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Omicidio Diabolik, presunto killer resta in carcere

Il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato la custodia cautelare in carcere per Raul Esteban Calderon, il presunto killer di Fabrizio Piscitelli, alias ‘Diabolik, ucciso il 7 agosto 2019 nel parco degli Acquedotti a Roma con un colpo di pistola.

L’uomo, argentino di 52 anni, è accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso.

A ‘incastrare’ Calderon, dopo le indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Roma e coordinate dalla Dda di Roma con i procuratori aggiunti Michele Prestipino e Ilaria Calò, c’è anche un video di una telecamera di sorveglianza che ha ripreso l’esecuzione del delitto.

La scorsa settimana i giudici del Riesame hanno confermato la custodia cautelare in carcere per Calderon e per Enrico Bennato, in relazione all’omicidio di Shehaj Selavdi, ucciso sulla spiaggia di Torvajanica il 20 settembre 2020.

In questo caso le indagini sono state condotte dai carabinieri di Frascati. Entrambi gli omicidi, per gli inquirenti, sono avvenuti nell’ambito dei contrasti per il controllo delle piazze di spaccio della Capitale.

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A settembre 2023 pronto il raddoppio di via Tiburtina

 C’è una nuova data per la fine dell’eterno cantiere per il raddoppio di via Tiburtina, a Roma: settembre 2023, tra poco più di un anno e mezzo, appena in tempo per l’inaugurazione della Ryder Cup, il prestigioso torneo internazionale di golf che si terrà a Roma, tra Settecamini e Guidonia, al Marco Simone country Club, il prestigioso campo che si trova proprio lungo la direttrice della storica strada consolare romana.

Chissà se questa volta sarà la volta buona.

Sono ancora presenti gli echi delle promesse dell’ex sindaca Virginia Raggi e della sua assessora ai Lavori Pubblici, Laura Gatta, che il 13 aprile 2018 annunciarono la fine lavori per il maggio 2019 salvo non riuscire nell’impresa al termine della loro avventura in Campidoglio.

A scommetterci, questa volta, sono il nuovo presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, e l’assessore comunale ai Lavori Pubblici della giunta Gualtieri, Ornella Segnalini.

Ci sono buoni segnali che le cose, stavolta, andranno diversamente.

Perchè sono stati gli stessi rappresentanti delle imprese costruttrici a garantirlo.

La nuova data di fine lavori, al termine dei quali la Tiburtina sarà una moderna strada a doppia corsia da Ponte Mammolo a Settecamini, è emersa durante la mattinata di oggi, contraddistinta da un faccia a faccia tra gli stessi Umberti e Segnalini, da un sopralluogo ai cantieri e da una ruvida riunione tecnica tra i due politici e i tecnici comunali da un lato e i rappresentanti dell’impresa che si sta occupando dei lavori, dall’altro.

Durante la riunione i rappresentanti della ditta hanno garantito “di non voler restare un giorno in più rispetto al cronoprogramma consegnato al Simu, viste le penali che ci sono nel contratto, con il quale confermiamo la data del settembre 2023”.

Data entro cui sarà pronto il tratto Ponte Mammolo-Settecamini, ovvero quasi tutto il cantiere attualmente in corso, esclusa la parte finale e l’area della rotatoria Marco Simone.

Per riuscirci, però, le imprese dovranno accelerare i lavori e mettere più operai a lavoro.

“Vi faccio presente che da giorni non si vede un operaio in nessun cantiere dei vari lotti” ha detto Umberti, senza giri di parole, ai rappresentanti dell’impresa questa mattina.

“Abbiamo alcuni casi di operai con Covid- hanno replicato le aziende- abbiamo in totale 24 persone sui cantieri.

Ma ne arriveranno altri” con una previsione, a regime, di 28 persone a lavoro.

“Ci sono pochi operai- ha però ribadito ancora Umberti alla Dire, con accanto Segnalini, anche al termine del sopralluogo- qui non è solo un discorso di costi per le imprese e di penali. Bisogna fare presto per i cittadini.

Attraverso l’assessore faremo quindi pressione sull’impresa per aumentarli quanto prima.

Ci aspettiamo poi, a breve, credo entro il mese di febbraio, che il tratto di ponte Mammolo venga ultimato insieme agli stalli degli autobus a Rebibbia.

Parliamo di uno dei tratti più trafficati dell’intera Tiburtina perché qui si innesta il traffico della Togliatti.

Ad ogni modo- ha concluso Umberti- Stiamo dando un cambio di passo all’intero cantiere. A settembre 2023 la strada sarà pronta, in tempo per la Ryder Cup per cui la Tiburtina sarà una porta di accesso fondamentale”.

Per il torneo di Golf, ha concluso Segnalini, “ci sarà una specifica viabilità su cui stiamo lavorando. Stiamo comunque sul pezzo per quanto riguarda i lavori, per il settembre 2023 ce la faremo”.

Durante la riunione tecnica è stato infine fatto sapere che sarebbero stati risolti anche i problemi di carattere archeologico sulla tratta T4 del cantiere, quella più esterna verso Guidonia.

A lavori conclusi la nuova Tiburtina avrà nuove carreggiate con doppia corsia per senso di marcia e una sezione stradale che complessivamente oscillerà tra i 28 e i 35 metri.

Un’arteria vitale per il comparto economico della Tiburtina Valley e del Tecnopolo, che oltre alla presenza di imprese come Leonardo, Thales-Alenia, Vitrociset, Elt, Gentilini, Pallini, agli studi Titanus di Mediaset e al nuovo centro di smistamento di Amazon vedrà entro marzo 2023 l’inaugurazione del data center di Aruba.

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Inflazione ai massimi dal 2012, lo scorso anno prezzi in aumento del 3,9%

A dicembre l’inflazione è arrivata al 3,9%: dopo la flessione del 2020 (-0,2%), quindi, i prezzi al consumo tornano a crescere in media d’anno (+1,9%), registrando l’aumento più ampio dal 2012 (+3%).

Lo riferisce l’Istat sottolineando come la ripresa dell’inflazione sia stata sostanzialmente trainata dall’andamento dei prezzi degli Energetici (+14,1%), diminuiti invece dell’8,4% nel 2020.

Al netto di questi beni, nel 2021, la crescita dei prezzi al consumo è la stessa registrata nell’anno precedente (+0,7%). 

Di conseguenza, l’inflazione acquisita per il 2022 (cioè la crescita media che si avrebbe nell’anno se i prezzi rimanessero stabili fino a dicembre) è pari a +1,8%, diversamente da quanto accaduto per il 2021, quando fu -0,1%.

Per quanto riguarda l’ultimo mese dello scorso anno, l’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei Beni alimentari, sia lavorati (da +1,4% di novembre a +2,0%) sia non lavorati (da +1,5% a +3,6%), a quelli dei Beni durevoli (da +0,4% a +0,8%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,9% a +2,3%); i prezzi dei Beni energetici continuano a crescere in misura molto sostenuta, pur rallentando (da +30,7% a +29,1%), a causa di quelli della componente non regolamentata (da +24,3% a +22,0%), mentre la crescita dei prezzi della componente regolamentata rimane pressoché stabile (da +41,8% a +41,9%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto, per lo più, da un lato ai prezzi dagli Alimentari non lavorati (+1,1%) e dei Beni durevoli (+0,6%), dall’altro alla crescita, a causa di fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,9%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,5% su base mensile e del 4,2% su base annua (da +3,9% di novembre), confermando la stima preliminare.

La variazione media annua del 2021 è pari a +1,9% (-0,1% nel 2020).

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Sole e bel tempo con i giorni contati, arrivano freddo e neve

Addio a breve alle giornate di sole. Il grosso anticiclone che sta proteggendo l’Italia dal maltempo e dal freddo invernale ha i giorni contati.

Un suo allontanamento dall’Italia favorirà l’irruzione di aria fredda dai Balcani.

“Fino a mercoledì 19 gennaio l’atmosfera sarà stabile su tutte le regioni; ritorneranno le nebbie sulla Pianura Padana e le nubi marittime lungo le coste tirreniche, aumenterà l’inquinamento dell’aria a causa dello smog che si concentrerà laddove si formerà la nebbia.

Da giovedì i primi movimenti dell’alta pressione verso i settori più settentrionali europei attiveranno venti più umidi oceanici che copriranno il cielo su molte regioni, anche con qualche pioggia su Toscana, Umbria e poi sul basso Tirreno.

Questa situazione anticiperà l’irruzione di aria fredda dai Balcani che nel corso di venerdì 21 interesserà molte regioni: il tempo è previsto in peggioramento sul medio e basso Adriatico e sul resto del Sud con precipitazioni a carattere sparso che potranno risultare nevose fino a quote collinari su Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata.

Con l’arrivo dell’aria fredda le temperature subiranno un’importante diminuzione su tutte le regioni”.

Nel dettaglio:

Lunedì 17: Al nord: nebbie sulla Pianura Padana, sole prevalente altrove.

Al centro: alternanza tra nubi e schiarite, in un contesto sempre stabile. Al sud: tutto sole.

Martedì 18. Al nord: cielo spesso coperto in Liguria, soleggiato altrove. Al centro: molte nubi sulla Toscana settentrionale, cielo sereno altrove. Al sud: soleggiato.

Mercoledì 19: Al nord: nebbie sulla Pianura Padana, sole prevalente altrove.

Al centro: alternanza tra nubi e schiarite, in un contesto sempre stabile. Al sud: tutto sole.

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Coronavirus nel Lazio: Bollettino di oggi

Cala il numero dei positivi, ma aumenta quello dei ricoverati.

Continua l’altalena di dati, leggendo il bollettino del coronavirus a Roma e nel Lazio. Stando ai numeri diffusi oggi da Salute Lazio, oggi in tutta la regione su 14.756 tamponi molecolari e 37.780 tamponi antigenici per un totale di 52.536 tamponi, si sono registrati 6.447 nuovi casi positivi, ossia 6.547 in meno rispetto a ieri.

Sono 3 mila casi in meno rispetto al lunedì precedente.

“È la riduzione più significativa delle ultime settimane”, ha spiegato l’assessore alla sanità laziale Alessio D’Amato.

A Roma, invece, sono stati registrati 3733 contagi.

Nelle ultime 24 ore, sono stati segnalati però anche 17 decessi. Sono 5102 i nuovi guariti. 

Per quanto riguarda gli ospedali sono 1.789 i ricoverati (+41) e 204 nelle terapie intensive.

Sono 221.533 le persone attualmente positive a Covid-19 nel Lazio, di cui 219.540 in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 471.008 e i morti 9.535 su un totale di 702.076 casi esaminati.

Nel dettaglio:

* Asl Roma 1: sono 1.932 i nuovi casi e 4 i decessi nelle ultime 24h.
* Asl Roma 2: sono 1.575 i nuovi casi e 6 i decessi nelle ultime 24h.
* Asl Roma 3: sono 226 i nuovi casi e 0 i decessi nelle ultime 24h.

* Asl Roma 4: sono 229 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24h.
* Asl Roma 5: sono 669 i nuovi casi e 0 i decessi nelle ultime 24h.
* Asl Roma 6: sono 627 i nuovi casi e 3 i decessi nelle ultime 24h.

Nelle province si registrano 1.189 nuovi casi: in particolare:

* Asl di Frosinone: sono 317 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24h.
* Asl di Latina: sono 516 i nuovi casi e 0 i decessi nelle ultime 24h.
* Asl di Rieti: sono 153 i nuovi casi e 0 i decessi nelle ultime 24h.
* Asl di Viterbo: sono 203 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h.

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Mercato San Giovanni di Dio, atto in giunta fa slittare i fondi

Per l’avvio dei lavori il territorio dovrà aspettare almeno un paio d’anni. La giunta capitolina, con un emendamento al bilancio 2022-2024, ha spostato i fondi destinati alla realizzazione del nuovo mercato di San Giovanni di Dio dall’annualità 2022 all’annualità 2023.

Parliamo dei 4 milioni e 350mila euro stanziati la scorsa estate dal M5s per il progetto di riqualificazione, prima stralciati dal bilancio 2021 e ora ulteriormente spostati.

“Depositeremo immediatamente una richiesta di consiglio straordinario su piazza San Giovanni di Dio perché questi affronti non passino inosservati alla cittadinanza e per mettere alle strette una maggioranza che tutto sta facendo tranne che occuparsi dei bisogni ed urgenze del territorio” denunciano Fabrizio Santori, consigliere capitolino della Lega e Giovanni Picone, capogruppo in municipio XII.

Sulla questione avevano bacchettato la maggioranza già a ottobre, quando gli stessi fondi erano stati eliminati dal bilancio di assestamento, perché la scorsa amministrazione non fece in tempo a impegnarli.

Allora il minisindaco Pd Elio Tomassetti rassicurò sul fatto che il capitolo di spesa sarebbe stato ristanziato nel 2022. 

Scorrendo però le 124 pagine di emendamento di giunta dell’11 gennaio scorso, troviamo le rimodulazioni delle annualità per alcune opere a mutuo. Ossia lo spostamento di risorse dal 2022 al 2023.

E il mercato di San Giovanni di Dio rientra tra queste. Un altro anno di attesa insomma.

Anche se l’atto, così come l’intero bilancio di previsione, deve passare ancora, questa settimana, dal voto definitivo dell’aula Giulio Cesare. 

“Avevamo visto giusto già dal bilancio di assestamento di ottobre dove la progettualità fu tagliata ma alle nostre denunce arrivarono le rassicurazioni di Presidente di Municipio e consiglieri capitolini.

Le loro parole ora sanno di beffa per i cittadini di Monteverde” tuonano ancora i leghisti. 

Il concorso di progettazione per il mercato è stato bandito dal Comune di Roma insieme all’Ordine degli Architetti della Capitale nel 2020 e vinto dai professionisti Giorgio Scarchilli (mandatario e responsabile del progetto), Alessandro Parena, Damiano Capuzzo e Nicola Braggio. Il progetto quindi esiste già, aspetta solo di essere messo a bando per individuare la ditta che effettuerà i lavori. 

In sintesi dovrebbero sorgere nuovi box quadrati di 2,5 metri di lato e coperti, di volta in volta, da pannelli fotovoltaici, da vetro o da altre coperture, saranno assemblati in due file da quattro, ricavando così un modulo da otto.

Quattro di queste modularità costituiranno un rione mercatale; tanti rioni assemblati, con al centro una piazza, andranno a disegnare il “mercato rionale”.

E proprio la piazza del mercato dovrebbe essere elemento cruciale nella progettualità quale “elemento indispensabile nella formazione di dinamiche di integrazione sociale”.

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A Villa Ada tornano le baraccopoli e discariche

A volte ritornano. E l’effetto è quello di una storia infinita.

Nulla di fiabesco, piuttosto un triste impietoso racconto.

Quello di accampamenti, bivacchi e occupazioni abusive che spuntano ancora una volta ad infestare l’area storica di Monte Antenne, porzione monumentale e antichissima di Villa Ada.

Degrado e margini della legalità che fanno da cornice anche al pericolo di fuochi selvaggi e incendi.

«Oltre allo scempio c’è l’aggravante del rischio per la sicurezza, perché in uno degli accampamenti è stato visto accendere un fuoco. Fuochi che non sono controllati». A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Sherwood.

L’amarezza nella voce dà il peso di tante denunce presentate e aspettative deluse. 

«Basta un nulla e ci giochiamo una delle parti più preziose di Villa Ada. La zona di Monte Antenne ha già subito rovinosi incendi in passato», dice Lorenzo Grassi dell’Osservatorio Sherwood, esperto di Villa Ada che ha documentato con fior di dossier.

Pensare che Monte Antenne ha già bruciato nel 2007. La lezione non è stata imparata. 

«È vero che è inverno e il clima è freddo e umido – continua Grassi – Ma un innesco di fuoco può sempre prendere».

È solo la punta di un iceberg. Basta incamminarsi attraverso i boschi lungo le pendici, una volta lasciata via di Ponte Salario.

Non lontano dall’asilo comunale di Villa Ada. 

«La tendopoli nei boschi, l’ex reception del campeggio, l’ex magazzino del Servizio giardini, la Torretta, persino un esteso orto, per non parlare della discarica di ingombranti e dello “smorzo”.

Si stanno moltiplicando gli accampamenti e le occupazioni abusive che accerchiano l’importante sito storico di Monte Antenne a Villa Ada», incalzano dall’Osservatorio Sherwood.

Le hanno indicate in una mappa e documentate con fotografie inviate al Dipartimento Tutela Ambientale del Campidoglio. 

E fa effetto vedere l’antica Torretta di Monte Antenne trasformata in una sorta di baraccopoli.

«L’aspetto incredibile è che è di nuovo occupata, sono recidivi.

E nei posti occupati bisogna avvicinarsi sempre con circospezione. C’è gente che può diventare pericolosa», spiegano. Non solo.

Spuntano baracche abusive con orto privato addirittura in un vasto terreno alle pendici di Monte Antenne sul lato di via del Foro Italico, compreso tra il Tennis Club Parioli e il Centro cinofilo “La Valletta”. Per non parlare dell’ex magazzino del Servizio giardini («abbiamo chiesto invano da anni di destinare ad apiario didattico»).

Oltre agli accampamenti, l’area è funestata dai rifiuti.

Frigoriferi, divani, vecchi elettrodomestici, sanitari, calcinacci…«In zona permane la discarica di ingombranti e inerti sulla strada senza uscita al culmine della salita e l’attività di “smorzo” edilizio, incompatibile con i vincoli paesistici di Villa Ada, insediata all’incrocio tra via del Foro Italico e viale della Moschea».

E si vedono ancora i resti accatastati dei tagli, dietro la preziosa foresta di Cedri dell’Himalaya: legna secca tagliata dalla bonifica della pineta. Naturalmente a Villa Ada restano occupati da tempo anche altri immobili: edificio ex Casa del custode, locale ex pompa di benzina, ex Serre ed ex Maneggio “Anni verdi”.

Il I Municipio sta lavorando al problema. 

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Scuola, preside Nomentano (Roma): “Sospesi due occupanti, non sono martiri”

“Stiamo procedendo con i provvedimenti disciplinari di chi ha occupato la scuola. Sono stati individuati dalla polizia solo due ragazzi: uno per la succursale ed un altro per la centrale, entrambi maggiorenni.

Hanno ricevuto una sanzione simbolica, un giorno di sospensione con obbligo di frequenza, che contestano, insieme agli altri compagni del collettivo in loro difesa, poiché non sarebbero gli unici ad avere occupato.

Ma io a farli passare per martiri dopo i danni subìti, non ci sto”.

Così Giulia Orsini, dirigente scolastica del liceo scientifico statale Nomentano, a Roma, commenta la protesta di questa notte degli studenti contro l’Usr Lazio e la disposizione dell’Ufficio scolastico a punire gli autori delle occupazioni.

Orsini aggiunge: “mi dispiace punirne solo due, ma non intendo trasformarmi in poliziotta facendo una indagine a scuola.

Tra l’altro c’è anche la questione danni che ammontano a circa 200 euro in succursale e diverse migliaia di euro in centrale ed a cui si aggiungono le spese di sanificazione costate in tutto 4 mila euro, duemila per ogni plesso”.

Chiederete la restituzione? “Gli studenti della succursale hanno chiaramente detto che dei danni della centrale non ne vogliono sapere, ed in centrale si stanno organizzando per una colletta.

Al massimo entro un mese sono somme che chiederemo indietro e dovranno restituirle”, risponde la Dirigente.

“Sono basita dall’atteggiamento dei ragazzi che hanno protestato questa notte contro l’Usr – prosegue – Aspettarsi che non ci siano sanzioni vuol dire essere convinti che tutto sia consentito e che ognuno possa agire liberamente come vuole, impunito.

Tanto più che – aggiunge – sono somme che la scuola non ha: io ho appena comprato sanificatori dell’aria per 64 classi, a 1.000 euro l’uno! Comprendo il loro malessere, ma serve comprensione.

Adesso protestano contro il fatto che le classi in sorveglianza, 20 in tutto ad oggi, potranno mangiare solo all’aperto perché in aula non si possono rispettare i due metri di distanziamento obbligatori per legge durante il pasto.

Li incontrerò la prossima settimana, fermo restando che non c’è una soluzione”.

Una guerra tra poveri? “Sì. Capiamo i ragazzi ma anche noi in questa pandemia lavoriamo senza fine.

Non ci disconnettiamo mai.

I referenti covid hanno lavorato anche a Natale. Lo facciamo perché ormai noi siamo tenuti a lavorare per le Asl oltre che per il ministero dell’Istruzione.

Questo – conclude – per garantire la scuola a tutti”.

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Uecoop: costo energia frena le imprese

La corsa dei beni energetici, dai carburanti alle bollette, frena quasi 2 imprese su 3 (72%) con il boom dei costi per trasporti, riscaldamento, illuminazione e servizi che pesa sulla ripresa economica del sistema produttivo nazionale. E’ quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento agli ultimi dati Istat sulla risalita dell’inflazione nel 2021 trainata dall’andamento dei prezzi dell’energia (+14,1%).

Stangata sui prezzi alla pompa

Un balzo al quale ha contribuito anche la stangata sul pieno di famiglie e imprese con il diesel che è aumentato del 20,6% nell’ultimo anno registrando il record dei prezzi dal 2019, con uno shock al rialzo che coinvolge anche la benzina (+18,6%) e il GPL aumentato addirittura del 30%, con i prezzi alla pompa che in alcuni casi, sulla rete autostradale, sfiorano anche i due euro al litro per la benzina. Si tratta di un impatto rilevante sui costi di produzione, sui servizi e sui trasporti visto che l’85% delle merci che viaggiano su strada, alle quali si aggiungono gli spostamenti pubblici e privati degli addetti delle imprese.

Caro energia squilibra i conti

Una situazione che pesa su un comparto ad alto impiego di lavoro come la rete delle 80 mila cooperative italiane con oltre un milione di occupati distribuiti più settori produttivi: dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla sanità alla scuola, dallo sport agli spettacoli. Il caro energia sta squilibrando tutti i parametri di costo fin qui considerati nei contratti già stipulati per la fornitura di beni e servizi o per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative con enti pubblici e privati con la necessità di adeguare la spesa alla situazione eccezionale che si è venuta a creare.

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Coldiretti: “Pizzerie, crack da 2,5 miliardi”

A causa del Covid le pizzerie italiane italiane hanno subito nel 2021 un crack da 2,5 miliardi di euro, rispetto a prima della pandemia, a causa di chiusure e restrizioni, oltre alla presenza “a singhiozzo” dei turisti stranieri. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti diffusa in occasione della giornata dedicata al simbolo della cucina italiana più conosciuta nel mondo, che si celebra oggi, lunedi 17 gennaio, in piena ripresa dei contagi.

Consumi stravolti da quarantene

I consumi sono stravolti da circa 10 milioni di italiani a casa perché positivi al covid o hanno avuto contatti a rischio, e sono in quarantena o in smart working, con il crollo delle vendite nei locali che ha un impatto pesante sui bilanci delle 63mila attività presenti sul territorio nazionale, dove sono impiegati circa 200mila addetti.

Boom consegne a domicilio non sufficiente

Si registra peraltro il boom delle consegne a domicilio, che tuttavia non è sufficiente a coprire le perdite e sostenere i bilanci del settore con le difficoltà che si trasferiscono lungo tutta la filiera, considerato che a pieno regime nelle pizzerie ogni anno si stima vengano impiegati 400 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. Senza dimenticare il taglio dei consumi di vino e soprattutto di birra che trovano nelle pizzerie un canale privilegiato di vendita. La chiusura forzata dei locali ha dunque un impatto devastante non solo sulle imprese e sull’occupazione, ma anche sull’intero sistema agroalimentare che ha visto chiudere un importante sbocco di mercato per la fornitura dei prodotti.