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Sgombero in via dei Monti di Pietralata

Sgombero in via dei Monti di Pietralata. Così come concordato in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, e ribadito nel conseguente Tavolo Tecnico, a partire dalle 8 di questa mattina gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale Roma Capitale hanno proceduto allo sgombero di un’area abusivamente occupata da senza fissa dimora. Allontanate nove persone, che avevano costruito baracche di fortuna. Area riaffidata al proprietario che ha provveduto ad abbattere le baracche stesse e a rimettere in sicurezza l’area.

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Campagna romana al setaccio della Polizia

Campagna romana al setaccio della Polizia. Nel corso di servizi straordinari volti al controllo del territorio, realizzati anche in località più periferiche della città di Guidonia Montecelio, gli agenti del commissariato distaccato di Tivoli, venuti a conoscenza di una fiorente attività di spaccio, hanno arrestato un italiano di 49 anni.

Deposito di droga

Nello specifico, l’uomo aveva l’abitudine di utilizzare come deposito della droga un suo appartamento in via Stefano Cagna e, attraverso un cancelletto posteriore ivi presente, era solito raggiungere un bar prospiciente all’abitazione dove lo stesso si occupava della vendita della sostanza. Complessivamente sequestrati circa 1,35 kg di cocaina.

Centro di smercio a Palestrina

Avevano adibito un vecchio fabbricato di campagna, nei pressi di Palestrina, a centro di smercio di sostanze stupefacenti, con tanto di telecamere di sorveglianza funzionali al controllo della strada e del recinto esterno. Gli investigatori del commissariato Frascati hanno arrestato 3 italiani, un 40enne e due 20enni. Gli agenti sono riusciti a condurre l’operazione eludendo le videocamere e arrestando i sospettati colti mentre stavano cedendo della sostanza. Al termine dell’attività i poliziotti hanno sequestrato diverse dosi di cocaina e crack, oltre a circa 2000 euro di denaro in contante. Convalidati tutti gli arresti.

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Torna a casa Lessie… con l’aiuto della Polizia

Torna a casa Lessie… con l’aiuto della Polizia. Durante un servizio di controllo del territorio, una persona ha indicato agli agenti del Commissariato di Ladispoli un cane di piccola taglia che si aggirava nei pressi della stazione ferroviaria smarrito e impaurito. Una volta individuato, i due poliziotti si sono immediatamente presi cura dell’animale portandolo presso un ambulatorio veterinario dove, grazie al chip di riconoscimento, è stato possibile risalire alla proprietaria, una donna residente a Ladispoli. Quest’ultima, rintracciata dagli agenti, ha spiegato di averlo smarrito poche ore prima poiché l’animale, approfittando di un suo momento di distrazione, si era allontanato in strada. Quando i poliziotti lo hanno riportato a casa e riaffidato alla proprietaria, la donna felicissima li ha ringraziati per il tempestivo intervento e per le cure prestate al suo amato cane.

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Truffa ad un’anziana sventata a Trastevere

Truffa ad un’anziana sventata a Trastevere. Gli investigatori del commissariato Trastevere hanno arrestato un 19enne gravemente indiziato, in concorso con un minorenne, di aver truffato un’anziana signora con la tecnica del falso nipote. Determinante l’intuizione degli agenti che, nel traffico della capitale, nelle vicinanze della Bocca della Verità, hanno intercettato un’auto sospetta. Quando il conducente e il passeggero dell’utilitaria, risultata poi a noleggio, hanno capito che stavano per essere fermati, hanno gettato dal finestrino un sacchetto di gioielli e nascosto dei contanti sotto i sedili. Manovre risultate inutili: gli agenti hanno recuperato i preziosi e trovato i soldi.

Truffa messa in atto al portuense

Dopo una breve indagine gli stessi poliziotti hanno capito che i due fermati avevano agito in un appartamento del portuense. La vittima, una donna ultraottantenne, dopo la classica telefonata di richiesta di aiuto da parte di un fantomatico nipote, aveva consegnato i soldi ed i gioielli appena recuperati dagli agenti della Questura di Roma. Dopo gli atti di rito i presunti autori sono stati indagati perché gravemente indiziati del reato di truffa aggravata.

Arresto in flagranza di reato

Per il 19enne è scattata la misura pre-cautelare dell’arresto in flagranza di reato convalidata dal Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo la richiesta della Procura. La posizione del minore è stata invece immediatamente segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.

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Scassinatore seriale in manette ad Ostia

Scassinatore seriale in manette, arrestato dagli agenti del X Distretto Lido, impegnati nel controllo della zona di Ostia. L’ignoto malfattore negli ultimi tempi aveva preso di mira, danneggiandoli e scassinandoli, i parchi giochi e i distributori automatici situati all’interno di scuole e di strutture comunali, negli uffici della sede centrale del Municipio ed nel centro anziani di via del Sommergibile.

Intervento di una pattuglia per fermare lo scassinatore la sera del 21 marzo

Ad interrompere l’attività distruttiva del reo una pattuglia del X° Distretto che la sera del 21 marzo è intervenuta in via Pietro Rosa per una segnalazione di furto all’interno del parco giochi. L’uomo, un 37enne romano, accortosi dell’arrivo degli agenti ha dapprima cercato di nascondersi tra i giochi dei bambini e successivamente, appena individuato dai poliziotti, ha provato, aggredendoli, a fuggire. Gli agenti lo hanno subito bloccato con le monetine, da poco trafugate, che cadevano dalle sue tasche. Per lo stesso, convalidato l’arresto per furto aggravato e resistenza a P.U., disposta la custodia cautelare in carcere.

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Pub di… spaccio chiuso in zona San Paolo

Pub di… spaccio, con i poliziotti dell’XI Distretto San Paolo che hanno arrestato un’italiana di 57 anni, titolare di un Pub in via G. Veronese. La donna, contemporaneamente alla rivendita di bevande e alimenti, avrebbe organizzato una vera e propria attività di spaccio durante l’orario lavorativo.

Perquisizioni nel Pub

Nel corso delle perquisizioni effettuate presso il locale commerciale e nell’appartamento della sospettata sono stati scoperti più di 600 grammi tra cocaina e hashish, oltre 3000 euro in contanti e un block notes dove erano trascritti nomi e cifre dell’attività illecita. Nel locale erano presenti due dipendenti che non solo erano privi di regolare contratto di lavoro ma che, trovati in possesso di sostanza stupefacente per uso personale, sono stati sanzionati amministrativamente. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato la misura, disponendo gli arresti domiciliari nei confronti della donna.

Locale chiuso per 30 giorni

Il locale invece dovrà restare chiuso per 30 giorni a seguito della sospensione disposta dal Questore di Roma. Infatti, la Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Roma, esaminata la documentazione raccolta dall’XI Distretto di P.S. San Paolo e fatti i dovuti riscontri, ha realizzato un’accurata istruttoria tesa all’adozione del provvedimento di sospensione. L’atto è stato notificato dagli agenti dell’XI Distretto che, come previsto dalla normativa, hanno affisso sull’entrata del locale il cartello “Chiuso con provvedimento del Questore”.

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Servizi ad Alto Impatto in zona San Basilio

Servizi ad Alto Impatto della Polizia intensificati nella zona di San Basilio. Gli agenti del Distretto di Polizia di zona, insieme a quelli del Reparto Prevenzione Crimine, hanno attenzionato alcuni lotti popolari, dove, con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga, sono stati rinvenuti all’interno di uno stabile e sequestrati a carico di ignoti, 900 grammi di cocaina, 70 grammi di hashish ed una pistola a tamburo con 3 proiettili.

Servizi con posti di controllo

Durante lo svolgimento del servizio sono stati effettuati numerosi posti di controllo per assicurare la massima visibilità in zona Casal De Pazzi, nonché controlli all’interno del parco Kolbe, al fine di innalzare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini. Inoltre, a seguito di un’ispezione all’interno di un bar sono state riscontrate delle non conformità in materia igienico-sanitaria per le quali verranno interessati gli uffici preposti, ed è stata, altresì, accertata la presenza di due dipendenti sprovvisti di un regolare contratto di lavoro. Complessivamente sono stati controllati 61 veicoli ed identificate 128 persone.

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Ultras di Roma e Napoli sotto la lente della Polizia

Ultras di Roma e Napoli sotto la lente degli agenti di Polizia che stanno eseguendo il Decreto di perquisizione personale e locale nei confronti di 33 soggetti, tutti appartenenti al contesto ultras delle tifoserie di Roma e Napoli e di un soggetto aderente agli ambienti ultras aretini, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo nell’ambito del procedimento penale che riguarda gli scontri tra opposte tifoserie avvenuta all’area di servizio di Badia Al Pino (AR) lo scorso 8 gennaio.

Condotte violente degli ultras

Tale provvedimento costituisce l’epilogo di alcune evidenze investigative emerse nell’ambito dell’attività di indagine condotta dai poliziotti della Digos con l’ausilio della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e coordinata dalla Procura della Repubblica di Arezzo e ha la finalità di acquisire ulteriori elementi di prova per definire le condotte di responsabilità dei soggetti coinvolti negli eventi. Si ricordi che l’azione in questione ha visto coinvolte, in un duro scontro avvenuto anche mediante l’utilizzo di oggetti contundenti, le frange ultras delle tifoserie di Napoli e Roma, entrambe in transito in quel tratto autostradale dirette rispettivamente la prima a Genova (per disputare la partita di calcio Sampdoria-Napoli) e l’altra a Milano (ove era in programma il match Milan-Roma).

Scontri ripetuti

Per diversi minuti elementi di opposte fazioni si sono fronteggiati su più aree del tratto autostradale adiacente all’area di servizio, impegnando direttamente la corsia di transito in direzione Nord, di fatto determinando l’interruzione del traffico veicolare che protratto nel tempo ha causato una coda di veicoli fermi lunga circa 9 km. Il continuo lancio di oggetti reciproco, l’accensione di torce e l’esplosione di petardi ha interessato anche la carreggiata opposta, in direzione sud, creando serie condizioni di pericolo per i mezzi in transito. Sul posto la presenza di personale di Polizia, giunto sul luogo degli eventi quasi contestualmente ai gruppi ultras, ha scongiurato il peggio evitando che gli scontri interessassero gli utenti in sosta nei locali di ristorazione dell’area di servizio.

Analisi del sistema di videosorveglianza

La successiva attività di approfondimento investigativo si è concentrata sull’analisi delle immagini realizzate nell’occasione da alcuni utenti della strada, nonché da quelle registrate dal sistema di videosorveglianza presente nell’area di servizio. L’esito di tale attività assieme ad altre evidenze investigative ha consentito di delineare alcune posizioni di responsabilità riferibili a 20 aderenti ai sodalizi ultras della Roma, 12 a quelli della tifoseria oltranzista napoletana e uno a gruppi ultras dell’Arezzo, soggetti nei cui confronti si è proceduto con le perquisizioni.

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Spacciatore 32enne arrestato al Casilino

Spacciatore 32enne arrestato dagli agenti del III Distretto Fidene-Serpentara. È gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nello specifico, nel corso di un’attività investigativa, i poliziotti, appresa la notizia di una probabile compravendita di droga in zona Casilino, hanno fermato per un controllo in via dell’Assiolo un’autovettura con a bordo un uomo, un 32enne italiano, che sin da subito è apparso nervoso e irrequieto. Gli agenti, insospettiti da tale atteggiamento e da un odore acre proveniente dall’autovettura, hanno proceduto ad effettuare una perquisizione all’interno del veicolo rinvenendo, all’interno del cruscotto, oltre 5 kg di cocaina.

Perquisizione a casa dello spacciatore

La perquisizione successivamente estesa anche all’abitazione dell’uomo ha permesso di rinvenire ulteriori 500 grammi di cocaina e 15 panetti di hashish per un totale di 15 kg di sostanza stupefacente, mentre nel box di pertinenza dell’abitazione sono stati rinvenuti, in un piccolo frigorifero, altri panetti di hashish per un peso complessivo di oltre 33 kg. Sempre nello stesso box, riposta in un armadio metallico, è stata trovata una pistola marca Smith-Wesson cal. 38 Special di provenienza illecita con 6 cartucce. Ultimati gli accertamenti l’uomo è stato portato presso gli uffici di polizia dove è stato arrestato. Arresto poi convalidato dall’A.G.

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Abidi Mohamed estradato in Italia

Abidi Mohamed estradato in Italia. Nella giornata di ieri, al varco di polizia di frontiera di Ventimiglia, gli agenti della Poliziao della Squadra Mobile di Roma erano presenti all’arrivo del tunisino presso il Settore di Frontiera della Polizia di Ventimiglia, per notificargli l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura capitolina, poiché gravemente indiziato dell’omicidio preterintenzionale del militare dell’Esercito Italiano, avvenuto a Roma in via dei Sesami angolo piazza De Bossi, il 10 febbraio scorso.

Abidi Mohamed fuggito dopo il crimine

Abidi Mohamed sarebbe fuggito da Roma qualche giorno dopo aver commesso il fatto, quando la sua foto era ormai riportata da tutti i mass media. Gli agenti della Squadra Mobile non erano riusciti a trovarlo nell’appartamento che, da indagini tecniche, era emerso come suo nascondiglio, ma avevano trovato evidenti e fresche tracce della sua presenza. Dopo aver appreso della sua partenza, ed accertato che avesse dei parenti in Francia nella zona di Montpellier, allora si è proceduto ad intensificare i precedenti contatti già avviati con la Polizia Francese, attraverso il Servizio di Cooperazione Internazionale (S.C.I.P.) Divisione S.I.Re.N.E..

Fermato alla frontiera spagnola

Questo ha portato al fermo del soggetto, in data 24 febbraio scorso, al posto di Polizia di Frontiera francese di Le Perthus, al confine con la Spagna, munito di fotocopia di un documento intestato ad un connazionale di nome Channoufi Mohammed, mentre tentava di raggiungere la Spagna. Era conosciuto dalla Gendarmeria Francese in quanto nel suo passato periodo di vita in Francia era stato fermato per guida senza patente nella zona di Perpignan. Nella circostanza gli avevano preso le impronte digitali, risultate utili per la sua identificazione e per riscontrare l’inserimento nel circuito Schengen del Mandato di Arresto Europeo ai fini estradizionali emesso dall’Autorità Giudiziaria competente.

Movente dell’omicidio

Le indagini della Squadra Mobile sull’omicidio hanno portato a ritenere che il movente dell’omicidio del Caporal Maggiore possa essere ascrivibile ad una banale lite per motivi di viabilità, iniziata con una discussione e poi sfociata nell’aggressione dell’Abidi verso il Lucente che, cadendo a terra dopo aver ricevuto un pugno, ha violentemente sbattuto la testa nell’asfalto. I testimoni, infatti, avevano visto la scena delle due auto, la Fiat 500 Abarth del tunisino e la Fiat Panda del militare infermiere, ferme in mezzo alla carreggiata con il motore acceso.

Completamente vestito di nero

Il tunisino, vestito completamente di nero, indossante uno scalda collo a copertura parziale del volto, ed un cappuccio nero, dopo il pugno si sarebbe chinato verso la vittima provando a scuoterla per sincerarsi delle sue condizioni, ma avendo notato che il malcapitato non aveva reazioni, lo avrebbe afferrato dalle spalle e trascinato verso lo sportello lato passeggero, sistemandolo in posizione semi seduta per poi allontanarsi velocemente a bordo della sua auto.

Serrate indagini della Polizia

Le serrate indagini hanno portato al rintraccio del proprietario del mezzo, un romano dell’87, il quale quella notte aveva prestato la sua auto ad un suo conoscente di origini tunisine, a lui noto come “Mo Bro” che poi gliela aveva riportata nella nottata stessa. Lo straniero veniva identificato come Abidi Mohamed, grazie all’impronta trovata da personale del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Roma sul vetro dell’autovettura del Caporal Maggiore, e poi riconosciuto dal proprietario della 500 a seguito di individuazione fotografica. A seguito della ricostruzione investigativa effettuata dalla Squadra Mobile la Procura della Repubblica di Roma richiedeva la misura cautelare in carcere dello straniero, concessa poi dal G.I.P. del Tribunale di Roma.