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Cultura

La Roma deserta del lockdown, ‘silenziosa bellezza’ in mostra a Palazzo Venezia fino al 28 febbraio

Le piazze e le strade di Roma e le sue statue si propongono sotto

una nuova luce, e ci fanno scoprire una città deserta dove

“il silenzio parla” e ci accompagna in un viaggio in una città ulteriormente da scoprire.
Palazzo Venezia a Roma si illumina con la proiezione delle immagini della mostra “ROMA.SILENZIOSA BELLEZZA” sulla facciata

del palazzo sede dell’Istituto VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, mostra patrocinata dal Comune di Roma, promossa da Webuild e

da Vive con ingresso gratuito dal 20 gennaio al 28 febbraio 2023

al Vittoriano, in sala Zanardelli.

VIDEOMAPPING E POI ESPOSIZIONE A PALAZZO VENEZIA FINO AL 28 FEBBRAIO

Il videomapping alterna una selezione di foto inedite della capitale

con giochi di luce, vestendo di effetti speciali Palazzo Venezia dalle 18.30 alle 23.30.

Il videomapping e la mostra sono parte del progetto complessivo “Roma. silenziosa bellezza”, che propone foto scattate nei mesi del lockdown del 2020.

Il visual show proiettato su Palazzo Venezia anticipa quindi di qualche giorno l’apertura della mostra in cui il visitatore potrà realizzare un viaggio emotivo e intellettuale tra le strade, i ponti, le piazze di una Roma inedita e mai vista prima , durante i mesi del lockdown durante la pandemia di Covid, una città immersa in un silenzio inaspettato, che permette di riscoprire la bellezza di una città unica, grazie a foto, video e proiezioni multimediali.

Da Piazza Venezia, centro della città, a Castel Sant’Angelo, baluardo della difesa militare della Chiesa cattolica, sino a Piazza del Popolo, capolavoro di architettura e urbanistica, dalla Roma antica del colle del Palatino all’EUR, il quartiere destinato a ospitare l’Esposizione Universale del 1942, le immagini raccontano la Roma disabitata attraverso i confronti delle diverse epoche e delle diverse architetture.

Le foto invitano lo spettatore a compiere un viaggio nello spazio

e nel tempo, e diventano materiale di indagine, di studio, di confronto. Obiettivo del progetto è infatti la promozione di un dibattito costruttivo sui temi legati ad una nuova concezione di città vivibile, di urbanistica

e di mobilità sostenibile, e sui possibili futuri paradigmi del vivere urbano, per trasformare l’esperienza della pandemia nell’occasione

per ripartire dai bisogni delle comunità per ripensare le città in una nuova ottica di sostenibilità.

L’iniziativa intende promuovere una riflessione su un modello

di città più a misura d’uomo e sulle infrastrutture, come la Metro C

in corso di realizzazione, che possano rilanciare Roma, anche alla

luce delle iniziative internazionali che la città ospiterà nei prossimi anni. (ANSA).

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Cultura

Almanacco. 14 gennaio 1976: nasce il quotidiano La Repubblica

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 14 gennaio 1976:

Nasce a Roma il quotidiano “la Repubblica”: Nell’Italia degli anni di Piombo debutta in edicola il quotidiano la Repubblica, che fin dal

primo numero si propone di far riflettere sui fatti, più che raccontarli.

La sua portata innovatrice nel formato e nel linguaggio lo porta a scrivere una pagina importante del giornalismo italiano, di cui è

ancora oggi tra le voci più autorevoli.

L’IDEA NASCE DA EUGENIO SCALFARI

L’idea di dar vita a un quotidiano matura nel giornalista 52enne Eugenio Scalfari, dopo l’esperienza felice del settimanale L’Espresso e la parentesi politica come deputato del PSI.
Lo spirito moderno nella forma e nei contenuti del primo, unito alla profonda conoscenza della sfera istituzionale, fanno da sostrato culturale al nuovo prodotto editoriale.

L’obiettivo è di dargli una marcata caratterizzazione politica, inquadrabile nella sinistra laica e progressista, che lo porti a prendere posizione su aspetti cruciali della società italiana, creando di fatto un’opinione pubblica che si rispecchia fedelmente nell’ideologia del giornale e del suo fondatore.

Il progetto piace all’editore Carlo Caracciolo e alla Mondadori che finanziano per metà l’impresa.

LA SEDE VIENE FISSATA A ROMA IN VIA DELL’ INDIPENDENZA

La sede viene fissata a Roma, in via dell’Indipendenza, dove iniziano

a lavorare 60 redattori, di cui 50 sono giovani alle prime armi;

i restanti sono grandi firme come Giorgio Bocca, Sandro Viola, Mario Pirani, Miriam Mafai, Barbara Spinelli, e Giuseppe Turani.

La prima pagina si apre con un’intervista dello stesso Scalfari con il segretario del PSI, Francesco De Martino, sulla crisi di governo e sui rapporti con il PCI di Enrico Berlinguer.
Al centro c’è la notizia dell’incarico di governo conferito ad Aldo Moro, sotto un articolo di Bocca sul rischio fallimento della fabbrica Innocenti.

All’interno grande spazio alle notizie di politica internazionale, tra i tratti distintivi del giornale, di economia e cultura. Niente sport, che compare solo a partire dal 1979 a cura di Gianni Brera.

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Cultura

Caffè Greco-Dante Alighieri, accordo per rilancio cultura

Difendere e promuovere in Europa e nel mondo la lingua e

la cultura italiane, nella bellezza di oltre trecento opere d’arte –

tra dipinti, disegni e sculture – custodite nelle sale di un

luogo storico simbolo di Roma e con l’autorevolezza di una delle

più importanti istituzioni culturali del Paese: è stato siglato questa mattina l’accordo tra l’Antico Caffè Greco di via Condotti e

la Società Dante Alighieri per il progetto culturale “La Dante al Caffè Greco”.

Firmato da Carlo Pellegrini, Presidente dell’Antico Caffè Greco, e dal Segretario generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi,

alla presenza di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il nuovo protocollo prevede l’organizzazione di eventi e rassegne aperti al pubblico in tema di arte, storia e attualità, nonché corsi e prodotti multimediali.

MOLLICONE, PRESIDENTE COMMISSIONE CULTURA, “DIFENDEREMO LUOGHI STORICI”

Una vera e propria missione culturale dunque, in un programma congiunto da svolgere in entrambe le sedi delle due realtà, in linea

con la propria storia gloriosa: Palazzo Firenze, sede della

Società Dante Alighieri (fondata nel 1889) e l’Antico Caffè Greco (cuore pulsante della cultura romana dal 1760) hanno infatti accolto i più rilevanti scrittori, artisti e intellettuali italiani e stranieri dell’Ottocento, del Novecento e dei giorni nostri.

Ora il nuovo accordo potrebbe rappresentare l’occasione attesa da anni, ossia quella di rendere di nuovo Roma un punto di riferimento per la cultura internazionale, proprio a partire dal nostro patrimonio linguistico, storico, artistico e culturale.

LE PAROLE DI FEDERICO MOLLICONE

 “Vogliamo patrocinare questo accordo utile e intelligente, interverremo per rafforzare la tutela anche con iniziative istituzionali”, ha commentato con l’ANSA Federico Mollicone, “Nella Commissione Cultura ma anche da parte dello stesso ministro Sangiuliano e del sottosegretario Sgarbi c’è una grande sensibilità sul tema della tutela e valorizzazione di luoghi storici, come i caffè, gli studi d’artista, le librerie, i luoghi d’incontro: saremo in prima linea per rilanciarli”. (ANSA).

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Cultura

Negli spazi di Micro torna l’opera di Marcello Grottesi

Negli spazi di Micro torna a distanza di un anno l’opera di Marcello Grottesi, con un percorso espositivo completamente nuovo, arricchito di opere e fotografie inedite. Il ciclo di mostre, voluto dai figli Pier Paolo e Clarissa Grottesi con il supporto organizzativo di Paola Valori, ha lo scopo di mettere in luce a rotazione gran parte dei lavori conservati nell’Archivio Grottesi, con sede nella casa studio del grande artista.

Negli spazi di Micro un progetto partito a febbraio 2022

Un progetto, partito a febbraio 2022, che riunisce anche quest’anno opere emblematiche degli anni ’70, periodo artisticamente molto fecondo per Grottesi. In quegli anni l’arte è nelle mani di pochi critici e galleristi che hanno sconvolto lo scenario artistico imprimendo una svolta al linguaggio del contemporaneo. Di questa fase sono ben note le cronache, i nomi, le vicende e le opere di molti artisti. Meno conosciuta, o meglio, meno presa in considerazione è invece l’altra faccia, la strada poco battuta da altri interpreti, quella, ad esempio, di Marcello Grottesi e del Laboratorio di via Brunetti (cui fece parte per poco tempo anche De Dominicis) che negli stessi anni dava il via a un altro tipo di rivoluzione.

Storia dell’arte da riscrivere

Nell’intricata vicenda di quegli anni, occorre dunque riaprire i documenti e fare luce, perché la storia dell’arte va spesso riscritta per indagare più a fondo e scoprire alcuni risvolti inaspettati. Il progetto di riabilitazione sulla figura di Grottesi è iniziato nel 2022 con la prima personale “Vita e arte sul filo della memoria” curata da Paola Valori e i figli. Quest’anno si replica con la mostra “Spazio, Luce, Colore nell’opera di Marcello Grottesi” sempre negli spazi di Micro Arti Visive con il rinnovato intento di cercare di offrire uno spaccato diverso di quegli anni a Roma e fare il punto su un artista fondamentale e controverso come Marcello Grottesi.

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Cultura

La Roma della Repubblica fino al 24 settembre in mostra a Palazzo Caffarelli

Largo Argentina in un trionfo di rossi, verdi e blu sgargianti, come

ci raccontano oggi le lastre di rivestimento della sua area sacra.

Le decine di piedi, mani, ritratti familiari, donati in voto a Minerva Medica all’Esquilino.

E poi quella Triade Capitolina con Giove, Giunone e Minerva

finora quasi mai studiata, che sicuramente arriva da un imponente spazio frontonale.

Per non dire della maestria dei mosaici in bianco e nero, primissimo esempio dei pavimenti delle Domus romane. 

FINO AL 24 SETTEMBRE CON 1.800 REPERTI PER LO PIU’ MAI VISTI

 È il viaggio indietro nel tempo de La Roma della repubblica. Il racconto dell’archeologia, mostra che fino al 24 settembre nelle sale di Palazzo Caffarelli ai Musei Capitolini ripercorre quei cinque secoli della città destinata a diventare Caput Mundi, dagli inizi del V alla metà del I a .C. Un percorso di circa 1800 reperti, per la maggior parte mai visti dal pubblico, in arrivo soprattutto dalle casse dell’Antiquarium, ora per la prima volta restaurati ed esibiti.
“Una mostra che ha richiesto un investimento significativo di Roma Capitale sia in termini di risorse che di energie – racconta l’assessore alla cultura Miguel Gotor – E’ la seconda tappa di un percorso che vuole raccontare la crescita della città e le sue vicende politico-sociali” utilizzando reperti “dalle collezioni di proprietà comunali conservate nei magazzini e nei musei della Sovrintendenza”

“Molti – aggiunge Claudio Parisi Presicce che cura il progetto insieme a Isabella Damiani – oltre a non essere mai stati esposti sono anche poco studiati”. Tre le sezioni della mostra per raccontare santuari e palazzi, produzioni e commerci, le manifestazioni di identità, prestigio e ascesa sociale, in un allestimento che colpisce per la molteplicità degli esempi. “Abbiamo pensato – dice la Damiani – di mostrare la quantità, per dare un’idea della ricchezza di reperti che troviamo durante gli scavi”. (ANSA).

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Cultura

La mostra di Joan Mirò “Tracé sur l’eau” inaugura mercoledì 18

La mostra di Joan Mirò “Tracé sur l’eau” inaugura mercoledì 18 gennaio, dopo il successo delle tre esposizioni dedicate alla Divina Commedia, con le 101 opere firmate Salvador Dalì, a La Galleria delle Arti, storico ritrovo culturale del quartiere di San Lorenzo a Roma. Una serie di 14 acquerelli stampati ad acquaforte su onion skin paper du Marais in un’edizione limitata, pubblicata nel 1963 come libro d’artista.

Mostra visitabile fino al 5 marzo

L’esposizione sarà visitabile fino al 5 marzo 2023, il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 18 alle 22 e il venerdì e il sabato dalle 18 alle 23 con ingresso con formula “up to you”. Le opere in mostra testimoniano quanto Miró attinga da diversi stili e movimenti artistici, in particolare dall’espressionismo astratto americano, con un chiaro riferimento al drip painting di Pollock, il quale a sua volta si ispira al movimento Surrealista. Al primo sguardo, lo spettatore è catturato dalla natura caotica della composizione; la contrapposizione di rosso, blu e verde con i toni muti del grigio e marrone e l’uso di linee e forme fluide creano un senso di movimento ed energia.

Apparente caos

Nonostante l’apparente caos si viene pervasi da un senso di calma ed equilibrio, come se differenti elementi volteggiassero insieme armoniosamente. Joan Miró i Ferrà è stato un artista spagnolo, considerato uno dei più ferventi esponenti del Surrealismo del XX secolo.

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Cultura

Il Ministro Sangiuliano annuncia una mostra al Quirinale sui bronzi di San Casciano

– “Faremo un grande mostra al Quirinale con i bronzi di

San Casciano, che spero si possa aprire ai primi di maggio”.

Lo ha annunciato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano,

a Quante Storie su Rai3.

“Il ministero – ha detto ancora – sta acquisendo un edificio a San Casciano per mettere in mostra i reperti, ma prima vorrei farli viaggiare. Per esempio nella mia Napoli, a Milano, a Venezia, prima che vadano nei luoghi definitivi”.

Sangiuliano ha spiegato anche che “gli esperti stanno restaurando

questi ritrovamenti” e che “a maggio si riprende a scavare e probabilmente troveremo dell’altro”.

APRIRE I MUSEI NELLE FESTE

  “Garantire l’apertura dei musei il 26 dicembre, l’1 e il 2 gennaio

è stata una mia battaglia – ha detto ancora il ministro -. Ci impegneremo per aprire anche a Pasqua e Ferragosto. Il museo è servizio pubblico e, come la Rai e gli ospedali, deve restare aperto. Ci attrezzeremo perché venga riconosciuta un’indennità particolare, ma non posso accettare che un turista cinese o americano che investe 20 mila dollari possa non trovare aperti questi musei”.
“Noi abbiamo 5 milioni di opere, ma ne esponiamo solo 480 mila – ha proseguito -. E’ impensabile esporle tutte, ma uno sforzo per aumentare la nostra offerta va fatto. Al netto della pandemia nei prossimi anni assisteremo all’aumento del flusso globale di turismo, dobbiamo attrezzarci per ricevere questo flusso”.

PER PANTHEON SI PAGHI TICKET 2 EURO

“Voglio riprendere l’accordo fatto dai miei predecessori per far pagare un piccolo biglietto di 2 euro a coloro che vengono al Pantheon – ha ribadito, inoltre, Sangiuliano.

Le risorse devono rimanere lì per la cura del bene e della piazza”. (ANSA).

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Cultura

La III edizione di Street Art For Rights chiude con Fabio Petani

La III edizione di Street Art For Rights chiude con l’ultimo muro del noto street artist Fabio Petani. Il festival racconta e diffonde la cultura della sostenibilità attraverso la street art, nel segno dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda ONU. Street Art for Rights si è affermato come un punto di riferimento per la street art in Italia con oltre 30 opere realizzate a Roma nei quartieri periferici di Corviale e Settecamini e nel Lazio tra Cassino, Fiumicino e Latina.

III edizione per un museo a cielo aperto

Un vero e proprio museo a cielo aperto che offre a tutti gli appassionati e non, soprattutto durante le festività natalizie, di conoscere una “Nuova Roma”, inedita e poco conosciuta. L’arte dona nuova vita allo spazio della periferia in un trionfo di colori che ha ridato vivacità al volto dei quartieri. Grazie a Street Art for Rights, lo spazio urbano diventa un luogo dove potersi esprimere liberamente, una galleria d’arte in cui le opere non restano confinate ad un pubblico d’elite ma raggiungono sempre più cittadini.

Portare l’arte in periferia

Il progetto Street art for Rights nasce infatti con l’intento di portare l’arte nei quartieri con contesti difficili della periferia di Roma, adottando i 17 Goals dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU e filtrandoli con l’occhio dell’arte contemporanea. L’obiettivo è quello di dare concretezza artistica al piano d’azione per le persone, il Pianeta e la prosperità promosso dall’ONU, avvicinando la comunità ai vari temi e sollecitando la discussione circa i problemi impellenti dell’era contemporanea.

Gli artisti selezionati

In questa III edizione gli artisti, selezionati per il loro impegno civile oltre che per il loro segno e impatto artistico, Natalia Rak (Polonia), Etnik (Svezia-Italia), Fabio Petani (Italia), Attorep (Italia), Barbara Oizmud (Italia), Davide Toffolo e Marqus (Italia), NSN997 (Spagna), Manuela Merlo in arte HUMAN (Italia), hanno realizzato 8 muri nei quartieri Settecamini, Ponte Mammolo e San Paolo, dedicati ai Global Goals dal 10 al 17 dell’Agenda 2030. Tutti gli artisti hanno restituito, ognuno dal proprio personale punto di vista, un’immagine potente sul concetto-chiave di sviluppo sostenibile. Inoltre, tutti i muri sono stati realizzati usando anche le vernici speciali del brevetto AirLite, prodotti che riescono a trasformare gli agenti inquinanti in molecole di sale e ad avviare il processo di fotosintesi. Street Art For Rights è ideato e diretto da Giuseppe Casa, curato da Oriana Rizzuto, e organizzato dall’associazione culturale Taste & Travel in collaborazione con MArteSocial e MArteGallery.

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Cultura

Almanacco. 7 gennaio 1727: viene inaugurato a Roma il Teatro Valle

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 7 gennaio 1727:

Viene inaugurato il Teatro Valle con la rappresentazione della

tragedia Matilde di Simone Falconio Pratoli, fu poi ristrutturato

dal Valadier nel 1818.
Il progetto fu affidato all’architetto Tommaso Morelli.

Il Teatro venne costruito per un utilizzo privato per volere del nobile Camillo Capranica (già proprietario del Teatro Capranica).

LA PROGRAMMAZIONE PREVEDEVA OPERE LIRICHE E DRAMMI IN PROSA

La programmazione prevedeva l’esecuzione di opere liriche, opere

in musica e drammi in prosa. Il nome deriva dal primo direttore del teatro, Domenico Valle, sebbene alcuni sostengano che questa sia

in realtà solo una coincidenza, attribuendo l’origine del nome Valle al luogo dove esso sorgeva, detto appunto “alla valle”.

Nei suoi trecento anni di storia ha visto sul suo palcoscenico i più

grandi artisti italiani, da Goldoni, a Donizetti, da Rossini a Pirandello,

e poi ancora Eleonora Duse, Gabriele d’Annunzio, Totò, Anna Magnani, Eduardo de Filippo, Vittorio Gassman, Franca Rame e Dario Fo.

NEI PRIMI ANNI DELL’800 DEBUTTO’ LA CENERENTOLA DI ROSSINI

Qui, nei primi anni dell’Ottocento, debuttò La Cenerentola di Rossini

e l’opera Il corsaro di Filippo Celli: ad una delle sue rappresentazioni assistette Giacomo Leopardi, che annotava criticamente nel suo epistolario «il teatro è per lo più deserto, e ci fa un freddo che ammazza».

Nel corso del XIX e del XX secolo il teatro fu oggetto di ulteriori ammodernamenti, che videro coinvolti gli affreschi del soffitto,

che venne ridipinto dal pittore Silvio Galimberti, il sipario e il palco reale.

Il teatro rimase attivo anche durante il periodo della Repubblica Romana nel 1849 quando molti artisti, tra i quali Tommaso Salvini

e Gustavo Modena facenti parte della guardia Nazionale interrompevano le proprie rappresentazioni al suono di tre colpi di cannone.

NEL SECONDO DOPOGUERRA FU PRESO IN GESTIONE DALL’ENTE TEATRALE ITALIANO

Nel secondo dopoguerra fu preso in gestione dall’Ente teatrale italiano. Dopo la soppressione dell’ente, il 31 maggio 2010, il teatro fu chiuso

e poi occupato pacificamente da alcuni attivisti, dal 2011 al 2014.
Nel 2016 lo stabile è stato trasferito a Roma Capitale, per esser poi parzialmente riaperto nel 2018.

Nel 2021 è stato intitolato a Franca Valeri. Entro la fine nel 2021 è previsto l’inizio dei lavori di ammodernamento e messa in sicurezza,

in vista di una completa riapertura dell’edificio nel 2024.

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Cultura

Grande successo di Roma Capodarte 2023

Grande successo di Roma Capodarte 2023. Concerti speciali, visite guidate, spettacoli e ancora letture, laboratori e tanti eventi per bambini e famiglie in musei, teatri, cinema, biblioteche e altri spazi della città straordinariamente aperti al pubblico. Molto ampio il programma di appuntamenti di Roma Capodarte 2023 che in questa seconda edizione ha fatto registrare oltre 33.000 presenze, oltre il doppio di quelle dell’anno scorso, in numerosi spazi di tutto il territorio cittadino, straordinariamente aperti e gratuiti

Grande successo per una grande festa

Una grande festa per tutta la città con oltre 70 eventi, alcuni dei quali hanno registrato il sold-out sin dalle prime ore di apertura delle prenotazioni, che hanno visto la partecipazione anche di grandi personalità del mondo dello spettacolo e della cultura. Pubblico, artisti e operatori culturali insieme dalle 11.00 del mattino fino a sera: grande protagonista la musica con un ricco programma di concerti che hanno animato musei, teatri, biblioteche, strade e piazze della Capitale. E ancora visite, incontri, spettacoli, laboratori per tutte le età, cinema e arti visive.

Omaggi ai grandi protagonisti del Paese

Non sono mancati, inoltre, gli omaggi ai grandi protagonisti della cultura del nostro paese, da Ennio Morricone a Italo Calvino, di cui nel 2023 si celebra il centenario dalla nascita. Tante le presenze negli spazi museali, in concomitanza con la prima domenica del mese, aperti e gratuiti comprese, straordinariamente, anche tutte le mostre in corso: i Musei Civici di Roma Capitale, le principali aree archeologiche della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, insieme al Planetario di Roma e agli spazi dell’Azienda Speciale Palaexpo.

Programma promosso da Roma Capitale

Il programma di Roma Capodarte 2023 è stato promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, la Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali e le istituzioni del Tavolo tecnico per la produzione culturale contemporanea: Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Associazione Teatro di Roma, Azienda Speciale Palaexpo, Casa del Cinema, Fondazione Musica per Roma, Fondazione Romaeuropa, Teatro dell’Opera di Roma e poi ancora Filarmonica Romana, Nuovo Cinema Aquila e Municipio IX.