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Il Governo aumenta il prezzo dei carburanti e scarica sui Gestori

Il Governo aumenta il prezzo dei carburanti e scarica la responsabilità sui Gestori che diventano i destinatari di insulti ed improperi degli automobilisti esasperati. Avviata contro la Categoria una campagna mediatica vergognosa. Dichiarato lo stato di agitazione su tutta la rete e lo sciopero contro il comportamento del Governo. Si preannuncia presidio sotto Montecitorio. Beatificati i trafficanti di illegalità che operano in evasione fiscale e contributiva e che sottraggono all’Erario oltre 13 miliardi di €uro/anno.

Protesta contro il Governo

Per porre fine a questa “ondata di fango” contro una Categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le Associazioni dei Gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della Categoria, su tutta la rete; di avviare una campagna di controinformazione sugli impianti e proclamare, per le giornate del 25 e 26 gennaio 2023, una prima azione di sciopero, con presidio sotto Montecitorio. Le motivazioni della protesta saranno illustrate nel corso di una Conferenza Stampa che si terrà Giovedì 19 gennaio 2023, presso l’hotel Nazionale (Piazza Montecitorio), con inizio alle ore 11.

Esecutivo a caccia di risorse

L’impressione che la Categoria ha tratto da questa vicenda è quella di un Esecutivo a caccia di risorse per coprire le proprie responsabilità politiche, senza avere neppure il coraggio di mettere la faccia sulle scelte operate e ben sapendo che l’Agenzia delle Dogane, il Mimit, e l’Agenzia delle Entrate hanno, già oggi, la conoscenza e la disponibilità di dati sul movimento, sui prezzi dei carburanti e sull’affidabilità delle comunicazioni giornaliere rese dalla Categoria. È un imbroglio mediatico al quale le Organizzazioni di Categoria intendono dare risposte con la mobilitazione dei Gestori. Così il comunicato stampa unitario dei Distributori Carburanti.

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Ulteriore proroga al taglio delle accise sui carburanti

Ulteriore proroga al taglio delle accise. Dopo l’ultimo intervento nei primi giorni di agosto, dove il Governo aveva confermato lo sconto sui carburanti fino al 20 settembre, l’esecutivo si appresta a estendere il provvedimento di altri 15 giorni, così da arrivare quantomeno al 5 ottobre. Per l’entrata in vigore si attende la sottoscrizione di un decreto interministeriale Mef-Mite, che andrà a collocarsi nel solco del decreto Aiuti bis, attualmente oggetto di studio.

Ulteriore proroga per i prezzi dei carburanti di nuovo in salita

Quasi sicuro l’ammontare del taglio, pari a 30 centesimi su ogni tipologia di carburante: benzina, diesel, GPL e metano. Si è reso necessario un nuovo intervento, poiché i prezzi hanno ripreso a salire, dopo un periodo di tregua andato avanti per qualche settimana. Sulle strade italiane sono avvenuti dei rincari, in particolar modo per gasolio e metano. Inoltre, il petrolio viaggia su quotazioni elevate: il costo del Brent, greggio di riferimento nel mercato europeo, si aggira sui 99-100 dollari al barile, mentre il WTI, riferito al mercato americano, si colloca intorno ai 92 dollari al barile.

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Coldiretti: “Il prezzo record della benzina pericoloso per il sistema Italia”

Il nuovo record del prezzo della benzina aggrava il gap competitivo dell’Italia che deve affrontare costi per il trasporto merci superiori dell’11% rispetto alla media europea per un valore di 13 miliardi all’anno.

Aumento carburanti pesa su famiglie e imprese

È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’aumento dei prezzi dei carburanti che pesano sulle famiglie e sulle imprese. In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante è pari a 1,12 €/km, più alto di nazioni come la Francia (1.08 €/km) e la Germania (1.04 €/ km), ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell’Europa dell’Est: in Lettonia il costo dell’autotrasporto è di 0,60 €/km, in Romania 0.64 €/km; in Lituania 0,65 €/km, in Polonia 0.70 €/km secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga.

Prezzo record ha effetto valanga sulla spesa

In un Paese come l’Italia dove l’85% dei trasporti commerciali avviene per strada il nuovo record dei prezzi dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli energetici. A subire gli effetti è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea. «In tale ottica il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) finanziato con il Recovery Fund può essere determinante per agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare

Dotare il paese di una riserva di energia sostenibile

«l’importanza di dotare il paese di una riserva energetica sostenibile puntando sulla filiera del biometano agricolo da fonti rinnovabili con l’obiettivo di arrivare a rappresentare il 10% del fabbisogno della rete del gas nazionale». In queste condizioni è importante individuare alternative green come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sul Recovery plan elaborato dalla Coldiretti per sviluppare le bioenergie in Italia.