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Inflazione al 4,8 a gennaio, al top da 26 anni

Con gli effetti della pandemia cambia anche il paniere Istat utilizzato per il calcolo dell’inflazione: tra i prodotti rappresentativi dell’evoluzione nelle abitudini di spesa delle famiglie, nel paniere 2022 si registrano nuovi ingressi.

Oltre alla sedia da PC, alla friggitrice ad aria e alla psicoterapia individuale, arrivano il test sierologico, quello molecolare e quello rapido per il Covid-19, il saturimetro, la poke take away e lo streaming di musica.

Tra i prodotti che rappresentano consumi consolidati entrano nel paniere anche, tra gli altri, pane di altre farine, gas di città e gas naturale sul mercato libero, e gli occhiali da lettura senza prescrizione. 

Contemporaneamente escono dal paniere di quest’anno i compact disk e gli hoverboard.

Le novità del 2022, con riferimento sia ai pesi sia al paniere, spiega l’Istat, “riflettono la costante evoluzione dei comportamenti di spesa delle famiglie ma anche l’impatto di eventi, come la pandemia tuttora in corso, che condizionano le scelte d’acquisto e la struttura della spesa per consumi”.

Tra i prodotti entrati per migliorare la rappresentatività del paniere sono da segnalare anche le mazzancolle, i sostituti artificiali dello zucchero, i jeans da donna, i pantaloni corti da bambino e il trasportino per animali.

Nel paniere per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) figurano ora 1.772 prodotti elementari (erano 1.731 nel 2021), raggruppati in 1.031 prodotti, a loro volta raccolti in 422 aggregati.

Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) il paniere comprende 1.792 prodotti elementari (1.751 nel 2021), raggruppati in 1.050 prodotti e 426 aggregati.

Sono circa 30 milioni le quotazioni di prezzo (scanner data) provenienti ogni mese dalla Grande Distribuzione Organizzata utilizzate nel 2022 per stimare l’inflazione; 392mila sono raccolte sul territorio dagli Uffici comunali di statistica, oltre 100mila dall’Istat direttamente o tramite fornitori di dati; più di 68mila le quotazioni provenienti dalla base dati dei prezzi dei carburanti del ministero dello Sviluppo economico.

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Rasi: “A marzo basta quarantene”

La quarantena per i vaccinati? “In pensione fra tre settimane”.

La Dad a scuola? “Probabilmente non ha più senso, ma che almeno non duri più di 5 giorni”. Così Guido Rasi già direttore generale dell’Ema e ora consigliere di Figliuolo, in un’intervista su ‘La Stampa’.

Professore siamo ai titoli di coda dell’epidemia? “Solo per scaramanzia dico che è possibile, ma sì, tutto sta andando verso quella direzione – risponde – Il rischio di nuove varianti in grado di generare nuove ondate è però insito nel fatto che nel mondo abbiamo ancora 2 milioni di infezioni al giorno.

E il problema è la disomogeneità territoriale dei contagi.

Se in Europa occidentale siamo intorno al 90% di vaccinati, ad Est abbiano aree al 40%. E se restano sacche così grandi dove il virus può facilmente circolare è difficile che non muti e non arrivi anche in altri Paesi.

Ameno che non ci isoli dal resto del mondo. Cosa insostenibile socialmente ed economicamente”.

Omicron però insegna che alla lunga le mutazioni diventano più benevole…”Non è scritto nella pietra ma se andiamo a ripercorrere la storia evoluzionistica dei virus vediamo che per sopravvivere tendono a salvaguardare l’organismo che li ospita. Quindi è altamente probabile che eventuali nuove ondate spinte da ulteriori mutazioni non generino più un vero allarme sanitario. Ma per non correre rischi dobbiamo favorire la vaccinazione nel resto del mondo – ricorda Rasi – E quello dei brevetti è un falso problema. Abbiamo milioni di vaccini scaduti perché in certi Paesi manca persino la corrente per alimentare i frigo. Giorni fa la Gavi Alliance, l’ente di cooperazione mondiale per la diffusione dei vaccini nei Paesi poveri, ha detto non dateci più fiale ma soldi per trasportarle, conservarle e pagare chi deve somministrarle. In molte parti del mondo servirebbero tanti Figliuolo”.

Se questa è il quadro, quando potremo tornare alla normalità? “Sempre con la dovuta scaramanzia, se il trend continua così credo che a inizio marzo potremo andare a tappe verso la normalizzazione e arrivare a un’estate quasi tranquilla”, suggerisce.

Le Regioni e non solo loro chiedono di abrogare da subito la quarantena per i vaccinati. E una fuga in avanti o si può fare? “Anche con il booster un positivo può trasmettere il virus.

Quindi con questa circolazione virale ancora elevata direi di no. Ma fra tre settimane sì. Intanto da subito direi che con tre dosi di vaccino si può evitare del tutto l’autosorveglianza e ridurre a 7 giorni l’isolamento dei ragazzi positivi nelle scuole, che oggi contrariamente al resto della popolazione ne fanno 10″, avverte Rasi.

Ha ancora senso imporre a scuola la Dad per chi ha avuto contatti stretti ed è vaccinato? “Probabilmente no perché i casi sono ormai così tanti che è come chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Ma al massimo la Dad dovrebbe durare 5 giorni”, precisa.

Come si spiegano così tanti morti in Italia rispetto al resto d’Europa? “Non si spiegano e invece una causa dovremmo cercare di individuarla. Perché è indubbio che in alcuni contesti il sistema di assistenza ha scricchiolato. Poiché la mortalità varia molto da ospedale a ospedale e da regione a regione, dovremmo andare a vedere dove le cose sono andate meglio quali protocolli terapeutici sono stati adottati e quali criteri si sono seguiti per trasferire i pazienti nelle terapie intensive. Resta il fatto – rimarca – che i monoclonali si sono usati poco, appena 40-50 mila trattamenti su oltre 11 milioni di contagi. Bisogna fornire ai medici parametri chiari su quando vanno adottati e favorirne la somministrazione a casa o in ambulatorio. Dobbiamo fare i compiti a casa per non ripetere ora gli stessi errori con gli antivirali, che però sono partiti bene”.

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“Darla a bere” immagine della Giornata Mondiale delle Aree Umide

È la fotografia di una formica, che si disseta da una goccia d’acqua (titolo: Darla a bere), l’immagine scelta da ANBI, Coldiretti e Fondazione Univerde a suggello della Giornata Mondiale delle Aree Umide, in calendario il 2 Febbraio.

Concorso fotografico “Obiettivo Acqua”

La premiazione del 3° Concorso Fotografico Nazionale “Obiettivo Acqua” si è tenuta a Roma presenti, fra gli altri, il Sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Francesco Battistoni e l’Assessore Comunale ai Lavori Pubblici ed Infrastrutture di Roma, Ornella Segnalini, nonchè i Presidenti delle tre realtà promotrici: Ettore Prandini (Coldiretti), Alfonso Pecoraro Scanio (Fondazione Univerde), Francesco Vincenzi (ANBI).

Al podio del concorso targa e premio in denaro

Al vincitore, Pietro Munari di Marano Vicentino, è andata una targa ed un premio in denaro, così come al secondo e terzo classificati: i lombardi Fulvio Sudati e Maurizio Portone. Le menzioni di categoria sono andate al milanese Pasquale Costagliola (“Acqua è…città”), al novarese Mario Motta (“Acqua è…paesaggio”), al livornese Nicola Casarosa (“Cambiamenti climatici: difendere l’acqua, difendersi dall’acqua”); la menzione speciale FIAB (Federazione Italiana Ambiente Bicicletta) è stata assegnata al romano Massimiliano Rolando (“A due ruote lungo l’argine”), mentre quella della Fondazione Campagna Amica è stata attribuita al vercellese Francesco Gardini (“Il cibo è irriguo”).

Il concorso vuole ricucire il rapporto tra uomo e risorse idriche

«I Consorzi di bonifica – dichiara Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – curano centinaia di aree umide ed oasi naturalistiche lungo tutta la Penisola. Il Concorso Fotografico Obiettivo Acqua ha lo scopo di contribuire a ricucire il rapporto fra uomo e risorse idriche, valorizzandone la gestione.

Impegno per diverso modello di sviluppo

È un tassello del nostro impegno per un diverso modello di sviluppo, che abbia al centro il territorio nelle sue varie espressioni».

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Coldiretti: No ai tagli UE che affossano la Dieta Mediterranea

No ai tagli della UE sulla promozione di vino e carne, prosciutti e birra che affossano la dieta mediterranea e il Made in Italy.

Appello di Coldiretti e Filiera Italia in lettera a Gentiloni

Questo l’appello del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia sulla revisione del regolamento di ripartizione dei fondi UE della promozione dei prossimi anni in una lettera inviata al commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni, al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, agli europarlamentari italiani e ai leader dei principali partiti politici in occasione della presentazione dei bandi 2022 che invitano a prediligere progetti che incoraggiano a passare a diete vegetali, riducendo i consumi di carne e bevande alcoliche.

Precedente pericoloso in vista dei provvedimenti della Commissione Europea

Un precedente pericoloso in vista della presentazione della proposta legislativa sulla politica di promozione che dovrebbe essere adottata dalla Commissione europea. Il giusto impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto.

Dieta Mediterranea modello alimentare sano

Si tratta peraltro di un orientamento incoerente con il sostegno accordato dal provvedimento alla Dieta Mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro, ma che si fonda anche sul consumo equilibrato di tuti gli alimenti a partire dal bicchiere di vino ai pasti. I limiti posti all’attività di promozione rischiano di colpire prodotti dalla tradizioni secolari con un impatto devastante sulla biodiversità dei territorio colpendo i prodotti tipici e soprattutto famiglie impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado.

Italia paese di piccole tipicità tradizionali

L’Italia è il Paese più ricco di piccole tipicità tradizionali che hanno bisogno di sostegni per farsi conoscere sul mercato e che senza sostegni alla promozione rischiano invece di essere condannate all’estinzione. La continua demonizzazione di vino, carne, salumi e prosciutti, con milioni di lavoratori europei in questi settori, coincide peraltro in maniera evidente con la propaganda del passaggio a una dieta unica mondiale, dove il cibo sintetico si candida a sostituire quello naturale e non lo possiamo accettare.

Necessaria una corretta comunicazione nutrizionale

«Quando si affronta una tematica così ampia e dalle diverse implicazioni riguardo alla sostenibilità dei sistemi agroalimentari – denunciano Coldiretti e Filiera Italia – crediamo sia corretto adottare un approccio orientato a sostenere gli agricoltori che investono in metodi e pratiche agricole in grado di rispondere sempre di più alle crescenti aspettative della società su ambiente, ecosistemi, biodiversità e alimentazione. Per questo è necessario “rifocalizzare” la politica di promozione sulle pratiche agricole e sul consumatore stesso concentrando sempre di più gli sforzi verso una comunicazione nutrizionale corretta ed equilibrata respingendo gli atteggiamenti discriminatori verso i prodotti a base di carne e le eccellenze dei settori vitivinicolo e della birra, peraltro inclusi nella dieta mediterranea».

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Restart Tourism, lo studio di Unindustria

“Restart Tourism – Strumenti, politiche e strategie per il rilancio dell’industria turistica post Covid” è il titolo dell’evento in programma venerdì 4 febbraio allo Stadio Olimpico, durante il quale saranno presentati i risultati dello studio realizzato da Unindustria con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con Deloitte,

Proposte concrete di riposizionamento del settore

contenente proposte concrete di riposizionamento strategico del settore turistico, a seguito delle profonde trasformazioni determinate dalla pandemia da Covid-19 in questo specifico segmento di mercato.

Studio di Unindustria sui possibili scenari

Partendo da un’attenta analisi della situazione attuale, da un confronto tra esperienze realizzate in altre città europee e dalle esigenze espresse dagli operatori, Unindustria ha prodotto uno studio contenente traiettorie e possibili scenari per indirizzare ed organizzare la ripartenza, ma anche spunti per reimpostare l’offerta di prodotti e la strategia di marketing, con l’obiettivo di rendere Roma più competitiva nel contesto internazionale.

Immaginare un vero cambio di passo della Capitale

I risultati dello studio offriranno l’occasione per una riflessione sulle scelte più opportune da intraprendere per immaginare un vero e proprio cambio di passo della Capitale, alla quale prenderanno parte Istituzioni, imprese, operatori del settore, nell’ambito di un evento che si svolgerà all’interno del Foro Italico, uno dei luoghi più suggestivi di Roma, nella prospettiva di mettere in luce le aree di pregio ancora poco conosciute della Capitale.

Conclusioni affidate al sindaco Gualtieri

Apriranno i lavori il Presidente di Unindustria Angelo Camilli e Vito Cozzoli Presidente e Amministratore Delegato – Sport e Salute SpA, che ospiterà l’evento. Seguiranno gli interventi di Lorenzo Tagliavanti Presidente Camera di Commercio di Roma, Fausto Palombelli Presidente Sezione Industria del Turismo e del Tempo libero Unindustria che presenterà i risultati della ricerca “Restart Tourism” insieme a Luca Petroni di Deloitte Financial Advisory. Le conclusioni saranno affidate al Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

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Inaugurato il Tram che sensibilizzerà sulle malattie rare.

Uniamo, la Federazione italiana malattie rare apre il mese dedicato alle malattie rare con l’inaugurazione di un tram che percorrerà le vie principali di Roma, per avvicinare i cittadini alle sfide che ogni giorno affrontano gli oltre due milioni di persone che in Italia vivono con una malattia rara.

Al taglio del nastro, questa mattina a piazza Mancini, erano presenti Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, e Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della regione Lazio. “Bisogna dare voce a chi non ne ha e le malattie rare colpiscono molte persone fragili che sono diventate ancora più fragili con il Covid – ha detto l’assessore D’Amato -. Il nostro compito è tutelarle. Roma è la capitale della cura delle malattie rare con tanti centri di eccellenza, abbiamo anche degli importanti centri farmacologici per la ricerca. Continueremo a prenderci cura di questi malati”.

Uniamo è il coordinatore nazionale della Giornata delle malattie rare che si celebra in tutto il mondo l’ultimo giorno di febbraio.

Quest’anno, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione promossa dalla Federazione, un’attenzione specifica è dedicata a “Il viaggio”.

Due tram attraverseranno le vie principali di Roma e Milano, a simboleggiare i lunghi percorsi dei pazienti con l’obiettivo di promuovere l’informazione e di avvicinare tutti i cittadini alle sfide dei pazienti e delle loro famiglie.

I 300 milioni di persone che vivono con una malattia rara nel mondo compiono infatti un vero e proprio viaggio, con partenze, punti di sosta, momenti cruciali come ad esempio quello della diagnosi, scoperte e, spesso, purtroppo molti ostacoli.

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METEO: Domani tanto sole ma con diffuse gelate nelle valli interne.

TEMPO PREVISTO SULL’ L’ITALIA PER DOMANI MERCOLEDI’ 2 FEBBRAIO 2022.



NORD:
-ANCORA NUBI IRREGOLARI SU ALPI E PREALPI CON NEVICATE ANCHE INTORNO 800-1000 METRI SULLE AREE PIU’ SETTENTRIONALI ALTO-ATESINE NELLA NOTTE MA CON QUOTA NEVE IN RAPIDO E SENSIBILE AUMENTO DA OVEST FINO OLTRE 1500 METRI;
-DA SERENO A PARZIALMENTE NUVOLOSO SUL RESTO DEL NORD CON SCHIARITE SEMPRE MAGGIORI DAL POMERIGGIO.

CENTRO E SARDEGNA:
-NUBI BASSE ANCHE ESTESE MA INNOCUE SULLA SARDEGNA OCCIDENTALE;
-CIELO GENERALMENTE SERENO SU SARDEGNA ORIENTALE E REGIONI PENINSULARI.

SUD E SICILIA:
-NUVOLOSITA’ PARZIALE PER GRAN PARTE DELLA GIORNATA SU NORD-EST SICILIA E SUD CALABRIA, CON RESIDUI E SPORADICI PIOVASCHI TRA NOTTE E PRIMO MATTINO;
-AMPIO E PREVALENTE SOLEGGIAMENTO ALTROVE DISTURBATO, AL PIU’, DA DEBOLI VELATURE DI PASSAGGIO.

TEMPERATURE:
-MINIME IN CALO AL SUD E SICILIA E SU LAZIO, ABRUZZO, UMBRIA E LIGURIA DI LEVANTE, STAZIONARIE SU SARDEGNA, MARCHE, EST EMILIA-ROMAGNA E BASSO VENETO, IN AUMENTO SU TOSCANA E RESTANTE NORD,
ANCHE MARCATO SUL SETTORE ALPINO SPECIE QUELLO OCCIDENTALE;
-MASSIME IN CALO SU BASSO VENETO E IN GENERALE DECISO AUMENTO SUL RESTO D’ITALIA SPECIE AREE INTERNE E APPENNINICHE CENTRO-SETTENTRIONALI E SETTORE ALPINO E PREALPINO.

VENTI:

MEDIAMENTE SETTENTRIONALI:
-FORTI SU PUGLIA, SICILIA E CALABRIA IN LENTA ATTENUAZIONE A ECCEZIONE CHE SU PUGLIA MERIDIONALE E CALABRIA JONICA, MODERATI IN
ATTENUAZIONE SUL RESTANTE SUD;
-DA DEBOLI A MODERATI SUL RESTO D’ITALIA CON LOCALI RINFORZI SU SARDEGNA E SETTORE ALPINO.

MARI:
-MOLTO AGITATI MARE E CANALE DI SARDEGNA CON MOTO ONDOSO IN ATTENUAZIONE;
-AGITATO LO STRETTO DI SICILIA, DA AGITATO A MOLTO AGITATO LO JONIO CON MOTO ONDOSO IN ATTENUAZIONE SOTTOCOSTA;
-DA MOSSI A MOLTO MOSSI MAR LIGURE, TIRRENO CENTRO-MERIDIONALE E MEDIO-BASSO ADRIATICO, LOCALMENTE MOSSI I SETTORI NORD DI ADRIATICO E TIRRENO.

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L’Agenzia delle Entrate taglia su pulizie e stipendi: scioperano i lavoratori

Il cambio di appalto nel servizio di pulizia ha portato con sè riduzione di orario e tagli agli stipendi che superano anche un terzo del totale. Scioperano gli addetti alle pulizie nelle sedi dell’Agenzia delle Entrate a Roma che oggi rimarranno senza il personale dedicato: nessuno passerà a pulire scrivanie, uffici, corridoi e bagni. I cestini resteranno pieni. 

Scioperano gli addetti alle pulizie di Agenzia delle Entrate

D’altronde l’orizzonte per i circa 88 lavoratori coinvolti è “nero”.

La maggior parte di loro è già in part time e vedrà la riduzione di orario da 20 ore settimanali a 14 con l’inevitabile taglio su stipendi che già non superano i 600 euro. “Ma c’è anche chi passerà da un full time da 40 ore settimanali al minimo di 14 ore, facendo una rapida stima tutti i lavoratori e di conseguenza le famiglie coinvolte subiranno decurtazioni che vanno da 250 a 600 euro mensili” – denuncia Sara Imperatori, sindacalista della Fisascat Cisl. “Non ci stupisce che l’esecutrice dell’appalto sia sempre la stessa che già aveva tagliato fuori i lavoratori delle pulizie della vecchia Alitalia”. 

Oggi lo sciopero degli addetti alle pulizie in tutte le sedi dell’Agenzia delle Entrate a Roma, il presidio sotto quella di via del Giorgione tra Ardeatino e l’Eur.

Uno sciopero che segue la fumata nera al tentativo di accordo: “Ci siamo attivati sin da subito con l’ente committente, quindi l’Agenzia delle Entrate, ma dall’incontro – spiega Imperatori – siamo usciti con un mancato accordo, un taglio del genere non lo ha permesso”. 

Da qui la mobilitazione. “Il nuovo appalto su Roma, è l’unico su tutto il territorio nazionale in riduzione oraria e prevede un taglio che si aggira intorno al 28%” – spiegano in una nota congiunta Filcams-Cgil Roma e Lazio, Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti e Uiltrasporti Lazio. “Inaccettabile, se consideriamo che non siamo ancora usciti da una pandemia che richiede alti livelli di pulizia e che stiamo parlando di lavoratori da sempre in prima linea. Faremo tutto il possibile per assistere a un passo indietro su una decisione insostenibile”.

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Corruzione a Velletri, ‘chiudeva un occhio’ in cambio di cani costosi: 3 arresti.

Un allevamento di Bouledogue Inglese e Francese, Chihuaua e Alano, con cuccioli meravigliosi venduti prezzi che andavano tra i 1.500 e i 2.000 euro l’uno.

L’attività veniva addirittura pubblicizza su Instagram, attraverso una pagina dedicata in cui le foto dei cuccioli facevano la loro mostra, con prezzi e caratteristiche.

Peccato che l’allevamento non fosse autorizzato e che i cuccioli non avessero il pedigree che giustificasse tale esoso costo.

L’attività dell’allevamento, nonostante le carenze evidenti, continuava però florida, grazie all’accondiscendenza di funzionario pubblico che, avrebbe “chiuso un occhio”, in cambio di regalie.

Ma, dopo aver notato la presenza di moltissimi cani nel giardino di un’abitazione privata durante un normale pattugliamento della zona, a Velletri, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma si è insospettita e ha iniziato a indagare, arrivando a scoprire una vicenda di corruzione, che ha portato a tre ordinanze di misura cautelare personale nei confronti di persone, tra cui un funzionario pubblico che avrebbe chiuso un occhio” in cambio di regali, dopo che anche lui aveva scoperto dell’esistenza dell’allevamento abusivo di cani di razza provenienti dall’Europa dell’Est.

Effettuati gli accertamenti, i finanzieri Compagnia di Velletri  si sono resi conti che l’allevamento non aveva le necessarie autorizzazioni amministrative e sanitarie.

Ma non solo: approfondendo le indagini, i militari hanno appurato che dietro all’allevamento c’era una vera e propria impresa – esercitata abusivamente da due persone e pubblicizzata sui social – che gestiva oltre 300 cani delle razze Bouledogue Inglese e Francese, Chihuaua e Alano, privi di pedigree e microchip, i cui prezzi di vendita si aggiravano tra i 1.500 e i 2.000 euro l’uno.

Il canale Instagram era stato individuato anche da un funzionario dell’ASL incaricato di controllare proprio questo tipo di reati che, in cambio di alcuni animali ricevuti in regalo, aveva omesso volontariamente di rilevare le irregolarità nell’allevamento per il mancato rispetto delle normative di settore.

A seguito degli accertamenti effettuati dai Finanzieri, la Procura della Repubblica di Velletri ha ottenuto dal G.I.P. del locale Tribunale l’emissione di un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti dei 3 soggetti, indagati per le ipotesi di reato di corruzione e falso.

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Maturità 2022, nuove regole dell’esame.

Tornano gli scritti all’esame di maturità: saranno due e in presenza.

L’ esame, che prenderà il via il 22 giugno 2022, sarà costituito da una prova scritta di italiano, da una seconda prova sulle discipline di indirizzo, predisposta dalle singole commissioni d’esame.

Ci sarà poi un colloquio: in questo caso, sia nel primo che nel secondo ciclo, è prevista la possibilità della videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il loro domicilio, condizione che andrà, comunque, documentata.

Sono pronte le ordinanze che definiscono l’organizzazione e le modalità di svolgimento degli esami di Stato 2022 del primo e del secondo ciclo di istruzione. Modalità che non piacciono agli studenti.

Il ministro Patrizio Bianchi ha inviate le ordinanze oggi al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione (Cspi), per il previsto parere. Illustrate anche alle Organizzazioni sindacali, terminato l’iter amministrativo, saranno poi trasmesse alle competenti commissioni parlamentari, come previsto dall’ultima legge di bilancio. Nei documenti predisposti è previsto il ritorno delle prove scritte, sia nell’esame del primo che del secondo ciclo di istruzione, con alcune specifiche.

Prove scritte e orale: come funziona

Per l’esame di maturità l’ordinanza prevede che l’esame sia costituito da una prova scritta di italiano, da una seconda prova sulle discipline di indirizzo, predisposta dalle singole commissioni d’Esame, e da un colloquio.

La sessione d’esame avrà inizio il 22 giugno 2022 alle 8.30, con la prima prova scritta di italiano, che sarà predisposta su base nazionale.

La prova proporrà sette tracce con tre diverse tipologie: analisi e interpretazione del testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

Il 23 giugno si proseguirà con la seconda prova scritta, diversa per ciascun indirizzo, che avrà per oggetto una sola disciplina tra quelle caratterizzanti il percorso di studi. Le discipline saranno comunicate al termine dell’iter formale delle Ordinanze.

La seconda prova sarà predisposta dalle singole commissioni d’esame, per consentire una maggiore aderenza a quanto effettivamente svolto dalla classe e tenendo conto del percorso svolto dagli studenti in questi anni caratterizzati dalla pandemia.

È previsto, poi, il colloquio, che si aprirà con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione (un testo, un documento, un problema, un progetto) che sarà sottoposto al candidato.

Nel corso del colloquio il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline e di aver maturato le competenze di Educazione civica; analizzerà poi, con una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze fatte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento.

La commissione sarà composta da sei commissari interni e un Presidente esterno. Entro il 15 maggio 2022 il Consiglio di classe elaborerà il documento con il percorso formativo fatto dagli studenti, gli strumenti di valutazione utilizzati e gli obiettivi raggiunti, ponendo attenzione all’insegnamento trasversale dell’Educazione civica.

La valutazione finale resta in centesimi. Il credito scolastico sarà attribuito fino a un massimo di 40 punti (12 per il terzo anno, 13 per il quarto, 15 per il quinto).

Le prove scritte peseranno fino a 40 punti, il colloquio fino a 20.

Si potrà ottenere la lode, con deliberazione all’unanimità della Commissione. La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che pure saranno svolte, e lo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento non costituiranno requisito di accesso alle prove.

Ira degli studenti per le modalità previste per la maturità 2022. In programmazione venerdì prossimo, secondo quanto apprende l’Adnkronos, la mobilitazione nazionale contro l’esame di Stato annunciato dal ministero dell’Istruzione.

“Il Mi non ha ascoltato le richieste della comunità studentesca. Da qualche mese, infatti, le associazioni degli studenti chiedevano un esame che fosse incentrato sulle singolarità dello studente, eliminando gli scritti e inserendo una tesina”, in modo da tener conto delle difficoltà enormi nella didattica e nell’apprendimento degli ultimi tre anni.