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Addio al sociologo Domenico De Masi. Aveva 85 anni

(Adnkronos) – Il sociologo Domenico De Masi è morto all'età di 85 anni a seguito di una malattia. Studioso, ricercatore e consulente, De Masi è stato preside della facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma.  "Domenico De Masi era una persona straordinaria con cui confrontarsi, aperta e mai banale. L'ho incontrato durante i miei studi in Sociologia, nel Magistero della Sapienza, in quei difficili anni Settanta, lui docente ed io studente, lui di sinistra ed io di destra. Il rispetto per le idee diverse non è mai mancato" ha detto Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il made in Italy, scrivendo sul social X. "Spesso ospite dei nostri meeting, per la profondità delle analisi e delle argomentazioni, comunque sempre stimolanti. Ci mancherai, ma hai lasciato molto, in Italia e non solo. Addio Professore". "Buon viaggio Professore, sei stato una preziosa guida e un prezioso amico. Non ti dimenticheremo mai", scrive su Twitter Stefano Patuanelli del M5S, esprimendo il suo cordoglio. "Esprimo il profondo cordoglio mio personale e della comunità dem per la morte di Domenico De Masi" ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein. "Con i suoi studi sulla sociologia del lavoro e il suo approccio fuori dagli schemi ai problemi della società postindustriale ha saputo offrire spunti di dibattito e arricchimento non solo alla politica ma a tutto il Paese. Ai suoi familiari e ai suoi amici vanno le più sentite condoglianze".
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Marisa Leo uccisa da ex a Trapani, Lucarelli: “Mi raccontò sua storia tormentata”

(Adnkronos) – Marisa Leo, la donna 39enne di Salemi in provincia di Trapani, uccisa nei giorni scorsi dal suo ex compagno, Angelo Reina di 42 anni, due anni fa aveva scritto alla giornalista Selvaggia Lucarelli, dopo la pubblicazione del podcast in cui l'influencer raccontava il suo rapporto tossico con l'ex compagno. "Aveva lasciato lui 20 giorni dopo la nascita della bimba. Lo aveva deciso consapevole del fatto che lui, fino a quel momento, avesse fatto di lei ciò che voleva. Sapeva di pagare un prezzo molto alto per quella decisione. Scriveva proprio 'sto pagando'. E leggendo le cronache di questi giorni, so che ha continuato a pagare un prezzo altissimo", scrive Selvaggia Lucarelli su Instagram. "Ci ho pensato un paio di giorni prima di scrivere questo post, in realtà volevo dire delle cose, ma anche rispettare la morte di questa donna stupenda e ormai, nel marasma dei pensierini che affollano le bacheche di tutti, mi sembra sempre di partecipare a un banchetto, più che di aggiungere qualcosa alla discussione. In questo caso poi è ancora più difficile perché Marisa, due anni fa, dopo un podcast mi aveva scritto parlandomi della sua storia tormentata. Non condividerò il messaggio, che alla luce dell'accaduto è straziante. Non serve".  "Minacce, paura, inseguimenti, pedinamenti, eppure non è tornata sui suoi passi. Ha ritirato la denuncia, è vero, ma non sarebbe cambiato nulla. Lui non si era mai fermato e nulla l'avrebbe fermato, se non – forse – una reazione tempestiva da parte della legge. L'idea che un uomo che ti insegue in auto o ti minaccia di morte resti libero di continuare a farlo, non può far sentire al sicuro nessuna. Anzi, dopo una denuncia, può far sentire ancora più insicura, perché in lui subentra il rancore per il gesto di sfida e il desiderio di vendetta. Non a caso molte donne vengono uccise alla vigilia del processo. Paradossalmente, le denunce, se non seguite da un'attenta rete di protezione da parte della legge, possono diventare un ulteriore movente. Tutto questo per dire che Marisa non aveva fatto alcun passo indietro e che in realtà aveva smesso di subire. Non voleva neppure far scontare a sua figlia le conseguenze di quella (ex) relazione malata, anzi. Aveva ritirato la denuncia proprio per la bambina, perché non avesse un padre condannato. Sperava, semplicemente, che quell'uomo fosse capace di amare almeno come padre. Marisa gli ha dato una possibilità e non come compagno, ma come essere umano. Non ha sbagliato. Era solo una donna giusta e generosa", ha detto Lucarelli.  

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Autismo, al via a Roma progetto per aiutare bambini, famiglie e professionisti

(Adnkronos) – Aiutare i bambini autistici a uscire dall’isolamento, le famiglie e gli educatori a gestire la comunicazione e i medici di riferimento ad acquisire competenze che saranno utili a migliaia di pazienti. Un trattamento altamente specializzato realizzato grazie al progetto ideato dalla ReTe Onlus, con la collaborazione della Casa di Cura San Giuseppe – Don Guanella e della Fondazione Roma. Il progetto, “Autismo in Rete”, che verrà presentato alle famiglie il prossimo 12 settembre, è rivolto a soggetti economicamente e socialmente vulnerabili e vede il coinvolgimento, nella Capitale, di 45 utenti, 9 nuclei familiari, 36 operatori scolastici e 20 professionisti del settore. Insegnanti, caregiver, medici, psicologi, logopedisti, neuropsicomotricisti, educatori professionali, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione psichiatrica e terapisti occupazionali si alternano per fornire assistenza ai giovani pazienti presso la sede romana della congregazione Don Guanella, in via Aurelia Antica.    Terapie, diagnosi precoci e formazione per un progetto altamente qualificato. L’iniziativa durerà 12 mesi. Un anno in cui verranno offerte tre terapie settimanali in laboratori ideati per favorire l’ambiente comunicativo. L’approccio integrato prevede inoltre l’osservazione del paziente nell’ambiente scolastico, il coinvolgimento delle famiglie e corsi specialistici per gli operatori del settore per rispondere alla carenza di personale altamente qualificato nella diagnosi e nel trattamento della Sindrome dello Spettro Autistico. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Scuola Sardegna, Regione promossa o bocciata?

(Adnkronos) – Il 14 settembre gli studenti sardi di ogni ordine e grado tornano in aula. Cerchiamo di tracciare un quadro della situazione dell'istruzione in Sardegna a partire dall'analisi dei dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito e dell'Inps su elementi come il numero di istituti, studenti, docenti, percorsi didattici preferiti, figure professionali più richieste. Un quadro generale che comprende anche aspetti delicati come l'abbandono scolastico, i divari educativi tra diverse aree del Paese e fenomeni come i NEET, giovani che non studiano, non lavorano e non stanno seguendo percorsi di formazione professionale, che, specie nelle regioni del Sud e insulari, sono in aumento. Tra i dati più significativi emerge che nel complesso il numero di studenti è in costante diminuzione, questo anche dovuto al deficit delle nascite, che la Sardegna è una delle regioni italiane con il più elevato tasso di abbandono scolastico. Ma vi sono anche indicatori positivi, come il fatto che il 68% degli edifici scolastici è dotato di accorgimenti per il risparmio energetico. I dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), aggiornati a settembre 2022, indicano 58.236 sedi scolastiche a livello nazionale. In Sardegna se ne contano 2.034, quasi un terzo in meno della Sicilia, per avere un termine di paragone con un'altra isola. Sul totale di sedi scolastiche sarde, 1.780 sono scuole statali, 254 paritarie. Nel complesso, la maggior concentrazione di sedi scolastiche dell'Isola si trova a Sassari e provincia con il 29,1%, seguita dal Sud Sardegna con il 23,2% del totale, quindi Cagliari 19,5%, Nuoro 17,1% e Oristano 11,2% del totale. A livello di grado, ci sono 735 scuole dell'infanzia, 544 primarie, 374 secondarie di primo grado, 381 secondarie di secondo grado. Da notare che si trovano più sedi di scuole secondarie di primo grado nel Sud Sardegna, con il 28,3% del totale, categoria che invece vede Cagliari ultima tra le province sarde con il 12%. Per numero di secondarie di secondo grado, invece, Sassari è prima con il 32,8%, Oristano ha solo l'8,9% del totale. Degli oltre 8 milioni di studenti registrati in Italia dal Miur per l'anno scolastico 2021-2022, poco più di 198 mila studiano nelle scuole della Sardegna. Il dato però segnala un calo costante negli ultimi cinque anni scolastici per complessive 15.000 mila unità, dovuto non solo alla diminuzione delle nascite e quindi dei giovani in età scolare, ma anche al fenomeno dell'abbandono scolastico. Dai dati emerge che vi sono più studenti che studentesse, nello specifico, poco più di 103 mila contro oltre 95 mila. Negli ultimi cinque anni la diminuzione è avanzata parallelamente e corrisponde a circa 7 mila unità in meno sia tra le ragazze che tra i ragazzi. Sul numero totale di studenti, il 31,3% del totale regionale frequenta scuole a Sassari e provincia, il 28,5% a Cagliari, il 18% nel Sud Sardegna, il 13,5% a Nuoro e provincia, mentre solo l'8,8% degli studenti sardi è a Oristano. Insegnare è un mestiere da donna, lo dicono i dati del Miur: per l'anno scolastico 2021-22 su 28.308 docenti operativi in Sardegna oltre 22 mila sono donne. Inoltre, non è un mestiere per giovani. Quasi 20 mila docenti hanno dai 45 anni in su, solo poco più di 8 mila hanno meno di 44 anni. Nell'analisi delle serie storiche è interessante notare come rispetto a cinque anni fa aumenta il numero complessivo di docenti (+1.329), ma diminuisce di oltre 1.500 unità il numero di docenti a tempo indeterminato e parallelamente cresce nettamente il numero di docenti a tempo determinato (+2.890), segno evidente di una maggiore precarietà del lavoro di insegnante. La precarietà dei docenti è particolarmente evidente negli insegnanti di sostengo. Nell'ultimo anno scolastico di cui si hanno i dati (2021-22), su un totale di 6.796, ben 4.585 erano a tempo determinato dei quali 704 con contratto annuale. Con riferimento all'ultimo anno scolastico (2022-2023), il Miur segnala che gli studenti sardi delle superiori hanno scelto per il 61,3% i licei, un dato inferiore solo a quanto registrato nel Lazio (69,6%) e in Abruzzo (62,6%). Per contro, il 27,4% ha scelto gli istituti tecnici, una tra le tre percentuali più basse d'Italia, mentre l'11,3% ha frequentato gli istituti professionali. A livello di specifici indirizzi, l'istituto tecnico tecnologico è il preferito in assoluto con il 18,9% degli iscritti totali nel 2022-2023, seguito dal liceo scientifico che raccoglie il 14,9% del totale iscritti, quindi con il 9,4% dal tecnico economico. I licei sono preferiti dalle studentesse sarde. Dall'analisi dei dati Istat emerge infatti che nel 2021 su 100 iscritti ai licei il 61,1% era composto da ragazze, che invece scelgono in misura molto inferiore gli istituti professionali (39,4% degli iscritti) e ancora meno gli istituti tecnici (32,3%). L'abbandono scolastico, il fenomeno che riguarda i giovani che lasciano precocemente gli studi al massimo con la licenza media, è spesso legato a contesti socioeconomici difficili e può portare all'esclusione sociale. Secondo i dati Istat relativi al 2020 in Sardegna il 12% degli studenti tra 18 e 24 anni avevano abbandonato prematuramente gli studi, un dato che si è quasi dimezzato rispetto al 2018, quando la percentuale era al 23%. Il fenomeno dei NEET, giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione professionale è particolarmente evidente in Italia dove, secondo l'Istat, nel 2022 ha un'incidenza del 19%. Una percentuale che nel 2020 ha raggiunto il 26,1% in Sardegna, pur rimanendo sotto la media del Mezzogiorno (32,6%). Negli anni recenti (2016-2020) l'incidenza dei NEET sull'Isola è comunque in costante riduzione pari a oltre 4,5 punti percentuali, decisamente meglio della percentuale media nazionale che è diminuita di un solo punto. Uno degli obiettivi fondamentali del Pnrr è ridurre i divari territoriali anche dal punto di vista dell'offerta scolastica e formativa. In particolare, il piano di interventi per la Sardegna, affronta trasversalmente l'ambito educativo: dagli asili nido all'edilizia scolastica, passando per la lotta alla dispersione. Proprio contro gli abbandoni precoci è previsto un investimento ad hoc per scendere al 10% entro il 2026. Un altro tema centrale è la costruzione di nuovi istituti scolastici sostenibili: su 200 scuole a livello nazionale, 7 sono previste sull'Isola. Gli interventi di efficientamento degli edifici scolastici e di edificazione nell'ambito del piano nuove scuole prevede 27,5 milioni di euro. Oltre il 42% degli interventi riguarda interventi di efficientamento energetico per edifici nelle due classi più basse, F e G. Ma anche alcuni casi di demolizione e ricostruzione in situ di interi edifici. Da notare che la Sardegna dal punto di vista dell'edilizia scolastica si trova in ottima posizione con il 68% di edifici dotati di accorgimenti per il risparmio energetico, percentuale di oltre 10 punti superiore alla media italiana. Percentuali che variano molto da un'area all'altra, con un apice nel Comune di Olbia oltre l'84% e di Cagliari 77,3% e un minimo a Nuoro 34,5%. Tra le misure programmate dalla Regione Sardegna a sostegno dell'istruzione e della formazione dei giovani dell'Isola, ricordiamo gli oltre 18 milioni di euro di nuovi finanziamenti per i percorsi triennali IeFP (Istruzione e Formazione Professionale) per gli anni formativi 2023-2026. La delibera della Giunta Regionale del 13 agosto 2023 prevede anche 11 milioni di euro a valere sul PR FSE+ 2021-2027. I percorsi di istruzione e formazione professionale sono ritenuti dalle istituzioni regionali fondamentali per favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, oltre che per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Prosegue inoltre l'attuazione del Programma Garanzia Giovani, il piano europeo per favorire l'occupazione giovanile specie nei Paesi con elevati tassi di disoccupazione, dedicato ai 15-34enni che non studiano e non lavorano, che prevede una serie di iniziative e percorsi per la formazione e la ricerca del lavoro. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Gb, catturato il detenuto evaso aggrappandosi al camioncino delle consegne

(Adnkronos) – Si è conclusa la fuga del detenuto britannico Daniel Khalife, in carcere con l'accusa di terrorismo, evaso uscendo dalle cucine della prigione di Wandsworth, aggrappato al camioncino delle consegne. L'uomo è stato catturato a Chiswick, dopo che ieri sera diverse persone avevano detto di averlo visto. Khalife è sotto custodia dalle 11 di questa mattina, ha annunciato la polizia.  La polizia aveva offerto una ricompensa di 20mila sterline in cambio di informazioni utili alla sua cattura, e la famiglia di Khalife lo aveva esortato a "consegnarsi". Più di 150 agenti dell'antiterrorismo sono stati coinvolti nella caccia all'uomo a livello nazionale, durante la quale porti ed aeroporti del Regno Unito sono stati messi in allerta.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Terremoto Marocco, l’esperto: “Nessuna correlazione con sismi in Italia”

(Adnkronos) –
Il terremoto in Marocco "è stato il più potente registrato in quell'area da quando si studiano i fenomeni sismici, anche se va ricordato che l'evento in Turchia, di un grado superiore (magnitudo 7,8, ndr), è stato 32 volte più energetico". Il geologo Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), interpellato dall'Adnkronos, traccia un quadro della sismicità in rapporto agli aspetti geologici dell'area dove stanotte è stata registrata la devastante scossa di magnitudo 6,8 provocando finora oltre 800 morti nella regione di Marrakech. "Quella è una zona attiva sismicamente, geologicamente viva, ed è naturale che vi possano essere anche eventi importanti lungo la catena dell’Atlante o anche nel Rif o in Algeria", spiega l'esperto. La rete sismica presente nell'area "non è in grado di registrare i piccoli terremoti, quindi è impossibile misurare con precisione i cosiddetti aftershock", certo è "che c'è una sequenza sismica in corso. Quel che invece non possiamo sapere se vi saranno anche altri eventi importanti".  Quanto alle cause del sisma, "la parte nord dell'Africa si muove relativamente alla parte centrale e questo movimento ha prodotto la catena dell'Alto Atlante, la quale dimostra la compressione in atto tra questi due settori africani", sottolinea Doglioni. Il geologo sgombra poi il campo da ogni possibile correlazione con gli eventi sismici avvenuti nelle ultime ore in Italia: "A parte la notevole distanza, è stata registrata una magnitudo completamente diversa 30.000 volte inferiore. No, non c'è nessuna relazione".  Secondo il presidente dell'Ingv "sarebbe opportuno parlare di terremoti quando non avvengono, in maniera da instillare negli italiani (e non solo) una cultura della prevenzione, perché è molto più importante rendere le proprie case sicure che arrivare a prevedere un terremoto. Naturalmente, la comunità scientifica lavora sulla previsione degli eventi sismici ma avere delle strutture adeguate che resistano ad essi è essenziale".(di Sibilla Bertollini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Orsa Amarena, domani la manifestazione degli animalisti: “Attese fino a mille persone”

(Adnkronos) – Si svolgerà domani pomeriggio alle 15 a San Benedetto dei Marsi (L'Aquila) la manifestazione, organizzata dal Partito Animalista Europeo (Pae) e dall'associazione Animalisti Italiani Onlus, per ricordare Amarena, l'orsa simbolo del parco d'Abruzzo e di tutta la regione, uccisa a fucilate da un 56enne del posto. "Ci aspettiamo dalle 500 alle 1000 persone", racconta all'Adnkronos Stefano Fuccelli, presidente del Pae. "La Questura sta preparando un dispositivo di sicurezza vista l'adesione completa da parte di associazioni e cittadini. So che c'è un po' di preoccupazione per la mole di persone però la nostra sarà una manifestazione pacifica, per condannare l'atto criminale commesso da chi ha ammazzato Amarena". "Sono certo che sarà una manifestazione pacifica e che si svolgerà nel pieno rispetto delle leggi", gli fa eco il sindaco di San Benedetto dei Marsi, Antonio Cerasani, sentito telefonicamente dall'Adnkronos. Il primo cittadino presenzierà all'evento di domani e si dice soddisfatto di come sta procedendo l'organizzzione della manifestazione. "E' stato tutto predisposto dalla Questura, noi come ente comunale stiamo coadiuvando l'organizzazione anche in base alle direttive che ci arrivano. Non ci aspettiamo particolari disordini anche se naturalmente dato il numero di persone attese sono state predisposte tutte le misure di sicurezza necessarie". E sull'elevato numero di partecipanti interviene anche Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani Onlus. "Nell'arco di una settimana hanno aderito alla nostra iniziativa centinaia di persone. La morte di Amarena ha sconvolto l'opinione pubblica, non solo per il terribile gesto, quello di imbracciare un fucile e sparare a un'orsa, ma anche perché i suoi due cuccioli sono in pericolo di vita. Sono fiducioso – prosegue Caporale – che il Parco d'Abruzzo, dove lavorano persone meravigliose, saprà fare la cosa migliore per i piccoli, ossia scegliere se monitorarli a distanza o catturarli. Noi dal canto nostro scenderemo in strada per ricordare Amarena e condannare questo terribile crimine. Vogliamo invadere pacificamente e civilmente la città, parlare con il sindaco e chiedergli gesti concreti, magari costruire anche una statua in memoria dell'orsa. Non basta la condanna solo teorica e non serve esprimere solidarietà all'assassino di Amarena, al quale tra l'altro stiamo pagando la scorta con i soldi delle nostre tasse. Io mi chiedo come sia possibile che la scorta sia prevista per lui e non per tutte quelle donne vittime di femminicidio, che denunciano, che hanno paura ma che sostanzialmente vengono abbandonate dallo Stato. Ecco, non dovrebbero averla loro la scorta?".    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Ucraina, Musk: “Mai promesso copertura Starlink per la Crimea”

(Adnkronos) –
Elon Musk nega di aver sabotato l'attacco dell'Ucraina contro la flotta russa nel Mar Nero. Il motivo, dice il magnate, è semplice: Musk non ha mai promesso a Kiev la copertura satellitare Starlink sulla Crimea. Il numero 1 di Space X – nonché di X e di Tesla – dall'inizio della guerra ha messo a disposizione di Kiev la rete satellitare Starlink che consente all'Ucraina di mantenere comunicazioni in ambito civile e militare. "I termini di servizio proibiscono chiaramente l'uso di Starlink per operazioni militari offensive, dato che siamo un sistema civile. Loro chiedevano qualcosa che era espressamente vietato", spiega Musk in un post. La precisazione arriva in risposta a un messaggio di Walter Isaacson, l'autore del libro biografico su Musk che ha rivelato come il miliardario abbia negato agli ucraini la copertura per l'attacco con droni in Crimea. "Per chiarire", ha scritto Isaacson, "gli ucraini credevano che la copertura funzionasse fino alla Crimea, ma non era così. Hanno chiesto a Musk di renderlo possibile per poter condurre un attacco con droni sottomarini alla flotta russa. Musk non l'ha permesso perché pensava, probabilmente in maniera corretta, che avrebbe causato una guerra più grande". Musk è venuto in soccorso agli ucraini subito dopo l'invasione russa, offrendo la copertura del suo sistema satellitare Starlink per le comunicazioni. Ma poi i rapporti si sono progressivamente deteriorati, sia per i costi, alla fine coperti dal Pentagono, che per una serie di uscite estemporanee di Musk a favore di negoziati di pace con Mosca. Le rivelazioni di Isaacson hanno creato nuove tensioni.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Spari all’impazzata da auto tra Terracina e S.Felice Circeo, convalidati arresti dei due maggiorenni

(Adnkronos) – E' stato convalidato l'arresto dei due maggiorenni che, insieme a due amici 17enni e a un quinto al momento irreperibile, la notte tra giovedì e venerdì scorsi hanno seminato il panico tra Terracina e San Felice Circeo sparando all'impazzata piombini ad aria compressa. Il più grande, 21enne di origini maghrebine ma residente a Frosinone, già noto per stupefacenti come anche uno dei più giovani del gruppo, è ora ai domiciliari come il 'complice' appena 18enne. Alla guida di una Mercedes Classe B con la patente di guida sospesa, si è mosso da Terracina mentre da una carabina, forse impugnata a turno dai quattro in auto, il gruppo sparava piombini centrando a caso i passanti.  Tre sono stati feriti nella parte alta del colpo, collo e braccia, un altro a un orecchio mentre una guardia giurata è stata presa alle gambe. Una coppia di giovanissimi, invece, è stata ferita mentre passeggiava sul lungomare di San Felice Circeo ma sono stati tutti refertati con prognosi lievi che vanno dai 7 ai 10 giorni. I carabinieri della locale compagnia, che hanno ripercorso il tragitto dei cinque ascoltando testimonianze di passanti e feriti, hanno individuato i quattro della 'banda' sequestrando carabina e macchina. (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Ucraina, Usa pronti a invio missili Atacms: cosa sono e come funzionano

(Adnkronos) –
I missili Atacms all'Ucraina sono un'opzione concreta nella guerra che Kiev combatte contro la Russia. Secondo le ultime news, gli Stati Uniti potrebbero inviare le nuovi armi – Army Tactical Missile System – nel prossimo pacchetto di aiuti annunciato solo pochi giorni fa. La decisione definitiva, al di là dei segnali provenienti dall'amministrazione Joe Biden, non è stata ancora presa. Ma perché i missili sarebbero così importanti? Gli Atacms hanno una gittata di 300 chilometri e possono cambiare la traiettoria in volo per non essere intercettati. Una potenza e una precisione di fuoco finora mai posseduta dall’esercito ucraino. Proprio la potenziale minaccia contro obiettivi oltreconfine in Russia, e la possibile conseguente escalation del conflitto, ha frenato finora gli alleati occidentali. Ma la lentezza della controffensiva ucraina, che per la verità ha fatto segnare progressi rilevanti nelle ultime 2 settimane, sembra ora aver convinto gli Usa. Prodotti dall’azienda statunitense Lockheed Martin, i missili Army Tactical Missile System (Atacms) sono missili terra-terra (Ssm) tattici. Attraverso sistemi di navigazione Gps, possono modificare la traiettoria in volo, e sono compatibili con i veicoli cingolati Multiple Launch Rocket System (Mlrs) e con il sistema High Mobility Artillery Rocket System (Himars), che le forze armate ucraine utilizzano da tempo. La Lockheed Martin lo descrive come un "missile guidato a lungo raggio che offre ai comandanti operativi la potenza di fuoco immediata per vincere battaglie in profondità". Gli Atacms sono lunghi quattro metri, per un diametro di 610 millimetri e ogni missile è confezionato in una capsula di lancio simile all'Mlrs e viene lanciato dalla famiglia di lanciatori Mlrs. Il prezzo unitario è stimato a oltre 1 milione di dollari, e oltre all’esercito statunitense, sono 8 i Paesi operatori di cui 3 europei: Polonia, Romania e Grecia. Gli Atacms sono stati ampiamente utilizzati nelle guerre terrestri nell’Operazione Desert Storm (1991) e nell’Operazione Iraqi Freedom (2003). —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)