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Pillole #tuttoin12minuti a Fortezza Est dal 17 al 23 luglio

Pillole #tuttoin12minuti è la rassegna estiva di Fortezza Est alla ricerca di spettacoli da inserire nella stagione teatrale 2023/24: dal 17 al 23 luglio in scena i progetti e le nuove proposte teatrali del panorama teatrale indipendente per la formazione del cartellone dello spazio romano diretto da Eleonora Turco e Alessandro Di Somma. Pillole #tuttoin12minuti, giunto alla sua sesta edizione, è un appuntamento estivo ormai consolidato che offre un’opportunità di dialogo, confronto e scambio tra compagnie, artisti, critica e pubblico, visionando insieme 12 minuti della proposta artistica presentata (30 proposte selezionate su oltre 200 richieste) e conoscere da vicino, il lavoro, la creatività, le idee che animano le realtà teatrali del panorama indipendente.

Cinque Pillole ogni sera

In ogni serata andranno in scena cinque pillole, progetti da presentare dal vivo in qualsiasi forma della durata massima di 12 minuti che potranno, a discrezione della Direzione Artistica, essere prodotte, co-prodotte oppure ospitate, e formeranno la stagione 2023-24 di Fortezza Est. Le Pillole saranno visionate da pubblico, critica e addetti ai lavori che insieme alla direzione valuteranno le proposte delle compagnie o dei singoli artisti, avendo la possibilità di selezionare le performance ritenute più adatte alla stagione di Fortezza Est.

Non un concorso, né una gara

Pillole #tuttoin12minuti non è un concorso né una gara ma un modo diverso per scoprire e selezionare i progetti, mettendo al centro le persone, il contatto diretto con il lavoro e la visione degli artisti, una modalità che permette di andare più affondo, oltre la semplice presentazione scritta, grazie a performance in pillole da provare in 12 minuti. Un assaggio di spettacolo tutto da scoprire. Ma sappiamo, parafrasando una famosa canzone, che non ne avremo mai abbastanza…I just can’t get enough.

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Passando la notte sott’acqua debutta a Fortezza Est

Passando la notte sott’acqua debutta in prima assoluta a Fortezza Est dal 9 all’11 marzo. Spettacolo diretto da Filippo Gili, scritto da Lorenzo De Liberato con in scena Giorgia Ferrara, Federica Valloni e Pietro Marone protagonisti di un lavoro che indaga minuziosamente il tema dell’insonnia per raccontare le sfaccettature complesse di rapporti familiari, lavorativi e sentimentali.

Passando una notte senza dormire

Cosa accade se è uno sguardo, a ribaltarti il sonno? Cosa, se sott’acqua, affonda la realtà? Con gli occhi aperti per non saper dormire, senza poter respirare? Cosa accade se una crepa, la più piccola, fa crollare l’edificio di una madre, di una donna, al punto da trovare, pure rintanati nella psicanalisi, la madre, la compagna, il piccolo angelo sovvertitore, ma tutte con lo stesso volto? Come se il dolore, la crisi, lo spiazzamento, fossero più antichi, di ogni loro attore? Kay dorme poco, dorme molto poco.

Kay in balia della notte

Da qualche tempo il sonno fugge da lei senza una spiegazione concreta, almeno così sembrerebbe, lasciando Kay in balia della notte, una notte che la stritola e riesce ad alienarla come nessun’altra cosa. L’insonnia è venuta dal nulla e, per quanto ne sappia, a nulla è dovuta. Eppure in un certo momento, o comunque a causa di una qualsivoglia cosa… l’orologio di Kay deve essere impazzito. Di giorno c’è la scuola, i suoi studenti e le traduzioni; la sua compagna, Jesse, che condivide con lei un umore che lambisce il limite dell’insostenibile, una madre che forse troppo prepotentemente vuole essere presente e risolutrice, una psicoterapeuta accettata a fatica e dopo tanta resistenza, che pretende di analizzare sogni, dove sogni non ce ne sono più, e forse un’amante, o almeno qualcuna che lo sembri o che ne vesta i panni senza troppo successo o, al contrario, con grande successo.

Successo che appare e scompare

Un successo che però, tra la veglia e il sonno sempre più scarso, appare e scompare come un lontanissimo miraggio. Kay attraversa la notte in quella sottile ed opprimente cappa di noia, all’interno della quale l’unico obiettivo umano è “dormire”, divorata dall’ansia e dalle incessanti domande che le ronzano in testa. Accoccolata nel suo tacere, Kay non riesce ad ammettere né ad ammettersi: non confessa paure, timori, desideri o debolezze. Recrimina e si nasconde… e perde, come sempre perde ogni essere umano nella propria pochezza. Sintonizzata sull’unico programma radio capace di confortarla, ascoltando il cupo cinismo di “Billie The Beast”, Kay annega con un’unica, insaziabile voglia in corpo… Respirare.

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I Tre Barba tornano in scena a Fortezza Est con “Don Giovanni”

I Tre Barba tornano in scena a Fortezza Est con la loro versione ironica, grottesca e giocosa del “Don Giovanni “di Mozart e Da Ponte dal 23 al 25 febbraio 2023, tra contaminazioni musicali, inserti pop e contemporanei.

Il Don Giovanni de I Tre Barba

Il Don Giovanni che raccontano I Tre Barba”, ovvero Lorenzo De Liberato, Lorenzo Garufo e Alessio Esposito, non è il classico “latin lover” dalle conquiste infinite, irresistibile a tutte e traditore impenitente. O meglio lo è… ma spogliato da tutto il suo fascino e arte seduttiva. Il Don Giovanni de i Tre Barba è un cialtrone, goffo e fanfarone, che vorrebbe magari essere quell’infallibile seduttore che si vanta di essere ma non sempre ci riesce.

Ribellione delle donne

Le donne intorno a lui si ribellano, lo scacciano e spesso lo illudono, tranne la povera ed isterica Elvira, sinceramente innamorata, rimasta abbagliata dalla possibilità di redimere un uomo che si spaccia per quello che non è, un uomo che probabilmente non è mai esistito e senz’altro non esiste più. A reggergli il gioco è rimasto il solo Leporello, condannato anche lui a sprofondare in questo ginepraio di illusioni e mascalzonate. Un carnevale oscuro, una mascherata atta a reggere un gioco, una tradizione che vede Don Giovanni emblema del conquistatore.

Contaminazione dell’opera

I Tre Barba si immergono nella finzione, contaminando l’opera, spingendosi sempre più verso il ridicolo, dove la lirica degli impostori prende il sopravvento. Con il loro progetto di reinterpretazione dell’opera I Tre Barba si propongono di far conoscere ad un pubblico, popolare e non, la lirica e le sue opere che ai giorni nostri sono perlopiù sconosciute o soltanto sommariamente apprezzate. I tre attori recitano fedelmente e quasi del tutto integralmente i libretti, alternando alla recitazione intermezzi musicali, arrangiando le arie più celebri delle due opere, eseguiti rigorosamente in coro, a cappella, senza l’ausilio di alcuno strumento musicale.

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F.O.M.O. Fear of missing out debutta a Fortezza Est

F.O.M.O. Fear of missing out debutta in prima assoluta a Fortezza Est dal 19 al 21 gennaio 2023. Uno spettacolo ideato e diretto da Francesca Lombardo che indaga la contemporanea dipendenza da social network e l’ansia sociale di rimanere esclusi se disconessi, in scena Valentina Buoninconti, Marcella Di Giacomo, Marzia Meddi con ambiente sonoro di Samuele Cestola. Viviamo in una società tecnologicamente avanzata, abbiamo un profilo su un social network, siamo un brand, un marchio, un progetto che va promosso affinché rimanga in vita perché “se non sei online non esisti” e il tuo progetto muore.

Società che divora tutto

La società delle Performance è una società che divora tutto e rende tutto commercializzabile. Oggi esistono solo performers interessati allo sviluppo del proprio progetto non solo in ambito lavorativo ma in ogni momento della propria vita. Si tende a comunicare solo ciò che è positivo, il negativo può essere nascosto, eliminato. La realtà è continuamente aggiustata e filtrata per entrare meglio in uno scatto. Bisogna produrre contenuti nuovi ogni giorno, fare di tutto per non sparire, investire sulla visibilità, essere sempre sul pezzo non farsi dimenticare.

F.O.M.O., la paura di essere esclusi

Questa è la F.O.M.O., letteralmente è la paura di perdere, la paura di essere tagliati fuori, di perdersi qualcosa di importante, di essere esclusi. Una nuova forma di ansia sociale, uno stato di oppressione che porta alla dipendenza da social network. Come si può non vivere con l’ansia, se la performance riuscita di ieri è già stata dimenticata e bisogna inventarsene una nuova?! Ed è in questa corsa verso qualcosa che non si sa neanche bene cos’è che si rischia di perdere autenticità. Siamo esseri complessi e la complessità ha bisogno di uno spazio vitale che sia contemplativo… eppure sembra non ci sia molto spazio per il silenzio. «L’intento della mia ricerca – spiega Francesca Lombardo – non è la critica indignata alla tecnologia o ai social in quanto tali ma una riflessione sulle dinamiche sociali che ci attraversano ed influenzano costantemente. Spesso mi ritrovo ad essere spettatrice di una società che va troppo veloce, in cui lo switch tra privato e pubblico non è così poi tanto immediato, scontato e obbligato. La mia ricerca trae ispirazione dal libro “La società delle Performance” di M. Gancitano e A. Colamedici, filosofi, scrittori e fondatori del progetto Tlon».

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Tortellini e il giorno in cui furono inventati a Fortezza Est

“Tortellini e il giorno in cui furono inventati” dall’8 al 10 dicembre 2022 torna in scena sul palco di Fortezza Est. Spettacolo della compagnia “Poveri Comuni Mortali”, vincitore del premio di drammaturgia “Extreme Contemporain” 2020 e secondo classificato al Premio “Attilio Corsini” 2021. In scena una sottile, sarcastica e pungente critica al potere tra le note del teatro dell’assurdo e della fiaba, scritta da Alice Bertini e Federico Gatti, protagonisti in scena insieme a Carlotta Solide Aronica.

Tortellini testo politico

Tortellini non è un manuale di cucina, ma un testo che potremmo definire politico. Non una denuncia alla nostra politica, ben inteso, nulla a che fare con la recente piaga del partitismo, nondimeno affatto rivolta agli uomini di governo; “politico” nel senso più letterale del termine: connesso con le vicende del popolo e della società in relazione al coinvolgimento dei singoli individui in questo ambito. Una donna ed un uomo. Derelitti ai margini, ma anche sciocchi cittadini integrati. Arrabbiati e critici, ma anche comodamente persi negli alienanti e feroci meccanismi della società. Contro e a favore. Un re. Che questi meccanismi ha creato e in essi procede, senza pietà: è l’esercizio del potere fine a sé stesso ma anche funzionale ad un’idea di società. La noia.

Noia sentimento trasversale

Apparente sentimento trasversale comune a tutte le figure, seppur così lontane e diverse tra loro. Tra una profezia arcana e un presagio interiore una paradossale gara di cucina a premi fornirà a tutti l’occasione per raggiungere i propri desideri, che purtroppo però sono pericolosamente diversi e contrastanti tra partecipanti e giuria, ma anche tra partecipante e partecipante. Il tema è il potere, i suoi meccanismi, il dualismo che ne è alla base tra “alto” e “basso”, vertice e piede, buoni e cattivi. Gerarchie consolidate necessarie a mantenere un equilibrio civico, ma anche in grado di invertirsi per i bisogni sia dei potenti, che dei cittadini. Eppure si tratta di una commedia, in fondo narra ironicamente di tutti noi alle prese con l’egemonia spietata della vita che ci siamo costruiti attorno, e degli effetti che ogni giorno esercita sugli individui, a prescindere dal ruolo, si sia re o sudditi.

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Fortezza Est spiega le ali con i suoi “Voli Pindarici”

Fortezza Est spiega le ali con i suoi “Voli Pindarici”, la seconda stagione teatrale dello spazio culturale di Tor Pignattara nato nel 2020 e che prosegue e amplifica il lavoro del Teatro Studio Uno storico presidio artistico del Teatro Off della capitale. Un nuovo anno all’insegna della pura creatività e ricerca inseguendo suggestioni, emozioni e fantasmagoriche trame poetiche: come il poeta Pindaro amava comporre versi senza seguire apparentemente uno schema preciso, la Stagione 2022-23 “Voli Pindarici” si compone liberamente di spettacoli dai colori differenti intrecciati in unica e variegata proposta, che consolida lo spirito indipendente e coraggioso dei direttori artistici Eleonora Turco e Alessandro Di Somma.

Fortezza Est alla ricerca della novità

Fortezza Est lavora alla ricerca costante delle novità del panorama teatrale romano e non solo, unendo alla proposta teatrale un’ampia offerta formativa e un calendario fitto di attività culturali, cercando così di mettere in relazione gli artisti con la comunità che abita i sui spazi, aperti ed accoglienti come quelli di una casa, sicuri e avvolgenti come quelli di una fortezza. Nel cartellone 2022-23 si alterneranno 28 spettacoli tra debutti assoluti e graditi ritorni in scena con compagnie di nuova formazione e artisti consolidati del panorama teatrale romano e nazionale come Matteo Tarasco, Marco Maltauro, Filippo Gili, Roberto Biselli, Claudia Gusmano, Gabriele Linari, Marco Quaglia, Stefano Patti, Bernardo Casertano, I Tre Barba e la compagnia Nano Egidio.

Fitta programmazione da ottobre a maggio 2023 nel quadrante Est

Una fitta programmazione che da ottobre a maggio animerà il quadrante est della città, pensata per un pubblico eterogeneo, curioso e desideroso di scoprire il mondo attraverso il teatro. Eccellenza nell’imprenditoria culturale romana e non solo, Eleonora Turco e Alessandro Di Somma prima con il Teatro Studio Uno e poi con Fortezza Est hanno portato il teatro e l’arte in una delle periferie più complesse di Roma con 400 spettacoli, 50 residenze, 10 produzioni: oltre 10 anni di sperimentazioni, contemporaneità e nuove drammaturgie che con una direzione artistica “partita dal basso” è riuscita a coinvolgere l’intero quartiere, chiamando nomi poi “eletti” nel teatro istituzionale e pluripremiati.

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A Fortezza Est “Lettera al padre” di Franz Kafka

Torna in scena, a 18 anni dal suo debutto, lo spettacolo teatrale che ha incantato la scena romana: “Lettera al padre” di Franz Kafka adattato, diretto e interpretato da Gabriele Linari, a Fortezza Est dal 10 al 12 febbraio 2022.

Confessione accorata mai pervasa dal rancore

Uno scritto personale dell’autore praghese, una confessione accorata al genitore autoritario e arrogante, mai pervasa da rancore. Un vero e proprio conflitto nei confronti di una figura che incarna l’autorità assoluta, rappresentante di un mondo utilitaristico e pratico, ben lontano dalle aspirazioni dello scrittore.

Una chiave per aprire le porte di un mondo cupo eppure meraviglioso

Un testo centrale per comprendere la poetica di Kafka, una vera e propria chiave per aprire le porte di un mondo cupo eppure meraviglioso. Sul palco l’attore e regista Gabriele Linari, pochi gli elementi scenici ad accompagnare il monologo, in un susseguirsi di emozioni legate da un filo di instancabile ironia.

A scandire il percorso le musiche originali di Jontom

Non è una storia di violenze fisiche o di soprusi è l’incubo infinito di un animo dalla sensibilità spiccata, legato a un insano eincomprensibile “senso di colpa”. Tra questi umori si muove l’esile figura di Franz, messo a nudo di fronte alle proprie paure, in una confessione quasi senza respiro. A scandire questo percorso nei meandri della mente di Kafka, inframmezzato da brani de La Metamorfosi e altri racconti, le musiche originali di Jontom, con cadute dissonanti ed emozionanti picchi melodici. Lettera al padre di Gabriele Linari, è un tributo sincero, affettuoso, rispettoso nella sua ricerca espressiva, mai semplice, mai troppo complicato. Diretto eppure disperato come l’autore a cui è dedicato.

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“Appena prima. Note a margine della memoria” a Fortezza Est

In scena il 27-28-29 gennaio a Fortezza Est “Appena prima. Note a margine della memoria” di e con Valentina Minzoni che firma anche la regia insieme a Tania Garribba di un monologo delicato e coinvolgente sulla perdita della memoria con protagonista una donna e il suo percorso nella malattia dell’Alzheimer.

La storia della Nonna di Valentina

Un racconto che trae ispirazione dalla storia della nonna di Valentina Minzoni che spiega: «C’è stato un anno in cui la Scottex ha preso l’usanza di scrivere sui rotoli per la cucina i grandi eventi della storia con le loro date, invenzioni, scoperte, costruzioni di monumenti. Mia nonna si appuntava tutto su una vecchia agenda, le date dello Scottex e tutte quelle che riusciva a fermare, mescolando indistintamente memorie personali e memoria collettiva: le dimissioni di Papa Ratzinger, le canzoni vincitrici di San Remo, le gite del centro anziani, l’abbattimento della statua di Saddam, la brina sui kiwi, la sfiducia al governo Prodi, l’invenzione del telegrafo, i morti di famiglia e i morti del mondo Il succedersi dei gatti nel suo cortile. Soprattutto faceva liste, metteva in fila. Poi si è dimenticata tutto. Lei ha perso la memoria, io ho trovato la sua agenda. Sono partita da questo, dai suoi buchi e dai miei, e ho costruito quello che ci sta intorno». In scena una donna. Prepara e si prepara. Sistema una vita piccola, da sempre mescolata e nascosta dietro al mondo di fuori, il mondo delle cose importanti, quelle che succedono agli altri, mette in fila i grandi eventi e il quotidiano.

Pronta a iniziare, ma non sa finire

È sempre pronta ad iniziare, non sa finire. Ha confidenza con la morte e con le cose già finite, ma non sa come gestire la parte che sta in mezzo. Allora parla, si perde in una litania borbottata, ossessiva e anestetica che sostituisce la vita stessa, nel tentativo di metterla al suo posto, di far finire tutto bene. Colloca, si aggrappa alle cose ferme: fa mondo, a modo suo.