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Roma, la manifestazione dei rom del Camping River sotto al Campidoglio

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Marina De Ghantuz Cubbe) "Peggio di Trump. Virginia Raggi ha meno umanità del presidente degli Stati Uniti e insieme al capo della polizia di Roma Antonio Di Maggio stanno compiendo un abuso di Stato". A dirlo è Massimo Zuinisi, legale rappresentante nazione rom, durante la manifestazione sotto al Campidoglio per protestare contro gli sgomberi al Camping River avvenuti ieri, giovedì 21 giugno, e che continuano anche in queste ore.
"Tutti i rom del campo hanno diffidato la sindaca perché nella delibera 70 c'è scritto che ogni famiglia deve ricevere il piano individuale. Non c'è nessun piano scritto, nessuno ha ricevuto nulla, ci sono solo sgomberi e la volontà di dividere le famiglie. Anche Trump ha capito che i bambini messicani non possono essere separati dai genitori" ha aggiunto Zuinisi. Ci sono una decina di famiglie del camping di piazza e quasi in coro gridano: "Ieri sono venuti, hanno rotto i vetri, hanno spaccato i moduli, hanno preso anche i vestiti dei bambini e li hanno buttati fuori". "Anche a me", dice Rodika, "mi hanno fatto uscire per forza con un neonato. Ho dormito per terra, di fronte al modulo. Vincenzo, operatore sociale del Camping River, ha contestato: "Il piano della sindaca non è fattibile: se li portano nei centri d'accoglienza poi girano per Roma, ricominciano a occupare e ricominciano gli sgomberi. Bisogna sedersi a un tavolo per confrontarsi. L'80 per cento delle persone del Camping River è nato in Italia". E ha annunciato che in settimana si terrà una conferenza stampa per presentare il progetto Aqua della società Seges che è stato portato alla sindaca Virginia Raggi e a Michela Micheli del dipartimento delle politiche sociali.

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“Il distributore dei preservativi mi ha rubato i soldi”: così truffavano le farmacie

(Fonte: www.romatoday.it)
Fingevano un malfunzionamento del distributore automatico di preservativi per truffare le farmacie di Bravetta. A scoprire il trucco i Carabinieri che hanno denunciato a piede libero due cittadini romani, di 37 e 48 anni. I due avevano messo in atto un astuto piano.
Si presentavano ai titolari e ai dipendenti riferendo che nel corso della notte precedente avevano tentato di acquistare prodotti dai distributori automatici delle attività e, causa malfunzionamento, nonostante l'inserimento di contante, il prodotto non era stato erogato.
Il personale delle farmacie, ritenendo in buona fede la richiesta dei "clienti", ha sempre rimborsato loro la quota dichiarata. Questo trucchetto ha portato nelle tasche dei furbetti oltre 300 euro ma ha insospettito i titolari degli esercizi commerciali che, verificato l'ammanco nelle casse del distributore, hanno dato l'allarme. I Carabinieri hanno eseguito riscontri nelle tre farmacie colpite ed hanno ricostruito il modus operandi dei truffatori che sono stati riconosciuti e fermati poco distante. Nelle loro tasche i Carabinieri hanno rinvenuto il denaro, poi riconsegnato alle vittime.

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La Rustica: litiga con l’anziano padre e lo picchia col bastone

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Mauro Cifelli)I loro rapporti si erano incrinati da tempo, dai litigi verbali il figlio aveva pero oltrepassato l'asticella, passando anche alle violenza fisiche. Una escalation culminata nel pomeriggio di giovedì con una nuova violenta aggressione a danno dell'anziano padre, un 77enne, questa volta picchiato con un bastone e costretto poi alle cure dell'ospedale. I fatti nel tardo pomeriggio in un'abitazione de La Rustica, periferia est della Capitale. Ad allertare il 112 è stato lo stesso padre, ferito in casa dopo essere stato percosso con il bastone che usa per deambulare. Arrivati nell'abitazione dell'uomo gli agenti delle Volanti lo hanno trovato sofferente con diverse ecchimosi e ferite. Poi la chiamata al 118 con l'ambulanza che ha trasportato il 77enne al Policlinico Casilino. Ascoltato dai poliziotti l'anziano ha riferito loro di essere stato picchiato dal figlio mentre si trovava sdraiato nel letto della sua camera, poco prima i due avevano avuto un litigio. Aggredito il padre il figlio si è poi allontanato da casa. Accompagnata la vittima al Policlinico di Torre Maura, poco dopo è quindi arrivato il figlio. Fermato dalla poliza ha ammesso di aver avuto poco prima un litigio con il papà. Accompagnato negli uffici di polizia del commissariato Casilino il figlio è stato identificato in un romano di 22 anni per poi essere arrestato con le accuse di "lesioni gravi". Con una emorraggia cerebrale e quattro costole rotte il padre è stato trasferito al Policlinico Umberto I dove si trova ora in prognosi riservata. 

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Esquilino: Daspo urbani per i pusher dei portici di piazza Vittorio Emanuele II

(Fonte: www.romatoday.it
Ci sono anche le prime richieste per l’emissione di Daspo Urbano, ex art. 13 L. 48/2017, per 7 pusher, cittadini nordafricani, di età compresa tra i 20 e 48 anni, che, già arrestati e condannati definitivamente per il reato di spaccio, commesso a ridosso di esercizi commerciali sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele II e sui ballatoi di via Giolitti, continuavano a permanervi, tra i provvedimenti eseguiti dai Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante nel corso di una mirata attività anti-degrado nella zona dell’Esquilino. Arrestate inoltre  nove persone e denunciate a piede libero altre quattro.
In manette sono finiti 6 pusher – quattro cittadini del Gambia, uno egiziano e uno della Guinea – sorpresi a spacciare dosi di marijuana, hashish e eroina. I Carabinieri hanno sequestrato in totale una 30 di dosi di droga e diverse centinaia di euro, provento dello spaccio. Identificati anche gli acquirenti, poi segnalati, quali assuntori, all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma. Arrestati anche due cittadini romeni, di 39 e 30 anni, in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dal tribunale di Roma. Dovranno espiare la pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione. I Carabinieri hanno anche arrestato un 30enne eritreo, senza fissa dimora, in esecuzione di  un’ordinanza di aggravamento della custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma a seguito delle segnalazioni dei militari di reiterate inosservanze della pregressa misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Roma, a cui citato il 30enne era stato sottoposto lo scorso 4 aprile. Durante i controlli, i Carabinieri hanno denunciato a piede libero: una 32enne bulgara e un 40enne romeno perché sorpresi a derubare una turista del suo portafogli che custodiva nella borsa; un 17enne romano trovato in possesso di alcune dosi di hashish; una nomade 11enne sorpresa a derubare una turista a bordo della metro linea A.

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Roma, estorsione e spaccio: 4 arresti, uno è un Casamonica

(Fonte: www.repubblica.it)
Personale della Squadra Mobile e del commissariato di Albano, coadiuvati da quello di Romanina, ha dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Tribunale di Roma – Sezione per il riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà personale.
Gli elementi probatori raccolti nei confronti dei destinatari dei provvedimenti restrittivi, su indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, a seguito di una complessa indagine investigativa, sono stati riconosciuti fondati e pertanto sono scattate le manette nei confronti di A. Casamonica di anni 26, personaggio di spicco del noto clan, A. Colaizzi di anni 36, entrambi abitanti in zona Romanina , F. Forgia di anni 44 e  S. M. di anni 25, entrambi di Marino,  quest’ultimo posto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Casamonica, Colaizzi e Forgia, in concorso tra loro, venivano ritenuti responsabili del reato di estorsione nei confronti di un uomo a causa di un debito per una cessione di stupefacenti. Per rendere più incisiva la forza intimidatrice nei confronti di questi, non esitavano a minacciare gravemente anche i prossimi congiunti, ed a trattenere un amico della parte offesa, affinché venisse onorato il debito vantato. Il Casamonica ed il Colaizzi, venivano ancora ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente ceduta a M. S.. In ultimo il Casamonica ed il M.S. venivano ritenuti responsabili del reato di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Sostanza che sarebbe stata ceduta a terzi dal M.S.
Al  Casamonica, già recluso per altra causa il provvedimento è stato notificato in carcere.

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Acea, Michaela Castelli nominata nuovo presidente

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Il Consiglio di Amministrazione di Acea ha nominato, «nello spirito di continuità della gestione e degli obiettivi aziendali», Michaela Castelli (già consigliere) presidente del cda. Lo si legge in una nota in cui Acea conferma «l'apprezzamento per il lavoro dell'Amministratore Delegato». Castelli sostituisce Luca Lanzalone, dimessosi dopo essere stato coinvolto e costretto ai domiciliari per lo scandalo legato allo stadio della Roma. Il Cda ha anche costituito un Comitato esecutivo composto da Giovanni Giani (Presidente), Michaela Castelli, Stefano Antonio Donnarumma e Massimiliano Capece Minutolo del Sasso che si occuperà di tematiche inerenti le sponsorizzazioni e i rapporti istituzionali. Il Consiglio di Amministrazione, prosegue la nota, ha poi ritenuto di avviare una verifica, attraverso il Collegio Sindacale, in merito alla permanenza in capo all'ex Presidente dei requisiti necessari per ricoprire la carica di Consigliere di amministrazione di Acea. A seguito della nomina a Presidente, il Cda ha verificato non più sussistenti, in capo a Michaela Castelli, i requisiti di indipendenza ai sensi del Codice di Autodisciplina. La società precisa che ciò non pregiudica l'ottemperanza della normativa vigente in materia di numero minimo di consiglieri indipendenti presenti nel Consiglio di Amministrazione. Ferma restando la composizione degli attuali comitati consiliari, il Consiglio ha quindi nominato in sostituzione di Michaela Castelli: Liliana Godino, consigliere indipendente, quale Presidente del Comitato Controllo e Rischi; Gabriella Chiellino, consigliere indipendente, quale membro del Comitato Parti Correlate. Michaela Castelli è stata eletta consigliere di amministrazione di Acea, in occasione dell'Assemblea dei soci del 27 aprile 2017, nella lista presentata da Roma Capitale.

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“Ci servono donne non maschi mancati”, stand rifiuta dipendente perchè lesbica

(Fonte: RomaToday) – Ha risposto ad un annuncio di lavoro per uno stand di tiro al bersaglio presente ad una manifestazione estiva romana ma dopo una breve conversazione via chat si è vista negare il colloquio con la seguente motivazione: "A noi servono donne, non maschi mancati. Ti presenti come donna, ma hai l’aspetto da maschio". A denunciare la storia di Valentina, ragazza lesbica romana, il Gay Center. La ragazza e le sue amiche si sono rivolte al numero verde Gay Help Line 800 713 713 ed al sito di Spyit.it .

La richiesta del Gay Center

"Riteniamo molto grave quanto è avvenuto – dichiara Fabrizio Marrazzo – Portavoce di Gay Center  e Responsabile del numero verde  Gay Help Line 800 713 713 – non si possono discriminare le assunzioni di dipendenti in base all´orientamento sessuale, come da art. 3 a del Decreto Legislativo n. 216 del 9 luglio 2003. Pertanto richiediamo alla Sindaca Raggi di revocare la licenza dello stand presente nella manifestazione Lungotevere in festa 2018. Inoltre, facciamo appello a tutte le istituzioni, al fine  che attivino politiche contro le discriminazioni sul lavoro, perché come dimostra questo caso spesso le persone lesbiche, gay e trans, non riescono neanche ad accedere al mondo del lavoro". 

Ferma condanna del Campidoglio

L'episodio di discriminazione ha trovato la ferma condanna del Campidoglio: "Condanniamo con fermezza ogni fenomeno di discriminazione per violazione dei diritti civili e sociali della persona. Abbiamo appreso della denuncia avanzata da una ragazza per un episodio di discriminazione a causa del suo orientamento sessuale in base al quale le sarebbe stata rifiutata una posizione di lavoro in una manifestazione sul Tevere che erroneamente é stata riportata come Estate Romana. Roma Capitale avvierà tutti i controlli del caso sulla base di quanto denunciato dalla ragazza".

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Pedaggio stradale, il modello londinese contagia il Campidoglio: “Chi inquina paga”

(Fonte: RomaToday) – Ridurre le emissioni inquinanti, puntando sul pedaggio automobilistico. La commissione mobilità del Campidoglio ha dato il via libera all'approvazione di una delibera d'indirizzo che presto arriverà in Aula Giulio Cesare. L'assemblea capitolina dovrà quindi decidere se applicare delle restrizioni al traffico veicolare, che prevedano il pagamento di un pedaggio stradale.

Chi inquina paga

Per l'assessora alla Mobilità Linda Meleo, il modello del "Congestion charge" da applicare alla Capitale, rappresenta "un intervento che razionalizzerà il traffico veicolare, ispirato al principio 'Chi inquina paga', gà sperimentato in molte cittaà come Londra. L'obiettivo è ridurre la congestione, le emissioni inquinanti e tutelare le zone di pregio". Per realizzare questi tre risultati, si punta quindi a scoraggiare il ricorso al mezzo privato.

Il pedaggio per i mezzi più inquinanti

"Questo modello interesserà un'area corrispondente grosso modo l'anello ferroviario, in cui il passaggio dei veicoli più inquinanti sarà consentito solo con il pagamento di un ticket di ingresso" ha chiarito Meleo. per realizzare quest'obiettivo è però necessario il voto dell'Assemblea capitolina. "L'iter è seguito passo passo – ha precisato l'assessora alla Mobilità – entro fine luglio sarà avviato uno studio di Roma servizi per la mobilita' che servirà a individuare soluzioni per definire il percorso da attuare".

Pedaggio entro due anni

Il pagamento del pedaggio per i mezzi più inquinanti, non avverrà dall'oggi al domani. "L' obiettivo – ha sottolineato Meleo – è di  realizzare questo provvedimento entro due anni. Quest'orizzonte temporale richiede quindi un programma serrato e preciso proprio per lavorare sulla sua attuazione. Come sempre siamo fortemente impegnati nell'affrontare le sfide del presente per la salute dei cittadini e a favore della sostenibilita' ambientale". 

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Roma, bus a fuoco sulla Magliana: era fuori servizio: Nessun ferito

 

(Fonte: la Repubblica, di Valentina Lupia) – Quindicesimo autobus andato a fuoco dall’inizio dell’anno, tenendo conto anche dei principi d'incendio. A rendere nota la notizia di una vettura fuori servizio che mentre stava rientrando in rimessa e circolava sul Grande Raccordo Anulare all’altezza dello svincolo di via della Magliana ha preso fuoco è l’Atac, che specifica che non ci sono state conseguenze per l’autista.

Era l’1.30 di notte circa e il mezzo non aveva passeggeri a bordo. Le cause che hanno scatenato l’incendio, spiegano dall’azienda, sono ancora da accertare. La vettura, la numero 3049, aveva servito la linea 905.

Gli ultimi casi registrati risalgono all’8 giugno, quando un bus è stato devastato dal fumo e dal fuoco in piazza Pio XI, a due passi da San Pietro, e un principio d’incendio, il 10 maggio, su un mezzo della linea 46 a piazza Venezia, proprio sotto al Campidoglio.

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Roma, banda di truffatori sgominata dai carabinieri nell’operazione “Prova a prendermi”

(Fonte: la Repubblica) – I carabinieri della stazione di Roma San Lorenzo in Lucina hanno dato esecuzione, nella provincia di Roma, Napoli, Caserta, Bologna, Grosseto, Modena, Novara e Brescia, a perquisizioni, personali e locali, nei confronti di 26 indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, nazionali e internazionali, furto, falsi in atto pubblico e privato, riciclaggio internazionale. Il decreto è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma, sotto l’egida della Dda.
 
L’operazione “Prova a Prendermi” ha coinvolto 53 persone ed è iniziata nel marzo 2017, consentendo ai carabinieri di San Lorenzo in Lucina di individuare due principali sodalizi criminali, con base a Roma e operanti in tutta Italia e all’estero, composti da cittadini italiani, del Camerun, della Nigeria e dell’Afghanistan, specializzati in truffe finanziarie e immobiliari, ma anche di compravendita di opere d’arte e metalli preziosi falsi, che hanno fruttato illeciti profitti per milioni di euro. L’intensa indagine dei Carabinieri ha portato alla luce diversi modus operandi del gruppo criminale.
 
In alcuni casi i truffatori si proponevano di aiutare società estere a ottenere prestiti, per milioni di euro, fingendo di reperire garanzie bancarie, e quando le vittime avevano pagato ingenti cifre in contanti, anche decine di migliaia di euro, per ottenere la documentazione necessaria, poi risultata falsa, i malviventi facevano perdere le loro tracce.
 
In altri episodi, il gruppo si qualificava come appartenenti al Vaticano, e offriva alle vittime di acquistare, per milioni di euro, opere d’arte, a patto di effettuare una donazione in contanti ad una onlus, anche questa risultata poi fittizia.
 
I carabinieri hanno accertato che i truffatori, in altri casi, qualificandosi come funzionari di banche italiane, si offrivano di far rientrare capitali dall’estero in Italia senza pagare le tasse. In realtà, adottando la tattica del doppio appuntamento, la vittima all’estero effettuava la consegna del denaro contante, anche milioni di euro, mentre il corrispettivo veniva consegnato in contemporanea in Italia a un collaboratore della vittima che però, in questo caso, riceveva soldi finti, denaro fac-simile (spesso solo la prima e l’ultima banconota delle “mazzette” erano vere).
 
In altri casi, il gruppo si presentava come vicino a fondi lussemburghesi o del Vaticano, offrendo finanziamenti a società in fallimento, richiedendo una fidejussione in contanti (dai 15.000 ai 150.000 euro). Una volta ricevuta la somma, nei pressi di istituti di credito, i truffatori entravano all’interno con il contante, fingendo di incontrare il direttore ed invece si dileguavano con il malloppo, utilizzando uscite secondarie. Stessa “tecnica” utilizzata in un altro episodio, quando impossessatisi dei contanti e fingendo di avere un ufficio nella chiesa “Santa Maria degli Angeli e dei Martiri” di piazza della Repubblica a Roma, sono entrati all’interno per poi fuggire da un’altra uscita, lasciando le vittime ad attenderli davanti.
 
Altre volte, fingendosi intermediari del Vaticano, proponevano alle vittime l’acquisto di alberghi da destinare ad usi ecclesiastici e, in cambio di un prezzo vantaggioso, venivano richiesti onerosi compensi per l’intermediazione.
 
Le perquisizioni dei Carabinieri hanno portato al sequestro di: un assegno da 5 milioni di euro emesso da una banca francese; di 9.000 euro in contanti; di 3 milioni di euro in banconote con la scritta fac-simile; di documentazione e certificazioni contraffatte, tra cui false deleghe per la vendita di lingotti d’oro del Vaticano; carta intestata allo Ior; un passaporto diplomatico falso della Repubblica Democratica del Congo; un lingotto d’oro finto; timbri di diversi istituti di credito; numerosi telefoni cellulari, sim, personal computer, chiavette e memorie USB; un abito talare per il travestimento da prete, usato per truffare; diverse armi bianche, coltelli a serramanico, scimitarre e spade.
 
I carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno anche sequestrato numerosi biglietti da visita riportanti nomi di pseudo-professionisti (Dott. Rossetti Antonio, Dott. Sbarzele Antonio, Dott. Landolfi Mauro, Ing. Rossi Rodolfo, Ing. Grande Antonio, Geom. Ricci Paolo, Geom. Celsi Luciano, Interprete del Vaticano Mouniss George; Padre Baldini Alessandro – Consigliere alle relazioni interno ed estero della Città del Vaticano) e di società finanziarie e immobiliari fittizie (Eurozone Sa; Credit International Finance – Gruppo Finanziario Immobiliare; Ofim – Operazione Finanziaria e Immobiliare; One Stein Finance Sa; Fida Fiduciarie Sa; Museo Etnologico del Vaticano).
 
In una pertinenza di un’abitazione perquisita a Roma, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato anche un quadro L’angelo che annuncia la resurrezione di Cristo alle pie donne, con annessa falsa certificazione, a firma di critico d’arte di fama internazionale, attribuito falsamente a noto pittore del Seicento Napoletano, Bernardo Cavallino (1616-1654), con stima di valore pari a 600.000 euro, ma in realtà riconducibile ad artista minore dello stesso periodo per un valore di 10.000 euro.
 
Nel corso dell’attività, a riscontro delle indagini, i Carabinieri hanno anche arrestato in flagranza 7 persone e ne hanno denunciate altre 22, oltre ad aver accertato 23 truffe consumate e più di 45 tentate impedendo profitti illeciti per oltre 10 milioni.
 
Chiunque si ritenga vittima di truffa, tentata o consumata, da parte di questa organizzazione, attraverso il riconoscimento di una delle tecniche, dei nomi delle società o delle persone utilizzati è pregato di rivolgersi al più vicino comando dei Carabinieri o segnalarlo ai Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina, tel. 06.69594538.