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Re:humanism, inaugura il 24 maggio a Roma

Re:humanism, con l’elettrico titolo Sparks and Frictions, inaugura il 24 maggio a Roma la sua terza edizione. La grande mostra collettiva che indaga il rapporto fra Intelligenza Artificiale e arte contemporanea, una relazione in grado di creare nuovi immaginari e nuove narrazioni, pensata nell’ambito di uno sviluppo sostenibile e inclusivo, con una postura critica rispetto al sempre più diffuso fanatismo tecnocratico. Curata da Daniela Cotimbo, presidente dell’associazione Re:humanism, la mostra sarà visitabile fino al 18 giugno nei suggestivi spazi del WEGIL, hub culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, nonché edificio simbolo del razionalismo architettonico di Luigi Moretti.

I finalisti della terza edizione di Re:humanism Art Prize

In mostra le opere dei finalisti della terza edizione del Re:humanism Art Prize, selezionati dopo una call for artist svoltasi nei mesi precedenti e che ha invitato gli artisti a riflettere non soltanto sul profondo impatto generato dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale e sulle radicali trasformazioni che si prospettano all’orizzonte ma anche sul rapporto fra creazione artistica, new media, dispositivi tecnologici e temi scientifici che mette in gioco una serie di importanti riflessioni sull’identità, sulle relazioni e sui futuri possibili. A queste opere si aggiungono poi i due progetti del Premio Digitalive di Romaeuropa, che saranno presentati in autunno nell’ambito del Romaeuropa Festival mentre fra le novità di quest’anno l’assegnazione del Premio Speciale Salvatore Iaconesi, dedicato al geniale artista, ingegnere robotico e attivista recentemente scomparso.

Molteplici punti tematici

Molteplici i punti tematici di questa terza edizione: dalle New Ecologies, che mirano a ripensare le logiche dell’estrattivismo dei dati e delle risorse ambientali, alle New Narratives, prospettiva che intende rileggere la storia del progresso scientifico attraverso la lente della decolonialità, recuperando saperi e rituali arcaici che, messi in dialogo con l’innovazione, possono generare nuove mitologie; dalle esplorazioni del rapporto con il non-umano di Playing with non-human alle trasformazioni corporee nelle pratiche di biohacking di Hacking the Body; da Exploring Metaverse che raccoglie visioni, paure e sogni legati alla nuova frontiera della Realtà Virtuale a Machine Visions and Dreams, affascinante immersione nell’inconscio macchinico. Fino ad arrivare a Other explorations, mappatura di sguardi differenti sui futuri che ci attendono.

Le opere presentate a Re:humanism

In questi territori si muovono dunque le opere presentate dalla terza edizione di Re:humanism, a partire dalle prime tre classificate: Zoophyte, visionaria creazione dell’inglese Joey Holder ispirata dalla criptozoologia, che delinea un ambiente popolato da creature marine inventate, non scoperte o di cui la scienza ufficiale sa poco, per riflettere sul confine tra realtà e fantasia; il perturbante progetto dal titolo Monologo di Riccardo Giaccone che unisce le antiche tecniche del teatro di figura alle reti neurali artificiali; e The Martian Word for World is Mother dell’artista nord americana Alice Bucknell, un lavoro che intende ribaltare la prospettiva antropocentrica che domina le questioni legate all’esplorazione spaziale e alla colonizzazione di nuovi pianeti.

Emerging Prize

C’è poi l’opera cui è stato assegnato l’Emerging Prize, firmata dall’artista e designer cinese Yue Huang: Artificial Life decostruisce l’immaginario fantascientifico di un’Intelligenza Artificiale iper performante mettendoci davanti ai fallimenti di un’AI goffa e divertente. Sul fronte delle “nuove ecologie” si iscrivono invece sia Echinoidea Future – Adriatic Sensing dell’artista slovena Robertina Šebjanič e Ciò che resta di Piero Alfeo: la prima indaga le attuali condizioni bio-geologiche e morfologiche del riccio di mare plasmato dall’azione inquinante dell’uomo mentre la seconda affronta il problema dell’inquinamento acustico degli oceani e la necessità di rinegoziare i rapporti interspecie.

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Re:humanism annuncia l’art prize “Sparks and Frictions”

Re:humanism annuncia la terza edizione del Re:humanism Art Prize “Sparks and Frictions”. La call, aperta da lunedì 16 gennaio 2023 è rivolta ad artisti professionisti di tutte le età e provenienze geografiche che potranno partecipare gratuitamente presentando i propri progetti entro le ore 12 del 28 febbraio 2023. I vincitori verranno annunciati entro marzo 2023 sul sito dell’associazione. Sparks and Frictions è il titolo della terza edizione del Re:Humanism Art Prize, che dal 2018 è dedicato a esplorare il rapporto tra arte e intelligenza artificiale.

Re:humanism e l’arte contemporanea

Questa edizione consolida l’idea dell’arte contemporanea come agente capace di suscitare riflessioni e sviluppare immaginazioni sul futuro che verrà, ma anche di opporsi a regimi tecnocratici nell’ambito di uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Con questa edizione, il programma si amplia attraverso il rapporto con tutte le forme di media tecnologici e anche temi scientifici che mettono in gioco importanti riflessioni sull’identità, sulle relazioni e sui futuri possibili.

Diverse forme di speculazione artistica

Dalle tecnologie quantistiche al metaverso, dalla genetica al biohacking, pur mantenendo uno sguardo sui nuovi scenari dell’IA, saranno valutate diverse forme di speculazione artistica che, come in ogni edizione, non dovranno necessariamente prevedere l’uso diretto delle tecnologie in questione. Saranno undici i progetti selezionati da una giuria composta dagli organizzatori, da esperti di arte contemporanea e nuove tecnologie digitali.

Premio Digitalive di Romaeuropa

In questa edizione, oltre al Premio Digitalive di Romaeuropa introdotto lo scorso anno, sarà assegnata una Menzione speciale Salvatore Iaconesi, dedicata alla memoria dell’artista e ricercatore Salvatore Iaconesi, e anche un Premio emergenti dedicato a studenti universitari, laureandi o giovani che stanno iniziando ad intraprendere la carriera artistica. Dieci dei progetti selezionati (il Premio Digitalive di Romaeuropa verrà presentato successivamente) saranno presentati a fine maggio 2023 nelle sale espositive del WeGil a Roma.

La giuria del Premio

La giuria sarà composta da: Alfredo Adamo, CEO di Alan Advantage; Andrea Bellini, Direttore del Centre d’Art Contemporain di Ginevra; Ilaria Bonacossa, Direttrice del Museo Nazionale Arte Digitale, Carola Bonfili, artista finalista della seconda edizione del Re:humanism Art Prize, Tiziana Catarci, Direttrice Dipartimento Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale (DIAG) dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza; Daniela Cotimbo, fondatrice e curatrice del progetto Re:humanism; Mauro Martino, fondatore e direttore del Visual Artificial Intelligence Lab all’IBM Research e Laura Tripaldi, dottoranda in Scienza e Nanotecnologia dei Materiali all’Università di Milano Bicocca e anche curatrice della webzine Not di NERO edizioni.