Categorie
Cronaca

Blitz di Green Peace a Roma, attivisti stamattina scalano sede di Eni

Protesta intorno alle 6.45 del mattino all’esterno dell’edificio del quartier generale di Eni.

Un gruppo di attiviste e attivisti di Green Peace hanno scalato la sede del quartiere generale di Eni a Roma, all’Eur, e affisso uno striscione.

Il blitz fa parte della compagna ‘Action Against Oil and Gas Company’. Gli attivisti, con tute arancioni e caschi bianchi, si sono arrampicati per decine e decine di metri e steso lo striscione con

scritto “oggi emissioni = domani morte”. 

PROTESTA ALLE 6.45 DEL MATTINO ALL’ESTERNO DELL’EDIFICIO DI ENI

Sulle facciate della sede dell’azienda, invece, sono stati proiettati diversi messaggi, tra cui “I combustibili fossili uccidono” e “Giustizia climatica ora”. In contemporanea, altri attivisti hanno collocato nei pressi della sede di ENI un’installazione di 8 metri di lunghezza con il messaggio ‘Eni’s legacy = climate deaths’.

LE MOTIVAZIONI DELLA PROTESTA

La motivazione della protesta:

L’azione si svolge “in contemporanea alla presentazione alla COP28 di Dubai del report ‘Emissioni di oggi, morti di domani. Come le principali compagnie petrolifere e del gas europee mettono a rischio le nostre vite’, e della raccolta di pareri di esperti in legge ‘Omicidio climatico: le aziende fossili scamperanno all’accusa?'”, ha spiegato Eni in una nota.  

“Le industrie fossili hanno enormi responsabilità per i danni causati dalle loro attività al pianeta e alle persone, ed è arrivato il momento che paghino per i loro crimini climatici”, dichiara Simona Abbate, della campagna Clima di Greenpeace Italia. “Continuare a emettere gas serra, come hanno in programma di fare queste grandi compagnie, mette a repentaglio la vita di tutti noi. Ed ENI è tra i principali colpevoli. Come infatti dimostra il rapporto di Greenpeace Paesi Bassi, le sole emissioni riferite al 2022 dell’azienda rischiano di causare migliaia di decessi prematuri entro la fine del secolo. Ci chiediamo con preoccupazione quando ENI comincerà a mettere la vita delle persone e la salvaguardia del pianeta al di sopra del proprio profitto”.  

Categorie
Spettacolo

Almanacco. 5 dicembre 1974: muore a Roma il regista Pietro Germi

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 5 dicembre 1974:

Muore a Roma il grande regista Pietro Germi .
Nel 1955, con Il ferroviere, gira una delle sue opere più riuscite ed intense.

Il ferroviere ottiene un notevole successo di pubblico ed è

considerato uno dei capolavori del regista genovese e una fra

le ultime grandi espressioni del neorealismo cinematografico italiano.

Ad esso succedono film come L’uomo di paglia (1958), e il capolavoro Un maledetto imbroglio (1959) tratto dal romanzo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda:

uno dei primi esempi di poliziesco italiano apprezzato, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini.

Nel 1961 spiazza pubblico e critica dando alla sua carriera una svolta imprevedibile: comincia infatti a girare commedie pungenti, satiriche e grottesche.

UNO DEI SUOI CAPOLAVORI E’ “DIVORZIO ALL’ITALIANA”

Il capolavoro Divorzio all’italiana (1961), in cui tratteggia l’indimenticabile barone Cefalù interpretato da Marcello Mastroianni irretito dall’adolescente Stefania Sandrelli, apre questa nuova fortunata stagione della sua carriera;

il film, scritto con Ennio De Concini e Alfredo Giannetti e incentrato

sul delitto d’onore, riceve una candidatura all’Oscar per la miglior regia, un’altra a Mastroianni come miglior attore ed ottiene quello per il miglior soggetto e sceneggiatura originale oltre ad altri prestigiosi riconoscimenti.

Dal titolo del film ha preso il nome un certo tipo di commedia prodotta in Italia in quel periodo nota come commedia all’italiana.

NEL 1968 GIRA “SERAFINO” CON CELENTANO

Nel 1968 Germi gira l’elogio della vita agreste Serafino, con

Adriano Celentano in una delle sue migliori interpretazioni nel ruolo del pastore abruzzese, che ottiene uno strepitoso successo di pubblico.

Inizia a lavorare al progetto del film Amici miei che deve cedere all’amico Mario Monicelli, in quanto ormai fisicamente molto provato per un aggravarsi della cirrosi epatica di cui soffriva da tempo.
Germi muore a Roma il 5 dicembre 1974.

Amici miei, uscito nelle sale nel 1975, è a lui dedicato: nei titoli di testa è riportato significativamente «un film di Pietro Germi» e solo «regia di Mario Monicelli».

Categorie
Cronaca

Blitz ambientalisti, bloccata autostrada Roma-Civitavecchia

Blitz degli ambientalisti sull’autostrada Roma-Civitavecchia.

Secondo quanto si apprende, alcuni attivisti hanno bloccato

l’autostrada A12 nei pressi di Torrimpietra.

NEI PRESSI DI TORRIMPIETRA. FORTI DISAGI AL TRAFFICO

Sul posto la polizia stradale e gli agenti di vari commissariati di polizia. Forti disagi al traffico.

Categorie
Cronaca

Paolo Calissano, arrestato l’avvocato dell’attore

Una storia terribile. Arresti domiciliari per l’avvocato Matteo Minna, l’amministratore di sostegno di Paolo Calissano, l’attore genovese stroncato a Roma il 29 dicembre 2021 da un mix di farmaci antidepressivi. La guardia di finanza ha eseguito la misura emessa

dal gip su richiesta della procura di Genova. Secondo l’accusa

avrebbe fatto sparire soldi dal conto di Calissano e di altri amministrati. Oltre agli arresti è stato disposto il sequestro di beni e conti correnti.

GLI HA SOTTRATTO PIU’ DI 800MILA EURO

Gli inquirenti gli contestano il peculato aggravato perché si sarebbe appropriato di 817.326 euro, la falsità ideologica perché avrebbe

redatto false relazioni di sintesi sull’andamento delle amministrazioni

di sostegno a lui affidate, la falsa perizia per errore determinato da inganno perché avrebbe indotto in errore il consulente incaricato

dal giudice tutelare di Genova di esaminare la gestione patrimoniale e

la regolarità dei rendiconti presentati in relazione agli incarichi di amministratore di sostegno affidatigli.

Per gli investigatori del nucleo di polizia economico-finanziaria,

Minna avrebbe commesso una serie di irregolarità nella gestione dei patrimoni degli amministrati (approfittandosi dell’età avanzata o delle fragilità) e di non avere presentato rendiconti.

L’avvocato avrebbe prelevato ripetutamente dai conti correnti

degli assistiti cifre che poi sarebbero confluite sul suo conto personale.

Tali movimenti di denaro, spesso non rendicontati al giudice tutelare, venivano giustificati quali pagamenti di fatture (false) per compensi

per assistenza legale o per altre prestazioni professionali di cui non

è stata rinvenuta traccia. Per nascondere i prelievi Minna ha firmato relazioni periodiche di sintesi ideologicamente false sull’andamento delle amministrazioni di sostegno a lui affidate omettendo di riferire

su circostanze rilevanti. L’indagato ha presentato al Ctu fatture false

(in alcuni casi con numeri e date relative ad altre fatture emesse

nei confronti di altri clienti, in altri casi duplicazioni di fatture precedentemente emesse nei confronti dello stesso assistito) quale giustificazione dei trasferimenti di denaro indebitamente effettuati

dal conto intestato all’amministrato a favore del proprio conto personale.

Categorie
NEWS

Mancherà la corrente domani 5 dicembre 2023 a Pomezia

A causa di interventi tecnici da parte di E-Distribuzione a Pomezia,

il Comune di Pomezia rende noto che nella giornata di martedì 5 dicembre 2023 ci sarà un interruzione dell’energia elettrica dalle

ore 8.30 alle 15.30 in alcune zone della città.

Durante i lavori l’erogazione dell’energia elettrica potrebbe essere momentaneamente riattivata,​ pertanto si invitano i cittadini a non commettere imprudenze e comunque a non utilizzare gli ascensori.

Si tratta dell’intervento previsto in precedenza per il giorno 28 novembre, non effettuato per problemi tecnici.

LE VIE INTERESSATE ALL’INTERRUZIONE DELLA CORRENTE

L’interruzione della corrente avverrà nelle seguenti vie: 

  • Via Orazio (in corrispondenza dei civici da 37 a 49, da 53 a 57, 61, da 65 a 67, 75, 91, 8, da 14 a 26, 38, 8b, 8d, 8e, sn);
  • Via Catullo (in corrispondenza dei civici da 13 a 19, da 23 a 25, 17b, 24, da 28 a 36, 32a, sn);
  • Via Boezio (in corrispondenza dei civici 1, da 9 a 11, 7c, 7d, 18, 22, da 26 a 34, 40);
  • Piazza S. Benedetto (civico 4, enelx, sn); via Salvo D’Acquisto (sn).

Categorie
Cronaca

Roma: rapina al minimarket alla Garbatella

Ha minacciato il titolare ed è andato via – senza pagare – con le bottiglie di alcol. Una rapina, consumata in un minimarket alla Garbatella.

I fatti la scorsa sera. Il malvivente è entrato all’interno di un alimentari di via Rosa Raimondi Garibaldi e, dopo aver minacciato il titolare si

è impossessato di alcune bottiglie di birra e prima di far perdere le proprie tracce ha sferrato dei pugni sul bancone. 

IL MALVIVENTE ALL’OPERA IN UN ALIMENTARI ALLA GARBATELLA

Alcuni testimoni e il titolare hanno allertato il 112 e d hanno permesso ai carabinieri del nucleo radiomobile di Roma di rintracciare poco distante l’uomo. Identificato, i militari lo hanno denunciato per il reato di rapina.

Categorie
Spettacolo

Al Teatro Olimpico di Roma dal 7 dicembre arriva “Lo Schiaccianoci”

Non è Natale senza “Lo Schiaccianoci”, e il Balletto di Roma sale

sul palco del Teatro Olimpico per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana dal 7 al 10 dicembre con una versione fresca

e moderna del celebre balletto russo.

Sulla musica di Cajkovskij, la versione dell’originale classico natalizio rivisitata da Massimiliano Volpini, invita il pubblico a osservare la

fiaba da un nuovo punto di vista, utilizzando il contrasto tra realtà e immaginario della storia di Dumas per rivelare le implicazioni e le conseguenze della multiforme società odierna. Una coreografia dinamica e innovativa, arricchita dalla partecipazione di Carola Puddu nel ruolo della Fata Confetto e dalla presenza di azioni di urban dance curate da Kevin Castillo, artisti di strada, che realizzeranno numeri d’illusionismo e acrobazie provenienti dall’antica arte circense.

Nei ruoli principali, Giulia Strambini (Clara), Paolo Barbonaglia/Nicola Barbarossa (Il fuggitivo), Marcello Giovani (Drosselmeyer),

Francesco Moro/Nicola Barbarossa (Fritz) e Alessio Di Traglia (Il re dei topi).

PER LA STAGIONE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA ROMANA

Avvalendosi delle scene e i costumi di Erika Carretta, la rilettura di Volpini è uno stimolo “ecologico” a riflettere sulla condizione delle persone-rifiuto, sullo smarrimento d’identità sociale e sui mille volti

del nostro “essere”. Alla ricca e festosa Casa Stahlbaum,

ambientazione originale del primo atto, si sostituisce un’immaginaria periferia metropolitana abitata da senzatetto. Un imponente muro separa

questa zona dal centro della città. Babbo Natale diviene, qui, un misterioso benefattore di quartiere e lo Schiaccianoci, il suo dono più atteso, rappresenta l’eroe, colui che ce l’ha fatta, ha superato le

barriere della povertà per catapultarsi nelle meraviglie della ricchezza.

Il secondo atto riaggancia ambientazioni e personaggi della tradizione, in un viaggio tra le danze del mondo in compagnia di personaggi bizzarri. Da una scena di mattoni, crepe e graffiti si passa, improvvisamente, a un luogo incantato, fuori dal tempo.

Ma il binomio realtà-sogno lascia spazio alla riflessione, lucida e poetica, sui risvolti terreni di una società contemporanea multiforme.

LE PAROLE DI MASSIMILIANO VOLPINI

“Per chi fa parte del mondo del balletto, Lo Schiaccianoci è un titolo fondamentale – racconta Massimiliano Volpini – pensare a un nuovo modo di metterlo in scena senza tradirne la natura è molto difficile,

ma sono contento dell’idea che abbiamo avuto di porre al centro i bambini, come fosse un racconto di Dickens, farli diventare ragazzi guerrieri, un po’ selvaggi ma pieni di fantasia.

Sono stato molto fedele alla drammaturgia musicale e anche alla progressione narrativa: è cambiato il contesto, è stata tolta la parte

più leziosa del racconto per concentrarci sull’evoluzione emotiva di Clara. Il primo atto è la parte più dickensiana, con i ragazzi che vivono per strada e s’inventano un Natale a modo loro, dove gli oggetti quotidiani diventano qualcos’altro, dove la fantasia va a completare tutto quello che manca.

Il Re dei topi è diventato il capo delle milizie che danno la caccia al Fuggitivo, ovvero il Principe Schiaccianoci, scappato oltre il muro,

dove c’è la parte ricca della città. Nel secondo atto rimane intatta la magia e, come da tradizione, siamo nei sogni di Clara, dove tutto è trasformato, grazie anche all’uso delle videoproiezioni e ai costumi fantasiosi e colorati.

Ma nulla è fine a sé stesso, tutto segue un’idea precisa, è ciò che accade nella mente della protagonista nell’istante in cui il Fuggitivo la invita

a seguirlo: è un fiume di emozioni che diventano fiocchi di neve e

danze esotiche, per tornare poi alla realtà dove Clara non è più quella dell’inizio, ma è più consapevole, pronta finalmente a seguire

il ragazzo dall’altra parte del muro”.

“In questa nuova versione – conclude Volpini – abbiamo aggiunto elementi tecnici e artistici importanti, come la Fata confetto

Carola Puddu, alter ego onirico di Clara, e i ragazzi della Urban K Company che, con le azioni coreografiche a cura di Kevin Castillo, aggiungono la forza e la freschezza della street dance.

Tanti elementi diversi e attuali in questo spettacolo che, in fondo, racconta sempre la stessa magia”.

Categorie
Cronaca

Roma: Sfondano ingresso della banca con un furgone, poi la fuga

Hanno spostato un’auto parcheggiata, poi hanno sfondato l’ingresso della filale della banca Intesa San Paolo di piazzale Adriaco, legato

lo sportello Atm alla propria vettura e tentato di trainarlo via, ma qualcosa è andato storto.

E’ SUCCESSO LUNEDI’ 4 DICEMBRE, NELLA ZONA DI MONTESACRO

È quanto successo alle prime ore di lunedì 4 dicembre nella zona

di Montesacro, da parte di una banda di ladri ora in fuga. 

Sul posto la polizia di Stato e la scientifica per i rilievi. I malviventi, forse spaventati dal sistema d’allarme, hanno dovuto abbandonare lì parte del bottino. Da una verifica eseguita con i dipendenti, infatti, non sarebbero stati rubati soldi né dalla cassaforte né dalle casse continue, ma solo dagli sportelli ai clienti. Ingenti invece i danni alla struttura, ma anche ad alcuni veicoli parcheggiati, come una Smart e una moto. 

Categorie
Cultura

Almanacco. 4 dicembre 1997: muore il maestro Alberto Manzi

Nel nostro almanacco ricordiamo il 4 dicembre 1997:

Muore il maestro Alberto Manzi. Nato a Roma nel 1924, dopo l’esperienza in guerra come sommergibilista, Manzi inizia l’attività didattica, portando avanti ‘sul campo’, le sue ricerche di psicologia didattica.

Manzi cura sussidiari, libri di letture, diari scolastici e pubblica 30 titoli tra racconti, romanzi, fiabe, traduzioni e testi di divulgazione scientifica.

MANZI DEVE LA SUA POPOLARITA’ ALLA TRASMISSIONE “NON E’ MAI TROPPO TARDI”

Manzi deve la sua notorietà, però, soprattutto alle collaborazioni televisive.
Con “Non è mai troppo tardi” (in onda fra il 1959 e il 1968), contribuisce alla lotta all’analfabetismo in Italia.
La trasmissione andò in onda per ben otto anni, e fu di grande interesse e di grande rilevanza sociale: si stima che quasi un milione e mezzo

di persone abbiano conseguito la licenza elementare grazie a queste lezioni a distanza, svolte di fatto secondo un vero e proprio corso di scuola serale.

Le trasmissioni avvenivano nel tardo pomeriggio, prima di cena;

Manzi utilizzava un grosso blocco di carta montato su cavalletto

sul quale scriveva, con l’ausilio di un carboncino, semplici parole

o lettere, accompagnate da un accattivante disegnino di riferimento.
Usava anche una lavagna luminosa, per quei tempi assai suggestiva.
La ERI, casa editrice della RAI, pubblicava materiale ausiliario per

le lezioni, quali quaderni e piccoli testi.

Concluso il programma, dopo alcune brevi e sporadiche programmazioni radiotelevisive su temi legati all’istruzione, Manzi ritornò quasi a tempo pieno all’insegnamento scolastico classico,

presso la scuola elementare Fratelli Bandiera di Roma, interrotto

di tanto in tanto per delle campagne di alfabetizzazione degli italiani all’estero.

Categorie
Spettacolo

Tosca all’all’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2024

Tosca torna all’Auditorium Parco della Musica di Roma come

artista residente di Fondazione Musica per Roma, con una serie

di appuntamenti da gennaio a ottobre 2024 tutti diversi tra loro ed esclusivi.

Ad aprire l’anno, il primo gennaio, è “Unico”, concerto in 3 atti pensato appositamente per la Sala Santa Cecilia, dove Tosca metterà in scena tre spettacoli in un unico (appunto) evento: Romana – Sto core mio. Notturno napoletano – Morabeza, tre capitoli che fanno parte della sua storia artistica e da cui estrarrà il meglio per realizzare una sola grande festa.

1 GENNAIO CON “UNICO”, POI “D’ALTRO CANTO” E PROGETTO CON MARCO TULLI

“Unico nasce dal desiderio di mettere insieme quelli che reputo i tre spettacoli più rappresentativi della mia carriera”, spiega l’artista. “Certamente Romana, il mio dono a Roma, la mia città, un tributo a un’interprete immensa per la nostra cultura, Gabriella Ferri, che ha segnato anche il mio passaggio verso una forma di teatro-canzone, lontana dalle dinamiche del mercato, seppur molto amata. Poi c’è Sto core mio, altro dovuto omaggio, questa volta a Roberto Murolo e alla canzone napoletana. Ebbi l’onore di conoscere questo straordinario artista quando, ragazzina, lavoravo con Renzo Arbore a D.O.C..

Da lui ho imparato a spogliare la musica, le canzoni e ogni forma di espressione da orpelli inutili, per giungere all’essenziale.

È grazie a lui se conosciamo la canzone napoletana nella sua sostanza più pura. Infine, Morabeza, lo spettacolo con cui ho compiuto un giro intorno al mondo negli ultimi anni. Morabeza è la summa della mia visione artistica, che vede nella ricerca musicale e nella condivisione il senso più profondo del nostro mestiere”.

Tosca tornerà a esibirsi poi nella Sala Petrassi il 4 febbraio, il 26 marzo e il 31 ottobre con tre appuntamenti del suo D’Altro Canto, progetto a tema – diverso ogni volta – scritto con Giorgio Cappozzo e Valentina Romano per la direzione musicale di Joe Barbieri. Ospiti speciali che,

in un salotto ideale, si ritrovano per riscoprirsi attraverso racconti, curiosità e la conoscenza di paesaggi sonori poco frequentati, tra brani famosi eseguiti in altre lingue, rivisitazioni di hit, canzoni introvabili di artisti scoperti per caso, omaggi ai maestri.

“Ho dedicato estrema cura a quella che doveva essere solo una trasmissione radiofonica su RaiRadio3 – racconta Tosca –

In seguito è nato un disco e da cosa nasce cosa si è arrivati a una serie

di eventi a Officina Pasolini. Ora è il momento di queste serate speciali, dedicate rispettivamente a Napoli, al cinema e alla musica ‘stregata’, arricchite da ospiti come Serena Rossi, Peppe Barra, Peppe Servillo, Raiz, Stefano Fresi, Rocco Papaleo tra i molti, amici con i quali sarà

un piacere e un onore condividere storie e regalare musica, accomunati

da una visione affine dell’arte e della sua funzione emotiva, sociale

e di crescita”.Non mancherà, inoltre, la presentazione dell’ultima

novità assoluta di Tosca, a dicembre 2024 nella Sala Sinopoli, dove l’artista condividerà il palco insieme a Rita Marcotulli – come lei stessa dice – una delle più grandi musiciste della musica italiana – per un progetto tutto al femminile intitolato “Love Songs Book”, del quale

però preferisce non raccontare ancora nulla: un po’ per riserbo e un po’ per scaramanzia.