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Il processo Prisma da Torino a Roma

Il processo Prisma da Torino a Roma, come chiesto dalla Juventus. Il procedimento è relativo all’indagine condotta dalla Procura di Torino partita da una serie di controlli di Consob e Covisoc su alcune operazioni di mercato che non sembrano trasparenti. Oltre al club bianconero coinvolte nel procediemnto 12 persone, tra cui gli ex dirigenti juventini Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici e Maurizio Arrivabene. Accusati a vario titolo di aggiotaggio, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. La Corte di Cassazione, come si legge nella sentenza, ha dichiarato l’incompetenza del Tribunale di Torino sulla vicenda e ha ordinato l’immediata trasmissione degli atti relativi al procedimento presso il Tribunale di Roma. La società bianconera aveva chiesto di spostare la sede del processo Prisma da Torino a Milano, o in subordine a Roma.

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Giustizia lenta a Roma

Giustizia lenta a Roma: la presa di posizione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati della Capitale. «Nel Tribunale della Capitale ad esempio tutti i colleghi conoscono la vicenda di un magistrato che deposita le sentenze dopo oltre due anni, anche per cause non particolarmente complesse – spiegano il Presidente del COA Roma, Paolo Nesta, e il Segretario Alessandro Graziani – e non è certo questo l’unico giudice a distinguersi per la lentezza».

Giustizia a colpi di rinvio di udienze

Frequenti sono poi le occasioni in cui altri magistrati rinviano le udienze per impegni improvvisi, che costringono cittadini e avvocati a ripresentarsi a mesi di distanza. «Non vogliamo con questo intervento riproporre il solito, trito luogo comune secondo cui i giudici non lavorano e gli avvocati sì – proseguono Nesta e Graziani – ma semplicemente sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica il fatto che talvolta la lentezza della Giustizia discende da comportamenti impropri che devono essere stigmatizzati in maniera molto ferma.

Potenziamento del ruolo dell’Avvocatura all’interno dei Consigli Giudiziari

Potrebbe essere questa l’occasione – concludono Presidente e Segretario – per porre il tema del potenziamento del ruolo dell’Avvocatura all’interno dei Consigli Giudiziari, organi ausiliari del CSM composti da magistrati e avvocati, che sulla carta hanno fra le altre anche la funzione di vigilare sul corretto funzionamento degli uffici e di valutare la professionalità dei giudici. Se i Consigli giudiziari fossero posti nelle condizioni di operare adeguatamente, certe storture forse potrebbero essere evitate».

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Clan dei Moccia disintegrato dal Tribunale della Capitale

Clan dei Moccia disintegrato dal Tribunale della Capitale, che ha condannato cinque persone. I giudici hanno inflitto nove anni di reclusione ad Angelo Moccia, ritenuto dagli inquirenti a capo della struttura criminale. Nei confronti degli imputati le accuse vanno dall’estorsione alla fittizia intestazione di beni, con l’aggravante del metodo mafioso. Inoltre i magistrati di piazzale Clodio hanno disposto altre quattro condanne comprese tra gli 8 anni e un anno e 4 mesi, ma anche un’assoluzione. L’indagine della Dda di Roma che ha portato al processo e alle condanne, è stata coordinata dal sostituto Giovanni Musarò. Iniziò nel settembre del 2020, quando i carabinieri del comando provinciale sequestrarono alcuni ristoranti del centro e arrestarono 13 persone, tra cui lo stesso Angelo Moccia.

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Cronaca

Due arresti dei Carabinieri per estorsione aggravata a Ostia

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Roma Ostia hanno arrestato due uomini, di 31 e 41 anni, entrambi domiciliati a Ostia, ritenuti gravemente indiziati del reato di tentata estorsione aggravata in concorso.

Intervento per una lite di strada a Ostia

Nella circostanza, i militari della Stazione di Ostia erano intervenuti per una lite in strada tra tre persone, durante la quale il 41enne aveva estratto una mazza da baseball tentando di colpire un ragazzo. I Carabinieri hanno quindi bloccato il presunto aggressore che nel frattempo si stava allontanando e aveva cercato di liberarsi della mazza spezzata, lanciata in una intercapedine.

Da accertamenti non banale lite per futili motivi

Dagli immediati accertamenti è emerso però che non si trattasse di una banale lite da strada, ma che la vittima, con una scusa, era stata accompagnata da altro 31enne suo conoscente, coindagato, in una strada isolata in zona Idroscalo e ad attenderli vi era proprio il 41enne il quale, dopo averlo fatto scendere dall’auto, lo aveva minacciato dapprima verbalmente e poi gli sferrava la mazza contro senza riuscire a colpirlo, il tutto per indurlo a pagare precedenti acquisti di droga da altri soggetti, non ancora corrisposti.

Probabile spedizione punitiva commissionata

Una probabile spedizione punitiva commissionata, al fine di spaventare la vittima per costringerla a pagare i suoi debiti, interrotta grazie al rapido intervento dei Carabinieri che hanno arrestato sia il presunto aggressore, gravato da plurimi precedenti, che il complice 31enne, incensurato, il quale è accusato di avere avuto un ruolo attivo nel portare con l’inganno il giovane presunto consumatore di sostanze stupefacenti all’appuntamento con il 41enne, aiutandolo nella sua azione estorsiva.

Convalida della custodia cautelare

Il Tribunale di Roma, a seguito del giudizio di convalida, ha sottoposto il 41enne alla custodia cautelare in carcere e il 31enne alla misura cautelare dell’obbligo di dimora e di presentazione in caserma.