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Cronaca

Allacci abusivi scoperti dai Carabinieri

Proseguono i controlli da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma volti ad arginare il fenomeno delle occupazioni abusive e degli allacci illeciti alle reti di distribuzione delle utenze di luce e acqua negli alloggi di edilizia popolare.

Carabinieri in azione a San Basilio, Tor Bella Monaca e Fiumicino

I Carabinieri dei Gruppi di Roma, Ostia e Frascati, unitamente a funzionari dell’ufficio A.T.E.R. e al personale tecnico delle società ACEA, ACEA ATO-2 e ARETI S.p.a., sono entrati in azione nei rispettivi territori di competenza, in particolare a San Basilio, Fiumicino e Tor Bella Monaca, scoprendo l’occupazione abusiva di 7 appartamenti, e denunciando a piede libero, complessivamente, 9 persone per furto aggravato. A Tor Bella Monaca sono stati deferiti un cittadino marocchino di 44 anni incensurato e 4 romani, 2 uomini e 2 donne, tutti con precedenti, sorpresi in alcuni appartamenti di via Santa Rita da Cascia nei quali son stati accertati allacci abusivi alla rete elettrica. Per lo stesso motivo, nella vicina via Giovanni Battista Scozza, sono state denunciate altre due donne, anche loro con precedenti. Al Lido di Ostia, i Carabinieri hanno denunciato a piede libero una donna di origini campane, sempre per furto aggravato di energia elettrica. Lo stesso addebito è stato mosso anche nei confronti di una ragazza romana residente a Fiumicino: in quest’ultimo appartamento, inoltre, i Carabinieri hanno sorpreso un 32enne romano, ospitato dalla ragazza nell’appartamento, che aveva la disponibilità di oltre 600 g. di hashish e 30 g. di cocaina.

Anche un arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

Per lui è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La droga è stata sequestrata, mentre il personale tecnico ha immediatamente rimosso gli allacci abusivi e ripristinato gli impianti originari.

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Politica

Rete Art. 136: “Regione Lazio green solo a parole!”

Altro che svolta green: Regione Lazio non favorevole a maggiori tutele ambientali nella zona nord di Fiumicino. Questo l’incipit del duro comunicato di Rete Art. 136 Ambiente e Paesaggio che prosegue così: Abbiamo appreso, con stupore e rabbia, che nei giorni scorsi la Regione Lazio ha espresso un parere non positivo sulla proposta avanzata dalla Soprintendenza territorialmente competente per salvaguardare il territorio collinare al nord del Comune di Fiumicino dai continui tentativi speculativi di varia natura. Ricordiamo che alla Soprintendenza sono pervenute due diverse richieste, una presentata da una trentina di comitati ed associazioni del comprensorio riunite sotto la sigla “Rete art. 136 Ambiente e Paesaggio” supportata da oltre 3.600 firme di cittadini ed amministratori locali e regionali, che comprende territori ricadenti nei comuni di Cerveteri e Fiumicino, l’altra presentata dal Comune di Fiumicino con una delibera di giunta che insiste sui territori compresi tra Via di Castel Campanile ed il confine con Cerveteri. Secondo il parere, non vincolante, della Regione Lazio “che …i beni paesaggistici già presenti nel PTPR approvato e condiviso con il MiC, siano sufficienti e rappresentativi della tutela, non ravvisando la necessità della nuova proposta di DM”. Noi crediamo, a differenza della Regione Lazio, che le tutele su queste aree vadano rafforzate, non possiamo certo dimenticare le lotte condotte contro i tre diversi progetti di discarica proposti proprio su queste zone (Osteriaccia, Pizzo del Prete, Tragliatella) senza dimenticare la ex discarica di Cupinoro. Aree sulle quali si stanno concentrando gli interessi per realizzare estesi parchi fotovoltaici. Questi continui tentativi speculativi evidenziano la necessità, come ben sanno il Comune di Fiumicino e la Soprintendenza, di rafforzare la tutela del territorio. Purtroppo la Regione Lazio insiste nell’atteggiamento conflittuale verso il MiC che nel passato ha causato addirittura la bocciatura al Consiglio di Stato del precedente PTPR proprio per aver deliberato senza il consenso del Ministero in questione; la sbandierata svolta green della Regione Lazio vale solo per le chiacchiere e scompare quando in ballo ci sono spinte speculative come in questo caso. Auspichiamo quindi che Soprintendenza e Comune di Fiumicino proseguano il percorso di tutela iniziato, noi che lo viviamo conosciamo bene le necessità del nostro territorio, non accetteremo venga considerato uno “spazio vitale”, una “valvola di sfogo” per le esigenze del Comune di Roma che per decenni non ha provveduto a risolvere il problema dei rifiuti.