Categorie
Cronaca

Ricercato in manette in zona Quarticciolo

Ricercato in manette in zona Quarticciolo, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina. A seguito di un normale controllo in via Manfredonia zona Quarticciolo, i militari hanno fermato e sottoposto a un controllo un uomo che, alla richiesta di fornire le proprie generalità per essere identificato, ha fornito un nome e cognome risultato poi essere falso e nel tentativo di eludere il controllo ha tentato di darsi alla fuga e ha spintonato e colpito i militari, ferendoli lievemente.

Raggiunto e identificato come ricercato

Raggiunto poco dopo, i militarti hanno bloccato l’uomo, poi condotto in caserma per essere identificato. Scoperta la vera identità dell’uomo, un 33enne originario del Marocco, senza fissa dimora, è risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma per cui dovrà scontare la pena di anni 4 anni, 4 mesi e 20 giorni. Pertanto i militari hanno arrestato il 33enne e lo hanno tradotto nelle camere di sicurezza, in attesa di essere portato in carcere. Denunciato altresì poiché gravemente indiziato per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale e false dichiarazioni sulle proprie generalità.

Categorie
Cronaca

Porto abusivo di armi e munizioni: 28enne arrestato sul GRA

Porto abusivo di armi e munizioni: 28enne arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma. Nel corso di un normale controllo alla circolazione stradale, l’uomo è stato notato in atteggiamento sospetto, a bordo della sua auto, auto lungo la carreggiata esterna del G.R.A. all’altezza del km 35.

Ispezione e perquisizione

Una volta fermato l’uomo è apparso subito nervoso e a quel punto i Carabinieri hanno deciso di approfondire con una ispezione dell’auto e una perquisizione personale e hanno rinvenuto una pistola marca Carl Walther calibro 9, comprensiva di 2 serbatoi, risultata rubata lo scorso 12 dicembre 2021 nel corso di un furto in abitazione, una pistola semiautomatica marca Beretta calibro 7.65, non censita nella banca dati delle forze dell’ordine, comprensiva di caricatore contenente 6 proiettili, e 62 proiettili sfusi calibro 9×21.

Carabinieri anche nell’abitazione

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno poi deciso di perquisire anche la sua abitazione, in zona Labaro, dove hanno rinvenuto un altro proiettile calibro 9×21 e due passamontagna. Le armi, l’auto e il materiale rinvenuto sono stati sequestrati. L’arresto del 28enne è stato convalidato dal tribunale di Roma che, ha disposto per lui la misura cautelare in carcere.

Categorie
Cronaca

Strage di Fidene, sequestrata l’armeria del poligono

Su richiesta della Procura di Roma i carabinieri del nucleo investigativo di via in Selci hanno dato esecuzione ad un provvedimento del gip

di sequestro preventivo dell’armeria del poligono di tiro di Tor di Quinto nell’ambito del procedimento sulla strage compiuta da Claudio Campiti l’11 dicembre scorso che provocò la morte di quattro donne nel corso

di una riunione di condominio.

L’uomo aveva prelevato la pistola utilizzata a Fidene proprio nell’armeria del poligono.

INDAGATO PRESIDENTE DELLA SEZIONE TIRO A SEGNO

Con il sequestro il gip dispone il “divieto di effettuare il noleggio, a qualunque titolo, delle armi di proprietà del Tiro a Segno Nazionale-Sezione Roma e che abbiano accesso alle linee di tiro esclusivamente i soggetti titolari di una autorizzazione di Ps, se muniti di un’arma di esclusiva proprietà”.
In questo segmento di indagine risultano indagati anche il presidente della Sezione Tiro a Segno Nazionale di Roma e un dipendente.
Nei loro confronti, a seconda delle posizioni, vengono contestati reati sulla custodia e controllo delle armi.

Categorie
Cronaca

Perseguita un 29enne, sacerdote condannato per stalking

 Il Tribunale di Cassino ha condannato ad un anno e nove mesi

(con pena sospesa ed obbligo di sottoporsi ad un periodo di riabilitazione) un prete del clero de L’Aquila di 65 anni

riconosciuto colpevole di ‘atti persecutori’ nei confronti di un 29enne.

Ad un collaboratore del religioso è stata inflitta una pena di

dieci mesi per il concorso nello stesso reato mentre un terzo imputato

è stato assolto.

UN ANNO E NOVE MESI CON OBBLIGO DI SEGUIRE PERCORSI RIABILITATIVI

La vittima ha denunciato di riceve messaggi e subire invadenze

nella sua vita personale, così insistenti da obbligarlo a cambiare abitudini; ha segnalato che erano state piazzate alcune microcamere

sul suo luogo di lavoro per spiarne i movimenti e le abitudini.

Tutto dalla primavera del 2020 poco dopo avere lasciato un’associazione religiosa prendendone le distanze.

Anche per questo le indagini si erano concentrate sul sacerdote e due collaboratori, nessuno dei quali risulta avere esercitato il suo ministero pastorale nelle diocesi della provincia di Frosinone.
Il giudice delle udienze preliminari li ha condannati con il rito abbreviato, assolvendo uno dei due collaboratori. 

Categorie
Cronaca

Roma. Truffatori raggirano 90enne e scappano con oro e diamanti

La piu’ ingente truffa agli anziani mai messa a segno nella Capitale.

A detenere l’amaro primato una 90enne, raggirata con la tecnica

della finta spedizione.

A contattarla telefonicamente un uomo che si è spacciato per il figlio.

COLPO DA 200.000 EURO

Poi l’arrivo del complice a cui l’anziana ha consegnato un bottino del valore di circa 200mila euro. 

Lo sciacallaggio urbano ha cominciato a prendere corpo nel primo pomeriggio di martedì 9 maggio quando al telefono fisso della 90enne residente nella zona di Tomba di Nerone, a Roma Nord, è arrivata una chiamata: “Mamma sono io – le parole del truffatore spacciatosi per il figlio della donna – devo ritirare un pacco alle poste ma non posso pagarlo”.

La donna trasecola per il fantomatico figlio in difficoltà che poi senza mezzi termini le dice: “Sta per arrivare un funzionario a casa, puoi dargli quello che hai in cassaforte”. 

L’ANZIANA ERA STATA CONTATTATA DA UN UOMO SPACCIATOSI PER IL FIGLIO

Nemmeno il tempo di comprendere cosa stesse accadendo che alla porta dell’appartamento della signora sulla via Cassia si presenta il complice del truffatore, ancora al telefono con la donna per non permetterle di contattare il figlio – quello vero – o le forze dell’ordine.

L’anziana è confusa, apre la porta a quello che dovrebbe essere un amico del suo ragazzo e gli consegna tutto quello che ha in cassaforte: oro, monili, soldi e diamanti. Un ricco bottino, da circa 200mila euro, con l’uomo che si è poi dileguato presumibilmente insieme al complice che lo stava aspettando in strada in auto.

La donna telefona al vero figlio e scopre di essere stata truffata.

Uno choc per la 90enne. Richiesto l’intervento al 112 a Roma Nord

sono intervenuti gli agenti del commissariato Ponte Milvio di polizia. Raccolta la testimonianza della donna gli investigatori hanno cominciato la caccia ai truffatori, riusciti a dileguarsi con l’ingente bottino. 

Categorie
Cronaca

Operazione ‘Friends’, usavano bambini per nascondere la cocaina

Spesso usavano i loro bambini per nascondere la cocaina durante

gli spostamenti tra Frosinone, Campobasso e Isernia: si tratta di

due coppie di coniugi di etnia rom che hanno messo in piedi un’organizzazione criminale dalla quale si rifornivano centinaia

di clienti.

I quattro sono stati arrestati all’alba quando è scattata l’operazione antidroga dei carabinieri denominata ‘Friends’.

A CAMPOBASSO ARRESTATE DUE COPPIE DI CONIUGI

I militari di Campobasso insieme allo Squadrone Cacciatori Puglia, intervenuto per la prima volta in Molise, e con i cani antidroga della Finanza e un elicottero partito da Pescara, hanno effettuato anche molte perquisizioni nelle case dei 20 indagati complessivi operando non solo a Campobasso, ma anche a Isernia e Frosinone.

Il luogo di rifornimento della cocaina era infatti il basso Lazio

dove vivono alcuni parenti stretti degli arrestati.

Nel corso di una conferenza stampa il comandante provinciale dell’Arma Luigi Dellegrazie e il colonnello Alfredo Zerella hanno fornito i dettagli dell’inchiesta coordinata dal procuratore Nicola D’Angelo e dal sostituto Elisa Sabusco.

I quattro arrestati, che hanno tra 37 e 55 anni, utilizzavano al telefono nomi in codice per indicare la droga da consegnare cioè “polli”, “birre” o “pacchetti di sigarette”, ma molto spesso anche il termine “amici”, da qui il nome in inglese dell’operazione “Friends”. I coniugi talvolta usavano i loro bambini per nascondere la droga durante gli spostamenti.

IL LORO QUARTIER GENERALE ERA LA ZONA DI SAN GIOVANNI

L’indagine è stata seguita dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, gli indagati a vario titolo di concorso.

Il loro quartier generale era nella zona di San Giovanni dove sono

stati documentati con le intercettazioni duemila episodi di spaccio. L’uomo considerato il capo dell’organizzazione, 37 anni, che

al telefono ai suoi complici ricordava che “non siamo la Caritas”,

è difeso insieme alla moglie dall’avvocato Nicolino Cristofaro.

Categorie
Cronaca

Cassonetti in fiamme sulla via Tiburtina, due secchioni bruciati a Palmiro Togliatti

Tra i problemi con cui deve fare i conti Roma, anche quello dei cassonetti dati alle fiamme, come successo ultimamente sulla

via Tiburtina. L’episodio avvenuto nel quadrante del IV Municipio capitolino, si sarebbe presentato al confine tra i quartieri di Pietralata

e Tiburtino III. Come sempre più spesso accade in queste casi, ad appiccare il fuoco sono ignoti.

Più chiara la conta dei danni, considerato come il fuoco propagato

dal cassonetto ha dato origine a un forte incendio sulla stessa strada.

TRE CASSONETTI DATI ALLE FIAMME SULLA TIBURTINA

La zona est di Roma nel mirino dei vandali, considerato come nelle ultime 24 ore sono almeno tre i cassonetti dati alle fiamme tra la zona del Tiburtino e l’area di viale Palmiro Togliatti. Sul Tiburtino, ad andare a fuoco sarebbe stato un cassonetto: qui, qualcuno avrebbe fatto esplodere un petardo all’interno del contenitore. La scintilla emessa dallo scoppio, avrebbe innescato un fuoco con i rifiuti presenti all’interno dello stesso cassone. Un modo che avrebbe alimentato le fiamme fino a farle diventare alte, che prendendo forza hanno attecchito anche sugli altri cassonetti AMA vicini a quello che stava andando a fuoco. 

INDAGINI DELLA POLIZIA LOCALE PER RISALIRE AI RESPONSABILI

Chi ha appiccato le fiamme all’interno del cassonetto della via Tiburtina, non si è curato dell’ora per mettere in piedi la propria azione vandalica. Infatti, avrebbe appiccato il fuoco nella giornata di stamattina, ignorando completamente la possibilità di essere visto da eventuali testimoni. Sul posto sono subito intervenuti i Vigili del Fuoco, che con grande pazienza sono riusciti a domare e spegnere le fiamme. Presenti anche gli agenti della Polizia Locale, che oltre a deviare il traffico per consentire le manovre per spegnere i fuochi, dovranno aprire un’indagine per risalire ai responsabili dell’azione. Non la prima nella zona, considerato come in queste ore siano andati in fiamme anche diversi cassonetti sulla Palmiro Togliatti. 

Categorie
Cronaca

Furti di carte di credito ad anziani: due arresti in zona Balduina

Furti di carte di credito ad anziani: due arresti della Polizia. A seguito di approfondite indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, gli agenti hanno proceduto, nei giorni scorsi, all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti di 2 persone di origine rumena, un uomo di 51 anni e una donna di 25 anni, gravemente indiziati di aver commesso, a vario titolo, i reati di furto, ricettazione ed indebito utilizzo di carte di credito commessi ai danni di ultrasettantenni.

Furti avvenuti in zona Balduina

L’indagine è scaturita da una serie di denunce per smarrimento o furti di portafoglio e per successivo utilizzo fraudolento di metodi di pagamento, avvenuti nella zona Balduina, presentate nell’ultimo biennio presso il commissariato Monte Mario da parte di soggetti ultrasettantenni. A seguito delle scrupolose indagini effettuate dagli investigatori di via Guido Alessi e alla disamina delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza presenti presso i vari istituti di credito coinvolti, nonché alle dichiarazioni rese dalle vittime in sede di denuncia e alla geolocalizzazione delle utenze telefoniche utilizzate dai soggetti, è stato possibile risalire ai presunti autori di detti reati.

Transazioni illecite da importi elevati

Questi, entrati in possesso delle carte di credito dei malcapitati, poiché direttamente acquisite o ricevute da terzi soggetti ancora da identificare, erano soliti effettuare più transazioni illecite in un breve lasso di tempo e caratterizzate da importi molto elevati. I poliziotti, pertanto, alla luce degli elementi di prova raccolti durante tutto il periodo di indagine sono riusciti a ricostruire la vicenda e a risalire alla loro identità, assicurandoli alla giustizia. La Procura inquirente, alla luce di detti elementi di prova, ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma l’emissione di una misura cautelare nei confronti degli indagati. Il GIP ha accolto tale richiesta ed ha emesso a carico dei tre la misura cautelare degli arresti domiciliari, che solo per un 35enne loro complice non è stata eseguita poiché ancora non rintracciato.

Categorie
Cronaca

Lite tra clochard: arresto dei Carabinieri in via Nazionale

Lite tra clochard: arresto dei Carabinieri della Stazione Roma Quirinale e del Nucleo Roma Scalo Termini. I militari hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un clochard italiano di 52 anni, con l’accusa di tentato omicidio ai danni di un clochard egiziano di 33 anni, avvenuto lo scorso 1° maggio in via Nazionale. La vittima fu trovata, nel pomeriggio, accasciata sul marciapiede in via Nazionale angolo via Milano con una ferita da arma da taglio fra collo e spalla e soccorsa da personale del 118. Sul posto erano poi intervenuti i Carabinieri della Stazione di Roma Quirinale che, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno avviato le indagini.

Lite e accoltellamento

Dalle prime testimonianze raccolte, il 33enne risultava essere stato colpito con un’arma da taglio da un soggetto, anch’egli clochard, col quale poco prima aveva avuto un acceso diverbio iniziato a bordo dell’autobus linea 64 e poi degenerato sul marciapiede della fermata “Esposizione” di via Nazionale. I Carabinieri avevano anche rinvenuto e sequestrato un taglierino insanguinato a terra. Attraverso le informazioni raccolte dai testimoni, l’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona e la denuncia della vittima, si è giunti all’identificazione del 52enne.

Ricerche dei Carabinieri

Le serrate ricerche nei luoghi in cui era già stato precedentemente controllato, ha permesso ai Carabinieri di rintracciarlo e bloccarlo all’interno del parco di Colle Oppio, luogo che frequentava per la vicina mensa della Caritas. Il movente del gesto sarebbe riconducibile ad una lite per futili motivi legati alla divisione di generi di prima necessità. Il 52enne è stato portato nel carcere di Regina Coeli dove il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato il fermo.

Categorie
Cronaca

Protesta ‘Ultima generazione’ a piazza Navona, pm avvia inchiesta

“Deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici”. Per questa accusa gli inquirenti della

Procura di Roma hanno aperto fascicolo d’inchiesta in relazione

alla protesta del gruppo ambientalista di Ultima Generazione, che

sabato scorso, il 6 maggio, hanno versato carbone vegetale diluito in acqua nella Fontana dei Quattro Fiumi, a piazza Navona.

INQUIRENTI AVVIANO FASCICOLO DOPO INFORMATIVA POLIZIA LOCALE

Gli accertamenti sono stati avviati dai magistrati per la tutela del patrimonio culturale, coordinati dal procuratore aggiunto

Angelantonio Racanelli, sulla base di una prima informativa degli investigatori della Polizia Locale.

Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio chi indaga vuole accertare se sono stati causati danni al monumento divenuto oggetto

del blitz e se in questo senso può esser contestato il danneggiamento. Allo stato la pena potrebbe arrivare fino a 4 anni.