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Cronaca

Grottaferrata. Entra in casa della fidanzatina per rubarle smartphone e oltre 2.000 euro. Poi, distrugge anche i mobili

Un ragazzo, appena maggiorenne, di 18 anni, e tra l’altro già noto

alle forze dell’ordine, ora è gravemente indiziato dei reati di rapina

e resistenza a Pubblico Ufficiale. Il giovane era fidanzato con una ragazzina 16enne, nella cui casa si era introdotto contro il suo volere

per portarle via lo smartphone e un portafogli con ben 2.000 euro. Diciamo, dunque, che non era proprio amore tra i due.

I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI GROTTAFERRATA HANNO ARRESTATO UN 18ENNE ROMENO

I Carabinieri della Stazione di Grottaferrata hanno arrestato un 18enne romeno già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato dei reati

di rapina e resistenza a Pubblico Ufficiale. Il fatto sarebbe accaduto qualche giorno fa. Precisamente, il pomeriggio del 31 marzo scorso, a seguito di un animato diverbio per motivi di gelosia con la fidanzata, 16enne romana, il giovane si sarebbe introdotto all’interno della sua abitazione contro il suo volere e, dopo averla strattonata, le avrebbe portato via lo smartphone e un portafoglio contenente 2000 euro.

HA DISTRUTTO ANCHE I MOBILI

Ma non è tutto, perché oltre alla rapina c’è stato anche un momento di forte agitazione, durante il quale la ragazzina ha temuto il peggio. Infatti, il 18enne, prima di darsi alla fuga, ha deciso di sfogare la sua rabbia contro alcuni mobili dell’abitazione, danneggiandoli. 

La 16enne ha quindi contattato il 112 e i Carabinieri sono intervenuti immediatamente rintracciando il giovane che, alla loro vista, ha prima tentato di disfarsi del portafoglio appena sottratto, gettandolo a terra, e poi ha cercato di divincolarsi al fine di allontanarsi e sottrarsi al controllo. L’arrestato è stato condotto nel carcere di Velletri, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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Terracina. Minacce alla polizia e propaganda razzista, condannati due 20enni

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Latina ha condannato due giovani arrestati lo scorso giugno con le accuse

di fabbricazione e possesso di materiale esplodente, minaccia grave

nei confronti di appartenenti alla polizia propaganda e istigazione

a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

DUE ANNI PER LEONARDO CIRILLO E UN ANNO PER ANDREA SICIGNANO

A Leonardo Cirillo, residente nel Comune di Terracina, sono stati

inflitti due anni di reclusione, mentre per Andrea Sicignano, residente a Fondi, un anno.

I due erano comparsi lo scorso 30 marzo davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Latina per il processo con rito abbreviato.

Il pubblico ministero aveva chiesto per ciascuno una pena di tre anni

di reclusione, ma il gup si era riservato e aveva rinviato la sentenza alla giornata di ieri.
Le indagini a loro carico erano partite il seguito al ritrovamento su un’auto della polizia di un volantino dal contenuto minatorio,

nel quale una persona incappucciata tagliava la gola a un poliziotto in divisa. 

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Inquinamento ambientale dal deposito ENI di Pomezia

Inquinamento ambientale dal deposito ENI di Pomezia. I Carabinieri del NOE di Roma hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari all’ENI Spa e a due dirigenti dell’azienda ritenuti responsabili del reato di inquinamento ambientale.

Indagini sull’inquinamento

Le indagini, dirette dal Procuratore della Repubblica di Velletri Giancarlo Amato e dal Sostituto Procuratore Ambrogio Cassiani, hanno visto all’opera per circa un anno e mezzo i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico. Queste hanno permesso di accertare che dal 2019 ad oggi, il deposito di carburanti di proprietà dell’ENI Spa, situato in località Santa Palomba di Pomezia (RM), a causa della progressiva fuoriuscita di carburante da alcuni serbatoi, ha significativamente inquinato i terreni circostanti interessando, in maniera irreversibile, i tre livelli della falda acquifera.

Negligenza dell’azienda

L’attività investigativa, condotta anche attraverso accertamenti tecnici, ha messo in luce come l’azienda, per negligenza ed imprudenza, nel corso del tempo, per ottenere un risparmio sui costi dovuti all’adeguamento dei criteri di sicurezza ed alle manutenzioni, ha omesso di installare i doppi fondi in alcuni serbatoi contenenti jet-fuel e benzina e non ha provveduto ad impermeabilizzare con il cemento i bacini di contenimento attorno ai serbatoi, costituiti invece da terreno permeabile e favorendo così lo sversamento.

Contestata all’azienda anche la responsabilità amministrativa

All’azienda è stata anche contestata la responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231 del 2001 in quanto il modello organizzativo non prevedeva appositi protocolli sulla prevenzione in materia di perdita di carburanti dai serbatoi che potessero prevenire i reati ambientali.

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Furto a Lavinio: 44enne dell’Est Europa in manette

Furto aggravato a Lavinio: 44enne dell’Est Europa in manette, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Anzio. La pattuglia di Carabinieri, impegnata in un servizio perlustrativo, nel transitare nel parcheggio della stazione ferroviaria di Lavinio Lido, costantemente presidiato al fine di prevenire qualsiasi tipologia di reato, notava dei frammenti di vetro sull’asfalto nei pressi di un’auto parcheggiata e un uomo mentre rovistava all’interno.

Tentativo di furto bloccato

I miliari nell’avvicinarsi, si sono accorti che il lunotto posteriore dell’auto era stato infranto ed hanno bloccato l’uomo. Il 44enne è stato arrestato, dopo aver contattato la proprietaria dell’auto che ha sporto querela per il danno patito. L’arrestato, al termine del fotosegnalamento, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Anzio, in attesa del rito direttissimo disposto dall’Autorità Giudiziaria. Al termine del rito di convalida, l’uomo ha patteggiato una condanna di dieci mesi di reclusione, con pena sospesa.

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Rapinatore di “Gratta e Vinci” in manette

Rapinatore di “Gratta e Vinci” in manette. Gli agenti della Polizia, a seguito di approfondite indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma, nei confronti di un 40enne, gravemente indiziato del reato di rapina. Gli accertamenti svolti dagli investigatori del commissariato Porta Maggiore in seguito a 2 rapine effettuate nello stesso giorno, a distanza di poche ore, ai danni di 2 tabaccherie, hanno condotto all’individuazione del responsabile in breve tempo.

Rapinatore 40enne, originario della provincia di Latina

L’uomo, un 40enne originario della provincia di Latina, in entrambe le circostanze, dietro la minaccia di un coltello, si era fatto consegnare dai titolari degli esercizi interi pacchi di biglietti di varie lotterie istantanee “Gratta e Vinci”, del valore commerciale di 1800 euro in un caso e 1000 nell’altro, oltre a 300 euro in contanti dal primo e 500 euro dal secondo. Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza dei negozi e di zona, i poliziotti sono riusciti a capire che l’uomo era lo stesso che aveva rapinato anche una parafarmacia, colpo che gli aveva fruttato un bottino di 460 euro ed un’altra tabaccheria dalla quale era riuscito a trafugare altri “Gratta e Vinci” per un valore commerciale pari a 10.000 euro, in entrambi i casi minacciando i titolari con un coltello.

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Roma, nascondeva droga e Sim in casa a Ponte di Nona

Nascondeva droga e sim in casa. Succede a Ponte di Nona dove i carabinieri hanno arrestato un 34enne romano, senza occupazione

e già noto alle forze dell’ordine, notato con atteggiamento sospetto

nei pressi della propria abitazione.

TROVATE ANCHE QUATTRO SIM,DUE TELEFONI E CIRCA 2000 EURO

Perquisito anche il suo appartamento i militari hanno rinvenuto e sequestrato 60 grammi di cocaina, 20 grammi di hashish, un bilancino

di precisione, numerose bustine trasparenti e altro materiale idoneo al taglio e al confezionamento delle dosi.

Trovate anche quattro sim, due telefoni e circa 2000 euro, nascoste in una cassaforte a muro, occultata dietro una piastrella dell’angolo cottura.

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Abusi su minori in una parrocchia di Terracina, arrestato un uomo di 36 anni

Gli agenti di Polizia del Commissariato di Terracina hanno arrestato

un uomo di 36 anni, indagato per il reato di atti sessuali su minorenni.

L’uomo è stato denunciato dal genitore di una delle vittime, all’epoca

dei fatti non ancora quattordicenne, al quale la figlia avrebbe

confidato di essere stata abusata dal ragazzo impegnato nell’attività

di educatore presso il Discepolato di una parrocchia cittadina e

presso un’associazione di volontariato, luoghi frequentati anche dalla minore.

SUL LITORALE LAZIALE, UNA DELLE VITTIME DENUNCIA LA VIOLENZA

Nel corso dell’indagine è emerso inoltre che anche un’altra ragazza, frequentante sia il Discepolato che l’associazione di volontariato

e all’epoca dei fatti sedicenne, sarebbe stata vittima di violenze da

parte dell’indagato, con il medesimo modus operandi.

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Roma, incendio a Centocelle: appartamento in fiamme, evacuate 26 persone

Mattinata di paura  in un palazzo di Centocelle dove è divampato un incendio in abitazione a causa di quello che sembrerebbe essere stato

un corto circuito elettrico. Le fiamme sono scoppiate da un appartamento al quinto e ultimo piano di un immobile in via

delle Acacie poco dopo le 8:30 con i soccorritori che hanno tratto

in salvo due bambini e un uomo. 

SALVATI DUE BAMBINI E UN UOMO. IL ROGO CONSEGUENZA DI UN CORTO CIRCUITO ELETTRICO

Vasta la colonna di fumo con le fiamme che hanno preso forza nel volgere di pochi minuti. Al civico 121 della strada sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco, con l’autoscala e una autobotte.

A Centocelle anche le volanti della polizia e il personale del 118.

Circa 26 le persone evacuate, alcune delle quali uscite autonomamente altre con l’ausilio dell’autoscala AS/12.

Sul posto anche i tecnici Italgas. Nessuno è rimasto ferito, né intossicato. 

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Madonna di Trevignano piange sangue di maiale: la ‘veggente’ fa pagare 50 euro per poterla visitare

La Madonna di Trevignano piange sangue di maiale.

Ecco i primissimi esiti delle indagini avvenute nella cittadina a pochi chilometri da Roma, sulle sponde del lago di Bracciano, luogo e meta di numerosissimi pellegrinaggi spirituali: da sempre i fedeli si ritrovano ai piedi della statua per poter pregare ai suoi piedi, quelli della Vergine

che piangerebbe sangue.

LA STORIA DELLA LEGGENDA DELLA MADONNA DI TREVIGNANO

La leggenda che vuole la Vergine di Trevignano piangere lacrime

di sangue, ricordiamo, era stata creata e diffusa da Maria G.S., una donna di 53 anni, imprenditrice di origini siciliane che da ben cinque anni sostiene di parlare con la Madonna di Trevignano, e di avere

così un rapporto con lei.

Gli inquirenti hanno voluto vederci chiaro in questa faccenda, e per questo hanno condotto delle indagini supportate da analisi sul

tessuto ematico, per le quali le tracce ritrovate sul profilo della

statua sembrano essere compatibili con il sangue di maiale.

LA VEGGENTE E’ GIA STATA CONDANNATA A DUE ANNI PER BANCAROTTA

Se i primi risultati dovessero essere confermati, insomma, non ci sarebbe nessun miracolo, e nulla di fuori dal comune.

La ‘veggente’, la quale è già stata condannata a due anni per bancarotta, infatti, ha creato un’associazione per promuovere le visite alla statua eretta nella radura di un parco naturale che si trova in prossimità del lago. Attraverso la sua associazione, insomma, i fedeli potevano fare visita alla statua della Vergine con un necessario pagamento di una tariffa minima di 50 euro. Certo, un modo veloce e rapido di fare soldi dopo il fallimento della sua ditta privata impegnata nella produzione di maioliche nel 2013. 

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Cronaca

Il Cimitero… dei bagni

Cimitero con bagni inagibili o sporchi da non poter essere comunque utilizzati. Quello che accade al Cimitero di Prima Porta, come ci segnala con le sue foto la signora Eva, è qualcosa di indescrivibile a parole. Così vi lasciamo alle immagini.