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Cronaca

Roma. Ladro seriale di cibo: faceva spesa gratis nella mensa della scuola

Entrava di soppiatto nell’istituto comprensivo Olcese quando c’era

lo scarico merci e, una volta dentro, saccheggiava la mensa, di fatto facendo la spesa gratis.

Un vero e proprio incubo per il dirigente scolastico, me anche – e soprattutto – per i genitori degli alunni che vanno a scuola lì.

Il ladro seriale, dopo una settimana di appostamenti anche in borghese, 

è stato preso dai carabinieri di Tor Tre Teste e della compagnia Casilina. 

L’uomo è stato pizzicato dopo aver sfondato la porta a vetri della scuola, nella sede di via del Pergolato, per poi dirigersi verso la mensa e

rubare del cibo. Furti che, secondo quanti si apprende, si erano ripetuti nel tempo.

I CARABINIERI FERMANO IL LADRO E IL PRESIDE SI CONGRATULA

Saputo dell’arresto il dirigente scolastico dell’Olcese ha ringraziato i militari per l’indagine:

“Si tratta di un grande segnale che, dando maggiore sicurezza e tranquillità a tutti, soprattutto ai nostri studenti, ci fa percepire che non siamo soli nel difendere e tutelare la nostra scuola, i nostri alunni. Salvaguardare la scuola e investire in essa vuol dire, in definita, investire nel futuro della nostra società”.

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Autista di un bus aggredito a Roma. Preso a pugni per non essersi fermato in un punto non previsto

L’aggressione, lunedì sera, a Roma, su un bus della linea 412.

Il mezzo stava percorrendo via Tuscolana quando un passeggero pretendeva di scendere in un punto in cui la fermata non era prevista.

Al rifiuto del conducente l’uomo, superando i divisori che separano l’abitacolo di guida dal resto del mezzo, ha colpito con un pugno l’autista e ha danneggiato la porta che gli permetteva di lasciare

il posto di guida facendola bloccare.

CACCIA ALL’AGGRESSORE, FUGGITO AL SUONO DELLE SIRENE

Sul posto i carabinieri della stazione San Giovanni che hanno ascoltato l’autista, un romano di 54 anni, liberato dai vigili del fuoco ancora intrappolato per la porta bloccata e portato al pronto soccorso del San Giovanni dove è stato giudicato guaribile in 20 giorni per una lussazione della spalla. L’aggressore, fuggito al suono delle sirene, sarebbe secondo i testimoni un uomo dell’Est Europa.

Al vaglio dei militari i filmati delle telecamere del bus.

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Sneakers rapinate a un 14enne, recuperate dai Carabinieri

Sneakers rapinate a un 14enne, recuperate dai Carabinieri della Stazione di Roma Vittorio Veneto, che hanno identificato, rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto, un cittadino egiziano di 20 anni, senza fissa dimora, gravemente indiziato del reato di rapina impropria nei confronti di un minore.

Sneakers rapinate a Colle Oppio

La mattina del 5 maggio, un 14enne, alla presenza della mamma, ha denunciato, presso la Stazione Carabinieri di Via Veneto, di essere stato rapinato delle sue sneakers, icona degli anni 80, diventate oggetto di culto nei nostri giorni, mentre si trovava nel parco di Colle Oppio. Il ragazzo ha raccontato di essere stato circondato da un gruppo di ragazzi, verosimilmente di origini nordafricane che si sono impossessati delle sue scarpe, poggiate per terra vicino allo zaino. Nel tentativo di recuperare le costosissime scarpe di tendenza, diventate oggetto di culto, la vittima avrebbe inseguito il gruppo, venendo tuttavia bloccato da uno di essi che gli avrebbe sferrato alcuni calci alle gambe, per poi darsi alla fuga.

Scarpe riconosciute dal ragazzo

Poco più tardi però intorno alle 19 circa, in piazza del Colosseo, il 14enne mentre passeggiava ha riconosciuto tra la folla un ragazzo che portava ai piedi le sue scarpe e ha dato l’allarme. I Carabinieri della Stazione di Roma Vittorio Veneto, giunti sul posto hanno portato in caserma la persona indicata dal minore come autore della rapina. Al termine di ulteriori accertamenti e riscontri sono stati raccolti elementi indiziari a carico del 20enne per cui è stato sopposto a fermo di indiziato di delitto e condotto in carcere dove il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato il fermo. Le scarpe sono state restituite al ragazzo minorenne.

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Truffa del finto incidente sventata a Torpignattara

Truffa del finto incidente sventata dai Carabinieri della Stazione di Roma Torpignattara che, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 28 anni, già con precedenti, gravemente indiziato del reato di estorsione aggravata in danno di una donna anziana. Fondamentale l’intervento del portiere e del giardiniere dello stabile presenti in quel momento che hanno notato l’uomo allontanarsi dall’abitazione dell’anziana e hanno dato l’allarme, consentendo ai Carabinieri di arrestarlo.

Vittima della truffa 88enne romana

La vittima, una 88enne romana, era stata contattata al telefono da un uomo che, riferendo di essere un avvocato, le chiedeva di pagare una somma pari a 10.000 euro quale risarcimento per un fantomatico investimento pedonale causato dal figlio della donna. Il finto avvocato ha riferito alla vittima che a breve si sarebbe presentato presso la sua abitazione per ritirare la somma pattuita. La vittima, dopo aver ricevuto un’altra telefonata, dove l’interlocutore si spacciava per il figlio, che confermava l’episodio del finto incidente stradale, in totale buona fede e temendo per le sorti del proprio congiunto, ha consegnato la somma di 1.000 euro al 28enne che si era presentato a casa della donna.

Segnalazione determinante

Il portiere e il giardiniere con il loro intuito hanno consentito ai Carabinieri della Stazione di Roma Torpignattara di arrestare l’uomo. Era in possesso della somma di 1.000 euro e due telefoni cellulari. I carabinieri hanno condotto uomo al Tribunale di Roma che ha convalidato l’arresto e disposto per lui, la misura degli arresti domiciliari.

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Polizia Penitenziaria sotto attacco a Regina Coeli

Polizia Penitenziaria sotto attacco nella VII Sezione detentiva del carcere di Regina Coeli a Roma. «Si sono vissute giornate di ordinaria follia penitenziaria, nella scia della costante situazione di tensione che caratterizza le carceri laziali», ricostruisce il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE per voce del segretario nazionale per il Lazio del SAPPE Maurizio Somma:

Sabato doppia aggressione agli agenti di Polizia Penitenziaria

«Sabato, un detenuto arabo, già noto per le sue intemperanze e condannato per omicidio, ha aggredito prima l’Ispettore coordinatore della VII Sezione con una testata sul naso e poi un Agente colpendolo ad un braccio. I colleghi sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Anche sabato si era verificata un’altra aggressione, sempre nel medesimo Reparto detentivo: un Assistente Capo è stato colpito al volto da un pezzo di ceramica, staccato da uno dei sanitari del bagno e scagliato con forza verso di lui da un altro detenuto: il collega è stato colpito all’altezza dell’occhio con il grave rischio di perderlo». Per Somma, «sempre e solo grazie all’intervento del personale di Polizia Penitenziaria di Regina Coeli, in entrambi i casi si è ripristinato l’ordine e la sicurezza all’ interno della Sezione senza alcun inconveniente.

Carenza d’organico preoccupante

Lavorare in questo contesto è diventato sempre più estenuante e il personale di Polizia Penitenziaria è in seria difficoltà soprattutto per la carenza di organico. Senza la professionalità e l’alto senso del dovere profuso da tutto il personale di Polizia Penitenziaria, questi gravi eventi avrebbero di certo prodotto conseguenze molto più destabilizzanti». Aggiunge Capece: «Non passa giorno che non si verificano aggressioni, incendi ed altri gravi eventi critici nei confronti della Polizia Penitenziaria che presta servizio nelle carceri per adulti e minori della Nazione. Siamo sconcertati dall’assenza di provvedimenti in merito contro chi si rende responsabile di queste inaccettabili violenze, determinando quasi un effetto emulazione per gli altri ristretti violenti. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno. Così non si può andare avanti!».

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Roma. Ancora un anziana vittima di un estorsione da 10mila euro

Una 88enne è stata vittima di una tentata estorsione e solo grazie all’intervento del giardiniere e del portiere dello stabile è stato

evitato che il reato da 10mila euro si consumasse. I due, infatti,

hanno assistito a uno strano movimento e hanno dato l’allarme

ai carabinieri che sono prontamente intervenuti e hanno arrestato un uomo.

Gli uomini dell’Arma della Stazione di Roma TorPignattara,

coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno arrestato

in flagranza di reato un uomo di 28 anni, già con precedenti, gravemente indiziato del reato di estorsione aggravata in danno di una donna anziana.

SALVATA DA GIARDINIERE E PORTIERE DELLA PALAZZINA

È stato fondamentale l’intervento del portiere e del giardiniere

dello stabile presenti in quel momento che hanno notato l’uomo allontanarsi dall’abitazione dell’anziana e hanno dato l’allarme, consentendo ai Carabinieri di arrestarlo.

La vittima, una 88enne romana, era stata contattata al telefono da un uomo che, riferendo di essere un avvocato, le chiedeva di pagare una somma pari a 10.000 euro quale risarcimento per un fantomatico investimento pedonale causato dal figlio della donna.

Il finto avvocato ha riferito alla vittima che a breve si sarebbe presentato presso la sua abitazione per ritirare la somma pattuita.

La vittima, dopo aver ricevuto un’altra telefonata, dove l’interlocutore

si spacciava per il figlio, che confermava l’episodio del finto incidente stradale, in totale buona fede e temendo per le sorti del proprio congiunto, ha consegnato la somma di 1.000 euro al 28enne che si era presentato a casa della donna.

Il portiere e il giardiniere con il loro intuito hanno consentito ai Carabinieri della Stazione di Roma Torpignattara di arrestare

l’uomo che è stato perquisito, trovandogli la somma di 1.000 euro

e due telefoni cellulari.

L’uomo è stato condotto in carcere dove il Tribunale di Roma ha convalidato e disposto per lui, la misura degli arresti domiciliari.

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Cronaca

Bimba investita all’asilo: verso la sentenza a giugno

Udienza di discussione fissata al prossimo 19 giugno per il caso

della piccola Lavinia Montebove, investita da una macchina nel

2018 all’età di 16 mesi nel parcheggio dell’asilo nido ‘La Fattoria di Mamma Cocca’ a Velletri.

La bimba oggi ha sei anni e vive in stato vegetativo.

A processo ci sono la maestra Francesca Rocca, accusata di abbandono di minore e l’investitrice Chiara Colonnelli, che deve rispondere

del reato di lesioni colpose gravissime. La decisione è stata presa dal giudice Eleonora Panzironi nella breve udienza che si è tenuta al tribunale della cittadina.

LA PICCOLA LAVINIA DAL 2018 IN STATO VEGETATIVO, 2 DONNE IMPUTATE

Il 22 maggio ci sarà un’udienza interlocutoria per una verifica dei documenti del fascicolo processuale. “Come famiglia siamo soddisfatti. Speriamo che dopo tutto questo tempo si arrivi alla possibilità di una sentenza prima dell’estate e siamo felici del fatto che il giudice abbia presto questa decisione. Durante il processo è stato già detto e fatto per capire e conoscere la verità dei fatti, non serviva altro.
Giustizia per Lavinia!”, è il commento di Lara Liotta, mamma della bimba.

Le udienze sono riprese stamani dopo 4 mesi di stop per legittimo impedimento della conducente, che ha da poco partorito. Il giudice ha respinto le richieste delle parti che chiedevano una nuova perizia sull’incidente, l’esame di una minore presente il giorno dell’investimento e un nuovo confronto testimoniale.
“Il giudice – secondo il legale della famiglia, Cristina Spagnolo – ha ritenuto che il compendio probatorio acquisito sia già sufficiente e ha rigettato le istanze”. “A quasi 5 anni dall’incidente di Lavinia, avvenuto il 7 agosto 2018 – spiega il padre, Massimo Montebove – finalmente dovrebbe arrivare la sentenza. Speriamo bene. Speriamo di ottenere giustizia. Questo è solo il primo grado e dobbiamo correre perché il rischio prescrizione non è scongiurato. Però siamo contenti di come sia andata l’udienza di oggi”. 

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A 97 anni ritrova la compagna di scuola, incontro in videochiamata

 “Siamo cambiate, ma mi ricordo che eri bellissima, tu e tuo fratello

lo eravate.

Certo, se ti incontrassi oggi non ti riconoscerei, ma sono passati tanti anni”.

Fiorella Ingrao, a 97 anni, ha coronato il suo sogno, incontrare almeno una compagna di liceo, il Giulio Cesare di Roma.

Aveva scritto una lettera su un foglio a quadretti e aveva chiesto alla nipote Valentina di diffonderla sui social.

Da allora sono stati tantissimi a scriverle, soprattutto ex alunni, perché Fiorella ha insegnato Matematica in un liceo.

AVEVA DIFFUSO APPELLO SUI SOCIAL TRAMITE LA NIPOTE. BOOM DI RISPOSTE

 L’incontro con Serena è avvenuto tramite una videochiamata, tra ricordi, nomi e cognomi di amici di classe di più di 80 anni fa, e fatti snocciolati come fossero avvenuti il giorno prima, con una lucidità che farebbe invidia anche a un ventenne.

Fiorella ricorda anche dove era seduta in classe, mentre parla con la sua amica disegna a parole una piantina dell’aula.
La telefonata passa così, con i capelli bianchi ma lo spirito di due 97enni che ritornano ragazzine, seppure per pochi minuti.

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Tentata estorsione ad imprenditrice a Roma, due condannati

Il gup di Roma ha condannato a cinque anni di carcere Paolo Riccardo Papagni, imprenditore balneare nella zona di Ostia, e Roberto De Santis, elemento di spicco della criminalità locale noto con il soprannome

di ‘Er Nasca’, nel processo con rito abbreviato legato alla tentata estorsione, aggravata del metodo mafioso, ai danni

dell’imprenditrice Barbara Mezzaroma.

RICONOSCIUTA L’AGGRAVANTE MAFIOSA. COINVOLTO BOSS “ER NASCA”

 I due avevano chiesto 500 mila euro all’imprenditrice in cambio di protezione nell’ambito di un appalto per la realizzazione di un complesso residenziale ad Ostia.

Per questa vicenda il 26 gennaio del 2022 De Santis, già condannato in via definitiva per la gambizzazione del boss Vito Triassi avvenuta nel 2007 a Casal Palocco, venne arrestato nell’indagine della Dda coordinata dal sostituto Mario Palazzi.
L’indagine partì dalla denuncia dell’imprenditrice ai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia.

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Cronaca

Aggressione a Termini, 35enne colpito con un coccio di bottiglia

Un cittadino egiziano di 35 anni è stato aggredito ieri a Roma,

nella zona della stazione Termini.

E’ SUCCESSO IERI ALLE 19 IN VIA GIOVANNI AMENDOLA

Il fatto è avvenuto intorno alle 19 in via Giovanni Amendola.

Per motivi ancora da accertare l’uomo è stato ferito all’addome con una una bottiglia rotta all’esterno di una sala scommesse.
Il 35enne è stato trasportato dal 118 all’Umberto I dove gli sono state riscontrate ferite guaribili in 15 giorni.

Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato Viminale.