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Municipio VII, Lozzi su Villa Lazzaroni: “Ce la stiamo mettendo tutta, ma chiediamo un aiuto al Comune”

Oggi pomeriggio, intervistata da Silvia Cangelosi, la Presidente del VII Municipio Monica Lozzi ha parlato di Villa Lazzaroni. Molte le segnalazioni e le richiste arrivate da alcuni ascoltatori e membri del comitato "Insieme per Villa Lazzaroni" sulla situazione del parco. Quello che è stato denunciato è un po' di degrado presente nel parco e la richiesta di un sistema d'irrigazione. A tali osservazioni la minisindaca ha risposto: "Villa Lazzaroni è di competenza del Comune di Roma e noi abbiamo segnalato più volte al Dipartimento lo stato della villa. Nel 2014 la manutenzione era stata interrotta e si era andata a degradarsi. Come Municipio, con la nostra ditta di manutenzione, abbiamo risistemato l'impianto elettrico e quello delle fontate. Proprio oggi ho effettuato un sopralluogo per verificare la riattivazione delle fontane che avverrà in questi giorni. Abbiamo collaborato, nonostante non fosse nostra competenza, con la Polizia Locale per la chiusura dei cancelli in maniera puntuale perchè c'erano stati molti atti vandalici di notte. Una delle nostre due sedi del Municipio è proprio all'interno della villa e vogliamo riattivare le telecamere intorno allo stabile. Stiamo chiedendo un intervento e un aiuto forte al Comune. La Villa ha una tale importanza che facciamo fatica se non ci danno una mano. Essendo in capo al Servizio Giardini dovrebbero essere loro a raccogliere e manutenere. Riattivare l'impianto d'irrigazione è superfluo se non c'è garanzia d'interventi risolutivi del verde. A settembre il primo intervento che faremo con i nostri volontari del verde, pagati dal Municipio per aiutarli, verrà organizzato proprio lì. A settembre verrà anche riaperto il teatro ed entro ottobre partirà un bando per far partire le attività e in alcuni mesi dell'anno faremo degli eventi per riqualificare anche a livello culturale la villa. Essendo una villa storica con molte alberature di pregio, da soli non ce la facciamo".

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Smeriglio: “Il vento del razzismo soffia forte con il rischio di una deriva”

«Un caso al giorno di aggressione verso gli immigrati e anche un morto ad Aprilia. Il vento del razzismo soffia forte, con il rischio di una deriva che condurrebbe il Paese verso un tempo buio, che abbiamo vissuto e sconfitto. Le Istituzioni tutte siano in campo, senza indugio e ambiguità, così come le forze politiche e sociali, senza divisioni e distinguo, siano protagoniste di una reazione pacifica e democratica. L'Italia non può essere la terra di nessuno e neanche la patria di razzisti fomentati. A noi il compito di proporre politiche, fare comunità, difendere valori e principi della Costituzione di un Paese libero e accogliente».
A dichiararlo in una nota è Massimiliano Smeriglio, Vicepresidente della Regione Lazio.

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Raggi: «Sì allo sblocca-cantieri, 125 milioni per strade e metro»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«Abbiamo approvato un maxi emendamento che possiamo chiamare lo sblocca cantieri: 125 milioni di investimenti. Finalmente ripartono i cantieri con 58 milioni per le infrastrutture, di cui 20 per le strade e oltre 17,5 per trasporti e mobilità sostenibile». Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi. «I 125 milioni sono tutti nostri, il nuovo ministro (dell'economia Giovanni Tria, ndr) finalmente ci ha concesso la possibilità di usare l'avanzo per gli investimenti», spiega Raggi.

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Campidoglio, fondi non spesi per le case: la Regione ritira 40 milioni

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Mauro Favale) – Erano lì da oltre un anno, fermi in attesa che il Campidoglio decidesse come utilizzarli. Alla fine i 40 milioni di euro che la Regione Lazio aveva messo a disposizione per tamponare l'emergenza abitativa della città sono tornati al mittente. "Vista l'inerzia del Comune di Roma, la Regione riacquisirà la disponibilità dei 40 milioni di euro con cui verranno finanziati progetti destinati all'emergenza abitativa", scrive su Facebook Massimiliano Valeriani, assessore alla casa della giunta Zingaretti.

È l'ultimo capitolo di uno scontro che si è acceso tra Campidoglio e Regione che nel 2015 ha approvato una delibera che metteva a disposizione della capitale 190 milioni di euro per risolvere il problema della casa che riguarda migliaia di persone. Compresi coloro che vivono nei residence e anche nelle tante occupazioni di immobili in città. La giunta M5S, però, si è opposta a questa parte della delibera e, per bocca dell'assessore Rosalba Castiglione, ha attaccato proprio la giunta Zingaretti, " colpevole" di aver fatto " promesse agli occupanti" che "non possono avere l'avallo delle istituzioni".

"Se l'amministrazione capitolina riteneva irregolare le delibere regionali che più di un anno fa hanno messo a disposizione 40 milioni di euro per dare risposte a chi affronta quotidianamente il calvario della casa, avrebbe dovuto impugnarle invece di lasciarli per un anno nel cassetto" , replica Valeriani. Che difende la bontà di quella delibera che "non contiene violazioni di legge e qualsiasi potenziale assegnatario dovrà sempre essere in regola con i requisiti richiesti dalle norme" . E così, alla fine, la Regione ha deciso di riprendersi quei finanziamenti. Li utilizzerà per "interventi per il frazionamento di molte abitazioni del patrimonio Ater, con l'obiettivo di rispondere alle esigenze dei nuclei famigliari più piccoli. Con queste misure sarà possibile far scorrere le graduatorie di chi aspetta un alloggio popolare".

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Roma, processo Raggi, il 10 novembre la sentenza

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Maria Elena Vincenzi)Arriverà il 10 novembre la sentenza del processo che vede Virginia Raggi accusata di falso per la dichiarazione, inviata all’Anticorruzione capitolina, in cui chiariva che Raffaele Marra non aveva avuto alcun ruolo nella promozione del fratello Renato a capo dell’ufficio Turismo. Ma che, anzi, l’allora capo del personale poi arrestato per corruzione si era limitato a una “pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte”, scrisse Raggi. Parole smentite, secondo la procura, dalle chat: motivo per il quale i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio della sindaca (e di Marra per abuso d’ufficio).
Durante l’udienza di questa mattina, l’ultima prima della pausa estiva, sono stati sentiti, come testimoni della difesa, il segretario particolare della prima cittadina, Fabrizio Belfiori, e il dg del Comune, Franco Giampaoletti. Che hanno chiarito, per quello che sapevano, l’iter di nomina di Renato Marra. Giampaoletti non era ancora stato nominato. La testimonianza del 20enne segretario particolare della sindaca è stata soprattutto dedicata alla mail, inviata per conoscenza a Raggi, con la quale il 7 novembre del 2016 l'ex assessore capitolino al Commercio, Adriano Meloni, si complimentava col delegato al personale, Antonio De Santis, per la scelta di Renato Marra: "Quella mail non l'ho letta perchè ho visto i destinatari e il principale era Antonio De Santis" ha detto in udienza Fabrizio Belfiori, "quindi non ho ritenuto opportuno stamparla. La sindaca non l'ha letta. Solo a metà febbraio (dopo l'uscita degli articoli di giornale sulla vicenda, ndr) ebbi cognizione di questa mail e la lessi con la sindaca aprendo l'account di posta. Ricordo che la sindaca mi disse 'io di sicuro non l'ho letta'".
Il 5 ottobre, poi, davanti alla sezione monocratica presieduta Roberto Ranazzi, saranno ascoltati l'assessore Capitolino allo sport, Daniele Frongia, il dirigente del Campidoglio, Gianluca Viggiano, e probabilmente il vicesindaco, Luca Bergamo, il 19, sarà la volta di Maurizia Quattrone, capo della sezione Anticorruzione della Squadra Mobile della polizia e ultimo testimone dell'accusa rappresentata dal pm Francesco Dall'Olio, quindi il 23 testimonierà Virginia Raggi e per l'udienza del 25 i difensori della sindaca hanno comunicato al giudice Ranazzi di volere convocare Raffaele Marra.
L'ex capo del personale, sarebbe il teste chiave di questo processo perchè secondo l'accusa avrebbe avuto un ruolo determinante nella nomina di suo fratello a capo della direzione turismo, in contrasto con quanto riferito dalla Raggi nella sua relazione al responsabile prevenzione della corruzione del Campidoglio, Mariarosaria Turchi. Tuttavia, Marra può rifiutarsi di testimoniare, in quanto imputato in un procedimento connesso per abuso d'ufficio.
Novembre, invece, sarà il mese delle decisioni. Il presidente Ranazzi ha confermato nell'udienza odierna che il 9 ci sarà la discussione con le richieste di pm e difesa, mentre il giorno successivo, sabato 10, salvo 'incidenti di percorso', sarà letto il dispositivo della sentenza.
 

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Municipio VI, Ziantoni: “A breve progetto per riqualificare aree verdi”

Oggi pomeriggio Silvia Cangelosi ha intervistato l'Assessora alle Politiche dell'Ambiente, Mobilità, Decoro Urbano, Patrimonio, Benessere e Tutela degli Animali del VI Municipio, Katia Ziantoni. Fra le varie tematiche affrontate quella dei rifiuti, una delle problematiche più sentite nel Municipio delle Torri. A tal proposito l'Assessora ha detto: "Situazione di disagio in via delle Cerquete, una strada non completata all'interno del piano di zona. La strada era stata interamente bonificata e nel corso dell'operazione da parte della Polizia Locale era stato trovato di tutto, oltre ad essere stata oggetto d'incendio. Già l'altro ieri sono arrivate altre foto di altri abbandoni, anche una carcassa di auto bruciata. Una situazione abbastanza particolare che vorremmo chiudere. Sulla strada non c'è neanche più asfalto e ciò la rende in condizioni ancora più critiche. In via delle Cerquete c'è stato anche un sequestro di terreno utilizzato come discarica. Abbiamo in corso un progetto di riqualifica sul quale stiamo lavorando. Proprio oggi c'è stato un incontro in Sovraintendenza, il completamento non è quindi così complicato  e lontano. Ci saranno dei rilievi che andranno fatti. Un progetto che non  consente solo una riqualifica, ma anche l'inserimento di opere che la renderanno una strada vera. Una strada che al momento è particolarmente degradata". Per quanto riguarda il degrado di parco di via Erice la Ziantoni ha spiegato: " Il Servizi Giardini ha fatto un intervento sulle alberature anche se ci sono difficoltà per ragioni numeriche. Il degrado è dovuto anche all'atteggiamento dei cittadini. Lì c'è un mercato che spesso rimane sporco e con il vento i cartoni volano via e si ritrovano nel parco di fronte. Problemi di occupazione delle aree verdi da parte di famiglie rom e famiglie disagiate che portano ad un aumento del degrado in alcuni parchi, soprattutto a Tor Bella Monaca.  Stiamo presentando vari progetti per aree verdi e anche per la biblioteca per fare una riqualifica e rendere quei posti luoghi d'incontro. Vogliamo riqualificare anche un ex acquedotto e realizzare orti. Dal prossimo anno qualcosa dovrebbe iniziare a cambiare e i primi risultati a vedersi. A breve ci sarà una presentazione ufficiale di questo grande progetto diretto a migliorare il verde nel Municipio". 

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Roxy bar, Regione Lazio si costituisce parte civile nel processo penale

Oggi la Regione Lazio si è costituita parte civile nel processo penale a carico dei 4 imputati coinvolti nell'aggressione al Roxy Bar ai danni dei due proprietari del locale e di una donna invalida. La Regione Lazio è parte civile sia nel processo celebrato oggi con rito abbreviato nei confronti dei tre esponenti della famiglia Di Silvio, sia nel processo a carico dell'unico imputato che ha scelto il rito ordinario, Antonio Casamonica. Per la costituzione di parte civile nei confronti dei tre esponenti della famiglia Di Silvio i termini per la costituzione di parte civile sono scaduti in data odierna. Lo comunica in una nota la Regione Lazio. 

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Manzella: Lazio secondo in Italia per numero di startup

«Se la Regione Lazio è oggi la seconda in Italia per numero di startup lo si deve anche alla politica regionale che da anni investe su questo settore. Lo abbiamo fatto perché parlare di startup significa innestare cambiamento nella nostra economia e nella nostra società; significa insegnare ai nostri ragazzi i valori d’impresa sin dalla scuola; significa università con un approccio più imprenditoriale; significa far dialogare grande impresa e innovazione delle nostre piccole imprese; significa aprire l’amministrazione a una nuova mentalità, a nuovi servizi, a nuove tecnologie. Questo e altro significa, per un’amministrazione, “investire in startup”. Oltre a importanti risorse finanziarie (come i bandi per il venture capital di 20 mln presentati l’altroieri) o esenzioni fiscali, (come quella sull’Irap per 1,5 milioni) c’è, insomma, un’azione amministrativa profonda, di lunga lena, fatta con convinzione. Ed è per questo che i risultati ottenuti sono importanti. Perché dicono che la strada è giusta e che la dobbiamo continuare a percorrere”. Così Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico, oggi in occasione della presentazione della ricerca di Federlazio “Il Mercato delle Start up».

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Presidente Castagnetta: “Lavoro di condivisione con gli operatori di piazza Ormea”

Oggi pomeriggio è intervenuta ai nostri microfoni la Presidente del XIII Municipio Giuseppina Castagnetta per parlare della situazione dei mercati nella zona. 
Sull'intervento effettuato a Piazza Ormea la mini sindaca ha detto: "Nelle progettualità c'è stata una piena condivisione e collaborazione con gli operatori mercatali per trovare delle soluzioni vantaggiosi sulle normative vigenti. La riqualificazione del mercato Ormea è quindi il frutto di un lavoro con accordi e incontri con gli operatori e i rappresentati dei mercati di zona. Il mercato, istituito nel 1998, aveva un problema relativo al rilascio del numero delle  autorizzazioni che non erano conformi alla superficie. Grazie a questo lavoro d'unione abbiamo trovato una soluzione, dopo la presentazione del progetto dello scorso febbrario, ad aprile si è presentato un nuovo assetto del mercato e degli stalli. 
Il progetto di riqualifica è partito dalle instanze dei cittadini che vedevano le vie limitrofe a piazza Ormea occupate dai banchi fuori misura. Gli stalli prevedono 30 postazioni per banchi da 24 mq". 
Sul mercato di via Calisti la Castagnetta ha affermato: "Già nel 2016 abbiamo elaborato degli stalli all'interno del parcheggio così come abbiamo fatto per  gli stalli del mercato saltuario di Torre Vecchia e di Valle Aurelia. Abbiamo fatto quindi un'opera di riqualifica determinando gli stalli". 
Per quanto riguarda invece il mercato di via San Silverio, alla luce di un pessimo stato della pavimentazione segnalato da molti cittadini, la Presidente ha rassicurato: "Abbiamo avviato una progettazione per la riqualifica dell'intero mercato grazie ad uno stanziamento di soldi sul nostro bilancio municipale e si sta lavorando ad un progetto esecutivo che andrà in gara entro fine anno". 
Non è mancata la domanda sulla questione rifiuti, dopo le innumerevoli segnalazioni di sacchetti abbandonati per strada in zona San Pietro, Gregorio VII e via delle Fornaci. A questa emergenza la Castagnetta ha risposto: "Quotidianamente diamo seguito alle segnalazioni e alle criticità al responsabile di zona. Purtroppo non abbiamo un impianto per lo smaltimento dei rifiuti e quindi la ricaduta avviene su tutta la città". 
 

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Processo Raggi, l’ex assessore Meloni smentisce la sindaca: decideva Marra

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli e Fulvio Fiano) – Precipitati da un giorno all’altro da Milano a Roma, dal management privato all’amministrazione pubblica, dalle scelte aziendali agli equilibri politici, Adriano Meloni e il suo staff si affidarono a Raffaele Marra per decidere quale dirigente fosse più adatto all’assessorato Turismo. Il risultato? «Le nostre priorità erano tre: tenere Silvana Sari, trasferire ad altri uffici Michele Luciano e prendere con noi Renato Marra, quest’ultimo su suggerimento del fratello. Alla fine la Sari andò via, Luciano restò e Marra venne preso solo per poi essere rimosso».

È la terza udienza del processo che vede Virginia Raggi (a ottobre la sua audizione, a novembre la sentenza) imputata di falso per la nomina di Renato Marra. «MiniMarra», come veniva chiamato in chat. In aula compaiono Meloni, il suo capo staff Leonardo Costanzo, il delegato della sindaca alle relazioni sindacali Antonio De Santis. Le loro ricostruzioni sul ruolo di Raffaele Marra, che la sindaca nega, sono univoche. A partire proprio da quegli incontri per definire le priorità di ogni assessorato. «Non conoscevamo nessun dirigente – dice Costanzo -. Lui ci propose il fratello, col quale avevamo lavorato per qualche blitz antiabusivi. Non aveva il curriculum adatto ma pensammo che le sue innegabili capacità potevano essere utili». Raffaele Marra si dà da fare: «In Sala delle bandiere si svolse un incontro sulle nomine con gli assessori e consiglieri di maggioranza. C’era anche Raffaele Marra e la sindaca mi pare sia passata», ricorda Meloni.

Il pm Francesco Dall’Olio chiede se si trattò di un suggerimento o di pressioni di quello che all’epoca era il responsabile delle Risorse umane. «No, ce lo disse scherzando – risponde De Santis – “Renato potrebbe fare il capo della municipale, ma ci sarebbero polemiche. Da voi è il ruolo giusto, chiamatelo per dargli la bella notizia”». Così fece Meloni, rispettando anche l’orario indicatogli, salvo scoprire che nel brogliaccio preparato da Raffaele, la bozza di tutte le caselle con le nomine da incastrare, non c’era cenno all’aumento di stipendio di cui avrebbe beneficiato Renato. «Col senno di poi siamo stati forse un po’ ingenui – dice ancora De Santis -. La scoperta dell’aumento fece imbestialire anche la sindaca, così richiamai Raffaele Marra ma lui mi assicurò che la sindaca era informata. Raggi era contraria alla nomina ma escludo che potesse desumere l’aumento di stipendio dal ruolo che Renato Marra andava a ricoprire, perché come noi si era appena insediata e non conosceva la materia». 

La pubblica accusa prova ad andare oltre: «Come reagiste quando non vi accontentarono sui nomi e anche Renato Marra venne rimosso?». «Ne parlammo con la sindaca – risponde Meloni – esprimendo la nostra delusione. Ma poi ci siamo attenuti alle gerarchie». L’assessore pare esitante, cerca lo sguardo della sindaca in aula. Il pm lo redarguisce scherzoso: «Lei come teste è un disastro». Poi affonda il colpo: «Se Renato Marra non venne mai sostituito, forse non era così imprescindibile». «Credo di no», conviene Meloni. Ammissione che completa quelle sconfortate di chi l’ha preceduto: «In questa vicenda ci siamo sentiti soggetti passivi, con un senso di spaesamento» (De Santis). «La competenza non è mai presa in considerazione nell’interpello del Campidoglio. Si fanno le rotazioni delle cariche nei diversi settori senza competenze specifiche» (Costanzo). Su quell’interpello pende il ricorso al Tar della Dircom, sindacato dei manager capitolini, presentato su input della ex dirigente Silvana Sari. «Non si è svolto secondo parametri di trasparenza – Sari in commissione il 26 marzo 2018 -. La procedura era sulla base di valutazioni comparative che non ci sono state». Se il Tar accettasse il ricorso, l’interpello sarebbe da rifare.