al Comune potrebbe essere chiesto di prendere in carico i rifugiati rimasti senza un tetto dopo gli ultimi blitz delle forze dell'ordine. Nelle ultime ore hanno rifiutato di nuovo qualsiasi soluzione, compresi i circa 70 posti ancora a disposizione nelle strutture di accoglienza gestite da Roma Capitale.

La nuova proposta potrebbe essere più allettante: il Campidoglio M5S sarà invitato a stipulare una convenzione con un hotel, a offrire una sistemazione temporanea per una settimana. Al massimo 10 giorni. Il tempo necessario per consentire agli assistenti sociali del Comune di mettere nero su bianco un censimento bis. Di individuare di nuovo le cosiddette "fragilità" (donne incinte, nuclei familiari con bambini e persone malate) tra gli eritrei e i somali che vivevano nelle occupazioni di via Curtatone, a due passi da piazza Indipendenza e dalla stazione Termini, e di via Quintavalle a Cinecittà. In pieno stato di emergenza, lo sforzo potrebbe essere coperto con una minima parte dei famosi 40 milioni che la Regione ha spiegato a più riprese di aver già messo a disposizione del Comune grillino per risolvere l'emergenza abitativa.

Incontrati Virginia Raggi e i rappresentanti della Pisana – a sedersi al tavolo di domani potrebbe essere l'assessore alle Politiche abitative Fabio Refrigeri o il segretario generale Andrea Tardiola – la prefetta Paola Basilone dovrà convincere anche i movimenti per la casa. Ieri hanno richiesto di partecipare al tavolo. Da cinque giorni schierati a supporto degli accampati di via dei Fori Imperiali, vorrebbero sedersi al vertice di mercoledì per far sentire la propria voce.

La speranza di Palazzo Valentini e che l'ipotesi dell'hotel e di un secondo censimento, al momento la più percorribile, possa essere accolta senza ulteriori polemiche. Anche perché le istituzioni faranno di tutto per venire incontro alle esigenze dei rifugiati: l'idea è quella di cercare una sistemazione non troppo distante da piazza Indipendenza. Soprattutto per favorire la continuità didattica dei bambini di via Curtatone. Secondo i dati raccolti dalle forze dell'ordine nei mesi precedenti al blitz, frequentano scuole e asili non troppo distanti dalla stazione.

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Uova contaminate, cos’è il Fipronil e quali sono i suoi effetti nel lungo termine

(Fonte: www.ilfattoquotidiano.it)

(di Marco Bella) – La vicenda delle “uova contaminate al Fipronil è complessa e interessante. I mezzi d’informazione hanno riportato le notizie in modo sostanzialmente corretto, anche se frammentario. Ho raccolto qualche informazione che spero possa essere utile e fornire un quadro d’insieme.

L’uovo e la gallina. Le uova di gallina pesano circa da 50 a 70 grammi, di cui il guscio è la parte più leggera (10% in peso). Su ciascun uovo è indicato un codice che ne identifica l’origine. Il primo numero varia da 0 a 3, e indica come sono state allevate le galline, 3 significa “in gabbie”, 2 indica “a terra”, 1 e 0 invece “con vegetazione all’aperto”. Chiariamo che “a terra” vuole dire inallevamento intensivo, in capannoni dove ci sono 7-9 galline per mq, con la luce sempre accesa: un posto tutt’altro che rilassante. Le prime due lettere indicano la nazione di provenienza (per Italia: IT, per Paesi Bassi: NL) e il resto delle cifre indica lo stabilimento di produzione.

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Politica

Marco Cardilli a Radio Roma Capitale: antiterrorismo, presto fioriere anche a via del Corso

Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza del Comune di Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Per quanto riguarda le misure antiterrorismo, Cardilli ha affermato: "Nella ricerca spasmodica della sicurezza non dobbiamo perdere la vocazione turistica della città. Abbiamo posizionato le fioriere nelle parti che vengono considerate più a rischio, a breve verranno estese anche a via del Corso".

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Marco Cardilli a Radio Roma Capitale: sgombero di via Curtatone, non confermo notizia albergo ma a breve ci sarà soluzione

Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza del Comune di Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". In merito allo sgombero di via Curtatone, Cardilli ha dichiarato: "Le prospettive sono molteplici, ci sono una serie di opportunità legate anche al confronto con i movimenti per il diritto alla casa. Il Campidoglio già lavorava ad alcune iniziative, sono progetti di media durata che ripartono dopo un periodo in cui sono stati fermi. Adesso anche il ministro dell'Interno ci sta dando una mano su questo fronte. Questi problemi si possono risolvere solo con una sinergia concreta: è importante ritrovare un'unitarietà di azione anche con la Regione, non ci sottraiamo ad un tavolo interistituzionale".

"La nostra presenza – ha aggiunto il delegato alla Sicurezza – non è mai venuta a mancare, c'ero anche io a piazza Indipendenza, anche se la situazione non ha permesso una presenza fissa delle istituzioni in piazza. Nell'immediatezza quello che si poteva fare era il tipo di assitenza che abbiamo offerto: quello che abbiamo detto abbiamo fatto. Entro ottobre avremo un quadro completo per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie".

"Al momento non mi sento di confermare che la soluzione sia quella dell'albergo, ma dal tavolo interistituzionale a breve ci sarà una soluzione".

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Migranti a Roma, Raggi chiede aiuto a Minniti per trovare un tetto ai rifugiati

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Gli strascichi dell’operazione di via Curtatone si fanno sentire. E il quadro, tra le consuete polemiche, è in costante mutazione. Perché alle 60 famiglie di rifugiati che, sgomberate dall’altra occupazione di Cinecittà, vivono ormai da giorni nelle tende piazzate nella basilica di piazza Santi Apostoli si sommano gli accampati di via Tiburtina, zona ex Baobab, e quelli che ora per casa hanno un angolo di via dei Fori Imperiali.

Non si muoveranno da lì finché non otterranno un faccia a faccia con Comune, Regione o prefettura. Già oggi potrebbero essere ricevuti a Palazzo Valentini, in un incontro che aprirà la settimana calda dell’emergenza abitativa nella capitale. Il momento clou, il più atteso, sarà il vertice tra la sindaca Virginia Raggi e il ministro dell’Interno Marco Minniti.

L'appuntamento è stato ottenuto solo dopo un fitto scambio di comunicazioni. Prima parola all'inquilina del Campidoglio, sabato, con un sms. Replica positiva del Viminale. Poi è arrivata l'intervista rilasciata dalla prima cittadina alla Stampa: "Roma ha un carico di decine di migliaia di persone che non sono censite ufficialmente. Non si può far finta che queste persone non esistano perché non sono riportate in una tabella Excel. Manca una politica nazionale adeguata su immigrazione e accoglienza ". Parole che, alla vigilia di una riunione tanto delicata, hanno lasciato perplessi chi si era appena visto chiedere un incontro. A quel punto il Comune ha dovuto correggere il tiro, assicurando di avere "buoni rapporti e costanti contatti istituzionali" con la controparte. Riunione salva. A fatica.

Anche perché da Forano arriva secco il "no" del Consiglio del paesino del reatino. Il piccolo Comune ieri ha votato contro il trasferimento di circa 40 degli sgomberati da via Curtatone, lo stabile finito più volte nel mirino delle forze dell'ordine negli ultimi anni per episodi di spaccio e compravendita di posti letto e poi svuotato con un blitz della polizia il 19 agosto. I rifugiati avrebbero dovuto avere di alcune villette – dichiarate però inagibili dal sindaco di Forano – della Sea, la società che gestisce in affitto il palazzone di Idea Fimit.

Insomma, le grane si sommano per chi deve trovare una soluzione. Mentre la prefetta Paola Basilone attende la prossima circolare del Viminale che dovrebbe formalizzare l'ipotesi circolata nelle ultime ore: utilizzare i beni confiscati alla mafia per risolvere l'emergenza casa. In termini numerici, ci sarebbero immobili a sufficienza. A Roma 452 (140 appartamenti, 36 abitazioni e 8 ville) sono ancora in carico all'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Il Comune, poi, gestisce altre 66 tra case, negozi e terreni. L'ex assessore al Bilancio Andrea Mazzillo ha messo a punto una delibera per rimettere a bando quei beni, fino ad oggi assegnati senza gara. Senza il via libera del Consiglio comunale, però, è paralisi: in una delle ultime commissioni patrimonio, i dirigenti degli uffici capitolini hanno chiarito che senza il nuovo regolamento non si andrà troppo lontano. Esempio: l'Agenzia vorrebbe consegare al Comune altre 17 unità immobiliari, ma attende ancora una replica del Campidoglio. Che, per la fine del 2019, conta di raggiungere la gestione di 300 abitazioni sottratte alla criminalità organizzata. Un obiettivo realistico? Si vedrà dopo la mappatura in programma entro il 30 ottobre.

Con le nuove direttive del ministro Minniti, in caso di inerzia del Comune, dovrebbe essere intanto la prefettura a poter sbloccare la partita. Sia sui beni confiscati alla mafia che su quelli pubblici. Non prima di aver interpellato il demanio, aver individuato gli immobili adatti all'operazione e aver sciolto il nodo dell'eventuale indennità di requisizione da versare all'amministrazione pubblica interpellata. Insomma, la partita potrebbe prendere intere settimane, mesi. Anche perché ci sarà da affrontare la questione graduatorie. A Roma in 10.500 attendono una casa popolare e il Comune ne può garantire circa 500 l'anno. Resta quindi da individuare la modalità di inserimento dei rifugiati nei listoni. L'ipotesi di un elenco bis scatenerebbe le proteste di chi aspetta da anni. Gli equilibri sono precarissimi.

Lo sa bene l'assessora alle Politiche sociali Laura Baldassarre. Ieri ha visitato i centri che ospitano circa 50 degli sgomberati di via Curtatone: "Abbiamo incontrato donne incinte, anziani e malati. Abbiamo visto bambini giocare. Ci siamo accertati delle loro condizioni". Per poi chiedere loro di farsi tramite della voce del Comune con gli altri ex occupanti: ci sono almeno altri 70 posti a disposizione. Letti, non tende.

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Cronaca

Cinque arresti a Torvaianica per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti

ROMA: SPACCIAVANO A MINORENNI SOTTO L’OMBRELLONE: LA POLIZIA DI

STATO SMANTELLA UN GRUPPO CRIMINALE DI MAROCCHINI OPERANTE NEI

PRESSI DI UNA SPIAGGIA DI TORVAIANICA.

All’esito di un’articolata operazione di polizia giudiziaria, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Roma, nel pomeriggio del 25 agosto, ha tratto in arresto cinque cittadini marocchini, A.A. 32 anni, A.N. 47 anni, Z.A. 33 anni, K.A. 38 anni e B.B. 29 anni, colti in flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso tra loro.

Ed invero, i cinque nordafricani, gravati da precedenti di polizia per reati in tema di stupefacenti ed irregolari sul Territorio Nazionale, avevano allestito un vero e proprio chiosco della droga al centro di una spiaggia libera sulla litoranea di Torvaianica.

Sotto il loro ombrellone, infatti, all’interno di zaini e borse frigo, detenevano diversi involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana ed hashish, oltreché bilancini di precisione ed altro materiale funzionale alla ripartizione al dettaglio delle dosi da vendere.

A seguito di attività di appostamento iniziata sin dalle prime ore del mattino, i “Falchi” della Squadra Mobile, mimetizzati tra i bagnanti, potevano accertare che il gruppo di marocchini appariva muoversi secondo uno schema organizzativo collaudato: gli stessi, dopo aver armeggiato all’interno degli zaini posti sotto l’ombrellone, in modo alternato, si allontanavano a coppie per avvicinare i bagnanti in spiaggia ed offrire stupefacente.

Un servizio che aveva tra i clienti soprattutto minorenni, raggiunti comodamente sotto i loro ombrelloni dagli spacciatori.

Nonostante si muovessero con sospetto e massima attenzione, il gruppo di marocchini non si avvedeva che tra la folla dei bagnanti erano camuffati in tenuta da mare numerosi poliziotti che, accertata la cessione, si lanciavano all’inseguimento dei delinquenti bloccandoli ed ammanettandoli.

Per sottrarsi all’arresto, oltre ad opporsi con violenza ai poliziotti, alcuni soggetti si gettavano tra i cespugli di rovi presenti in spiaggia, costringendo gli operanti ad un difficile inseguimento.

Sotto l’ombrellone occupato dal gruppo criminale, anche con l’ausilio di unità cinofile, venivano rinvenuti complessivamente circa un chilogrammo di marijuana e 2 kg. di hashish, oltre a denaro contante provento della vendita dello stupefacente.

Nel corso dell’operazione, venivano fermati anche gli acquirenti, tre ragazzi italiani, di cui due minorenni, segnalati alla Prefettura- Ufficio Territoriale del Governo di Viterbo ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. n. 309 del 1990, il Testo Unico in tema di stupefacenti e sostanze psicotrope che a carico di chi detiene sostanza stupefacente per uso personale prevede una serie di importanti sanzioni amministrative (sospensione della patente di guida, del passaporto, ecc.) oltre alla sottoposizione ad un programma terapeutico e socio –riabilitativo.

Durante le predette fasi, un agente dei Falchi, aggredito da uno degli arrestati, subiva la frattura della mano destra, riportando una prognosi di 30 giorni.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale Penale di Velletri, tutti gli arrestati sono stati ristretti presso la Casa Circondariale di Velletri e posti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

 

Roma, 28 agosto 2017

Comunicato scaricabile dal sito: http://questure.poliziadistato.it/Roma
e dalla pagina Facebook della Questura di Roma (clicca qui)
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Cronaca

Ostia, in pineta scoppia un nuovo incendio all’alba

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Non c'è pace per la pineta di Ostia. Ormai non passa un giorno senza che divampino nuovi roghi in quello che era il polmone verde di Roma e che nei giorni si sta trasformando in una desolante distesa di cenere.

Oggi, intorno alle 6 del mattino, come accade da oltre una settimana, si è sviluppato un nuovo incendio. Le fiamme sono partite, ancora una volta, dalla stessa zona interessata dai roghi degli scorsi giorni, il tratto di pineta compresa tra viale Villa di Plinio e via Cristoforo Colombo, verso il mare. Tra le ipotesi prese in considerazione, anche quella che le fiamme possano essersi sviluppate dalla brace sottostante dei roghi dei giorni scorsi, non spenta del tutto.

È intervenuto un elicottero della Regione, con frequenti lanci mirati per tentare di sconfiggere le fiamme. La pineta di Castel Fusano continua a bruciare nonstante i presidi dei vigili urbani e dell'esercito.

Fiamme anche a Salone e Prima Porta. Ancora roghi di sterpaglie nella notte a Roma. I vigili del fuoco sono intervenuti al campo nomadi di via Salone e a Prima Porta dove, a quanto riferito dai pompieri, c'erano focolai all'interno del cimitero. Nella serata di ieri i pompieri hanno effettuato almeno 60 interventi con una percentuale molto alta di incendi di sterpaglie.