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Emergenza rette per i 300mila anziani ospitati nelle RSA

Emergenza rette per i 300mila anziani ospitati nelle residenze sanitarie di tutta Italia, messe in crisi dall’aumento dei costi per l’energia causati dalle tensioni internazionali della guerra in Ucraina, con i costi delle bollette che balzano del 166% in un anno. È l’allarme dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento all’esplosione delle spese per riscaldamento e elettricità. nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) molte dei quali gestite da cooperative sociali.

Emergenza rette per costi insostenibili

Dopo le enormi difficoltà causate dalla pandemia le RSA si ritrovano adesso a dover fronteggiare costi assolutamente insostenibili, a fronte dei rincari per l’energia e per il riscaldamento, secondo il monitoraggio di Uecoop sulle realtà del settore. I risultati sono impressionanti. Rispetto all’anno scorso i costi per il riscaldamento sono aumentati del 166% ed i costi per l’elettricità del 111,7%. Inoltre, a fronte della eccezionale situazione di crisi, i fornitori di energia stanno proponendo rinnovi contrattuali di brevissima durata, 3 mesi al massimo, con indicizzazione dei prezzi al mercato all’ingrosso e obbligo di fideiussione o deposito cauzionale, pena la cessazione immediata del servizio.

Condizioni capestro dei contratti

Si tratta di condizioni capestro che rischiano di devastare ancora di più i bilanci delle residenze per anziani. Un insieme deflagrante di elementi per un settore che non vede aggiornamenti sostanziali alle rette da oltre 10 anni, rischia di far crollare l’intero comparto dell’assistenza agli anziani nelle strutture residenziali, con conseguenze sociali, economiche e psicologiche.

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Addio ai fiori italiani, la denuncia di Coldiretti

Addio ai fiori italiani, con +95% dei costi per piante e sementi è allarme rosso per i vivai travolti da rincari dell’energia che colpiscono l’intera filiera, dai fertilizzanti agli imballaggi, dalla plastica dei vasetti alla carta delle confezioni fino al gasolio per il riscaldamento delle serre con il calo delle temperature per l’arrivo dell’autunno. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Crea in occasione del Flormart, fiera di un settore di eccellenza del Made in Italy che vale 2,5 miliardi di euro e garantisce 200mila posti di lavoro messi a rischio dalla crisi energetica.

Addio per l’aumento dei costi

Le aziende florovivaistiche stanno affrontando aumenti di costi a valanga: +250% per i fertilizzanti, +110% per il gasolio, +15% per i fitosanitari contro i parassiti, +45% per i servizi di noleggio, secondo gli ultimi dati Crea. Ma gli incrementi colpiscono anche gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori (+72%) al vetro (+40%) fino alla carta (+31%) per i quali peraltro si allungano anche i tempi di consegna, in qualche caso addirittura quintuplicati. E sono esplose anche le spese di trasporto in un paese come l’Italia dove l’85% delle merci viaggia su gomma.

Florovivaismo comparto strategico

Il florovivaismo è un comparto strategico per il Paese con 30mila ettari di territorio coltivati da 21.500 imprese coinvolte fra produzione di piante e fiori in vaso (14mila) e quelle di piantine da trapianto (7.500) messo sotto pressione dalle importazioni dall’estero cresciute del +59% nei primi sei mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con oltre 2/3 (71%) rappresentati dagli arrivi dall’Olanda. Fra gennaio e giugno di quest’anno le importazioni di piante e fiori hanno sfiorato i 452 milioni di euro coprendo in sei mesi il 77% del valore registrato in tutto il 2021. In pratica 1 prodotto su 5 arriva dall’estero, nonostante la frenata degli scambi internazionali causati dalle tensioni per la guerra in Ucraina con la riduzione nella Ue del 40% del commercio di fiore reciso e della perdita del 30% del potere d’acquisto dei consumatori dell’Unione, secondo le ultime stime del Copa Cogeca.

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Lavoro, soltanto lo 0,5% dei contratti a termine supera l’anno di durata

Nemmeno un contratto a termine su 100 supera l’anno di durata.

Nel secondo trimestre, infatti, il 37% delle nuove posizioni lavorative attivate prevede una durata fino a 30 giorni (il 13,3% un solo giorno),

il 36% da due a sei mesi e soltanto lo 0,5% superiore all’anno

(era l’1% nel primo trimestre). Lo indica la Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione. 

AUMENTANO I CONTRATTI DI BREVISSIMA DURATA

Aumenta l’incidenza sul totale delle attivazioni dei contratti di brevissima durata (23,7% fino a una settimana) e la

riduzione nelle altri classi di durata, tranne tra sei mesi e un anno (15,4%).

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Prezzo del pane mai così alto in Ue, Eurostat: ad agosto aumento del 18% rispetto al 2021

Il prezzo del pane non è mai stato così alto nell’Unione Europea.

Lo rileva Eurostat, osservando che ad agosto il prezzo è cresciuto mediamente del 18% rispetto allo stesso mese del 2021.

Alla base del rincaro, rileva ancora Eurostat, soprattutto

le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina.

AUMENTO ENORME SECONDO EUROSTAT

Si tratta, sottolinea l’Eurostat, di un aumento “enorme”,

considerando che un anno fa il prezzo del pane era in media del 3%

più alto rispetto all’agosto 2020. I dati mensili mostrano anche

un aumento significativo dell’inflazione globale, anche se non così grande (da +3% a +10%).

Nell’agosto 2021, il più alto tasso medio di variazione dei prezzi

del pane è stato registrato in Ungheria (+66%), seguita da Lituania (+33%), Estonia e Slovacchia (+32%).

Il tasso più basso è stato registrato in Francia (+8%), nei Paesi Bassi

e Lussemburgo (entrambi +10 %). 

AUMENTO DEI PREZZI ANCHE DI ALTRI PRODOTTI ALIMENTARI

Secondo i dati Eurostat, tutti i prezzi del cibo sono aumentati in generale, con una crescita particolarmente marcata dei prezzi degli oli

e dei grassi da cucina.

Nell’articolo gli aumenti sono imputati in particolar modo

all’invasione russa dell’Ucraina, che ha disturbato in modo significativo

i mercati globali e i mercati di entrambe le nazioni, solitamente

grandi esportatrici di cereali, grano, mais, semi oleosi (in particolare girasoli) e fertilizzanti.

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Bolletta choc a una gelateria storica di Roma: il proprietario si sfoga: «È un insulto a tutto quello che ho fatto finora»

Il caro-energia sta mettendo l’Italia in ginocchio.

L’ultima testimonianza arriva da una gelateria storica di Roma situata all’Esquilino. Il proprietario Andrea Fassi ha pubblicato

su Facebook l’ultima bolletta della luce, che ammonta a 17.862,84 euro,

e che lo stesso ha definito «un insulto a tutto quello che ho fatto finora». 

 «La pagherò, venderemo novemila coppette da due euro al mese

solo per pagare la corrente o forse diventerò un influencer

su Tik Tok per non pensarci», ha commentato ironico.

LO SFOGO SU FACEBOOK DI ANDREA FASSI

«Io faccio questo lavoro al mio meglio. Combatto l’alzarsi del sole, combatto me stesso, combatto un settore gonfio di invidia, vivo

un territorio degradato, sopporto il poco valore dato alle aziende

in questo paese, ingoio l’imborghesirsi del cibo con mezzo mondo

che non magna, ignoro gli insulti sui coreani, tra i primi a rispettare

il mio lavoro; 

eppure accolgo con il sorriso di Joker migliaia di Romani ogni giorno, difendo la semplicità del gelato, imprescindibile»,

dice l’imprenditore nel lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook.

«Ora – continua Fassi -, questa bolletta è un insulto a tutto quello che ho fatto fino ad ora:

Come Amministratore Delegato del Palazzo del Freddo, come socio fondatore della Scuola di scrittura Genius, unico vero capolavoro

dopo mia figlia Amelia, come consigliere Fipe e come vicepresidente dei locali storici d’Italia sempre per Fipe, penso questa bolletta sia

un punto a capo per la mia vita e per quella di molti altri. 

Questa bolletta è l’esempio limpido del venir meno di un patto fondamentale tra stato e imprese, violenta i miei limiti, il mio ego, la mia onestà, i ragazzi che lavorano con me.

E vale per tutti. Polverizza la speranza, inaridisce i desideri.

È una goccia densa di tutto quanto ci sia di sbagliato al mondo oggi, della direzione storta di questo presente», le sue parole.

VENDERO’ 9MILA COPPETTE DA DUE EURO AL MESE PER PAGARE LA CORRENTE

La pagherò, venderemo novemila coppette da due euro al mese solo

per pagare la corrente o forse diventerò un influencer su Tik Tok

per non pensarci.

Il punto è che io questo lavoro non volevo farlo, e così non è più neanche divertente.

E io mi annoio subito e quando mi annoio, o forse quando ho paura, distruggo tutto.

Ecco, in Italia, a lavorare bene, anche un animo come il mio con energie infinite si annoia e ha paura. Per ora reggo, è solo l’ansia che sale,

ma non vi mollo, sia mai lasci spazio al gelato all’amatriciana

o al sorbetto di funghi porcini o, peggio ancora, a quelle poltiglie scolorite e gonfie», conclude Fassi.

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A rischio alimentare oltre 2,6 milioni di italiani

A rischio alimentare oltre 2,6 milioni di persone, che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per mangiare e rappresentano la punta dell’iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di famiglie a causa dell’inflazione, spinta dal carrello della spesa per i costi energetici e alimentari.

A rischio alimentare secondo le stime dell’Eurostat

È quanto afferma la Coldiretti nel commentare le stime dell’Eurostat secondo le quali una persona su quattro (25,2%) in Italia è a rischio povertà. Con l’aumento dei prezzi del carrello della spesa cresce il numero di persone costrette a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente ai pacchi alimentari che hanno aiutato tra gli altri 538.423 bambini (di età uguale o inferiore ai 15 anni), 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora (di età uguale o superiore ai 65 anni), 31.846 disabili, secondo l’analisi della Coldiretti su dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead).

Aumenta ricorso alle mense dei poveri e ai pacchi alimentari

Con la crisi un numero crescente di persone è stato costretto a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente ai pacchi alimentari, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia. Fra i nuovi poveri ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite dalle misure contro la pandemia. Persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche.

Cresciuta anche la solidarietà

Contro la povertà è cresciuta anche la solidarietà, che si è estesa dalle organizzazioni di volontariato alle imprese e ai singoli cittadini. A partire dall’esperienza della Spesa sospesa di Campagna Amica grazie alla quale ha reso disponibile oltre 6 milioni di chili di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero, donati ai più bisognosi.

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Balzano le esportazioni di olio d’oliva Made in Italy

Balzano del +23% in valore le esportazioni di olio d’oliva Made in Italy nel mondo nonostante i cambiamenti climatici che pesano sulle produzioni nazionali e le tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina. È quanto emerge dal report di Coldiretti “I sentieri dell’olio” sul patrimonio nazionale e i consumi in Italia e nel mondo diffuso in occasione dell’apertura a Palazzo Rospigliosi nella Capitale del primo salone nazionale dell’olio d’oliva Made in Italy con decine di bottiglie da tutta la Penisola per la Settimana Internazionale dell’olio extravergine d’oliva.

Balzano i numeri in tutto il mondo

Il 62% del valore delle vendite italiane all’estero è realizzato negli Usa, principale area di export, seguita da Germania, Francia, Giappone e Canada. Nei primi sei mesi del 2022 il mercato USA è cresciuto del 20% in valore e quello canadese del +40%, mentre in Europa sono i tedeschi i maggiori appassionati di olio italiano con un +22% degli acquisti anche se una crescita maggiore si registra in Francia con +29%. In estremo oriente, il Giappone segna un +27% con un valore di 52 milioni di euro nel primo semestre di quest’anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

Successo alimentato dalla biodiversità

Un successo alimentato da un patrimonio di biodiversità unico al mondo con 533 varietà di olive coltivate dalle Alpi alla Sicilia per un totale di 250 milioni di piante dalle quali nasce il maggior numero di oli extravergine a denominazione in Europa con 42 Dop e 7 Igp oltre a decine di produzioni a km zero legate ai territori con una ricchezza di profumi e sapori che non ha eguali al mondo. Un settore che cresce anche con il bio che negli ultimi 10 anni ha visto più che raddoppiare (+110%) le superfici coltivate con una forte propensione all’acquisto di olio bio in tutte le regioni d’Italia ma con uno slancio particolare del Nord Est dal Trentino Alto Adige al Veneto, dal Friuli Venezia Giulia all’Emilia Romagna.

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Carburanti: Prezzi benzina e diesel, oggi nuovi ribassi

Nuovi ribassi dei prezzi si registrano sulla rete carburanti, a seguito delle forti diminuzioni registrate sul mercato dei prodotti petroliferi

in Mediterraneo la scorsa settimana. Stando alla consueta rilevazione

di Staffetta Quotidiana, questa mattina Q8 ha ridotto di 2 centesimi

al litro i prezzi consigliati della benzina e diesel.

Tamoil è scesa di 1 centesimo sul diesel.

LE MEDIE DEI PREZZI COMUNICATI DAI GESTORI

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico

ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su

circa 15mila impianti: benzina self service a 1,726 euro/litro (-18 millesimi, compagnie 1,730, pompe bianche 1,718), diesel a 1,830 euro/litro (-11, compagnie 1,833, pompe bianche 1,823).

Benzina servito a 1,869 euro/litro (-21, compagnie 1,913, pompe bianche 1,781), diesel a 1,971 euro/litro (-14, compagnie 2,015,

pompe bianche 1,884). Gpl servito a 0,797 euro/litro (-2, compagnie 0,802, pompe bianche 0,790), metano servito a 3,068 euro/kg (+30, compagnie 3,265, pompe bianche 2,913), Gnl 3,220 euro/kg (+18, compagnie 3,295 euro/kg, pompe bianche 3,165 euro/kg).

PREZZI SULLE AUTOSTRADE

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,831 euro/litro (servito 2,088), gasolio self service 1,929 euro/litro

(servito 2,184), Gpl 0,897 euro/litro, metano 3,907 euro/kg,

Gnl 3,446 euro/kg.

Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla

chiusura di venerdì: benzina a 622 euro per mille litri (+15, valori arrotondati), diesel a 917 euro per mille litri (+16 valori arrotondati). Questi i valori comprensivi di accisa:

benzina a 1100,68 euro per mille litri, diesel a 1284,40 euro per mille litri.

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Caro energia: a rischio il 10% di bar e ristoranti

Almeno il 10% delle imprese nel settore della ristorazione è a rischio chiusura a causa del caro energia.

 E traballano soprattutto quelle più giovani e meno patrimonializzate. 

ALLARME LANCIATO DA FIPE CONFCOMMERCIO E FIC FEDERAZIONE ITALIANA CUOCHI

A lanciare l’allarme la Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, e la Fic, la Federazione italiana Cuochi.

La guerra in Ucraina, le sanzioni alla Russia e il prezzo dei beni energetici – affermano – stanno mettendo seriamente a rischio

il futuro di tante piccole imprese.

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Risparmiare energia e soldi con i decaloghi di Energy Saving

Risparmiare energia e soldi. Il rincaro a tripla cifra dei prezzi di energia elettrica e gas naturale che attende gli italiani nelle prossime settimane e a seguire per il 2023 è epocale: il costo elettrico ha già toccato gli 800 Euro/MWh e il metano ha superato il costo stratosferico di 3 Euro al metro cubo. È un rincaro quasi drammatico e che ci mette di fronte alla inevitabile necessità di ponderare bene le scelte energetiche che ogni giorno compiamo a casa, alla guida e al lavoro. Oggi anche il non spegnere la luce di una stanza, scelta che sino a pochi mesi fa potevamo compiere senza troppi patemi d’animo, diventa un vero e proprio lusso agli attuali esorbitanti costi della materia prima energetica.

Risparmiare con Energy Saving

Proprio per questo motivo la società di consulenza monzese Energy Saving, che opera con successo da oltre vent’anni nel risparmio e nell’efficienza energetica, ha ritenuto utile raggruppare i più semplici comportamenti virtuosi “a costo zero” realizzando e mettendo gratuitamente a disposizione sul proprio sito alla pagina www.energysaving.it/decaloghi-energetici-a-costo-zero/ tre Decaloghi per il Risparmio Energetico: in ambito domestico, alla guida e sul posto di lavoro. Questi Decaloghi condensano in pratici consigli alla portata di tutti le accortezze che evitano sprechi e massimizzano l’efficienza nell’uso di una risorsa diventata assai preziosa: l’energia per l’appunto. Ognuno di noi quotidianamente ha a che fare con macchinari e utilizzi più o meno energivori, che vanno dal caricare un cellulare sino all’accensione di un grande altoforno.

I gesti da adottare ogni giorno

Ogni giorno compiamo decine di scelte e gesti che coinvolgono un consumo energetico, piccolo o grande che sia: sono gesti in cui possiamo adottare un atteggiamento responsabile al fine di generare risparmi e ottimizzare le risorse. I tre Decaloghi Energetici di Energy Saving, raggruppati appunto in tre macro-ambiti (in casa, alla guida e in azienda), non aggiungono tanto di nuovo alle buone pratiche di risparmio, tuttavia hanno il pregio di quantificare il peso energetico ed economico di quei tanti piccoli sprechi che inconsapevolmente facciamo ogni giorno senza pensarci.

Applicare i suggerimenti

È in particolare eclatante il beneficio ottenibile applicando i suggerimenti del decalogo energetico nelle abitazioni: l’utilizzo ragionato e senza sprechi degli apparecchi energetici nelle nostre case può oggi dare un risparmio annuo sino a 1.600 Euro (un valore impensabile sino a poco tempo fa, causato dal rialzo fortissimo dei prezzi dell’energia e del gas), in sostanza erogandoci una vera e propria “tredicesima”, una mensilità in più che possiamo ottenere a costo zero comportandoci virtuosamente tra le nostre mura di casa.