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Almanacco. 27 febbraio 1865: inaugurata a Roma la Manifattura Tabacchi

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 27 febbraio 1865:

Viene inaugurata a Roma la nuova sede della manifattura tabacchi

progettata dall’arch. Antonio Sarti presso la chiesa di Santa Maria dell’Orto a Trastevere.

Il Papa Pio IX ha presieduto la cerimonia.
Trastevere e il tabacco sono legati da una lunga tradizione: già nel Seicento l’edificio per la lavorazione del greggio si trovava dove oggi

è via Garibaldi. Dopo vari spostamenti, nel XIX secolo i tabacchi

erano lavorati e depositati in tre diversi edifici del Rione: presso Santa Margherita per quanto riguarda i tabacchi da fiuto, in un locale del

San Michele, dove si facevano i sigari forti e in un ambiente dell’Ospedale di Santa Maria dell’Orto per i sigari leggeri.

LA MANIFATTURA FU REALIZZATA DAL 1860 E IL 1863 SU PROGETTO DI ANTONIO SARTI

La Manifattura fu realizzata tra il 1860 e il 1863, su progetto di

Antonio Sarti. E’ in tardo stile neoclassico, con la facciata ornata al centro da otto semicolonne doriche su alta base bugnata, sovrastate da trabeazione e timpano triangolare.
Sopra le finestre del primo piano, tra le colonne si notano tre stemmi: quello al centro è di Pio IX, a sinistra c’è quello della Camera Apostolica e a destra quello di monsignor Ferrari, allora Ministro delle Finanze.

In origine l’edificio era molto più lungo e il prospetto si estendeva

per 178 metri, grazie a due edifici laterali in seguito demoliti.
Il portale risulta piuttosto basso, rispetto al maestoso edificio,

tanto è vero che Pio IX, durante la sua visita del 14 ottobre 1869,

si lasciò andare a una battuta ironica: “Adesso che sono entrato dalla finestra, fatemi vedere dov’è la porta d’uscita!”-

All’architetto Andrea Busiri Vici fu affidata la realizzazione del cosiddetto “Quartiere Mastai”, con una serie di case ad affitto

ridotto da destinare ad abitazione del personale della fabbrica.

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Almanacco. 25 febbraio 2003: muore a Roma Alvaro Amici

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un cantore di Roma.

Il 25 febbraio 2003: muore a Roma ALVARO AMICI è stato un cantante italiano esponente della tradizione canora romana di stornelli.
Di famiglia modesta, cresciuto negli anni segnati dalla

Seconda guerra mondiale, Alvaro inizia a lavorare sin dai tempi

delle scuole elementari, impiegandosi come orefice, tornitore in un’officina meccanica e, infine, pittore edile.

Da sempre però la sua grande passione è il canto, un dono innato coltivato interamente da autodidatta già da bambino, quando cantava

a scuola nascondendosi, per timidezza, dietro la lavagna.

Passata l’adolescenza, parte per il servizio militare, durante il quale si esibisce in qualche festa per i suoi superiori: riesce così ad ottenere parecchi permessi di uscita per andare a far le serenate alla sua

fidanzata Cristina.

La sua voce inizia a farsi notare nei ristoranti di Roma e nelle strade dove si esibisce in serenate;

Nel 1972 lavora per la casa discografica Saar ed esegue solo classici.
Vi rimane fino al 1975, anno in cui incide i 12 successi all’italiana

di Claudio Villa con il maestro Mario Battaini.

DAL 1977 AL 1979 FIRMA UN CONTRATTO CON LA FONIT CETRA

Dal 1977 al 1979 firma un contratto con la Fonit Cetra, per la quale incide due LP, Roma de mi madre e Roma canta, con l’orchestra del maestro Elvio Monti.
Nel 1980 arriva la sua prima autoproduzione, un LP dal titolo “Serenata de papà”, dedicata alla figlia.

Questo periodo è segnato da un grande successo: tra il 1980 e il 1982

si esibisce al teatro Margherita di Napoli, parte per il Canada per una tournée, e a Roma porta in teatro “La Passatella” e “Favola Romana”, due rappresentazioni drammatiche in puro stile “Romanesco”.

Tra serenate e feste di piazza, si ritrova colmo di impegni.
A San Basilio, quartiere di Roma, si esibisce davanti ad un pubblico

di 35.000 persone venute a sentirlo cantare.

NEL 1972 COMINCIA A LAVORARE NEL CINEMA

Nel 1972 comincia a lavorare al cinema, con alcune particine in

qualche film: “Roma” di Federico Fellini 1972, Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli; nel 1976 in Ragazzo di borgata di Giulio Paradisi, nel 1981 ne Il minestrone con Sergio Citti, Roberto Benigni

e Ninetto Davoli, nel 1982 ne Il conte Tacchia con Enrico Montesano.

Nel 1983 incide un 45 giri dedicato alla Roma dello scudetto.
Il 12 settembre 2008 al pincetto della Garbatella in Piazza Benedetto Brin in occasione della manifestazione “aspettando la Notte bianca” organizzata dall’associazione culturale Il Tempo Ritrovato e

patrocinata dal Municipio Roma XI, è stato consegnato al figlio Corrado in memoria del padre l’Oscar Garbatella DOC.

Il riconoscimento è stato consegnato da Carla Di Veroli assessore

alla cultura e dalla presidente del Tempo Ritrovato Mirella Arcidiacono.
In occasione della precedente notte bianca del 9 settembre 2007, presso la fontana Carlotta, era stata apposta una targa in marmo in ricordo del “menestrello della Garbatella”.

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Almanacco. 24 febbraio 2003: muore a Roma Alberto Sordi

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il ventennale della scomparsa del simbolo di Roma.

Il 24 febbraio 2003 muore a Roma ALBERTO SORDI:
Alberto Sordi nacque il 15 giugno 1920 in via San Cosimato 7,

nel rione di Trastevere, ultimo figlio di Pietro Sordi , professore di musica e strumentista, titolare della tuba contrabbasso dell’orchestra

del Teatro dell’Opera di Roma, e di Maria Righetti , insegnante elementare.

Fu alla radio, tra il 1946 e il 1953, che cominciò a ottenere una

certa notorietà.

Nel 1946, ispiratosi agli ambienti dell’Azione Cattolica, ideò la

sua satira dei personaggi de I compagnucci della parrocchietta, dal caratteristico parlato nasale e atteggiamento da “persona come si deve”.

Uno di questi personaggi piacque talmente a Vittorio De Sica da proporre a Sordi la trasposizione cinematografica in Mamma mia,

che impressione! del 1951, attraverso la neonata P.F.C.(Produzione Film Comici), fondata dagli stessi De Sica e Sordi.

LE SUE ESPERIENZE ALLA RADIO E AL DOPPIAGGIO

Sono di questo periodo le partecipazioni ad alcuni programmi diretti da Corrado: Oplà (1947), Vi parla Alberto Sordi e Rosso e nero (1951).
Qui creò altri personaggi come il Signor Dice in collaborazione con Fiorenzo Fiorentini ed Ettore Scola, il Conte Claro, e Mario Pio.
Dopo gli esordi come doppiatore negli anni Trenta, durante i quali prestò la propria voce a Oliver Hardy del famoso duo comico Stanlio & Ollio, e le prime comparsate in pellicole di poche pretese, raggiunse la fama tra il 1952 e il 1955 con personaggi che incarnavano i vizi dell’italiano medio: dal ruolo di approfittatore in Lo sceicco bianco all’infantile de I vitelloni (entrambi diretti dal grande Federico Fellini), fino al simpatico e celebre scansafatiche di Un americano a Roma (1954).

FU INSIGNITO DI 11 DAVID DI DONATELLO E 6 NASTRI D’ARGENTO

Gli anni Sessanta e Settanta lo consacrarono come attore completo, capace di alternare parti di grande intensità drammatica, come i protagonisti di Detenuto in attesa di giudizio (1971) e

Un borghese piccolo piccolo (1977), ad altre di geniale comicità, passando con disinvoltura dall’espressione dialettale all’italiano più forbito.

Fu insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui 11 David di Donatello

6 Nastri d’argento, un Orso d’oro e un Orso d’argento per il miglior attore al Festival di Berlino, un Golden Globe per il miglior attore e

un Leone d’oro alla carriera nel 1995.

Gli manca un Oscar che avrebbe ampiamente meritato.

Il 7 dicembre del 2003 gli è stata intitolata la restaurata galleria Colonna, divenuta galleria Alberto Sordi.
Il 16 febbraio 2013 è stato inaugurato, all’interno di Villa Borghese,

un viale a lui dedicato.
Il 15 giugno del 2000, per i suoi 80 anni, è stato Sindaco di Roma

per un giorno.

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Almanacco. 24 febbraio 1821: muore a Roma il poeta John Keats

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande poeta.

Il 23 febbraio 1821 muore a Roma all’età di 25 anni il poeta inglese John Keats, abitava in una stanza in affitto della palazzina di

Piazza di Spagna, detta “Casina Rossa”, che diventerà il museo

“Keats and Shelley Memorial House”, oggi è visitabile la sua casa museo, poeta e principale esponente del romanticismo inglese.

Il suo periodo più produttivo inizia con un viaggio sull’Isola di Wight nel 1817, anno in cui pubblica il poema epico “Endymion”.

Negli anni successivi, si concentrano tutte le sue opere più conosciute: “Ode a un usignolo”, “Ode su un’urna greca”, “Ode a Psiche”.

LE SUE OPERE FURONO BERSAGLIO DI UNA COSTANTE CRITICA POLITICA

Nel corso della sua breve vita, le sue opere furono bersaglio di una costante critica politica.
Fu solo successivamente, con l’importanza del mutamento culturale promosso anche dalla sua opera, che il suo lavoro fu pienamente riconosciuto.

La poesia di Keats è caratterizzata da un esuberante amore per la lingua e per l’immaginazione, mitigato dalla malinconia.
Spesso credette di comporre all’ombra dei grandi poeti del passato e solo verso la fine della sua vita fu in grado di produrre le sue poesie più originali.

NEL 1820 SI TRASFERISCE A ROMA

Nel 1820, già seriamente malato, si trasferisce a Roma, ospite dall’amico Shelley, per beneficiare del clima più mite, ma

l’anno successivo la malattia ha la meglio.

Su sua volontà, la lapide non riporta il suo nome.

VIENE SEPOLTO NEL CIMITERO INGLESE DI TESTACCIO

Viene sepolto nel Cimitero inglese di Testaccio. (“Qui giace colui il cui nome fu scritto sull’acqua”. (Epitaffio, pensato e voluto dallo stesso poeta, sulla tomba nel cimitero protestante di Roma).
Lo sfasamento fra la data della morte del poeta riportata nelle biografie (23 febbraio) e quanto è invece inciso nelle due lapidi (sia quella sulla facciata della casa romana sia quella della tomba al cimitero acattolico, ossia 24 febbraio), è solo apparente e non è frutto di un errore:
al tempo, infatti, a Roma, il giorno nuovo non iniziava dopo la mezzanotte, bensì allo scoccare dell’Ave Maria della sera precedente; ecco perché le ore 23.00 (ora presumibile della morte di Keats) del giorno 23 febbraio, corrispondevano già alle prime ore del giorno 24 febbraio 1821.

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“Can you smile for me? L’infanzia perduta” al MAXXI

“Can you smile for me? L’infanzia perduta”, la mostra fotografica che l’inviato speciale della Rai e fotoreporter Giammarco Sicuro e l’UNICEF presentano presso il museo MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) – Corner D, in via Guido Reni 4, a Roma. La mostra sarà inaugurata oggi 23 febbraio, alle h.18 e rimarrà esposta fino al prossimo 5 marzo (martedì–domenica dalle 11 alle 19).

“Can you smile for me? L’infanzia sperduta” collezione di 83 scatti

“Can you smile for me? L’infanzia sperduta” è una collezione di 83 scatti che Giammarco Sicuro ha voluto donare all’UNICEF. Le immagini raccolte in più dieci anni di lavoro in vari paesi del mondo, dal Myanmar, a Perù, Bolivia, India, Nepal, Brasile, Oman, Tagikistan, fino all’Afghanistan e all’Ucraina, raccontano attraverso i volti dei bambini le loro storie: un mosaico colorato ed eterogeneo, ma anche sofferente, emergenziale e doloroso di un’infanzia sperduta in angoli del mondo troppo spesso abbandonati e dimenticati. La mostra ha un focus speciale sulle crisi in Ucraina e in Afghanistan.

Giammarco Sicuro

«Il volto simbolo di questa esposizione – ha dichiarato Giammarco Sicuro – è quello di una bambina di Sviatohirsk, un villaggio del Donbass, che ho fotografato all’indomani della liberazione, dopo mesi di occupazione dell’esercito russo. Un volto triste, dallo sguardo perso e vuoto, incapace, appunto, di sorridere: ‘Can you smile for me?’». La guerra in Ucraina sta avendo un impatto drammatico sulla vita e sul futuro dei 7,8 milioni di bambini del paese: di questi 3,4 milioni hanno bisogno di assistenza umanitaria nel paese e 3,9 milioni hanno bisogno di aiuto nei paesi che li ospitano come rifugiati. L’Afghanistan sta vivendo una situazione di crisi umanitaria senza precedenti: 15,3 milioni di bambini hanno bisogno di aiuto. Da tre anni, più di 1 milione di ragazze hanno perso l’opportunità di frequentare la scuola secondaria.

Gli scenari documentati

Tutti questi sono scenari che il giornalista Giammarco Sicuro ha potuto documentare anche grazie all’aiuto dell’UNICEF, visitando cliniche e ospedali di località remote, altrimenti inaccessibili.

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Cultura ed eventi all’École française de Rome

Cultura ed eventi all’École française de Rome, centro per la ricerca e la formazione alla ricerca in storia, archeologia e scienze umane. L’anno 2023 si apre con numerosi incontri di diffusione della cultura scientifica. Gli eventi sono aperti al pubblico e ad accesso libero, in lingua italiana e francese e sono dedicati alla scoperta della cultura materiale e visiva etrusca, la storia del Medioevo, il mondo ottomano e patrimonio mediterraneo, il Pontificato di Pio XII, fino alle politiche migratorie italiane.

Appuntamento con la cultura al centro di Roma, a Piazza Navona

L’appuntamento con la cultura è al centro di Roma, presso la sede storica di Piazza Navona, la collaborazione con enti italiani e partner internazionali, tra cui la Villa Farnesina, il Museo Nazionale Romano, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, l’Università di Cassino, l’Academia Belgica, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, l’Institut français – Centre Saint-Louis.

La direttrice Brigitte Marin

«Nel 2023 l’École française de Rome organizzerà diversi eventi che, speriamo, attireranno un pubblico numeroso nella nostra sede di Piazza Navona. Inizierà inoltre il nostro periodo di commemorazione del 150° Anniversario dell’École – annuncia Brigitte Marin, Direttrice dell’École française de Rome – le manifestazioni più importanti si terranno nel 2024 e 2025. Tuttavia l’École ha colto sin da ora l’opportunità della mostra su L’Ottocento a Villa Farnesina, aperta fino al 25 febbraio, per proporre, nel percorso riservato ai dintorni della villa, una sezione dedicata agli inizi dell’École a Palazzo Farnese. È un’occasione da non perdere per scoprire sia le decorazioni del XIX secolo della Villa che la storia di Roma capitale d’Italia attraverso dei punti di vista e dei documenti originali».

Fino al 25 febbraio visitabile L’Ottocento a Villa Farnesina

È ancora visitabile fino al 25 febbraio, la mostra L’Ottocento a Villa Farnesina, curata da Virginia Lapenta e Valeria Petitto, mette in evidenza gli aspetti comuni di due personaggi, il Duca di Ripalda e il Conte Primoli. Il percorso espositivo accompagna il visitatore alla scoperta di queste due figure raccontandone la storia e il loro rapporto con la città in cambiamento.

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Fiumicino, concluso il progetto sulla Liburna

Si è svolto ieri, all’Istituto Paolo Baffi di Fiumicino, l’incontro conclusivo del progetto “Liburna: storia, arte, mestieri per costruire il futuro”. Il progetto è stato curato dalla Fondazione Anna Maria Catalano, con il sostegno del Comitato SAIFO, della Regione Lazio e del Comune di Fiumicino e dell’Assonautica Acque interne Lazio e Tevere.

Gli studenti e le studentesse del plesso scolastico hanno presentare i loro lavori audiovisivi dedicati alla Liburna, pubblicati sul sito https://www.costruirememoria.it/liburna. L’evento si è svolto alla presenza di Susanna Del Bufalo, vicepresidente della Fondazione Anna Maria Catalano, e Sergio Estivi, membro del Comitato Scientifico della Fondazione. Presenti anche Ezio Di Genesio Pagliuca, vicesindaco di Fiumicino, e Raffaele Megnae, portavoce del Comitato SAIFO, oltre che delle dirigenti dell’istituto scolastico.

Al progetto hanno preso parte più di cento studenti, coinvolti attraverso diverse iniziative. Hanno partecipato a incontri in aula con esperti, visite guidate al cantiere della Liburna e ascolto di quattordici podcast dedicati alla Liburna.

Ieri a Fiumicino l’evento conclusivo del progetto curato dalla Fondazione Catalano

“Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte ad un progetto – ha commentato la Dirigente scolastica Monica Bernard -. Il nostro Istituto crede fortemente e da diverso tempo. L’iniziativa della Liburna intesa è un’imperdibile occasione di fare rete territoriale nell’ottica di costruire un futuro ricco di prospettive per le giovani generazioni”.

“Una grande soddisfazione – ha evidenziato Sergio Estivi – vedere la partecipazione e l’impegno profuso da questi ragazzi nel raccontare il nostro territorio. Siamo impegnati, da anni, sul valorizzare le bellezze nostrane, come la Liburna, e vedere coinvolte, in tal senso, anche le nuove generazioni è motivo di grande orgoglio per me e l’intera Fondazione Catalano”.

“Quello che si completa oggi – ha affermato il vicesindaco Di Genesio Pagliuca – è un lungo percorso che ha portato alcuni studenti del liceo di Maccarese e dell’Istituto Baffi alla presentazione dei podcast da loro realizzati dopo la visita al cantiere della Liburna, uno dei simboli del nostro territorio. Un lavoro che ha comportato fatica ma anche divertimento, rappresentando un modo diverso di approcciarsi alle peculiarità del territorio, un ambiente giovane che cela una storia millenaria, un luogo di arrivo e accoglienza, ben rappresentato dal modello in scala della nave romana Liburna. Ringrazio il Comitato SAIFO e la Fondazione Catalano per questo bel progetto didattico”.

A Fiumicino l’evento di chiusura del progetto sulla Liburna

Sono intervenuti all’evento anche Fabrizio Monaco di QFiumicino e Massimiliano Mattiuzzo del Biodistretto Etrusco Romano. Insieme a Raffaele Megna hanno raccontatato la genesi del progetto Liburna, nato più di vent’anni fa per iniziativa delle famiglie Ruotolo e Carmosini. “È importante riconoscere loro i meriti – hanno spiegato – di aver avuto la visione necessaria ad avviare un percorso così importante che oggi si interseca con la necessità di vedere i giovani del territorio coinvolti in prima linea”.

Valerio Granese, mastro birraio del Podere 676, ha invece portato la sua testimonianza sull’utilizzo che in passato veniva fatto della Liburna anche come mezzo di trasporto della birra.

La vice preside Livia Di Sandro ha sottolineato il grande impegno del Paolo Baffi nel rivolgere l’attenzione alla storia e al patrimonio del territorio.

In chiusura ha avuto luogo la premiazione dei lavori realizzati dagli studenti. La Giuria ha deciso di assegnare un premio ex aequo e a far raddoppiare lo stanziamento economico destinato ai premi.

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Almanacco. 21 febbraio 2014: muore il cantante Francesco Di Giacomo

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista.

Il 21 febbraio 2014: Muore a Zagarolo Francesco Di Giacomo, voce solista, dal 1971, del gruppo Banco del Mutuo Soccorso.

Aveva 66 anni.
È stato definito «la grande voce del progressive italiano, il simbolo

di un’epoca aurea del rock italiano».

Era anche un grande esperto di cucina regionale, tanto da aver tenuto anche dei corsi. Inconfondibile voce tenorile, ha compiuto studi

da autodidatta ed è autore di gran parte dei testi del gruppo.
Ha inoltre scritto la poesia composta dai titoli delle canzoni

dell’album …di terra.

E’ MORTO A CAUSA DI UN INCIDENTE STRADALE

Di Giacomo è morto a causa di un incidente stradale mentre era alla guida della sua automobile nel paese della provincia di Roma nel quale viveva.
Il funerale, con rito laico, si è svolto presso il Palazzo Rospigliosi.
Aveva avuto anche esperienze cinematografiche.

È apparso, infatti, in quattro lavori di Federico Fellini: A Satyricon,

in una breve sequenza dove in un vicolo di Roma, accenna una melodia su uno strumento a corde;

Nel film Roma nella parte di un compare del protagonista nella scena del bordello; Amarcord nella parte di un addetto alla sicurezza del califfo in soggiorno al Grand Hotel di Rimini;

e infine I clowns, dove appare nelle sequenze dedicate al personaggio Giudizio.

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La mostra “Flesh: Warhol & The Cow” si arricchisce

La mostra “Flesh: Warhol & The Cow”, a cura di Giuliano Gasparotti e Francesco Mazzei, inaugurata lo scorso 8 settembre nel nuovo Spazio culturale La Vaccheria nel IX Municipio Roma Eur, già prolungata per due volte, prima fino al 6 gennaio e poi ancora fino al 1° aprile 2023, si prepara ad ospitare un nuovo “evento-nell’evento” per il grande successo riscosso: sono infatti oltre 14 mila le persone che l’hanno visitata finora, moltissimi i giovani, arrivate da ogni quartiere di Roma e da tante parti d’Italia e non solo.

La mostra si arricchisce

Grazie alla disponibilità di Regina Schrecker e di Gianfranco Rosini, fondatore della Collezione Rosini Gutman di Andy Warhol, l’esposizione in corso si arricchisce dell’inserimento di nuove ed importanti opere, come, ad esempio, i Grandi Ritratti di Joseph Beuys ed un piccolo Flowers, entrambi su tela. Fra queste nuove opere spiccano per bellezza ed importanza i due ritratti di Regina Schrecker: una “capsule collection exhibit” che verrà inaugurata sabato 4 marzo alle 17.

Lady Universo Regina Schrecker

Regina Schrecker, icona di bellezza e di eleganza, già Lady Universo, interverrà presentando due suoi quadri, a lei dedicati da Andy Warhol. Ci racconterà del loro incontro a New York e dei momenti in cui, nella magia della famosa Factory, il Maestro scattava tante polaroid, ispirato dalla visione artistica della Pop Art. Le foto in bianco e nero ed a colori, le cui immagini saranno anch’esse in mostra, ci riporteranno al rapporto di amicizia e di ammirazione che si era stabilito tra di loro da tempo.

Ripresentazione delle tele

Per questa mostra, Regina Schrecker, in collaborazione con il designer Pino Masci, proporrà anche una originale rappresentazione delle sue due tele, esaltate nella teatralità delle sculture/cavalletti che le sospendono. È rappresentata così quella contaminazione artistica che solo la visione poliedrica dell’Arte può realizzare.

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Almanacco. 20 febbraio 2017 muore a Roma il cantante Enzo Carella

Oggi nel nostro almanacco vogliamo ricordare un artista.

Il 20 febbraio 2017 muore a Roma ENZO CARELLA.

E’ stato un cantautore italiano, nato a Roma l’8 gennaio 1952.
Scoperto da Alfonso Bettini e lanciato da Vincenzo Micocci,

il suo primo 45 giri viene pubblicato dalla IT nel 1976, con distribuzione RCA Italiana e la produzione artistica di Marco Luberti e Alfonso Bettini, produttori anche di Riccardo Cocciante, ed

è Fosse vero, un brano scritto assieme a Pasquale Panella, autore,

anche in seguito, di tutti i testi di Carella;

l’anno successivo pubblica il suo primo album Vocazione, da cui

viene tratto un secondo 45 giri, Malamore, canzone che riscuote un certo successo radiofonico.

SI CLASSIFICA SECONDO AL FESTIVAL DI SANREMO NEL 1979 CON IL BRANO “BARBARA”

Partecipa al Festival di Sanremo 1979, classificandosi secondo con il brano Barbara.
Sempre nel 1979 esce anche il secondo album dal titolo Barbara e altri Carella.
Il disco ricevette anche un premio per la grafica di copertina, composta da foto scattate nei pressi del Velodromo dell’EUR.
Il 20 febbraio 2017 Carella muore per un arresto cardiaco all’età di 65 anni, dopo aver passato qualche mese in terapia intensiva in condizioni comatose a seguito di una crisi respiratoria aggravata da già precarie condizioni cardiache.

Il 13 giugno 2019 gli album Barbara e altri Carella e Sfinge sono stati resi disponibili dalla Sony all’ascolto e al download digitale nelle varie piattaforme di streaming. Fino ad allora i primi album completi dell’artista non erano mai stati pubblicati ufficialmente in nessun formato digitale.
Il 6 settembre e il 1º novembre 2019 l’etichetta “Music On Vinyl” ha ristampato rispettivamente gli album Barbara e altri Carella e Sfinge in un’edizione limitata in vinile blu, infine il 10 gennaio 2020 l’album Vocazione è stato ristampato dalla Sony in un’edizione limitata in vinile rosa.