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Bar ritrovo della malavita chiuso dai Carabinieri

Bar ritrovo della malavita chiuso dai Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca che hanno notificato al titolare del locale in via P.F. Quaglia un provvedimento di sospensione della licenza ex. art. 100 T.U.L.P.S., emesso, su richiesta degli stessi Carabinieri, dal Questore di Roma, con conseguente immediata chiusura dell’esercizio per la durata di 15 giorni.

Bar abituale ritrovo di pregiudicati

Il provvedimento scaturisce dalla segnalazione dei Carabinieri che ha evidenziato il fatto che l’esercizio commerciale sia luogo di eventi atti a minare l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché abituale ritrovo di persone pregiudicate e pericolose dedite all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo scorso 24 ottobre 2022, inoltre, gli stessi Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca intervennero in prossimità dell’esercizio commerciale. Segnalata infatti l’esplosione di colpi d’arma da fuoco con ritrovamento di un’ogiva presso un balcone di un’abitazione adiacente.

Anche un arresto

Le indagini hanno poi portato all’arresto, da parte dei Carabinieri, lo scorso 28 dicembre 2022, di 6 persone, tra cui un appartenente alla famiglia Moccia, per minaccia aggravata, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. Inoltre, sempre i Carabinieri, a seguito di un controllo amministrativo eseguito in data 27 ottobre 2022 unitamente a personale dell’ASL Rm2, avevano già sospeso l’attività per gravi carenze igieniche e per il rinvenimento all’interno dei locali di alcune dosi di hashish.

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Covid: meno voglia di caffè?

No, non preoccupatevi: contrarre il Covid-19 non toglie la voglia di bere caffè. Tuttavia, sembra proprio che, con l’aumento dei contagi portati anche dalla variante Omicron, molti italiani abbiano deciso di rinunciare alla famosa “pausa caffè” al bar, abitudine fortemente sentita nel Paese.

Meno caffè al bar

Dopo l’introduzione della nuova normativa anti contagi, si è registrato, infatti, un forte calo degli avventori nei locali. I banconi di molti bar rimangono a lungo vuoti, così come le stesse strutture. Questo è stato provocato, in parte, anche dall’obbligo del Super Green Pass per poter consumare in piedi.

«Negli ultimi 20 giorni ci risulta un calo di consumi importante, per esempio della semplice tazzina del caffè, con il 30% in meno di consumi rispetto alla media» ha commentato Claudio Pica, presidente di FIEPET Confesercenti di Roma.

Un cambiamento, nelle abitudini quotidiane di molti italiani, dovuto certamente a diversi fattori. Caffè e colazioni al bar risentono, ad esempio, delle nuove modalità lavorative. Sempre più persone sono in smartworking, con conseguente calo degli spostamenti e dei consumi in giro. «Molti lavorano da casa, altri magari preferiscono restare in ufficio e fare un break davanti alla macchinetta. Il centro storico, ad esempio, è deserto» prosegue il Presidente di FIEPET.

Inoltre, ci sono la paura e le conseguenze portate dall’aumento dei contagi. «Oltre duemila aziende a Roma hanno ridotto l’orario in conseguenza delle quarantene e dei casi Covid che hanno colpito soprattutto i lavoratori. Si tratta del 15% dei pubblici esercizi. Mentre circa 600 negozi (il 4%), hanno chiuso temporaneamente» spiega Pica.

Così come, l’obbligo del Green Pass Rafforzato ha portato a nuove esclusioni. «L’introduzione del certificato verde rafforzato ha prodotto un ulteriore calo del 10%. Chiariamo: la misura è giusta e permette di evitare le chiusure degli esercizi commerciali. Ma chi chiede un caffè al banco probabilmente ha poco tempo e non tutti hanno la pazienza di aspettare i controlli. Per non parlare del caos delle verifiche, la procedura è farraginosa» conclude Pica.

Un ulteriore allarme, quindi, per l’economia italiana, che negli ultimi anni, con l’arrivo del Covid-19, ha subito tanti alti e bassi.