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L’Argentina di Milei torna a spingere sulle Malvinas. La risposta Uk: “Le Falkland sono e saranno britanniche”

(Adnkronos) – L'Argentina torna a spingere sulle Malvinas – come Buenos Aires chiama le isole Falkland di cui non ha mai riconosciuto la sovranità britannica – con il presidente Javier Milei che parla di "venti favorevoli" per quanto riguarda la rivendicazione dell'arcipelago situato nell'oceano Atlantico. Immediata la risposta di Londra. Le isole Falkland "sono britanniche" e "rimarranno tali", scrive in un post su 'X' il segretario di Stato per gli affari esteri britannico, Ed Miliband commentando le parole del presidente argentino.  "La posizione del Regno Unito sulle Isole Falkland è irremovibile. Le Isole sono britanniche e rimarranno tali, perché questa è la volontà nettamente prevalente degli abitanti delle Isole. Il loro diritto all’autodeterminazione è fondamentale, è sancito dal diritto internazionale e noi lo difenderemo con assoluta determinazione", aggiunge. Sulla stessa linea il segretario di Stato per la Difesa Britannico che anche su 'X' ribadisce il concetto e la linea britannica: La dichiarazione del presidente argentino Milei nella notte ci dice più sulla politica interna dell’Argentina che sulle Isole Falkland. Le Falkland sono britanniche perché gli abitanti scelgono di essere britannici. Il nostro impegno nei confronti delle Falkland è assoluto e irremovibile". 
A scatenare la polemica che è sempre rimasta sottotraccia sono le ultime dichiarazioni di Milei. In un discorso televisivo, infatti, il presidente argentino ha descritto il progetto del giacimento petrolifero Sea Lion al largo della Isole, portato avanti da società israeliane e britanniche, come una minaccia alla sovranità dell’Argentina e come un tentativo di sottrarre risorse naturali al popolo argentino. Milei ha annunciato un progetto di legge che prevede di "inasprire le sanzioni e le pene nei confronti delle aziende coinvolte in operazioni non autorizzate". Un annuncio, questo, che arriva dopo che il presidente Usa Donald Trump, suo stretto alleato ideologico, ieri, ha lasciato intendere che Washington potrebbe rivedere la posizione di neutralità degli Usa e potrebbe non intervenire in aiuto del Regno Unito in caso di un futuro conflitto per le isole Falkland rimproverando a Londra di non aver sostenuto gli Usa nella guerra contro l'Iran.  Gli Stati Uniti, come la maggior parte dei Paesi occidentali, riconoscono attualmente che il Regno Unito amministra di fatto queste isole, ma non si pronunciano sulla questione della sovranità in senso stretto. La questione è oggetto di una risoluzione dell’Onu che, dal 1965, riconosce l’esistenza di una controversia e invita le parti a trovare una soluzione pacifica dopo che nel 1982 l’arcipelago delle Malvinas, situato a 600 chilometri dalla costa patagonica dell’Argentina, è stato teatro di una breve guerra tra Argentina e Regno Unito. Il conflitto in 74 giorni provocò 649 morti tra gli argentini e 255 tra i britannici. "Passo sempre in rassegna tutte le posizioni. Questa è una delle tante", aveva sottolineato lunedì il presidente Usa interrogato sul tema senza fornire ulteriori spiegazioni. Una posizione ambigua di Trump che Milei aveva immediatamente accolto con favore affermando che era "qualcosa di molto importante riguardo alla causa più importante e più sacra per noi argentini". 
Milei nel corso del suo intervento televisivo ha annunciato che procederà a "vietare di operare sul territorio argentino alle aziende direttamente o indirettamente coinvolte in progetti nelle Isole Malvinas senza autorizzazione argentina". "Coloro che operano sulle nostre isole alle spalle del governo argentino dovranno scegliere tra una scommessa illegale in un territorio conteso e un’attività redditizia e sicura in un Paese sovrano, con regole chiare e prevedibilità", ha avvertito, chiarendo che "non si possono fare entrambe le cose". Oltre al provvedimento il presidente argentino ha firmato un altro decreto con l’obiettivo di "ampliare" le risorse del ministero della Difesa, dando priorità alla costruzione di una "base navale integrata" nella Terra del Fuoco e al potenziamento delle capacità del Paese nel settore delle telecomunicazioni. "Questa base ci trasformerà nel più importante polo logistico dell’Atlantico meridionale e sarà fondamentale per la proiezione geopolitica dell’Argentina", ha sostenuto il presidente argentino. Il capo dell’esecutivo argentino ha annunciato la creazione di un Consiglio di Sicurezza Nazionale che "definirà una politica di sicurezza nazionale obbligatoria e trasversale per tutto lo Stato, coordinando ministero degli Esteri, difesa, intelligence ed economia". Milei ha inoltre dichiarato che chiederà al Congresso di conferire al suddetto Consiglio "i poteri necessari" affinché lo Stato "possa rispondere con strumenti economici e diplomatici nei confronti di attori statali o non statali" che "minaccino" la sicurezza nazionale. "La sicurezza nazionale non consiste soltanto nella difesa fisica del nostro territorio: è ciò che garantisce la sopravvivenza e la prosperità della nazione nel corso del tempo. Per questo comprende la difesa, la sicurezza e l’intelligence, ma anche l’economia", ha sostenuto affermando che attrarre investimenti, proteggere la moneta nazionale, rafforzare il sistema finanziario e sviluppare le risorse strategiche del Paese sono questioni "di sicurezza nazionale", così come lo è "proteggere l’Atlantico meridionale". Nel corso del suo intervento, il leader della destra radicale ha fatto riferimento alle dichiarazioni rilasciate questa stessa settimana dal suo omologo statunitense, Donald Trump, nelle quali aveva prospettato la possibilità di rivedere il sostegno di Washington a Londra nella disputa sulla sovranità delle isole. Gli Stati Uniti "stanno valutando questo cambiamento di posizione perché sanno che l’Argentina è un partner affidabile, allineato ai valori occidentali e situato in una posizione di rilevanza strategica". In linea con ciò, il presidente argentino ha ribadito che "le Malvinas sono argentine per storia e per diritto" e che "non c’è alcuna discussione" al riguardo. "Nel 1883 il Regno Unito occupò le Malvinas, espulse le autorità argentine e instaurò una situazione coloniale che si perpetua fino ai giorni nostri", ha osservato Milei aggiungendo che gli abitanti delle isole "essendo una popolazione insediata in un territorio usurpato, non hanno un diritto legittimo all’autodeterminazione e che qualsiasi argomento basato sui referendum svolti sulle isole non è valido. 
A più di quarant’anni di distanza, la guerra scoppiata con l'invio da parte di Buenos Aires il 2 aprile 1982 diverse migliaia di soldati per prendere il controllo delle isole e la conseguente risposta britannica con un'imponente operazione militare rappresenta ancora una fonte di dolore in Argentina. Buenos Aires, come ha affermato Milei, non ha mai rinunciato alla sua rivendicazione sulle Falkland, che è sancita anche dalla Costituzione argentina. Nelle isole Falkland ci sono circa 3.600 abitanti e godono di un’ampia autonomia. La Gran Bretagna controlla la politica estera e la difesa delle isole e mantiene una presenza militare, compresi alcuni aerei da combattimento. In un referendum del 2013, gli abitanti delle Falkland votarono a stragrande maggioranza per rimanere un territorio britannico.  
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Bizzotto: “Governo lavora su tenuta occupazionale, accesso al credito ed export”

(Adnkronos) – "Per quanto riguarda il settore orafo, il governo ha convocato un tavolo di crisi: dopo il primo incontro a giugno, il secondo si terrà il 16 settembre. Insieme alle associazioni di categoria e a tutti gli attori del comparto, vogliamo confrontarci per trovare soluzioni concrete. Le criticità sono note: la tenuta occupazionale, l'accesso al credito e la promozione dell'export, ed è su questo che lavoreremo”. Così Mara Bizzotto, sottosegretaria di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla giornata d’apertura di Vicenzaoro September 2026, il salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria targato IEG – Italian Exhibition Group, in corso fino all’8 settembre nel quartiere fieristico di Vicenza. “Il governo sta già intervenendo in modo significativo per la filiera della moda, di cui il settore orafo fa parte a pieno titolo – aggiunge – Lo scorso 6 agosto è stato approvato il Decreto Moda che stanzia 100 milioni di euro per chi desidera investire. E tra gli orafi la voglia di investire c'è, nonostante il contesto geopolitico ed economico non sia dei migliori”. Bizzotto ha anche affrontato il tema del costo delle materie prime "che quando si parla di oro incide in maniera evidente", e del costo dell'energia. "Su quest'ultimo punto – afferma – il governo Meloni, e io stessa al Ministero, stiamo lavorando per fare ancora di più, chiedendo all'Europa di darsi una svegliata. Se vogliamo mantenere in vita e rafforzare il settore manifatturiero italiano dobbiamo ridurre il costo dell'energia a ogni costo, anche grazie al supporto di un'Europa che deve, per una volta, fare gli interessi dei produttori e degli imprenditori italiani”.  “Bisogna lavorare con ancora più determinazione per raggiungere quella pace che in molti auspicano, perché solo così si potranno risolvere tutte le altre criticità – osserva – Mi auguro che a livello globale si lavori seriamente in questa direzione, non c'è più tempo da perdere. Gli imprenditori ed espositori presenti qui, arrivati da ogni parte del mondo, chiedono esattamente questo. Credo che il mondo dell'impresa, unito alla diplomazia e alla politica, possa fare molto per raggiungere l'obiettivo della pace, restituendo serenità anche all'economia italiana ed europea”.  
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Vicenzaoro: Ermeti (leg), ‘1300 brand e 900 buyer, sarà edizione straordinaria’

(Adnkronos) – "L'edizione di settembre di Vicenzaoro 2026 doveva essere l'occasione per l'inaugurazione del Padiglione 2 e ce l'abbiamo fatta. È un'edizione ricca di motivi di soddisfazione, a partire proprio dalla nuova struttura che ci consente di riportare sotto lo stesso tetto anche T.Gold, la manifestazione dedicata alle tecnologie. In questo modo, l'intera filiera del settore si ritrova finalmente unita. A questo si aggiunge il Congresso mondiale della Gioielleria che arriva a Vicenza dopo le tappe di Parigi e Shanghai. Mettere insieme questi elementi e scegliere Vicenza per il centenario rappresenta un fortissimo segnale del prestigio e della leadership che questa fiera e questo settore intendono continuare a mantenere in Italia”. Così Maurizio Ermeti, presidente Ieg-Italian Exhibition Group, intervenendo a Vicenzaoro September 2026, il salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria firmato da Ieg. La manifestazione è in programma dal 4 all’8 settembre nel quartiere fieristico di Vicenza. “I numeri sono eccezionali – prosegue – 1.300 brand, di cui il 45% provenienti dall'estero e 900 buyer che arrivano da 72 Paesi, con un incremento del 49% rispetto alla stessa edizione dello scorso anno. Anche se siamo solo alla prima giornata, ci sono tutte le premesse per affermare che sarà un'edizione davvero straordinaria”. Ermeti ha sottolineato come il completamento del padiglione 2 "ci permette oggi di consegnare alla città una piattaforma internazionale capace di riunire il settore e di lanciare un segnale di fiducia in un momento non facile per il mercato. L'aver investito 60 milioni di euro dimostra chiaramente la nostra volontà di esserci, di proteggere il comparto e di preservare la nostra leadership con quella che, senza dubbio, è la fiera più bella del mondo". 
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Uccide moglie e figlio 14enne poi si suicida a Finale Ligure, l’allarme lanciato dal datore di lavoro e il biglietto: cosa sappiamo

(Adnkronos) – Prima ha sparato alla moglie Paola Siri, 60 anni, e al figlio Mattia, di appena 15 anni, mentre dormivano. Poi con la stessa arma, legalmente detenuta, Daniele Baruzzo, 59 anni, si è tolto la vita. E' questa – secondo gli inquirenti – la ricostruzione dell'omicidio-suicidio consumatosi ieri, giovedì 3 settembre, a Finale Ligure (Savona). L'allarme è stato lanciato dal datore di lavoro dell'uomo, che non vendendolo presentarsi al mattino presso l'azienda di automotive presso cui lavorava, ha allertato i familiari. Questi si sono recati nella casa dove viveva la famiglia insieme alla polizia locale, facendo la tragica scoperta, come hanno precisato all'AdnKronos fonti investigative.  All'interno dell'abitazione è stato anche trovato un biglietto, il cui contenuto non è ancora stato reso noto e che è stato acquisito dalla Procura. Si attendono le autopsie sui corpi, i cui incarichi potrebbero essere conferiti già nella giornata di domani. Intanto, nel comune ligure dove si è consumata la tragedia, la comunità è in lutto. "Con profondo dolore per il drammatico lutto che ha colpito la comunità finalese con la scomparsa dei cari Paola, Daniele e Mattia, l'amministrazione comunale annuncia che tutte le manifestazioni organizzate, previste nei prossimi giorni e nel fine settimana sono considerate rinviate a data da destinarsi – si legge sulla pagina Facebook del sindaco Angelo Berlangieri. "Inoltre, in attesa delle comunicazioni ufficiali da parte degli organi preposti, l'amministrazione di Finale Ligure comunica che, per la data dei funerali delle vittime di questa immane tragedia, verrà proclamato il lutto cittadino", ha concluso il primo cittadino. 
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Palermo, fermento all’aeroporto: trovato piccolo serpente sul volo da Lampedusa

(Adnkronos) – Momenti di insolito fermento all'aeroporto 'Falcone e Borsellino' di Palermo dove, a bordo di un volo proveniente da Lampedusa, è stato trovato un piccolo serpente. Il ritrovamento è avvenuto durante le fasi finali del volo, quando la presenza dell'animale è stata segnalata all’equipaggio.  Il Comandante ha quindi informato le Forze dell’Ordine presenti presso lo scalo palermitano. All’atterraggio sono immediatamente intervenuti a bordo i militari della Stazione Carabinieri dell’Aeroporto di Palermo, unitamente ai Carabinieri forestali del Distaccamento Cites di Punta Raisi, che hanno provveduto a recuperare il rettile e a metterlo in sicurezza.  Dai primi accertamenti effettuati, l’esemplare è stato identificato come appartenente al genere Macroprotodon e, in particolare, riconducibile al colubro dal cappuccio (Macroprotodon cf. cucullatus), piccolo serpente caratteristico della fauna di Lampedusa. Si tratta di una presenza di particolare interesse naturalistico e biogeografico. Lampedusa costituisce infatti l’unica località europea nella quale è nota una popolazione di questo serpente.  La specie presenta una distribuzione prevalentemente nordafricana e la sua presenza sull’isola testimonia gli stretti rapporti biogeografici tra Lampedusa e il continente africano. L’isola, appartenente geologicamente alla piattaforma continentale nordafricana e posta nel Canale di Sicilia a poco più di cento chilometri dalle coste tunisine, ospita una fauna erpetologica con elementi peculiari rispetto al resto del territorio italiano. Il colubro dal cappuccio è un serpente di dimensioni contenute, legato prevalentemente ad ambienti caldi e aridi, pietrosi o rocciosi, con vegetazione erbacea xerofila e macchia mediterranea. Ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne e conduce una vita piuttosto elusiva, circostanza che rende non frequente la sua osservazione. La popolazione presente a Lampedusa assume quindi particolare rilevanza dal punto di vista della conservazione e della tutela della biodiversità nazionale. Sono in corso gli accertamenti dei Carabinieri finalizzati a ricostruire le circostanze del prelievo e del trasporto del rettile e a individuare l’eventuale responsabile. L’esemplare è stato affidato dai Carabinieri Forestali a un esperto erpetologo nonché docente dell’Università degli Studi di Palermo, che ne curerà temporaneamente la custodia, verificandone le condizioni di salute e garantendone l’idonea permanenza fino alla reimmissione in natura. Ultimate le necessarie valutazioni specialistiche, il serpente sarà trasferito nuovamente sull’isola di Lampedusa per essere reintrodotto nel proprio ambiente naturale secondo modalità idonee a garantirne la tutela e il benessere. 
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Soave e Timperi, i ‘Sandra e Raimondo 3.0’: “La nostra forza? Una comunità che ci fa colazione accanto”

(Adnkronos) – Per molti italiani sono le prime facce che incontrano al risveglio, quando ancora stanno cercando il primo caffè della giornata. E Maria Soave e Tiberio Timperi sentono forte questa responsabilità. Da lunedì 7 settembre, alle 5.55, la coppia torna a guidare ‘1Mattina News’, il programma che con il racconto dell’attualità diretto e familiare si è trasformato in una comunità viva, fatta di messaggi, foto, storie e meme. Dopo una prima annata accolta con sempre maggiore affetto dal pubblico, i due conduttori si raccontano in questa intervista doppia all’Adnkronos, tra il dietro le quinte del loro lavoro, le abitudini, le sorprese e le aspettative per la nuova stagione. 
Da lunedì tornate a dare la sveglia agli italiani: che sensazione fa rientrare in studio alle 5.58?  
Maria: “C’è una grande energia, c’è grande voglia di ritornare e di riconnetterci al nostro pubblico, alla nostra comunità che ci segue con affetto e con un’intensità stupefacente. E soprattutto iniziamo alle 5:55: piccola novità di quest’anno, anticipiamo un po’ anche il caffè insieme a chi ci segue.” 
Tiberio: “La sensazione è che le vacanze siano belle, ma il lavoro di più.” 
Vi siete concessi un po’ di riposo prima di riprendere le sveglie alle quattro? Mare, montagna o collina?  
Maria: “Mi sono concessa tanto riposo: mare a Diamante, che è casa da tanti anni, poi Vulcano e Panarea. E chiamarlo semplicemente mare è riduttivo. E poi un viaggio bellissimo in Kenya con mio figlio e mia sorella: natura, oceano Indiano e la sensazione di sentirsi ospiti in una terra dove i veri padroni di casa sono gli animali.” 
Tiberio: “La poltrona di casa, sulla quale ho preso la residenza, e qualche puntatina in campagna.” 
Per molti spettatori siete i ‘Sandra e Raimondo 3.0’ della tv italiana: che effetto vi fa questo paragone?  
Maria: “È una grandissima responsabilità e un grande onore. Racconta la serenità con cui lavoriamo, il sorriso con cui ogni giorno ci sediamo al tavolo, l’armonia che nasce dal rispetto professionale e dalla stima reciproca.” 
Tiberio: “Avendoli conosciuti personalmente entrambi, ne sono profondamente lusingato, ma consapevole che loro siano inarrivabili.” 
Il dialogo quotidiano con il pubblico – foto, messaggi, storie – che cosa ha portato al programma?  
Maria: “Mi sorprende il senso di appartenenza: ci si sente parte di una grande famiglia. Anche le critiche sono preziose. E l’affetto spontaneo che riceviamo, anche fuori dallo schermo, è incredibile: in Kenya mi hanno detto ‘Maria, facciamo colazione insieme tutte le mattine’.” 
Tiberio: “Il dialogo quotidiano e reale ha abbattuto ogni distanza tra studio e casa. Prima era la tv che entrava in casa, adesso il contrario. Una bella scommessa vinta.” 
I meme con i vostri volti sono diventati un cult: torneranno anche quest’anno?  
Maria: “Sì, il nostro Alessandro (Venditti, il collega che se ne occupa, ndr.) che gioca con l’intelligenza artificiale ritorna anche quest’anno. Ricordo con piacere quello in cui eravamo astronauti sulla luna.” 
Tiberio: “Non poniamo limiti alla divina provvidenza e al buon Venditti, che a sua volta è un meme vivente.” 
Com’è la vostra giornata tipo durante la lunga stagione di ‘1Mattina News’?  
Maria: “Sveglia alle quattro, arrivo a Saxa Rubra, giornali, trucco, studio. Dopo la trasmissione, colazione, briefing, passeggiata, Tg1 delle 13.30, poi il vero lavoro: mio figlio Alessandro. E alle 21.30 si dorme.” 
Tiberio: “La giornata è una non-giornata. Quando finisco sono fuso. E aspetto il giorno dopo, come Bill Murray ne ‘Il giorno della marmotta’. Zero vita privata: in missione per conto della Rai.” 
Quando non siete in onda, cosa guardate in tv?  
Maria: “Informazione, telegiornali, ma anche serie tv: le divoro.” 
Tiberio: “Quando non sono in tv ascolto la radio.” 
Avete un guilty pleasure televisivo?  
Maria: “Serie tv horror e fantasy adolescenziali. E fuori dalla tv… mangiare formaggio, tantissimo.” 
Tiberio: “Nessun piacere colpevole" 
Tra le tante foto e messaggi, ce n’è uno che vi ha colpito?  
Maria: “Paesaggi incredibili, oggetti preziosi, storie personali. E poi mi intenerisce l’attenzione nei nostri confronti, anche nei dettagli: cosa indossiamo, cosa diciamo.” 
Tiberio: “Sentirsi dire che siamo casa e famiglia è un bel balsamo. Anche la ruvida simpatia non è male.” 
Come scegliete cosa mostrare e cosa no?  
Maria: “Nessuna censura: se arriva la critica, la leggiamo. Se non c’è tempo, ne facciamo tesoro.” 
Tiberio: “A parte gli insulti, non abbiamo filtri. Mandiamo in onda anche le critiche.” 
Avete un rituale scaramantico prima della diretta?  
Maria: “Nessuno: già arrivare puntuale è una scommessa quotidiana.” 
Tiberio: “No.” 
Il vostro tono gioviale è un modo per non entrare nelle case solo con notizie difficili, tra guerre ed eventi meteo estremi?  
Maria: “Ci viene spontaneo. Siamo seri quando serve, sorridenti quando si può. E penso sempre che ci possa essere un parente di una vittima che mi ascolta: il rispetto mi guida.” 
Tiberio: “O ce l’hai o non ce l’hai. Aiuta l’esperienza e aver vissuto molte situazioni professionali.” 
Durante gli stacchi pubblicitari, cosa succede in studio?  
Maria: “Controlliamo gli argomenti, parliamo con gli ospiti, facciamo il punto con gli autori, guardiamo i messaggi.” 
Tiberio: “Dipende dalla scaletta e dalle giornate leggere o pesanti: ci si adegua al clima.” 
Il vostro augurio per la nuova stagione?  
Maria: “Che si confermi l’affetto delle persone, che cresca ancora, e che ‘1Mattina News’ diventi sempre più un appuntamento fisso per capire il mondo.” 
Tiberio: “Proseguire in armonia, accrescere sintonia e gradimento, e soprattutto non deludere mai il pubblico.” 
Cosa pensavate l’uno dell’altra prima di conoscervi? E cosa avete scoperto?  
Maria: “Ho scoperto un uomo intelligente, ironico, colto, curioso e generoso. Non potrei essere più fortunata.” 
Tiberio: “Che Maria fosse di cultura si capiva. Mi ha sorpreso per umiltà, intelligenza, sensibilità e semplicità.” 
Vi piacerebbe fare coppia in tv anche in un’altra fascia?  
Maria: “Non bisogna mettere limiti alla provvidenza, chissà.” 
Tiberio: “È una bellissima idea, la giro subito al direttore.” (di Antonella Nesi)  
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“Un saluto a Putin”, la gag social della moglie di Vannacci

(Adnkronos) – Per il Financial Times, Roberto Vannacci sarebbe il 'cavallo di Troia' della Russia in Italia. Il generale, leader di Futuro Nazionale, risponde tra interviste e social: "Di qualcosa mi devono accusare, hanno una paura terribile di me". Da 'casa Vannacci', arriva anche la risposta della moglie dell'ex militare. Camila Mihailescu, la signora Vannacci, pubblica un post su Instagram con un breve video.  "Ai miei amici russi, soprattutto a Vladimir e al Cavallo di Troia italiano", dice in versione 'babushka', mentre indossa abiti che richiamano quelli russi, seduta a tavola davanti ad una bottiglia di vodka. Quindi, si brinda prima dei saluti: "Vi saluta l'immigrata romena", dice Mihailescu chiudendo la clip.  La performance è seguita da un ampio numero di commenti. Spicca quello di Naike Rivelli, figlia di Ornella Muti, che non pare apprezzare lo show: "Le russe come mia madre sono davvero di una eleganza e un educazione impeccabile, mai volgari. Non sembri Russa per niente sai?". Ornella Muti e sua figlia Naike Rivelli, secondo le informazioni diffuse dall'agenzia Ria Novosti, recentemente hanno avviato le pratiche per richiedere la cittadinanza russa. 
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Andria, preparavano ordigno in una villetta: due morti nell’esplosione

(Adnkronos) – Due persone sono state trovate morte in una villetta nei pressi di Andria a causa dell'esplosione di un ordigno che stavano preparando. Sul fatto indagano i carabinieri della Compagnia della città pugliese e del Comando provinciale della Bat. I corpi sono stati trovati dai militari intorno alle 7.30. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica e le cause dell’accaduto. Sul posto anche la sezione investigazioni scientifiche del Comando Provinciale.  
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Caso Report, Ranucci si congratula con Di Pasquale e guarda avanti: “Ora si combatte per libertà di stampa”

(Adnkronos) – "Non condurrò Report ma lotterò per un mondo migliore e meno mostruoso". Queste le parole di Sigfrido Ranucci condivise sui social dopo la nomina di
Claudia Di Pasquale a conduttrice di Report
. Il giornalista si è detto felice della nuova conduttrice che affiancherà Daniele Piervincenzi alla guida della trasmissione Rai. "Sarebbe stata la mia scelta in un normale dialogo con l'azienda", ha spiegato Ranucci, rimosso dalla conduzione la scorsa settimana. In una Instagram stories, il giornalista ha scritto: "Ora si combatte per la libertà di stampa e per la democrazia. Una battaglia contro un metodo che non riconosce il merito". Ranucci incalza: "Mi rifiuto di lasciare alle future generazioni un mondo governato da chi non tollera il giornalismo libero e i magistrati liberi". Poi conclude il suo messaggio augurando buon lavoro direttamente alla nuova co-conduttrice e alla squadra di Report che dice di portare "sempre nel mio cuore" dopo questi anni "intensi, faticosi ma pieni di soddisfazione per i successi della nostra trasmissione".  
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Omicidio-suicidio a Barberino, le ultime ore di Lorena Isce­ri: dal rapimento alle telefonate dal bagagliaio al 112

(Adnkronos) – La Procura di Firenze ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica della morte di Lorena Isceri, 45 anni, e del successivo suicidio di Federico Vella, 36 anni, ritenuto responsabile dell'aggressione e del rapimento della donna. L'ipotesi investigativa è quella di un femminicidio seguito dal suicidio dell'uomo.  Secondo la ricostruzione finora emersa, Vella avrebbe atteso Isceri nel garage di un edificio di via Panciatichi, a Firenze, per poi aggredirla e immobilizzarla. La donna sarebbe stata quindi chiusa nel bagagliaio dell'Audi Q3 con cui l'uomo si sarebbe diretto verso nord. Durante il tragitto Isceri sarebbe riuscita a impossessarsi del proprio telefono e a contattare il 112. La telefonata, nella quale avrebbe riferito di essere stata rapita, avrebbe consentito alla sala operativa di attivare le ricerche e di individuare il veicolo. Una pattuglia della Polizia Stradale di Pian del Voglio avrebbe quindi raggiunto la zona dell'autostrada interessata, a Barberino del Mugello. La ricostruzione degli investigatori dovrà ora stabilire con precisione quanto accaduto dopo la telefonata. Vella, secondo quanto emerso, si sarebbe accorto che la donna stava chiedendo aiuto e le avrebbe sottratto il cellulare. Successivamente avrebbe raggiunto con lei il tratto della Panoramica in prossimità del bivio con la Direttissima. Sono in corso accertamenti su tre possibili telefonate che la donna terrorizzata avrebbe fatto dal bagagliaio prima di essere uccisa da Federico Vella: "Aiuto, mi vuole uccidere", avrebbe detto.  Gli agenti della Polizia Stradale sarebbero arrivati mentre Isceri si trovava ancora sul viadotto e avrebbero assistito alla sua caduta. Vella sarebbe rimasto sul posto e, all'arrivo dei poliziotti, avrebbe pronunciato frasi sconnesse. Poco dopo si sarebbe lanciato a sua volta dal viadotto. La Procura dovrà accertare ogni passaggio della vicenda attraverso l'esame delle immagini delle telecamere, dei filmati delle bodycam degli agenti intervenuti, dei telefoni sequestrati e degli altri elementi raccolti durante i rilievi. 
Un ruolo centrale negli accertamenti sarà affidato anche agli esami medico-legali. L'autopsia dovrà stabilire le cause della morte di Isceri e fornire elementi utili a chiarire le sue condizioni al momento della caduta.  Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo la relazione tra la vittima e Vella e le circostanze che avrebbero preceduto l'aggressione. Nei giorni precedenti alla tragedia l'uomo aveva pubblicato sui social contenuti relativi alla coppia e alla fine della relazione, compresa una storia con la frase «Addio a tutti». Il significato e la collocazione temporale di quei contenuti saranno valutati dagli investigatori insieme agli altri elementi dell'inchiesta. Al momento, secondo quanto riferito nell'ambito della prima ricostruzione, non risultano precedenti denunce o segnalazioni per violenza nei confronti di Vella. La donna, originaria di Squinzano, in provincia di Lecce, viveva da tempo a Firenze e lavorava nel settore farmaceutico veterinario. Vella, fiorentino, operava invece nel settore dell'autonoleggio e delle flotte aziendali. L'inchiesta dovrà ora accertare la sequenza esatta degli eventi e definire il quadro delle responsabilità sulla base degli elementi oggettivi raccolti dagli investigatori e degli esiti degli accertamenti disposti dalla Procura.  
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