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Migranti, Salvini: “Germania paga Ong per portarli in Italia”

(Adnkronos) – ''Ci sono istituzioni tedesche che danno milioni di euro a Ong tedesche per portare i migranti in Italia. E' un fatto''. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, ospite di 'Stasera Italia' su Retequattro, rispondendo alle domande sull'emergenza migranti, dopo i migliaia di arrivi a Lampedusa con la raffica di sbarchi degli ultimi giorni. Per arginare immigrazione illegale è favorevole anche all'uso della Marina militare? "Io penso che non si debba escludere nessun tipo di intervento… Ho stima in Crosetto, ho fiducia in Tajani e Piantedosi, stiamo facendo un lavoro di squadra. Non escludo, ripeto, ogni genere di intervento. Non possiamo assistere a scene atroci di questo genere. Occorre in ogni Regione un centro per le espulsioni…", ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture. ''Ci sono tanti modi per bloccare, ridurre un flusso: a mali estremi, estremi rimedi'', ha insistito il leader della Lega. ''I numeri degli sbarchi, quando ero ministro del'Interno, sono stati ridotti del 90%. E questo mi ha portato l'affetto di milioni di italiani e anche un processo. Sono collegato infatti stasera da Caltanissetta, perchè domani sono a processo… Penso di essere stato l'unico ministro in tutto il mondo occidentale che si è occupato degli sbarchi irregolari ed è stato mandato a processo. Mi disturba di dove perdere due tre giorni a mese di lavoro per i processi… Perdere mesi e ore per un processo politico togliendo del tempo alla mia famiglia e ai miei figli, mi fa girare le scatole…'', ha proseguito.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Superenalotto, due 5 vincono 95mila euro

(Adnkronos) – I numeri dell'estrazione vincente del Superenalotto di oggi, 14 settembre 2023. La combinazione vincente: 23, 29, 41, 55, 76, 79; Numero Jolly 11; SuperStar 5. Nessun 6 né 5+1, mentre in due centrano il 5 portandosi a casa rispettivamente 95.821,58 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei Punti 6 è di 55.000.000,00 euro.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Totti: “Mourinho mi vuole alla Roma? Penso di sì”

(Adnkronos) – Mourinho ti vuole alla Roma? "Penso di sì, così ha detto no? O avete scritto una stronz…". Così Francesco Totti a margine della seconda edizione degli Italian Padel Awards al Foro Italico. Pronto ad accettare l'invito di José Mourinho, che vorrebbe una figura di rilievo in società? "Ha detto una cosa, aspettiamo e vediamo", aggiunge l'ex capitano giallorosso. Totti commenta poi le due partite della Nazionale di Spalletti "Alti e bassi. Prima partita così e così, seconda abbastanza bene" e parla di Frattesi. "Lui all'Inter un rimpianto per la Roma? Ma era qui vent'anni fa, come fa ad essere un rimpianto. E' un buon giocatore e sono contento per lui", sottolinea la bandiera giallorossa che chiude sulla coppia Lukaku-Dybala: "Ancora non l'abbiamo vista giocare, ma ci aspettiamo grandi cose. Obiettivi? La Roma deve lottare per la Champions. L'inizio di stagione non è stato buono, ma il campionato è ancora lungo". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Europei pallavolo, Polonia in finale: ora Italia-Francia

(Adnkronos) – La Polonia è la prima finalista dei campionati europei di pallavolo maschile. Al Palalottomatica di Roma i biancorossi supera 3-1 la Slovenia con parziali di 23-25, 25-21, 25-20, 25-21. In finale i polacchi aspettano la vincente di Italia-Francia, in campo alle 21.15.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Hunter Biden, figlio del presidente Usa incriminato per possesso illegale armi

(Adnkronos) –
Hunter Biden è stato formalmente incriminato oggi dai procuratori federali del Delaware per tre capi di imputazione, collegati al possesso illegale di armi. Il figlio del presidente degli Stati Uniti è accusato in pratica di aver mentito, quando ha dichiarato di non fare uso di sostanze stupefacenti quando ha riempito i moduli per acquistare una Colt Cobra nell'ottobre del 2018. Inoltre Hunter Biden, che negli anni scorsi ha ammesso i suoi problemi con la droga, è accusato di essere stato in possesso di un'arma mentre era sotto l'effetto di stupefacenti. La storica incriminazione del figlio di un presidente in carica arriva pochi giorni dopo che la maggioranza repubblicana alla Camera ha annunciato l'avvio di un'inchiesta di impeachment su presunti collegamenti illeciti tra Biden e gli affari all'estero di Hunter. L'incriminazione arriva dopo che è naufragato l'accordo che Hunter Biden aveva raggiunto con il procuratore David Weiss, incaricato dall'amministrazione Trump, e poi confermato da quella Biden, di indagare sugli affari e la vita personale del figlio del presidente. Lo scorso giugno l'inchiesta sembrava essersi chiusa con l'accordo con cui Hunter si dichiarava colpevole di due reati minori fiscali, ed avviava un percorso extragiudiziario per evitare l'incriminazione per il possesso di armi. L'accordo però è saltato a luglio quando la giudice Maryellen Noreika ha espresso dubbi sulla sua struttura. Settimane dopo, l'11 agosto, l'attorney general, Merrick Garland conferiva a Weiss lo status di procuratore speciale, dandogli l'autorità di incriminare Hunter Biden in qualsiasi distretto del Paese. L'incriminazione di oggi potrebbe quindi non essere l'unica, dal momento che è saltato l'accordo anche per quanto riguarda la parte dei reati minori fiscali. La mossa di Weiss arriva mentre gli avvocati di Hunter Biden l'accusano di aver rinnegato un accordo che, secondo loro, era già stato ratificato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Covid, Remuzzi: “Tanti morti a Bergamo? In 15% casi chiave Dna”

(Adnkronos) – "Nel mondo le 'vittime' del cromosoma di Neanderthal, fra i morti Covid, sono forse 1 milione e potrebbero essere proprio quelle che, in assenza di altre cause, muoiono per una predisposizione genetica". E' importante spiegare quello che è successo nell'epicentro iniziale della pandemia di Covid per Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto Mario Negri. Ed è con questo obiettivo che nasce lo studio Origin, condotto da ricercatori dell'Irccs, e da lui guidato sulla popolazione di Bergamo e provincia, e presentato oggi a Milano. "Secondo un calcolo fatto sui nostri dati di Bergamo, il 15% del totale dei morti Covid sono morti non per altre cause, ma per qualcosa che si potrebbe spiegare con dei geni" di rischio.  Un lavoro che ha dimostrato, nei residenti in quelle aree più colpite dal virus, come una certa regione del genoma umano si associ in modo significativo con il rischio di ammalarsi di Covid-19 e in forma grave. Nel mirino degli scienziati sono finiti i geni ereditati dai Neanderthal. "Quando abbiamo visto che in tutta quest'area vicino a Bergamo, Alzano, Nembro, c'era una frequenza di malattie gravi e di morti, con numeri che erano 850 volte superiori a quelli che ci si poteva aspettare perlomeno nei primi tempi, ci siamo chiesti: perché qualcuno si ammala in modo grave e qualcun altro in modo lieve? Abbiamo raccolto così 10mila persone di cui conosciamo tutti i dati personali, la storia familiare, e ci siamo convinti che potesse esserci qualcosa di genetico", ha raccontato Remuzzi.  Con questa analisi "ci siamo concentrati su un gruppo di varianti genetiche, varianti che si ereditano tutte insieme. In particolare un aplotipo – quello dei Neanderthal – sopravanzava tutti gli altri in termini di rischio della malattia, è in assoluto il più convincente. Non è che non si sapesse che il Covid grave si associa a questo aplotipo, ereditato dai Neanderthal che sta sul cromosoma 3", ha puntualizzato Remuzzi, ricordando come questo aspetto fosse stato "visto in un articolo pubblicato su 'Nature' dal genetista Svante Paabo, premio Nobel per la medicina", ritenuto un padre della paleogenetica "per la sua capacità di estrarre il Dna antico dalle ossa di fossili vissuti 40 mila anni fa".  Qual è il valore aggiunto dello studio di Bergamo? "Che è stato condotto su pazienti selezionati, tutti uguali, 400 che si ammalano in modo grave, 400 in modo lieve e 400 non si ammalano. E abbiamo trovato che il 30% delle persone che si erano ammalate in modo grave aveva l'aplotipo di rischio, mentre nel gruppo di chi aveva avuto la malattia meno grave lo aveva solo il 20%, fra chi non aveva avuto niente il 15%. La differenza è molto grande", sottolinea Remuzzi. Le domande a cui cerca di rispondere lo studio sono quelle che "i tecnici della sanità e gli addetti ai lavori si sono posti ogni giorno durante la pandemia", ha ammesso l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Quello condotto dal Mario Negri è "uno studio molto importante – ha aggiunto il governatore lombardo Attilio Fontana – Quando Remuzzi mi parlò della possibilità che ci fossero delle ragioni anche di carattere genetico" per la gravità con cui Sars-CoV-2 si era abbattuto sul territorio orobico "e che fosse necessario fare un’indagine gli dissi subito di sì. Credo siano risultati che possono aiutare ad affrontare e conoscere meglio la situazione e quindi dare risposte più efficienti a questa malattia. Ringrazio gli scienziati che hanno dato queste risposte e ci hanno anche spiegato perché in certe zone ci fosse una diffusione con delle conseguenze gravi e, in altre zone, magari, situazioni analoghe ma con conseguenze molto meno gravi".  Gli esiti della ricerca hanno tra l'altro "dimostrato che 12 dei quasi 10mila pazienti coinvolti nello studio avevano avuto sintomi già a novembre-dicembre del 2019". Il risultato del lavoro, ha proseguito Fontana, "apre uno scenario che senza dubbio potrà aiutare ad affinare le cure e magari impedire che il virus possa mietere altre vittime nei soggetti a rischio". Lo studio "apre tante vie – ha confermato Remuzzi – Intanto per sapere chi ha un rischio maggiore dall'incontro con Covid e fare più attenzione a prendere gli antivirali e a vaccinarsi. E poi, oltre a questo, noi abbiamo trovato anche altri geni che non ha visto nessuno: alcuni sono associati a una proteina che aumenta nel caso del Covid e questo aspetto potrebbe aprire una prospettiva terapeutica molto importante".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Malattie rare, speaker radio Briosi: “Sensibilizzare chi non vive da vicino la Sla”

(Adnkronos) – “È estremamente importante sensibilizzare le persone che non sono, per loro fortuna, strettamente coinvolte in storie di malattie complesse come la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) la perché c’è ancora troppa ignoranza a riguardo. Ognuno può fare la sua parte”. Lo ha detto Davide Briosi, speaker radiofonico tra i coordinatori dell’anteprima nazionale della Giornata Sla, oggi a Brescia, città capofila di una serie di eventi Che il 17 settembre coinvolgeranno tutto lo Stivale.   Come da accordi con l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, tutto il ricavato generato dalle attività “Baci per Nemo”, in Piazza Arnaldo, verrà devoluto in beneficenza per la realizzazione di un’area di ricerca al Centro Nemo.  A Brescia, l’evento benefico prevede anche una serie di ‘quadri tematici’ e il racconto di testimonianze di storie bresciane che mettono in luce l’importanza dell’impegno collettivo nel promuovere il cambiamento sociale, l’innovazione e l’inclusività per tutti. Storie “incredibili” che, secondo Briosi, “toccheranno le persone e le avvicineranno sempre di più alle associazioni, perché ognuno può fare qualcosa per essere utile”. Da alcuni anni Briosi ha fatto della sua esperienza nell’organizzazione di eventi, il punto di forza per ”sensibilizzare le persone sulla Sla” attraverso piccoli eventi di beneficenza a favore di Aisla.  Chi non vive da vicino la malattia, “non riesce ad associarla alle storie incredibili di chi invece è costretto a conviverci in prima persona – aggiunge – o attraverso l’esperienza di un familiare. Cinque anni fa ho perso la mia mamma per colpa di questa malattia. Per dieci anni, io e la mia famiglia siamo stati a stretto contatto con la Sla, con tutte le dinamiche che comporta, nella quotidianità, per chi la vive e per la famiglia che se ne occupa. Abbiamo accudito la mamma anche nei momenti più complessi in cui l'abbiamo accompagnata in strutture specifiche”. Per garantire una “dignitosa qualità di vita – ribadisce Briosi – a chi viene coinvolto dalla Sla, diventa fondamentale supportare centri come il Nemo, un’eccellenza nella cura delle malattie neurodegenerative e neuromuscolari come la Sla, la Sma e le distrofie muscolari, che ogni giorno offre assistenza a decine di famiglie. La Sla – conclude – è una malattia invalidante e chi ne viene colpito in breve tempo si trova ad avere difficoltà a 360 gradi. Chi si ammala e le loro famiglie si trovano ad affrontare un problema gigantesco con pochissime possibilità e capacità”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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AI e giornalismo, la sfida per le testate si gioca su competenze e formazione

(Adnkronos) – Come per ogni salto tecnologico, anche la diffusione dell'AI porta con sé rischi e opportunità. In tutti i settori e a maggior ragione nell'informazione, con le testate giornalistiche che sono chiamate a valorizzare, e non solo a proteggere, i propri contenuti. Una sfida che si gioca soprattutto sul terreno delle competenze, della professionalità e della formazione. Si è discusso anche di questi temi durante l'evento 'Extended web marketing and communication', organizzato dal Master in Economia e management della comunicazione e dei media dell'Università Roma Tor Vergata, a Roma Future Week.  Conoscere e capire le potenzialità dell'intelligenza artificiale deve essere il primo passo per non subirne una diffusione disordinata. L'AI può diventare uno strumento importante per migliorare l'organizzazione del lavoro e velocizzare i processi, partendo dall'analisi dei dati. Può aiutare a liberare risorse da impiegare per aumentare la qualità dell'informazione che viene prodotta. Può contribuire ad allargare e potenziare le capacità di approfondimento e la comprensione dei trend. Può, sintetizzando e semplificando, essere un'opportunità per far crescere la produzione giornalistica delle redazioni.  L'AI introduce però anche una serie di rischi. A partire da quello principale, che qualsiasi osservatore attento individua nel depauperamento del valore del prodotto giornalistico. Qualsiasi testata vive e sta sul mercato puntando sulla proprietà intellettuale dei propri contenuti. Accettare un paradigma che non preveda una accurata protezione del principale asset del giornalismo vorrebbe dire non solo abdicare al proprio ruolo ma rendersi sostanzialmente irrilevanti.  La continua trasformazione dello scenario, grazie alla velocità dell'innovazione tecnologica che va oltre la sola intelligenza artificiale, impone una presa di coscienza condivisa, che tenga insieme gli editori, i giornalisti e anche 'i consumatori' dell'informazione: la sfida dell'AI, così come quella che arriverà dopo, con il prossimo salto tecnologico, si può sostenere solo investendo sulla qualità del prodotto, con modelli di business sostenibili ma non rinunciatari, con un'offerta più consistente e più fruibile, che va a raggiungere i lettori dove ci sono, sulle piattaforme, i canali e con i linguaggi che servono, per intercettare una domanda che deve poter distinguere tra informazione professionale, che ha un valore e quindi deve avere anche un costo, e la massa di informazioni informi e di provenienza incerta, inclusa quella generata da un'AI non governata. (Di Fabio Insenga)  —media-comunicazionewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Sergio Zavoli, un film lo ricorda a 100 anni da nascita

(Adnkronos) – A cent’anni dalla nascita di Sergio Zavoli la Regione Emilia-Romagna celebra il giornalista, scrittore, politico e intellettuale romagnolo con il film “Il sole tramonta alle spalle”, per la regia di Mauro Bartoli, che verrà presentato in anteprima giovedì 21 settembre, alle ore 21, al cinema Fulgor di Rimini. Nel film – realizzato grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission e al contributo del Comune di Rimini e della Repubblica di San Marino – Sergio Zavoli, in due interviste inedite, racconta la propria storia, l’amicizia con Federico Fellini, il legame poetico con la nostra regione e in particolare con la città di Rimini. Il racconto di Zavoli, che per la prima volta interviene in modo ampio e dettagliato sul suo rapporto con Fellini e sul rapporto di entrambi con Rimini, si intreccia con le interviste ai registi Pupi Avati e Gianfranco Angelucci nonché a Gianfranco Miro Gori, storico del cinema già direttore della Cineteca di Rimini.  Il film è stato presentato in conferenza stampa a Bologna dalla presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Emma Petitti, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori, dell’assessore alla Sanità e Politiche sociali del Comune di Rimini Kristian Gianfreda, del regista Mauro Bartoli e di Gianfranco Miro Gori, autore delle interviste. “Sergio Zavoli -ha esordito la presidente Petitti- ha avuto il raro dono di saper essere uomo di qualità senza essere altezzoso. Che fosse dietro alle cineprese di ‘Processo alla tappa’ o alla guida della Rai, che stesse intervistando qualche protagonista degli anni di piombo per ‘La notte della Repubblica’ o parlasse di Fellini era sempre lui: una persona sobria, conscia del proprio ruolo. Per l’Emilia-Romagna è stato per quasi un secolo un simbolo, per Rimini ha rappresentato un punto fermo della vita cittadina, sia politica sia intellettuale. La Regione Emilia-Romagna gli è anche debitrice degli anni in cui fu presidente della Fondazione per le Vittime dei reati, dando lustro alla Regione e a tutta la nostra terra”. Per Mauro Felicori “Zavoli ha fatto la storia del giornalismo televisivo italiano. Le sue inchieste rimarranno per sempre l’esempio di quanto di meglio la televisione possa offrire alla cultura italiana. Ha affrontato i temi più caldi con l’approccio di chi vuole far comprendere la nostra storia e il nostro tempo, mai in modo ideologico. Questo docufilm ci consente di ripercorrerne la storia, risentirne la voce, rivederne il volto, ritrovare i suoi legami con la Romagna che gli ha dato i natali e ne ha raccolto le spoglie, come per il suo caro amico Federico Fellini a cui viene accostato nel docufilm. Attraverso la storia di Zavoli, e i suoi rapporti con Fellini, riscopriamo la storia e la cultura della Romagna e di Rimini in particolare. Un buon viatico per Rimini che auspichiamo diventi Città italiana della cultura”. “Il sole tramonta dietro le spalle” offre uno spaccato sulla provincia come luogo dell’immaginario, nel quale Sergio Zavoli e Federico Fellini, amici e romagnoli, tornano per recuperare ricordi, fatti e personaggi che vanno a popolare i loro racconti. Il repertorio messo a disposizione dalla Cineteca di Rimini e dall’Archivio fotografico della biblioteca Gambalunga di Rimini consente di rivedere la riviera romagnola attraverso l’obiettivo di Davide Minghini, fotografo e cineoperatore riminese, grande amico di Zavoli e Fellini. L’assessore Gianfreda ha commentato: “Il libro ‘Provinciali del mondo’, il documentario ‘Il sole tramonta alle spalle’, lo spettacolo al teatro Galli ‘Il ragazzo e la città’. Rimini celebra con un palinsesto articolato i 100 anni dalla nascita del suo cittadino onorario Sergio Zavoli. Con in più la ‘sorpresa’ dell’intitolazione di una piazza, nel suo amato borgo San Giuliano. Il rapporto tra Zavoli e Rimini non si è mai interrotto perché la materia di cui sono fatti è comune. A questo proposito, vale la pena notare come siano tutte riminesi, di nascita e ‘acquisite’, le tre figure che in qualche modo hanno sprovincializzato nel dopoguerra gli ambiti creativi più importanti del Paese. Sergio Zavoli lo ha fatto col giornalismo, specialmente televisivo, Federico Fellini con il cinema e Carlo Alberto Rossi con la musica leggera”. Il regista Bartoli ha raccontato come è nata e si è sviluppata l’idea del docufilm: “Avevo Sergio Zavoli fra i miei miti, per come sapeva tirare fuori le parole giuste, al momento giusto. ‘Ho raccontato tante storie, ma nessuno ha mai raccontato la mia’: è con questa frase che Zavoli ci ha salutato in occasione dell’ultimo incontro, quando andammo a trovarlo per ragionare sul progetto di fare un film su di lui, sulla sua poetica, sul suo straordinario modo di raccontare. Queste sue parole ci hanno accompagnato durante tutta la lavorazione del film. Ci sono incontri che restano e segnano il tempo in cui li viviamo, tanto da diventare un ricordo importante. Il mio con Sergio Zavoli ha questa valenza”. Contestualmente alla proiezione del film, giovedì 21, verrà presentato il libro “Provinciali del mondo. Zavoli, Fellini e l’immaginario riminese”, a cura di Gianfranco Miro Gori, che contiene le interviste integrali realizzate per il film. “Il film ‘Il sole tramonta alle spalle’ -ha precisato Gori- ha origine da una lunga intervista che ho fatto a Sergio Zavoli sei anni fa. L’intervista, probabilmente la più ampia mai rilasciata da Zavoli sul tema, indaga il suo rapporto con Fellini e di entrambi con Rimini. A questa intervista, che costituisce l’ossatura del film, ne sono state affiancate altre, con aggiunta di molteplici materiali di repertorio. Il libro ‘Provinciali del mondo’ raccoglie integralmente tutte le interviste e rivela fin dal titolo una domanda centrale: qual è la misteriosa capacità che consente ad artisti e intellettuali romagnoli di diventare universali, pur se partiti da una terra povera e arretrata?”. Il Comune di Ravenna, città natale di Zavoli, ha voluto manifestare il proprio apprezzamento per l’iniziativa. Così Fabio Sbaraglia, assessore alla Cultura: “Ravenna saluta con grande piacere e interesse la produzione di questo documentario che contribuirà nella maniera più appropriata a raccontare e celebrare la vita e il lavoro di Sergio Zavoli. Con l’impegno profuso nella sua professione, in campo culturale e in quello politico Zavoli ha saputo rappresentare e dare prestigio alle proprie origini romagnole e ravennati. Come amministrazione comunale, ci siamo già attivati affinché il film a lui dedicato possa essere al più presto presentato anche nella nostra città della quale Sergio è sempre stato buon amico e verso la quale non ha mai mancato di mostrare il suo affetto”. Presente alla conferenza Giuseppe Morganti, direttore di San Marino Rtv ed ex Capitano reggente, che ha commentato: “La realizzazione di questo film è stata un’esperienza bellissima. A San Marino abbiamo un legame particolare con Zavoli, grande appassionato della sua storia in Repubblica dove fu sfollato durante la guerra, un’ospitalità che per lui fu salvifica. Zavoli è stato il fondatore della nostra tv di Stato e ha contribuito in maniera fondamentale anche allo sviluppo culturale della nostra Repubblica”. Sergio Zavoli è nato a Ravenna il 21 settembre 1923, per poi trasferirsi a Rimini, dove ha frequentato il liceo classico Giulio Cesare (come il regista Federico Fellini). Nella sua carriera Zavoli ha ricoperto importanti cariche pubbliche come la presidenza della Rai, dal 1980 al 1986, e la presidenza della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati. Nel 1993, ha contribuito alla fondazione dell’emittente di Stato sammarinese, diventando il primo presidente di San Marino Rtv. A Rimini è stato l’ideatore della Publiphono il servizio di radiodiffusione sulle spiagge della Riviera. È stato stato senatore della Repubblica dal 2001 al 2018. È morto a Roma il 4 agosto 2020. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Malattie rare, Benzoni: “Brescia capofila raccolta fondi pazienti Sla”

(Adnkronos) – “Brescia ha una forte attenzione verso tutte le persone con difficoltà, in particolare i malati di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica, ndr). Lo fa da tanti anni anche attraverso iniziative che animano la città e uniscono i valori dello stare insieme al valore della raccolta fondi”. Così Fabrizio Benzoni, consigliere comunale a Brescia, deputato della Camera e membro X Commissione Attività produttive Commercio e Turismo, nella città lombarda, oggi, all’anteprima nazionale della Giornata Sla 2023, il 17 settembre, che prevede una serie di eventi nella città, come capofila delle celebrazioni L’evento benefico ha lo scopo di “supportare quelle realtà – sottolinea Benzoni – che si occupano della presa in carico ospedaliera” fondamentale per assistere i malati. L’iniziativa ha chiamato a raccolta ”il mondo della notte”. Tutti i locali che aderiscono e che da anni “dedicano una sera ad Aisla, l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, a Sla a Nemo mettono a disposizione, con generosità, parte dei loro guadagni” della nottata.  Solo a Brescia almeno 130 famiglie hanno persone con Sla. In accordo con Aisla, gli esercenti degli esclusivi cocktail bar e ristoranti di Piazza Arnaldo, oltre a quelli di locali notturni della città, promotori degli eventi più importanti nel Nord Italia, devolveranno il ricavato in beneficenza. I fondi saranno destinati al Centro clinico Nemo  per la realizzazione di un’area di ricerca dedicata alle terapie innovative, ai trial clinici e alla formazione dei giovani ricercatori. La manifestazione fa da capofila alla maratona di eventi che domenica 17 settembre coinvolgeranno l’intera penisola in occasione della Giornata nazionale Sla 2023, realizzata sotto l’Alto patronato del presidente della Repubblica, per portare all’attenzione della popolazione i diritti delle persone affette da questa malattia, la ricerca scientifica e la presa in carico ospedaliera. Una grande festa per Brescia dove i giovani sono protagonisti e hanno l’occasione di prendere coscienza di contribuire al bene della comunità. Il programma è ricco e si rivolge a grandi e piccini. L’amministrazione comunale  “con il suo patrocinio – spiega Benzoni – mette a disposizione i propri uffici per un evento che porterà davvero tantissime persone in Piazza Arnaldo e che comporta, burocraticamente, parecchi passaggi. Il Comune – conclude l’onorevole – è uno dei partner di questa iniziativa, lo è sempre stato, sempre più presente anche nelle scorse edizioni“ e quest'anno con l’anteprima della Giornata nazionale Sla in Piazza Arnaldo, “mostra un'attenzione particolare” a queste persone.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)