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Camping River, la Corte Europea ferma lo sgombero. Oggi il vertice Raggi-Salvini al Viminale

(Fonte: Corriere della Sera, di Maria Egizia Fiaschetti) – Sul camping River interviene Strasburgo. La Corte europea dei diritti dell’uomo accoglie il ricorso presentato da tre abitanti e chiede al governo italiano di sospendere fino al 27 luglio le espulsioni (evictions) programmate: per allora è attesa la risposta di Palazzo Chigi sulle soluzioni alternative al campo.

Sarà il Comune, che finora ha gestito l’iter, a produrre la documentazione richiesta entro le 12 di oggi. Ieri scadevano le 48 ore, notificate alle famiglie dall’ordinanza della sindaca, per lasciare l’insediamento sulla Tiberina, ma lo sgombero è slittato: secondo il Campidoglio, per l’aumento di adesioni alle proposte di integrazione, ovvero «la terza via» della giunta M5S. Versione in contrasto con quella dell’associazione «21 luglio», attiva all’interno del campo: «Nei tre casi che abbiamo segnalato alla Corte di Strasburgo, ma non sono gli unici, il Comune non ha offerto alcuna alternativa – insiste il presidente della onlus, Carlo Stasolla – . Ci siamo rivolti all’Europa perché era l’unica strada percorribile in tempi così stretti». Più tardi, mentre consegna alla segreteria di Palazzo Senatorio le 630 firme raccolte tra i cittadini romani contrari allo sgombero, Stasolla picchia duro: «All’incontro di domani (oggi, ndr) con Salvini Raggi voleva portare lo scalpo del camping River, invece si presenterà con una grave sconfitta politica».

Dal Comune ostentano serenità e controbattono: «A tutti è stato proposto di accedere alle misure di inclusione, a chi si è rifiutato di entrare nel circuito di accoglienza dei servizi sociali: stiamo anche offrendo posti che non dividono le famiglie». Affermazioni documentabili attraverso i verbali dei colloqui, le registrazioni e i filmati. Se l’Europa si è mossa, però, avrà avuto le sue ragioni. «Stiamo raccogliendo una mole di materiale che testimonia la correttezza del nostro operato – ribadiscono dal dipartimento Politiche sociali – . Lì si sta creando un’emergenza igienico-sanitaria: quella, sì, sarebbe una grave violazione dei diritti umani».

Nel frattempo, dopo la bordata del vice premier sul «casino dei campi rom a Roma», Raggi in vista del colloquio al Viminale (i due dovrebbero incontrarsi all’ora di pranzo)si allinea: «Condivido l’analisi di Salvini. I campi rom sono un caos dal 2008, da quando sostanzialmente esistono in maniera ufficiale, e drenano 25 milioni di euro l’anno. Il nostro obiettivo è chiuderli favorendo l’integrazione. Quindi, diritti e doveri». Se non fosse che il segretario federale della Lega lancia un’altra frecciata, stavolta ai giudici di Strasburgo: «Ci mancava il buonismo della Corte europea per i diritti dei rom», è il tweet polemico che la prima cittadina non raccoglie. Al tavolo con il ministro dell’Interno la sindaca non si soffermerà soltanto sul problema dei campi nomadi: «Uno dei primi temi che affronterò è quello della carta di identità elettronica, che di fatto è gestita dal ministero, le cui procedure però si svolgono all’interno dell’Anagrafe del Comune: ci sono problemi di dialogo tra software e questo sta creando parecchie file». Si parlerà anche di migranti «fantasma» e roghi tossici, argomento che offre a Raggi l’assist per rilanciare: «Sono ormai due anni che chiedo al governo di darci supporto e continuerò a chiedere il superamento dei limiti alle assunzioni per la polizia locale, che è in gravissimo sotto organico». Dopo il rapporto conflittuale con il precedente esecutivo a guida Pd, adesso la sindaca confida di trovare sponda nell’interlocutore leghista alleato dei Cinque stelle a Palazzo Chigi. E mentre infuria il dibattito sul camping River, la Comunità di Sant’Egidio denuncia lo sgombero di otto famiglie dall’ex Fiera di Roma (tra loro 20 minori, due disabili e quattro donne incinte). Replicano dal Comune: «La Sala operativa sociale ha proposto assistenza a tutti i nuclei familiari, ma le proposte sono state tutte rifiutate».

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Campi rom e sicurezza, Salvini incontra il sindaco Raggi: «Corte suprema non fermerà la legalità»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«A me interessa che la legalità sia ripristinata a prescindere dalle lettere delle corti. È una Corte curiosa che ci mette alcuni anni per arrivare al alcune sentenze e una manciata di minuti per arrivare ad altre decisioni. Non sarà la corte europea di Strasburgo a bloccare il ripristino della legalità». Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini interpellato dopo la riunione con la sindaca di Roma Virginia Raggi sulla sospensione allo sgombero del campo nomadi, Camping River fatta dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo. Oggi infatti la sindaca di Roma Virginia Raggi ha incontrato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Si tratta del primo faccia a faccia da quando Salvini è diventato il titolare del Viminale. Diversi i temi al centro della riunione: dal piano di superamento dei campi nomadi (ieri la Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha sospeso lo sgombro del primo dei nove insediamenti autorizzati della capitale, il River) alla sicurezza in città, dai problemi di code registrati con le carte di identità elettroniche in città fino ai roghi tossici per cui la prima cittadina chiede aiuto al Governo. 
 

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Zingaretti su Sergio Marchionne: “Ci lascia un protagonista dell’innovazione”

"Sono convinto che il lavoro e il messaggio di Sergio Marchionne continueranno ad essere oggetto di riflessione. Ci lascia un protagonista dell'innovazione, alla sua famiglia e al gruppo FCA il nostro cordoglio". Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
 

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Assessore Grifalchi: “Creare un punto di riferimento per i cittadini che vogliono fare segnalazioni”

Oggi pomeriggio è intervenuto ai nostri microfoni l'Assessore ai Lavori Pubblici e Manutenzione Stradale, Edilizia Scolastica, Ambiente del IV Municipio, Fabio Grifalchi, dopo alcune segnalazioni arrivate dai nostri ascoltatori. Si è parlato di una situazione critica dei rifiuti registrata a Casal Bertone e Tor Cervara. 
A tal proposito l'Assessore ha affermato: "Il problema che ha Ama è evidente, non solo in quelle due zone, ma esteso in tutto il Municipio IV. A Casal Bertone è stato fatto un intervento, nel corso dei giorni precedenti, su via Portonaccio, via Pietralata e altre vie limitrofe e sono stati ritirati grandi quantitativi di rifiuti. Come Municipio, purtroppo, abbiamo zero possibilità d'intervenire se non comunicando al referente di zona e facendo segnalazioni. Sicuramente le segnalazioni, grazie al buon rapporto instaurato fra noi e i dipendenti Ama di zona, sono tante e riusciamo a fare interventi in zone con maggiori difficoltà rispetto ad altri. C'è un problema di carenza di personale. Qualche anno fa l'azienda ha dovuto fermare numerosi mezzi per fare manutenzione perchè questo dice la legge, ma non è mai stata fatta. Noi abbiamo fatto attività di manutenzione di mezzi e acquisto di nuovi mezzi più delicati che necessinato di tempo per essere costruiti. Non vogliamo trovare però nessuna scusa. Ci stiamo dando da fare collaborando molto con Ama. Con quest'ultima abbiamo instaurato un'ottima comunicazione: io quotidinamente ricevo segnalazioni e invito a farle a noi e farle direttamente ad Ama. Inviatemi email e sms what's app che serviranno per un dirottamento di mezzi. Il problema è che, per carenza di mezzi, laddove si interviene da una parte, in un'altra c'emergenza. I cittadini con questo caldo hanno tutto il diritto di lamentarsi. Come Municipio ci siamo adoperati anche e soprattutto per la raccolta di rifiuti ingombranti che non possono essere raccolti da Ama, subito abbiamo preso di petto la situazione. Noi come Municipio ci stiamo battendo per creare un punto di riferimento proprio nel Municipio dove i cittadini potranno venire di persona e segnalare le problematiche e anche un punto di riferimento per la struttura per avere un incontro diretto su e come intervenire. Una sorta di ufficio che veicola la gestione territoriale". 
Sul degrado di piazzale Loriedo l'Assessore ha spiegato: "E' un'area verde data in gestione ad un privato, un cosiddetto punto verde di qualità. Al momento si sta analizzando per via legale la situazione. La parte commerciale è stata chiusa, ma la gestione del punto verde è ancora in carica al privato e dovrebbe manutenerla lui. Noi sollecitiamo sempre il privato a fare degli interventi. Saranno i giudici a dire cosa fare in futuro. Il privato dovrebbe anche tenere fruibile la parte verde alla cittadinanza. Il Municipio non può intervenire con i propri mezzi se non per un problema di sicurezza". 

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Diaco(M5S): Amministrazione attenta alla tutela e benessere degli animali

Oggi pomeriggio è stato intervistato da Silvia Cangelosi il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle e Presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco. Il consigliere ha parlato del nuovo regolamento approvato dalla Giunta Comunale sulle botticelle tolte dalle strade. A tal proposito Diaco ha affermato: "Nel nostro programma era presente l'abolizione dele botticelle e abbiamo tempestivamente regolamentato la questione. Abolizione che avverrà nel futuro. Abbiamo attuato questa norma: sposteremo le botticelle finalmente dal traffico urbano all'interno di parchi. Daremo la possibilità ai vittorini di non interrompere l'attività lavorativa convertendo la loro autorizzazione in licenza taxi. Tre, quattro vettorini hanno già fatto questo passaggio, auspichiamo che questa strada venga percorsa da più vettorini possibili. Molti i cambiamenti che vogliamo inoltre attuare. Per esempio verranno utilizzati cavalli da tiro perchè rappresenta la razza più idonea, rispetto ai trottatori utilizzati fino adesso. Non solo, fino adesso non c'era tracciabilità fiscale. Sempre per andare incontro al cavallo, il tragitto potrà durare al massimo tre quarti d'ora. Questo primo passo rappresenta un traguardo storico. L'approvazione in Giunta è il primo step, poi si passerà nei Municipi e in Commissione. Una volta approvato in Aula diventerà esecutivo e speriamo che ciò avvenga in breve tempo. Partiamo con una prova di coraggio perchè le precedenti amministrazioni avevano provato a fare qualcosa senza mai riuscirci. Vittoria non tanto per noi, ma per gli animali".  Su dove verranno spostate le botticelle il Presidente della Commissione Ambiente ha specificato: "Abbiamo individuato percorsi idonei all'interno di Villa Pamphli, Villa Borghese, Castel di guida, Parco degli acquedotti. Verrà rifatto il percorso anche in alcuni parchi per evitare la presenza di buche e criticità dell'animale. Un percorso come quello fatto a New York nel Central Park.  Regolamento nuovo sul benessere degli animali e anche sull'abolizione dei circhi. Molto attenti alla tutela e benessere degli animali". Il Consigliere pentastellato ha risposto anche ad un'osservazione di un cittadino sul problema rifiuti: "Anche su questa questione ci vuole tempo, apriamo un dibattito molto ampio e insieme all'Assessora Montanari e il nuovo Amministratore di Ama stiamo facendo tanto, rivoluzionando la raccolta di rifiuti. Da problema lo stiamo trasformando in una risorsa".  

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Bonaccorsi su apertura centro antiviolenza a Fiumicino: Primo di una lunga serie

«Festeggiamo oggi l’apertura di un nuovo centro antiviolenza nel territorio di Maccarese – Fiumicino, uno spazio importante che offre servizi di ascolto, dialogo e prevenzione a sostegno delle donne e dei bambini vittime di violenza e di discriminazione. Il nuovo centro è il frutto dell’impegno preso dalla Regione Lazio volto a potenziare il numero di strutture che si occupano del contrasto alla violenza sulle donne, un fenomeno sempre più preoccupante. Per questo la Regione ha bandito risorse statali per l’istituzione di nuovi Centri antiviolenza e Case rifugio su tutto il territorio laziale. Con oltre 65.000 euro di risorse regionali, il nuovo centro antiviolenza di Fiumicino è tra i primi di una serie che da qui a fine anno apriranno i battenti».
Lo ha dichiarato Lorenza Bonaccorsi, assessore al Turismo e alle Pari Opportunità della Regione Lazio.

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Roma, Casa delle Donne: “Campidoglio ci ha annunciato revoca immediata convenzione”

(Fonte: www.repubblica.it)
"L'assessora Rosalba Castiglione ci ha annunciato che la memoria da noi consegnata a fine gennaio 2018 è stata respinta in toto" hanno comunicato le esponenti del direttivo della Casa Internazionale delle Donne in una riunione che si è tenuta mercoledì 25 luglio nel pomeriggio, "comprese le proposte di riduzione del debito da noi formulate. L'assessora Castiglione ha quindi annunciato anche la revoca immediata della convenzione che regola il rapporto fra la Casa Internazionale delle Donne e Roma Capitale". "Noi – continuano le esponenti del direttivo presenti alla riunione, la presidente Francesca Koch, Lia Migale, Giulia Rodano, Maria Brighi, Loretta Bondì – faremo opposizione a tutto campo. Non possiamo non rilevare che l'annuncio della revoca della convenzione avviene alla vigilia di agosto, nella peggiore tradizione di ogni vertenza pubblica e privata nel nostro paese. La Casa Internazionale delle Donne e tutte le attività e servizi che al Buon Pastore vengono erogati rischiano la chiusura a causa di questo ulteriore incomprensibile attacco della giunta capitolina al femminismo e alla vita associata a Roma".
"Noi, al contrario, abbiamo proposto una transazione che chiuda definitivamente la questione del debito. Grazie al grande sostegno che abbiamo ricevuto con la 'chiamata alle arti' e con la grande mobilitazione in Campidoglio del 21 maggio, c'è a Roma e nel Paese la consapevolezza di quanto negativo e grave sarebbe scrivere la parola fine alla esperienza della Casa Internazionale delle Donne. Ci sentiamo per questo di chiedere a tutte e a tutti – conclude la delegazione di ritorno dall'incontro all'Assessorato al Patrimonio, al quale erano presenti anche le assessore Laura Baldassarre e Flavia Marzano e la consigliera Gemma Guerrini – di sostenerci, di continuare la campagna di solidarietà e di mobilitazione, e anche di sottoscrivere".
 

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Campidoglio: “Numerose e reiterate proposte alloggiative di inclusione offerte agli abitanti del Camping River”

«L’Amministrazione capitolina sta producendo per la Corte europea dei diritti dell’uomo tutta la documentazione in cui si certificano le numerose e reiterate proposte alloggiative e di inclusione abitativa offerte, ripetutamente, agli abitanti del Camping River. Da oltre un anno gli operatori di Roma Capitale stanno mettendo a disposizione un ampio ventaglio di strumenti: misure di sostegno all’inclusione abitativa, misure di sostegno all’inserimento lavorativo e alla formazione, progetti di auto recupero, misure volte a favorire l’iscrizione anagrafica, misure volte a consentire il rientro volontario assistito correlate a progetti di inserimento socio – lavorativo nel Paese di provenienza, percorsi finalizzati a garantire la frequenza scolastica dei bambini.
La possibilità di accedere a queste misure è stata estesa in via straordinaria fino al 30 settembre, cioè anche successivamente alla data di scadenza dell'ordinanza sindacale, con l'obiettivo di assicurare una costante tutela dei diritti umani. Sin dal primo giorno di interlocuzione con gli abitanti del Camping River, gli operatori hanno inoltre offerto quotidianamente anche la presa in carico presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale per tutte le persone in condizioni di fragilità e di vulnerabilità». Così in una nota dal Campidoglio. 

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XII Municipio, Acernese: “Buona notizia per i cittadini dopo anni di abbandono”

Oggi pomeriggio è intervenuto ai nostri microfoni l'Assessore ai Lavori pubblici del XII Municipio, Emilio Acernese, per parlare del parcheggio di via di Donna Olimpia. Un'opera ferma da più di dodici anni. A tal proposito Acernese ha spiegato: "Questo scheletro ha rappresentato una ferita nel tessuto urbano del quartiere. Per anni il luogo è stato abbandonato a se stesso. I lavori sono iniziati nel 2006 per la costruzione di una struttura privata per box auto destinati alla vendita. Poi sotto sequesto in seguito a difformità su abusi per ampliamenti arbitrali e, nel frattempo, il problema si è aggravato perchè è fallita la ditta che aveva realizzata l'opera. L'obiettivo è stato quindi quello di rimuovere le opere abusive. Grazie ad un dissequestro avvenuto nel 2014 sono state abolite le strutture in cemento armato e rimodellato il profilo per richiamare il precedente profilo collinare. L'Ufficio tecnico del Municipio aveva rilevato queste problematiche.   Nel frattempo la società ha rilevato il cantiere. E' partito quindi un nuovo progetto finalizzato alla riqualificazione.
Dopo la messa in sicurezza e l'adeguamento sismico che è stato fatto, i lavori di completamento dell'opera partiranno successivamente e dureranno per circa 15 mesi. Il nuovo progetto è uguale al vecchio senza però abusi edilizi che non riproducevano il piano planimetrico della collina. E'stato eliminato il pianto interrato e realizzati nuovi parcheggi. 
Questa è una buona notizia per i cittadini di Monteverde perchè ci sono stati vari problemi di sicurezza ed igiene per i residenti a causa di questa opera abbandonata". 
 

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L’appello di Roberto Saviano: “Rompiamo il silenzio contro la menzogna”

(Fonte: la Repubblica, di Roberto Saviano) – Dove siete? Perché vi nascondete? Amici cari, scrittori, giornalisti, cantanti, blogger, intellettuali, filosofi, drammaturghi, attori, sceneggiatori, produttori, ballerini, medici, cuochi, stilisti, youtuber, oggi non possiamo permetterci più di essere solo questo. Oggi le persone pubbliche, tutte le persone pubbliche, chiunque abbia la possibilità di parlare a una comunità deve sentire il dovere di prendere posizione. Non abbiamo scelta. Oggi tacere significa dire: quello che sta accadendo mi sta bene. Ogni parola ha una conseguenza, certo, ma anche il silenzio ha conseguenze, diceva Sartre. E il silenzio, oggi, è un lusso che non possiamo permetterci. Il silenzio, oggi, è insopportabile.

Chi in questi mesi non si è ancora espresso – a fronte di chi invece lo sta facendo con coraggio – tace perché sa, come lo so io, che a chi fa il nostro lavoro parlare non conviene. Spesso sento dire o leggo: "Chi esprime il proprio pensiero lo fa per avere visibilità", ma è una visibilità che ti fa guadagnare migliaia di insulti sui social e la diffidenza di chi dovrebbe sostenere il tuo lavoro perché si sente chiamato a dar conto delle tue affermazioni. Quello che nessuno ha il coraggio di dire è che spesso si tace per non essere divisivi, perché si teme che arrivino meno proposte, meno progetti. Ma se la pensiamo così, abbiamo già perso, perché ci siamo rassegnati a non stimolare riflessioni e ad assecondare chi crede che la realtà sia riducibile a parole d'ordine come "buonista", "radical chic", "taxi del mare", "chiudiamo i porti", "un bacione", "una carezza" ed emoticon da adolescente.

Spesso si tace perché si sa che prendere posizione comporta dividere non solo il pubblico che ti segue sui social, ma anche e soprattutto chi dovrebbe comprare i tuoi libri, comprare i biglietti dei tuoi spettacoli, venirti a vedere al cinema o non cambiare canale quando ti vede in televisione. Ma davvero credete che quello che sta succedendo sia accettabile? Per quanto tempo credete di poter sopportare ancora senza esprimere il vostro dissenso?

Con Berlusconi, in fondo, era tutto più chiaro: c'era lui e c'eravamo noi. Criticarlo portava conseguenze, reazioni forti, artiglieria di fango, ma c'era una comunità attiva, che si stringeva attorno a chi lo faceva. Prendere posizione contro Berlusconi non significava perdere share, copie, consenso. Con Berlusconi era agevole farsi capire anche Oltralpe perché il Cavaliere era in fondo la macchietta italica, un carattere riconoscibile della commedia dell'arte. Oggi non è più così e in questo governo si stenta a scorgere i germi di qualcosa di estremamente pericoloso. "Fai il tuo lavoro e basta" è il richiamo all'ordine che subisce il calciatore che esprime la sua opinione sui migranti, l'attore che indossa la maglietta rossa. E il richiamo all'ordine è già un ricatto: guadagni con il tuo lavoro, non accettiamo commenti politici da chi ha il culo al caldo.

Oggi c'è fastidio verso chi travalica i confini del proprio lavoro e del proprio ruolo per fare quello che sarebbe invece normale: controllare chi ci governa perché, anche se legittimato alle urne, non tradisca non solo il proprio mandato, ma soprattutto la nostra storia e i valori che ci hanno consentito di vivere decenni di pace. La nostra Democrazia è una Democrazia giovane e fragile, ma è prima di tutto antifascista e antirazzista.

Vi sembra che oggi questo governo si stia muovendo nel rispetto dei valori che sono alla base della nostra Costituzione? Che si stia muovendo e che stia comunicando all'interno di un perimetro di sicurezza? Non vi sembra piuttosto che i 70 anni di prosperità e pace appena trascorsi ci abbiamo resi permeabili a partiti politici xenofobi? Che ci abbiano resi disattenti se non disinteressati a vigilare su diritti che una volta acquisiti, se non li difendiamo, possono essere spazzati via da qualche post su Facebook e da una manciata di tweet?

Questo governo, in maniera maldestra ma evidentemente efficace, speculando sulle difficoltà di molti, utilizza come arma di distrazione di massa l'attacco ai migranti e alle Ong. Sta accadendo un orrore davanti al quale non si può tacere: mentre il M5S e la Lega litigano sui punti fondamentali del loro accordo, ci fanno credere che il nostro problema siano i migranti. E se mi rispondete che i governi precedenti hanno fatto altrettanto vi rispondo: non si erano spinti fino a questo punto, ma di certo hanno asfaltato la strada perché tutto questo accadesse. E se mi dite che avete votato per Lega e M5S per ribaltare il tavolo, perché era l'unico modo per mandare via una classe dirigente che aveva fallito sotto ogni profilo, vi dico: vigilate, non delegate, aprite gli occhi perché le cose si stanno mettendo male, male per tutti. Male non solo per i migranti o per le voci che dissentono, ma anche per voi.

Sant'Agostino scrive: "Se togliete la giustizia, che cos'altro sono i grandi Stati se non delle associazioni di ladri? […] Se una di queste bande funeste si accresce con altri briganti fino al punto di occupare tutta una regione, […] di dominare delle città, ecco che si arroga il nome di Stato". Quando la politica perde il sentiero della giustizia, si spoglia della sua carne lasciando scoperta l'ossatura banditesca. Sapete perché cito Sant'Agostino? Perché questo passaggio spiega bene come sia possibile che il potere, anche quando iniquo, anche quando ingiusto, anche quando incapace e anche quando criminale, viva indisturbato. Sapete di cosa si sostanzia l'omertà di fronte alle mafie? Se credete solo di paura vi sbagliate. Il pensiero che la protegge è questo: giudico un boss per quello che fa a me. Mi ha maltrattato? No. Ha intimidito qualcuno della mia famiglia? No. E allora per me va bene.

Allo stesso modo oggi pensare che, solo perché questo governo, per ora, non ha toccato noi personalmente – la querela a me è solo un granello se paragonata ai colpi mortali che questo governo sta infliggendo allo Stato di Diritto – e i nostri interessi, possiamo esimerci dal prendere posizione, è atteggiamento ingenuo e irresponsabile che sta legittimando scelte e comportamenti scellerati.

Questo non è uno scontro tra me e Matteo Salvini. Per me non c'è nulla di personale, sento fortissimi il dovere e la necessità di parlare per chi non ha voce. Per i seicentomila immigrati presenti in Italia che devono essere regolarizzati ora, subito, perché siano sottratti allo stato di schiavitù in cui versano. Per le Ong che hanno iniziato a fare salvataggi in mare, aiutando gli Stati europei e l'Italia a gestire un fenomeno che non può essere bloccato, ma solo ben amministrato perché è palesemente una risorsa. Quei politici che oggi si ostinano ancora a sostenere il contrario, di politica e di economia non capiscono niente e sono un pericolo per la tenuta sociale del nostro Paese che è un Paese multietnico. Fieramente multietnico.

Oggi chiedo a voi, miei concittadini, di mobilitarvi per i diritti di tutti, perché anche se a voi oggi sembra di non far parte di questi "tutti", siete già coinvolti. In nome di un presunto benessere, in nome di una maggiore sicurezza ci diranno che in fondo la libertà di espressione è una cosa da ricchi privilegiati, che parlare di diritti di chi fugge e trova inferno in terra e morte nel Mediterraneo è fare il gioco dei negrieri. Addirittura mi sento dire che con le mie critiche aiuto Salvini nei sondaggi: come sempre la colpa non è di chi appicca il fuoco, ma di chi tenta di spegnerlo. Salvini non sale nei sondaggi per colpa di chi lo critica, ma per responsabilità di chi tace e di chi mostra timidezza e timori.

La mobilitazione che vi chiedo è una mobilitazione che riguarda ciascuno di noi, parlate al vostro pubblico e non per me, che in tribunale e fuori so difendere da me le mie ragioni. Vi chiedo di mobilitarvi per difendere i diritti che a breve non ricorderete nemmeno più di aver avuto. Ci stanno facendo credere che non ne abbiamo bisogno, ma presto capiremo che più della tracotanza di questo governo, più dell'arroganza di Salvini, quello che ci sta condannando è il silenzio. La libertà d'espressione e la lotta per i diritti raccontati come "vizi" da élite contro il popolo, che invece invoca sicurezza. Ma la lotta per i diritti è sempre lotta per chi non può permetterseli e per chi spesso non può permettersi nemmeno di chiederli.

E ora voi mi direte: ma le nostre battaglie le facciamo con i nostri libri, con le nostre canzoni, con i nostri spettacoli, con la nostra ironia. È vero, è sempre stato così: ma ci sono dei momenti in cui diventa cruciale capire da che parte si sta e quindi non basta più delegare la resistenza alla propria arte. Dinanzi a menzogne che crescono incontrastate, a truppe cammellate di bugiardi di professione (al loro cospetto gli scherani di Berlusconi erano dilettanti), davanti al dolore che queste menzogne e questi bugiardi di professione provocano, abbiamo tutti il dovere di rispondere: NON È VERO!

Il solito antico scontro: l'arte che prende parte e quella che orgogliosamente disdegna l'ingaggio. La prima che si crede superiore alla seconda in nome dell'impegno e la seconda che si crede superiore alla prima perché rivendica il diritto alla purezza del disimpegno. Steccati che collassano dinanzi ai morti in mare e alle continue menzogne. Dovete parlare ai vostri lettori, ai vostri ascoltatori, a tutti coloro a cui con la vostra arte e il vostro lavoro avete curato l'anima. Abbiate fiducia in voi stessi, avete gettato le basi per essere ascoltati, non abbiate paura di dire a chi vi vuole bene che voi non state con tutto questo.

Ci sarà disorientamento all'inizio, riceverete critiche per aver rotto l'equilibrio dell'equidistanza, che però è fragile e già incrinato. Ma gli effetti virtuosi che domani avranno le vostre parole, vi ripagheranno delle reazioni scomposte degli hater oggi. Il trucco per delegittimarvi lo conoscete, quindi partite (partiamo) in vantaggio. Vi diranno: guadagni? Non puoi parlare. Era così che Mussolini trattava Matteotti prima che venisse ammazzato: sei figlio di benestanti? Non ti puoi occupare di istanze sociali. Pensateci: ma davvero siamo tornati a questo? E soprattutto, davvero stiamo accettando tutto questo? Accettiamo di essere intimiditi da questa comunicazione criminale? Dovremmo vergognarci del frutto del nostro lavoro? Accettare, come vogliono, che autentico sia solo chi tiene la testa bassa?

Scrittori, l'attacco al libro, alla conoscenza, al sapere è quotidiano. "Vai a lavorare" viene detto a chi scrive. Il primo passo di qualsiasi deriva autoritaria parte da disconoscere la fatica intellettuale, togliere alle parole la dignità di lavoro. In questo modo resta solo la propaganda. Editori, non sentite franare la terra sotto i vostri piedi? Prendete parte, non c'è salvezza nel prudente procedere. Bisogna investire casa per casa, strada per strada e conquistare lettori, ossia persone in grado di poter capire il mondo e non subirlo con le maree del rancore: la conoscenza è uno strumento preziosissimo di emancipazione dalla miseria personale, difendiamo questo strumento. Difendiamolo con tutte le nostre energie.

Tra i soccorritori di Josephine, l'unica superstite del naufragio che ha mostrato ancora una volta l'inadeguatezza della Guardia costiera libica a compiere missioni umanitarie, c'era Marc Gasol, uno dei giocatori di basket più forti del mondo, una roccia di due metri e dieci. Dite un po', cosa rispondereste a chi dice: Marc Gasol è ricco, non può occuparsi di chi soffre? Vi sembra un'obiezione plausibile, vi sembra che abbia senso o che siano i deliri di chi oggi ha paura? E allora uscite allo scoperto, oggi l'Italia ha bisogno delle vostre voci libere. Non abbiate paura di chi, più di ogni altra cosa, teme il dissenso perché non ha gli strumenti per poterlo gestire, se non in maniera autoritaria.

E un ministro della Repubblica che querela uno scrittore su carta intestata del ministero sta mettendo in atto un gesto autoritario: sta utilizzando la sua posizione per intimidire non solo me, ma anche voi. Da una parte c'è chi critica, dall'altra tutto il governo, che a oggi non ha manifestato alcun fastidio a essere strumentalizzato. Non mi fa paura la querela e non mi fa paura la solitudine. Ma voi dove siete finiti? Ricordate quando dicemmo "strozzateci tutti" a Berlusconi che avrebbe voluto strozzare chi scriveva di mafie? E ora, dove siete?

Quando ho criticato le politiche dei governi di centrosinistra mi veniva detto che diffamavo il Paese, che diffondevo disfattismo, che esponevo il fianco ai nemici della democrazia. In realtà attivare analisi e critica è il compito (direi il dovere) di chi racconta la realtà; e le sue parole vanno in soccorso della libertà, non la boicottano. Ci siamo ridotti a subire l'offesa che prendere posizione critica su questo governo sia un favore a qualche potente? A qualche interesse? Coraggio!

Ho a lungo riflettuto prima di scrivere queste righe, non vorrei pensiate che vi stia chiamando a raccolta per difendere me, ma vorrei capiste che il tempo per restare nelle retrovie è finito. Se non prenderete parte vorrà dire che quello che sta accadendo sta bene anche a voi. In tal caso a me non resterà il rimpianto di non averci provato, ma voi dovrete assumervi la responsabilità di ciò che accadrà: o complici o ribelli.

"La storia degli uomini – scrisse Vasilij Grossman in Vita e destino – non è dunque la lotta del bene che cerca di sconfiggere il male. La storia dell'uomo è la lotta del grande male che cerca di macinare il piccolo seme dell'umanità. Ma se in momenti come questo l'uomo serba qualcosa di umano, il male è destinato a soccombere". Voi siete il piccolo seme dell'umanità, senza di voi l'Italia è perduta. Allora, da che parte state?