Dopo gli appuntamenti enogastronomici a Palestrina e Valmontone, e quello culturale a Piglio, torna “Arte da Bere – Le Dimore del Vino” con un viaggio alla scoperta di Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone il 19 marzo. Il progetto, finanziato dalla Regione Lazio, prevede la promozione del territorio che va da Valmontone a Piglio scoprendo le eccellenze enogastronomiche e quelle culturali. E non poteva mancare quindi il palazzo baronale di Valmontone fatto edificare nel ‘600 dalla famiglia Pamphilj, all’epoca una delle più importanti di Roma.
Struttura superstite dell’antico nucleo urbano di Valmontone
Palazzo Doria Pamphilj è una delle pochissime strutture superstiti dell’antico nucleo urbano della città di Valmontone, quasi del tutto distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Situato in un punto strategico rispetto all’ambiente circostante, si presenta come una soluzione intermedia tra il classico palazzo nobiliare e la fortezza. L’aspetto fortificato è accentuato all’esterno dai profili angolari a bugne lisce che comprimono l’espansione del volume.
Il Palazzo sorge sulla struttura del Castello Sforza
Il Palazzo sorge sulla struttura dell’antico Castello Sforza che venne quasi completamente demolito nel 1652 dai Pamphilj. Quando, nel 1651, il principe Camillo Pamphilj acquista dai Barberini il feudo di Valmontone, si pone l’obiettivo di creare una storta di città ideale, definita dalle cronache dell’epoca “città panfilia”, da interpretarsi come uno degli ultimi riflessi della teoria rinascimentale sulla città. Il Palazzo era solo una parte di questo ambizioso progetto, che comprendeva anche la chiesa vicina e altri edifici. Per realizzarlo, nominò architetto responsabile il gesuita Benedetto Molli che, a sua volta, coinvolse nel progetto alcuni tra i più importanti artisti dell’epoca. Il 19 marzo ospiterà Arte da Bere.