Categorie
Cultura

Almanacco. 18 maggio 1924: Inaugurazione a Roma del Parco della Rimembranza a Villa Glori

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 18 maggio 1924:

Inaugurazione del Parco della Rimembranza a Villa Glori.
Nel 1923 il terreno già di proprietà Glori fu destinato a parco

pubblico per commemorare i caduti della Grande guerra e

chiamato (come in molte altre città) “Parco della Rimembranza”.

LA PROGETTAZIONE FU AFFIDATA ALL’ARCHITETTO RAFFAELE DE VICO

La progettazione fu affidata all’architetto Raffaele De Vico,

e consistette principalmente – oltre che nella realizzazione del piazzale centrale e di un tessuto di viali – nella messa a dimora di oltre 6.000

tra alberi e arbusti.
L’inaugurazione avvenne nel 1924.
Nel 1929 furono realizzati, alla sommità della collina, tre padiglioni intitolati ad Ettore Marchiafava, destinati a dispensario e

colonia estiva per i ragazzini poveri e a rischio di tubercolosi.

Con le stesse finalità qualche anno dopo vi fu costruita accanto

una scuola, a fianco del vecchio casale.
In prosecuzione di questa tradizione igienico-assistenziale, dal 1988

le vecchie strutture, in parte ristrutturate, sono state affidate alla

Caritas romana che vi ha installato una casa-famiglia che ospita

persone malate di Aids.

NEL 1997 E’ NATO ALL’INTERNO UN PERCORSO DI SCULTURA CONTEMPORANEA

Nel 1997 è nato all’interno un percorso di scultura contemporanea

su idea della critica d’arte italiana Daniela Fonti.
il Comune di Roma ha promosso la costituzione di un parco di

scultura contemporanea con un’iniziativa di esposizione permanente intitolata Varcare la soglia, che voleva suggerire la possibilità di sperimentare l’integrazione tra arte e natura, tra luogo della

sofferenza e luogo della ricreazione e del riposo.

Sono state così collocate opere di Dompè (Meditazione),

Mattiacci (Ordine), Mochetti (Arco-laser), Caruso (Portale mediterraneo), Castagna (Monadi), Kounellis (Installazione), Nunzio (Linea),

Staccioli (Installazione), che si inseriscono tra i pini e gli spazi aperti della villa, fino a condurre il visitatore a varcare la soglia ed entrare

nel “recinto” della struttura di assistenza.
Il nucleo originario è stato ulteriormente ampliato nel 2000 con

la realizzazione di due nuovi interventi, la Porta del Sole di

Giuseppe Uncini e l’Uomo-erba di Paolo Canevari.

Categorie
Cultura

A un passo dalle stelle fino al 13 luglio alla galleria SpazioCima

A un passo dalle stelle, l’installazione site specific di Pamela Ferri, visitabile fino al 13 luglio presso la galleria SpazioCima di Roma. Protagonisti dell’appuntamento, organizzato da Roberta Cima e curato da Roberta Cima e Anna Baldini, saranno i temi da cui scaturisce tutta la produzione dell’artista romana: la geometria, lo spazio e l’universo, nonché la complessità degli stessi e la ricchezza di interconnessioni tra loro.

Alla base di A un passo dalle stelle

Alla base di tutto c’è una matrice, MatriceMater, leit motiv della sua produzione artistica e concepita come una costellazione che lei percepisce nell’universo e che si concretizza sulla Terra. Il processo di creazione, generato da un procedimento tecnico definito, materializza entità geometriche che costituiscono l’opera allo stesso modo di come le miriadi di stelle formano le galassie. «È un procedimento tecnico che parte da un “codice base simile ad una Stella a cinque punte aperta in rotazione antioraria lungo una curva a spirale – spiega l’artista Pamela Ferri – ma non è tutto, perché le sue dimensioni tendono all’infinito grazie alla sua capacità di poter replicare il codice iniziale in diverse scale di grandezza che ricordano quelle della geometria frattale».

Opere vive e pulsanti

Le opere di Pamela Ferri sono vive e pulsanti e generano sensazioni diverse di volta in volta che si entra in contatto con loro. Sensazioni che poi, quando accompagnate dalla riflessione, riescono a diventare parole, espressioni, realtà. «Paradossalmente è come se il percorso creativo che genera l’opera, si trasferisse nelle opere stesse e loro lo trasmettessero a chi le osserva, attraverso il dinamismo e la molteplicità di sfaccettature che contengono – spiega la curatrice Anna Baldini – e così anche il percorso di scrittura solo se diventa un percorso creativo che si compone di diversi momenti di osservazione e restituzione di una successione di visioni, riesce a dare l’idea della produzione artistica di Pamela Ferri».

Categorie
Cultura

Abyss/Abismo, la mostra di André Komatsu dal 18 maggio a Roma

Galleria Continua presenta per la prima volta nei suoi spazi espositivi

di Roma, all’interno del prestigioso albergo The St Regis Rome, una mostra personale di André Komatsu.

Tra i più internazionali rappresentanti della giovane generazione

di artisti brasiliani, ha esposto al Bronx Museum di New York, alla Drawing Room di Londra, passando per numerose mostre in sedi importanti come il Padiglione del Brasile alla 56a Biennale di Venezia, il Museo d’Arte di San Paolo fino all’ultima Triennale di Aichi in Giappone.

LA MOSTRA RIMARRA’ ESPOSTA NELLE SALE DI GALLERIA CONTINUA AL THE ST. REGIS ROME FINO AL 16 GIUGNO

ABYSS/ABISMO, questo è il titolo della mostra che Komatsu concepisce per questa occasione espositiva, si compone di una serie

di opere inedite appositamente realizzate per questa personale e tese a raggiungere un nuovo livello di consapevolezza che permette allo spettatore di essere coinvolto in un viaggio immersivo.

La mostra rimarrà esposta nelle sale di Galleria Continua al The St.Regis Rome fino al 16 giugno 2023.

Categorie
Cultura

Almanacco. 17 maggio 1953 Inaugurato lo Stadio Olimpico di Roma

Oggi nel nostro Almanacco ricordiamo il 17 maggio 1953.

Alla presenza del presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi

con la partita Italia Ungheria

viene inaugurato lo stadio Olimpico di Roma e l’arrivo della tappa Napoli-Roma del Giro d’Italia.

A dicembre del 1950 si riaprì il cantiere per il completamento dello stadio Olimpico.

Il progetto è affidato all’ingegnere Carlo Roccatelli, membro del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici,

che si avvale dei consigli dell’architetto Cesare Valle anch’egli membro dell’alto consesso ministeriale.

L’INAUGURAZIONE CON ITALIA-UNGHERIA

In un primo momento, si pensò di costruire una struttura più complessa di quella effettivamente realizzata,

ma la scarsità di fondi e le caratteristiche ambientali della zona indussero a una versione meno ambiziosa.

Alla morte di Roccatelli nel 1951, la direzione dei lavori fu affidata all’architetto Annibale Vitellozzi.

Si raggiunse così la capienza di circa 100 000 persone in vista dei XVII Giochi olimpici.

La struttura venne inaugurata proprio il 17 maggio 1953

con la partita di calcio Italia-Ungheria davanti a novantamila spettatori.

Tremila colombi, simbolo della pace, vengono liberati in aria.

Per il calcio d’inizio viene inviata la squadra di calcio più forte del momento, l’Ungheria di Ferenc Puskas.

La partita si concluderà con la sconfitta degli azzurri per zero a tre.

Categorie
Cultura

In Arte Vicino dal 4 luglio al 15 settembre a Bomarzo

In Arte Vicino dal 4 luglio al 15 settembre 2023, presentato da Il Sacro Bosco di Bomarzo. Un festival di aperture straordinarie, appuntamenti, incontri e installazioni, a cura di Antonio Rocca, in occasione del quinto centenario della nascita dell’ideatore del Bosco, Pierfrancesco Orsini, detto Vicino. In Arte Vicino (foto Marco Paolini) è promosso e organizzato dal Sacro Bosco di Bomarzo, che fa parte della rete Grandi Giardini Italiani, in collaborazione con i maggiori parchi d’arte contemporanea dell’Italia centrale: il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle (Capalbio, Grosseto), Hic terminus haeret di Daniel Spoerri (Seggiano, Grosseto), la Scarzuola di Tomaso Buzzi (Montegabbione, Terni) e il Giardino delle Meraviglie di Paolo Portoghesi (Calcata, Viterbo).

In Arte Vicino con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di San Luca

Il festival ha il patrocinio dell’Accademia Nazionale di San Luca, il sostegno dell’impresa culturale Grandi Giardini Italiani, in convenzione con l’Accademia di Belle Arti di Viterbo e con il Tuscia Film Fest. Presso il Sacro Bosco di Bomarzo si terrà il programma principale con aperture serali e straordinarie, conferenze, visite guidate, approfondimenti storico-artistici, installazioni durante il mese di luglio 2023 e un percorso espositivo, a cura di Susanne Neumann, Lucia Pesapane e Antonio Rocca, con opere di Paolo Portoghesi, Niki de Saint Phalle e Daniel Spoerri, aperto al pubblico dal 4 luglio al 15 settembre 2023. Grazie alla convenzione con il Tuscia Film Fest, inoltre, sono previsti incontri con attori e proiezioni di film in uno scenario d’eccezione. A precedere l’apertura del festival, sabato 1° luglio un evento speciale avrà come protagonista Corrado Augias, che terrà una conferenza sulla poliedrica figura di Vicino Orsini.

Categorie
Cultura

Scuola italiana e sfide digitali: convegno al Liceo Cavour

La scuola italiana deve prepararsi rapidamente ad affrontare le nuove sfide digitali all’insegnamento. Tecnologie innovative come il metaverso, l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e gli ambienti immersivi rappresentano infatti un cambiamento epocale anche nel processo educativo e formativo, obbligando tutto il sistema scolastico a riflettere sui nuovi confini e scenari della formazione dei “nativi digitali”. È questo l’obiettivo del primo convegno nazionale sul tema “Nuovi scenari dell’apprendimento: i confini reali e virtuali dell’insegnamento”, organizzato dalla cooperativa Kairos, mediante la propria area Kappa Formazione, in collaborazione con il Liceo Scientifico Cavour di Roma.

Il 19 e 20 maggio nell’Aula Magna della scuola romana in via delle Carine 1

Questo convegno, che si svolgerà nei giorni 19 e 20 maggio presso l’aula magna del Liceo Cavour (Via delle Carine 1), vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni politiche, docenti di atenei universitari e istituti scolastici, psicologi, pedagogisti, ricercatori ed esperti, ma anche genitori e studenti. Il convegno sarà aperto nel pomeriggio di venerdì 19 dai saluti del dirigente scolastico del Liceo Cavour, Claudia Sabatano, e del presidente della cooperativa Kairos, Alessandro Capponi. Sono poi previsti gli interventi del coordinatore della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, Massimiliano Smeriglio, del dirigente con funzione ispettiva dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, Rosa Musto, del presidente del comitato Lazio dell’Associazione Nazionale Istituti non Statali di Educazione e di Istruzione (ANINSEI), Goffredo Sepiacci, e della presidente del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, Antonia Labonia.

Categorie
Cultura

Almanacco. 16 maggio 218: Eutichiano comandante della III Gallica dichiara Eliogabalo Imperatore

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 16 maggio 218:

All’alba Publio Comazone Eutichiano, comandante della III Gallica, dichiara ELIOGABALO Imperatore.

ELIOGABALO SPOSO’, PER POI DIVORZIARE CINQUE DONNE

Eliogabalo sposò, per poi divorziare, cinque donne, delle quali solo tre sono conosciute.
La sua prima moglie fu Giulia Cornelia Paula, che sposò poco dopo essere giunto a Roma , allo scopo di avere presto dei figli con i quali continuare la dinastia, ma dalla quale divorziò nelle prime settimane

del 220 sulla base di una non meglio specificata imperfezione fisica, allo scopo di sposare la seconda moglie, la vergine vestale Aquilia Severa; nel giro di un anno, però, pose fine al controverso legame

con Aquilia per sposare Annia Faustina (luglio 221), una discendente

di Marco Aurelio e la vedova di Pomponio Basso, fatto giustiziare da

poco da Eliogabalo stesso; entro la fine dell’anno, infine, tornò da Aquilia.

Stando però al senatore e storico contemporaneo Cassio Dione, la

sua relazione più stabile sarebbe stata quella con uno schiavo biondo proveniente dalla Caria di nome Ierocle, al quale l’imperatore si

riferiva chiamandolo suo marito.

Erodiano commenta che Eliogabalo sciupò il suo bell’aspetto naturale facendo uso di troppo trucco.

Venne spesso descritto mentre «si deliziava di essere chiamato l’amante, la moglie, la regina di Ierocle», e si narra che abbia offerto metà dell’Impero romano al medico che potesse dotarlo di genitali femminili.

ELIOGABALO E’ STATO DESCRITTO DAGLI SCRITTORI MODERNI COME TRANSGENDER

Di conseguenza, Eliogabalo è stato spesso descritto dagli scrittori moderni come transgender, molto probabilmente transessuale.
La politica religiosa e i suoi eccessi sessuali (ebbe cinque mogli e

due “mariti”) causarono una crescente opposizione del popolo e

del Senato romano, che culminò col suo assassinio per mano della

guardia pretoriana e l’insediamento del cugino Alessandro Severo.

Con la sua morte, molti dei suoi collaboratori furono uccisi o deposti, inclusi Ierocle e Comazone.

I suoi editti religiosi furono annullati ed El-Gabal fu mandato indietro ad Emesa. Alle donne fu proibito per sempre di partecipare alle

sedute del Senato romano, mentre fu decisa la damnatio memoriae contro di lui: le sue statue furono distrutte, il nome cancellato dai documenti e dalle iscrizioni, fu proibito piangerlo pubblicamente e seppellirlo.

Categorie
Cultura

Grafica al femminile, le opere di 43 artiste a Roma dal 17 maggio

Donne Artiste. Percorsi nella Grafica dal Novecento ad Oggi è

il titolo della mostra che il Palazzo della Calcografia, storica sede dell’Istituto centrale per la grafica diretto da Maura Picciau, a Roma, ospita dal 16 maggio al 23 luglio.

L’esposizione, curata da Luisa De Marinis e Ilaria Fiumi Sermattei, è dedicata alla produzione grafica, fotografica e di incisioni delle artiste presenti nella collezione dell’Istituto, partendo dai primi decenni del Novecento fino ai giorni nostri.
È una rassegna inedita e di alta qualità che riunisce 80 opere di

40 artiste a cui si aggiungono quelle di Irma Blank con la sua

scrittura aniconica, Isabella Ducrot con le sue composizioni tessili

ed Elisa Montessori con le ispirazioni poetiche tra mito e natura.

Le tre artiste invitate non sono ancora presenti in collezione, ma sono fortemente significative nel panorama creativo contemporaneo.

LA MOSTRA AL PALAZZO DELLA CALCOGRAFIA DAL 17 MAGGIO AL 23 LUGLIO

“Le donne nelle nostre collezioni si rivelano come autrici sensibili, aggiornate e fantasiose – spiega Maura Picciau, direttrice dell’Istituto centrale – scoprirne, o riscoprirne, le opere e il messaggio è un

atto dovuto e una esplorazione ricca di sorprese e di soddisfazioni, talora toccante. Le tre artiste invitate, Irma Blank, Isabella Ducrot e Elisa Montessori, costituiscono una triade felice per capacità analitica, sintonia poetica e forza espressiva nel segno. La presenza di opere di Irma Blank, da poco scomparsa, ci commuove e ci sembra un giusto omaggio”.

La mostra si articola intorno a cinque temi: Mito/visioni, Paesaggi, Volti/figure, Segni/scritture e Su di Lei, in un percorso in cui il criterio cronologico e storico si intreccia con quello linguistico e tematico, a testimoniare l’adesione delle donne alle correnti e ai movimenti della storia dell’arte nel lungo periodo preso in esame. La mostra è aperta da martedì a domenica, dalle 10 alle 19. 

Categorie
Cultura

Il Teatro di Roma alle Olimpiadi di Budapest

Il Teatro di Roma accompagna il teatro di poetica ed estetica “senza confini” di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret alle Olimpiadi del Teatro di Budapest, con il debutto in esclusiva mondiale di Anastasis (foto Francesco Galli), per un’unica replica il 20 maggio. Roma viaggia verso Budapest per uno degli appuntamenti internazionali più rappresentativi della scena culturale, approdando con un’imponente opera in collaborazione con lo Stabile capitolino, che è un inno all’arte e al potere dell’esistenza, in cui Eugenio Barba ha riunito 70 artisti della Scuola Internazionale di Antropologia Teatrale (ISTA) fondata nel 1980.

L’omaggio del Teatro di Roma

Il Teatro di Roma omaggia così l’ultimo maestro teatrale d’Occidente che, da sessant’anni incanta generazioni di spettatori e artisti con la sua leggendaria compagnia, collaborando alla realizzazione di Anastasis (Resurrezione), nuova creazione che apre orizzonti e sguardi sulle diverse fasi della vita, dall’origine alla morte, fino alla rinascita nel mondo della natura, degli animali e degli umani. Un caleidoscopio di espressioni e sensibilità che unisce maestri attori e danzatori di differenti stili e tradizioni, asiatiche, occidentali, afrobrasiliane e latino-americane, tra cui Annada Prasanna Pattanaik, musicista indiano, gli attori italiani Lorenzo Gleijeses e Manolo Muoio, il compositore italiano Mirto Baliani e lo scenografo digitale tedesco Stefano Di Buduo, oltre a Julia Varley, storica e principale collaboratrice di Barba.

In scena diversi generi artistici

Sulla scena confluiranno gli universi estetici ed espressivi di diversi generi artistici: Noh giapponese, opera cinese Nankuan, Topeng balinese, danza e canti Baul indiani, nonché Kathakali, Bumba Meu Boi brasiliano, danza flamenco e codici contemporanei occidentali, di cui ogni artista conserverà fedelmente le caratteristiche del proprio stile, integrando nel contesto dello spettacolo.

Anastasis

«Anastasis vuole essere la rappresentazione della nostra esperienza fondamentale e delle nostre infinite possibilità, espresse attraverso la consapevolezza che non moriremo oltre la morte – racconta Eugenio Barba – Arriveremo a questa morte attraverso fasi di sviluppo e stasi, passaggi vitali dalla primavera all’inverno, a cui seguirà un momento di rinascita. Una resurrezione che attinge dalle diverse tradizioni, esperienze, storie, sensazioni archetipiche e strutture mentali e di pensiero, che caratterizzano le molteplici culture presenti in scena, per creare un contagio che dà il senso della fioritura e dell’appassimento verso un nuovo ritorno, un’altra rinascita».

Dopo Budapest ritorno nella Capitale

Dopo Budapest il teatro di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret tornerà a Roma nel maggio 2024 al Teatro India, per l’avvio di un programma di attività, spettacoli in anteprima assoluta, masterclass, dimostrazioni e incontri, lungo un mese dedicato al mito creativo e alla pratica pedagogica di questa straordinaria esperienza artistica. Un viaggio immersivo nella storia pionieristica di un grande rivoluzionario del teatro, pedagogo e teorico, che ha attraversato la scena mondiale, dal Novecento ad oggi, raccogliendo l’eredità artistica di Jerzy Grotowski, creando il Terzo teatro e la Scuola Internazionale di Antropologia Teatrale, ma soprattutto fondando a Oslo, in Norvegia, nel 1964, quel progetto unico di Teatro di ricerca multiculturale che è l’Odin Teatret, al compimento dei suoi primi 60 anni proprio nel 2024.

Categorie
Cultura

Notte dei Musei 2023 un grande successo

Notte dei Musei 2023 un grande successo. Nonostante il maltempo e la pioggia che hanno caratterizzato tutta la serata di sabato, sono stati infatti oltre 73.000 i visitatori che hanno partecipato alla manifestazione, superando il risultato dello scorso anno e delle edizioni precedenti alla pandemia. Un risultato considerevole, ancor di più avvalorato dall’entusiasmo con cui i cittadini e i turisti hanno assistito, dalle 20 alle 2 di notte, ai circa 130 eventi in programma negli oltre 80 siti culturali aperti sul territorio. In apertura di serata, grande partecipazione ha fatto registrare la performance di Noemi alla Centrale Montemartini.

Ospite della Notte dei Musei

L’ospite speciale di questa edizione della Notte dei Musei ha trascinato il pubblico, accorso sin dalle tarde ore del pomeriggio, con un repertorio dei suoi più grandi successi eseguiti in versione solo voce e piano. Un’intesa che è continuata con uno speciale duetto in compagnia di una piccola fan, con l’omaggio a Roma e ad Anna Magnani del brano “Com’è bello fa’ l’amore quanno è sera” e con un bis chiamato a gran voce dal pubblico. Altro appuntamento significativo della serata, l’evento site specific della compagnia Emanuel Gat Dance che ha richiamato al Museo dell’Ara Pacis il pubblico delle occasioni speciali per un’esibizione unica nel suo genere, un incontro tra le memorie storiche, evocate dal monumento, e la danza contemporanea, tra il fascino del design e quello della moda, sintetizzata negli abiti del costumista Thomas Bradley.

Capitale in movimento

È stata, nel complesso, una città in continuo movimento sin dalle prime ore della serata, con una partecipazione costante di pubblico che ha continuato a raggiungere fino alle ore notturne gli spazi aperti per l’occasione. Riprova di questo, sicuramente, il successo ottenuto dai Musei Civici di Roma Capitale, dove l’accesso di pubblico non è mai rallentato, nonostante la pioggia, consentendo, a fine serata, di ottenere risultati importanti come quelli dei Musei Capitolini con quasi 6.000 ingressi e del Museo dell’Ara Pacis, attestatosi sui 5.000 visitatori circa.

Il Sindaco Gualtieri

«La Notte dei Musei è stata ancora una volta una bellissima iniziativa partecipata, con oltre 73mila tra romani e turisti che hanno approfittato dell’apertura serale per visitare tanti luoghi ricchi di storia e di fascino e per assistere ad un ricco programma di eventi e spettacoli dal vivo. Numeri straordinari capaci di restituirci davvero l’idea di una festa diffusa della Cultura che, anche nei prossimi anni, continuerà ad emozionare e a stupire», ha dichiarato il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.