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Economia

3,1 milioni di persone hanno chiesto aiuto per mangiare

3,1 milioni di persone hanno chiesto aiuto per mangiare, facendo ricorso alle mense per i poveri o ai pacchi alimentari. È quanto stima la Coldiretti su dati su dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead), in riferimento al report dell’Istat sulle “Condizioni di vita e reddito delle famiglie meò 2022” dal quale emerge che la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 24,4%, circa 14 milioni 304mila persone.

Inflazione più alta da 40 anni

Per effetto dell’inflazione alimentare più alta da 40 anni, l’Italia si prepara a vivere l’estate a tavola più cara da decenni con il numero dei bambini sotto i 15 anni bisognosi di assistenza per mangiare che ha superato quota 630mila, praticamente un quinto del totale degli assistiti, ai quali vanno aggiunti 356 mila anziani sopra i 65 anni oltre a una platea della fame e del disagio che coinvolge più di 2,1 milioni di persone fra i 16 e i 64 anni.

Il 23% dei 3,1 milioni è un migrante

Fra tutti coloro che chiedono aiuto per il cibo, più di 1 su 5 (23%) è un migrante che nel nostro Paese non riesce a procurarsi da solo il “pane quotidiano”, ma ci sono anche oltre 90mila senza dimora che vivono per strada, in rifugi di emergenza, in tende o anche in macchina e quasi 34mila disabili. Nel 2022 hanno ricevuto assistenza per mangiare anche 48mila ucraini proprio nell’anno in cui il Paese è stato invaso e devastato dall’esercito russo. La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo fa attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri che, per vergogna, prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.

Cresciuta la solidarietà

Contro la povertà è cresciuta anche la solidarietà che si è estesa dalle organizzazioni di volontariato alle imprese e ai singoli cittadini a partire dall’esperienza della Spesa sospesa di Campagna Amica grazie alla quale sono stati raccolti oltre 8 milioni di chili di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero, donati ai più bisognosi.

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Economia

Multe stradali, boom di incassi nel 2022: Milano prima, Roma al secondo posto

Gli incassi delle multe stradali nel 2022 sono cresciuti del 37%,

a 547 milioni di euro, e Milano si conferma la prima delle

città italiane quanto a proventi da infrazioni stradali.

E’ quanto risulta al Codacons, che ha elaborato i dati della rendicontazione ufficiale che gli enti locali hanno fornito al governo,

per essere poi pubblicati sulla piattaforma web del ministero dell’Interno.

Con i suoi 151,5 milioni di incassi, “Milano è la città che guadagna

di più per le sanzioni per violazioni del codice della strada”, scrive Codacons.

AL SECONDO POSTO ROMA CON 133 MILIONI DI EURO INCASSATI

Al secondo posto c’è Roma, con 133 milioni di euro incassati, terza,

a grande distanza, Firenze (46 milioni), seguita da Bologna (43) e da Torino (40).

Considerando le venti principali città italiane, i proventi hanno molto superato la quota raggiunta nel 2021, quando le stesse città prese in considerazione dal Codacons incassarono in totale 398 milioni di euro.

Firenze è la regina italiana degli autovelox, con un incasso pari a 23,2 milioni di euro nel 2022. Seguono Milano con 12,9 milioni e Genova con 10,7. A Napoli le multe inflitte con gli autovelox hanno garantito proventi per appena 18.700 euro.

Potenza è invece la città in cui sono cresciuti di più gli incassi, passati da 1,1 milioni nel 2021 a 3,7 nel 2022, con un incremento del 224%.

Per aiutare i cittadini italiani a contestare le multe ingiuste,

il Codacons ha organizzato il 12 giugno un webinar in cui legali ed esperti del settore forniranno informazioni agli automobilisti sanzionati. 

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Economia

Ponte tra Cina e Italia anche per il diritto fallimentare

Un ponte tra Cina e Italia anche per il diritto fallimentare. Questo, ma non solo, il tema di Cina-Italia, crisi e mercati nell’economia che cambia, organizzata da PACI (Professionisti d’Azienda Crisi d’Impresa) e tenuta nella Capitale, all’Antica Biblioteca dell’Università degli Studi Link. Dopo i saluti introduttivi del Direttore generale dell’Università Link, Professor Roberto Russo e del Presidente di PACI Avvocato Giuseppina Ivone, hanno preso la parola il Professor Fabrizio Di Marzio, il Presidente Luciano Panzani, l’avvocato Lucio Ghia, l’avvocato ed esperta di diritto cinese Antonella Tanico e infine l’avvocato e sollecitor per Inghilterra e Galles, Giorgio Corno. A seguire la tavola rotonda Lavorare con la Cina, moderata dal presidente Panzani.

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Economia

Istat: a maggio in calo la fiducia delle imprese e dei consumatori

A maggio si stima una flessione sia dell’indice del clima di fiducia

dei consumatori (da 105,5 a 105,1), sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese che passa da 110,4 a 108,7. Lo rende noto l’Istat. In particolare, il clima di fiducia delle imprese diminuisce dopo due mesi consecutivi di crescita. La flessione esprime un generale peggioramento della fiducia in tutti i comparti indagati, più accentuato nelle costruzioni.

L’indice di fiducia dei consumatori cala riportandosi sul livello dello scorso marzo. Anche in questo caso l’indice sintetizza un diffuso deterioramento delle opinioni. Il clima economico aumenta da 119,0 a 119,8 mentre quello personale, corrente e futuro diminuiscono (rispettivamente, da 100,9 a 100,1, da 100,2 a 100,0 e da 113,3 a 112,6). Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia peggiora in tutti i comparti indagati: nella manifattura e nelle costruzioni l’indice scende, rispettivamente, da 102,8 a 101,4 e da 164,2 a 159,4; nei servizi di mercato cala da 105,5 a 104,1 e nel commercio diminuisce da 112,9 a 111,6.

GENERALE PEGGIORAMENTO DELLA FIDUCIA IN TUTTI I COMPARTI

In relazione alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura e nelle costruzioni tutte le variabili registrano un andamento negativo.

Nei servizi di mercato opinioni sul livello degli ordini in miglioramento si uniscono a giudizi sull’andamento degli affari e ad aspettative sugli ordini in peggioramento. Nel commercio al dettaglio tutte le componenti si deteriorano. A livello settoriale, nella manifattura si segnala un aumento della fiducia solo nei beni di consumo mentre nelle costruzioni tutti i settori coperti dall’indagine evidenziano un peggioramento dell’indice. Per quanto riguarda il comparto dei servizi di mercato, il trasporto e magazzinaggio e l’informazione e comunicazione registrano un aumento dell’indice; nel commercio al dettaglio il peggioramento della fiducia emerge solo nella grande distribuzione mentre in quella tradizionale l’indice è in risalita.

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Economia

Povertà alimentare, a Roma record negativo nei quartieri Est

C’è una Roma dove dilaga la povertà alimentare e dove procurarsi

cibo fresco e sano è molto difficile. Da Torpignattara a Tor Bella Monaca, passando per Centocelle e arrivando a Cinecittà: sono tre i Municipi di Roma in cui è più arduo accedere a un’alimentazione

di qualità. Per motivi economici, soprattutto, ma anche per carenza di punti vendita di alimenti freschi a prezzi giusti.

È insomma il quadrante est della città a registrare la maggior parte dei fenomeni di povertà alimentare sul territorio: in queste zone critiche gli abitanti dovrebbero più che raddoppiare il loro reddito per permettersi una dieta sana.

È il dato che emerge con maggiore forza dalla ricerca dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare, promosso da CURSA – Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente e

Città metropolitana di Roma Capitale, di cui si discute nell’evento “Tutti a tavola? Inseriamo il Diritto al Cibo tra i diritti fondamentali

dei cittadini”, che si tiene oggi al MACRO di Testaccio.

“INSERIRE IL DIRITTO AL CIBO NEGLI STATUTI DI COMUNE E PROVINCIA”

Obiettivo, quello di inserire il diritto al cibo all’interno dello

Statuto della Città metropolitana di Roma Capitale e del Comune di Roma, presentando anche ‘Dieci raccomandazioni per i policy maker’. A illustrarle Davide Marino, professore di Economia e Politica Agroalimentare all’Università del Molise e a Roma Tre, e responsabile dell’Osservatorio. Ne discutono, tra gli altri, Sabrina Alfonsi, Assessora Ambiente e Agricoltura di Roma Capitale, Claudia Pratelli, Assessora alla scuola di Roma Capitale, Marta Bonafoni, Consigliera regionale del Lazio.

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Economia

Rc Auto, l’assicurazione schizza alle stelle: +20,6% nel Lazio ad aprile.

Ancora cattive notizie per gli automobilisti laziali;

LATINA LA PROVINCIA PIU’ COSTOSA,VITERBO LA PIU’ ECONOMICA

dopo il caro mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni

di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto – iniziato quasi un anno e mezzo fa – non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it, in appena 12 mesi, il premio medio pagato nel Lazio è cresciuto del 20,6% arrivando, ad aprile 2023, a 527,28 euro.

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Ambiente Economia

“Mostra mercato” di “World Farmers Market Coalition” con Campagna Amica

“Mostra mercato” internazionale promossa dalla “World Farmers Market Coalition” in Italia per la giornata mondiale della biodiversità proclamata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, con un focus dedicato alle colture a rischio estinzione per effetto dell’alluvione in Romagna. L’appuntamento è dalle ore 9 di lunedì 22 maggio nel giardino di via XXIV maggio 43 a Roma sede della Coldiretti che insieme a Campagna Amica ha collaborato all’evento con gli agricoltori provenienti dai diversi continenti per esporre e far conoscere il ruolo unico dei mercati contadini nel difendere le specialità locali e la biodiversita’ minacciate anche dai devastanti effetti dei cambiamenti climatici che si abbattono su un territorio reso più fragile dal consumo di suolo e dalla cementificazione.

Mostra mercato unica

Si tratta di una esperienza unica per conoscere direttamente dai produttori i cibi salvati dall’estinzione nei Paesi più sviluppati ed in quelli più poveri grazie all’azione attenta degli agricoltori e allo sviluppo dei mercati locali di vendita diretta a chilometri zero, a difesa dell’economia, del lavoro, dell’ambiente e della biodiversità del Pianeta.

Presenti all’evento

Saranno presenti tra gli altri Francesco Lollobrigida Ministro Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Qu Dongyu Direttore generale FAO, Alvaro Lario Presidente IFAD, Ettore Prandini, Presidente Coldiretti, Vincenzo Gesmundo Segretario Generale Coldiretti, Richard McCarthy Presidente World farmers Markets Coalition, Ali Al Mosheli Ministro commercio interno Egitto, Frida Krifca Ministro dell’Agricoltura Albania e presidente Ciheam, Maurizio Martina Assistant Director General Fao, Milagros De Hoz Food policy Office New York, Salina Hayat Ivy Sindaco di Dacca capitale del Bangladesh, Carmelo Troccoli Direttore di fondazione Campagna Amica e della World Food Market Coalition.

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Economia

Inflazione, Istat: ad aprile sale all’8,2%. Frena carrello spesa

Si interrompe ad aprile la fase di rientro dall’inflazione.

E’ quanto scrive l’Istat, secondo il quale l’indice nazionale dei prezzi

al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’8,2% su base annua, da +7,6% nel mese precedente.

Il dato comunicato dall’istituto di statistica è leggermente inferiore alla stima preliminare, pari a +8,3%.

Il dato acquisito per il 2023 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +4,5% per la componente di fondo.

IL DATO TENDENZIALE E’ IN DECISA ACCELERAZIONE RISPETTO AL +7,6% DEL MESE PRECEDENTE

Frenano i prezzi del carrello della spesa: quelli dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, infatti, rallentano in termini tendenziali, passando da +12,6% del mese precedente a +11,6%. Crescono però i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, passando da +7,6% a +7,9%.

Nel settore alimentare, i prezzi dei prodotti lavorati, come anche quelli dei beni non lavorati, evidenziano un’attenuazione della loro crescita in ragione d’anno, che contribuisce al rallentamento dell’inflazione di fondo (che si attesta a +6,2%).

L’INFLAZIONE DI FONDO

L’accelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, all’aumento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati il cui andamento riflette un aumento su base mensile del 2,3% (che si confronta con un -3,9% dell’aprile 2022) e, in misura minore, a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,9%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +2,9%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -20,3% a -26,7%) e dal rallentamento di quelli degli Alimentari lavorati (da +15,3% a +14,0%), degli Alimentari non lavorati (da +9,1% a +8,4%), dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%).

L'”inflazione di fondo” al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un lieve rallentamento da +6,3% al +6,2% così come quella al netto dei soli beni energetici, che passa da +6,4% a +6,3%.

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Economia

Convenzione tra Regione Lazio e CCIAA di Roma per le fiere 2023

Convenzione tra Regione Lazio e Camera di Commercio di Roma per la partecipazione congiunta ad iniziative e manifestazioni fieristiche per tutto il 2023 al fine di promuovere e rafforzare il sistema produttivo laziale delle PMI. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta presieduta dal presidente Francesco Rocca, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli. La realizzazione degli eventi vedrà la compartecipazione finanziaria tra la Regione e la CCIAA di Roma per un importo complessivo di 3.700.000 euro di cui 2milioni investiti dalla Regione.

Convenzione utile alle Pmi laziali

«L’accordo nasce per dare un’opportunità alle Pmi laziali che così potranno sviluppare contatti e stipulare accordi di internazionalizzazione dei loro servizi e prodotti in modo da potersi fare conoscere anche a livello internazionale – spiega il vice presidente e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli – la nostra è una visione complessa del ruolo che le Istituzioni sono chiamate a svolgere per agevolare lo sviluppo economico del territorio e pertanto abbiamo ritenuto di dover offrire ai singoli soggetti economici le migliori condizioni per operare al fine di assicurare condizioni di sempre maggior attrattività e benessere del territorio stesso, dando continuità al programma di fiere ed eventi che si svolgono a livello regionale e nazionale in partenariato con la Camera di commercio di Roma».

Manifestazioni già individuate

Le manifestazioni fieristiche scelte e individuate con riguardo alla particolare utilità e valenza economica e in relazione al loro grado di rappresentatività, rafforzamento competitivo dei settori economici strategici per il Lazio, ricaduta economica positiva sulle imprese partecipanti all’evento o comunque sui prodotti e servizi “Made in Lazio” promossi. Tra le fiere selezionate spiccano il Salone del libro di Torino, il “Maker Faire Rome”, lo Smau di Milano, Roma sposa, Moa Casa, Artigiano in Fiera, “Più libri più liberi”, Vinitaly e Romics.

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Economia

Roma. L’azienda taglia le ore: ma c’è chi tra i dipendenti guadagna solo 360 euro al mese

Il taglio delle ore per alcuni lavoratori vuol dire dover vivere con

un salario che non arriva a 360 euro al mese”. E’ l’allarme lanciato

dai sindacati sulla situazione dei dipendenti di Formula Servizi, l’azienda che in appalto gestisce il servizio di pulizia negli uffici dell’Ente nazionale per l’aviazione civile.

La chiusura dovuta ad alcuni lavori di ristrutturazione della sede Enac

di via Castro Pretorio, hanno indotto la società a tagliare ai suoi 35 ore settimanali, comprimendo così gli stipendi.

Quindici in tutto i lavoratori coinvolti che da settimane sono in protesta. Tra loro c’è anche chi ha già un parametro sotto la soglia contrattuale delle 14 ore settimanali e un’ulteriore riduzione vorrebbe dire sprofondare nella crisi più profonda.

FORMULA SERVIZI VUOLE TAGLIARE LE ORE AI SUOI DIPENDENTI

“Il taglio di 35 ore settimanali è una scelta scellerata e inaccettabile considerando che lo stipendio di alcuni dipendenti non supera i 360 euro mensili. Ore che si andrebbero a cumulare alle 55 ore già mancanti  

mai ufficialmente comunicate da Formula Servizi ad Enac.

A questo diciamo no” – hanno scritto in una nota Filcams Cgil Roma Lazio, Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti, Uiltucs Roma e Lazio.

La richiesta dei sindacati è che le 35 ore dichiarate esubero, vengano ripristinate per tutte le lavoratrici e i lavoratori che operano per Formula Servizi. “Per arrivare all’obiettivo – annunciano le organizzazioni sindacali – proseguiremo la lotta fino a quando l’azienda non rivedrà la propria posizione, comunicando in maniera ufficiale il ripristino dei parametri orari”. Il prossimo incontro tra organizzazioni sindacali e azienda è previsto per il prossimo 18 maggio 2023.