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Tentata estorsione: 30enne romano in manette

Tentata estorsione: 30enne romano in manette, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma. Nello specifico, i Carabinieri sono intervenuti su richiesta del titolare di un esercizio commerciale in zona San Pietro.

Denuncia ai militari

Quest’ultimo ha denunciato ai militari che poco prima, l’indagato era entrato all’interno del suo locale pretendendo del denaro contante, prima minacciandolo di morte e poi di dar fuoco al negozio, riferendo inoltre che da quasi un anno era vittima di richieste estorsive da parte del 30enne.

Arresto dell’uomo

I militari acquisita la descrizione dell’uomo lo hanno individuato poco distante dal locale e lo hanno arrestato. La vittima ha presentato regolare denuncia querela e l’arrestato è stato trattenuto in caserma e successivamente condotto presso le aule di piazzale Clodio per il rito direttissimo. Al termine dell’udienza l’arresto è stato convalidato e al 30enne è stato imposto il divieto di avvicinamento alla vittima.

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Sequestro e tentata estorsione: cinque in manette al Corviale

Sequestro e tentata estorsione per 5 persone, di età compresa tra i 35 e i 66 anni, tutte già con precedenti, rintracciate e arrestate al Corviale dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo. Sono gravemente indiziati, in concorso tra loro per i reati consumati nei confronti di un 38enne del posto. Lunedì scorso, la vittima, in stato di shock, con volto gravemente tumefatto e con ferite diffuse per tutto il corpo, chiedeva aiuto alla portineria di un comprensorio nella frazione “Laghetto” di Castel Gandolfo. Immediatamente soccorso dai Carabinieri e da personale del 118, che lo trasportava in ospedale ove, per le lesioni riportate, era ricoverato in prognosi riservata, riscontrandogli traumatismi multipli del massiccio facciale, una lesione della gamba sinistra, la perforatura di un timpano, rottura del setto nasale e lesioni interne polmonari.

Sequestro avvenuto domenica 2 ottobre

I Carabinieri intervenuti hanno raccolto le dichiarazioni della vittima che ha riferito che nel pomeriggio di domenica 2 ottobre, era stato raggiunto presso la propria abitazione da lui in uso come affittuario, da tre persone. Una volta all’interno i tre lo avrebbero violentemente malmenato, tra i quali il proprietario di casa, ritenuto il mandante della spedizione punitiva per canoni di affitto non saldati, per un importo complessivo di circa 2000 euro. Successivamente i tre soggetti lo avrebbero caricato su un’autovettura in direzione di una villetta isolata di Castel Gandolfo, dove li attendevano gli altri due complici.

Rapina e pestaggio

Gli indagati, dopo aver rapinato il 38enne del telefono cellulare e del portafoglio contenente 400 euro in contanti, lo avrebbero sottoposto ad una mattanza consistente in percosse ripetute con calci, pugni ed un bastone metallico, praticandogli altresì una profonda ferita ad una gamba con un machete. Al termine delle percosse, il gruppo avrebbe costretto la vittima a passare la notte a dormire sul pavimento, sorvegliato a turno, per poi chiedere l’indomani mattina, ad un conoscente del 38enne, la somma di 5000 euro, da consegnare al proprietario di casa ed ai suoi complici, pena la recisione di un orecchio e delle dita delle mani nonché subire atti carnali.

Fuga grazie a uno stratagemma

La vittima, nella mattina di lunedì, tramite uno stratagemma consistito nel dover espletare un bisogno fisiologico, dopo aver aperto il rubinetto dell’acqua per confondere il rumore dell’apertura della finestra del bagno, riusciva a scappare dai sequestratori per le campagne circostanti e a chiedere aiuto. I militari hanno individuato l’abitazione teatro delle violenze, rinvenendo e repertando il machete ancora sporco di sangue, vari fazzoletti di carta utilizzati dalla vittima per asciugarsi le ferite, mozziconi di sigaretta con tracce ematiche nonché un’asta per tende spezzata in più punti. Poco dopo, i Carabinieri hanno rinvenuto l’auto usata per trasportare il 38enne alla villetta, dove all’interno hanno repertato tracce ematiche sui sedili posteriori, dove i criminali avevano caricato il malcapitato.

Arresti per il sequestro nel complesso del Serpentone al Corviale

A seguito di incessanti ricerche, durate per tutta la giornata, i Carabinieri di Castel Gandolfo sono riusciti ad identificare e a rintracciare gli uomini gravemente indiziati degli efferati reati, alcuni dei quali avevano trovato rifugio in un appartamento, privo di campanello e di assegnatario, all’interno del complesso residenziale “Serpentone” del Corviale.

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Tentata estorsione e minacce ai familiari, 54enne di Nettuno in manette

Tentata estorsione e minacce ai familiari, 54enne finisce in manette. I Carabinieri della Stazione di Nettuno hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Velletri, nei confronti di un uomo di 54 anni, gravemente indiziato dei reati di atti persecutori, lesioni aggravate, tentata estorsione e minacce aggravate nei confronti degli anziani genitori e di altri componenti della famiglia.

Tentata estorsione risalente al 3 giugno

I fatti risalgono allo scorso 3 giugno quando i Carabinieri sono intervenuti presso l’abitazione dell’uomo dove i vicini, preoccupati dalle urla con richieste di aiuto, hanno allertato il 112 segnalando una violenta lite in corso. I militari intervenuti, dopo aver placato gli animi, hanno eseguito un approfondito controllo ed hanno rinvenuto diverse piante di marijuana, motivo per il quale il 54enne era finito agli arresti domiciliari in una casa adiacente a quella dei genitori. Il successivo 6 giugno l’anziano padre ha raggiunto la caserma ed ha chiesto aiuto ai Carabinieri denunciando continue aggressioni e vessazioni messe in atto dal figlio contro di lui e contro tutti i suoi familiari. I Carabinieri, a questo punto, lo hanno rasserenato garantendo un immediato intervento.

Padre e familiari disperati per l’atteggiamento violento dell’uomo

Nel corso di un lungo colloquio, i militari hanno appreso che il figlio, in svariate occasioni, spesso in preda ai fumi dell’alcool e sotto l’effetto di sostante stupefacenti, aveva aggredito e picchiato i suoi familiari spesso pretendendo la dazione di somme di denaro da reimpiegare per acquistare droga. In tale contesto, i militari hanno dato sviluppo alle indagini raccogliendo gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, in particolare, per aver ripetutamente minacciato e molestato i suoi familiari provocando un grave e perdurante stato di ansia e di paura all’anziano padre e timore per l’incolumità propria e dei suoi congiunti, inducendoli a cambiare le abitudini di vita. Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Nettuno hanno bussato alla porta di casa del 54enne e lo hanno condotto nel carcere di Velletri.