Categorie
Cultura

Almanacco. 25 gennaio 98: muore l’imperatore romano Nerva

E’ stato un imperatore romano, primo degli imperatori adottivi,

regnante dal 18 settembre 96 fino alla sua morte avvenuta nel 98.

Durante il suo regno, breve ma significativo, apportò un grande cambiamento: il “principato adottivo”.

Questa riforma prevedeva che l’imperatore in carica in quel

momento dovesse decidere, prima della sua morte, il suo

successore all’interno del senato; questo faceva sì che i senatori venissero responsabilizzati.

DURANTE IL SUO REGNO APPORTO’ UN CAMBIAMENTO: IL PRINCIPATO ADOTTIVO

Inoltre, dall’anno dei quattro imperatori il senato aveva subìto un cambiamento di generazione: i senatori cominciavano a provenire

anche dalle province, rinnovando così l’antico e oligarchico senato romano.
Nerva e Traiano inoltre furono intelligenti a favorire anche le altre classi, annunciando che il successore poteva essere scelto anche tra la plebe.

Le loro speranze non andarono deluse: infatti, secondo Tacito, nel

suo breve regno fuse le idee di impero, libertà e pace, dando inizio

a un secolo poi considerato d’oro.

FECE CESSARE LE PERSECUZIONI CONTRO I CRISTIANI

Appena eletto, fece cessare le persecuzioni contro i cristiani, consentì agli esiliati di rientrare a Roma, abolì i processi di lesa maestà,

reintegrò il Senato nelle sue prerogative, prodigò le sue terre e i denari per soccorrere i poveri, Inoltre abolì il fiscus iudaicus (che gravava sugli ebrei dell’Impero).

Nonostante ciò, fu molto duro contro i suoi delatori.
Nerva fu nominato console, insieme con Traiano, nel 98, ma morì

dopo tre mesi di carica.

Il suo successore volle un funerale di grande solennità, e le sue ceneri furono poste nel mausoleo di Augusto.
Nonostante abbia governato per meno di due anni, egli è ricordato

come uno dei migliori imperatori di Roma.

Categorie
Cultura

Re:humanism annuncia l’art prize “Sparks and Frictions”

Re:humanism annuncia la terza edizione del Re:humanism Art Prize “Sparks and Frictions”. La call, aperta da lunedì 16 gennaio 2023 è rivolta ad artisti professionisti di tutte le età e provenienze geografiche che potranno partecipare gratuitamente presentando i propri progetti entro le ore 12 del 28 febbraio 2023. I vincitori verranno annunciati entro marzo 2023 sul sito dell’associazione. Sparks and Frictions è il titolo della terza edizione del Re:Humanism Art Prize, che dal 2018 è dedicato a esplorare il rapporto tra arte e intelligenza artificiale.

Re:humanism e l’arte contemporanea

Questa edizione consolida l’idea dell’arte contemporanea come agente capace di suscitare riflessioni e sviluppare immaginazioni sul futuro che verrà, ma anche di opporsi a regimi tecnocratici nell’ambito di uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Con questa edizione, il programma si amplia attraverso il rapporto con tutte le forme di media tecnologici e anche temi scientifici che mettono in gioco importanti riflessioni sull’identità, sulle relazioni e sui futuri possibili.

Diverse forme di speculazione artistica

Dalle tecnologie quantistiche al metaverso, dalla genetica al biohacking, pur mantenendo uno sguardo sui nuovi scenari dell’IA, saranno valutate diverse forme di speculazione artistica che, come in ogni edizione, non dovranno necessariamente prevedere l’uso diretto delle tecnologie in questione. Saranno undici i progetti selezionati da una giuria composta dagli organizzatori, da esperti di arte contemporanea e nuove tecnologie digitali.

Premio Digitalive di Romaeuropa

In questa edizione, oltre al Premio Digitalive di Romaeuropa introdotto lo scorso anno, sarà assegnata una Menzione speciale Salvatore Iaconesi, dedicata alla memoria dell’artista e ricercatore Salvatore Iaconesi, e anche un Premio emergenti dedicato a studenti universitari, laureandi o giovani che stanno iniziando ad intraprendere la carriera artistica. Dieci dei progetti selezionati (il Premio Digitalive di Romaeuropa verrà presentato successivamente) saranno presentati a fine maggio 2023 nelle sale espositive del WeGil a Roma.

La giuria del Premio

La giuria sarà composta da: Alfredo Adamo, CEO di Alan Advantage; Andrea Bellini, Direttore del Centre d’Art Contemporain di Ginevra; Ilaria Bonacossa, Direttrice del Museo Nazionale Arte Digitale, Carola Bonfili, artista finalista della seconda edizione del Re:humanism Art Prize, Tiziana Catarci, Direttrice Dipartimento Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale (DIAG) dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza; Daniela Cotimbo, fondatrice e curatrice del progetto Re:humanism; Mauro Martino, fondatore e direttore del Visual Artificial Intelligence Lab all’IBM Research e Laura Tripaldi, dottoranda in Scienza e Nanotecnologia dei Materiali all’Università di Milano Bicocca e anche curatrice della webzine Not di NERO edizioni.

Categorie
Cultura

Presso la Galleria Restelliartco “Tutti al mare”

Presso la Galleria Restelliartco in Roma, il prossimo 31 gennaio, sarà presentata una selezione di fotografie d’epoca provenienti dall’archivio “Tutti al mare” realizzato da BuuuBall of Colors, con il contributo della Regione Lazio, una significativa raccolta di centinaia di scatti inediti tra i primi del ‘900 e i primi anni ’60, che ritraggono le prime vacanze al mare dei cittadini del Lazio. Le immagini raccolte dal curatore e collezionista Valerio Maria Trapasso, non sono solo uno straordinario teatro naturale delle “vacanze che furono”, ma anche un affresco della nascente industria turistica nel Lazio.

Andare al mare fenomeno di massa

Dagli anni ’20 “andare al mare” diventa un fenomeno di massa innescando fin da subito un cortocircuito tra tempo libero, divertimento, esibizionismo e memoria e che la fotografia, con la sua diffusione popolare tra le due guerre, sintetizza perfettamente. Attraverso la fotografia le vacanze diventano la certificazione non solo di un momento felice, ma anche o soprattutto l’ostentazione di una propria conquista sociale e familiare. Rappresentano quindi una “memoria collettiva” all’interno della quale il tempo diventa chiave essenziale della narrazione fotografica. Una narrazione che avviene in questo caso non attraverso fotografi ufficiali, ma attraverso la “fotografia di famiglia”, non posata; uno sguardo informale quindi, molto più spontaneo e reale.

Tutti al mare dai primi del ‘900 alla Galleria Restelliartco

Il titolo “Tutti al Mare”, che richiama la canzone resa celebre da Gabriella Ferri, sta a significare infatti esattamente la portata di massa di questo nuovo accesso al divertimento; tutti vanno al mare e per tutti la spiaggia diventa “la nuova gita fuori porta”: una frontiera da conquistare, un terreno inesplorato di giochi, di legami familiari e di fughe amorose… L’archivio fotografico testimonia un cambiamento epocale nelle abitudini delle persone strettamente connesso alle profonde trasformazioni nel territorio del Lazio. Dai primi del ‘900 Il Regno d’Italia s’impegna a rafforzare le reti stradali tra le province e il mare, ma è solo negli anni ’20 con la costruzione della via del Mare prima e della via Cristoforo Colombo poi che, soprattutto i romani, avranno il loro accesso diretto ai litorali sul Tirreno.

Dopo la via del Mare il treno

Negli stessi anni l’istituzione del tram a vapore, diventato poi treno, che collega la Capitale a Ostia sancisce definitivamente questo rapporto imprescindibile tra tempo libero e vita balneare.

Categorie
Cultura

Almanacco. 24 gennaio 1904: viene “sparato” il primo colpo di cannone dal Gianicolo

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 24 gennaio 1904:

24 Gennaio del 1904, alle 12,00, viene “sparato” il primo colpo di cannone dal Gianicolo.

La tradizione risale all’epoca di Pio IX, esattamente al 1 dicembre 1847, quando viene istituito il colpo di cannone da Castel S. Angelo per “ovviare al disordine che può non di rado arrecare il diverso andamento di tanti orologi in questa Capitale” (come risulta dal “Diario Romano” del 30 novembre 1847).

LO SPARO DA’ L’INIZIO AL SUONO DELLE CAMPANE DELLE CHIESE ROMANE

Lo sparo da’ l’inizio al suono delle campane delle Chiese romane.
Il cannone era allora in Castel Sant’Angelo, da dove venne spostato

nel 1903 a Monte Mario, per qualche mese, per essere poi posizionato

al Gianicolo nella sua collocazione attuale.

L’uso non fu interrotto dall’Unità d’Italia, ma dalla guerra sì.
Fu ripristinato il 21 aprile 1959, in occasione del 2712º anniversario della fondazione di Roma.

Non si ha notizia del tipo di cannone in uso fino all’agosto 1904.

Da quella data fu utilizzato un cannone campale da 75 mm., impiegato dall’Artiglieria del Regno d’Italia per aprire la Breccia di Porta Pia.

Successivamente è stato impiegato un obice da 149/13 la cui bocca da fuoco, preda bellica dell’Esercito Austro-Ungarico nella guerra 1915-18, era montata su affusto italiano.

Quest’ultimo pezzo, ormai vetusto, in data 1° febbraio 1991 ha sparato il suo ultimo colpo.

Attualmente è in uso un obice, risultato di un assemblaggio della bocca da fuoco da 105/22 su affusto di 88/27 impiegati durante il 2° conflitto mondiale.
La squadra pezzo che opera quotidianamente sul cannone del Gianicolo è fornita interamente dal reggimento addestrativo del Comando Artiglieria.

Categorie
Cultura

Almanacco. 23 gennaio 1967: Esplosione a via Botteghe Oscure a Roma

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un fatto di cronaca.

Il 23 gennaio 1967: Esplosione a via Botteghe Oscure.
Un ordigno a miccia collocato nottetempo danneggia la sede del Pci

di via Botteghe oscure. Quarantott’ore dopo, altri ordigni sono

collocati alle sezioni comuniste di Monteverde e di Latino- Metronio.

Di rimpetto, al numero civico 32, si trova Palazzo Caetani, dal 1963 sede della Fondazione Camillo Caetani.

Il palazzo, dal 1948 al 1960, è stato sede della redazione della rivista letteraria cosmopolita Botteghe Oscure, diretta da Marguerite Caetani

e curata da Giorgio Bassani.

VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE DEVE IL SUO NOME ALLE ATTIVITA’ COMMERCIALI PRIVE DI FINESTRE

Via delle Botteghe Oscure deve il suo nome alle numerose attività commerciali e artigiane prive di finestre, quindi oscure, che durante il Medioevo avevano sede tra le rovine del Teatro di Balbo.

Le indicazioni stradali indicano che la via deve il suo nome «agli archi un tempo semisepolti del teatro e della crypta di Balbo».

Nel secondo dopoguerra diventa nota per la sede del Partito Comunista Italiano (il cosiddetto Bottegone) al civico 5.
Al civico 31 c’è l’ingresso al pubblico della sede museale della Crypta Balbi.

Una delle traverse di Via delle Botteghe Oscure è proprio via Caetani, dove fu trovato il cadavere di Aldo Moro.

Categorie
Cultura

Almanacco. 21 gennaio 1883: viene inaugurato a Roma il Palazzo delle Esposizioni

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 21 gennaio 1883:

inaugurazione del palazzo delle Esposizioni di via Nazionale, opera di Pio Piacentini.
Pio Piacentini era nato a Roma nel 1846 e nella sua formazione

di architetto presso l’Accademia di San Luca, di cui fu poi presidente, assorbì quella tendenza purista che aveva dominato la città sotto Pio IX.

Nei suoi progetti, come in quelli di molti altri architetti romani a

lui contemporanei, eredi di una cultura accademica, vi è una particolare attenzione per il disegno, piuttosto che per il contesto urbano in cui l’edificio si dovrà collocare.

Per quanto riguarda il Palazzo delle Esposizioni, Piacentini era comunque consapevole di questo problema (la ristrettezza dello spazio, il limitato margine di accesso sulla strada, il dislivello per l’abbassamento di via Nazionale, accentuato poi con la costruzione

del traforo) e, come vedremo, successivamente cercherà delle soluzioni che non verranno realizzate.

L’EDIFICIO E’ DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI ROMA

L’edificio è di proprietà del comune di Roma, che lo gestisce tramite Azienda Speciale Palaexpo, ente comunale dipendente

dall’assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico.
Durante l’epoca fascista la sua facciata in occasione di alcune mostre

fu temporaneamente modificata perché il suo stile fu considerato

non al passo con i tempi.

Nel corso del tempo il Palazzo delle Esposizioni è stato più

volte restaurato ed adeguato funzionalmente.

Dal 1927 al 2004 è stato la sede degli uffici e delle mostre della Quadriennale di Roma e rimane la sede privilegiata delle mostre

della Quadriennale d’Arte.

Il Palazzo oggi è dotato di una Sala Cinema da 139 posti, di un Auditorium di 90 posti e del Forum (sala polifunzionale), oltre a

una caffetteria, un ristorante per 240 persone e una libreria.

Categorie
Cultura

Prima opera site specific di Cabin art in via Petroselli

Prima opera site specific di Cabin art inaugurata in via Petroselli, angolo Via Vico Jugario. È il progetto pilota di rigenerazione urbana promosso dall’Ufficio di Scopo Politiche Giovanili in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, finalizzato a recuperare e valorizzare 6 gabbiotti dismessi della Polizia Locale, attraverso interventi di arte figurativa e di street art realizzati da giovani artisti.

Prima opera di rigenerazione urbana

«Cabin art è un’azione di rigenerazione urbana creativa e innovativa. Oggi con l’inaugurazione della prima opera ridiamo vita a strutture dismesse e isolate dal contesto urbano, trasformandole in un elemento artistico che dialoga con la grande ed eterna bellezza di Roma. Desidero ringraziare i giovani artisti che stanno portando la loro grande passione in un’operazione innovativa al servizio della città, la Sovrintendenza Capitolina e Zètema Progetto Cultura per la collaborazione. Dare spazio al talento significa costruire una città più inclusiva e più bella», ha dichiarato il delegato del Sindaco alle Politiche giovanili, Lorenzo Marinone.

Presente anche l’assessore Gotor

All’iniziativa, insieme al delegato Marinone, sono intervenuti Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale, Francesco Spano, segretario generale del MAXXI, Eleonora Farina, curatrice di MAXXI Arte e componente della commissione esaminatrice, e i giovani artisti vincitori dell’avviso pubblico Cabin Art. Gli artisti vincitori sono stati selezionati dall’apposita commissione di Roma Capitale, composta da esperti del Maxxi, della Sovrintendenza Capitolina e di Zètema Progetto Cultura, che ha valutato le migliori 6 proposte tra le 68 presentate.

Categorie
Cultura

Convegno su economia e giustizia alla Lumsa

Convegno su economia e giustizia all’Università Lumsa oggi, con il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo. “Economia e giustizia. Il contributo delle discipline economico-aziendali e delle professioni per la legalità” è organizzato da AIDEA (Accademia Italiana di Economia Aziendale), CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e Esperti Contabili) e Università LUMSA presso l’Aula Giubileo, in via di Porta Castello 44.

Convegno momento di incontro tra accademia e mondo della giustizia

La conferenza, che vuole essere un momento di incontro e studio tra accademia e mondo della giustizia con l’obiettivo di condividere l’attività di ricerca degli economisti aziendali in questo ambito e discutere elementi di approfondimento nell’ambito della giustizia con interlocutori istituzionali, sarà articolata su 5 tematiche: Organizzazione, gestione e performance dei tribunali; Contabilità, giustizia e legalità; Accountability e trasparenza nell’amministrazione della giustizia; Contrasto alla criminalità e legalità nella prospettiva economica; Gestione e organizzazione dell’esecuzione penale.

Lavori aperti dal Rettore Bonini

I lavori saranno aperti dal Rettore dell’Università LUMSA Francesco Bonini e dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Nel corso della giornata sono i programma gli interventi del Giudice della Corte Costituzionale Francesco Viganò, del Presidente aggiunto della Corte dei conti Tommaso Miele, del Capo dell’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia Maria Rosaria Covelli, del Presidente emerito di Libera Nando Dalla Chiesa, del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, del Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Milano Francesca Nanni e di diversi altri magistrati e funzionari amministrativi in un confronto a più voci con i professori universitari di ambito economico-aziendale presenti ai lavori. A conclusione della sessione mattutina previsto l’intervento del Ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Categorie
Cultura

Grande successo per il Concorso Internazionale Luciano Berio

Grande successo per la seconda edizione del Concorso Internazionale di Composizione Luciano Berio, organizzato e promosso dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in collaborazione con il Centro Studi Luciano Berio, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il Teatro Carlo Felice, la Universal Edition (UE) e con il supporto della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e della Fondazione Boris Christoff. Il Concorso è membro della Federazione Mondiale dei Concorsi Internazionali di Musica.

Grande giuria internazionale

La prestigiosa giuria internazionale, presieduta da Antonio Pappano, Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e composta dai compositori Luca Francesconi (Italia), Tania León (Usa), Michael Jarrell (Svizzera) e Hilda Paredes (Messico/UK), dopo aver analizzato tutte le partiture inoltrate, ha decretato vincitore il compositore Enrico Scaccaglia, nato a Parma nel 1989.

Il vincitore

«Le parole sono poche – ha dichiarato il vincitore – ma le emozioni non si contano. È una grande gioia e un onore aver ricevuto un premio così prestigioso. Questo concorso, fin dalla sua prima edizione nel 2019, ha rappresentato per me qualcosa di particolarmente importante dal momento che la figura di Luciano Berio è stata, e continua ad essere, una fonte d’ispirazione. Il mio avvicinamento alla ‛Nuova Musica’ lo devo proprio all’incontro con l’opera del Maestro Berio. Vorrei che questo riconoscimento non rappresentasse tanto il punto d’arrivo di anni di studio e di ricerca appassionata, quanto, piuttosto, il punto di partenza verso nuovi orizzonti».

Fase eliminatoria dal 15 novembre 2022

La fase eliminatoria, iniziata il 15 novembre 2022, data di chiusura delle iscrizioni, ha portato all’individuazione di 25 compositori finalisti. I lavori sono stati oggetto di ulteriore e approfondita analisi da parte della Giuria internazionale, riunitasi a Roma per la fase finale il 15 e 16 gennaio. Ogni candidato doveva inviare due partiture: la prima per orchestra sinfonica, la seconda a scelta libera, per avere una più ampia visione della letteratura musicale del compositore in questione. La giuria ha, inoltre, assegnato 2 menzioni d’onore: una ad Annachiara Gedda e un’altra a Chia-Ying Lin.

Categorie
Cultura

Visionarea ArtSpace inaugura il 2023 con Physis and rendering

Visionarea ArtSpace inaugura il 2023 con Physis and rendering, personale di Vincenzo Marsiglia, a cura di Davide Silvioli con la collaborazione di Davide Sarchioni, in mostra dal 1 febbraio al 25 marzo 2023. Artista dalla profonda attitudine interdisciplinare, con presenze alla Biennale d’Architettura di Venezia, alla Fondazione Dino Zoli di Forlì, alla Casa del Mantegna di Mantova, al Museo di Palazzo Collicola di Spoleto, al Museo del Presente di Rende, per l’occasione Vincenzo Marsiglia propone un percorso tra NFT olografici e fotografie digitali, realtà aumentata e occhiali hololens per un incontro ravvicinato con le nuove frontiere dell’arte contemporanea, tra digitale e reale.

L’esposizione a Visionarea ArtSpace

I lavori in esposizione vanno, infatti, da esiti rispettivi delle serie “Fold”, “Modus”, “Star stone”, “Prospect”, fino a NFT olografici e fotografie digitali eseguite con il dispositivo Hololens 2: visore di ultima generazione a realtà mista e aumentata, applicato per la prima volta nel campo di ricerca delle arti visive dallo stesso Marsiglia. Physis and rendering, mostra organizzata con il supporto della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro, Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, raccorda quindi una cerchia di opere distintive degli indirizzi di ricerca intrapresi dall’artista durante il suo percorso pluriennale, al punto da restituirne una versione sintetica e paradigmatica.

Dalla realtà tangibile della physis alla realtà virtuale del rendering

«La mostra – scrive il curatore Davide Silvioli – approfondisce la complessità dell’operato dell’artista attraverso una chiave di lettura critica mirata a stabilire continuità tra risultati dovuti a processi differenti. Dalla realtà tangibile della physis alla realtà virtuale del rendering, l’identità del progetto replica la facoltà della ricerca di Marsiglia di saper abitare entrambi questi emisferi del reale, rilevandone punti di contatto. Termine costante di un lessico evidentemente declinato al plurale è la nota Unità Marsiglia (UM): un modulo grafico dalla forma di stella a quattro punte. Quest’ultima corrisponde all’ente fondamentale del suo universo estetico, unità indivisibile di tutto l’esperibile artistico. Quale generatore e narratore di contesti alternativi e complementari, il logo UM, circa gli ultimi sviluppi dell’attività di Marsiglia, in cui vi è un ricorso alla tecnologia sempre più significativo, transita dalle proprietà della materia fisica alle funzioni di media digitali come monitor lcd, ledwall, visori».