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Il processo Prisma da Torino a Roma

Il processo Prisma da Torino a Roma, come chiesto dalla Juventus. Il procedimento è relativo all’indagine condotta dalla Procura di Torino partita da una serie di controlli di Consob e Covisoc su alcune operazioni di mercato che non sembrano trasparenti. Oltre al club bianconero coinvolte nel procediemnto 12 persone, tra cui gli ex dirigenti juventini Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici e Maurizio Arrivabene. Accusati a vario titolo di aggiotaggio, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. La Corte di Cassazione, come si legge nella sentenza, ha dichiarato l’incompetenza del Tribunale di Torino sulla vicenda e ha ordinato l’immediata trasmissione degli atti relativi al procedimento presso il Tribunale di Roma. La società bianconera aveva chiesto di spostare la sede del processo Prisma da Torino a Milano, o in subordine a Roma.

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Politica

Ricorso d’urgenza della lista “Referendum e Democrazia con Cappato”

Ricorso d’urgenza della lista “Referendum e Democrazia con Cappato”, con una conferenza stampa in programma questo pomeriggio alle 15. Interverranno, tra gli altri Giovanni Guzzetta, avvocato e ordinario di diritto pubblico, e Marco Cappato. Durante la conferenza stampa saranno presentate nel dettaglio le azioni legali intraprese dalla Lista, a seguito della sua esclusione alle elezioni 2022, alla luce di principi costituzionali e di diritto internazionale trascurati dalla Corte di Cassazione per la sua decisione di inammissibilità.

Ricorso per il pieno rispetto dei diritti civili dei cittadini italiani

«Proseguiamo la nostra campagna a favore del diritto dei cittadini italiani a partecipare alla democrazia del proprio Paese con un ricorso d’urgenza contro la violazione della Costituzione e del Diritto europeo e internazionale in materia di firma digitale e diritti civili e politici fondamentali. Un ricorso reso indispensabile per non veder compromessi i diritti dei cittadini che hanno sottoscritto la lista. Si tratta di consentire il pieno rispetto dei diritti civili e politici, grazie alla transizione digitale, per rispettare gli obblighi internazionali relativi al godimento del progresso scientifico e le sue applicazioni», ha dichiarato Marco Cappato.

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OCF: “La situazione della giustizia italiana resta drammatica”

«Con oltre 2 milioni e mezzo di procedimenti penali e oltre 3 milioni e centomila cause civili pendenti, la situazione della giustizia italiana resta drammatica e disperante». Così Giovanni Malinconico, coordinatore dell’Organismo Congressuale Forense, l’organo di rappresentanza politica dell’Avvocatura italiana, commentando i dati diffusi durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario presso la Suprema Corte di Cassazione.

Sistema paese avrebbe bisogno di soluzioni più rapide

«Prendiamo atto delle riflessioni del Primo Presidente Pietro Curzio, e certo ci rallegriamo del miglioramento registrato, ad esempio nel settore civile, dove le cause pendenti sono diminuite di circa 200 mila unità – prosegue l’Avvocato Malinconico – e tuttavia non possiamo non notare che, di questo passo, per ridurre l’arretrato sarebbero necessari fra i 15 e i 20 anni, mentre il sistema paese avrebbe bisogno di soluzioni molto più rapide. Accogliamo con preoccupazione sia i dati relativi alle scoperture d’organico della magistratura, carente di circa 1300 giudici, sia i ragionamenti sull’inadeguatezza dei corsi universitari, che secondo il Presidente Curzio non fornirebbero basi adeguate per il superamento del concorso.

Preoccupazione per le parole del Ministro Cartabia

Suscitano preoccupazione le affermazioni rese dalla Ministra Cartabia, nella sua relazione al Parlamento, sul fatto che le assunzioni di personale per l’anno 2022 avverranno sulla base di un piano del fabbisogno, quello del 2019/2021, sulla cui vigenza vi sono notevoli perplessità, problematica che mette a serio rischio le assunzioni necessarie per l’avvio dell’ufficio del processo e per il rispetto dei vincoli di PNRR». Tornando alla relazione del Primo Presidente, una parte di essa è dedicata anche alla grave crisi d’immagine della magistratura italiana, il cui onore, spiega Curzio, sta nel riparare ai propri errori.

Necessaria una riforma strutturale dell’ordinamento giudiziario

«Una posizione che condividiamo – conclude il Coordinatore dell’OCF Malinconico – ma che richiede a questo punto una riforma strutturale dell’ordinamento giudiziario, a cominciare dal CSM e dal sistema delle correnti, quello sì un pericoloso vulnus nella rapporto fra cittadini e magistratura».