Categorie
Cultura

Almanacco. 21 novembre 1979: muore a Roma Maurizio Arena

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista. Il 21 novembre 1979:

muore a Roma MAURIZIO ARENA  pseudonimo di Maurizio Di Lorenzo. E’ stato un attore italiano.

Scelse come pseudonimo il cognome Arena in omaggio all’attrice Anna Arena, a cui fu legato sentimentalmente per qualche anno, nonostante la forte differenza d’età.

FU FAMOSO SOPRATTUTTO PER LA TRILOGIA DI RISI “POVERI MA BELLI”

Arena fu molto famoso soprattutto negli anni cinquanta, grazie al successo della trilogia di Dino Risi Poveri ma belli, Belle ma povere

e Poveri milionari, incarnando il tipo del romano di estrazione popolare, giovane, aitante e abulico.

Tentò anche la strada della regia, senza particolare successo.

Produsse e interpretò nel 1960 il film Il principe fusto, nel cui cast figuravano anche la madre ed il padre.

Il film anticipò in qualche modo, di circa otto anni, la poca affinità

dei suoi valori con quelli di una certa aristocrazia, come dimostrò la contrastata love story con Beatrice di Savoia.
Il principe fusto fu girato mentre Fellini girava La dolce vita, incentrato su quella via Veneto che vedeva all’epoca proprio Arena tra i suoi protagonisti.

Dopo un periodo di assenza, alla fine degli anni sessanta la sua fama era già in netto declino.

Molto ingrassato, veniva ormai chiamato soltanto per piccole parti da caratterista; infatti lo si può vedere nel film Il buono, il brutto, il cattivo, ove fa la comparsa.

La sua ultima interpretazione, in un film ispirato al personaggio dei fumetti Braccio di Ferro, e intitolata Pugni, dollari e spinaci, non riuscì neppure a trovare uno sbocco commerciale.

DAL 1974 SI DEDICO’ SOPRATTUTTO ALL’ATTIVITA’ DI GUARITORE

Come tanti suoi colleghi attori, si cimentò nella canzone e poi, dal 1974 fino alla fine della sua breve vita svolse, presso la sua Villa di Casal Palocco a Roma, l’attività di guaritore, spesso apparendo in trasmissioni su tv private, e alla trasmissione “Acquario” di Maurizio Costanzo,

dalla quale è stato pubblicato un libro che era una raccolta di lettere di pazienti, ricevute sia da Maurizio Arena che da Maurizio Costanzo.

Scomparve all’età di 45 anni nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 novembre 1979 nella sua Villa di Casal Palocco a causa di una crisi cardiaca sopraggiunta in seguito al riacutizzarsi di un’affezione renale di cui soffriva da tempo.

NEL QUARTIERE DELLA GARBATELLA GLI E’ STATO DEDICATO UN PARCO

I funerali si svolsero sabato 24 novembre nella Chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella, il popolare quartiere romano dove era nato e vissuto prima di trasferirsi nella sua Villa all’Infernetto.
Nel quartiere della Garbatella a Roma gli è stato dedicato un Parco al quale si accede da Piazza Benedetto Brin; e in Via della Garbatella 24, dove nacque, è stata posta una targa in sua memoria.

Categorie
Cultura

Roma si illumina dal 1° al 10 dicembre con Fotonica

Roma si illumina dal 1° al 10 dicembre con Fotonica, il festival che torna nella Capitale all’Acquario Romano, all’Accademia di Ungheria e al Cieloterra con la VII edizione, per offrire ai romani spettacolari videomapping, installazioni interattive dal forte impatto visivo e sensoriale, performance audio video e live a/v nonché workshop per adulti e bambini, residenze artistiche, talk e conferenze. Fotonica celebra il fotone, il più piccolo e brillante frammento luminoso dell’universo, una particella piccolissima dall’enorme e multiforme potenza creatrice in grado di dare origine a ogni forma di luce. Un appuntamento unico nel panorama delle Audio Visual Digital Arts, che indaga su tutte quelle forme d’arte in cui è centrale l’elemento della luce, presentando da anni le migliori esperienze in campo internazionale e contribuendo alla creazione di un network che raduna le più importanti realtà del settore.

Festival per la città di Roma

Un festival per la città di Roma che si prepara ad accogliere alcuni degli artisti più influenti legati alle arti audio video e digitali: dai nomi di punta dell’elettronica mondiale come il visionario artista messicano Murcof, o l’ungherese Gabor Lazar, ai pionieri del vjing in Italia Otolab, dalla canadese Sabrina Rattè, una delle più promettenti e geniali artiste digitali a livello internazionale, agli ungheresi Victor Vasarely e Peter Botos, fino ad arrivare a talentuose musiciste nostrane affermate nel panorama internazionale come la fuoriclasse del contrabbasso Caterina Palazzi, o la compositrice, sound designer e polistrumentista italo-olandese Grand River.

Via dall’Accademia di Ungheria

Si parte alle 17 il 1° dicembre dall’Accademia di Ungheria in via Giulia per l’opening del festival con le installazioni luminose co-curate dal Light Art Museum (LAM) di Budapest di due esponenti di assoluto rilievo dell’arte contemporanea, gli ungheresi Victor Vasarely, figura chiave nell’arte geometrica astratta divenuta poi il movimento internazionale noto come Cinetismo, e Peter Botos, che arriva a Roma dopo aver esposto le loro opere alla Biennale di Venezia e nei musei più importanti del mondo. Al confine tra arte e scienza, la scultura di luce Virtual lighting di Victor Vasarely è una delle sue tipiche composizioni in “in continua trasformazione”, un esperimento ottico basato sul contrasto tra nero e bianco creato dalle luci e dalle ombre che attraversano le sue sculture di plexiglass, per dare l’illusione di movimento.

Categorie
Cultura

Vincenzo Marsiglia presenta “Map (Star) the World Cloud”

Vincenzo Marsiglia presenta l’installazione “Map (Star) the World Cloud”, dal 23 al 26 novembre 2023, alla Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea “Roma Arte in Nuvola”. Un anfiteatro multisensoriale che trasporta il visitatore nel cuore di una moderna agorà, grazie all’uso di Hololens2 digitali. Un’opera d’arte digitale per creare movimento, curiosità e condivisione, guidati da una scultura di una Venere al bagno del XIX secolo, posta al centro dell’anfiteatro e che il visitatore potrà mappare, osservando dettagli impercettibili grazie alla tecnologia.

Vincenzo Marsiglia torna in Italia

Dopo l’esperienza sugli Champs-Élysées di Parigi della mostra internazionale “Moderne Art Fair”, Vincenzo Marsiglia torna in Italia con una nuova installazione d’arte digitale, ancora una volta utilizzando la tecnologia con l’obiettivo di avvicinare le persone, in un’ottica di condivisione e movimento, attraverso un dialogo con l’antico. Dialogare con il passato sta diventando sempre di più un’esigenza per comprendere il nostro contemporaneo. Grazie a Map (Star) the World Cloud di Vincenzo Marsiglia, curato dalla direttrice artistica della Fiera Adriana Polveroni, si può godere di una delle esperienze più ravvicinate con la cultura antica, tracciarla, condividerla con gli altri, grazie alla tecnologia digitale.

Spazio immersivo

Uno spazio immersivo che consente, non solo di mappare la statua posta al centro dell’opera d’arte, scoprendone dettagli nascosti e invisibili ad occhio nudo, ma anche di addentrarsi in un anfiteatro che diventa multisensoriale grazie all’utilizzo di Hololens2. È così che i visitatori entrano in contatto non solo con l’ambiente generato da Map (Star) the World Cloud, ma anche tra di loro, creando uno spazio di condivisione e dialogo, proprio come accadeva più di 2000 anni fa nelle agorà della Grecia Antica. Vincenzo Marsiglia con Map (Star) the World Cloud vuole creare così un momento di condivisione delle percezioni e delle sensazioni del visitatore a contatto con il mondo antico, riportandolo attraverso la tecnologia nel contemporaneo.

Dialogo tra antico e contemporaneo

Il dialogo tra antico e contemporaneo prosegue all’interno di Map (Star) the World Cloud con gli incontri del 24 novembre a partire dalle ore 18:30. Una serie di talk per ricreare l’atmosfera delle agorà, uno spazio di condivisione che si alimenta con il dialogo, dando voce alle questioni più urgenti del mondo dell’arte e della contemporaneità a contatto con l’innovazione digitale. Gli incontri, moderati dal curatore Davide Sarchioni, vedranno ospiti, fra gli altri, Lyda Patitucci, Michele Franzese, Andrea Lai e infine Adriana Polveroni.

Roma Arte in Nuvola

Si può vivere l’esperienza di “Map (Star) the World Cloud” alla terza edizione della Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea “Roma Arte in Nuvola”, type=’text/javascript’ ideata e diretta da Alessandro Nicosia e prodotta da C.O.R. con la direzione artistica di Adriana Polveroni, curatrice del progetto. Una vera e propria festa dell’arte moderna e contemporanea, tra le principali fiere di settore con oltre 36 mila visitatori nella precedente edizione.

Categorie
Cultura

Concerto delle scuole nell’Aula Magna di Sapienza

Un concerto delle scuole ad indirizzo musicale presso l’Aula Magna dell’Università Sapienza con centinaia di studenti e genitori.

Così il Municipio Roma II ha celebrato la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Gli studenti e le studentesse degli Istituti Comprensivi “Fratelli Bandiera”, “Sinopoli-Ferrini” “Piazza Winckelmann” si sono esibiti sul palco dell’Aula Magna alternando le loro performance musicali a quelle degli studenti dell’Università.

Esprimere il proprio talento in maniera libera è uno dei diritti fondamentali che bisognerebbe garantire a tutti i bambini e i ragazzi. Noi adulti e rappresentanti delle istituzioni abbiamo il compito di creare delle opportunità perché una passione possa realizzarsi concretamente”, ha dichiarato la Presidente del Municipio Roma II Francesca Del Bello ringraziando la Magnifica Rettrice Antonella Polimeni per la presenza e per aver ospitato il concerto delle scuole musicali in un luogo così prestigioso.

l’arte e la musica possono contribuire ad affermare la cultura della pace

In questa giornata dedicata ai Diritti Umani, soprattutto dei più giovani, abbiamo voluto mandare un pensiero ai bambini e agli adolescenti che si trovano in questo momento in uno scenario di guerra perché anche l’arte e la musica possono contribuire ad affermare la cultura della pace”, ha aggiunto il Vicepresidente Emanuele Gisci.

“Il concerto di oggi – ha detto l’Assessora alla Scuola Paola Rossi – è il frutto di un grande lavoro che gli studenti e le studentesse hanno condotto nei mesi scorsi con i loro insegnanti e con il supporto dei dirigenti scolastici. A tutti loro un grande plauso e ringraziamento perché quello a cui abbiamo assistito è stato uno spettacolo di veri artisti preparato con grande cura”.

All’iniziativa hanno partecipato: il Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Prof. Oliviero Diliberto; il Preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria, Prof. Domenico Alvaro; il Preside della Facoltà di Medicina e Psicologia, Prof. Erino Angelo Rendina e il Preside della Facoltà di Farmacia e Medicina, Prof. Paolo Villari.

Categorie
Cultura

La Sapienza celebra Mario Botta

La Sapienza conferirà il Dottorato di ricerca honoris causa in Storia disegno e restauro dell’architettura a Mario Botta, uno dei più noti ed influenti Architetti contemporanei che, con la sua visione e con le sue realizzazioni, ha segnato in modo incisivo e significativo parte del XX secolo e l’inizio del XXI secolo. Il tratto distintivo del percorso professionale di Mario Botta è rappresentato dalla forte componente umanistica unita all’arte in una comunione di intenti nella quale creatività artistica e progettualità architettonica si fondono in un unicum inscindibile. Al contempo Botta ha dimostrato di tenere in considerazione anche altri fattori, come le diverse culture di appartenenza, il genius loci e la storia.

Il modo di fare architettura di Botta

Il suo modo di fare architettura, già visibile nei primi lavori in Svizzera, nelle progettazioni di case private, uffici, musei e gallerie, si è imposto subito come originale e portatore di novità nel panorama internazionale ed è sintetizzabile in una sua frase ricorrente: “la natura deve essere parte dell’architettura così come l’architettura deve essere parte della natura”. Botta ha affiancato un’intensa attività di progettazione, collaborando con maestri come Le Corbusier, a un costante e importante impegno dedicato all’insegnamento e alla ricerca. Attraverso le sue opere ha rappresentato la grande tradizione italiana, pur essendo ticinese di nascita e residenza, come ebbe a sottolineare Paolo Portoghesi che gli manifestò la propria gratitudine.

La cerimonia alla Sapienza

La cerimonia di conferimento del Dottorato di ricerca honoris causa si aprirà con la prolusione della rettrice Antonella Polimeni. Seguirà l’allocuzione di Piero Cimbolli Spagnesi, coordinatore del Dottorato di ricerca in Storia, disegno e restauro dell’architettura. L’elogio del candidato sarà pronunciato da Luca Ribichini. In conclusione la lectio magistralis di Mario Botta.

Categorie
Cultura

Dal 13 novembre al via la rassegna “Ascolto il tuo cuore città”

Si prosegue fino al 24 dicembre con un fitto programma di performance in cuffia.

“Ascolto il tuo cuore città”, parafrasando Alberto Savinio, è una serie di “prime assolute”. Si tratta di una serie di eventi site specific, realizzati con forme sperimentali di “viaggio sonoro” in cuffia e ad impatto zero,

per la valorizzazione di luoghi emblematici della città di Roma, in apposite drammaturgie site specific.

Testi e luoghi si completano a vicenda

Un’importanza fondamentale riveste il luogo dove gli eventi si svolgeranno. L’idea è fornire una nuova percezione di luoghi straordinari di Roma come Campo de’ Fiori, Piazza Vittorio, Via dei Fori Imperiali, il Circo Massimo, l’EUR, San Pietro in Vincoli, ma anche Ostia Antica, Villa Borghese, l’Università La Sapienza, Piazza di Spagna e la Chiesa di Santa Maria in Campitelli.

In questi luoghi riecheggeranno le parole di Giordano Bruno, Amleto, Caligola, Lucrezio ma anche Ettore Petrolini e Ennio Flaiano, Enrico Fermi e Jean-Paul Sartre.

Testi e luoghi si completano a vicenda per una serie di emozionanti viaggi teatrali e sonori. Si tratta di testi scelti in funzione del luogo, scritture di opere inedite presentate in forme inedite,

Un evento a impatto zero

Gli eventi del Teatro Mobile sono sempre ad impatto zero: i mezzi tecnici impiegati sono strumenti portatili e autoalimentati e la mancanza di allestimenti tradizionali rendono gli eventi ecosostenibili.

Nel tempo dell’individualità e della solitudine, nel desiderio-bisogno di percorsi di ascolto indipendenti ed esclusivi, abbiamo ideato una formula sperimentale per un utente fruitore-spettatore-visitatore

Con l’uso della trasmissione in tempo reale e/o pre-registrate via radio in cuffia e della tecnologia di controllo digitale, lo spettatore partecipa all’evento (anche itinerante) ascoltando la partitura testuale, sonora e musicale, dalla cuffia, incontrando nel suo movimento i luoghi e i corpi.

Il progetto è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura ed è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Culture in Movimento 2023 – 2024” curato dal Dipartimento Attività Culturali e realizzato in collaborazione con SIAE

Tutti gli eventi sono gratuiti ma con prenotazione obbligatoria. Informazioni, aggiornamenti e prenotazioni online su www.teatromobile.eu/ascolto-il-tuo-cuore-citta-programma-e-prenotazioni/

Categorie
Cultura

Almanacco. 20 novembre 1972: muore a Roma Ennio Flaiano

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 20 novembre 1972:

Muore a Roma ENNIO FLAIANO, scrittore, sceneggiatore e giornalista, umorista caustico e pungente.
Nato il 5 marzo 1910 a Pescara nel quartiere antico Portanuova,

in una casa sul corso G. Manthonè, ultimo di sette figli, da Cetteo Flaiano (1859-1943) e Francesca Di Michele (1873-1938),

il giovane Ennio passa un’infanzia di viaggi e spostamenti continui tra Pescara, Camerino, Senigallia, Fermo e Chieti, tra scuole e collegi.

Nel 1922 arriva a Roma (viaggiando il 27 ottobre in treno, per fortuita coincidenza, in compagnia di fascisti della Marcia su Roma, più tardi ne racconterà gustosi aneddoti).
Nella capitale compie gli studi secondari superiori nel Convitto nazionale fino al liceo artistico (diplomato nel 1929) e si iscrive alla Facoltà di architettura, senza però terminare gli studi universitari.

DAL 1943 INIZIA A COLLABORARE CON REGISTO DEL CALIBRO DI FELLINI, BLASETTI, MONICELLI E ANTONIONI

Dal 1943 inizia a collaborare con registi del calibro di Fellini, Blasetti, Monicelli e Antonioni.
Ma fu soprattutto lo sceneggiatore preferito di Fellini, con il quale collaborò a film come “La strada”, “I vitelloni”, “Le notti di Cabiria”

e “La dolce vita”.
Al cinema e alla città di Roma lo legherà per sempre un rapporto di amore-odio.
Testimone delle evoluzioni e degli stravolgimenti urbanistici, dei vizi

e delle virtù dei cittadini romani, Flaiano ha saputo vivere la capitale

in tutti i suoi aspetti, tra cantieri, locali della “dolce vita”, strade trafficate.
Ne La solitudine del satiro Flaiano ha lasciato numerosi passi riguardanti la sua Roma. In particolare va ricordato un lungo articolo (apparso su Il Mondo nel 1957) nel quale viene descritta la nascita

del quartiere Talenti, nella zona nord-est di Roma, segno della frenetica crescita urbanistica, che lentamente inghiottiva la campagna.

Nella zona limitrofa (il quartiere Montesacro), Ennio Flaiano visse dal 1953 e qui una targa commemorativa (posta dalla Compagnia Teatrale LABit) ricorda il suo passaggio.

Sembra quasi confermare il difficile rapporto di Flaiano con Roma il fatto che la tomba dell’autore si trovi a Maccarese (Fiumicino), zona marittima alle porte della capitale, dove Flaiano visse diversi anni.
Ha l’intelligenza e la sensibilità di comprendere i processi politici, sociali e di costume in corso e prevedere scenari futuri: « Fra 30 anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la TV. »
Sulla targa posta davanti alla sua casa a Montesacro è scritto:

“qui visse Ennio Flaiano. Con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole…”

Categorie
Cultura

Almanacco. 19 novembre 1951: a Roma viene ufficialmente consegnato alla FAO il palazzo all’Aventino

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 19 novembre 1951:

Viene ufficialmente consegnato alla FAO il palazzo in viale Aventino .

Il palazzo FAO è un edificio per uffici di Roma, sito all’inizio di

viale Aventino in angolo con il viale delle Terme di Caracalla,

che ospita la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

PROGETTATO DA VITTORIO CAFIERO E MARIO RIDOLFI

Progettato da Vittorio Cafiero e Mario Ridolfi e iniziato

nel 1938 nell’area adiacente alle Terme di Caracalla,

al colle Aventino

ed al Circo Massimo, fu ultimato nel secondo dopoguerra.

Il progetto e la costruzione del palazzo vennero avviati per volere

di Benito Mussolini lungo la via dell’Impero, nella parte destinata

a collegarsi, lungo il tracciato della via Ostiense, all’EUR.
Il regime fascista lo aveva destinato a ospitare la sede del

Ministero per l’Africa Italiana: già Ministero delle Colonie, esso fu definitivamente soppresso nel 1953.

Il palazzo venne ultimato nel 1952 e destinato a sede della FAO,

Food and Agriculture Organization.

IL PALAZZO GODE DELL’EXTRATERRITORIALITA’

Il palazzo gode della extraterritorialità da quando lo Stato italiano

lo ha affittato alla FAO, organismo dell’ONU.

Il trattato tra la FAO e la Repubblica Italiana prevede l’affitto

del palazzo per la cifra simbolica di un dollaro statunitense,

da pagarsi con annualità anticipate.

Nel trattato è però indicato che l’occupazione del palazzo

non prevede l’usucapione: quindi la proprietà dell’immobile

resta in perpetuo all’Italia.

Categorie
Cultura

Almanacco. 18 novembre 1626: viene inaugurata la Basilica di S. Pietro

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 18 novembre 1626:

Viene inaugurata la Basilica di San Pietro.
Dopo 120 anni di lavori, cui presero parte i più grandi geni

della storia dell’architettura, il più importante tempio della cristianità venne inaugurato ufficialmente: papa Urbano VIII consacrò la Basilica di San Pietro.

PER L’OCCASIONE SI HA L’ILLUMINAZIONE DELLA CUPOLA CON 5000 LANTERNONI

Per l’occasione si ha l’illuminazione della cupola con 5.000 lanternoni, ovvero padelloni ripieni di grasso di bue e sego, in sostituzione

delle 18.000 fiaccole, che risalivano al XIV secolo.

Urbano VIII, salito sul soglio pontificio nel 1623, ebbe un ruolo importante nell’ideazione e progettazione della nuova basilica.
Egli fece innalzare il proprio sepolcro con una statua in bronzo somigliante a quella bronzea di San Pietro, inoltre, negli

anni trenta del secolo, fece decorare i quattro altari sotto la cupola

con simboli araldici e dagli stemmi di famiglia, così da esaltare la sua figura e la sacralità del suo potere.

Il rivestimento in marmo delle grandi paraste dell’interno, fino

ad allora trattate in finto marmo bianco, si concretizzò solo a partire dal pontificato di papa Pio IX, con la realizzazione di alcune basi;

i lavori furono ripresi sotto papa Pio X, nel 1913, prolungandosi fino all’epoca di papa Pio XII.

LA DIREZIONE DEI LAVORI INIZIALMENTE FU AFFIDATA AL BRAMANTE

La direzione dei lavori fu affidata inizialmente al Bramante che

optò per la pianta a croce greca con una grande volta centrale

e quattro piccole cupole, ma l’ingresso di Michelangelo diede un’impronta diversa all’opera, segnando per sempre il profilo architettonico e la sua collocazione nel tessuto urbano di Roma.

Dopo la consacrazione del 1626, intervenne l’insuperabile genio di Lorenzo Bernini a plasmare l’opera sia all’esterno – con il disegno

dello spettacolare colonnato che delimita la piazza – che all’interno,

con la realizzazione tra gli altri del maestoso Baldacchino di San Pietro che sovrasta l’Altare Maggiore.

FU RICONOSCIUTA NEL 1980 PATRIMONIO DELL’UNESCO

Luogo simbolo della fede cattolica e scrigno di opere d’arte senza tempo (come la celebre Pietà di Michelangelo), la Basilica di San Pietro, insieme con l’intero centro storico di Roma, fu riconosciuta nel 1980 Patrimonio dell’Umanità e posta sotto l’egida dell’UNESCO.
Con una media di sette milioni di presenze all’anno, è, insieme

al Santuario di Lourdes, al secondo posto nella classifica mondiale dei luoghi della cristianità più visitati .

Categorie
Cultura

FIDIA dal 24 novembre al 5 maggio 2024 ai Musei Capitolini

FIDIA, il più grande scultore greco dell’età classica, in esposizione monografica, per la prima volta in Italia, dal 24 novembre 2023 al 5 maggio 2024 presso i Musei Capitolini – Villa Caffarelli a Roma. Protagonista dell’Atene di Pericle, il cui nome è noto a tutti per la realizzazione di opere come il Partenone e le sue decorazioni scultoree e il colosso di Zeus ad Olimpia, descritto quale una delle Sette Meraviglie del mondo antico, il suo genio creativo ha impresso un marchio indelebile nell’immaginario collettivo e continua a essere fonte di ispirazione per i contemporanei.

La mostra FIDIA

La mostra FIDIA, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Claudio Parisi Presicce con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, Main sponsor Bulgari, inaugura il ciclo di cinque esposizioni “I Grandi Maestri della Grecia Antica” che intende far conoscere al grande pubblico i principali protagonisti della scultura greca. Una serie che acquisisce ancora più significato a Roma, città da cui provengono importantissime testimonianze dell’attività di Fidia e di altri artisti greci, tramite le preziose copie di età romana di capolavori originali per la maggior parte andati perduti.

Artista simbolo dell’arte greca classica

La prima esposizione, dedicata a FIDIA, guiderà i visitatori alla scoperta di questo artista simbolo dell’arte greca classica, proponendo un percorso inaspettato e sorprendente che ripercorre la vita, la carriera e il clima storico-culturale in cui operò, tra istallazioni multimediali, reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti, disegni.

Oltre 100 opere da grandi musei

Oltre 100 opere provenienti dai più importanti musei del mondo, quali il British Museum di Londra, il Museo dell’Acropoli e Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo di Olimpia, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, il Museo del Louvre di Parigi, nonché da importanti istituzioni italiane come il Museo Archeologico di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, il Museo Archeologico di Napoli e l’Archivio Cambellotti.