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Cultura

L’almanacco romano: 14 giugno 2001, la Corte di Cassazione condanna a cinque anni di carcere Francesco De Lorenzo

14 giugno 2001 La Corte di Cassazione condanna a cinque anni di carcere Francesco De Lorenzo giudicato colpevole di avere incassato tangenti dalle industrie farmaceutiche durante il mandato come Ministro della Sanità.

Coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, ha avuto una condanna definitiva (5 anni) per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione in relazione a tangenti per un valore complessivo di circa nove miliardi di lire, solo in parte ottenute da industriali farmaceutici dal 1989 al 1992, durante il suo ministero. 

Le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione con sentenza n. 14 del 20 luglio 1994 hanno chiarito che "La stessa accusa ha prospettato che tutte le somme corrisposte finivano nelle casse del partito al quale De Lorenzo apparteneva".

Nel giugno 2010, la Terza Sezione Giurisdizionale d'Appello della Corte dei Conti ha escluso il danno erariale conseguente al presunto illecito aumento dei prezzi dei farmaci, ma ha comunque condannato il De Lorenzo ad un risarcimento di 5 milioni di euro per danno all'immagine dello Stato

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Politica

Lazio, Comunali: Da Allumiere a Ventotene, Qui Tutti i Verdetti

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

PROVINCIA ROMA 

ALLUMIERE: eletto sindaco Antonio Pasquini (lista civica); ARDEA: ballottaggio tra Alfredo Cugini (lista civica) e Mario Savarese (M5S); CAMERATA NUOVA: eletto Settimio Liberati (lista civica); CAPENA: eletto Roberto Barbetti (lista civica); CASTEL GANDOLFO: eletta Milvia Monachesi (lista civica); CASTELNUOVO DI PORTO: eletto Riccardo Travaglini (lista civica); CERVETERI: ballottaggio tra Alessio Pascucci (lista civica) e Anna Lisa Belardinelli (Fdi-An + 3 liste civiche); CICILIANO: eletto Massimiliano Calore (lista civica); FONTE NUOVA: ballottaggio tra Piero Presutti (Fdi-An + 3 liste civiche) e Graziano Di Buò (Di + 2 liste civiche); FORMELLO: eletto Gian Filippo Santi (lista civica); FRASCATI: ballottaggio tra Raffaele Pagnozzi (Pd, Cd, + 3 liste civiche) e Roberto Mastrosanti (lista civica); GROTTAFERRATA: ballottaggio tra Luciano Andreotti (lista civica) e Stefano Bertuzzi (Pd, Udc-Alternativa popolare + 1 lista civica); GUIDONIA MONTECELIO: ballottaggio tra Emanuele Di Silvio (Pd, Ap + 2 liste civiche) e Michel Barbet (M5S); LABICO: eletto Danilo Giovannoli (lista civica); LADISPOLI: ballottaggio tra Marco Pierini (Pd + 4 liste civiche) e Alessandro Grando (Fdi-An + Ncs + 1 lista civica); LANUVIO: eletto Luigi Galieti (lista civica); LARIANO: eletto Maurizio Caliciotti (lista civica); MANZIANA: eletto Bruno Bruni (lista civica); MAZZANO ROMANO: eletta Nicoletta Irato (lista civica); MONTECOMPATRI: eletto Fabio D'Acuti (lista civica); NEMI: eletto Alberto Bertucci (lista civica); NEROLA: eletta Sabina Granieri (lista civica); TORRITA TIBERINA: eletta Rita Colafigli (lista civica);

 

PROVINCIA FROSINONE

CAMPOLI APPENNINO: eletto Pancrazia Di Benedetto (lista civica); CASTELNUOVO PARANO: eletto Oreste De Bellis (lista civica); CERVARO: eletto Angelo D'Aliesio (lista civica); FROSINONE: eletto Nicola Ottaviani (Fi, Ap, Fdi-An, Cuoritaliani + 5 liste civiche); PICINISCO: eletto Marco Scappaticci (lista civica); PIEDIMONTE SAN GERMANO: eletto Gioacchino Ferdinandi (lista civica); POFI: eletto Tommaso Ciccone (lista civica); SAN BIAGIO SARACINISCO: eletto Dario Giustino Iaconelli (lista civica); SAN GIOVANNI INCARICO: eletto Paolo Fallone (lista civica);

PROVINCIA RIETI 

ANTRODOCO: eletto Alberto Guerrieri (lista civica); CASAPROTA: eletto Marcello Ratini (lista civica); CITTADUCALE: eletto Leonardo Ranalli (lista civica); MONTENERO SABINO: eletto Ivano De Angelis (lista civica); NESPOLO: eletto Luigino Cavallari (lista civica); PESCOROCCHIANO: eletta Ilaria Gatti (lista civica); RIETI: ballottaggio tra Antonio Cicchetti (Agire, Fi, Fdi-An, Udc, Di, + 5 liste civiche) e Simone Petrangeli (Pd, Psi, + 4 liste civiche); SALISANO: eletta Gisella Petrocchi (lista civica);

PROVINCIA LATINA

CORI: eletto Mauro Primio De Lillis (lista civica); GAETA: eletto Cosmo Mitrano (lista civica); PONZA: eletto Francesco Ferraiuolo (lista civica); SABAUDIA: ballottaggio tra Giada Gervasi (lista civica) e Giovanni Secci (Fi,Fdi-An + 3 liste civiche); SAN FELICE CIRCEO: eletto Giuseppe Schiboni (lista civica); SANTI COSMA E DAMIANO: eletto Franco Taddeo (lista civica); SEZZE: eletto Sergio Di Raimo (Pd + 4 liste civiche); VENTOTENE: eletto Gerardo Santomauro (lista civica);

PROVINCIA VITERBO

BARBARANO ROMANO: eletto Rinaldo Marchesi (lista civica); CAPRANICA: eletto Pietro Nocchi (lista civica); CASTEL SANT'ELIA: eletto Vincenzo Girolami (lista civica); LATERA: eletto Francesco di Biagi (lista civica); MONTALTO DI CASTRO: eletto Sergio Caci (lista civica); RONCIGLIONE: eletto Mario Mengoni (lista civica); TARQUINIA: ballottaggio tra Pietro Mencarini (lista civica) e Giovanni Moscherini (lista civica).

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Politica

Palestre scolastiche, a Roma società sportive in rivolta: “Assegnazioni a rischio”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Anna Dichiarante) – A settembre i cittadini che usufruiscono dei servizi dei centri sportivi municipali potrebbero avere una brutta sorpresa: le attività rischiano di non riprendere, a causa della scadenza delle concessioni degli spazi in cui le stesse si svolgono. Un problema che potrebbe verificarsi in molti Municipi della Capitale. I nuovi bandi per l’affidamento delle palestre utilizzate dalle associazioni sportive avrebbero dovuto essere emanati entro il 30 aprile, ma al momento solo in pochi casi sono stati pubblicati. E ciascun Municipio procede secondo criteri suoi, mancando un indirizzo unico a livello comunale. A sollevare la questione è il Coordinamento delle società sportive che oggi, alle 12.30, ha convocato una conferenza sotto la sede dell’assessorato allo Sport di Roma Capitale. «Il rischio — sostiene il Coordinamento — non è solo che bambini e anziani siano costretti a rivolgersi in alternativa a centri privati e più costosi, ma pure che si profili un danno erariale per l’amministrazione. Perché il Comune perderebbe i canoni pagati dalle società, in base a una tariffa oraria, per l’uso degli spazi».

Dagli anni Settanta il Comune gestisce il servizio dei centri sportivi municipali in regime di sussidiarietà, affidando alle associazioni le palestre e le strutture delle scuole elementari e medie, in orario extrascolastico. Per procedere a questi affidamenti di durata triennale, il Consiglio comunale approvò nel 2003 una delibera, tuttora in vigore, che individua criteri, procedure e quote associative. Secondo vari dirigenti municipali, però, questo regolamento sarebbe in contrasto con alcune norme del nuovo Codice degli Appalti. Così, in attesa dell’approvazione di un testo aggiornato da parte della giunta capitolina, l’anno scorso è stata accordata una proroga fino al 30 giugno 2017. Ma del nuovo regolamento ancora non c’è traccia. «La giunta — accusa il Coordinamento — si è contraddistinta per inerzia. I dirigenti municipali si stanno muovendo a macchia di leopardo, con criteri improvvisati che non tengono conto dell’esperienza e del radicamento delle realtà sportive ».

A suscitare la protesta, in particolare, è il criterio della rotazione nell’affidamento delle strutture che, secondo i soci, lederebbe il diritto degli utenti alla continuità didattica. Visto il ritardo nell’emanazione degli avvisi di affidamento, si teme poi che il servizio non parta all’inizio del prossimo anno scolastico. Per questo, il Coordinamento chiede all’Assemblea capitolina di approvare una proroga annuale degli affidamenti, in attesa dell’approvazione del nuovo regolamento e di un indirizzo politico unitario. Queste ragioni, del resto, sono condivise in parte anche dal presidente della Commissione Sport del Comune, Angelo Diario, che oggi parteciperà all’incontro con i soci. In una lettera inviata ai Municipi, Diario spiega come tra regolamento e Codice degli Appalti non ci sia un’incompatibilità «tale da impedire l’avvio della procedura per l’affidamento», salva la necessità di reinterpretare alcuni criteri di assegnazione.

(* immagine di Dave Lanovaz)

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Cultura

L’almanacco romano: 13 giugno 2000, scompare 75enne Bruno Martino

13 giugno 2000 Scompare 75enne Bruno Martino. E' stato un cantante, compositore e pianista italiano, famoso tra gli anni cinquanta e i primi settanta. 

Il suo primo successo fu Kiss me kiss me, lanciato nel programma televisivo Ritmi d'oggi, per la regia di Enzo Trapani; seguirono brani che divennero celebri come Nel duemila, Estate, E la chiamano estate, Jessica, Forse, Sono stanco, Sabato sera, Che sarà di noi,

Prova a darmi un bacio, Quando un giorno, Cos'hai trovato in lui, Baciami per domani, Ma tu chi sei e tantissimi altri; diverse poi sono le perle scritte ma rimaste sconosciute.

Moltissimi jazzisti di tutto il mondo hanno interpretato "Estate", brano portato alla visibiltà internazionale dal cantante-chitarrista brasiliano Joao Gilberto, che lo scoprì durante una tournée italiana, lo riarrangiò in versione "bossa" e ne fece uno standard, oggi tra i più eseguiti. 

Partecipò al Festival di Sanremo, del 1961, con il brano A.A.A. Adorabile cercasi, insieme a Jula de Palma, non entrando comunque in finale. Il suo repertorio è stato inoltre interpretato da Fred Bongusto, Peppino Di Capri e Franco Califano.

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Cultura

L’alamanacco romano: 13 giugno 1981, le squadre di soccorso non sono riuscite ad estrarre vivo il piccolo Alfredino Rampi

13 giugno 1981 Le squadre di soccorso non sono riuscite ad estrarre vivo il piccolo Alfredino Rampi dal pozzo artesiano di Vermicino in cui era caduto 2 giorni prima.

La notizia fu data al telegiornale l'11 giugno: data in cui cominciava un'estenuante e inutile corsa per salvarlo. Gli occhi di tutta Italia per 60 ore rimasero puntati sul piccolo paese di Vermicino in un tripudio di lacrime e speranze che, purtroppo, si rivelarono vane. La vicenda cambiò per sempre il modo di intendere la televisione: il dramma di Alfredino si consumò in diretta tv sotto gli occhi degli italiani e l'annuncio della sua morte, dopo vari tentativi di salvarlo, fu dato tra le lacrime dal conduttore del Tg1 Massimo Valentini. 

A calarsi nel pozzo provò anche il 37enne Angelo Licheri, tipografo con un fisico minuto che, si pensava, gli avrebbe permesso di raggiungere il piccolo Alfredino e portarlo su con un'imbracatura. Un tentativo fallito, come gli altri. Dopo la morte del figlio, Franca Rampi fu ricevuta dal presidente Pertini e lo convinse della necessità di istituire una struttura nazionale che si occupasse di protezione civile: dalla tragica fine di un bimbo di sei anni nacque quindi la Protezione civile che tutti conosciamo. 

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Cultura

L’almanacco romano: 10 giugno 1924, il delitto Matteotti

10 giugno 1924 Delitto Matteotti: «Uccidete pure me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai». Così il politico socialista Giacomo Matteotti si rivolse alla Camera dei Deputati, quasi presagendo il disegno criminoso del regime fascista di cui denunciò violenze e abusi fino all'ultimo giorno di vita. Disegno che fu messo in pratica un pomeriggio di giugno da cinque membri della “polizia politica”, che dopo averlo rapito nella zona del Lungotevere (testimoni due bambini), lo accoltellarono e abbandonarono il cadavere nelle campagne della Capitale.

L’episodio, di cui Mussolini stesso ammise la responsabilità, segnò uno spartiacque nella lotta al regime, coalizzando i partiti d’opposizione che abbandonarono per protesta il Parlamento (passata alla storia come Secessione dell'Aventino ed entrata nel linguaggio politico). Il governo ne approfittò per approvare leggi più restrittive nei confronti della stampa e della libertà di associazione.

Da allora Giacomo Matteotti fu assunto a figura simbolo dell’antifascismo, ricordata nella toponomastica italiana e nelle commemorazioni ufficiali delle vittime del fascismo.

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Cronaca

Roma, sequestrati beni per 2.5 milioni a imprenditore romano

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Una villa con piscina in via Cassia, località La Storta, un lussuoso yacht in Sardegna, tre imprese – di cui due operanti nel commercio di veicoli e una nel settore abbigliamento – auto di lusso e vari rapporti finanziari. Il tutto per un valore di oltre 2.5 milioni di euro. Sono i beni che i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno sequestrato ad un imprenditore romano, V.P., 47 anni, gravato da sentenze di condanna per i reati di ricettazione, detenzione illegale di armi e munizioni, truffa, falsità in scrittura privata, falsità materiale in autorizzazioni amministrative, nonché acquisto, detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti.

Il decreto di sequestro dei beni anticipato, finalizzato alla confisca, ex artt. 20 D.Lgs 159/2011, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, è arrivato a conclusione di indagini patrimoniali, svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, che hanno consentito di rilevare come l'uomo, destinatario del provvedimento di sequestro, disponesse di beni del valore del tutto sproporzionato rispetto al reddito percepito e dichiarato dal medesimo e dalle persone rientranti nel suo nucleo familiare, tanto da far ritenere che tali risorse economiche costituiscano provento o reimpiego di attività delittuose.

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Cronaca

Roma, torna l’incubo rifiuti: l’impianto dei privati ora smaltisce a metà

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Cecilia Gentile) – Cinquecento tonnellate al giorno di rifiuti. Da oggi saranno sparse di nuovo nelle strade di Roma con la colonnina di mercurio che si avvicina ai 30 gradi. Perché la capitale non ha fatto in tempo ad uscire da un'emergenza che, ecco, si appresta ad entrare in un altra. Per il suo fragilissimo sistema di gestione rifiuti è scoppiata la tempesta perfetta. Il gruppo Colari di Manlio Cerroni ha appena comunicato ad Ama che nei suoi due tmb di Malagrotta non lavorerà più 1.250 tonnellate al giorno di spazzatura per trasformarla in cdr da trasferire agli inceneritori, ma soltanto 700, a causa dei suoi debiti con i fornitori. Vuol dire che all'Ama rimarranno oltre 500 tonnellate di rifiuti che al momento non sa dove dirottare.

Gli impianti di Latina e Frosinone, dove già porta rispettivamente 180 e 160 tonnellate al giorno, non potranno accettare ulteriori carichi. Sono stati infatti precettati dalla Regione Lazio a lavorare i rifiuti dei comuni del viterbese e di quelli a nord di Roma come Civitavecchia, perché il loro tmb di riferimento a Viterbo "Ecologia Viterbo", sempre di Cerroni, è andato a fuoco domenica notte: tre focolai distinti all'una del mattino. La tempesta perfetta, appunto. Ed una nuova emergenza rifiuti per Roma.

"Si profila una doppia emergenza, ambientale e sanitaria – avverte Stefano Ciafàni, direttore generale di Legambiente – Immaginiamoci cosa può succedere con tante microdiscariche sotto casa con le temperature estive. Il discorso è sempre lo stesso: Roma deve attrezzarsi con suoi impianti pubblici per chiudere il ciclo dei rifiuti, invece di far continuare ad arricchire gli autotrasportatori che portano altrove la spazzatura romana ed essere alla mercè degli impianti altrui".

Dal 1 luglio la situazione rischia di peggiorare ancora. In quel periodo gli stabilimenti del nord vanno in manutenzione ed accettano quantitativi minori di rifiuti. Una situazione nella quale Ama si è già trovata lo scorso anno, nello stesso periodo, quando l'allora assessora all'Ambiente Paola Muraro puntava il dito contro i vertici Ama. Con uno scenario del genere sicuramente Ama non riuscirà a svuotare le fosse dei suoi due tmb al Salario e a Rocca Cencia, come si era impegnata a fare firmando il 23 maggio un accordo con i sindacati. Appena mercoledì l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari, il dg Ama Stefano Bina e i sindacalisti della Cgil Funzione pubblica Roma e Lazio avevano effettuato un secondo sopralluogo all'impianto del Salario, constatando che le dimensioni dei rifiuti in giacenza si erano ridotte. Ma i volumi sono destinati a crescere di nuovo. Ora nella fossa del Salario ci sono 3.000 tonnellate, rispetto alle 6.000 di maggio, il limite è di 4.000.

"Come avevamo previsto, siamo di nuovo in emergenza – dichiara Athos De Luca, presidente del Forum Ambiente del Pd – Roma non può continuare a gestire i rifiuti affidandosi a privati e ai ricatti di Cerroni. Ci vuole un piano industriale serio".
"In continuità con gli ultimi 20 anni, a parte la breve parentesi della giunta Marino che aveva prospettato quattro ecodistretti, anche questa amministrazione non vuole affrontare il tema della chiusura del ciclo dei rifiuti", riprende Ciafàni di Legambiente.

Che soluzioni nell'immediato? Ama potrebbe di nuovo attivare il suo tritovagliatore mobile, che può lavorare fino a 300 tonnellate al giorno. Nel suo blog Cerroni chiede di utilizzare il suo tritovagliatore, che può trattare 500 tonnellate al giorno, lo stesso che l'allora assessora Paola Muraro spingeva ad utilizzare un anno fa, in aperto dissenso con l'ex presidente di Ama Daniele Fortini, che infatti si dimise. Oppure, ancora, la sindaca Raggi potrebbe chiedere aiuto alla Regione per portare fuori dal Lazio i rifiuti in eccedenza. La nostra regione non può accettare altra spazzatura. Latina e Frosinone sono pieni. L'impianto di Albano laziale, proprietà di Manlio Cerroni, è andato a fuoco lo scorso 30 giugno e non è più ripartito. L'altro tmb, sempre di Cerroni, a Guidonia, è stato messo sotto sequestro dalla magistratura.

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Politica

Assessore Meleo a Radio Roma Capitale 93fm: “Contiamo che entro la fine di questo mandato i cittadini potranno utilizzare la funivia”

Linda Meleo, assessora alla Città in movimento del Comune di Roma, intervenendo oggi ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha parlato della progetto della funivia Battistini-Casalotti: "I vantaggi sono i tempi brevi in cui si può realizzare e l'economicità rispetto ad altre infrastrutture. Anche l'impatto sul territorio è molto limitato. Questa infrastruttura è perfettamente rispondente alla domanda di mobilità della zona. Inoltre, la prima parte dello studio di fattibilità ha messo in evidenza cheil 70% della popolazione è favorevole".

"Contiamo – ha aggiunto l'assessora – che entro la fine di questo mandato i cittadini potranno utilizzare la funivia".

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Cultura

L’almanacco romano: 9 giugno 1889, viene inaugurato il monumento a Giordano Bruno

9 giugno 1889.

Alle ore 11,20 viene inaugurato il monumento a Giordano Bruno, esempio massimo di libero pensiero,
la sua inaugurazione si trasforma in una grande manifestazione delle forze democratiche, radicali e socialiste. 

Due comitati universitari internazionali, sorti rispettivamente nel 1876 e nel 1884 con l’adesione di uomini di cultura di tutta Europa, raccolsero la somma necessaria per la realizzazione del monumento.

Nel 1877 il Comune di Roma non fece obiezioni sulla scelta di Campo de’ Fiori, concedendo anche un modesto contributo; nel 1887, tuttavia, quando in Campidoglio la maggioranza era clericale, la collocazione del monumento assunse il significato di una battaglia politica per i rappresentanti degli ideali liberali e anticlericali ed il partito liberale se ne servì anche per mobilitare l’elettorato in vista delle elezioni comunali del 1888.

L’ideazione del monumento venne affidata allo scultore Ettore Ferrari  che presentò nel 1879 una prima versione della statua, raffigurante Giordano Bruno in atteggiamento di sfida davanti al tribunale dell’Inquisizione. Il bozzetto non venne accettato e pertanto nel 1887 fu presentata la proposta poi realizzata con Giordano Bruno raffigurato in atteggiamento di filosofo, raccolto in se stesso, con le mani incrociate sul suo libro chiuso e con lo sguardo dritto davanti a sé. Sul basamento in granito sono otto medaglioni in bronzo con i ritratti di liberi pensatori e tre riquadri con gli episodi più importanti della vita di Bruno. La statua, realizzata in bronzo, fu fusa presso la fonderia Crescenzi di Roma.

(* immagine di  Antonio Fassina)