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Cultura

Non assegnare in pagella voti inferiori al 4? Docenti contrari

Non assegnare in pagella voti inferiori al 4? Due docenti su tre non sono d’accordo, non ritenendola una pratica educativa. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio della Tecnica della Scuola, proposto per meglio comprendere cosa ne pensino gli addetti ai lavori sull’iniziativa portata avanti dall’assessore provinciale alla scuola in lingua tedesca in Alto Adige, Philipp Achammer.

Non assegnare voti bassi rischia di far crescere nell’ovatta gli studenti

Una proposta che ha fatto molto discutere e sulla quale si è espresso anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo massima “attenzione a non far crescere nell’ovatta i nostri ragazzi”. Alle risposte del sondaggio hanno partecipato poco meno di mille lettori: in prevalenza a dire la loro sono stati insegnanti (il 73.8% delle risposte), mentre il 14.5% sono stati genitori, il 9.2% dirigenti scolastici e il resto appartenenti alla categoria “altro” composta da studenti, personale Ata e lettori non addetti ai lavori.

70% dei docenti contrari

Ebbene, tra i docenti ben 70% non si è detto d’accordo con la proposta. Tra i genitori, dirigenti scolastici e tutti gli altri che hanno partecipato al sondaggio, si è registrata maggiore incertezza: infatti, a dire di non essere favorevole a non assegnare voti inferiori al quattro è stato all’incirca il 50% dei partecipanti. Molti dei partecipanti al sondaggio hanno motivato il loro ‘no’ alla proposta. “Semplificazioni, riduzioni, facilitazioni non fanno crescere le persone e in prospettiva, ridurranno il nostro Paese all’irrilevanza”, ha detto un prof. “Giusto: voto minimo 10, voto massimo 10 e lode. Perché frustrare i ragazzi con le insufficienze? In fondo studio, impegno, sacrificio sono sempre stati sopravvalutati… e poi per guadagnarsi da vivere basta qualche video su Youtube”, ha replicato un altro insegnante.

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Cultura

Sylvio Giardina porta l’arte del ricamo a Palazzo Farnese con una mostra di abiti

Il ricamo come arte e metafora di una scrittura preziosa che

intreccia mito, natura e rinascita.

Un messaggio da sottolineare per l’ambasciata di Francia in Italia,

che ha accolto nella sua prestigiosa sede a Roma, a Palazzo Farnese,

un evento comprensivo di una mostra di abiti della nuova collezione

di alta moda dello stilista-artista Sylvio Giardina, e una performance live delle sue ricamatrici, su idea dello stesso designer.

Nelle sale del piano nobile del palazzo l’evento performativo, ideato

in occasione della presentazione della collezione haute couture SS23,

ha attraversato la Sala dell’Ercole Farnese, la Galleria di Murano fino alla Galleria dei Carracci. 

IN SEDE AMBASCIATA FRANCIA MOSTRA E PERFORMANCE RICAMATRICI

Sperimentatore libero negli accostamenti di materiali, nelle costruzioni geometriche, Giardina non è nuovo alle incursioni dalla moda all’arte. Quest’anno festeggia il decennale del brand fondato nel 2013, costellato di interventi installativi, video e performativi come Crochet de Luneville, Vertigo o Frangiamore.

Due grandi telai, nella Sala dell’Ercole Farnese e nella Galleria dei Carracci, aprono e chiudono simbolicamente il percorso scandito dal lavoro incessante di dieci ricamatrici.

Le strutture dei telai, in legno, sono state realizzate dalla

falegnameria sociale K_Alma, progetto di formazione e inclusione

per migranti, richiedenti asilo e persone con fragilità economica,

mentre le ricamatrici sono allieve dell’Accademia Koefia.

Nella Sala dell’Ercole Farnese è la geometria aurea e austera del

soffitto ligneo michelangiolesco a guidare le mani esperte delle ricamatrici. Sei abiti sono visibili nella Galleria di Murano.

I colori, dal nude al verde acqua, dall’avorio all’argilla, evocano riflessi, fioriture tenui, tremori di rugiada.

L’epilogo è nella Galleria dei Carracci, dove nei celebri affreschi

mito, natura, cultura e rinascita s’intrecciano in un complesso programma iconografico e iconologico.

Sotto la volta, dove è dipinto il Trionfo di Bacco e Arianna, otto ricamatrici lavorano ad un telaio speculare alla decorazione:

il riferimento è al Carme 64 di Catullo, in cui si racconta la storia di Arianna nella lunga digressione che descrive il telo nuziale di Peleo e Teti. (ANSA).

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Cultura

Almanacco. 31 gennaio 1732: viene inaugurato a Roma il Teatro Argentina

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 31 gennaio 1732:

Il TEATRO ARGENTINA , uno dei piu’ antichi teatri della città, viene inaugurato con la rappresentazione dell’opera Berenice , composta da Domenico Sarro.

Nel 1730 la famiglia Sforza Cesarini aveva avviato il progetto di costruzione del Teatro ristrutturando un palazzetto di loro proprietà

(La casa del burcardo) .

Una parte dell’edificio secondario venne demolita per fare spazio al palcoscenico mentre la torre ed altri ambienti del palazzetto sono

adibiti a servizi per il teatro e camerini degli artisti.

IL TEATRO ERA COSTRUITO ORIGINARIAMENTE TUTTO IN LEGNO

Il teatro era costruito originariamente tutto in legno ad esclusione solo delle mura e delle scale in muratura; la sala fu progettata dall’architetto

e marchese Gerolamo Theodoli con la forma a ferro di cavallo,

per soddisfare al meglio le necessità acustiche e visive.
La platea, pavimentata con tavole di legno, era completata da

quaranta file di banchi, mentre i centottantasei palchi erano disposti

in sei ordini.

Il Teatro Argentina, secondo le testimonianze riportate dai

visitatori stranieri del XVIII secolo, era considerato il più importante tra quelli romani.

IL TEATRO ARGENTINA HA OSPITATO LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE DEL BARBIERE DI SIVIGLIA

L’Argentina è celebre per aver ospitato la prima rappresentazione,

il 20 febbraio 1816, de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con Manuel García (padre).
Se la première si rivelò un fiasco, le repliche successive diedero finalmente il via al successo intramontabile dell’opera.
Anche alcune opere di Saverio Mercadante vennero eseguite per la prima volta nel teatro.

Solamente nel 1826 venne costruita la facciata ad opera dell’architetto Pietro Holl.
Due prime verdiane si eseguirono in questo teatro: I due Foscari nel 1844 e La battaglia di Legnano nel 1849.

Nel 1849 l’Argentina vede il debutto de La battaglia di Legnano

su musica di Giuseppe Verdi; i romani accorrono in massa nel loro teatro dove, in un afflato patriottico, esultano entusiasticamente

e con vigore l’opera del Maestro di Busseto, cogliendo l’occasione

per protestare contro l’oppressione dello Stato Pontificio e la presenza francese.

Quando nel 1870 Roma diventa Capitale, subendo una trasformazione urbanistica di forte valore simbolico – con l’asse che unisce via Nazionale a Piazza Venezia e prosegue per piazza Argentina fino

a corso Vittorio Emanuele II, suggellando così la congiunzione tra

la città laica e il Vaticano – l’Argentina viene a trovarsi, emblematicamente, al centro di questa rete viaria e sociale.

DAGLI ALBORI DEL NOVECENTO IL TEATRO ARGENTINA DIVENTA UN TEATRO DI PRIMA GRANDEZZA

È in questo contesto di riorganizzazione urbanistica che lo

storico edificio viene acquisito dalla Municipalità cittadina che,

in questo modo, si dota di un proprio teatro di rappresentanza istituzionale.

Dagli albori del ‘900 il Teatro Argentina diventa un teatro di

prima grandezza la cui vocazione fondamentale – fin da allora –

è quella di dare spazio alla ricerca drammaturgica, valorizzando

le nuove proposte, ospitando i grandi interpreti della scena italiana.

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Cultura

Dal 6 al 21 febbraio la mostra “Donne di Roma” all’Auditorium Conciliazione

Con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare le donne di Roma

che dall’antichità ad oggi hanno ricoperto diversi ruoli e contribuito

alla crescita delle arti, della scienza, della letteratura e degli usi e costumi nelle diverse epoche storiche, si apre all’Auditorium

della Conciliazione di Roma la mostra “Donne di Roma”,

in programma dal 6 a 21 febbraio p.v.

L’esposizione, ideata e organizzata dall’Associazione culturale Chelu

e Mare, specializzata da anni nella valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, è realizzata grazie al contributo della

Regione Lazio.

Il percorso iconografico si focalizza sulle figure femminili non solo nate a Roma, ma che alla città eterna hanno dato il loro rilevante contributo storico, ripercorrendo  le loro conquiste culturali, sociali, politiche

ed economiche, spesso raggiunte con fatica e prezioso preludio al raggiungimento di tanti successi nella vita moderna e contemporanea.

DONNE DI ROMA MOSTRA FOTOGRAFICA DAL 6 AL 21 FEBBRAIO

In un periodo nel quale è purtroppo ancora forte e presente il tema

della violenza di genere e della discriminazione nei confronti delle donne che si verifica in tanti ambiti – non solo lavorativi – questa retrospettiva vuole rappresentare anche un deterrente per chi tuttora non riconosce il valore aggiunto che la donna conferisce alla società e anzi tende a deprimerlo e umiliarlo.

Partendo dall’antica Roma, in un percorso cronologico elaborato da Fabio Alescio e Tiziana Biscu, rispettivamente organizzatore e direttrice artistica dell’iniziativa, si arriva ai giorni nostri, in un itinerario che si snoda in quattro macro periodi storici: le donne dell’antica Roma; le figure femminili del MedioEvo; le donne del Rinascimento e dell’età Moderna; l’età contemporanea.

Scorrendo la retrospettiva fotografica e la documentazione raccolta, esposta in pannelli con foto, documenti, racconti e didascalie,

si potranno dunque ricostruire le biografie e le gesta compiute donne

di valore, coraggiose e creative che si sono elevate sino a diventare dei veri e propri miti, grazie al ruolo significativo addotto alla storia della città, in ambito letterario, artistico e politico.

LA MOSTRA SARA’ APERTA AL PUBBLICO DALLE 15.00 DEL 6 FEBBRAIO. INGRESSO LIBERO

“Riteniamo – sottolineano i curatori – che il progetto sia anche un doveroso ricordo di tante donne che nonostante i loro meriti non

sono state abbastanza evidenziate dalla storia e che è giusto far

meglio conoscere anche alle nuove generazioni: per tale motivo la mostra, contenendo molti riferimenti storici e sociologici alle epoche di riferimento, presenta anche una valenza particolarmente didattica e volge il suo sguardo anche ai giovani studenti che qui potranno approfondire il loro percorso scolastico”.

La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 15:00 di lunedì 6 febbraio. Giovedì 9 febbraio alle ore 12:00 saranno invece consegnati i premi ad alcune personalità femminili che a Roma si sono contraddistinte in diversi ambiti e che rappresentano con il loro valore e contributo la società contemporanea.

L’ingresso dell’esposizione è libero a tutti.

Donne di Roma sarà aperta dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle ore 17:00.

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Cultura

Almanacco. 30 gennaio 2009: muore a Roma il cantante italiano Mike Francis

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un bravo artista.

Il 30 gennaio 2009: muore a Roma MIKE FRANCIS. è stato un cantante e compositore italiano.
Francesco Puccioni, in arte Mike Francis, ha venduto più di 8 milioni

di copie nel mondo durante la sua carriera come solista e come membro dei Mystic Diversions.

Ha tenuto a battesimo, tra le sue coriste, anche Rossana Casale e Giorgia.

Incomincia la collaborazione dell’artista con i fratelli Pietro e Paolo Micioni, giovani, ma già esperti dj-producers.

NEL 1984 I FRATELLI MICIONI PUBBLICANO SURVIVOR UNO DEI SUOI PIU’ GRANDI SUCCESSI

Nel 1984 i fratelli Micioni pubblicano Survivor, uno dei più grandi successi di Mike Francis.
Il brano diventa molto popolare e raggiunge la quinta posizione della Hit Parade.
Sempre nel 1984 Mike Francis affida alla cantante statunitense Amii Stewart il suo pezzo Friends, che raggiunge il primo posto dei singoli (e il quattordicesimo più venduto dell’anno), ottenendo un notevole successo anche all’estero.

TIME’S OUT OF TIME E’ UTILIZZATO NEL FILM “FANTOZZI VA IN PENSIONE”

Nel 1988 esce il suo quarto album Flashes of Life. Nello stesso anno esce il singolo Time’s Out of Time (non incluso nell’album Flashes of Life) ed è utilizzato nel film Fantozzi va in pensione nella scena in cui il protagonista entra in un night club.
Il 16 gennaio 2009 esce la raccolta The Very Best of Mike Francis (All Was Missing), contenente anche alcuni inediti, pochi giorni prima dalla sua prematura scomparsa, a causa di un tumore polmonare, avvenuta a Roma il 30 gennaio 2009 all’età di 47 anni.

Nella raccolta è contenuta tra le altre il brano cover di Sade Nothing Can Come Between Us inciso qui in versione solista mentre nell’album Inspired del 2007 il cantante, nello stesso brano, torna a duettare dopo più di vent’anni da Together con Amii Stewart anche se le sessioni delle voci non furono incise insieme.

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Cultura

Almanacco. 27 gennaio 1980 : muore a Roma Peppino De Filippo

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grandissimo artista.

Il 27 gennaio 1980: muore a Roma Peppino De Filippo.

Il destino di un’esistenza votata alla recitazione era scritto nel suo DNA.
Infatti era figlio del celebre drammaturgo Eduardo Scarpetta, da cui

non venne riconosciuto, come gli altri due fratelli Eduardo e Titina.
Con questi ultimi iniziò a calcare i palcoscenici di tutta Italia,

portando in scena diverse commedie scritte da lui.

Dopo la dolorosa separazione del 1944, per via di dissapori con

Eduardo destinati a dividerli per sempre, cominciò una fulgida carriera come capocomico a teatro e come attore di spicco al cinema e in TV.

FORMO’ CON TOTO’ LA PIU’ CELEBRE COPPIA COMICA DELLA STORIA

Sul grande schermo formò con Totò la più celebre coppia comica

della storia italiana, che ancora oggi continua a far sorridere con film come Totò, Peppino e… la malafemmina e La banda degli onesti.

In televisione, il suo estro diede vita al personaggio di Pappagone, un umile servitore, al servizio del Cummendatore Peppino De Filippo, in cui convergono le tipiche maschere del teatro napoletano , inventore di un gergo particolarissimo ed esilarante.

I suoi piriché, ecquequà, carta d’indindirindà entrarono nel parlato comune divenendo modi di dire diffusissimi.

Alla fine del 1979 le sue ultime partecipazioni televisive dove, già malato, conduce il varietà televisivo Buonasera con… coadiuvato

dalla collaborazione del figlio Luigi.

Del programma televisivo De Filippo incise anche la sigla dal titolo La gallina, uscito anche su 45 giri.
Muore all’età di 76 anni a causa di una cirrosi epatica.

Riposa nella tomba di famiglia al cimitero del Verano a Roma.

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Cultura

Obiettivo Acqua: i vincitori

“Obiettivo Acqua”: sono il bolognese Melchiorre Pizzitola con l’opera “La Via Lattea sul fiume” scattata a Pont in Valle d’Aosta (sezione “Acqua, eterno scorrere”) e la torinese Ivanna Maria Cerruti, di Rivoli, con lo scatto “Trepponti” realizzato a Comacchio in Emilia Romagna (sezione “#ANBI 100”), i vincitori della 4a edizione.

Obiettivo Acqua organizzato da ANBI, Coldiretti e Fondazione Univerde

Il Concorso Fotografico è organizzato da ANBI, Coldiretti e Fondazione Univerde. La giuria ha inoltre attribuito menzioni speciali ai toscani Paolo Napolini, di Sovicille e Gabriele Pardini, di Pietrasanta, oltre che al ravennate Paride Lolli, di Lugo. Ulteriori menzioni assegnate dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (F.I.A.B.) al lecchese Elis Bolis, dalla Fondazione Campagna Amica alla romana Miranda Narduzzi, da ANBI Emilia Romagna al riminese Fulvio Zambianchi.

Premiazione a Palazzo Rospigliosi

La cerimonia di premiazione del contest, cui sono state candidate oltre 400 fotografie, si è tenuta a Roma, in Palazzo Rospigliosi; una selezione delle opere finaliste è disponibile sul sito www.obiettivoacqua.it. «Quantità e qualità delle opere partecipanti testimoniano quanto l’acqua sia avvertita non solo come risorsa vitale, ma elemento costitutivo di un territorio, di cui si vuole fruire sempre più. Ciò ci rafforza nel nostro lavoro quotidiano e nel sostenere progettualità come quelle del Piano Laghetti, mirate ad aumentare la resilienza delle comunità, il cui equilibrio idrico è messo in crisi dai cambiamenti climatici»: a sottolinearlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

Gli intervenuti alla premiazione

Assieme a Vincenzi, sono intervenuti alla cerimonia conclusiva: Luca De Carlo, Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente di Fondazione Univerde, Marco Cerreto, componente della Commissione Agricoltura della Camera, Nazario Palmieri, Generale del Corpo Forestale dei Carabinieri, Erasmo D’Angelis, Presidente della ondazione Earth nd Water Agenda – EWA e infine Eriberto Eulisse, Executive Director Global Network of Water Museums – UNESCO. Unanime è stato il consenso verso una strategia, che miri ad infrastrutture multifunzionali per aumentare la capacità di trattenere le acque di pioggia, creando riserve per i momenti di bisogno.

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Cultura

Roma, sull’Appia Antica trovata una Statua di Ercole di età imperiale

L’opera di Ercole trovata nella zona dell’Appia Antica in marmo

e a grandezza naturale, è stata dissotterrata durante i lavori

di Acea Gruppo sulla collina di un’area verde dell’Ardeatino. 

Gli studiosi lo dicono con grande contentezza: “”Oggi il Parco Scott

ci ha regalato una grande sorpresa: una statua marmorea a

grandezza naturale che, per la presenza della clava e della leontè,

la pelle di leone che ne copre il capo, possiamo senz’altro identificare con un personaggio in veste di Ercole”.

Dopo aver scoperto il tesoro dell’antico tracciato del primo miglio dell’Appia Antica di fronte alle Terme di Caracalla, dalla terra

spunta, come annuncia su Facebook il Parco dell’Appia, è arrivata un’altra bellissima magia.

E’ STATA TROVATA DURANTE I LAVORI DI ACEA SULLA COLLINA DI UN AREA NELL’ARDEATINO

Scavando la collina di un area verde nella zona dell’Ardeatino,

ecco affiorare la grande statua di Ercole in marmo, probabilmente

di età imperiale, “dopo settimane di movimentazioni di terra di

riporto completamente priva di reperti di interesse archeologico” in un cantiere avviato dall’Acea gruppo con Bacino sud srl, con questo

messo in piedi da alcuni mesi per la bonifica del condotto fognario, molto vecchio, che era collassato in più punti e provoca anche

l’apertura di pericolose voragini nel parco e smottamenti su tutta la zona della collina.

In questo spazio, si erano aperte vere e proprie voragini in una zona del parco che è stata subito transennata per iniziare i lavori e anche per tornare poi a riempire la collina e piantare un nuovo filare di alberi.

Lo sbancamento, che ha raggiunto la quota di ben 20 metri sotto il livello del parco, è quindi stato seguito dall’archeologa Federica Acierno, sotto i cui occhi ad un tratto è apparsa la statua.

In un’area, al secondo miglio dell’Appia Antica, vicina al Sepolcro di Priscilla.

LE PAROLE DELL’ARCHEOLOGA FRANCESCA ROMANA PAOLILLO

“Ora iniziano le operazioni di pulitura e restauro della scultura,

annuncia Francesca Romana Paolillo archeologa del Parco

“In questa caso è un ritrovamento non nel sito originario e quindi

con la stratigrafia non possiamo risalire con esattezza al periodo in cui fu scolpita, ma probabilmente non risale a prima dell’età imperiale. E raffigura sicuramente un personaggio tanto importante da farsi ritrarre come Ercole”.

“E adesso”, conclude il direttore Simone Quilici “vogliamo esporla al più presto alla Villa dei Quintili, in occasione della mostra

‘Patrimoniun Appiae depositi emersi’ nel Casale di Santa Maria Nova”.

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Cultura

Almanacco. 26 gennaio 2011: muore a Roma l’attore Mario Scaccia

Nel nostro almanacco oggi ricordiamo un grande artista.

Il 26 gennaio 2011: muore a Roma Mario Scaccia. L’attore era nato a Roma il 26 dicembre del 1919.

Figlio di un pittore, nel 1945, appena reduce dalla Seconda guerra mondiale, si era iscritto all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica,

in cui si diplomò successivamente nel 1948.

Artista fantasioso e versatile, Scaccia aveva costituto nel 1961 –

con Enriquez, la Moriconi e Mauri – la Compagnia dei Quattro.
Al lavoro in teatro (dove si ricordano l’interpretazione di Fra Timoteo nella Mandragola di Machiavelli, il Chicchignola di Petrolini e il Negromante dell’Ariosto) ha affiancato una discreta attività cinematografica:

Sul grande schermo debuttò nel 1954 in «Tempi nostri» di Blasetti, interpretando in seguito film di Lattuada, Petri, Bolognini.

FIU ANCHE ATTORE TELEVISIVO IN GRANDI SCENEGGIATI

Fu anche attore televisivo in grandi sceneggiati: interpretò Plonplon

in «Ottocento» (1959), Capitan Sandracca ne «La Pisana» (1960), Manilov ne «Le anime morte» (1963), Bompard in «Tartarino sulle Alpi» (1968) e la figura del dottore ne «Le avventure di Pinocchio» diretto da Comencini (1971).
Seppe alternare ottime interpretazioni cinematografiche in ruoli comici e drammatici, magistralmente arricchiti dalla sua inconfondibile maschera teatrale: tra queste interpretazioni si ricorda la partecipazione al film noir del 1974 Il profumo della signora in nero di Francesco Barilli.

È morto il 26 gennaio 2011, all’età di 91 anni, presso il Policlinico Gemelli di Roma, in seguito alle complicanze di un

intervento chirurgico per curare un tumore al pancreas, ed è sepolto presso il Cimitero del Verano.

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Cultura

Maxi finanziamento per gli Itinerari Etruschi

Maxi finanziamento di oltre 400mila euro per la valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, vinto da Cerveteri e Tarquinia. Dal Ministero del Turismo arrivano 439mila Euro per creare un sistema di offerte turistiche al servizio del Patrimonio del Sito UNESCO per le Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia. Fondi stanziati per l’attuazione del progetto “Itinerari Etruschi: storia, natura e innovazione”.

Bando vinto congiuntamente

Un bando a cui i Comuni di Cerveteri e Tarquinia hanno partecipato in maniera congiunta, con l’obiettivo di mettere a sistema contenuti ed i servizi del territorio per promuovere le diverse attrazioni culturali, naturalistiche ed enogastronomiche e incrementare il numero di pernottamenti medi nella zona, puntando alla destagionalizzazione e alla scelta consapevole dell’itinerario, elaborando una strategia di promozione turistica di qualità attraverso la predisposizione di un Piano di Marketing territoriale.

Maxi finanziamento importantissimo

«Un finanziamento importantissimo che ci permetterà, congiuntamente con Tarquinia, con la quale condividiamo la più grande Necropoli Etrusca del Mediterraneo, di mettere in campo tutte quelle azioni necessarie ad attrarre un pubblico di famiglie e visitatori sempre più ampio, che possano godere delle eccellenze che offrono i comuni di Tarquinia e Cerveteri, come visite a musei e siti UNESCO, percorsi a piedi, in bici e a cavallo, esperienze termali e degustazioni dei prodotti locali.

Progetto che unisce le due Necropoli

Si tratta di un progetto grazie al quale riusciremo a unire ancora di più le due Necropoli di Tarquinia e Cerveteri e che ci permetterà di metterle a sistema consentendoci di fruire di applicazioni tecnologiche in più lingue, valorizzare le risorse del territorio e raggiungere attraverso blogger, influencer e giornalisti internazionali un pubblico più vasto, puntando soprattutto ai visitatori nord europei», così Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri.