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Lavori nel Parco Naturale Bracciano-Martignano

Lavori di manutenzione ordinaria della ‘Nuova Rete Sentieristica del Parco e dei suoi Comuni’ nel Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. L’obiettivo è agevolare il percorso nell’area protetta lacustre di turisti, escursionisti e amanti del verde nei trekking, gite a cavallo, in mountain bike o con pedalata assistita. Si tratta di interventi mirati, resi possibili a seguito della stipula avvenuta nel 2020 di un apposito Protocollo di Intesa con i dieci Comuni del Parco e l’Università Agraria di Bassano Romano.

Lavori di sfalcio di vegetazione

I primi interventi hanno riguardato lo sfalcio di vegetazione infestante lungo il sentiero CAI 266C (si tratta di Via Bassano di Sutri a Bracciano che collega la Circumlacuale alla località I Covoni nella diramazione della Ciclovia dei Boschi) e il sentiero CAI 269 a Trevignano Romano (da Via di Fonte Termini verso la Macchia di Monterosi e la strada per Fontana Papa Leone fino al lago di Monterosi), i sentieri di Rocca Romana a Trevignano Romano (Roma), Monte Calvi a Sutri (Viterbo) e Monte Raschio a Oriolo Romano (Viterbo).

Prossimi interventi

I prossimi interventi riguarderanno il Bosco di San Celso e Archi di Boccalupo a Bracciano (Roma), la zona della Selciatella a Manziana (Roma) e il Sent. 270A e 270C al lago di Martignano ad Anguillara Sabazia (Roma). Si ricorda che i 130 km di percorsi tra monti e laghi della ‘Nuova Rete Sentieristica del Parco e dei suoi Comuni’ nel Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano è completamente tracciata e segnata con tabelle formato CAI (Club Alpino Italiano), riprodotta nella Carta Escursionistica del Parco Naturale Regionale Bracciano Martignano e dei suoi Comuni scaricabile gratuitamente in formato digitale sul sito istituzionale dell’Ente di gestione del Parco (dal menù, alla voce ‘percorsi’) oppure, in formato cartaceo antistrappo e anti-acqua, acquistabile direttamente in Via Aurelio Saffi 4/A -Bracciano (sede dell’Ente Parco) al costo di 10 euro.

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Spettacolo

Sul sentiero Blu al cinema

Arriva nelle sale da lunedì 28 febbraio con Wanted Cinema, in collaborazione con CAI (Club Alpino Italiano), “Sul sentiero Blu”, l’emozionante viaggio di un gruppo di giovani autistici sull’antica via Francigena. Un documentario, per la regia di Gabriele Vacis e la produzione di Michele Fornasero per Indyca, che affronta con estrema delicatezza temi sociali e relazionali rispetto all’autismo. I protagonisti, insieme ai loro medici ed educatori, percorrono oltre 200 km a piedi in 9 giorni.

Cammino di crescita, tra fatica e divertimento

Un cammino di crescita, tra fatica e divertimento, in cui affrontano ed imparano a gestire emozioni e difficoltà grazie a specifici programmi abilitativi per sviluppare le competenze sociali. Oltre che scientifica, si è trattata quindi di un’esperienza profondamente umana volta a migliorare le relazioni delle persone autistiche. I partecipanti devono infatti adattarsi al nuovo ambiente e cercare un modo per convivere, alla scoperta della loro indipendenza.

Il viaggio si concluderà da Papa Francesco

Il viaggio si concluderà a Roma, dove tra varie autorità incontreranno anche Papa Francesco. La troupe di Sul sentiero Blu ha seguito il gruppo dalla partenza fino all’arrivo nella Città del Vaticano, cercando di riportare integralmente l’intensità di questa esperienza, raccontando il formarsi di nuove amicizie e di sentimenti e, soprattutto, di catturare i particolari più significativi di questi eccezionali ragazzi. Un’immersione nel mondo dell’autismo per abbattere pregiudizi e preconcetti che spesso circondano queste persone, valorizzare le loro competenze e sensibilizzare lo spettatore di fronte queste importanti tematiche.

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Caro concimi sull’agroalimentare Made in Italy

La guerra in Ucraina fa esplodere il caro concimi con aumenti fino al 170% che pesano sulla filiera agroalimentare Made in Italy mettendo a rischio le forniture alimentari e aggravando la dipendenza del Paese dall’estero. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione della mobilitazione di allevatori, agricoltori e pescatori con barche, trattori e animali da nord a sud del Paese, per esprimere solidarietà al popolo ucraino contro la guerra scatenata dalla Russia che affossa l’economia e il lavoro.

Effetti invasione russa su produzione alimentare

Gli effetti dell’invasione russa si riflettono infatti direttamente sulla produzione alimentare, soprattutto a causa dei rincari dei fertilizzanti, legati agli aumenti del gas ma anche alle mosse di Putin che ha deciso di imporre il divieto all’esportazione di nitrato di ammonio, prodotto fondamentale per la concimazione del grano, di cui rappresenta da solo circa un quarto dei costi complessivi di coltivazione. Una decisione assunta per mettere in difficoltà la produzione europea di cereali, fortemente dipendente dalle materie prime estere.

Riduzione generale della disponibilità sui mercati

La conseguenza del caro concimi è una riduzione generale della disponibilità sui mercati che, oltre a far schizzare in alto i prezzi con rincari di oltre il 170% (da 250 euro/tonnellata a 670 euro/tonnellate), mette di fatto a rischio la produzione europea di grano, a partire da quella italiana. Il nitrato di ammonio viene, infatti, a mancare proprio nella fase decisiva per la crescita delle spighe, diminuendo inevitabilmente la produttività con il taglio dei raccolti.

Scelta che danneggia le aziende

Una scelta che danneggia gravemente le aziende agricole, già in difficoltà a causa dei rincari di tutti i fertilizzanti legati all’impennata del costo del gas scatenata dal conflitto. L’urea è balzata a 750-800 euro a tonnellata contro i 350 euro a tonnellata dello scorso anno, secondo il report di Cai – Consorzi Agrari d’Italia, mentre il perfosfato minerale è passato da 170 agli attuali 330 euro/tonnellata, mentre i concimi a contenuto di potassio sono schizzati da 450 a 850 euro/tonnellata.

30% delle imprese agricole costretto a ridurre i raccolti

Il risultato è che il 30% delle imprese agricole è costretta a ridurre i raccolti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixé, con una situazione insostenibile che mette a rischio le forniture alimentari e, con esse, la sovranità alimentare del Paese che è già obbligato ad importare il 64% del grano per il pane, il 44% di quello necessario per la pasta, ma anche il 16% del latte consumato e il 49% della carne bovina e il 38% di quella di maiale. Senza dimenticare il mais e la soia fondamentali per l’alimentazione degli animali e per le grandi produzioni di formaggi e salumi Dop, dove con le produzioni nazionali si riesce attualmente a coprire rispettivamente il 53% e il 73%, secondo l’analisi del Centro Studi Divulga.