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Almanacco. 4 marzo 1994: muore a Roma Gianni Agus

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un artista.

Il 4 MARZO 1994 Muore a Roma GIANNI AGUS. E’ stato un attore, conduttore televisivo e attore teatrale.
Conosciuto dal grande pubblico come “spalla eccellente” di comici,

fra i quali Totò, Peppino De Filippo e Paolo Villaggio, è particolarmente stimato per la stentorea, chiarissima voce e per diversi ruoli da “capo”

e da gerarca fascista fintamente prepotente o da antipatico preso in giro, seppe affermarsi anche come protagonista versatile e fantasioso, non solo sul palcoscenico.

CONOSCIUTO COME SPALLA ECCELLENTE PER TANTI COMICI

Dedicatosi per molti anni alla TV, divenne popolarissimo interpretando la parte del capoufficio di Fracchia, ruolo che propose in varie trasmissioni come: È domenica ma senza impegno (1969), Il cattivone (1970) e soprattutto, nella serie televisiva Giandomenico Fracchia – sogni proibiti di uno di noi (1975).
Anche negli anni ottanta tornerà ad impersonare questo ruolo, sempre in varie trasmissioni, finanche al cinema nel film di successo Fracchia la belva umana.

Fu anche fra gli interpreti della miniserie televisiva del 1965 La donna di fiori.
Tra le sue più convincenti interpretazioni: il conte di Almaviva in Figaro qua, Figaro là di Carlo Ludovico Bragaglia (1950), un gerarca fascista in Il federale di Luciano Salce (1961), l’enfatico podestà Pennica di I due marescialli di Sergio Corbucci (1961) e il personaggio di Ottaviano Augusto in Totò e Cleopatra di Fernando Cerchio (1963).

INTERPRETO’ ANCHE PIECE DI TEATRO CLASSICO

Negli anni Sessanta recitò anche in alcuni filmati pubblicitari del detersivo Olà realizzati per Carosello insieme a Raimondo Vianello.
Noto al grande pubblico come attore brillante, Gianni Agus in realtà interpretò anche diverse pièce di teatro classico, inclusi diversi Pirandello (tra cui I giganti della montagna in una messinscena di Mario Missiroli e, poco prima della sua scomparsa, Così è (se vi pare), dove era tra i protagonisti) e l’Opera da tre soldi con la regia di Giorgio Strehler.

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Prorogata fino al 7 maggio la mostra di Van Gogh a Roma per il record di visite

 La mostra è sold out da molto tempo ma le richieste continuano incessanti da ogni parte del mondo: per questo motivo Arthemisia,

in accordo col Kroller Muller Museum, ha deciso di prorogare eccezionalmente fino al 7 maggio la mostra a Roma su Van Gogh.

Dall’8 ottobre a oggi sono oltre 400 mila i visitatori che, a

Palazzo Bonaparte di Roma, hanno preso parte alla grande mostra dedicata al pittore.

SARA’ VISIBILE FINO AL 7 MAGGIO. DA OTTOBRE 400MILA VISITATORI

Una mostra che, fin dalla sua apertura, ha registrato numeri record.

E che, nell”ultima settimana sarà aperta tutti i giorni fino alle 24.00.
 Inoltre, il 30 marzo, in occasione del 170esimo anniversario della nascita di Van Gogh, ci sarà una grande giornata di festa: apertura fino a mezzanotte, musica, drink dedicato al grande artista e palloncini per tutti i bambini.
Con il patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, la mostra è prodotta da Arthemisia, realizzata in collaborazione con il Kröller-Müller Museum di Otterlo ed è curata da Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti. 

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Almanacco. 3 marzo 1909: viene inaugurato a Roma Il Teatro Ambra Jovinelli

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 3 marzo 1909:

Inaugurazione del TEATRO JOVINELLI.
Nacque per volontà dell’impresario teatrale Giuseppe Jovinelli, intenzionato a costruire un teatro di varietà dal volto lussuoso e degno

di essere equiparato ad un teatro di prosa, di norma stilisticamente

più ricco e nobile.
Venne eretto nella scomparsa piazza Guglielmo Pepe, nel Rione Esquilino.
Dopo una serie di progetti firmati da Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini, i lavori di costruzione iniziarono nel 1906.

L’anno seguente subentrò come progettista Ulderico Bencivenga.
Negli anni precedenti la prima guerra mondiale, il Teatro Jovinelli divenne uno dei più importanti teatri di varietà della capitale.
Il programma degli spettacoli comprendeva, in genere, numeri

di canzonettiste e duettisti, attori comici e macchiettisti, danzatrici, acrobati e trasformisti.

TRA I COMICI CHE SI ESIBIRONO ANCHE PETROLINI E TOTO’

Fra i comici che si esibirono al Teatro Jovinelli nei primi anni furono Raffaele Viviani, chiamato con la sorella Luisella per l’inaugurazione, ed Ettore Petrolini, che ottenne proprio da Giuseppe Jovinelli la sua prima scrittura importante nel 1910.
Fra il 1919 e il 1920 fece il suo debutto al Teatro Jovinelli Totò,

che raccontò poi il suo incontro con l’impresario in Siamo uomini o caporali? Presentatosi come imitatore di Gustavo De Marco, un comico che aveva avuto un grandissimo successo su quello stesso palcoscenico negli anni precedenti la guerra, Totò divenne subito un beniamino del pubblico, e rimase allo Jovinelli fino al 1921.

Altri importanti comici che ebbero grande favore di pubblico negli anni venti furono Alfredo Bambi e il proverbiale Gustavo Cacini.
Il teatro di varietà, però, dopo la Grande Guerra subì pesantemente la concorrenza del cinema, con il conseguente cambio di cartellone dal varietà all’avanspettacolo.
Il vaglio del fascismo poi, che impose dure leggi contro il teatro dialettale e la satira politica, debilitò fortemente l’offerta del teatro.

Gli incentivi per l’industria cinematografica, preferita allo spettacolo non tecnicamente riproducibile, avviarono definitivamente il teatro verso il declino.

NEGLI ANNI 40 E 50 FU ANCHE PALASPORT

Negli anni quaranta e cinquanta fu anche una sorta di palasport ante litteram, ospitando moltissime riunioni di pugilato, anche con tanti grandi campioni che si sfidavano e combattevano sul ring lì predisposto, sport diffusissimo e assai praticato in quel tempo, e ottenendo

un successo eccezionale per l’accoglienza ricevuta e per il grandissimo numero di spettatori amanti della boxe che vi accorsero e per il rilievo che tale iniziativa ebbe sui giornali sportivi di allora.

NEGLI ANNI CINQUANTA ASSUNSE IL NOME DI AMBRA JOVINELLI

Votato definitivamente all’avanspettacolo alternato alle sole proiezioni cinematografiche, lo Jovinelli si trasformò in cinema-varietà negli anni cinquanta, assumendo il nome Ambra Jovinelli.
La motivazione era semplicemente quella di dare al teatro maggiore visibilità nei tamburini dei giornali che, vista l’iniziale, lo avrebbero collocato nei primissimi posti della lista dei cinematografi capitolini.
Spesso, tuttavia, venivano organizzati incontri di boxe, concorsi canori, cabaret e avanspettacolo.

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Claudio Abate, oltre 150 immagini al MAXXI di Roma dal 3 marzo

 “Claudio Abate. Superficie sensibile” è il titolo della mostra che

il MAXXI di Roma nello spazio EXTRA dedica dal 3 marzo

al 4 giugno al grande fotografo degli artisti.

A cura di Ilaria Bernardi e dal direttore MAXXI Arte Bartolomeo Pietromarchi, l’esposizione è un racconto visivo dell’autore

attraverso una selezione di oltre 150 immagini, tra fotografie a parete e provini in teca, che permette di compiere un viaggio nella storia dell’arte del Novecento, tra le avanguardie artistiche e teatrali degli anni Sessanta e Settanta, e che fa rivivere performance irripetibili.

La mostra è un omaggio al grande fotografo del Novecento che ha vissuto e lavorato con i più prestigiosi artisti italiani e internazionali,

da Carmelo Bene al Living Theatre, da Jannis Kounellis e Pino Pascali a Joseph Beuys, accompagnando e riscrivendo per immagini la storia dell’arte degli ultimi 50 anni.

LA MOSTRA DEL FOTOGRAFO DEGLI ARTISTI DAL 3 MARZO AL 4 GIUGNO

 L’esposizione ripercorre la produzione di Abate attraverso la “lente”

del suo archivio – gestito dai figli Giulia e Riccardo – che oggi costituisce un prezioso patrimonio per gli studi storico-artistici

sull’arte italiana e internazionale.

La produzione di Abate spazia infatti dalle fotografie di opere, artisti

e mostre dell’Arte Povera agli scatti sulla scena artistica ed espositiva in Italia e all’estero, fino a fotografie su teatro, moda, costume e attualità. La mostra, che raccoglie immagini celebri, poco note, inedite, alcune restaurate con le cornici originali in ferro e altre stampate per l’evento, si sviluppa in sezioni tematiche, arricchite da teche di approfondimento e da documenti d’archivio, filmati, contributi audio e testimonianze d’epoca, che portano alla luce i rapporti di Abate con artisti e istituzioni.

LE PAROLE DEL DIRETTORE DEL MAXXI ARTE BARTOLOMEO PIETROMARCHI

“La mostra di Claudio Abate rende omaggio a un grande protagonista della scena artistica italiana che ha saputo essere autore, testimone, regista della cultura visiva contemporanea e porsi come punto

di riferimento per artisti di diverse generazioni, dalla fine degli

anni Sessanta alla sua recente scomparsa”, ha dichiarato Bartolomeo Pietromarchi, direttore MAXXI Arte, alla presentazione dell’evento.

LE PAROLE DELLA CURATRICE ILARIA BERNARDI

“Dedicare una mostra a Claudio Abate – ha commentato la curatrice Ilaria Bernardi – significa rendere omaggio a un fotografo che ha

avuto, tra le altre, tre importanti capacità: di essere sempre ‘al posto giusto e nel momento giusto’, di intessere rapporti duraturi con artisti e con spazi espositivi a Roma, in Italia e all’estero, e di essere al contempo fotografo d’arte, di teatro, fotoreporter per le riviste, fotografo di moda, artista e organizzatore di mostre e attività culturali nel suo studio”.
L’allestimento della mostra, con il coordinamento generale di Simona Antonacci, il progetto di Silvia La Pergola e il graphic design di Alberto Berengo Gardin, è fluido e avvolgente: le immagini degli artisti spiccano su pareti curve color rosso magenta, che rimandano al teatro. In occasione della mostra, inoltre, è stato prodotto un podcast con contributi di figure del mondo dell’arte che hanno conosciuto e collaborato con Claudio Abate. (ANSA).

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Almanacco. 2 marzo 1939: viene eletto Papa Pio XII

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 2 marzo 1939: Il cardinale Eugenio Pacelli è eletto Papa nel giorno del suo 63esimo compleanno. Pacelli sceglie il nome di PIO XII, per sottolineare la continuità

di intenti e di operato con il suo predecessore, Pio XI, papa Ambrogio Ratti.

Il pontificato di Pio XII sarà tra i più controversi della storia della Chiesa, per il suo atteggiamento elusivo rispetto al dramma dell’Olocausto, e per l’assenza di una sua iniziativa diretta a impedire

le deportazioni degli Ebrei nei lager.

IL CONCLAVE CHE LO HA ELETTO E’ STATO BREVE VISTA L’IMMINENZA DELLA GUERRA

Il conclave che lo ha eletto è stato eccezionalmente breve vista l’imminenza della guerra.
il Papa tentò invano di scongiurare il rischio di una nuova guerra mondiale con diverse iniziative fra cui la più famosa è il discorso

alla radio del 24 agosto 1939 in cui pronunciò la frase simbolo del suo pontificato: “Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra”.

Tuttavia tali iniziative furono inutili.
Durante l’occupazione nazista dell’Italia, dopo l’8 settembre, offrì

asilo politico presso la Santa Sede a molti esponenti politici antifascisti tra cui Alcide De Gasperi e Pietro Nenni, appellandosi al fatto che

la Città del Vaticano era uno Stato sovrano.

E’ STATO IL PRIMO PAPA AD ESSERE NATO NELL’ITALIA UNITA

Davanti alla basilica di San Lorenzo fuori le Mura c’è un monumento che ricorda il papa Pio XII,in occasione del bombardamento del quartiere il 14 luglio 1943 il pontefice fece visita alla popolazione

così duramente provata.

FU IL PRIMO PAPA LE CUI IMMAGINI VENNERO TRASMESSE IN TELEVISIONE

Tuttavia fu un papa particolarmente amato dalla gente: istituì l’Angelus domenicale dalla finestra di Piazza San Pietro e fu il primo papa le cui immagini vennero trasmesse in televisione .
Eugenio Pacelli è sepolto nelle Grotte Vaticane vicino alla tomba di Pietro, che egli contribuì a individuare.

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Festival del Cinema Tedesco a Roma dal 16 al 19 marzo

Festival del Cinema Tedesco che torna dal 16 al 19 marzo a Roma, al Cinema Quattro Fontane, per la sua terza edizione. Da quest’anno il Festival chiama il Pubblico a votare per il Miglior Film. A volere l’iniziativa il German Films che, da oltre 25 anni, promuove il cinema tedesco nel mondo, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e il Goethe-Institut.

Quattro giorni di Festival

Quattro i giorni di programmazione nel corso dei quali saranno presentati film e cortometraggi della recente produzione cinematografica tedesca, alcuni tra i titoli in anteprima italiana. Una selezione di opere di autori e registi all’attenzione della critica e dei festival internazionali, accuratamente selezionati dalla giuria composta da Cristiana Paterno’, Mauro Donzelli e Miriam Mauti. Ad inaugurare il festival, in anteprima italiana, il 16 marzo il lungometraggio Quel Che Si Vede Da Qui (Was Man Von Hier Aus Sehen Kann) di Aron Lehmann, adattamento dall’omonimo bestseller dell’autrice tedesca Mariana Leky dal titolo What You Can See From Here, tradotto in 14 lingue con oltre 600.000 copie vendute in Germania. In Italia Quel Che Si Vede Da Qui è edito da Keller.

Presentatori del Festival Aron Lehmann e Rosalie Thomass

A presentare il film al festival il regista Aron Lehmann e Rosalie Thomass, tra le interpreti della pellicola. Luise è cresciuta con la nonna Selma in un remoto villaggio del Westerwald. Selma ha il dono di prevedere la morte. Ogni volta che in sogno le appare un okapi, qualcuno lì intorno muore nel giro di ventiquattr’ore, minuto più minuto meno. Tuttavia, il sogno non rivela chi sarà il malcapitato. L’intero villaggio si tiene pronto e, come si può immaginare, nel lasso di tempo tra il sogno e il compimento del triste fato tutti vivono in uno stato di agitazione, si fanno gli ultimi preparativi, si svelano segreti, ci si confessa e si attende…

Ritratto originale

Quel che si vede da qui è il ritratto originalissimo di un paese e della sua bizzarra comunità così come ce li racconta la piccola Luise, ormai di casa dalla nonna Selma visto che i genitori sono alle prese con un matrimonio che non funziona. Poetico, divertente, toccante, è una fiaba dei nostri tempi che affronta i grandi temi dell’esistenza: l’amicizia, la perdita, l’amore inconfessato e il fluire della vita.

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Premio Strega,80 proposte all’edizione 2023, è record assoluto.

Raggiungono il record assoluto di 80 i libri proposti dalla giuria

degli Amici della Domenica per le candidature al Premio Strega 2023.

Il termine per presentare le candidature è scaduto il 1 marzo, alle 12.

IL COMITATO DIRETTIVO SCEGLIERA’ I 12 TITOLI CANDIDATI

Spetta ora al Comitato direttivo del premio – presieduto da Melania G. Mazzucco e composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Ernesto Ferrero, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi, Antonio Scurati e Giovanni Solimine – scegliere i 12 titoli che si disputeranno l’edizione 2023. 

L’ELEZIONE DEL VINCITORE SI SVOLGERA’ IL 6 LUGLIO AL MUSEO NAZIONALE ETRUSCO

La dozzina sarà annunciata giovedì 30 marzo in una conferenza stampa alla Camera di Commercio di Roma, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano.

La proclamazione della cinquina finalista sarà il 7 giugno al Teatro Romano di Benevento.
L’elezione del vincitore si svolgerà il 6 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. (ANSA).

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Almanacco. 1 marzo 1968: a Roma gravi scontri alla Facoltà di Architettura a Valle Giulia tra gli studenti e la polizia

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un fatto di cronaca accaduto il 1 marzo 1968: Gravi scontri alla facoltà di Architettura

a Valle Giulia, tra gli studenti che volevano rioccupare la facoltà

e la polizia.
Si contano 150 feriti tra le forze di polizia e 478 tra i dimostranti.

OTTO AUTOMEZZI DELLA POLIZIA FURONO INCENDIATI

Al termine dei disordini la questura calcolerà 148 feriti,

47 dimostranti “medicati in ospedale”, quattro arresti, 200 denunce.
Otto automezzi della polizia furono incendiati.

Cinque pistole furono sottratte agli agenti.

Venerdì 1º marzo, circa 4.000 persone si radunarono in Piazza di Spagna, animando un corteo che si divise in una parte diretta alla

città universitaria ed un’altra a Valle Giulia, nell’intenzione di riprendere l’occupazione della facoltà.

Giunti sul posto, gli studenti si trovarono davanti ad un imponente cordone di forze dell’ordine, e durante il fronteggiamento che ne seguì, un piccolo gruppo di poliziotti si separò per affrontare con violenza

uno studente isolato; il collettivo reagì con lancio di sassi ed oggetti contundenti.

PIER PAOLO PASOLINI SI SCHIERO’ CON LE FORZE DELL’ORDINE

Pier Paolo Pasolini, in un’invettiva non gradita al Partito comunista italiano, contrapporrà polemicamente agli universitari,

“figli di papà prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati”, i poliziotti,

per lo più meridionali, “figli di poveri… ridotti senza più sorriso, senza più amicizia col mondo, separati”.
E’ l’episodio più importante della contestazione studentesca del 1968.

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80 anni di Lucio!

80 anni di Lucio! Il 4 e il 5 marzo del 1943 nascevano Lucio Dalla e Lucio Battisti, due leggende della musica italiana che con le loro canzoni immortali hanno ispirato ed emozionato intere generazioni, nate a sole 24 ore di distanza l’uno dall’altro e capaci di rivoluzionare il panorama musicale italiano.

Nel 2023 80 anni per entrambi

Nel corso del 2023, proprio nell’anno in cui entrambi avrebbero compiuto 80 anni, verranno celebrati gli incredibili repertori di questi due straordinari artisti con una serie di iniziative organizzate da Sony Music. Si parte il 3 marzo con l’uscita delle ristampe dei vinili, in edizione limitata, di alcuni dei loro più importanti album. Veri e propri oggetti da collezione che usciranno per la prima volta in versioni inedite (colorate e picture disc) e numerate (500 copie).

Edizioni esclusive in vinile

Sullo store ufficiale di Sony Music saranno inoltre presenti delle edizioni in esclusiva in vinile. Le opere dei due Artisti saranno anche valorizzate per l’ascolto digitale: a partire dal 3 Marzo e durante il corso dell’anno saranno rese disponibili entrambe le discografie in Audio Spaziale con Dolby Atmos su Apple Music. In occasione di questo anniversario, Sony Music ha commissionato al talento di Matteo Berton la realizzazione di un’opera celebrativa dei due Artisti che è diventata l’immagine ufficiale di tutta l’operazione.

Opera celebrativa di Matteo Berton

«Lavorare all’illustrazione per l’ottantesimo anniversario della nascita di Battisti e Dalla – racconta Matteo Berton – è stata una grande opportunità per riscoprire il legame che ho con queste due icone della musica italiana. Ognuno di noi ha sicuramente un ricordo legato ad una delle loro canzoni, per me erano diversi, il più vecchio forse è quello di mamma e suoi dischi di Battisti ma anche la prima volta che ho sentito com’è profondo il mare e le nottate passate a suonare le loro canzoni alla chitarra. Ho voluto lavorare ad una composizione allegorica, quasi rinascimentale, i due posano in mezzo ai campi e le galline in un contesto popolare lontano dai luoghi della celebrità. In terra una coperta e la natura morta di un pic nic e sparsi nell’immagine degli easter egg e riferimenti alle loro canzoni».

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Almanacco. 28 febbraio 1994: muore a Roma Enrico Maria Salerno

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande artista.

Il 28 febbraio 1994: Muore a Roma l’attore ENRICO MARIA SALERNO che era nato a Milano il 18 settembre 1926.
Figlio di Antonino Salerno, un avvocato italiano originario di Erice (in provincia di Trapani) e di Milka Storff, una violinista jugoslava.

Nel cinema esordì in ruoli minori, imponendosi all’attenzione della critica con l’interpretazione del farmacista reso invalido dalla sifilide nell’esordio registico di Florestano Vancini, La lunga notte del ’43, 1960; da allora alternò ruoli da protagonista (Le stagioni del nostro amore, 1966; L’estate, 1966; Un prete scomodo, 1975) a partecipazioni e

ruoli di contorno, rivelando sempre un’assoluta padronanza del personaggio.

HA SPAZIATO DALLA COMMEDIA AL DRAMMA, AL CINEMA D’IMPEGNO

Negli anni Settanta interpretò molti ruoli di commissario di polizia, come nell’epocale La polizia ringrazia di Steno.
Attore duttile e completo, ha spaziato dalla commedia al dramma sentimentale, dal cinema d’impegno civile ai film di genere, con risultati sempre eccellenti.
Come regista colse un grande successo al primo film, Anonimo veneziano (1970), struggente storia d’amore e morte scritta con Giuseppe Berto e accompagnata da una fortunatissima colonna sonora eseguita da Stelvio Cipriani, cui seguirono Cari genitori (1973) ed Eutanasia di un amore (1978), tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Saviane, che collaborò pure alla sceneggiatura.

E’ STATO ANCHE UN DOPPIATORE DI SUCCESSO

Salerno fu anche un doppiatore di successo: la sua voce dal timbro caldo, modulata dallo studio e dal forte tabacco francese di cui faceva largo uso fu, tra gli altri, di Clint Eastwood nella Trilogia del dollaro di Sergio Leone, del Cristo ne Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini e Il messia di Roberto Rossellini, Farley Granger in Senso di Luchino Visconti, Laurence Olivier nel Re Lear della BBC.