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I Tre Barba tornano in scena a Fortezza Est con “Don Giovanni”

I Tre Barba tornano in scena a Fortezza Est con la loro versione ironica, grottesca e giocosa del “Don Giovanni “di Mozart e Da Ponte dal 23 al 25 febbraio 2023, tra contaminazioni musicali, inserti pop e contemporanei.

Il Don Giovanni de I Tre Barba

Il Don Giovanni che raccontano I Tre Barba”, ovvero Lorenzo De Liberato, Lorenzo Garufo e Alessio Esposito, non è il classico “latin lover” dalle conquiste infinite, irresistibile a tutte e traditore impenitente. O meglio lo è… ma spogliato da tutto il suo fascino e arte seduttiva. Il Don Giovanni de i Tre Barba è un cialtrone, goffo e fanfarone, che vorrebbe magari essere quell’infallibile seduttore che si vanta di essere ma non sempre ci riesce.

Ribellione delle donne

Le donne intorno a lui si ribellano, lo scacciano e spesso lo illudono, tranne la povera ed isterica Elvira, sinceramente innamorata, rimasta abbagliata dalla possibilità di redimere un uomo che si spaccia per quello che non è, un uomo che probabilmente non è mai esistito e senz’altro non esiste più. A reggergli il gioco è rimasto il solo Leporello, condannato anche lui a sprofondare in questo ginepraio di illusioni e mascalzonate. Un carnevale oscuro, una mascherata atta a reggere un gioco, una tradizione che vede Don Giovanni emblema del conquistatore.

Contaminazione dell’opera

I Tre Barba si immergono nella finzione, contaminando l’opera, spingendosi sempre più verso il ridicolo, dove la lirica degli impostori prende il sopravvento. Con il loro progetto di reinterpretazione dell’opera I Tre Barba si propongono di far conoscere ad un pubblico, popolare e non, la lirica e le sue opere che ai giorni nostri sono perlopiù sconosciute o soltanto sommariamente apprezzate. I tre attori recitano fedelmente e quasi del tutto integralmente i libretti, alternando alla recitazione intermezzi musicali, arrangiando le arie più celebri delle due opere, eseguiti rigorosamente in coro, a cappella, senza l’ausilio di alcuno strumento musicale.

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Divinamente sinfonica al Teatro Argentina

Divinamente sinfonica sabato 23 aprile, alle ore 21, al Teatro Argentina di Roma, con un concerto di musica sinfonica dedicato all’affascinante rapporto fra genio e divino. A dirigere l’Orchestra Roma Sinfonica sarà il Maestro Ahmed Elsaedi, direttore artistico della Cairo Symphony Orchestra e compositore egiziano di opere per lo più orchestrali e da camera eseguite in Europa e in Medio Oriente. Il repertorio prescelto lega due esponenti del Classicismo Viennese ad un compositore italiano del 900: si parte infatti con la Sinfonia No. 6 “Pastorale” di Ludwig van Beethoven per proseguire con l’Ouverture dal “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart e concludere con il Concerto n. 2 per violoncello e orchestra che vedrà solista la violoncellista Victoria Kapralova.

Rapporto cosciente con l’elemento divino ispiratore

Filo conduttore di questi compositori e delle opere prescelte è il rapporto cosciente con l’elemento divino che li ispirava e con l’energia creatrice del suono. Consapevoli entrambi di essere uno strumento di trasmissione del pensiero divino all’umanità attraverso la musica che componevano, erano anche, tutti e tre e a vario titolo, vicini alle cerchie esoteriche del loro tempo.

Divinamente Beethoven

Le Nove Sinfonie di Beethoven rappresentano la narrazione di un percorso iniziatico, la “Pastorale” rappresenta, dopo la furiosa lotta con se stesso ingaggiata nella quinta sinfonia per il riconoscimento del proprio destino, del karma, l’epifania dello Spirito nella natura, l’energia del suono creatore, l’urklang di goethiana memoria, che si manifesta nel canto degli uccelli nella foresta come nel tuono e nel vento della tempesta, nel palpitare rigoglioso della natura fecondata nella “scena al ruscello”, dopo la semina dei minuscoli incisi che si rincorrono accavallandosi nell’allegro non troppo” iniziale, o nelle esplosioni di luce che squarciano a ondate l’orchestra facendola vibrare in tutta l’ampiezza del registro nel meraviglioso finale.

Contrasto di temi di grande impatto

Un contrasto di temi di grande impatto emotivo, quasi beethoveniano, si delinea nell’Ouverture del “Don Giovanni” di Mozart già dalle prime battute dell’introduzione nell’angosciante “lamento della creatura” e nelle imponenti arcate di scale del tema del destino, sfociando poi nel duello fra l’esercizio della facoltà libero arbitrio del protagonista e la legge morale rappresentata dal Commendatore, fra la vitalità melodica del tema del primo e la monolitica rigidità degli accordi del tema del secondo, che calano su di essa come fendenti tranciandola. Di Nino Rota, unico compositore italiano presente nel programma, è doveroso ricordare la grandezza come autore non solo di musiche da film-diretti grandi registi come Fellini, Visconti, e tanti altri, ma anche come grandissimo sinfonista.