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Formula 1, oggi il Gp di Monza – Diretta

(Adnkronos) – Torna in pista la Formula 1, con una delle gare più attese del Mondiale. Oggi, domenica 6 settembre, si corre il Gp di Monza. Si riparte dalla sorprendente pole position al fotofinish di Pierre Gasly, il più veloce delle qualifiche con la sua Alpine. Pronto a dar battaglia fin dai primi giri George Russell, secondo in griglia con la Mercedes. In seconda fila le Ferrari: Charles Leclerc parte terzo, Lewis Hamilton quarto. Il leader del Mondiale piloti Kimi Antonelli scatterà dalla ventesima posizione a causa della penalità da scontare per il cambio della quinta power unit stagionale. Alle 15 il semaforo verde. 
Dove vedere lo spettacolo del Gp di Monza? La gara verrà trasmessa in diretta sui canali Sky Sport per gli abbonati, ma anche in chiaro su Tv8. Il Gran Premio d'Italia sarà visibile anche in streaming su Sky Go e Now e gratis su Tv8.it. La Formula 1 tornerà in pista nel prossimo weekend, che si chiuderà con il Gp di domenica 13 settembre a Madrid.  
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Tragedia al Rally di Trapani, auto fuori strada: un morto e due feriti

(Adnkronos) – Un morto e due feriti in un incidente al Rally Cronoscalata Trapani–Monte Erice nel Trapanese. Dalle prime informazioni un'auto è finita fuori strada travolgendo una persona, che è deceduta, e ferendo due spettatori. La vittima sarebbe un commissario di gara. 
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Forum Cernobbio, il sondaggio promuove il governo Meloni e boccia l’opposizione

(Adnkronos) – Gli imprenditori presenti a Cernobbio promuovono il governo di Giorgia Meloni dopo quasi quattro anni di attività, mentre si appesantisce il giudizio della platea sui partiti di opposizione. È quanto emerge dal sondaggio elettronico condotto in occasione della 52° edizione del Forum 'Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive' organizzato da Teha group, The European House – Ambrosetti a Cernobbio. Invitate a valutare l'operato dell'esecutivo su una scala da 1 (molto negativamente) a 9 (molto positivamente), oltre due terzi delle imprese (68,3% complessivo) esprimono un giudizio positivo (voti da 6 a 9). Nel dettaglio, il voto più frequente è il 7 con il 33,3% delle preferenze, seguito dal voto 8 scelto dal 20,0% dei rispondenti e dal punteggio massimo 9 (molto positivamente) pari al 6,7%. Assegna un voto 6 l'8,3% del campione. Si attesta al 10,0% il voto 5, mentre le valutazioni negative (voti da 1 a 4) si fermano complessivamente al 21,7%. 
Per quanto riguarda i partiti di opposizione, il cui operato viene giudicato negativamente (voti da 1 a 4) dall'83% degli intervistati, in aumento di dieci punti percentuali rispetto al 73,0% registrato nel 2025. Nel dettaglio, raddoppia la quota di chi assegna il voto minimo 1 (molto negativamente), toccando il 23,7% (contro l'11,9% del 2025); il voto 2 raccoglie il 18,6% (da 15,3%), il voto 3 si attesta al 25,4% (da 28,8%) e il voto 4 al 15,3% (da 17,0%). Il voto 5 scende al 10,2% (dal 13,6% del 2025), mentre i giudizi positivi complessivi (voti da 6 a 9) si dimezzano al 6,8% dal 13,6% dello scorso anno: il voto 6 registra il 3,4% (da 8,5%), il voto 7 l'1,7% (invariato), il voto 8 lo 0% (invariato) e il punteggio massimo 9 (molto positivamente) l'1,7% (dal 3,4% del 2025). 
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Ucraina-Russia, Witkoff e Kushner a Kiev: colloqui con Zelensky al via

(Adnkronos) – Sono iniziati a Kiev i colloqui tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, alla loro prima visita ufficiale nella capitale ucraina dopo le ripetute missioni a Mosca. "I negoziati sono iniziati", ha scritto Zelensky su X, allegando un video in cui accoglie e abbraccia i due rappresentanti americani. Gli inviati sono arrivati in treno. Secondo il leader di Kiev infatti "i russi non hanno permesso alla delegazione americana di arrivare in aereo, anche se i nostri aeroporti erano pronti".   Secondo il Financial Times, l'incontro si svolge nel complesso della cattedrale di Santa Sofia. Della delegazione ucraina fanno parte, tra gli altri, il capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, il capo dell'intelligence estera Rustem Umerov, il capogruppo parlamentare David Arakhamia e il vicecapo dell'ufficio presidenziale Sergiy Kyslytsya. La missione arriva all'indomani del colloquio di oltre tre ore avuto dai due inviati a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin. "Siamo pronti al confronto. L'Ucraina è sempre stata e continuerà a essere costruttiva", ha dichiarato intanto il presidente ucraino dopo aver riunito questa mattina la squadra negoziale in vista dell'incontro. "Siamo interessati ad avvicinare la fine della guerra. Serve la pace. Servono garanzie di sicurezza. Serve una pace postbellica dignitosa. Le nostre proposte sono pronte – ha aggiunto Zelensky su X – È importante lavorare in modo coordinato, concreto e realistico".  Gene Lange, responsabile ad interim per le sanzioni del dipartimento del Tesoro americano, ha accompagnato gli inviati di Donald Trump nella loro missione a Mosca. Una presenza che, secondo Axios, indica come anche il tema delle sanzioni americane contro la Russia, e di un loro possibile alleggerimento nell'ambito di un accordo sull'Ucraina, sia entrato nelle discussioni tra Washington e Mosca. Lange ha partecipato a un incontro preparatorio con Kirill Dmitriev, inviato del presidente russo Vladimir Putin, ma non al successivo colloquio di circa tre ore al Cremlino tra Putin, Witkoff e Kushner. La sua partecipazione alla missione arriva dopo che il segretario al Tesoro Scott Bessent ha ribadito la scorsa settimana che gli Stati Uniti non concederanno alla Russia alcun alleggerimento delle sanzioni finché Mosca non porrà fine alla guerra in Ucraina.  
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Leonardo Maria Del Vecchio a Cernobbio: “Luxottica? Auspico cambio di strategie e nuova fase”

(Adnkronos) – "Io auspico un cambio delle strategie e auspico una nuova fase". Così Leonardo Maria Del Vecchio, a margine del Forum Ambrosetti a Cernobbio, risponde a una domanda su un eventuale cambio della governance di Luxottica. "Hanno bisogno di una strategia chiara e nel lungo periodo, non di 3 anni ma di 50", sottolinea Del Vecchio. "Credo che tutti i soci di Delfin ragioneranno per identificare la migliore offerta economica e la migliore prospettiva per il futuro. Senza tralasciare la doverosa attenzione al sistema paese Italia”, dice poi intercettato dai cronisti, rispondendo a una domanda sul risiko bancario. "Se mi si chiede se si debba creare un campione italiano finanziario che vada a competere con le più grandi banche europee? Assolutamente sì. E questo – spiega – era un sogno anche del fondatore. Quindi creare un campione italiano finanziario assicurativo? Assolutamente sì". Ma bisogna "farlo nella maniera migliore e farlo col consenso dei soci". Quindi non è un tema su cui può decidere solo Milleri? "No, assolutamente no", ha risposto. "Si chiamerebbe MilDelfin, o Milfin, non Delfin". "Io vorrei spostare un po' l'attenzione su questo dualismo che si è creato tra me e Francesco Milleri quando invece al posto deve tornare Essilux. Essilux voglio ricordare che è il lascito, è l'investimento vero di Delfin, è la vera legacy di nostro padre e ha perso il 50% in borsa. Quindi si parla troppo tra di me e Francesco. Ma la cosa più importante è quella di custodire e portare altri 10 anni di successi a Essilux", ha poi aggiunto in un punto stampa al Forum Ambrosetti. Sulla richiesta al revisore e l'indagine sul conflitto di interessi nel Cda quali sono i punti che non tornano nella storia di Delfin? "Sicuramente è stata richiesta un'indagine e voi avete pezzi della lettera. Posto che sono stati nominati revisori, penso che sia giusto far rispondere loro. Quindi vorrei che facessero loro il lavoro che in questi anni forse è mancato, sicuramente a livello di informative e sicuramente a livello di condivisione di piani strategici con gli azionisti da parte del board", ha spiegato.  
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Di Battista, l’operazione a Cuba e il rientro slittato: per ora l’ex M5S non torna in Italia

(Adnkronos) – Il rientro da Cuba era previsto nel pomeriggio di ieri, quando un'aeroambulanza avrebbe dovuto decollare da L'Avana alle 19, ora locale, per riportarlo in Italia. Ma le condizioni di Alessandro Di Battista, colpito da un malore sull'isola a fine agosto, come racconta il Fatto Quotidiano sono peggiorate durante il trasporto dall'ospedale 'Hermanos Ameijeiras' verso l'aeroporto e il volo è stato così annullato poco prima del decollo. In seguito al peggioramento, l'ex deputato M5S è stato poi sottoposto a un intervento chirurgico. Per ora, quindi, slitta il ritorno a Roma. A dare notizia del rinvio era stata in mattinata l'Associazione Schierarsi, di cui Di Battista è vicepresidente e fondatore. "Chiediamo a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza nella diffusione di informazioni, in attesa di ulteriori aggiornamenti", la richiesta nel post.  Il 28 agosto scorso l'ex M5S è stato colpito da un forte mal di testa che l'ha costretto a chiedere assistenza in un ospedale vicino Santa Clara, oltre 300 chilometri da l'Avana, dove si trovava per realizzare delle riprese per dei documentari per Il Fatto Quotidiano e TvLoft. Poi il trasferimento nella Capitale dell'isola. Di Battista in questi giorni ha scritto dei post sui social rassicurando e manifestando la volontà di tornare in Italia. Nel frattempo sono arrivati a Cuba due medici del Policlinico Gemelli di Roma, la compagna e alcuni amici. La situazione, dall'Italia, appariva sotto controllo. Poi l'annuncio sullo stop al rientro.  Ma cosa potrebbe essere successo in queste ore? "Tutto parte da quello che ha raccontato il paziente, un violentissimo mal di testa che gli ha fatto perdere coscienza – risponde all'Adnkronos Salute Piero Barbanti, direttore dell'Unità Cefalee e Dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e professore di Neurologia all'Università San Raffaele di Roma -. Quello che lui potrebbe aver avuto per i neurologi è una cefalea sentinella, seguita da cefalea a rombo di tuono che come particolarità che va da zero a massima intensità in un un minuto. Non è una cosa comune e causa principale di questa cefalea a rombo di tuono è generalmente un'emorragia subaracnoidea (Esa), dovuta a rottura di aneurisma. Non è la causa unica, ma la più frequente". Perché l'operazione ora e non subito? "Perché potrebbe esserci un'emorragia dentro il cervello, un'emorragia subaracnoidea o una neoplasia – precisa il neurologo -. Se un soggetto viene operato dopo un forte mal di testa è per intervenire sull'emorragia che nell 85% dei casi è causata da un aneurisma, meno frequentemente da un tumore". Il rientro in Italia quando potrebbe essere riprogrammato? "Parliamo sempre di ipotesi, la patologia aneurismatica pone il problema della pressurizzazione del volo – risponde Barbanti – ci possono essere degli spasmi. Serviranno diversi giorni di convalescenza. Se il problema della rottura dell'aneurisma viene risolto tranquillamente, il soggetto riprende la sua normale condizione di salute, come è accaduto per Pier Luigi Bersani che è stato operato a 'cielo aperto', ma c'è anche il trattamento endovascolare".  
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Lorena Isceri, venti minuti di terrore prima di morire: la chiamata dal bagagliaio e il tentativo disperato per salvarsi

(Adnkronos) – Per venti minuti Lorena Isceri è rimasta al telefono con la polizia mentre era prigioniera nel bagagliaio dell’auto del suo ex compagno.Era ferita, disorientata e legata. Sapeva di essere in pericolo, ma non conosceva la destinazione. L’unica cosa che poteva fare era parlare, cercare di mantenere la calma e lasciare agli agenti più informazioni possibili.   La chiamata al 112 è partita poco dopo le ore 14 di giovedì 3 settembre. Lorena, 45 anni, manager nel settore farmaceutico, aveva appena ripreso conoscenza. Poco prima era stata aggredita nel garage di via Panciatichi, a Firenze. L'uomo con cui aveva avuto una relazione, Federico Vella, 36 anni, l'aveva sorpresa mentre rientrava, colpita e immobilizzata. Poi l'aveva caricata nel bagagliaio del suo Suv. 
Il telefono era rimasto nello zainetto che l'uomo aveva messo nell'auto. Lorena è riuscita a raggiungerlo e a comporre il numero di emergenza. Alla centrale operativa ha raccontato di essere stata sequestrata dall'ex compagno. Non sapeva dove fosse diretta la macchina. Credeva che Vella potesse portarla a casa sua, nel quartiere fiorentino del Galluzzo, e per questo aveva fornito agli operatori quell'indirizzo. In realtà il viaggio aveva un'altra destinazione. Gli operatori, secondo la ricostruzione degli eventi, cercano di tenerla al telefono e di capire dove si trovi. Lorena appare confusa: il tempo trascorso dall'aggressione le sembra più lungo di quello effettivo e il segnale va e viene mentre la vettura percorre l'autostrada. Poi, a un certo punto, la situazione cambia. La macchina si ferma. Il bagagliaio viene aperto.  Dall'altra parte della linea gli agenti possono ascoltare senza intervenire, per evitare che l'uomo si accorga della telefonata. E' in quel momento che Lorena prova a giocare la carta più rischiosa. Non lo accusa e non gli chiede soltanto di lasciarla andare, cerca di riportarlo dentro la relazione appena finita: "Federico ti amo ancora, dai riproviamoci", avrebbe detto.  E' un tentativo disperato di prendere tempo e di disinnescare la sua aggressività. Vella, però, richiude il portellone e riparte. Quella conversazione, rimasta registrata, è oggi uno degli elementi centrali dell'inchiesta della Procura di Firenze. Gli investigatori stanno cercando di stabilire con precisione cosa sia avvenuto nei minuti successivi e quanto tempo sia trascorso tra quella prima sosta e l'arrivo al viadotto.  Per capire come si sia arrivati all'aggressione bisogna tornare alle settimane precedenti. Lorena aveva deciso di interrompere la relazione ad agosto, dopo avere scoperto diversi tradimenti attraverso alcune conversazioni. La rottura, però, non aveva chiuso il rapporto. Secondo quanto riferito ai familiari e agli amici, Vella avrebbe continuato a cercarla con telefonate e messaggi sempre più insistenti. La gelosia e il comportamento possessivo erano stati notati anche durante la relazione. Chi conosceva Lorena racconta di episodi in cui l'uomo reagiva male quando altri uomini si avvicinavano a lei. Il padre le aveva consigliato di denunciare. Anche un'amica aveva insistito perché si rivolgesse alle forze dell'ordine. Lorena, però, sperava ancora che la situazione potesse risolversi senza arrivare a quel punto. Aveva comunque chiesto assistenza a un legale. La notte prima dell'omicidio aveva parlato a lungo con il padre. Quella conversazione, secondo il racconto dell'uomo, era terminata con l'ennesimo invito a denunciare. Poche ore dopo sarebbe arrivato l'agguato.  La Procura di Firenze sta verificando se l'omicidio sia stato pianificato. Un elemento importante è rappresentato da ciò che gli investigatori hanno trovato nella zona del garage e successivamente nell'auto di Vella. Secondo la ricostruzione investigativa, nel garage le fotocellule del cancello sarebbero state coperte con nastro adesivo. Un accorgimento che avrebbe consentito di mantenere il passaggio aperto e, soprattutto, di evitare che qualcuno potesse accorgersi di quanto stava accadendo. Quando Lorena è arrivata, sarebbe stata aggredita. Le tracce di sangue individuate sulle pareti e sul pavimento sono ora oggetto di accertamenti. L'uomo l'avrebbe poi immobilizzata con fascette e caricata nel bagagliaio. Nella vettura sono stati trovati altri elementi che gli investigatori stanno esaminando: un sacchetto di fascette da elettricista, un paio di forbici e un lungo lenzuolo. Sono stati sequestrati anche telefoni, lettere e biglietti riconducibili alla relazione. Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, consente però di stabilire quale fosse il piano dell'uomo. Saranno gli accertamenti tecnici e la ricostruzione della sequenza temporale a chiarire se l'aggressione sia stata preparata in anticipo.  Dopo la seconda apertura del bagagliaio, la vettura raggiunge il viadotto sull'A1. È lì che la vicenda si trasforma definitivamente in tragedia. Lorena viene tirata fuori dall'auto e gettata nel vuoto. Poco dopo Vella comunica a sua madre di avere ucciso l'ex compagna e invia alla madre di Lorena un messaggio per informarla della sua morte. Sui social compare anche un breve messaggio di addio. Quando la polizia riesce a raggiungerlo, inizia una lunga trattativa. Gli agenti cercano di impedirgli di compiere un secondo gesto estremo. Dopo circa quaranta minuti, però, Vella si lancia dal viadotto e muore. Per Lorena non c'è stato un intervento in tempo. Ora gli investigatori devono ricomporre ogni minuto di quella giornata: dall'attesa nel garage alla telefonata al 112, dalla sosta durante la quale la donna ha pronunciato quelle parole nel tentativo di salvarsi fino agli ultimi istanti sul viadotto. Sarà anche l'autopsia, insieme agli altri accertamenti medico-legali, a stabilire la dinamica precisa della morte di Lorena e se fosse ancora viva quando è stata gettata dal cavalcavia.  
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Avellino, aggredisce la ex e la prende a martellate: fermato

(Adnkronos) –
Ha aggredito la ex a martellate, per questo motivo un uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto nell'Avellinese. Tutto sarebbe accaduto in un'abitazione a Calitri e l'allarme è stato lanciato dai vicini di casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Avellino e i colleghi della stazione di Calitri che hanno poi sottoposto l'uomo a fermo. La donna è stata trasportata in elisoccorso all'ospedale di Potenza.  
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Report, Salvo Sottile: “Inviati mi hanno dato del venduto. Ranucci? E’ alla mitomania…”

(Adnkronos) – "'Come va?' Questo ho detto a Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Mi hanno risposto dandomi del 'venduto' e del 'pezzo di merda'. Dentro la Rai mi è sembrato un po' esagerato, fuori magari ne avremmo parlato. Detto questo, non voglio che vengano presi provvedimenti disciplinari. Capisco che, avendo contestato la doppia morale del santone Ranucci, io debba finire al rogo come gli eretici. Ma io sono un giornalista che fa domande a tutti, di ogni tipo, e continuerò a farle". Lo afferma, in un'intervista a 'il Messaggero', il giornalista Salvo Sottile tornando sulla polemica su Report e lo scambio nel cortile della sede Rai di via Teulada con i due inviati di ‘Report’. Sottile ricorda che i contrasti con Ranucci risalgono a quell'inchiesta di qualche anno fa in cui si fece il nome di suo padre, storico cronista palermitano, completamente estraneo ai fatti: "Sì, anche. In quell'occasione, senza scrupoli, fece arrivare schizzi di fango su una persona completamente estranea ai fatti, citata solo come suggestione. E poi Ranucci ora si paragona a Falcone e Borsellino, a Giulio Regeni… Siamo nella mitomania più assoluta".  "Io nei miei video social commento sia la cronaca che l'attualità politica. L'unica cosa in questo senso è stata dire la mia sul caso Ranucci: ho posto un problema di opportunità e di metodo – osserva replicando ad alcuni commenti sui social – e lui e quelli di Report fanno domande per avere risposte, devono anche accettarle senza parlare di attacco alla libera stampa".  
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La meraviglia di Chazelle alla Fenice per sua ‘La La Land’: ‘Qui tutto è un sogno’

(Adnkronos) – "Qui tutto è un sogno, il teatro una meraviglia e lorchestra è stata fantastica, incredibile". Damien Chazelle ha ancora negli occhi e nella voce l’emozione della serata appena trascorsa. Dieci anni dopo la première mondiale di "La La Land" alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il regista americano è tornato nella città che per prima aveva accolto il suo film, questa volta per assistere a una nuova vita della sua opera: non più soltanto sullo schermo, ma accompagnata dal vivo dalla musica di Justin Hurwitz, eseguita nella cornice del Teatro La Fenice. "L'orchestra è stata davvero straordinaria", ha detto Chazelle all’Adnkronos al termine dell’esecuzione. Un entusiasmo che restituisce il senso di una serata trionfale, nella quale il cinema ha incontrato la musica dal vivo in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana. La Fenice, per una sera, ha ballato al ritmo di "La La Land". Il film è stato proiettato integralmente sul grande schermo mentre la celebre partitura di Hurwitz veniva eseguita dal vivo dall’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e dal coro, sotto la direzione dello stesso compositore. Due ore e trenta minuti, senza intervallo, durante le quali le immagini di Mia e Sebastian, interpretati da Emma Stone e Ryan Gosling,i loro sogni, le ambizioni, gli incontri e le separazioni hanno ritrovato una forza nuova grazie alla presenza fisica dei musicisti. "Non sono mai stato in un teatro come questo. E' speciale, bellissimo, unico", ha raccontato Chazelle, guardando con stupore la Fenice. Una meraviglia condivisa da Hurwitz, salito sul podio per dirigere la propria musica: "Sono felicissimo di essere qui alla Fenice. Voglio dire agli orchestrali, voi siete qui a provare già da un po’, ma io sono ancora davvero senza parole davanti a questo teatro. È uno dei teatri più belli in cui sia mai stato. E quindi, sapete, penso che potrei passare tutto il tempo a fissare l’architettura!".  Per Hurwitz, premio Oscar per la colonna sonora di "La La Land", è stato anche il ritorno alla partitura che dieci anni fa contribuì in modo decisivo a trasformare il film in un fenomeno internazionale. Al pianoforte è tornato Randy Kerber, il musicista che aveva eseguito le parti pianistiche della registrazione originale e che, attraverso quelle note, aveva contribuito a costruire musicalmente il personaggio di Sebastian, interpretato da Ryan Gosling. Poco prima dell’inizio dello spettacolo, Chazelle aveva salutato il pubblico con parole semplici, quasi a voler sottolineare il carattere speciale dell’appuntamento: "Sono davvero grato a questi musicisti meravigliosi. E ogni volta che Justin organizza uno di questi eventi, per me è davvero una cosa piena di gioia. Questa volta non devo fare niente! Posso semplicemente sedermi, rilassarmi e godermi lo spettacolo". E così è stato. Seduto nel palco reale, con la moglie, l'attrice e produttrice cinematografica Olivia Hamilton, e il loro figlio di 7 anni, il regista ha potuto assistere alla propria storia da una prospettiva diversa, lasciando che fossero la musica e le immagini a parlare. Le melodie di Hurwitz hanno accompagnato la proiezione restituendo alle scene una dimensione quasi fisica, amplificata dall’acustica della Fenice e dalla presenza dell’orchestra sul palco. A dare il benvenuto al pubblico è stato il sovrintendente del Teatro La Fenice, Nicola Colabianchi, che ha rivendicato il ruolo della sala veneziana come luogo aperto alla cultura e alla comunità: "La Fenice sarà sempre una casa aperta a tutti coloro che intendono investire in cultura per creare nuova cultura. Crediamo fermamente che la cultura non debba essere un privilegio riservato a pochi, ma un bene comune che unisce, ispira ed eleva la comunità". Il sovrintendente ha quindi ringraziato Cartier, sponsor della serata, "per la generosità, la visione e la preziosa vicinanza", il Comune di Venezia "per il sostegno costante e la collaborazione istituzionale" e il pubblico, definito "straordinario", per aver condiviso "questa indimenticabile serata di festa". (di Paolo Martini) 
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