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Cronaca

Roma. Cane precipita in una buca profonda tre metri, i vigili del fuoco lo salvano

Era uscito con il suo padrone per la consueta passeggiata serale

quando è caduto accidentalmente in una buca profonda più di tre metri. 

E’ SUCCESSO IERI VERSO LE 20 A ROMA PER UN CANE DI RAZZA GOLDEN RETRIVER

Momenti di panico ieri verso le 20 a Roma per un cane di razza Golden Retriver, che si è ritrovato diversi metri sotto terra.

In suo soccorso sono arrivati i Vigili del Fuoco della Capitale.

La squadra 4/A è intervenuta in via Tricerro 99, dove grazie a

una scala si è introdotta nella buca e ha tirato fuori il cane, che

è stato poi riaffidato al suo padrone in buone condizioni di salute.

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Cronaca

Due ragazze aggredite da un cinghiale nel centro di Sora

Due ragazze, rispettivamente di 16 anni e 18 anni, sono state

aggredite nel primo pomeriggio da un cinghiale di media taglia

mentre passeggiavano a ridosso del centro storico di Sora insieme al loro cane.

L’ungulato si è avventato sul cane e nella carica ha travolto anche

le due adolescenti, dandosi poi alla fuga.

MENTRE PASSEGGIAVANO CON IL CANE, FERITE LIEVEMENTE

Le ragazze sono state refertate al Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Trinità della città. Hanno riportato lievi lesioni.
Del caso si stanno occupando gli agenti della Polizia Locale che nei giorni scorsi avevano già catturato un cinghiale di grossa taglia che si aggirava a ridosso del centro urbano, mentre questa mattina hanno preso nove cuccioli.
Gli uomini del comandante Dino Padovani in accordo con la Regione Lazio stanno organizzando l’installazione di apposite gabbie nelle zone di avvistamento.
In provincia di Frosinone, negli ultimi giorni, sono stati diversi gli avvistamenti di cinghiali nelle zone abitate.

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Roma, deteneva oltre 100 chili di droga, fermato pregiudicato

Detenzione ai fini di spaccio di 107 chili di droga e tre sequestri di persona a scopo di estorsione.

Sono i reati che hanno portato i carabinieri del Nucleo Investigativo

di Roma ad eseguire un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Leonardo Bennato, pregiudicato di 44 anni e in passato coinvolto

nella maxindagine Grande raccordo criminale.

Il provvedimento è stato emesso dai magistrati della Dda capitolina. 

DAI CARABINIERI IN UNA INDAGINE DELLA DDA DI ROMA

Il fermo di Bennato è stato effettuato ieri pomeriggio a Ladispoli: l’interrogatorio di convalida avverrà davanti al gip di Civitavecchia. L’indagato è accusato di avere gestito, assieme ad Elias Mancinelli,

un ingente quantitativo di cocaina poi sottratta a Gualtiero Giombini a cui era stata affidata. Dopo il furto, Bennato ha tenuto sotto sequestro Giombini per alcuni giorni in una baracca picchiandolo per ottenere informazioni utili per recuperare la cocaina sottratta. Il fermato ha quindi ottenuto il nome di chi aveva messo a segno il furto, Cristian Isopo, che è stato anch’egli sequestrato e aggredito fino a quando non gli ha restituito 77 chili circa della droga sottratta. Poi ha sequestrato due donne B. A. e R. A., allo scopo di farsi restituire ulteriori 7,7 chili circa della cocaina sottratta.
Il nome di Bennato spunta anche nelle carte dell’indagine sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, freddato un colpo di pistola nell’agosto del 2019 in un parco della Capitale.

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Roma, distrutti i finestrini di otto auto a Torraccia

Via Francesco Paolo Bonifacio, via Donato Menichella,

via Alberto Asquini e via Guido Astuti. Ad accomunare le quattro strade della periferia romana una lunga scia di danni e furti sulle auto in sosta. Una notte criminale con una banda di ladri che ha svaligiato buona

parte delle vetture danneggiate. A raccontare l’amara sorpresa

all’uscita dalla palestra una ragazza, a cui i predoni hanno distrutto

il vetro deflettore posteriore “ma non hanno rubato niente”. 

FRA LA NOTTE E LA MATTINATA DI MERCOLEDI’ 8 LE MACCHINE PRESE DI MIRA

La scia di furti nel quartiere di Torraccia, periferia nord est della Capitale, ultimo quartiere del IV municipio Tiburtino al confine con i comuni di Fonte Nuova e Guidonia Montecelio. Qui fra la notte e la mattinata di mercoledì sono state almeno otto le macchine prese di mira. “Ho lasciato la mia Opel Corsa nel parcheggio della palestra intorno alle 8:30 – racconta una delle vittime a RomaToday –. Alle 11:30 quando sono uscita ho trovato la brutta sorpresa”.

“Oltre alla mia auto ho parlato con un’altra donna che mi ha detto che la sua macchina era stata danneggiata, dopo essere stata colpita da un sasso”. La ragazza si è poi recata in caserma per denunciare l’accaduto dopo aver chiamato al numero unico per le emergenza la polizia. 

ALTRE 7 VETTURE DANNEGGIATE ANCHE IN VIA MENICHELLA

Via Francesco Paolo Bonifacio ma non solo, altre 7 vetture sono infatti state danneggiate nelle stesse ore anche in via Menichella, dove nel mirino dei ladri è finito anche un furgone e nelle vicine via Guido Astuti e via Albero Asquini. Nel mirino dei ladri Fiat Panda, Toyota Yaris e delle Renault.

Una lunga scia di furti e vetri rotti, con i residenti di Torraccia che sui gruppi social chiedono maggiori controlli:

“È da un po’ che Torraccia è presa di mira. Mancano i controlli. Siamo nelle mani di delinquenti che agiscono indisturbati”. 

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Maxi-frode Superbonus, 100 indagati e sequestro 110 milioni

Un sequestro di 110 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia

di Finanza di Verona nei confronti di 13 società, e 14 persone, per una frode messa relativa alle misure del bonus facciate.

I finanzieri hanno operato tra le province di Roma, Verona, Vicenza, Padova, Brescia e Milano dopo aver accertato l’esistenza di persone

che avevano usato in maniera distorta le misure agevolate per

gli interventi edilizi, sotto forma di crediti d’imposta cedibili a terzi

e utilizzabili in compensazione, o monetizzabili presso le banche.

INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA SU 13 SOCIETA’ OPERANTI IN DIVERSE REGIONI

Sono un centinaio gli indagati, perchè nella frode sono coinvolti tutti coloro che hanno partecipato alla generazione dei crediti inesistenti,

e alla compilazione dei Cir con le particelle catastali di immobili fittizi.
E’ stato scoperto un sistema di frode con il quale erano stati

comunicati all’Agenzia delle Entrate crediti d’imposta inesistenti

sul bonus “facciate” per oltre 84 milioni di euro.
Alcune delle società sono risultate prive di strutture e mezzi per

la realizzazione degli interventi edilizi oggetto di bonus;

la maggior parte delle persone fisiche che avevano ceduto il credito d’imposta per dichiarati lavori edilizi alle 6 società indagate,

non era proprietaria di alcun immobile; i lavori, mai eseguiti, sono

stati dichiarati all’Agenzia delle Entrate con dati catastali artefatti, relativi a immobili inesistenti.

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Finto nipote smascherato e in manette

Finto nipote smascherato e in manette, grazie agli incontri con il comandante dei Carabinieri della stazione di Centocelle. I militari hanno arrestato in flagranza di reato un giovane italiano di 22 anni, di Napoli, già con precedenti, gravemente indiziato del reato di truffa aggravata ai danni di un’anziana di 83 anni nonché di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Finto nipote e finto direttore poste

Lo scorso pomeriggio, la vittima è stata contattata telefonicamente da due persone, una che si è finta il nipote e l’altra come direttore delle poste, riferendole che avrebbe dovuto saldare un debito del nipote di 4000 euro, al fine di evitare guai giudiziari. L’anziana, memore delle raccomandazioni ricevute dal maresciallo, comandante della Stazione dei Carabinieri di Roma Centocelle, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione delle fasce più deboli, circa le tipologie di truffe ai danni degli anziani, ha immediatamente contattato i Carabinieri che hanno così predisposto un mirato servizio.

22enne arrestato dai Carabinieri

Poco dopo, il 22enne si è presentato sotto l’abitazione della donna ed è stato così raggiunto dai Carabinieri. Il giovane per evitare l’identificazione ha cercato di divincolarsi ma è stato bloccato e condotto in caserma. Ieri mattina nel corso del rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato.

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Furti in abitazione: due arresti in flagranza al quartiere Trieste

Furti in abitazione: due arresti in flagranza di reato al quartiere Trieste. In manette due georgiani, gravemente indiziati di aver messo a segno alcuni furti in un palazzo del quartiere. Erano da poco passate le sei del mattino quando all’1 1 2, il numero unico per le emergenze, è arrivata la segnalazione di un cittadino che aveva visto strani movimenti su un terrazzo. La sala operativa della Questura di Roma ha inviato subito “due macchine”; un equipaggio del commissariato Vescovio e uno del Distretto Salario Parioli. I poliziotti, coordinandosi alla perfezione, si sono divisi i compiti coprendo così tutte le possibili vie di fuga. La strategia si è rivelata fruttuosa e sono stati fermati 2 uomini nativi della Georgia, un 34enne ed un 39enne, mentre cercavano di lasciare il palazzo: il primo aveva in tasca un grimaldello mentre l’altro i guanti ed un cacciavite.

Furti in due appartamenti

Dopo gli accertamenti del caso è emerso che due appartamenti erano stati appena svaligiati. I due georgiani sono stati arrestati perché gravemente indiziati del reato di furto in abitazione. Il giorno seguente la Procura di Roma ha chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale, la convalida dell’operato della Polizia di Stato e la misura della custodia cautelare in carcere per entrambi.

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Operazione Cnosso in corso dalle prime luci dell’alba

Operazione Cnosso in corso dalle prime luci dell’alba. I Carabinieri della Compagnia Roma Centro, coadiuvati da altri militari del Gruppo Carabinieri di Roma e supportati dal Nucleo Carabinieri Cinofili di “Santa Maria di Galeria”, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 15 persone, cittadini italiani, bengalesi, romeni e tunisini (12 custodie cautelari in carcere e 3 agli arresti domiciliari) emessa dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana e produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope (artt. 73 – 74 del D.P.R. 309/1990).

Operazione scattata dopo l’ordinanza del GIP a seguito di un anno di indagini

L’ordinanza del Gip ha accolto le richieste avanzate dalla Procura della Repubblica di Roma DDA nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “Cnosso”. Le attività di indagine, durate quasi un anno e condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro sotto la direzione della DDA della Procura Capitolina, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di una struttura operativa di una stabile associazione criminale, principalmente costituita da cittadini italiani attivi nel traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), che nel popolare quartiere di Torpignattara avevano costituito una fiorente piazza di spaccio, ben delineata per compiti e obiettivi, organizzata in vedette e controlli posti a supporto e difesa della zona e con una turnazione di soggetti dediti allo spaccio tali da garantire un flusso ininterrotto di illeciti affari.

Accertamenti dei Carabinieri

Gli accertamenti effettuati dai Carabinieri hanno altresì permesso di arrestare durante l’operazione Cnosso altri cittadini italiani, non appartenenti alla predetta associazione, ma comunque operanti in ulteriori due piazze di spaccio ubicate in via Rovetti e nel limitrofo quartiere del Pigneto, ritenuti responsabili di illecite cessioni delle medesime tipologie di stupefacenti, peraltro molto richieste in un contesto densamente popolato come quello dei quartieri Pigneto e Torpignattara, da sempre protagonisti della “movida romana” e di una massiccia presenza di studenti universitari.

Servizi di osservazione e pedinamento

I servizi di osservazione e pedinamento, le riprese fotografiche e filmate nonché l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno consentito ai militari di delineare i vari schemi operativi dell’associazione attiva nel quartiere di Torpignattara, delineando una struttura tipicamente piramidale, suddivisa in livelli essenziali, ciascuno con le proprie specifiche competenze: dalla gestione della contabilità degli affari e dell’individuazione di idonei luoghi ove poter custodire, confezionare e distribuire la droga fra i vari pusher, alla vigilanza costante sul corretto andamento del commercio secondo le linee guida impartite, passando per la gestione materiale dello stupefacente e alla cura dei rapporti con la rete degli spacciatori, incaricati di smerciare la droga fra i vari acquirenti sul territorio. Tutti gli affiliati, in caso di arresto, ricevevano assistenza dal sodalizio, che provvedeva alla loro tutela legale, economica e logistica.

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Maxi rissa a Fregene, uno è grave

Una maxi rissa nel giorno di Pasquetta davanti a un locale a Fregene

sul litorale romano. A farne le spese sarebbero stati alcuni giovanissimi, uno dei quali è stato trasportato dal 118 in codice rosso al Gemelli di Roma. Alla violenze avrebbero partecipato una decina di persone ma non sono chiari i motivi che l’hanno scatenata.

A dare l’allarme, sui social, è stato Massimiliano Graux, responsabile comunale FdI: “Un gruppo di delinquenti di Roma hanno pestato ragazzi di Fregene”, il post.

TRE GIOVANI TRA I 22 E 24 ANNI SONO FINITI IN OSPEDALE

La dinamica di quanto accaduto è ancora poco chiara. Di certo c’è che tre giovani tra i 22 e i 24 anni sono finiti in ospedale. Due delle vittime sono state dimesse dall’Aurelia Hospital e dal policlinico Gemelli con prognosi fra i 21 e i 30 giorni. Un altro ragazzo ha subito un’infrazione della scatola cranica: non è in pericolo di vita, anche lui al nosocomio universitario di via della Pineta Sacchetti.

Quanto basta però per far scattare una informativa alle forze dell’ordine anche se, a oggi, nessuna denuncia sarebbe stata presentata ma non è escluso che non venga fatto nelle prossime ore. 

A picchiare il gruppo di amici sarebbe stata una comitiva di Roma, tra loro anche esperti in Mma. Si cerca soprattutto un giovane tatuato soprattutto sul volto, dove sotto un occhio ha il disegno di una lacrima.

I residenti si sono sfogati sui social sollecitando una presenza massiccia delle forze dell’ordine.

Il titolare del locale – estraneo ai fatti – ha fatto sapere che sarà a disposizione in caso di una eventuale indagine.

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Roma. Picchia il commesso per rubare 160 euro di cioccolata

Ha cercato di far man bassa di cioccolata della Milka e quando

è stato scoperto ha cercato di divincolarsi di eludere il controllo, di scappare, anche colpendo l’addetto alle vendite, ma inutilmente.

Il 28enne originario del Bangladesh è finito in manette con l’accusa di rapina.

Si era impossessato di ben 160 euro di cioccolato e, pare, fosse

pronto a rivenderlo a suoi connazionali per comprarsi la droga.

E’ SUCCESSO IN SUPERMERCATO CARREFOUR IN VIALE XXI APRILE

È successo in un supermercato del Carrefour, in viale XXI Aprile,

il giorno di Pasquetta. L’uomo è entrato con in spalla uno zainetto e, pensando di non essere visto, ha iniziato a riempirlo di tavolette di cioccolata.

‘Sfortuna’ ha voluto che qualcuno lo visto eccome, un commesso e una volta in cassa, pronto a pagare alcuni prodotti, ma non i 160 euro di cioccolata, è stato fermato dagli addetti alla sicurezza.

Non è stato facile fermarlo, perché il 28enne, una svolta resosi conto di essere stato scoperto, ha cercato di divincolarsi di scappare, fino al punto da colpire ripetutamente il commesso.

Ma sono arrivati i Carabinieri e l’uomo è finito in manette. Il giovane, però, non aveva documenti con sé. I militari hanno dovuto svolgere accertamenti per stabilire chi fosse e scoprire che si trattava di una vecchia conoscenza, non nuovo a episodi del genere.

IL 28ENNE E’ STATO ARRESTATO

Già ieri mattina è dovuto comparire davanti al giudice per essere giudicato con direttisima. Ma ha scelto di restare in silenzio, non ha voluto raccontare la sua versione dei fatti. Per l’indagato ha parlato, però, il suo legale che ha chiesto di ammettere il suo assistito al rito abbreviato.

Accolta l’istanza il giudice d’udienza si è pronunciato, anche su richiesta del pubblico ministero, con una condanna a 8 mesi di reclusione e 400 euro di multa.