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Truffa ad un’anziana sventata a Trastevere

Truffa ad un’anziana sventata a Trastevere. Gli investigatori del commissariato Trastevere hanno arrestato un 19enne gravemente indiziato, in concorso con un minorenne, di aver truffato un’anziana signora con la tecnica del falso nipote. Determinante l’intuizione degli agenti che, nel traffico della capitale, nelle vicinanze della Bocca della Verità, hanno intercettato un’auto sospetta. Quando il conducente e il passeggero dell’utilitaria, risultata poi a noleggio, hanno capito che stavano per essere fermati, hanno gettato dal finestrino un sacchetto di gioielli e nascosto dei contanti sotto i sedili. Manovre risultate inutili: gli agenti hanno recuperato i preziosi e trovato i soldi.

Truffa messa in atto al portuense

Dopo una breve indagine gli stessi poliziotti hanno capito che i due fermati avevano agito in un appartamento del portuense. La vittima, una donna ultraottantenne, dopo la classica telefonata di richiesta di aiuto da parte di un fantomatico nipote, aveva consegnato i soldi ed i gioielli appena recuperati dagli agenti della Questura di Roma. Dopo gli atti di rito i presunti autori sono stati indagati perché gravemente indiziati del reato di truffa aggravata.

Arresto in flagranza di reato

Per il 19enne è scattata la misura pre-cautelare dell’arresto in flagranza di reato convalidata dal Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo la richiesta della Procura. La posizione del minore è stata invece immediatamente segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.

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Operazione anti droga e prostituzione a largo raggio nella Capitale

Operazione anti droga e prostituzione a largo raggio dei Carabinieri della Compagnia di Roma Centro, con la collaborazione dei Comandi Provinciali dei Carabinieri di Roma e Prato. Dalle prime luci dell’alba i militari stanno dando esecuzione a un’ordinanza che dispone l’applicazione di misure cautelari nei confronti di 47 cittadini cinesi, filippini e italiani (19 custodie cautelari in carcere, 16 arresti domiciliari e 12 divieti di dimora), emessa dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, poiché gravemente indiziati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico nazionale ed internazionale di sostanze stupefacenti del tipo metamfetamina ed associazione per delinquere dedita allo sfruttamento della prostituzione.

Operazione scattata dopo lunga indagine tra 2021 e 2022

Con l’emissione dell’ordinanza, il Gip ha accolto le richieste avanzate dalla D.D.A. nell’ambito di un’indagine condotta, da settembre 2021 a luglio 2022, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro che hanno raccolto e sviluppato le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia di nazionalità cinese (un unicum in ambito giudiziario in virtù del forte ermetismo che permea le organizzazioni criminali cinesi) consentendo di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di una solida struttura criminale di tipo associativo, gestita da cittadini cinesi, attiva nel traffico nazionale ed internazionale di metamfetamine (shaboo, yaba, ketamina), nonché dedita allo sfruttamento della prostituzione.

Scovata “cellula madre”

Mediante l’attuazione di servizi dinamici e attività tecniche di geolocalizzazione, intercettazione telefonica e telematica, i Carabinieri sono riusciti a stimare la peculiare architettura federativa del sodalizio, composto da una “cellula madre” radicata a Prato ed un’altra “cellula satellite” presente a Roma, entrambe capeggiate da donne cinesi dotate di una forte leadership sui loro sodali e capaci di imporre loro rigide regole di comportamento. L’attività investigativa, grazie anche alla cooperazione internazionale di polizia, ha consentito di ipotizzare come il sodalizio criminale detenesse un posto privilegiato nell’orbita delle associazioni dedite al traffico di stupefacenti poiché specializzata nell’importazione e distribuzione di droghe sintetiche nel cui ambito era consapevole di non intralciare gli interessi delle organizzazioni criminali locali.

Approvvigionamento dalla Grecia

Il gruppo, infatti, è gravemente indiziato di avere stabilito un solido canale di approvvigionamento con la Grecia potendo contare della presenza, sul territorio ellenico, di due connazionali cinesi (destinatari di Mandato d’Arresto Europeo) capaci di far giungere in Italia ingenti quantitativi di stupefacente attraverso corrieri, imbarcati su voli di linea, oppure tramite spedizioni postali internazionali: emblematico è un pacco intercettato dai Carabinieri, destinato a Roma da Atene, contenente un peluche incartato in una confezione dotata di doppio rivestimento oppure un altro, in transito in Germania, all’interno del quale le autorità tedesche hanno rinvenuto dello shaboo nascosto in alcune confezioni di alimenti.

Controllo del capo cellula a Prato

I militari hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine al fatto che ogni consegna avvenisse sotto il controllo della capo cellula di Prato, vertice di fatto di tutta l’organizzazione, la quale, per i carichi diretti a Roma, aveva imposto, sia alla responsabile della cellula romana che ai fornitori cinesi presenti in Grecia, il pagamento di un vero e proprio “dazio” di 1 € a testa, da versare direttamente a lei, per ogni grammo di stupefacente introdotto in Italia. La droga, una volta sul territorio nazionale, era movimentata in auto, taxi cinesi oppure in treno, e poi rivenduta “all’ingrosso” a pochi e noti acquirenti cinesi o filippini e, solo in casi eccezionali, a fidati italiani, autorizzati poi a rivendere in proprio ed “al dettaglio” lo stupefacente che finiva nelle varie piazze di spaccio della Capitale.

Spostamenti dello stupefacente

Proprio seguendo gli spostamenti dello stupefacente, i Carabinieri hanno raccolto elementi indiziari che fanno presumere che parte di esso non veniva rivenduto a terzi ma utilizzato dalla cellula romana per rifornire una discoteca situata nella periferia sud-est della Capitale all’interno della quale si ipotizza vi fosse una vera e propria “casa d’appuntamenti”, gestita dallo stesso sodalizio ed accessibile solo a clienti di nazionalità cinese ai quali le ragazze sfruttate, anch’esse connazionali, offrivano prestazioni sessuali e droghe sintetiche sotto il controllo serrato dei responsabili scelti fra gli affiliati di maggior spessore criminale così da evitare intromissioni di altre consorterie cinesi interessate al business.

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Scassinatore seriale in manette ad Ostia

Scassinatore seriale in manette, arrestato dagli agenti del X Distretto Lido, impegnati nel controllo della zona di Ostia. L’ignoto malfattore negli ultimi tempi aveva preso di mira, danneggiandoli e scassinandoli, i parchi giochi e i distributori automatici situati all’interno di scuole e di strutture comunali, negli uffici della sede centrale del Municipio ed nel centro anziani di via del Sommergibile.

Intervento di una pattuglia per fermare lo scassinatore la sera del 21 marzo

Ad interrompere l’attività distruttiva del reo una pattuglia del X° Distretto che la sera del 21 marzo è intervenuta in via Pietro Rosa per una segnalazione di furto all’interno del parco giochi. L’uomo, un 37enne romano, accortosi dell’arrivo degli agenti ha dapprima cercato di nascondersi tra i giochi dei bambini e successivamente, appena individuato dai poliziotti, ha provato, aggredendoli, a fuggire. Gli agenti lo hanno subito bloccato con le monetine, da poco trafugate, che cadevano dalle sue tasche. Per lo stesso, convalidato l’arresto per furto aggravato e resistenza a P.U., disposta la custodia cautelare in carcere.

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Controlli antidroga a Roma: 17 arresti dei Carabinieri

Controlli antidroga senza sosta dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha consentito negli ultimi 3 giorni, in diversi quartieri della Capitale dal centro storico alle periferie, di arrestare 17 persone gravemente indiziate del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e di sequestrare droga e denaro contante.

Controlli all’Eur

In particolare i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur hanno arrestato un 43enne romano, già con precedenti, percettore del reddito di cittadinanza. L’uomo è stato notato in un’auto in via Pietro Venturi mentre cedeva un involucro ad un altro uomo, anche lui in auto. Quest’ultimo, fermato dai Carabinieri era in possesso di due dosi di cocaina che aveva appena acquistato dal 43enne e ulteriori 2 dosi di hashish. I successivi controlli sul 43enne hanno permesso ai militari di rinvenire a bordo del sul veicolo altre 14 dosi e la somma contante di circa 300 euro.

Cinque distinte attività

In altre cinque distinte attività, i Carabinieri del Gruppo di Roma hanno arrestato altrettante persone nei quartieri di San Basilio, La Storta e Talenti, che hanno portato al sequestro di circa 80 dosi di cocaina e circa 2.400 euro. In passeggiata del Giappone, all’interno del Laghetto dell’Eur, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Eur hanno sorpreso un uomo di 36 anni originario della Russia, mentre estraeva delle dosi di hashish all’interno di una sigaretta creata artigianalmente, che stava per cedere ad un acquirente. La successiva perquisizione ha portato al sequestro di ulteriori 8 dosi della stessa sostanza e denaro contante. Nel quartiere San Lorenzo, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 27enne cittadino della Nigeria, anche lui sorpreso dopo aver ceduto una dose di hashish ad un giovane studente.

Controlli all’Appio e San Basilio

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, nel corso dei servizi di controllo del territorio, nei quartieri Appio, San Basilio e Eur, hanno arrestato 8 persone, in cinque diverse attività di controllo del territorio che hanno portato al sequestro di circa 70 dosi tra cocaina e hashish e di circa 3100 euro in contanti. Infine in via della Tenuta di Torrenova, i Carabinieri della Stazione di Tor Vergata hanno arresto un 56enne romano, subito dopo aver ceduto una dose di hashish ad uno studente. La successiva perquisizione effettuata dai militari presso il domicilio dell’uomo, ha portato al sequestro di ulteriori 3.3 kg circa di hashish e circa 700 g di marijuana e denaro contante. Gli accertamenti approfonditi dei Carabinieri hanno fatto emergere che il 56enne, già noto alle forze dell’ordine, beneficiava del reddito di cittadinanza.

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Roma,rovescia i banchi della chiesa davanti ai ragazzi del catechismo

Come una furia è entrato nella chiesa di piazza della Repubblica

e ha cominciato a rovesciare i banchi presenti nella parrocchia.

Paura, vissuta da alcuni ragazzi impegnati nel catechismo.

In escandescenza per fermare l’esagitato è stato necessario

l’intervento dei carabinieri.

E’ SUCCESSO MERCOLEDI’ 22 MARZO ALL’INTERNO DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI E DEI MARTIRI

I fatti sono accaduti nel primo pomeriggio di mercoledì 22 marzo all’interno della chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri,

in pieno Centro Storico. Rovesciati i banchi e colpite alcune immagini sacre sono stati i catechisti presenti nella parrocchia a richiedere l’intervento al 112. 

Sul posto sono quindi intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile

di Roma.

Calmato il ragazzo, lo stesso è stato identificato in un cittadino indiano senza dimora e denunciato per danneggiamento. 

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Rapina a mano armata in studio medico a Roma, rubati soldi e orologio

Una rapina in uno studio medico è avvenuta ieri a Roma

in viale Francesco Caltagirone, periferia est della Capitale.

I DUE BANDITI SONO FUGGITI

Due persone armate di pistola hanno fatto irruzione nello studio

e dopo avere minacciato i tre medici presenti si sono fatti

consegnare denaro è un orologio.

I due banditi sono poi fuggiti. Sull’episodio indaga la polizia.

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Roma, grazie agli incontri sulle truffe, anziana fa arrestare un ladro

Grazie a un incontro informativo per prevenire le truffe agli anziani

a cui aveva partecipato, organizzato dai Carabinieri della Stazione

di Roma Tor Bella Monaca, una donna di 83 anni ha consentito

di fare arrestare un uomo di 20 anni, gravemente indiziato del reato di estorsione.

Insospettitasi di una chiamata ricevuta da parte di un sedicente funzionario delle Poste che chiedeva del denaro per saldare

dei debiti del nipote al fine di evitare problemi giudiziari, la donna

ha dato l’allarme.

A ROMA, L’UOMO E’ GRAVEMENTE INDIZIATO DI ESTORSIONE

L’uomo al telefono le aveva detto che sarebbe passato a casa di li a poco, a prendere il denaro. Alla mente le sono subito tornati i consigli e le varie tipologie di truffe di cui aveva sentito parlare nel corso di un incontro tenutosi al centro anziani con i Carabinieri di zona e così li ha chiamati informandoli dei quanto le era capitato. Come da copione a casa della donna si è presentata una persona che, dopo aver ricevuto i soldi (3.400,00 euro) ed essere uscito dall’abitazione, è stato bloccato dai Carabinieri.
Il denaro è stato restituito alla donna mentre l’uomo è stato arrestato e condotto in caserma. Il giorno seguente, presso le aule di piazzale Clodio l’arresto è stato convalidato e l’uomo rimesso in libertà in attesa del processo.

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Roma, Riciclavano oggetti preziosi e denaro in un Compro Oro.

Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato San Lorenzo, coadiuvati dalla divisione Polizia Amministrativa e Sociale,

hanno effettuato un’ispezione amministrativa presso un’attività commerciale di Transfer Money e Internet Point ubicata in

via delle Medaglie d’Oro. I poliziotti hanno scoperto un piccolo locale attiguo a quello principale, all’interno del quale erano custoditi numerosissimi oggetti preziosi in oro e diverse pietre preziose.

Il ripostiglio, dove erano presenti diversi strumenti meccanici

e manuali, era adibito a locale di lavorazione e trasformazione dei prodotti ivi presenti.

OPERAZIONE DELLA POLIZIA IN VIA DELLE MEDAGLIE D’ORO

La perquisizione successiva, estesa a tutto l’esercizio commerciale,

ha permesso di scoprire un gran numero di pezzi d’argenteria, centinaia di monete antiche e da investimento, penne a sfera, stilografiche e orologi – tra i quali un Rolex modello Submariner ed un OMEGA in oro modello Costellation – oltre a circa 60.000 euro in contanti.
Nel locale, al momento dell’ispezione, erano presenti 2 dipendenti di 55 e 28 anni, entrambi originari del Bangladesh, tutti denunciati assieme

al proprietario, un loro connazionale di 28 anni che però, in quel momento, non era presente nel luogo dell’accertamento.

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Roma. Droga in cassa al posteggio, licenziato dipendente dell’Atac

Trovato con un paio di grammi di cocaina e di hascisc, custoditi

nella cassa di uno dei più estesi e nevralgici posteggi di scambio

gestiti dall’Atac – l’azienda per la mobilità di Roma Capitale -,

è stato subito licenziato il dipendente della società addetto ad

occuparsi del parcheggio e a riscuotere il pedaggio, il quale, nell’immediatezza della contestazione del possesso di droga,

aveva ammesso che era sua.

CASSAZIONE SANZIONA DIPENDENTE AZIENDA PER LA MOBILITA’ DI ROMA

A confermare il licenziamento è la Cassazione alla quale, senza successo, ha fatto ricorso il lavoratore sanzionato con la massima ‘punizione’ disciplinare.

 Invano, infatti, l’uomo si è lamentato sostenendo la sproporzione

tra il licenziamento e “l’esigua quantità di droga rinvenuta” durante una ispezione “nel locale cassa” e condotta da parte del personale dell’ Atac, nella serata del 12 dicembre 2017 presso il parcheggio di scambio di Anagnina.
Il parcheggiatore aveva ammesso che la droga era la sua, anche se poi aveva ritrattato e una sua amica si era fatta avanti prendendosi la responsabilità del possesso affermando che la sostanza era sua,

ma la donna non è stata ritenuta credibile.

DOVRA’ PAGARE 4700 EURO PER SPESE LEGALI

 Così, dopo l’ispezione, il 31 gennaio 2018 era arrivato il licenziamento convalidato in primo grado dal Tribunale di Roma, e poi anche dalla Corte di Appello. Adesso la Cassazione – verdetto n. 8194 della

Sezione Lavoro, depositato oggi – chiude per sempre questa vertenza dichiarando “inammissibile” il ricorso della difesa del lavoratore e condannandolo anche a pagare 4700 euro di spese legali.

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Truffe romantiche on line, sottraggono 400mila euro a 32 vittime: 8 in manette a Roma

Adescavano con profili fake persone fragili, spesso presentandosi

come personaggi affascinanti e rassicuranti, con l’obiettivo di instaurare un rapporto con le vittime fino a indurle a credere a una relazione sentimentale. I poliziotti di Roma hanno arrestato otto persone in esecuzione di una ordinanza applicativa di misure cautelari emessa

dal Gip di Roma per truffa aggravata, riciclaggio e sostituzione di persona. Le indagini condotte dagli investigatori del Centro operativo per la Sicurezza cibernetica di Roma, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma hanno avuto l’obiettivo di contrastare il fenomeno delle truffe romantiche, reati contro il patrimonio commessi in danno

di persone fragili, che i criminali ricercano e individuano sui social network, portando poi a termine il progetto criminale e la truffa sfruttando le debolezze e le vulnerabilità delle vittime.

Guadagnata la fiducia e la confidenza delle vittime, i criminali

fanno richieste di denaro, utilizzando le scuse più disparate;

le richieste diventano sempre più frequenti e la vittima, imprigionata in una relazione a distanza, fatica a rendersi conto, e spesso ad accettare

di essere vittima di una truffa. 

IL ROMANCE SCAM E’ UN FENOMENO DI FATTISPECIE CRIMINALE DIFFUSO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE

L’indagine prende le mosse dalla denuncia di una signora, contattata

su Facebook da “Larry Brooks”, sedicente ufficiale dell’esercito statunitense, di stanza in Siria, con la foto profilo raffigurante un affascinante uomo di mezza età.

Tra i due si instaurava una vera e propria relazione sentimentale tanto che la vittima, credendo alla promessa di un futuro insieme, si convinceva ad effettuare diversi bonifici per consentire all’uomo

di far fronte alle difficoltà economiche che gli impedivano di congedarsi e arrivare finalmente in Italia.

Per rendere più verosimile la truffa, i criminali si spingevano a creare fittizie identità di studi legali che confermavano, utilizzando comunicazioni via mail, le esigenze ed urgenze economiche di “Larry Brooks”.

IL CASO LARRY BROOKS

I primi accertamenti effettuati in rete e sui flussi finanziari confermavano i sospetti che il profilo fake “Larry Brooks” avesse mietuto molte vittime, e truffato decine di donne; nel corso delle indagini emergevano ben 32 vittime accertate con un provento illecito

di circa 400.000 euro nel periodo dal 2018 al 2021.

La lunga e complessa attività investigativa è stata condotta affiancando tecniche classiche di investigazione ad attività di analisi del

traffico delle comunicazioni internet e dei flussi finanziari ed ha consentito di identificare gli indagati.

Sui conti correnti riferibili al gruppo criminale sono transitate somme

di denaro provento delle truffe, inviate direttamente dalle vittime,

per poi essere incassate, o trasferite su conti nelle disponibilità dei complici, in molti casi con rimesse di denaro all’estero, per la condivisione dei proventi della truffa.

La Procura della Repubblica di Roma ha contestato il concorso in truffa, aggravata dall’aver approfittato delle condizioni di minorata difesa

delle vittime e dalla transnazionalità del reato, nonché il reato di riciclaggio dei proventi del reato.

L’approccio delle vittime è risultato rispondere a un consolidato protocollo criminale; tuttavia i criminali hanno dimostrato di essere in grado di adattarsi alle diverse condizioni delle donne, riuscendo a far leva sui loro punti deboli sempre per conseguire l’obiettivo finale di ottenere l’invio di denaro.

Ad esempio, quando hanno scoperto che una delle vittime non aveva potuto coronare il proprio desiderio di maternità, hanno inserito nella storia la figura di “Elvis Brooks”, figlio del sedicente militare, con il compito di instaurare una stretta relazione con la donna fino a spingersi al punto di chiamarla mamma. In alcuni casi per suscitare la compassione delle donne, il figlio veniva descritto come gravemente malato e bisognoso di costose cure.

AGLI INDAGATI E’ STATO CONTESTATO IL REATO DI SOSTITUZIONE DI PERSONA

Agli indagati è stato contestato anche il reato di sostituzione di persona; difatti “Larry Brooks” è persona realmente esistente negli Usa, e

la foto utilizzata nei profili falsi è di un avvocato statunitense che

in relazione alle condotte descritte ed infamanti ha presentato denuncia alle autorità americane.

DELLE 32 VITTIME SOLO 8 HANNO VOLUTO FORMALIZZARE UNA DENUNCIA

Il romance scam è un fenomeno di fattispecie criminale diffuso su tutto il territorio nazionale, quasi sempre perpetrato nei confronti di persone sole, spesso donne. Il danno patrimoniale spesso è ingente e talora la vittima è indotta anche ad indebitarsi pur di aiutare una persona che sente vicina; ma il danno maggiore è di ordine psicologico: la difficoltà di accettare che il rapporto sentimentale lungamente coltivato non sia mai esistito, la consapevolezza, spesso rifiutata, di essere vittima di persone che hanno approfittato di una propria intima vulnerabilità, spesso causano un importante trauma psicologico.

La difficoltà di accettare la realtà e il sentimento di vergogna spesso inducono la vittima a non raccontare la propria storia neanche alle persone più care; delle 32 vittime accertate infatti, solo 8 hanno voluto formalizzare una denuncia.