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Cultura

Fino al 25 febbraio alla Caserma Pietro Lungaro la mostra “Giorgio Bisanti. Viaggio dell’artista nella Polizia di Stato”

Tra sculture, dipinti e collage, sono ottanta le opere nella mostra “Giorgio Bisanti. Viaggio dell’artista nella Polizia di Stato”,  fino

al 25 febbraio, alla Caserma Pietro Lungaro. Influenzato dall’incontro con Emilio Greco e Venanzo Crocetti e, da giovane, assiduo frequentatore dello studio di Renato Guttuso – è stato proprio Guttuso

a sollecitarlo a iscriversi al liceo artistico –  Bisanti, appena terminata l’Accademia delle Belle Arti di Roma, è entrato in Polizia. Era il 1986. Ha mantenuto però il legame con l’arte, realizzando  anche monumenti in più città italiane.

SUO IL MONUMENTO A PIETRO LUNGARO, MARTIRE DELLE FOSSE ARDEATINE

Suo il monumento alla memoria di Pietro Lungaro, martire delle Fosse Ardeatine e medaglia d’Oro al Valor Militare, collocato nel cortile della sede della Direzione Centrale di Sanità a Roma, in Piazza Vittorio. E suo anche il monumento alla memoria di  Filippo Raciti, a Catania, nel luogo in cui l’ispettore perse la vita. Senza dimenticare, a Roma, la statua dedicata a San Michele Arcangelo e collocata nella Chiesa di San Lorenzo in Panisperna e il bassorilievo scolpito in pietra e donato dalla Polizia di Stato a San Giovanni Paolo II a Piazza San Pietro. E molto ancora.

Sono oltre 100 le opere che Bisanti lascia in eredità alla Polizia di Stato, come segno di dedizione, ma anche come invito all’apertura, all’insegna dei valori dell’arte e della condivisione.

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Almanacco. 3 febbraio 1960: muore a Roma in un incidente stradale Fred Buscaglione

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un tragico fatto di cronaca dove ha perso la vita un grande artista.

Il 3 febbraio 1960 alle ore 6,30 del mattino presso Piazza Ungheria, muore in un incidente stradale a Roma il cantante FRED BUSCAGLIONE .

La sua Ford Thunderbird color lilla, giunta all’incrocio fra via Paisiello

e viale Rossini nel quartiere romano dei Parioli, si scontrò con un camion Lancia Esatau carico di porfido guidato dal ventiquattrenne Bruno Ferretti, che tentò di soccorrerlo insieme a un metronotte e

a un passante.

Fermarono un autobus dove caricarono il cantante, che giunse però troppo tardi all’ospedale.

IL CANTANTE MORI’ A SOLI 38 ANNI

Il cantautore e attore, il duro dello swing, icona dell’Italia del dopoguerra e della ripresa economica, morì a soli 38 anni, nel pieno della sua carriera, quando per molti era un idolo.

Quella sera rientrava da un night in Via Margutta.
Le sue canzoni erano ascoltate ovunque: alla radio, alla televisione e nei juke-box.
Fred era un artista completo.

Oltre a possedere una voce straordinaria, che utilizzava con ironia,

era in grado di suonare diversi strumenti tra cui il piano, il contrabbasso, la tromba e il violino.

La sua fama, che dopo la sua morte diventerà un mito, era dovuta all’uso di quella musica “d’oltre oceano” che affascinava in quegli anni.
Molto spesso si trattava di canzoni un po’ strampalate, che parlavano con ironia di “bulli e pupe”, di New York e di Chicago, di duri

spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell’alcool.

MOLTE SUE CANZONI LE CANTO’ CON LA MOGLIE FATIMA

Nacquero così le canzoni che lo fecero conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune

in coppia con la moglie Fatima quali: Che bambola!, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa , Whisky facile.

Tre settimane prima della morte, in un’intervista al quotidiano Stampa Sera espresse l’intenzione di ritirarsi nel giro di due anni, affermando: «Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione».

La scomparsa di Fred Buscaglione, avvenuta nel pieno della sua carriera di cantante e di attore, fu un evento mediatico che ebbe ampie ripercussioni nell’Italia del boom economico.

IL SUO ULTIMO FILM USCI’ IL 24 FEBBRAIO 1960 DAL TITOLO “NOI DURI”

Il suo ultimo film, le cui riprese erano terminate pochi giorni prima

del tragico incidente e che si sarebbe dovuto intitolare A qualcuno piace Fred, uscì nelle sale il 24 febbraio 1960 con il titolo Noi duri e ottenne immediatamente un enorme successo, restando in programmazione per mesi.

Nel film Buscaglione recita con attori famosi come Paolo Panelli, Totò e Scilla Gabel, tenendo la scena con naturalezza e brio.
Le sue canzoni continuarono a essere ascoltate alla radio e nei juke-box che andavano diffondendosi per la penisola; e la folla cosmopolita che invadeva Roma durante le Olimpiadi portò a casa, tra i souvenir, anche i dischi di Buscaglione, accrescendone la conoscenza all’estero.

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Urban Lab domani dalle 10.30 al Tufello

Urban Lab: trarre esperienze e conoscenze dal passato per comprendere meglio il presente. Sviluppare una memoria storica a partire dai luoghi che la compongono. Sarà una giornata di incontri e scambi quella di domani, 4 febbraio.

Urban Lab dalle 10.30

Nel quartiere del Tufello, a nord della capitale a partire dalle ore 10.30 presso l’Aula Magna del Liceo Bramante, si presenteranno i risultati maturati all’interno del progetto “Urban Lab”, realizzato con il contributo dell’Unione Buddhista Italiana, ultimo capitolo dell’iniziativa Storytelling nell’Oltre Aniene, progetto di rigenerazione urbana ideato dall’hub di innovazione culturale Riverrun che negli ultimi 4 anni ha agito sul territorio romano.

Memoria collettiva

Dopo aver unito cittadini, studenti e artisti del quartiere al fine di costruire una narrazione nuova e consapevole del territorio tramite incontri e laboratori, è stata creata una mostra multimediale permanente diffusa sul tutto il quartiere che ripercorre la memoria collettiva del Tufello e la restituisce agli stessi cittadini. Durante l’incontro sarà presentato l’ultimo tassello di questa mostra: la digital library. Ben radicato in un preciso luogo ma con una struttura che lo rende interessante a livello nazionale e replicabile in altri siti, il progetto si costituisce della raccolta di fonti e informazioni, a partire da quelle private degli abitanti per arrivare a toccare persino momenti che hanno fatto la Storia d’Italia.

Grande archivio multimediale

Partendo da un percorso di service learning gli studenti del Liceo artistico Bramante insieme a professionisti, artisti, artigiani, amministratori e associazioni locali hanno creato un grande archivio multimediale che contiene la memoria storica del quartiere, raccolta, digitalizzata e resa fruibile online in modalità open source. Dalle scritte sui muri alla militanza e l’attivismo sociale, dalla nascita della borgata popolare ai racconti delle donne che hanno vissuto sulla propria pelle il dopoguerra italiano, passando per l’antifascismo, l’educazione sportiva popolare e poi ancora l’avvento della tossicodipendenza e della criminalità organizzata, il lavoro e la vita sociale.

Tutte le testimonianze per Urban Lab

Ogni testimonianza ha contribuito a ricostruire un pezzetto dell’identità storica e civile del Tufello e di Roma. Grazie agli elementi di arredo urbano installati nel territorio, che presentano dei QR Code in marmo realizzati secondo la tecnica del mosaico romano, la digital library sarà aperta a tutti e disponibile ad accogliere la memoria intangibile e in divenire della comunità.

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Katja Centomo Romics d’Oro della XXX edizione

Katja Centomo Romics d’Oro della XXX edizione. Creatrice di universi narrativi, utilizza diversi mezzi della comunicazione per raccontare storie e inventare personaggi, come Monster Allergy, fumetto e cartone animato diffuso in tutto il mondo, creato con Francesco Artibani, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, da cui è anche stato tratto un musical che ha debuttato al Sistina di Roma e al Manzoni di Milano e sono state prodotte linee di merchandising, videogiochi e giochi da tavolo. Come altri successi quali Lys e Cooking Time!

Katjia Centomo alla guida di Red Whale

Da più di vent’anni è alla guida dello studio editoriale Red Whale collaborando come Direttrice Artistica con Disney, Mondadori, Giunti, Rizzoli, Piemme, Il Battello a Vapore, DeAgostini, Lux Vide, Play Press, Panini e Rainbow, al servizio di properties internazionali quali Geronimo Stilton e le Winx. Amante del fumetto fin dall’infanzia, dopo la Scuola del Fumetto di Milano, comincia a lavorare ricoprendo diverse mansioni, da disegnatrice, a colorista, a letterista, fino all’organizzazione della rassegna Fumetti di Frontiera, occasione che la porta ad incontrare grandi ospiti e che segna un punto di svolta nella sua carriera. Red Whale, che nasce proprio sulla base di questa esperienza, è uno studio editoriale, apprezzato a livello internazionale, che offre contenuti e servizi nel settore del fumetto, dell’animazione, della narrativa ragazzi e della comunicazione per ragazzi in generale.

Direttrice artistica e anche intellectual properties manager

Katja Centomo è quindi una Direttrice Artistica, ma anche un’intellectual properties manager, che segue lo sviluppo delle IP sul piano narrativo, strategico e legale in materia di diritto d’autore. In qualità di scrittrice firma due libri della serie Le Straordinarie Avventure di Jules Verne per Mondadori, e per Einaudi Ragazzi cinque romanzi: Tilly Duc – Il segreto della Casa dei Tetti Blu, La strada per Pont Gun, Franca Viola – La ragazza che disse no, In fondo al Crepaccio – Cronaca di un soccorso impossibile e La fune d’acciaio, tutti illustrati da Iacopo Bruno.

Graphic nove su Tunué 7 Crimini

Negli ultimi anni si è dedicata alla collana di graphic novel pubblicata da Tunué 7 Crimini, scritta e curata insieme all’avvocato Emanuele Sciarretta. Il progetto, arricchito dalla partecipazione del criminologo Massimo Picozzi, coniuga la passione per il crime alla conoscenza del diritto. Già opzionata da Lotus Film per diventare fiction televisiva, la serie, firmata da disegnatori di altissimo livello, sta ottenendo un ottimo successo di pubblico e di critica. Nel 2023, oltre al ricorrere del ventennale della serie a fumetti Monster Allergy e al completamento del ciclo dei 7 volumi previsti nella serie 7 Crimini, Katja Centomo inaugurerà un nuovo percorso, affiancando Tunué nella cura dei prodotti editoriali e ritornando a lavorare per la Francia come sceneggiatrice. Katja Centomo sarà protagonista a Romics di una masterclass che ripercorrerà il suo percorso artistico e di una grande mostra dedicata alle molteplici sfaccettature della sua carriera.

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Orient-Express & Cie in mostra a Villa Medici

Orient-Express & Cie, itinerario di un mito moderno che attraversa quasi un secolo di storia e fascino di un treno leggendario, la mostra all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Oggetto tecnico divenuto icona culturale, l’Orient-Express ha cristallizzato una moltitudine di narrazioni e rappresentazioni basate su fatti reali o inventati. Tuttavia, prima di diventare oggetto letterario e cinematografico, l’Orient-Express è innanzitutto il treno di una compagnia ferroviaria: la Compagnie internationale des wagons-lits (CIWL).

Orient-Express & Cie primo treno di lusso operativo dal 1883 al 1977

Primo di una serie di treni di lusso internazionali, l’Orient-Express è stato operativo dal 1883 al 1977 e ha permesso di collegare Parigi a Costantinopoli, l’odierna Istanbul. La sua creazione fu un tour de force diplomatico ed economico in un’epoca in cui la ferrovia era usata come strumento al servizio del potere politico da parte di imperi e stati. Le opere e le fotografie presentate nella mostra Orient-Express & Cie. Itinerario di un mito moderno provengono dagli archivi dell’antica Compagnie internationale des wagons-lits. Raccolte fotografiche, progetti, mappe, disegni tecnici e manifesti pubblicitari d’epoca, la mostra racchiude oltre 200 pezzi che collocano l’Orient-Express nel suo contesto storico globale. Benché la maggior parte delle fotografie sia anonima, alcune sono firmate da celebri studi quali Paul Nadar, Albert Chevojon e Sébah & Joaillier.

Oltre il mito

Oltre al mito, la mostra racconta l’ingegneria di un treno di lusso resa possibile da una straordinaria rete di imprese e servizi. Insieme all’Orient-Express, il Rome-Express è uno dei treni di grandi dimensioni più prestigiosi della Compagnie des wagons-lits. Entrato in servizio nel dicembre del 1883, percorre i 1446 chilometri che separano Parigi da Roma, costeggiando prima la Riviera francese poi le Riviere italiane di Ponente e di Levante. Questi archivi e fotografie che testimoniano l’avventura ferroviaria franco-italiana sono presentati oggi a Villa Medici. La mostra propone inoltre un lavoro inedito della fotografa francese Sarah Moon realizzato grazie a un sostegno alla creazione del Fonds de dotation Orient-Express. L’artista ha viaggiato sulle orme dell’Orient-Express in diverse occasioni, ripercorrendone i percorsi reali e immaginari. La mostra esplora il treno come luogo di tutte le possibilità, tra storia e narrazione.

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Dagli scavi metro C emerge ‘Roma’, donna simbolo della città eterna

L’elmo, la lancia, il profilo fiero: dagli scavi della metro C di Roma,

alla stazione di Porta Metronia, torna alla luce dopo centinaia di anni

un raffinatissimo reperto dell’antica Roma, una personificazione

della Città Eterna.

Un tema iconografico già noto, ma è il primo e unico caso finora

al mondo in cui ci è arrivato eseguito su un vetro dorato.

“Già un vetro dorato è un reperto molto raro – spiega all’ANSA

la funzionaria archeologa della Soprintendenza speciale di Roma Simona Morretta – ma questo non ha confronto allo stato attuale

degli studi.

Non si era mai trovato un vetro dorato con la personificazione della città di Roma”.

UNICO VOLTO DELL’URBE SU VETRO DORATO.

Si tratta, prosegue l’esperta, di un reperto di “straordinaria finezza esecutiva”. Originariamente era il fondo di una coppa, “un oggetto particolare che spesso veniva utilizzato come dono”.

In sostanza, come avviene del resto anche ai giorni nostri con alcuni particolari bicchieri o boccali, il bevitore, mentre consumava il contenuto della coppa, poteva guardare in trasparenza l’immagine sul fondo: “Noi non sappiamo – sottolinea Morretta – se venisse usato realmente per contenere qualcosa o come soprammobile, ma certamente mettere una immagine sul fondo rispecchia quell’idea”. 

ANDRA’ IN STAZIONE-MUSEO

Il manufatto ha vissuto diverse ‘vite’ prima di arrivare fino a noi: “Era un oggetto prezioso – spiega ancora – e quando si è rotto o scheggiato non l’hanno voluto buttare. Ma dato che una coppa di vetro non si poteva riparare, ne è stato ‘ritagliato’ il fondo, e può darsi che sia stato esposto su un mobile o appeso a una parete”. Il reperto non appartiene alla caserma trovata negli scavi. La struttura militare fu abbandonata alla metà del III secolo, e in seguito ‘rasata’, i muri tagliati, le macerie buttate all’interno e tutto ricoperto di terra. Il vetro dorato è emerso proprio da questi strati di interro, ed è posteriore: “Da questo primo studio – aggiunge l’archeologa – ci sembra un manufatto degli inizi del IV secolo”. Ora vivrà un’altra vita, “quella che gli daremo noi, rendendola di fruizione pubblica: avrà una teca dedicata nella stazione-museo della metro di Porta Metronia”.
    (ANSA).

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Almanacco. 2 febbraio 2022: muore a Roma Monica Vitti

Nel nostro almanacco oggi ricordiamo una grande artista.

Il 2 Febbraio 2022 Muore a Roma MONICA VITTI pseudonimo di Maria Luisa Ceciarelli. E’ stata un’attrice italiana.

La sua caratteristica voce roca e l’innata verve l’hanno accompagnata

per quasi quarant’anni di carriera cinematografica, dalle sue interpretazioni drammatiche nella “tetralogia dell’incomunicabilità”

di Michelangelo Antonioni (L’avventura, La notte, L’eclisse e Deserto rosso) che le diedero fama internazionale, a quelle in ruoli brillanti

(da La ragazza con la pistola a Io so che tu sai che io so) che la

fecero considerare l’unica “mattatrice” della commedia all’italiana, tenendo ottimamente testa ai colleghi uomini Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni.

HA VINTO 5 DAVID DI DONATELLO

Ha ottenuto numerosi premi, tra cui cinque David di Donatello

come migliore attrice protagonista (più altri quattro riconoscimenti speciali), tre Nastri d’argento, dodici Globi d’oro (di cui due alla carriera), un Ciak d’oro alla carriera, un Leone d’oro alla carriera

a Venezia, un Orso d’argento alla Berlinale, una Concha de Plata a San Sebastián e una candidatura al premio BAFTA.

Muore nella sua abitazione a Roma il 2 febbraio 2022, all’età di 90 anni, a causa della demenza da corpi di Lewy che la affliggeva dal 2002;

il 4 febbraio viene allestita la camera ardente al Campidoglio,

il giorno successivo vengono celebrati i funerali religiosi, trasmessi

in diretta tv su Rai 1, ai quali presenziano volti della politica

e del cinema, nella basilica di Santa Maria in Montesanto a

Piazza del Popolo; dopo la cerimonia funebre, il feretro

viene tumulato nel Cimitero del Verano di Roma.

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L’opera “Up to You” terzo intervento di Cabin Art

L’opera “Up to You” dell’artista romana BiceLuna (Federica Mancini) in Piazza Vittorio Emanuele, è il terzo intervento site specific di Cabin Art, il progetto pilota di rigenerazione urbana promosso dall’Ufficio di Scopo Politiche Giovanili in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Un progetto creativo e innovativo che, attraverso interventi di arte figurativa e di street art realizzati da giovani artisti, intende ridare vita a 6 cabine dismesse della Polizia Locale, riqualificandole in chiave culturale e trasformandole in elemento artistico che dialoga con la grande ed eterna bellezza di Roma.

L’opera ha l’obiettivo di valorizzare la relazione con il territorio

Tra i suoi obiettivi anche quelli di valorizzare la relazione con il territorio in cui le cabine sono situate nel rispetto del patrimonio culturale, storico e artistico, di esprimere integrazione e rispetto delle differenze, di potenziare le tematiche legate all’ambiente, alla natura e anche alla sostenibilità. All’iniziativa presenti Lorenzo Marinone, delegato del Sindaco alle Politiche Giovanili, e Stefano Marin, assessore del I Municipio alle Politiche Ambientali, Rifiuti, Rapporti con i cittadini, Polizia Locale. Presente l’artista BiceLuna (Federica Mancini). L’opera realizzata dalla giovane artista romana invita tutti a riflettere sul nostro futuro, dell’uomo e del pianeta, ponendo la domanda “Should we delete everything?”.

Riflessione sui temi del nostro tempo

L’intervento artistico presentato vuole far riflettere su temi cruciali del nostro tempo, come lo scioglimento dei ghiacciai, la devastazione dei paesaggi amazzonici, la lenta estinzione di specie animali importanti per il nostro eco-sistema, invitando ciascuno di noi ad occuparsene. L’essere umano è portato ad auto condizionarsi e incastrarsi in realtà fittizie ricche di disinformazione, a scegliere di non pensare e fare ciò che è più comodo, anche se non etico. Ma vedere il mondo da dietro uno schermo non vuol dire viverlo veramente. E allora ecco l’invito a pensare con le proprie teste, perché come il titolo dell’opera, Up to you, sta a noi scegliere il finale. L’inaugurazione segue quella delle prime due opere tenutasi negli scorsi giorni: il 16 gennaio Ianus dell’artista ADR (Andrea Piccinno) in Via Petroselli e il 26 gennaio Pattern Geometrico del duo artistico Motorefisico (Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo) in Piazza di Villa Carpegna.

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Allo Spazio 5 a Roma la mostra “Lavoratori della terra nel Novecento”

– E’ lo Spazio5 di via Crescenzio a Roma a ospitare,

dal 6 al 10 febbraio, la mostra fotografica “Archivi aperti:

la storia del lavoro per immagini.

Lavoratori e lavoratrici della terra nel Novecento” con 50 fotografie inedite sul lavoro e il movimento sindacale nel settore agricolo

e del tabacco dagli anni ’50 agli anni ’90.

Realizzata con il contributo della Regione Lazio, la mostra

racconta attraverso le immagini il lavoro femminile, i momenti di lotta,

i volantini e i manifesti, frutto del lavoro di raccolta, schedatura e digitalizzazione del ricco patrimonio archivistico della

Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche, che gestisce e tutela

l’Archivio Storico Fai Cisl e la Biblioteca Silvio Costantini. 

L’ITALIA RURALE LA MOSTRA NELL’ARCHIVIO STORICO FAI-CISL

All’inaugurazione della mostra interverranno Onofrio Rota,

segretario generale Fai Cisl; Aldo Carera, presidente della

Fondazione Giulio Pastore; Vincenzo Conso, presidente della Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche, e Giovanna Baldi, responsabile dell’Archivio Storico Fai Cisl e Biblioteca Silvio Costantini.
“Con questa mostra – spiega Onofrio Rota – l’archivio esce al di fuori

dei propri spazi per raccontare una storia di emancipazione:

quella di tante donne e tanti uomini che attraverso il lavoro e il sindacato hanno realizzato se stessi e le proprie famiglie e contribuito alla ricchezza e alla democrazia nel nostro Paese.

Vogliamo aprire soprattutto ai più giovani uno scrigno sociologico, antropologico ed etnografico che ben poche altre testimonianze

possono restituire, con uno spaccato della storia dell’Italia rurale e agricola, di borghi e aree montane, di fabbriche, territori affrancati,

dal dopoguerra in poi, dal degrado, dallo sfruttamento e dalla povertà”.

L’EVENTO E’ GRATUITO E APERTO AL PUBBLICO

L’evento è gratuito e aperto al pubblico dalle 15 del 6 febbraio fino a venerdì, dalle 10 alle 19, e sabato, 11 febbraio, dalle 15 alle 20.

Poi l’esposizione si sposterà il 13 febbraio nel Circolo Cittadino “Sante Palumbo” di Latina, in Piazza del Popolo 2, dalle 9.30 alle 18, e il giorno seguente con gli stessi orari nella Sala degli Almadiani in Piazza Martiri d’Ungheria a Viterbo. (ANSA).

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Almanacco. 1 febbraio 1980: muore a Roma in un incidente stradale l’attore Romolo Valli

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una tragedia accaduta il

1 febbraio 1980: muore a Roma ROMOLO VALLI in un incidente stradale sulla Via Appia Antica a Roma nella notte del 1º febbraio 1980 al rientro dal teatro Eliseo dove aveva interpretato, assieme

a Fabrizio Bentivoglio, l’ultima recita della commedia di

Giuseppe Patroni Griffi, Prima del silenzio (1979) per la regia

di Giorgio De Lullo e la scenografia di Pier Luigi Pizzi.

FONDA CON GIORGIO DE LULLO NEL 1954 LA COMPAGNIA DEI GIOVANI

Grande attore di teatro e di cinema, fonda nel 1954 la “Compagnia dei giovani” con Giorgio De Lullo, Rossella Falk e Anna Maria Guarnieri, uno dei più importanti e duraturi esempi di compagnia teatrale privata

di alto profilo professionale.

Pur lasciando il giusto merito al talento registico di Giorgio De Lullo, suo compagno anche nella vita, Valli si rivelò l’anima della

Compagnia fino all’anno del suo scioglimento, nel 1972.

Memorabili le sue ‘performances’ pirandelliane, da “Sei personaggi

in cerca di autore” a “Enrico IV”, a “Così è (se vi pare)”.
E’ direttore del Festival di Spoleto dal 1973 al 1978.

HA VINTO TRE VOLTE IL NASTRO D’ARGENTO

Si è aggiudicato per tre volte il Nastro d’argento come miglior attore

non protagonista: nel 1963 per Una storia milanese (1962) di Eriprando Visconti, nel 1971 per Il giardino dei Finzi-Contini (1970) di Vittorio De Sica e nel 1977 per l’interpretazione del capoufficio Spaziani in

Un borghese piccolo piccolo (1977) di Mario Monicelli.

Per il grande schermo, da ricordare anche la sua interpretazione di Padre Pirrone ne “Il gattopardo” di Luchino Visconti.