Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande regista.
Il 29 novembre 2010: muore a Roma MARIO MONICELLI:
Regista tra i più rappresentativi del secondo Novecento,
è uno dei maestri della commedia all’italiana.Figlio d’arte,
dato che suo papà Tommaso fu critico teatrale e giornalista.
Dopo la laurea in filosofia, iniziò a fare il critico cinematografico, e, grazie all’amico Giacomo Forzano iniziò a frequentare alcuni studios cinematografici.
IL SUO DEBUTTO DA REGISTA IN COPPIA CON STENO CON “TOTO’ CERCA CASA”
Nacque e crebbe così la sua passione per la regia e la sceneggiatura
che favorì il suo debutto ufficiale da regista nel 1949 in coppia con Steno (Stefano Vanzina), con “Totò cerca casa”.
In realtà il suo primo lavoro risale al 1934 con il cortometraggio
“Cuore rivelatore”, seguito da un mediometraggio muto
“I ragazzi della via Paal”, che gareggiò e fu premiato a Venezia.
I successi ed i premi di Mario Monicelli non si contano. Ricordiamo alcuni tra i lavori più rappresentativi della sua carriera:
“Guardie e ladri” (1951), “I soliti ignoti” (1958), “La grande guerra” (1959), “I compagni” (1963), “L’armata Brancaleone” (1965), “Amici miei” (1975), “Un borghese piccolo piccolo” (1977), “Il Marchese del Grillo” (1981), “Speriamo che sia femmina” (1985), “Parenti serpenti” (1992), “Cari fottutissimi amici” (1994).
VINSE MOLTI PREMI COME IL LEONE D’ORO ALLA CARRIERA
Mario Monicelli prestò la sua opera anche come regista teatrale, commediografo, regista televisivo ed, occasionalmente, attore.
Vinse molti premi come il “Leone d’oro alla carriera” nel 1991, molti “David di Donatello” (l’ultimo dei quali nel 2005), diversi “Nastri d’Argento”, una nomination all'”Oscar” e molti altri.
Non mancarono nemmeno le onorificenze come (giusto per citarne l’ultimo) la “Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte” insignito a Roma il 25 febbraio 2000.
Con l’avanzare dell’età la sua attività è gradualmente diminuita ma
non si è mai fermata, grazie ad una forma fisica e mentale sempre buona.
A dimostrazione di questo, a 91 anni è tornato al cinema con un nuovo film, Le rose del deserto (2006).
In un’intervista del 2008 ha dichiarato di aver abbandonato definitivamente l’attività registica con il cortometraggio documentaristico Vicino al Colosseo… c’è Monti.
MUORE SUICIDA ALL’ETA’ DI 95 ANNI
Nonostante ciò nel 2010 realizza La nuova armata Brancaleone, un cortometraggio di protesta contro i tagli alla cultura e all’istruzione
di questo governo, con la collaborazione del compositore Stefano Lentini, di Mimmo Calopresti in veste di sceneggiatore e di Renzo Rossellini come produttore.
Morì suicida, all’età di 95 anni, lanciandosi da un balcone del quinto piano della clinica (Ospedale San Giovanni reparto urologia) in cui
era ricoverato a causa di un tumore alla prostata in fase terminale che
lo aveva ormai irrimediabilmente debilitato.
Dopo le commemorazioni civili tenutesi nella sua casa romana al Rione Monti e presso la Casa del cinema, il suo corpo è stato cremato.