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‘Albero d’oro di Lucignano’, a 100 anni dal furto si ricompone il capolavoro orafo

(Adnkronos) – A Lucignano, presso Arezzo, sono state recentemente rinvenute, grazie alla collaborazione del Nucleo Carabinieri per la Tutela dei Beni Culturali (Tpc) di Firenze, alcune importanti porzioni del cosiddetto "Albero d'oro di Lucignano", il fiabesco, colossale reliquiario considerato tra i capolavori assoluti dell'arte orafa italiana. A oltre cento anni dal furto del 1914, il recupero di alcuni elementi dati per perduti costituisce un evento di grande importanza. L'annuncio del rinvenimento è stato dato oggi, nel corso di una conferenza stampa accolta dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dal comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, capitano Claudio Mauti, Erano presenti il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la sindaca del Comune di Lucignano, Roberta Casini, il soprintendente alle Belle Arti per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, Gabriele Nannetti, e la soprintendente dell'Opificio, Emanuela Daffra.  "Ad essere rinvenute sono state – ha dichiarato il capitano Mauti – quattro placche in rame dorato e argento smaltato, 16 ex voto in argento, un tempo collocati sulla base, una miniatura su pergamena e un cristallo di rocca molato. Il ritrovamento ha i caratteri dell'eccezionalità perché avvenuto ad oltre un secolo dal clamoroso furto dell'opera, avvenuto nel 1914. Come testimoniano immagini d’epoca, solo piccole porzioni dei rami e il pesante basamento furono all'epoca risparmiati, seppure depauperati degli elementi più preziosi". "Tra il 1927 e il 1929 molti frammenti dell'Albero, fatto a pezzi dai ladri per facilitarne il trasporto, vennero ritrovati – ha ricordato il soprintendente Gabriele Nannetti – nelle campagne del comune di Sarteano, in provincia di Siena, dove erano stati nascosti dagli autori del furto. Non furono recuperati invece elementi di grande importanza come il crocifisso terminale, il pellicano, uno dei rami, quattro dei medaglioni circolari, cinque placche d'argento, almeno tre miniature e la parte superiore del nodo a tempietto. Andarono perduti anche quei pochi rametti di corallo che il reliquiario ancora presentava al momento del furto".  "Su incarico dell'allora Regia Soprintendenza di Firenze il restauro dell'opera fu affidato all'Opificio delle Pietre Dure – ha spiegato l'attuale soprintendente dell'Opificio Emanuela Daffra – Si trattò di un intervento complesso e delicato, che vide la partecipazione di diverse figure professionali impegnate nella ricomposizione di oltre cento frammenti e nella reintegrazione di tutte le parti mancanti, crocifisso e pellicano compresi, mediante copie realizzate sulla base delle fotografie risalenti alla fine dell'Ottocento. Per ovviare alla perdita quasi totale dei coralli presso la ditta Ascione di Torre del Greco furono acquistate e messe in opera piccole branche, simili per colore ai frammenti dei rametti originali rinvenuti nei castoni. Per sostituire le miniature sottratte all’interno dei medaglioni circolari rimasti vuoti furono inseriti dischi di carta pecora dipinti per armonizzarsi con gli esemplari superstiti". Dopo tre anni di intenso lavoro, il restauro fu concluso il 9 settembre 1933 e riprese così forma un manufatto orafo unico al mondo. L'"Albero d'oro di Lucignano" rappresenta il mistico "Lignum Vitae", soggetto tipicamente francescano ispirato ad uno scritto di san Bonaventura, in dimensioni monumentali: misura 2 metri e 70 centimetri di altezza. Destinata alla chiesa di san Francesco a Lucignano l'opera venne iniziata nel 1350 e portata a termine nel 1471, grazie al generoso lascito di una Madonna Giacoma. Ignoto il maestro trecentesco che ideò e diede inizio all'opera, mentre è documentato che a completarla fu l'orafo senese Gabriello d’Antonio. Davanti ad esso, per antichissima tradizione, gli abitanti di Lucignano continuano a scambiarsi le promesse di matrimonio. Il rinvenimento attuale obbliga ad una revisione della ricomposizione realizzata negli anni Trenta e sarà occasione di un restauro complessivo. "Non è soltanto uno straordinario frutto dell'arte orafa italiana, l'Albero d’oro di Lucignano è molto di più: è una di quelle opere la cui esistenza si intreccia in modo intimo e profondo con la vita e i sentimenti della comunità che la custodisce, contribuendo a definirne gli stessi tratti di identità. Anche per questo la Regione Toscana ha deciso di finanziare il lavoro di restauro di questo capolavoro, che, affidato all'Opificio delle Pietre Dure, autentica eccellenza toscana e nazionale, ne esalterà ancor più la preziosa unicità", ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. Nel ringraziare la Regione Toscana per aver deciso di finanziare l’intervento di restauro, la sindaca di Lucignano Roberta Casini ha auspicato che possano riemergere le parti ancora mancanti dell'"Albero d'oro", ed in particolare il Cristo che domina il reliquario. Il presidente della Giunta regionale Eugenio Giani e la soprintendente dell'Opificio Emanuela Daffra hanno brevemente descritto gli interventi che saranno condotti sul capolavoro affidato ai restauratori del Settore Oreficerie dell'Opificio, diretto da Riccardo Gennaioli. L'Albero attualmente composto da una sessantina di parti sarà smontato a lotti, per non privare del tutto il Museo di Lucignano di un'opera identitaria, ricollocando di volta in volta le parti restaurate così da garantire ai visitatori una visione almeno parziale dell’opera. L'intervento non sarà semplice, in primo luogo per la pluralità dei materiali costitutivi, metalli (rame dorato e argento), pergamene miniate, cristallo di rocca, corallo, smalti e legno, in secondo luogo perché presenta necessità, se non uniche, certo molto rare. "Il momento culminante del restauro sarà rappresentato – ha evidenziato Emanuela Daffra – dalla ricollocazione degli elementi recuperati. Lo studio della documentazione fotografica storica sarà di fondamentale aiuto nell’individuare l’originaria posizione di tali elementi. Ciò comporterà, chiaramente, la riformulazione del sistema di montaggio di alcune parti, la rimozione delle corrispondenti integrazioni eseguite dall’Opificio, una attenta verifica della statica e degli equilibri complessivi". "Il restauro di un'opera eccezionale del nostro patrimonio culturale è, ancora una volta, affidato alla cura dell'Opificio delle pietre dure, istituto d'eccellenza del Ministero della cultura, afferente alla Direzione da me presieduta, nei settori della conservazione, del restauro e della ricerca. Mi auguro che si possano al più presto recuperare anche le parti non ancora rinvenute dell'Albero d'oro per restituire finalmente alla collettività quest'opera, unica nel suo genere, nella sua interezza", ha detto Andrea Di Pasquale, direttore generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura. Tempi? "Quando si tratta di interventi tanto complessi indicare tempi di conclusione certi è poco attendibile. Sulla carta ipotizziamo che l'Albero possa tornare, in tutte le sue parti, a Lucignano alla fine della prossima primavera. Salvo sorprese. Con l’auspicio che, a lavori in corso, si possa rinvenire anche il Cristo mancante: questa sarebbe una sorpresa magnifica". —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Huawei Accelerates the Commercial Market Advancement and Helps SMEs Go Digital and Intelligent

(Adnkronos) – SHANGHAI, Sept. 25, 2023 /PRNewswire/ — During HUAWEI CONNECT 2023, Huawei held a commercial market summit named "Join Hands with Partners to Accelerate Intelligence for SMEs". At this summit, Huawei shared its achievements in restructuring capabilities of the marketing, service, and R&D systems. It has accelerated the development of the commercial market and released more than 20 new products and solutions for six industries to help SMEs with their digital and intelligent transformation. During the first half of 2023, Huawei achieved large-scale growth in the number of partners and customers, as well as overall revenue in the commercial market. Bob Chen, Vice President of Huawei Enterprise BG and President of Commercial & Distribution Business, reported that thanks to the support of partners and customers, Huawei has achieved initial achievements in the transformation of the commercial market. Huawei will continuously improve the capabilities of the marketing and service systems, and optimize processes and IT tools. It will gain in-depth insights into customer scenarios and requirements, and develop marketable products and solutions based on partners' requirements for easy sales, delivery, and O&M. Peter Zhang, Director of the Commercial Business Dept of Huawei Enterprise BG, together with Cheng Jian, General Manager of the Government and Enterprise Domain of Huawei Datacom Product Line, Liu Yue, Director of Government and Enterprise Optical Access of Huawei Optical Product Line, Ge Qiancheng, Director of Huawei Data Storage Industry Development, and Fu Jie, Director of Huawei Intelligent Collaboration Partners, launched more than 20 marketable new products and solutions for industries such as education, healthcare, commercial complex, manufacturing, ISP, and small and SME. The future is now. Huawei welcomes more partners to join us. With marketable products and solutions, IT platforms, and strong organizations and teams, we can jointly support the digital and intelligent transformation of SMEs and achieve win-win results in the commercial market. To learn more about Huawei's solutions for the commercial market, click: https://e.huawei.com/en/industries/commercial-market. Contacthwebgcomms@huawei.com  Photo – https://mma.prnewswire.com/media/2220022/image_986294_39269973.jpg
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Messina Denaro, funerali vietati: boss verrà tumulato al cimitero

(Adnkronos) – Non saranno celebrati i funerali religiosi per il boss Matteo Messina Denaro, morto oggi 25 settembre a 62 anni. E non tanto per le sue ultime volontà, ma perché sarà il questore di Trapani a vietarli, come accade con tutti i boss mafiosi. Il capomafia, in un vecchio pizzino ritrovato dai carabinieri del Ros nel covo di Campobello di Mazara, aveva criticato duramente la Chiesa annunciando di volere rifiutare "ogni celebrazione religiosa perché fatta di uomini immondi che vivono nell’odio e nel peccato". E ancora: "Non sono coloro che si proclamano i soldati di Dio a poter decidere e giustiziare il mio corpo esanime. Non saranno questi a rifiutare le mie esequie…rifiuto tutto ciò perché ritengo che il mio rapporto con la fede è puro, spirituale e autentico, non contaminato e politicizzato. Dio sarà la mia giustizia".  Dunque, il boss Messina Denaro, dopo l'autopsia che sarà effettuata all'Aquila, verrà trasferito a Castelvetrano (Trapani) dove verrà tumulato al cimitero. Senza alcuna cerimonia.  Matteo Messina Denaro è morto oggi, 25 settembre 2023. Il boss della mafia aveva 62 anni ed era ricoverato nel reparto detenuti dell'ospedale San Salvatore a L'Aquila per un tumore al colon giunto al quarto stadio: da tre giorni era in coma irreversibile per le conseguenze del cancro. Assistito fino all'ultimo dagli specialisti della terapia del dolore che lo hanno preso in carico dopo la sospensione di qualsiasi terapia oncologica. E' stato lo stesso boss, arrestato lo scorso 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza, a chiedere di evitare l'accanimento terapeutico. Ecco perché è stata sospesa l'alimentazione parenterale per endovena. Ma chi era Matteo Messina Denaro? Ufficialmente il suo nome viene iscritto nella lista dei ricercati il 2 giugno del 1993. Perché ritenuto colpevole di 4 omicidi e di associazione mafiosa. A 31 anni è ritenuto leader indiscusso delle nuove leve di Cosa nostra. Colui che ha traghettato la mafia dalle stragi mafiose a quella degli affari. Di lui, fino a quel momento, non si hanno foto segnaletiche né impronte digitali. L'ordinanza viene firmata dal gip dopo le accuse del collaboratore di giustizia Balduccio Di Maggio, lo stesso che fece arrestare il boss Totò Riina il 15 gennaio del 1993. Anche se il giovane Messina Denaro, che gira con il Rolex al polso e con vestiti firmati, ha già fatto sparire le sue tracce già da qualche mese, prima ancora della misura cautelare perché intuisce l'aria che tira. Matteo Messina Denaro era accusato di decine di omicidi. E delle stragi mafiose del 1992 e del 1993, "al Continente". Proprio di recente la Corte d'assise d'appello di Caltanissetta aveva confermato la sua condanna all'ergastolo. Prima ancora era stato condannato per le stragi del 1993. Firenze, Roma e Milano.  La notizia della sua morte ha fatto il giro del mondo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Auto, Euro 7: news da Consiglio Ue su regolamento, cosa cambia

(Adnkronos) – Il Consiglio dell'Ue, riunito a Bruxelles, ha adottato la propria posizione negoziale sul regolamento Euro 7, destinato a regolare le emissioni di auto, furgoni, bus e camion. Ne dà notizia il Consiglio. Ecco le news di oggi su regole e normativa e cosa cambia.  La proposta di regolamento Euro 7 riguarda, in particolare, l'omologazione dei veicoli a motore e dei motori, nonché dei sistemi, dei componenti e delle parti tecniche destinati ai veicoli, per quanto riguarda le loro emissioni e la durata delle batterie. Il nuovo regolamento, che per la prima volta copre auto, furgoni e veicoli pesanti in un unico atto giuridico, mira a stabilire norme più adeguate per le emissioni dei veicoli e a ridurre ulteriormente le emissioni di inquinanti atmosferici derivanti dal trasporto stradale.  Per Héctor Gómez Hernández, ministro spagnolo ad interim dell'Industria, "l’Europa è conosciuta in tutto il mondo per la produzione di automobili a basse emissioni e di alta qualità. Vogliamo continuare a perseguire l’obiettivo del miglioramento della qualità dell’aria. La nostra posizione è quella di continuare il percorso volto a guidare la mobilità del futuro e ad adottare livelli di emissioni realistici per i veicoli del prossimo decennio, aiutando al contempo la nostra industria a compiere il salto definitivo verso le auto pulite nel 2035. La presidenza spagnola si è dimostrata sensibile alle diverse esigenze e alle richieste degli Stati membri e crediamo che, con questa proposta, abbiamo ottenuto un ampio sostegno, un equilibrio nei costi di investimento dei produttori e un miglioramento dei benefici ambientali derivanti dal regolamento".  La posizione negoziale, secondo il Consiglio, trova un equilibrio tra requisiti "rigorosi" per le emissioni dei veicoli e la necessità dell'industria di effettuare investimenti aggiuntivi, in un momento in cui i produttori automobilistici europei stanno attraversando una transizione verso la produzione di auto a emissioni zero. L'approccio generale mantiene i limiti di emissione e le condizioni di prova esistenti per i veicoli leggeri. Nel caso dei veicoli pesanti, i limiti di emissione sono più bassi e le condizioni di prova sono "leggermente adattate". Euro 7 contiene anche una disposizione speciale sugli autobus urbani per garantire la coerenza con l’obiettivo di emissioni zero 2030 recentemente proposto per questi veicoli.  “Il ‘fronte della responsabilità’ sul regolamento Euro 7 è riuscito in quello che molti ritenevano impossibile: un vero ribaltamento delle forze in campo, che cambia la maggioranza in Ue. Il testo approvato oggi è profondamente migliorato rispetto alla proposta iniziale della Commissione, risponde ad una visione finalmente concreta, realistica, pragmatica più volte reclamata dall’Italia". È quanto dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine del Consiglio Competitività in corso a Bruxelles, in merito all’approvazione della nuova proposta di regolamento europeo per le omologazioni dei veicoli leggeri e pesanti Euro 7. "Prevale finalmente la ragione sulla ideologia", ha detto Urso. Il nuovo testo rispecchia nella sostanza la richiesta di quello che Urso definisce “fronte della responsabilità” coordinato da Repubblica Ceca, insieme con Italia e Francia, che nel merito ha raggiunto una larga e inedita maggioranza in Consiglio, cambiando per la prima volta gli assetti sulla transizione ecologica.  In particolare, nella nuova proposta vengono rinviati di circa due anni i tempi di adozione della nuova normativa, garantendo più tempo alle aziende nella riconversione verso la transizione green sia per i veicoli leggeri sia pesanti. Vengono inoltre eliminati nuovi vincoli più restrittivi, permanendo i valori stabiliti dal regolamento Euro 6 per i motori a combustione interna, per le emissioni di particolato e per le condizioni per i test di emissioni delle autovetture. Secondo Urso vengono così ridotti in modo significativo i costi per le imprese automobilistiche, che dovranno distogliere minori investimenti per l’adeguamento alle nuove tecnologie, con di conseguenza meno costi anche per i consumatori. Sarà così possibile indirizzare da subito più risorse per gli investimenti sulla transizione all’elettrico. Il nuovo regolamento, su sollecitazione italiana, permette di salvaguardare la filiera automotive dei produttori di piccoli volumi, l’alta gamma tipica della produzione italiana come Ferrari, Lamborghini, Maserati, simboli del Made in Italy che producono circa 50mila autovetture l’anno. Per la categoria, il nuovo testo prevede infatti che per rientrare nella categoria dei piccoli volumi debba essere calcolata solo la produzione su scala europea e non quella sul piano globale. Vengono tutelati anche i produttori di veicoli commerciali, come Iveco e Cnh, per i quali restano i vincoli previsti dal regolamento Euro 6. Previsione importante anche per l’indotto italiano, che partecipa alla produzione di oltre 320mila veicoli commerciali l’anno. “Su questa linea vincente, abbiamo sollecitato ulteriori ragionevoli e pragmatiche modifiche al regolamento, che l’Italia intende raggiungere in sede di trilogo che dovrebbe concludersi in questo semestre e per cui facciamo appello alle delegazioni italiane nel Parlamento europeo affinché facciano fronte comune a tutela degli interessi nazionali", ha proseguito Urso. “Siamo finalmente sulla strada giusta, per coniugare gli obiettivi della sostenibilità ambientale alle necessità del sistema sociale e industriale europeo. È finita la stagione della follia ideologica, ora prevale il buon senso della ragione”, ha concluso Urso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Luce blu cellulare aumenta rischi pubertà precoce nei maschi: lo studio

(Adnkronos) –
Passare tanto tempo davanti a smartphone e tablet, esposti alla luce blu degli schermi, può portare a pubertà precoce nei maschi. E' quanto sembra emergere da un nuovo studio condotto sui ratti e presentato al 61esimo meeting annuale Società europea di endocrinologia pediatrica all'Aia, nei Paesi Bassi. La ricerca aggiunge evidenze a un'ipotesi da tempo indagata dalla comunità scientifica. A firmarla un gruppo di ricercatori turchi che aveva già affrontato la questione studiando – sempre nei ratti – gli effetti di un'eccessiva esposizione alla luce blu nelle femmine.  La pubertà precoce, spiegano gli autori, per la maggior parte dei bambini non ha una causa evidente. A volte è dovuta a fattori genetici, oppure a una problematica a livello cerebrale, come una lesione o un tumore, oppure alla tiroide, alle ghiandole surrenali o alle ghiandole sessuali. Negli ultimi anni, diversi studi hanno segnalato un aumento dell'inizio precoce della pubertà sia per le ragazze che per i ragazzi, in particolare durante la pandemia di Covid. Un fattore, ipotizzano gli scienziati, potrebbe essere il maggiore utilizzo di dispositivi che emettono luce blu, ma questo è molto difficile da valutare nei bambini. Lo studio, che è stato pubblicato su 'Frontiers in Endocrinology', è il primo a indagare l'associazione tra esposizione alla luce blu e pubertà precoce nei ratti maschi, spiegano gli esperti, e fa luce su come i fattori ambientali, come il tempo trascorso davanti allo schermo, influiscano sulla pubertà precoce e sul tessuto testicolare, il che – auspicano i ricercatori – potrebbe portare a future strategie di prevenzione per i bambini. Il gruppo dell'Ankara Bilkent City Hospital e dell'Università Gazi in Turchia ha esaminato 18 ratti maschi di 21 giorni d'età, divisi in tre gruppi di 6 ed esposti a un ciclo di luce normale, e a 6 ore o a 12 ore di luce blu. I ricercatori hanno scoperto che i primi segni di pubertà si manifestavano molto prima nei ratti maschi esposti alla luce blu. Inoltre, più a lungo i ratti venivano esposti alla luce blu, prima iniziava la loro pubertà. I roditori esposti mostravano anche uno sviluppo spermatico soppresso e tessuto testicolare danneggiato. Lo studio precedente dello stesso gruppo aveva mostrato un inizio più precoce della pubertà anche nei ratti femmina a causa dell'esposizione alla luce blu. Ora, spiega il ricercatore principale Aylin Kılınç Uğurlu, dell'Ankara Bikent City Hospital, "per la prima volta abbiamo trovato una relazione diretta tra l'esposizione alla luce blu e la pubertà precoce nei ratti maschi. I nostri risultati sono in linea con il nostro precedente lavoro sui ratti femmine, che aveva anch'esso mostrato effetti simili, fornendo così una visione più completa di come la luce blu può influenzare la pubertà sia nei ratti maschi che in quelli femmine". Sebbene i risultati suggeriscano che la luce blu potrebbe potenzialmente essere un fattore di rischio per l'inizio precoce della pubertà, sono necessarie ulteriori ricerche, puntualizzano gli autori. "Voglio sottolineare che questo è uno studio sui ratti e i risultati diretti non possono essere interpretati per gli esseri umani – afferma Kılınç Uğurlu – Tuttavia, forniamo una base sperimentale per studiare ulteriormente le conseguenze sulla salute del sempre maggiore tempo trascorso davanti allo schermo nella società moderna". I ricercatori continueranno le loro ricerche sui ratti di entrambi i sessi, concentrandosi sugli "effetti a lungo termine" in termini di "danni agli organi riproduttivi e sulla fertilità", riferisce Kılınç Uğurlu. "In definitiva, questa ricerca potrebbe portare a misure preventive e contribuire al dibattito in corso su come gli stili di vita moderni possano influenzare lo sviluppo fisiologico e la salute a lungo termine". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Imprese, lo studio: quali figure cercano le pmi

(Adnkronos) – Secondo l’analisi dello Studio Temporary manager, nei primi sei mesi del 2023 le richieste di informazioni sull’attività di manager temporanei esperti di tematiche esg sono aumentate del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E per i prossimi mesi il dato tenderà a crescere sensibilmente. Inoltre, sempre più imprenditori nella scelta dei manager c-level valutano competenze trasversali che riguardino anche tematiche esg. In sintesi, le figure apicali delle pmi devono sicuramente saper gestire le imprese ma anche avere un’attenzione alle persone e alla società. 
Tra i settori maggiormente interessati si rilevano quelli ad alto contenuto tecnologico, come l’automotive, dove la parte di supply chain ha un ruolo importante ed è alto il timore di essere esclusi come fornitori. “Le grandi imprese – afferma Gian Andrea Oberegelsbacher, amministratore delegato di Studio Temporary manager – hanno capito l’importanza di adottare politiche esg in quanto le aziende che hanno migliori rating in questo ambito sono anche le più solide- Questo percorso di trasformazione sta iniziando a impattare a cascata sulle pmi. Sempre più aziende di grandi dimensioni scelgono i propri fornitori sulla base di criteri che siano in linea con le proprie policy aziendali. Di conseguenza, le pmi dovranno adeguarsi ed essere compliance se vogliono continuare a far parte della loro catena del valore, pena l’esclusione. In questo percorso i temporary manager possono aiutare le imprese grazie alla loro esperienza maturata in contesti nazionali e internazionali, flessibilità e capacità di dare discontinuità con il passato. Il tema della discontinuità è infatti fondamentale se si vuole aprire un nuovo capitolo con un approccio in linea con una nuova cultura più sostenibile e attenta alle persone e alla società”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Napolitano, camera ardente aperta fino alle 16. Domani i funerali, ci sarà anche Macron

(Adnkronos) – E' stata riaperta alle 10 la camera ardente di Giorgio Napolitano al Senato. Tra i primi a rendere omaggio all'ex presidente della Repubblica, morto venerdì 22 settembre a 98 anni, Massimo D'Alema, il regista Giuseppe Tornatore, Fabrizio Barca. Ma sono tanti i protagonisti politici e non solo che anche oggi sono venuti a rendere omaggio. La camera ardente resterà aperta oggi fino alle 16. I funerali di Stato di Giorgio Napolitano si terranno domani, martedì 26 settembre, alle 11.30 nell’Aula della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio. Saranno trasmesse in diretta televisiva su Rai 1 e su maxi schermi appositamente predisposti in Piazza del Parlamento. A quanto si apprende, ci sarà anche il presidente francese Emmanuel Macron. Alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del capo dello Stato francese Macron, prenderanno la parola i presidenti dei due rami del Parlamento, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, nonché Anna Finocchiaro, Gianni Letta, Giuliano Amato, Paolo Gentiloni e il cardinale, e biblista, Gianfranco Ravasi. Massimo D'Alema è stato tra i primi ad arrivare, questa mattina alle 10, alla riapertura della camera ardente di Giorgio Napolitano al Senato. Tanti i protagonisti politici che anche oggi sono venuti a rendere omaggio all'ex-presidente della Repubblica. Dal ministro Antonio Tajani che ha ricordato gli anni insieme in Europa: "Un grande comune rispetto seppure su fronti politici differenti ma c'era condivisione della scelta europeista", ha detto il titolare della Farnesina. E poi D'Alema: "Una grande personalità, a volte un maestro severo e a volte uomo di slanci affettuosi. Ha rappresentato nella forma più alta il senso dello Stato e l'amore per la democrazia nel nostro Paese che è stato un tratto e una caratteristica del comunismo italiano". Tra le tante personalità che si sono avvicendate questa mattina anche Sergio Cofferati, ex leader della Cgil, accompagnato da Achille Passoni e Valeria Fedeli visibilmente commossa. "Ha fatto cose straordinarie per l'Italia e per l'Europa. Ha sempre difeso le sue idee senza mai farle diventare un ostacolo anche per la soluzione di problemi complessi. Ci siamo sempre confrontati con la massima lealtà", il ricordo di Cofferati. Molti i parlamentari del Pd da Walter Verini a Peppe Provenzano, Anna Rossomando, Paola De Micheli. E poi Fabrizio Barca e Livia Turco cofirmataria con Napolitano della legge sull'immigrazione: "Ha scritto una pagina molto bella della storia delle istituzioni. Un servitore della Repubblica, un grande maestro". Luigi Di Maio e Carlo Calenda con una delegazione di Azione hanno reso omaggio a Napolitano senza rilasciare dichiarazioni. "Con Matteo Richetti, Maria Stella Gelmini e Alessio D'Amato abbiamo reso omaggio al presidente Napolitano presso la camera ardente. Un grande europeo, che aveva una caratteristica che questo paese non ama particolarmente: la capacità di prendere decisioni difficili in modo netto, senza retorica. Riposi in Pace. Gli dobbiamo più di quanto siamo disposti a riconoscere", ha poi scritto su Twitter Calenda. Mentre il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha sottolineato come l'ex capo dello Stato abbia "fatto la differenza nelle istituzioni. Un grande europeista, anche nei momenti più difficili ha ricordato a tutti l'importanza delle istituzioni europee". Ma non solo la politica. Stamattina alla camera ardente anche diverse personalità del mondo delle cultura come Massimo Teodori e delle istituzioni con la ex presidente della Corte costituzionale e ministra della Giustizia, Marta Cartabia, Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Consulta, e Franco Gallo anche lui presidente emerito, oltre al giudice costituzionale, Filippo Patroni Griffi. E anche nomi del mondo dello spettacolo come il regista Giuseppe Tornatore e gli attori Giulio Scarpati e Giovanni Ralli. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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“From Ziquejie Terraces to the World” – An Invitation for Reaching the Ziquejie Consensus on Terrace Preservation and Development to the World

(Adnkronos) – XINHUA COUNTY, China, Sept. 25, 2023 /PRNewswire/ — As an important cultural heritage of humanity, terraces have nurtured agricultural civilizations, preserved biodiversity, and provided food and livelihoods. They have also carried human wisdom and history, demonstrating great ecological, economic, social, and cultural value. Ziquejie Terraces, located in Xinhua County, Hunan Province, is included in the Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS) and the World's Heritage Irrigation Structures (WHIS). The United Nations Food and Agriculture Organization (FAO) has recognized 78 GIAHS worldwide, with China leading with 19 of them. On September 20th, the "From Ziquejie Terraces to the World" — Global Farming Culture Exchange and Mutual Learning Conference was held in Xinhua County, Hunan Province. Over a hundred participants from China, the United Kingdom, the United States, Thailand, Rwanda, Pakistan, and other countries discussed GIAHS and WHIS like Ziquejie Terraces. Relevant parties jointly released the Consensus on Terrace Preservation and Development during the conference. The Consensus calls for identifying and recording the locations of terraces, promoting typical cases, proactively and actively implementing policies, respecting public opinions, and strengthening international cooperation. It also advocates jointly enhancing the exchange and mutual learning of farming culture, exploring new ways to speed up the preservation and development of terraces, and contributing to the principle of "conservation as it is, dynamic utilization, and integrated business formats" of terraces worldwide. Photo – https://mma.prnewswire.com/media/2219852/From_Ziquejie_Terraces_World____An_Invitation_Reaching_Ziquejie_Consensus.jpg
 
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Campi Flegrei, Ingv: “Aumento della sismicità come negli anni ’80”

(Adnkronos) – Nei Campi Flegrei "si sta riproponendo quello che è successo all'inizio degli anni Ottanta, ovvero un aumento della sismicità, chiaramente legata alla dinamica del vulcano in profondità ad alcuni chilometri. L'Ingv sta monitorando minuto per minuto l'evoluzione ma non siamo in grado di prevedere quel che può accadere, certamente ci stiamo avvicinando a una situazione di crisi come quella, appunto, di 40 anni fa. Dobbiamo quindi prestare la massima attenzione". A dirlo all'Adnkronos il geologo Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in merito allo sciame sismico che sta colpendo negli ultimi tempi i Campi Flegrei, interessando la zona a Ovest di Napoli e i comuni limitrofi.  "Anche oggi – prosegue l'esperto – siamo all'interno del range di magnitudo registrato nelle ultime settimane: è una evoluzione 'normale', abbiamo visto che c'è una maggiore frequenza di eventi e sta aumentando un po' l'intensità. Come Osservatorio Vesuviano dell'Ingv stiamo monitorando anche le variazioni eventuali di gas e la velocità del sollevamento del bradisismo".  "Non abbiamo elementi che ci possano portare a dire che ci sarà una eruzione, però ci sarà un aumento della sismicità" facilmente prevedibile "dall'osservazione statistica del numero crescente di eventi. Per ora nessun allarme, certamente è una situazione su cui noi, come Istituto, abbiamo gli occhi puntati".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Frana in Val Formazza, rintracciato corpo di uno dei due dispersi

(Adnkronos) – E’ stato rintracciato il corpo di uno dei due escursionisti dispersi da ieri a seguito di una frana in Val Formazza, nel Verbano-Cusio-Ossola. La zona è quella del rifugio Città di Busto. Il corpo della vittima è stato rintracciato da un'unità cinofila della Guardia di Finanza in un punto sulla frana molto pericoloso da raggiungere e il ritrovamento è stato confermato da un sorvolo specifico di un drone del Soccorso Alpino.  Poco distante, sono stati rinvenuti una giacca e uno zaino appartenenti al secondo escursionista e i soccorritori temono che con ogni probabilità nei pressi sia presente anche il corpo dell'uomo ma il sorvolo non consente di accertarlo con certezza. I famigliari hanno identificato i reperti comparsi nelle immagini scattate dal drone come appartenenti ai due dispersi. Le attività di recupero sono ora affidate ai Vigili del Fuoco, in accordo con i geologi e con la polizia giudiziaria. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)