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Primo maggio di spettacolo a Capannelle

Primo maggio di spettacolo all’Ippodromo Capannelle. Sarà il grande giorno, quello dedicato al Parioli e al Regina Elena, le prestigiose Ghinee italiane, le prime due classiche per i tre anni del 2023, in un convegno che comprende anche il Botticelli, corsa importante sulla strada del Derby. Ma non è tutto qui, perché il ricchissimo pomeriggio alle Capannelle (foto Domenico Savi), oltre alle due pattern e alla listed già menzionale, prevede tra le nove corse del pomeriggio anche tre handicap principali tradizionali e le prime due corse importanti per i cavalli di due anni, vale a dire il Toulouse Lautrec e il Marguerite Vernaut.

Super Primo maggio

Un super programma che troverà un ideale contorno nelle importanti iniziative collaterali che, come consuetudine, impreziosiscono le giornate all’ippodromo per appassionati e famiglie. Insomma divertimento, spettacolo, coinvolgimento e grande risalto tecnico in uno dei pomeriggi clou dell’intera annata ippica italiana. Il Parioli e il Regina Elena sono le nostre Ghinee, ovvero le massime prove riservate ai soli cavalli di tre anni sul miglio.

Corse uniche il Primo maggio

La prerogativa che rende uniche queste corse, vedi anche il Derby, è che essendo riservate solo ai tre anni, nella vita di un cavallo capitano solo una volta. Se non si è al via quel giorno fatidico non ci sarà una seconda opportunità. Come per il Derby, che il nostro Paese “importò” dalla perfida terra d’Albione circa 100 anni dopo la disputa della prima edizione inglese e che, in Italia, festeggerà il 21 maggio l’edizione numero 140, anche il Parioli e il Regina Elena sono stati introdotti nel calendario italiano un secolo dopo la loro creazione in Inghilterra, per la precisione nella prima decade del 1900, circa 35 anni dopo la disputa del nostro primo Nastro Azzurro.

Premi con dedica

I due premi sono dedicati alla consorte del Re d’Italia dell’epoca, Vittorio Emanuele, e all’ippodromo dei Parioli, dismesso all’inizio degli anni ’20, situato nella piana alle pendici di Villa Glori fino a lambire Ponte Milvio. Molto del successo delle Ghinee si deve all’enorme competenza e preparazione di un personaggio che forse il mondo del Turf non celebra come meriterebbe, Lord Bunbury, di fatto colui che ebbe l’idea geniale del Derby, insieme a Mr. Stanley, meglio noto come dodicesimo Conte di Derby. Bunbury ebbe nella prima decade del 1800 una seconda grande idea, le Ghinee appunto, che in Italia arrivarono nel 1907.

I vincitori delle prime edizioni

Significativo che a vincere le prime edizioni delle due corse furono cavalli (Gostaco e Madrèe) che appartenevano al conte Felice Scheibler ovvero sir Rholand, il primo grande rivale del Senatore Federico Tesio. Il quale a sua volta trionfò presto nelle Ghinee con Guido Reni e Veronesa. Tesio amava saggiare le sue femmine migliori, vincitrici del Regina Elena, misurandole anche nel Parioli che per molti anni si corse due settimane dopo. Cosi nell’albo d’oro del Parioli troviamo i nomi immortali di femmine quali Delleana, Nogara, Jacopa del Sellaio, Bernina e Astolfina, ma anche di campionesse non “tesiane” come Archidamia e Saccaroa.

Gli albi d’Oro

I due albi d’oro sono una sintesi della nostra meravigliosa Storia del Turf. Tra maschi e femmine ci imbattiamo nel gotha del nostro galoppo: oltre alle cavalle già citate, ricordiamo Nearco, Niccolò dell’Arca, Macherio, Botticelli, Bauto, Bonconte di Montefeltro, Mannsfeld, Ovac, Fatusael, Sikeston, Misil, Pelder, Le Vie dei Colori, Ramonti, Senlis, Worthadd, Al Rep, Duccia di Buoninsegna, Dossa Dossi, Tokamura, Angela Rucellai, Tadolina, La Zanzara, Atoll , Aranvanna, Silver Cup, solo per citarne qualcuno.

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Spettacolo

Anche Piero Pelù al Concerto del Primo Maggio

Anche Piero Pelù al Concerto del Primo Maggio di Roma, l’evento promosso da CGIL, CISL e UIL, prodotto e organizzato da iCompany che sarà trasmesso in diretta sui canali RAI. Iniziato sui canali social (Instagram – Facebook – Twitter – TikTok) del Primo Maggio di Roma il conto alla rovescia e periodicamente svelato un nuovo tassello del puzzle che andrà a comporre il cast del Concertone. Dopo l’annuncio di Aurora, Ariete, Coma_Cose, Mr. Rain, Matteo Paolillo, Tananai, BNKR44, Aiello, Carl Brave e Fulminacci continua crescere la lineup!

Piero Pelù torna per l’11° anno

Si aggiungono Piero Pelù, che torna per l’undicesimo anno al Primo Maggio confermando l’impegno a favore dei lavoratori e delle categorie più fragili, quest’anno anche in compagnia di Alborosie con il quale presenterà il nuovo brano “Musica libera”, Rose Villain, cantante e autrice con milioni di stream che ha da poco pubblicato il suo primo album “Radio Gotham” che ha debuttato in Top 5 della classifica settimanale Top Album FIMI e #8 della Top Albums Debut Global di Spotify, e Alfa, il cantautore genovese classe 2000 che ha appena concluso “Tra Le Nuvole Tour”, il tour completamente sold out nei club italiani.

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Economia

Primo Maggio, Coppotelli (Cisl): Festa del Lavoro in un momento terrificante

“Un Primo Maggio di profonda riflessione per una Festa del Lavoro che mai come quest’anno cade in un momento terrificante: la guerra tra Russia e Ucraina, le congiunture internazionali e nazionali ancora completamente stravolte, come se non bastassero i danni causati dalla pandemia da Covid 19. Tutto questo però non ci induce a tirare i remi in barca. No: ci sprona a restare in prima fila, più concentrati e determinati che mai”. Lo dichiara Enrico Coppotelli, segretario generale della CISL Lazio in vista del 1° maggio.

Coppotelli (Cisl Lazio): un Primo Maggio di profonda riflessione

“Ma c’è dell’altro – aggiunge Coppotelli -, c’è molto di più, anche nel Lazio: la progressiva scomparsa del ceto medio, i morti e gli infortuni sul lavoro che ci rimandano al tema della sicurezza e dei diritti, salari sempre più bassi e occupazione precaria che rappresentano un quadro a tinte ancora fosche nonostante le stime di crescita. E poi tutto il resto: dal sommerso al caporalato, dal gap di genere allo sfruttamento dei più deboli. Un Primo Maggio di profonda riflessione per una Festa del Lavoro che deve proiettarci verso il domani tra rivendicazioni, una nuova partecipazione e la presa di coscienza che molto abbiamo fatto e che molto però resta da fare. Per questo dobbiamo ‘Esserci per cambiare’, come abbiamo detto al nostro congresso regionale del Lazio. Le continue crisi di questi anni hanno profondamente compromesso l’istruzione, la formazione e l’occupazione dei giovani, rendendo ancora più difficile il loro ingresso nel mondo del lavoro. Ma le crisi hanno anche minato i redditi e le certezze delle famiglie, devastando il ceto medio. E’ questo il grande dramma del Lazio”.

Secondo il segretario generale della CISL Lazio, “oggi la carenza di materie prime, l’aumento dei costi delle stesse, dell’energia, le incertezze legate alla guerra sono una spada di Damocle ulteriore sulla ripresa laziale. Soprattutto sulla produzione manifatturiera. Le previsioni ci dicono che il Pil della Regione crescerà del 7,5%. Ma ad oggi c’è una ripresa fisiologica e non sistematica. Una ripresa precaria, non strutturale. Non può bastare”.

Festa del Lavoro, le parole di Coppotelli (CISL Lazio)

“L’attività economica nel Lazio – spiega Coppotelli – è cresciuta del 5,3%, meno della media nazionale. La spesa dei turisti stranieri è stata circa il 70% in meno rispetto a quella del primo semestre 2020. A soffrire i comparti maggiormente legati al turismo (alberghiero, ristorazione, commercio). Ma anche nell’industria e nei servizi gli investimenti sono stati deboli. E’ cresciuta la disoccupazione e le misure di sostegno ai redditi hanno riguardato il 7,7% delle famiglie (più della media nazionale). Il 46% degli espulsi dal mondo del lavoro è concentrato nelle regioni meridionali. E il Lazio è un territorio di frontiera, dove le dinamiche salariali sono tendenzialmente piatte (busta paga bassa), dove il tasso di occupazione rimane basso e dove l’eccessiva flessibilità del mercato del lavoro si sostanzia in un ricorso massiccio al tempo determinato e al part time involontario”.

“Avevamo ragione – afferma inoltre l’esponente sindacale – quando dicevamo che la ripresa, minima, è precaria. Il Lazio, dicevamo, è un territorio di frontiera e una regione complessa, con tre zone distinte: Roma, l’Alto Lazio e la zona Sud, forse più vicina alle problematiche del Meridione. La classifica del quotidiano economico Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita è chiara: Roma al 13° posto in Italia (guadagna 19 posizioni), Rieti al 75°, Viterbo al 78°, Frosinone all’82°, Latina all’83°. Non c’è bisogno di aggiungere molto”.