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Affitti a Roma, la Capitale è tra le città più costose d’Europa

Affitti sempre piu’ costosi a Roma: in Italia è seconda solo a Milano. Ecco i prezzi medio di stanze, appartamenti e monolocali secondo

il report di Housing Anywhere.

In media si spendono 1.750 euro per un appartamento con una sola camera da letto in affitto a Roma: a renderlo noto è Housing Anywhere, piattaforma leader di alloggi per gli internazionali, che ha stilato

una classifica sui prezzi delle case in affitto nei Paesi europei. 

DUE CITTA’ AL QUARTO E SETTIMO POSTO: MILANO E ROMA

Sono due le città italiane che figurano in classifica, rispettivamente

al quarto e al settimo posto, Milano e Roma: nel capoluogo lombardo il prezzo medio è di 1.853 euro.

In cima alla lista, invece, Amsterdam, Reykjavik rispettivamente con 2.300, 2000 e 1.910 euro in media per un monolocale.

Seguono Milano al quinto e al sesto posto Monaco e Parigi e, dietro Roma, Berlino, Utrecht e L’Aia.

Le altre città italiane prese in considerazione dal report, Firenze e Torino, si trovano rispettivamente al dodicesimo e al ventiduesimo posto, con una media di 1.450 euro e 900 euro per l’affitto.

COSTOSI ANCHE I MONOLOCALI A ROMA

Stesso ordine in classifica anche per quanto riguarda l’affitto di un monolocale. Milano e Roma restano le città italiane più costose: i prezzi, di media, si aggirano nel primo caso intorno ai 1.288 euro e nel secondo intorno ai 1.050. Firenze e Torino seguono a distanza, con una spesa di 900 e 675 euro. In questo caso, però, il capoluogo lombardo occupa il sesto posto della classifica, mentre la capitale raggiunge l’undicesimo. Il triste primato di Roma, però, è quello che riguarda l’aumento dei prezzi dell’affitto, con una variazione del 45,8% in più all’anno.

La classifica dello Stivale si ripete anche per l’affitto di una singola stanza: Milano è all’ottavo posto, con prezzo medio di 735 euro e, staccate, troviamo le altre tre città italiane al diciassettesimo, diciottesimo e diciannovesimo posto su 23. La distanza si allarga notevolmente anche con Roma dove, per una stanza in affitto, si richiede il pagamento di 539 euro: la differenza fra la capitale e Firenze e Torino, con prezzo medio di 530 e 510 euro, invece è di appena qualche decina di euro.

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Mercato del lavoro mobile e con meno giovani

Mercato del lavoro mobile e con sempre meno giovani. I lavoratori giovani in Italia sono diventati una rarità. Nel decennio 2012-2022 gli occupati 15-34enni sono diminuiti del 7,6% e quelli con 35-49 anni del 14,8%, mentre i 50-64enni sono aumentati del 40,8% e quelli con 65 anni e oltre del 68,9%. I lavoratori invecchiano e in futuro ce ne saranno sempre meno: si stima che nel 2040 le forze di lavoro nel complesso saranno diminuite dell’1,6%, come esito della radicale transizione demografica che il Paese sta vivendo.

Dimissioni dal mercato del lavoro

Intanto, nei primi nove mesi del 2022 ogni giorno in media 8.500 italiani si sono dimessi dal lavoro: il 30,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2019, prima della pandemia. Nello stesso periodo, ogni giorno in media 49.500 italiani hanno iniziato un nuovo lavoro: il 6,2% in più rispetto al 2019. Sono numeri che fotografano un mercato del lavoro molto dinamico, in cui la ricerca di una occupazione migliore (che per i giovani significa meno precaria) è la bussola che orienta le decisioni e i comportamenti.

Ampia fascia di precarietà

La fascia della precarietà è infatti ancora ampia: complessivamente, il 21,3% dei lavoratori italiani è occupato con forme contrattuali non standard (tempo determinato, part-time, collaborazioni). La percentuale oscilla dal 27,9% delle lavoratrici donne (rispetto al 16,5% degli uomini) al 39,3% dei lavoratori 15-34enni. Tra gli occupati giovani, la percentuale dei contratti non standard raggiunge il 46,3% tra le femmine, rispetto al 34,2% dei maschi. Il part-time involontario, con meno ore lavorate e quindi retribuzioni più basse, coinvolge il 10,3% dei lavoratori italiani: il 16,7% delle donne (rispetto al 5,7% degli uomini) e il 13,9% dei 15-34enni. Tra gli occupati giovani, la percentuale del part-time involontario raggiunge il 20,9% tra le femmine e si ferma al 9,0% tra i maschi.

Precarietà giovane e donna

La precarietà è giovane e ancor più donna, e alimenta una parte significativa della mobilità nel mercato del lavoro. È quanto emerge dal 6° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato in collaborazione con Eudaimon, leader nei servizi per il welfare aziendale, con il contributo di Credem, Edison e Michelin.

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L’Export spinge il fatturato degli alimentari

L’Export spinge il fatturato degli alimentari, che fanno segnare un +18% grazie alla domanda dall’estero di cibi e bevande che, considerando tutto il 2022 fa segnare il record storico di 60,7 miliardi di euro, trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca.

Dati Istat 2022

È quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Istat sul fatturato dell’Industria nel 2022. Sul mercato interno, infatti il 2022 chiude invece con un aumento della spesa alimentare degli italiani del +6,4% sul 2021 in conseguenza dell’aumento dei prezzi mentre i volumi per molti prodotti sono addirittura in contrazione, secondo l’Analisi Coldiretti su dati Ismea.

Vino re dell’Export

Il re dell’export tricolore si conferma il vino per un valore stimato vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022, grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero. Al secondo posto si piazzano la pasta e gli altri derivati dai cereali con un volume di vendite all’estero che a fine anno volerà ben oltre i 7 miliardi di euro, mentre al terzo ci sono frutta e verdura fresche con circa 5 miliardi e mezzo di euro di export. Ad aumentare in modo consistente ci sono anche l’extravergine di oliva, oltre a formaggi e salumi.

Germania principale mercato

A livello generale la Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare con un valore di 9,4 miliardi davanti agli Stati Uniti con 6,6 miliardi che superano di misura la Francia che si piazza al terzo posto 6,5 miliardi. Risultati positivi anche nel Regno Unito con 4,2 miliardi che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue.

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Commercio, sono spariti 100mila negozi in dieci anni

Sono spariti in 10 anni in 100mila negozi. Il dato di Confcommercio descrive una crisi profonda, dilatata nel tempo.

Tra il 2012 e il 2022 sono sparite, complessivamente, oltre 99mila attività di commercio al dettaglio e 16mila imprese di commercio ambulante, mette nero su bianco l’ufficio studi nell’analisi

‘Demografia d’impresa nelle città italiane’.

TRA IL 2012 E IL 2022 SONO AUMENTATI SOLO I BAR E I RISTORANTI

Sono aumentate solo le attività di alloggio e ristorazione con una crescita di alberghi, bar e ristoranti di +10.275 strutture.

Nello stesso periodo, cresce la presenza straniera nel commercio,

sia come numero di imprese (+44mila), sia come occupati (+107mila) e si riducono le attività e gli occupati italiani (rispettivamente -138mila e -148mila). Tuttavia, nel commercio la perdita di numerosità di imprese italiane è solo parzialmente recuperata attraverso la crescita delle attività straniere, che oggi ammontano al 14,4% del totale.

Si tratta di un fenomeno, la riduzione di attività commerciali e la crescita dell’offerta turistica, che, concentrando l’analisi sulle

120 città medio-grandi, risultano più accentuate nei centri storici rispetto al resto del comune, con il Sud caratterizzato da una

maggiore vivacità commerciale rispetto al Centro-Nord.

Tutte le attività considerate oggi ammontano a poco meno di 884mila unità che è la somma di dettaglio in sede fissa, ambulanti e alberghi e pubblici esercizi più le altre attività di commercio al di fuori dai negozi.

La modificazione e la riduzione dei livelli di servizio offerto dai

negozi in sede fissa confina con il rischio di desertificazione commerciale delle nostre città dove, negli ultimi 10 anni, la densità commerciale è passata da 9 a 7,3 negozi per mille abitanti

(un calo di quasi il 20%).

Per evitare gli effetti più gravi di questo fenomeno, per il commercio di prossimità non c’è altra strada che puntare su efficienza e produttività anche attraverso una maggiore innovazione e una ridefinizione dell’offerta.

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Il taglio delle bollette fa salire la fiducia dei consumatori

Il taglio delle bollette energetiche fa salire la fiducia dei consumatori, dopo mesi di tariffe folli che hanno messo a rischio i bilanci delle famiglie. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sulla fiducia dei consumatori a febbraio. Il calo delle bollette fa infatti tirare un sospiro di sollievo in più di 1 casa su 3 (35%). Per contenere il caro energia e ridurre i costi c’è chi ha tagliato l’utilizzo dei fornelli a gas secondo l’indagine Coldiretti/Censis.

Taglio bollette gas fondamentale

Il calo delle bollette del gas, contribuendo alla frenata dell’inflazione, aiuta ora sia le famiglie che le imprese costrette a fare i conti con costi energetici fuori controllo. La spesa energetica ha infatti un doppio effetto negativo perché riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’inverno. Le aspettative ora sono buone con la previsione di sensibili riduzioni per le tariffe del gas di febbraio e per quelle dell’elettricità del prossimo trimestre, che potrebbero comportare risparmi in bolletta da quasi 600 euro annui a nucleo secondo il Codacons.

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Lavoro, un italiano su due guadagna meno di 1.100 euro al mese

La situazione del lavoro in Italia evidenzia “un dramma degli stipendi”

Lo afferma il presidente di Federcontribuenti, Marco Paccagnella, sottolineando che il tasso di occupazione nel nostro Paese è pari al 58&, mentre nel resto dell’Ue è del 70%.

Oltre la metà “percepisce però uno stipendio inferiore a 1.100 euro e lavora senza turni, giorni di riposo e orari adeguati”.

Secondo Federcontribuenti, “a fornire il 95% della forza lavoro

in Italia sono le aziende con meno di 10 dipendenti, proprio quelle

che rientrano nella categoria dei clienti fissi di Agenzia delle entrate e della riscossione e delle banche”.

LA PREVISIONE SUL 2030

L’associazione punta inoltre il dito contro “l’occhio ciclopico del Fisco”, che “si accanisce con bombardamenti fiscali e costi sul lavoro

che incidono, fino a piegare, gli stipendi stessi.

Di questo passo nel 2030 avremo un milione in più di cittadini

bisognosi di sussidi e l’Inps denuncia da tempo i conti in rosso”.

Un altro capitolo che “viaggia parallelamente al dramma degli stipendi dei lavoratori italiani” è quello delle partite Iva.

Secondo Federcontribuenti, solo l’1% dichiara di guadagnare più di 100mila euro, mentre il restante 95% fatturano circa 30mila euro l’anno lordi”. Un forfettario che guadagna 30mila euro l’anno pagherà di imposte circa 9mila euro, “dopodiché dovrà detrarre stipendi, spese per energia, fornitori affitti e prestiti con finanziarie.

Come può dunque un imprenditore garantire uno stipendio adeguato, se è costretto a vivere con solo il 30% di ciò che guadagna?”.

ILNUMERO DEI POVERI E’ DESTINATO A CRESCERE

“Fin quando lo Stato preleverà il 70% del fatturato, gli stipendi saranno sempre pari a 2 euro l’ora e il numero di poveri è destinato a crescere”, afferma ancora Paccagnella. Una situazione che “ci costringerà a pagare sussidi su sussidi che impediscono investimenti volti allo sviluppo economico del Paese. Meno tasse sul lavoro significano stipendi più alti per tutti, meno sussidi e crescita economica per tutti”.

Un part time “guadagna scarsi 700 euro al mese e il 55% dei contratti lavorativi odierni sono part time”. Le fasce d’età maggiormente colpiti sono tra i 30 e i 50 anni.

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Mc Donalds assume 300 persone a Roma

Il McDonald’s Job Tour, l’evento itinerante per le nuove assunzioni McDonald’s è arrivato a Roma.

La famosa catena di fast food è alla ricerca di nuovo personale

per i suoi ristoranti della Capitale. 

McDonald’s conta a Roma più di 2mila dipendenti fra i suoi

52 ristoranti, 15 McDrive e 42 McCafé ed è alla ricerca di 300 nuove persone pronte a mettersi in gioco.

Le persone selezionate verranno inserite in un percorso di formazione propedeutico alle mansioni che svolgeranno.

Per loro pronti contratti part-time o full-time, in base alle esigenze

del ristorante, e inquadrate secondo il contratto nazionale del turismo. La retribuzione è quella prevista dallo stesso contratto, chiaramente considerato il numero di ore lavorative settimanali. 

LA RICERCA DI PERSONALE PREVEDE L’ASSUNZIONE DI 5.000 PERSONE IN TUTTA ITALIA

Questa ricerca di personale rientra nel piano di crescita nazionale, che anche quest’anno prevede l’assunzione di 5.000 nuove persone in tutta Italia. McDonald’s.

I numeri dicono che il 62% dei dipendenti è rappresentato da donne che sono il 50% degli store manager, mentre il 55% dei dipendenti ha meno di 29 anni e il 32% è studente. Un’opportunità di lavoro stabile e concreta, dove il 92% delle persone è assunto con contratto stabile.  

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Sciopero generale l’8 marzo. Roma si ferma

Sciopero generale regionale di 24 ore proclamato da CGIL Roma

e Lazio per l’8 marzo. Settori interessati: la Pubblica Amministrazione, la Sanità, l’ Igiene Ambientale,  il terzo settore, i servizi dell’istruzione

e della ricerca. 

L’8 marzo dunque – per l’intera giornata lavorativa – si potrebbero fermare gli uffici della Pubblica Amministrazione, sciopero anche per il personale della Sanità e del Terzo Settore, dell’Igiene Ambientale.

Non saranno quindi garantite le attività didattiche e di ristorazione

nelle scuole di ogni ordine e grado, negli asili nido e nelle scuole materne comunali e statali.

Lo sciopero riguarderà anche i lavoratori di Roma Multiservizi e quindi a rischio pure pulizia, ausiliariato, assistenza al trasporto e piccola manutenzione. 

Disservizi si potrebbero verificare anche in ospedali e presidi sanitari, fermo restando la garanzia dei servizi minimi essenziali.

Coinvolti nello sciopero anche i lavoratori di Ama con raccolta dei rifiuti, pulizia delle strade e servizi funebri e cimiteriali a rischio. Sportelli e uffici comunali (comprese le biblioteche), così come

quelli dei Ministeri potrebbero rimanere serrati. 

VENERDI’ 3 MARZO AL TEATRO AMBRA JOVINELLI SI TERRA’ L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE DONNE DELLA CGIL

In preparazione della giornata di protesta, venerdì 3 marzo a

Roma presso il Teatro Ambra Jovinelli, alle ore 9.30 si terrà

l’Assemblea nazionale delle donne della CGIL, durante la quale verrà presentato, attraverso il contributo di studentesse, delegate, lavoratrici

e pensionate, l’aggiornamento della piattaforma di genere “BelleCiao” divenuta digitale e consultabile.

Per la partecipazione in piazza a Roma, verrà anche definita la collaborazione con il movimento “Non una di meno”.

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Superbonus: Abi-Ance, banche sature, 77 miliardi di crediti

– La commissione di inchiesta sulle banche, a fine giugno 2022

ha indicato che “nel biennio 2020-2022, le banche hanno

assunto impegni per crediti fiscali pari complessivamente

a 76.989.096.317, saturando la loro capacità fiscale”.

NEL 2020-22, LO HA INDICATO LA COMMISSIONE D’INCHIESTA

Lo ricordano Abi e Ance in una nota congiunta in cui “ribadiscono

che la proposta dell’F24, ha il vantaggio di essere applicabile in

tempi molto rapidi, di facile realizzazione e non avrebbe alcun

impatto aggiuntivo sulla finanza pubblica”.

(ANSA).

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Il fatturato del Pecorino romano e’ in crescita in Usa, +15,6%

Fatturato del Pecorino Romano in crescita negli Usa nel 2022:

rispetto all’anno precedente +15,6%.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO DOP GIANNI MAODDI

“Per noi – spiega il presidente del Consorzio di tutela Dop, Gianni Maoddi – gli Stati Uniti sono da sempre un mercato fondamentale e strategico, per questo la nostra attività di promozione è sempre

presente e stiamo per partire con un nuovo progetto di promozione, PR on TOP, con cui investiremo 3 milioni di euro”.

Reduce dal Fancy Food di Las Vegas, importante fiera del settore, Maoddi parla di “ottimi riscontri.

C’è un forte interesse non più solo come prodotto da destinare all’industria ma anche alla ristorazione, alla grande distribuzione,

ai piatti pronti e composti, fra i più grandi importatori c’è proprio un’azienda italiana che trasforma il prodotto creando piatti direttamente negli Usa.

La crescita di fatturato registrata è il nostro massimo storico –

sottolinea il numero uno del Consorzio – un risultato che ci ha permesso di sorpassare giganti come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano”.