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Cronaca

Maltratta per anni moglie e figli, 41enne ai domiciliari

Ha maltrattato con botte e minacce per anni la moglie e i figli.

Per questo un 41enne di Monte San Biagio, in provincia di Latina,

è stato posto agli arresti domiciliari.

Il provvedimento è scattato lo scorso 19 maggio anche alla luce

della querela presentata dalla parte offesa.

L’ARRESTO IN PROVINCIA DI LATINA

Ad eseguirlo i militari del Nor della Compagnia di Terracina, in collaborazione con quelli della Tenenza di Fondi, in ottemperanza all’ordine di custodia cautelare emesso nella stessa giornata dal Giudice per le Indagini preliminari di Latina, che ha concordato con le indagini effettuate dal personale dell’Arma coordinate dalla Procura della Repubblica dello stesso capoluogo. 

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Cronaca

Lariano. Allacci abusivi per rifornire di acqua gratis le case occupate

Hanno violato i sigilli e si sono allacciati abusivamente alla rete idrica. Acqua gratis per alcuni appartamenti occupati. Succede a Lariano, comune dei Castelli Romani. Al termine di un’attività investigativa,

i carabinieri della locale stazione hanno denunciato 13 persone –

8 uomini e 5 donne, di età compresa tra i 23 ed i 65 anni – per i reati

di furto d’acqua, violazione di sigilli, invasione di terreni o edifici e danneggiamento.

DI ETA’ COMPRESA TRA I 23 E I 56 ANNI SONO ACCUSATI DI ANCHE DI DANNEGGIAMENTO

L’indagine, portata avanti dai militari da febbraio a maggio 2023

con l’ausilio della polizia locale di Lariano, ha permesso di raccogliere sufficienti elementi a carico degli indagati, tutte residenti nella medesima area residenziale del piccolo comune, che, a vario titolo, avevano operato l’allacciamento abusivo alla rete idrica violando i sigilli precedentemente apposti, avevano occupato le abitazioni di edilizia residenziale senza averne titolo e, in un caso, avevano danneggiato, rendendola inservibile, l’abitazione da loro abusivamente occupata.

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Cronaca

Nuovo blitz degli ambientalisti al Senato, attivisti fermati

Nuovo blitz degli ambientalisti di Ultima Generazione davanti

al Senato: nove attivisti hanno manifestato stamani davanti a

Palazzo Madama e due di loro si sono cosparsi di fango.

Gli attivisti sono stati bloccati dai carabinieri.

IN NOVE PROTESTANO, DUE SI COSPARGONO DI FANGO

Gli ambientalisti si è appreso hanno tentato di imbrattare la facciata

con estintori e poi si sono sdraiati a terra. “L’alluvione dell’Emilia Romagna era un disastro annunciato.
Portiamo il fango della politica nel palazzo della Politica”, ha urlato

una delle ragazze di Ultima generazione che ha dato vita all’azione in Senato.

L’attivista, a seno nudo e cosparsa di fango, è stata fermata dalle forze dell’ordine assieme agli altri attivisti. 

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Cronaca

Roma. Muore travolto sul monopattino : Si costituisce il pirata della strada

Tragedia sulle strade di Roma dove un giovane che avrebbe

compiuto 25 anni nei prossimi giorni è stato travolto e ucciso

mentre tornava a casa con il suo monopattino.

L’autore dell’incidente, avvenuto in via Casal del Marmo, è fuggito.

A ROMA AVEVA 24 ANNI. IL CONDUCENTE SAREBBE FUGGITO

L’autore dell’incidente, avvenuto in via Casal del Marmo, è fuggito.

Marco Mannage domenica sera aveva da poco telefonato alla madre dicendo che stava rientrando a casa. Poi la tragedia. Sarebbe stato urtato e lasciato in terra da un furgone che poi si è allontanato senza che il conducente abbia tentato di soccorrere il ragazzo. A tentare di soccorrere il giovane, di origine bengalese, alcuni passanti che hanno lanciato l’allarme e che avrebbero parlato di un furgone bianco che andava a forte velocità. Sull’incidente indagano gli agenti della polizia locale del Gruppo Cassia che stanno cercando di ricostruire la dinamica attraverso i filmati di alcune telecamere della zona.

Il 25enne è la 58esima vittima dall’inizio dell’anno.

SI COSTITUISCE IL PIRATA DELLA STRADA

Si è presentato presso gli uffici del gruppo XV Cassia della polizia locale di Roma Capitale il giovane che ha investito e ucciso Marco Mannage nella serata di domenica 21 maggio, nella zona di Roma ovest. 

Si tratta di un 26enne italiano che già ieri ha ammesso le proprie responsabilità. Una notizia confermata da fonti qualificate, sino a poco prima tenuta sotto chiave da parte di chi indaga. 


  

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Cronaca

Lutto nel mondo del giornalismo: morta a Roma Maria Giovanna Maglie

Lutto nel mondo del giornalismo e della televisione: è morta all’età di 70 anni Maria Giovanna Maglie, ex giornalista del Tg2 oltre che nota saggista e opinionista tv. Maria Giovanna Maglie era stata portata all’ospedale Forlanini di Roma la scorsa notte, a causa di una complicazione venosa, ed è venuta a mancare questa mattina. A comunicare la notizia della scomparsa sui social è stata l’amica e collega Francesca Chaoqui: «Amici miei, Maria Giovanna Maglie è tornata questa Mattina alla Casa del Padre. È stata portata al San Camillo Forlanini la scorsa notte per una complicazione venosa ed è spirata poco fa», ha scritto e poi aggiunto: «Ero accanto a lei, ha lottato fino alla fine come sempre. Adesso è in pace».

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Cronaca

Insegnante di religione in manette per pedofilia a Tivoli

Insegnante di religione in manette per pedofilia a Tivoli. L’indagato, un docente 46enne con incarichi in ambito religioso, sarebbe responsabile di violenze sessuali reiterate ai danni di diversi ragazzini, dell’età tra 10 e 15 anni, commesse nella zona di Tivoli, ma anche in altre città italiane. I Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Tivoli. In una nota il procuratore di viale Cassiano, spiega che l’indagato “dopo avere creato una relazione di fiducia e amicale con i minorenni e i loro genitori è gravemente indiziato di avere commesso violenze sessuali, specie approfittando di gite organizzate unitamente ad associazioni educative anche di carattere religioso, delle quali faceva parte”. Le violenze sarebbero avvenute in diverse località italiane. Ulteriori dettagli saranno forniti dalla procura di Tivoli nel corso di un incontro con la stampa.

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Cronaca

Aggressione brutale nel carcere di Civitavecchia

Aggressione brutale nel carcere di Civitavecchia, con la spirale di violenza che prosegue nelle case circondariali italiane. L’ultimo grave evento è accaduto, come riporta il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Donato Capece, nella Casa circondariale Nuovo Complesso di Civitavecchia:

Capece: “Ennesima aggressione”

«Continuano le aggressioni da parte dei detenuti nei confronti della Polizia Penitenziaria nel Lazio. Questa volta è il personale in servizio a Civitavecchia ad aver vissuto una mattinata da incubo: nuova aggressione stamattina ai danni del collega della 1 sezione R e l’autore è il lavorante portavitto. Un detenuto di quella Sezione era infatti in partenza per motivi di ordine e sicurezza e altri due ristretti hanno ritenuto di doversi ribellare scaraventando degli sgabelli sul malcapitato Agente. Queste sono situazioni che destabilizzano l’ordine, la sicurezza e la serenità del personale di Polizia operante. Le carceri del Lazio stanno vivendo ormai da tempo momenti di grande difficoltà nella gestione dei detenuti. Sono continue le aggressioni al Personale che si verificano senza che vi sia un intervento da parte degli organi superiori».

Solidarietà ai poliziotti

Capece esprime vicinanza e solidarietà ai poliziotti di Civitavecchia e denuncia: «La situazione è sempre più critica a causa di una popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole, abituata da anni alla consapevolezza che tutto gli è dovuto. Chiediamo l’immediata applicazione dell’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede restrizioni adatte a contenere soggetti violenti e pericolosi. Sarebbe opportuno dotare al più presto la polizia penitenziaria del taser o, comunque, di altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato».

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Roma, 13enne morto a scuola: imputazione coatta per l’insegnante

Il gip di Roma ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura

e ordinato l’imputazione coatta per un docente dell’Istituto Santa

Maria dove nell’ottobre del 2017 il 13enne Stefano Bacigalupo morì dopo essere precipitato dalla tromba delle scale.

Per il pm si è trattato di un gesto volontario, valutazione non condivisa dai genitori del ragazzino, assisti dagli avvocati Stefano Maccioni e Sergio Maglio.

Nel provvedimento col quale il gip Gaspare Sturzo chiede alla Procura di formulare un nuovo atto d’accusa nei confronti del docente, per l’accusa di omicidio colposo, si legge che l’insegnante sarebbe rimasto a chiacchierare con un collega, incorrendo così nella “violazione di un dovere specifico di vigilanza”: un comportamento che “ha determinato o comunque ha fatto parte dello sviluppo causale che ha consentito” al ragazzino “di trovarsi senza sorveglianza alcuna nei pressi di un luogo pericoloso come la ringhiera al piano superiore e per goliardia o per spinta o per decisione propria, cadere nel vuoto e perdere la vita”. 

RESPINTA LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DELLA PROCURA

Per tre dirigenti dell’istituto invece, sui quali era stata già decisa l’archiviazione, pende un reclamo che verrà deciso il 20 giugno.

“Finalmente abbiamo sentito affermare che nessuno vigilava su nostro figlio in un luogo pericoloso come quella scala durante l’orario scolastico e che non è salito da solo, né si può affermare se vi sia stata una rissa, una goliardata o un gesto volontario, ma che è certo che quanto accaduto si sarebbe potuto evitare” commentano i genitori del 13enne, Gianmarco e Angela Mattiello.

“Dopo 5 anni di negligenze incomprensibili, un passo verso la verità; ma lo sdegno resta per il tempo perso. Peraltro i responsabili dell’Istituto Santa Maria non ci hanno mostrato alcuna vicinanza” aggiungono.

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Cronaca

Senza patente e sorvegliato, rubano due auto, bloccati in A1

– Uno non aveva mai conseguito la patente di guida, l’altro

aveva l’obbligo di presentarsi dai carabinieri di Salerno tre volte

alla settimana: entrambi sono stati fermati dagli agenti della Polizia

in servizio nella sottosezione A1 di Cassino: li hanno scoperti alla

guida di due auto rubate dopo averle intercettate ed inseguite lungo l’autostrada.

La prima auto fermata è una Fiat 500 rubata nel centro abitato di Salerno.

VETTURE RUBATE A SALERNO E CEPRANO

Il conducente è stato segnalato alla procura della Repubblica di

Cassino per ricettazione e sanzionato di 5mila euro perché guidava senza patente, non avendola mai conseguita Nelle ore successive,

la stradale notava sull’A1 una Fiat Panda che procedeva verso sud

con una vistosa lezione della serratura sul lato del conducente.

Dagli accertamenti effettuati il veicolo risultava rubato nella mattinata

a Ceprano, in provincia di Frosinone: alla guida c’era una persona con l’obbligo di presentazione ai carabinieri della provincia di Salerno tre giorni alla settimana ed avere il divieto di ritorno nel comune di Frosinone. Anche lui è stato denunciato per ricettazione.

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Cronaca

Morto in incidente a Roma, imputato condannato a sei anni

Il gup di Roma ha condannato a sei anni di carcere Pietro Miele

per l’accusa di omicidio stradale aggravato per la morte di Aldo Abbrugiati, deceduto il primo ottobre scorso mentre era sul

Grande Raccordo Anulare.

Il giudice, al termine di un processo svolto con il rito abbreviato,

ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 250 mila euro in favore dei familiari che erano presenti in aula e sono apparsi visibilmente commossi dopo la lettura delle sentenza.

43ENNE ACCUSATO DI OMICIDIO STRADALE. LO SCONTRO AVVENNE SUL GRA

Il giudice non ha concesso le attenuanti generiche: l’imputato è risultato positivo al test dell’alcol.
Miele, 43 anni, travolse con la sua auto, che viaggiava a 160 chilometri orari, quella su cui viaggiava il 20enne.