Discreto e attento fino alla fine, non ha provocato danni, né ferito
o ucciso persone.
Si è schiantato stamani in un attimo poco dopo le 9.
Ha terminato così la sua vita secolare il pino caduto oggi a piazza San Marco, a due passi da piazza Venezia e dal Campidoglio, nel cuore di Roma.
Dopo i vigili urbani che hanno messo in sicurezza la zona sono accorsi anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi.
Con loro i tecnici del Comune, impegnati a capire i motivi dello schianto, allo stato legati solo alla vecchiaia, a una ‘carie’ interna
che ne aveva minato la stabilità, e forse a qualche intervento del passato che gli ha danneggiato le radici.
E’ SUCCESSO OGGI A PIAZZA SAN MARCO, A DUE PASSI DA PIAZZA VENEZIA
La pianta aveva almeno un’ottantina d’anni. L’albero, altissimo, è caduto parallelamente al marciapiede: una circostanza molto fortunata, viene sottolineato, perché in questo modo non ha colpito né persone
né veicoli. Proprio la dinamica della caduta ha fatto pensare ai tecnici del Comune non solo all’età dell’albero, ma anche all’effetto di passati lavori di risistemazione del marciapiede che ha ridotto le radici a terra proprio per realizzare il ciglio di cemento.
Si esclude che il crollo possa essere attribuibile al caldo:
si tratta di alberi ormai antichi, secolari, spiegano i tecnici, che non vengono innaffiati come si usa per quelli di recente messa a dimora.
Ora si attende la ‘cartella clinica’ della pianta, e si lavora per escludere altri agenti patogeni, come avvenne per esempio per i platani di via Merulana.
ERA STATO POTATO NEL 2020
Era stato potato nel 2020 ed erano state eseguite le prove di trazione, oltre ai trattamenti per la Toumeyella, cioè la cocciniglia dei pini.
Ora dovrebbero essere eseguite delle prove anche sugli altri alberi vicini.
“Era stato potato, e aveva subito tutti i trattamenti tre anni fa. Non c’è stato un deficit di manutenzione – ha spiegato il sindaco Gualtieri – Era un albero curato. Adesso però vedendolo, sembrerebbe che all’interno si fosse creata una sorta di ‘carie’ e con l’età dell’albero si reggeva sulle radici esterne. Forse, ma questa è solo una ipotesi possono essere state ridotte da un intervento del vecchio Giubileo”. La sua alta e folta chioma ora mancherà a romani e turisti.