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Inchiesta stadio Roma, le ammissioni di Parnasi ai pm: “Palozzi chiedeva sempre soldi, Civita solo favori”

(Fonte: www.repubblica.it)
"Adriano Palozzi mi ha chiesto con estrema insistenza un aiuto economico. L'ho conosciuto in occasione della vicenda di Ecovillage, in quanto era sindaco del Comune di Marino. Lo avevo sostenuto nella precedente campagna elettorale, almeno 6 anni addietro, erogando in suo favore se non ricordo male 10mila euro.  Si trattava di un'erogazione regolare, con delibera e iscrizione in bilancio da parte di una società del gruppo". E' quanto afferma il costruttore Luca Parnasi nell'interrogatorio fiume con i pm di Roma, durato complessivamente 11 ore, parlando del ex vice presidente del Consiglio Regionale del Lazio di Forza Italia, indagato nell'inchiesta sullo stadio della Roma e poi di Michele Civita. I due, il primo gravato dall'obbligo di firma, il secondo agli arresti domiciliari, hanno discusso oggi davanti al Riesame le istanze per chiedere la revoca o l'attenuazione delle misure cautelari dopo gli arresti del 13 giugno. Il tribunale della Libertà si è riservato di decidere nei prossimi giorni. La Procura, per rafforzare il suo impianto accusatorio, ha depositato la parte dell'interrogatorio di Parnasi (che resta in attesa della decisione del gip sulla scarcerazione) in cui il costruttore racconta dei suoi rapporti con gli esponenti politici. Nel corso del confronto, il costruttore aggiunge che "nell'ultima campagna elettorale Palozzi mi chiamava continuamente chiedendomi un contributo ed abbiamo concordato il contratto con la Pixie, al fine di giustificare la dazione della somma di denaro. Non avevo bisogno di quel contratto nè di quei servizi. Tuttavia – aggiunge il costruttore – non volevo fare figurare il mio nome accanto a quello di Palozzi proprio perchè stavo tentando di costruire un rapporto con i Cinque Stelle. La società Pixie ha svolto un'attività di consulenza consistente nella documentazione che esibisco".
L'ex presidente di Eurnova spiega, inoltre, che non aveva "alcun interesse alle funzioni di Palozzi" e che il denaro devoluto  "aveva il solo scopo di evitare di avere problemi con lui che continuava a richiedermi dette somme. Quanto alle ragioni di tale erogazione, devo dire da un lato che essa è intervenuta per evitare di avere un nemico, tale era la mia percezione delle cose, dall'altro era connessa alla sua funzione pubblica, nel senso che acquisivo la disponibilità della sua funzione ove essa si fosse resa necessaria per il perseguimento degli interessi miei e del mio gruppo".
• CIVITA AGI' SEMPRE NELL'INTERESSE DELLA REGIONE
Invece riguardo a Michele Civita, Parnasi sottoliena che  "ha operato sempre nell'interesse della Regione Lazio. Io l'ho sostenuto con il voto, a lui dato anche da parte dei miei familiari. Politicamente la Regione e di conseguenza Civita erano favorevoli alla realizzazione dello Stadio. Era il nostro punto di riferimento nella conferenza di servizi ed a lui, sia che io che Caporilli e Baldissoni, ci rivolgevamo per la soluzione di eventuali problemi" aggiunge il costruttore Luca Parnasi a proposito del rapporto con l'ex assessore regionale del Pd, indagato nell'inchiesta sull'impianto di Tor di Valle. "Non sono in grado di dire se il suo atteggiamento di disponibilità fosse finalizzato ad avanzarmi in seguito la richiesta di assunzione del figlio. Per la conoscenza che ho di Civita credo che non sia così. Ho fatto la promessa di assunzione del figlio perché a lui legato da rapporti personali, nella consapevolezza del suo ruolo pubblico".
• MANGOSI: "PARNASI, GESTIONE PADRONALE PRONTO A FARE CORTESIE"
"Il 30 giugno avrei chiuso ogni rapporto con il gruppo Parnasi poiché si trattava di una società padronale, in cui non c'era alcuna condivisione nelle scelte e nella quale ogni scelta imprenditoriale non veniva fatta in base al merito ed al fine di conseguire risultati in sostanza validi, al solo fine di creare relazioni utili al perseguimento di interessi di Luca Parnasi". E' un passaggio dell'interrogatorio di Giulio Mangosi, collaboratore del costruttore romano e cugini di Parnasi. "Come imprenditore non condivido i suoi metodi – aggiunge – spesso si comportava da padrone e come ho già detto gestiva l'attività imprenditoriale dando assoluta priorità alla creazione e al mantenimento di relazioni con soggetti che potevano essergli utili anche facendo loro delle 'cortesie'". In relazione al rapporto tra il gruppo Parnasi con l'ex vicepresidente della Regione Lazio, Adriano Palozzi e del lavoro pagato 25 mila euro alla società Pixie riconducibile all'esponente di Forza Italia, Mangosi aggiunge: "Mi sono reso conto che il lavoro svolto non aveva alcun valore commerciale e non era utile alle nostre società, ma non ho detto nulla a Parnasi, perché sapevo che il contratto rispondeva ad una precisa scelta del Parnasi di far lavorare una società per fare un favore a Palozzi. Accadeva molte altre volte che stipulassimo contratti solo al fine di alimentare una rete di relazioni che Parnasi riteneva utile". In riferimento alla frase intercettata "i tuoi hanno vinto" rivolta da Mangosi a Parnasi dopo le elezioni, il collaboratore del costruttore spiega che si riferiva "alle persone che sapevo che Parnasi aveva sostenuto e che io avevo conosciuto, e cioè Palozzi e Patrizia Prestipino (attuale deputata del Pd ndr), alla quale era stato dato in comodato un ufficio utilizzato come ufficio elettorale, poi tramutato regolarmente in un contratto di locazione. Sapevo in realtà che Parnasi aveva sostenuto la Prestipino attraverso l'attribuzione del comodato gratuito e, quanto a Palozzi, lo qualifico come 'i tuoi' solo perchè mi era stato presentato da Parnasi".

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Roma, Maam abusivo: risarcimento record. Il Viminale deve 27,9 milioni

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – L'ex salumificio Fiorucci costa un risarcimento da capogiro al Viminale. Per lo stabilimento di via Prenestina, occupato dal 2009 e oggi sede del Museo dell'Altro e dell'Altrove, lo Stato e il ministero dell'Interno devono saldare "immediatamente " un conto da 27,9 milioni di euro alla Ca. Sa srl del costruttore Pietro Salini. Così, ieri mattina, ha deciso la seconda sezione del tribunale civile, punendo l'inerzia delle forze dell'ordine. Una sentenza pesante: le 18 pagine firmate dal giudice Alfredo Matteo Sacco altro non sono che un'accusa alla gestione delle occupazioni abusive degli ultimi dieci anni.

Il magistrato non fa sconti: "L'occupazione abusiva non lede i soli interessi della parte proprietaria, ma lede anche il generale interesse dei consociati alla convivenza ordinata e pacifica e assume un'inequivoca valenza eversiva " . Insomma, la toga ne fa una questione di ordine pubblico. Poi passa all'analisi del panorama capitolino: "Le occupazioni abusive di interi stabili nella sola città di Roma assommano almeno a un centinaio e tale situazione è da sola sufficiente a dimostrare l'inadeguatezza della complessiva azione preventiva e repressiva delle autorità preposte " .

Il riferimento alla vicenda dei 19 mila metri quadrati in zona Tor Tre Teste è evidente. La storia parte il 27 novembre del 2003, con l'acquisto dell'immobile da parte della società del gruppo Salini Impregilo per 6,85 milioni di euro. L'idea, già discussa con il Comune, è quella di bonificare la struttura dall'amianto e convertirla in un maxi- condominio: 50 mila metri cubi di appartamenti con cessione di parte degli alloggi al Campidoglio per contrastare la già allora cronica emergenza abitativa. Per ottenere la variante al piano regolatore, però, ci vorranno 10 anni. Il via libera del consiglio comunale arriva il 20 marzo 2013.

Ma la situazione, per i proprietari, è già compromessa. Il gigante tra il Gra e la Palmiro Togliatti è occupato dal 27 marzo 2009. Prima ha ospitato Metropoliz, città meticcia abitata da peruviani, marocchini, tunisini, ucraini, polacchi ed eritrei. Poi sono arrivate le opere di arte contemporanea raccolte nel Maam dall'antropologo Giorgio De Finis. Da ieri sono abusive per sentenza.

Secondo la società Ca.Sa, in realtà lo erano già dal luglio 2009, dal giorno in cui il tribunale ha spiccato un decreto di sequestro per l'ex salumificio. Poi c'è il Campidoglio. Il censimento del patrimonio capitolino è ancora al palo. Mancano soluzioni alloggiative alternative – le chiedeva il ministro dell'Interno Marco Minniti, ma con Matteo Salvini al Viminale non è esclusa una rivoluzione hard – per permettere alla prefettura di far ripartire gli sgomberi.

Ora, però, c'è la linea dettata dal tribunale. Oltre al maxi-risarcimento, la sentenza fissa un indirizzo politico chiaro: " L'esecuzione degli sgomberi forzati può certamente determinare immediati, ma evidenti e limitati, turbamenti dell'ordine pubblico. La tolleranza delle occupazioni abusive, al contrario, può determinare situazioni di pericolo meno evidenti ma decisamente più gravi nel medio e nel lungo periodo. Tollerare simili occupazioni può consentire il formarsi di "zone franche" utili per ogni genere di traffico illecito " . In via Prenestina, come sottolinea un report allegato alla sentenza, venivano stoccati e smaltiti rifiuti speciali. E non è finita qui: il tribunale deve esprimersi ancora sull'Aniene Palace Hotel, occupato da 5 anni da 100 famiglie, e sugli immobili di Idea Fimit, fondo immobiliare proprietario dell'albergo di via Curtatone.

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Roma, i romani in giro con lo spray Cerchi gialli attorno alle buche

(Fonte: Corriere della Sera, di Rinaldo Frignani) – L’appello è stato raccolto. Cerchi verdi o gialli sono comparsi attorno alle buche più grandi, da San Giovanni a Settebagni, dai Parioli fino a Ostia. Anche se non si esclude che nei prossimi giorni il fenomeno possa allargarsi a macchia d’olio in altri quartieri. Una forma di impegno civico da parte, per ora, dei comitati dei residenti e di alcuni singoli che sono scesi in strada con le bombolette di vernice spray colorata per segnalare la presenza di micidiali dissesti stradali che possono rivelarsi molto pericolosi, se non fatali, soprattutto per motociclisti e scooteristi.

Non a caso l’invito a fare qualcosa contro le vergognose condizioni del manto stradale capitolino è arrivato proprio da Graziella Viviano, la mamma di Elena Aubry, morta in moto all’inizio di maggio su un tratto di via Ostiense martoriato dalle radici degli alberi che costeggiano la strada e che avrebbero provocato la caduta della ragazza. L’iniziativa sembra già aver riscosso un certo successo, visto che in alcuni casi, in particolare a San Giovanni, le buche dipinte sono state subito ricoperte con uno strato di bitume da ditte fatte intervenire dai municipi. Interventi provvisori, come accade quasi sempre nella Capitale, che il primo nubifragio rischia di rendere inutili perché l’asfalto posticcio finisce per essere polverizzato dall’acqua.

Proprio ieri il Corriere ha fatto un altro giro, metro alla mano, per le strade più interessate dai dissesti. Ne è uscito un quadro, parziale vista la vastità del territorio capitolino, poco rassicurante: voragini grandi e piccole profonde da cinque a dieci centimetri, dalla zona dell’Esquilino a quella di San Giovanni, dalla via Casilina al quartiere Trieste, fino alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme e agli archi della Cristoforo Colombo. L’elenco è interminabile, la situazione disastrosa, a fronte dell’atteggiamento dei romani, in auto e in moto, pronti ad applaudire qualsiasi iniziativa, anche autonoma, che possa fornire un aiuto per migliorare le strade di Roma. Dove, oltre alla buche, la fanno da padrone i rattoppi — vecchi e nuovi — sull’asfalto, a volte anche più pericolosi delle voragini e degli avvallamenti. Dentro le buche si può trovare di tutto, dal terriccio ai mozziconi di sigarette, perfino le mattonelle, come accade nella zona residenziale «Marco Simone», a Guidonia, dove i residenti sono pronti a presentare un esposto in Procura.

A Roma di indagini ne sono state aperte già due sull’asfalto impercorribile, mentre ieri una perizia disposta dai pm ha comunque escluso che la morte della sincronetta azzurra Noemi Carrozza il 15 giugno scorso sulla Cristoforo Colombo sia stata causata dal problemi del fondo stradale, confermando le prime conclusioni dei vigili urbani, guidati dal comandante generale Antonio Di Maggio. La polizia municipale, sulla questione delle buche segnalate con la vernice, ricorda che, sebbene possa essere un’azione a fin di bene, «imbrattare l’asfalto è pur sempre una violazione del Codice della strada»: l’articolo 15 (Titolo II, capo I) prevede una multa da 41 a 168 euro, più il pagamento delle spese per il ripristino dei luoghi.

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Roma, “Sos Comune” è un flop: risposta il 2 agosto

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Prime 24 ore di attività. Il neonato sistema unico per le segnalazioni del Campidoglio si sveglia dopo essere stato tenuto a battesimo dalla sindaca Virginia Raggi e dall’assessora alla Semplificazione, Flavia Marzano. Il contatore segna già 21 mila denunce. Ci sono quelle vecchie, depositate in era Marino con IoSegnalo, e quelle fresche di battitura. Poi ci sono gli utenti. Come accade per ogni novità, non tutti riescono a comprendere o a sfruttare a pieno le potenzialità del software. Chi, per errori propri, vittima del digital divide. Chi per falle della pagina "reingegnerizzata" per ospitare immagini e video di denuncia geolocalizzabili su una mappa interattiva.

Ci mettiamo in gioco in prima persona e, dotati dell’identità digitale Spid, diventiamo utenti del sistema. Il primo tentativo (in realtà i primi tre) è traumatico. Proviamo a segnalare senza troppa fortuna una serie di cassonetti per la raccolta differenziata della carta non svuotati da giorni in zona San Giovanni. Le nostre denunce, però, vengono rispedite al mittente. Per tre volte la barra di caricamento si blocca attorno al 90 per cento e dobbiamo rinunciare. La segnalazione sparisce nel nulla. Non si trova da nessuna parte, nemmeno nelle bozze. Dobbiamo ricominciare da capo.

Dopo l’ultimo tentativo a vuoto, proviamo a cambiare browser. Il problema, a quanto pare, era di mera natura informatica. Quarta prova. Ora il sistema va. La segnalazione, così ci dice la finestra che si è appena aperta, finisce sotto la categoria — ce ne sono 366 — denominata “cassonetto carta pieno/ribaltato/danneggiato”. La denuncia, però, non viene girata ad Ama. Ma al municipio di competenza, il VII. Sarà l’ex circoscrizione, chissà, ad avvertire chi di dovere?
Vedremo. Ma prima di ricevere una replica potremmo essere costretti ad aspettare un po’. Un bel po’. Il tempo previsto di risposta ci rimanda al 2 agosto 2018. Tra un mese, sperando che nel frattempo i contenitori della carta siano già stati svuotati, dovremmo ricevere una risposta.

A qualcuno il primo approccio con il sistema unico per le segnalazioni — che ieri ha raccolto almeno 500 denunce — è risultato ancor più indigesto. Dopo l’accesso, M.M. ha visto cadere nel vuoto il suo messaggio. Gli schiamazzi, le urla e i suoni molesti sotto le finestre della sua abitazione sono stati liquidati in pochi istanti dal Campidoglio. "La mia richiesta — spiega l’utente — è stata chiusa". Senza esito. Il software spiega che la segnalazione è rimasta inevasa. Probabilmente non ha mai raggiunto il comando dei vigili urbani a cui sarebbe dovuta essere destinata. "Perché? Forse — si chiede M.M. — non è sufficientemente importante?".

L’altra questione riguarda i tempi di intervento sui dossier più delicati. Il sistema permette di denunciare anche “comportamenti omofobi/sessisti”, “abusi su persone fragili” ed “episodi di bullismo” su minori e non, ma anche “voragini” e “allagamenti”. Emergenze che richiedono risposte immediate. E, come sottolinea il capogruppo di FdI Andrea De Priamo, "servizi al cittadino più efficienti". La “video-delazione” della sindaca Virginia Raggi preoccupa. Anche per la gestione delle informazioni che, seppur tutelate dal Garante, fanno permanere il problema della privacy dei cittadini. Raggi faccia la sindaca, non lo sceriffo".

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Il KO al terremoto di Amatrice

«Quello presentato oggi in Consiglio è un grande appuntamento. L’8 luglio ad Amatrice si svolgerà una manifestazione straordinaria di sport ma soprattutto di rivincita della vita sul sisma. #KOALTERREMOTO, organizzata dall'amico Umberto Pagoni, Presidente dell’Asd Rastium e promotore dell’iniziativa, e con il patrocinio del Coni, Federazione Pugilistica italiana, della Regione Lazio e del Comune di Amatrice, dimostrerà come la boxe, ma in generale tutte le discipline sportive, hanno messo ko il terremoto. Perché noi siamo vivi grazie alla solidarietà e alle tantissime opere che si sono realizzate grazie agli aiuti spontanei dei cittadini, di quel gran cuore che batte nell’Italia vera. Ma per mettere Ko il terremoto al di là dello sport, servono altre cose. Da questo punto di vista c’è un grande ritardo. C’è una grande difficoltà di queste terre a ripartire, e come ho detto più volte purtroppo la ricostruzione è ferma al palo e le macerie non si sono mosse di un centimetro. Tutte le opere pubbliche realizzate finora, il Palazzetto dello sport, il campo sportivo, l’Area del gusto solo per citarne alcune, esistono grazie ai contributi spontanei di persone, aziende e società sportive. Avendo fatto l’allenatore di calcio per 24 anni so cosa significa il sacrificio, so cosa significa ottenere dei risultati, e so che li ottieni solo se dopo una sconfitta pensi che ci sia sempre la possibilità di vincere la prossima gara. A questo proposito ringrazio il campione olimpico Nino Benvenuti per la sua partecipazione e per quello che rappresenta e ha rappresentato: un esempio. Un campione sul ring e anche nella vita. Con la serietà, la lealtà e gli atteggiamenti giusti. Spesso gli atleti nella vita dimenticano di essere degli esempi per i ragazzi. Insieme cercheremo di mettere Ko il terremoto. Per quanto mi riguarda cercando di fare il massimo nella Commissione Ricostruzione e grandi rischi di cui sono presidente e cercando di dare la priorità a chi in questa regione è in codice rosso. Il dramma della nostra nazione è dimenticarsi di queste persone. Rimettiamo al centro del "villaggio" chi è rimasto indietro: solo così riusciremo a mettere Ko non solo il terremoto ma anche l’indifferenza. Lo spot è una palestra di vita prendiamo esempio e rialziamoci. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e parteciperanno domenica. Sarà un’occasione per aiutare tutte le attività commerciali che fanno fatica a ripartire. L’anno scorso in questo periodo non c’era niente. Alcune attività sono ripartite, ma mancano all’appello 239 persone, 9mila case e tanti altri negozi che vanno ricostruiti. Oggi, chi sta in piedi ha ripreso vita grazie a iniziative come queste e ricordano gli atleti che vanno al tappeto ma poi si rialzano». Questo l'intervento di Sergio Pirozzi stamattina nella conferenza stampa di presentazione del secondo Memorial “Ko al terremoto”, che si terrà l’8 luglio ad Amatrice con lo scopo di rilanciare le terre colpite dal sisma e tenere i riflettori accesi attraverso ospiti illustri e testimonial provenienti dal mondo della boxe, dello spettacolo e del cinema. Pirozzi, ex sindaco di Amatrice, è consigliere regionale e Presidente della XII Commissione (Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione) del Consiglio regionale del Lazio.

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Ecopass, Grassi: “basta tassare i romani. Prima va risanata Atac”

Grassi si dice favorevole all'intenzione di diminuire la produzione di inquinamento nell'anello ferroviario per  tenere l'area in buone condizioni. Tuttavia, ritiene che il progetto sia troppo oneroso per i cittadini in confronto al servizio di trasporto pubblico offerto dalla Capitale: "Quello che contestiamo è la mancanza di programmazione: prima di proporre una tassa così onerosa per i cittadini è necessario risanare il trasporto pubblico, per quello che è possibile con i fondi a disposizione. Inoltre – prosegue Grassi – l'alto tasso di inquinamento non dipende dalla circolazione delle automobili, le quali contribuiscono solo per il 10%. In realtà, è il riscaldamento degli immobili a costituire la più consistente parte delle emissioni nocive, contribuendo per il 64%. In ogni caso non si può pensare di tassare il romano che torna a casa o che va a lavoro per prendere i soldi che servono a risanare le casse capitoline".

"Va detto che la giunta – conclude il presidente di Roma Sceglie Roma – ha ereditato questi problemi dalle amministrazioni precedenti, ma mi sembra che manchi totalmente un piano di sviluppo per la città. Roma Sceglie Roma, comunque, continuerà a lavorare sui quei 3 punti che ritiene cruciali per il rilancio della Capitale, ovvero: la legge speciale per Roma, la riforma della governance e dei Municipi e la creazione di una nuova classe dirigente onesta e competente per il Campidoglio".

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V Municipio, Boccuzzi: Vogliamo far star tranquilli i cittadini, il problema della prostituzione sta rientrando

Oggi pomeriggio è intervenuto ai nostri microfoni il Presidente del V Municipio, Giovanni Boccuzzi, per parlare di Villa Gordiani. Nel parco, infatti, sono stati chiusi due ingressi per un problema di sicurezza. Il misindaco, con il quale si è parlato della condizione attuale del parco, ha affermato: «Sono stati chiusi due ingressi (quello su via Prenestina ed uno su via Olevano Romano) per contrastare un'attività illecita diffusa, ossia il fenomeno di prostituzione esteso nella zona. Con il Dipartimento Tutela Ambiente abbiamo ritenuto opportuno chiudere i due ingressi per questa motivazione. Ho avuto l'occasione di fare un sopralluogo in quella zona e ci siamo resi conto di questo problema. Purtroppo i cittadini subiscono il disagio della chiusura di due ingressi, ma abbiamo tenuto aperti gli altri tre ingressi». 
Per quanto riguarda la questione vegetazione incolta presente e una delle cause, secondo alcuni ascoltatori, del degrado, Boccuzzi ha detto: «A livello di verde pubblico abbiamo deciso di fare un lavoro di potatura e cercheremo di sollecitare il Servizio Giardini in tal senso. Le alberature sono molto alte e non aiutano perchè creano delle zone d'ombra e quello del potenziare l'illuminazione notturna potrebbe essere una strada da percorrere». 
Sempre sul problema sicurezza il Presidente ha rassicurato gli ascoltatori parlando di una sinergia con le forze dell'ordine e polizia locale che stanno intervenendo direttamente anche con la macchina di servizio. «La notte è un po' più problematico, ma i Carabinieri ci hanno assicurato maggiori controlli. Ogni giorno c'è la presenza di una pattuglia dei Vigili Urbani che sorveglia la Villa» ha dichiarato il Presidente. Boccuzzi ha poi concluso così: «Vogliamo far star tranquilli i cittadini, il problema della prostituzione sta rientrando. Noi non molliamo». 

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Mercati Niccolini e Vascello, Valerio Vacchini: Cerchiamo soluzioni per salvaguardare i posti di lavoro

Oggi pomeriggio è intervenuto ai nostri microfoni l'Assessore alle Politiche del Commercio, della sicurezza, della legalità del XII Municipio, Valerio Maria Vacchini, per parlare del futuro dei mercati di via Niccolini e di via del Vascello. Ecco quanto dichiarato: «Attualmente c'è una forte criticità, soprattutto nel mercato Vascello, che ha un numero ridotto di banchi. Stiamo cercando di trovare una soluzione alternativa perchè questa attuale non è più compatibile con le normative attuali. Abbiamo lanciato alcune proposte per garantire posti di lavoro e cercare di collocare i banchi nel luogo più appetibile possibile. Non abbiamo ancora un parere unanime e ricomincieremo quindi con un giro di consultazioni fra gli operatori. Fra quest'ultimi vi è chi è propenso alla sistemazione a Quattro Venti e chi preferisce rimanere nella parte alta di Monteverde. Dobbiamo riprendere quindi le consultazioni e all'esito di esse si presenteranno delle proposte. Spero che ci sia stato nel frattempo un accordo fra di loro. Il mercato deve rispondere alle regole dell'urbanistica e non esiste uno spazio abbastanza grande da accoglierli tutti quindi se la decisione presa sarà quella di rimanere a Monteverde Alta, il mercato dovrà essere diviso in due». 
Per quanto riguarda invece la riqualificazione e riprogettazione del mercato San Giovanni di Dio, l'Assessore ha dichiarato: «Abbiamo provveduto a gennaio a far sostituire i cassoni con dei cassonetti che vengono sostituiti tutti i giorni. Sistemeremo l'asfalto nel corso dell'estate e continueremo con degli interventi. Non si trovano i documenti del mercato e quindi abbiamo dovuto calare le pretese per effettuare lavori importanti, ma nel frattempo ci stiamo muovendo per una messa a norma». 

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Rifiuti, Comune a Regione: “Roma non avrà mai una discarica”

(Fonte: www.repubblica.it)
"Vorrei rispondere all'assessore Valeriani: Roma Capitale ha una strategia sui rifiuti, e la sta mettendo in campo accanto a una progettazione" ha detto, a margine di una campagna contro l'abbandono degli animali l'assessora capitolina all'ambiente, Pinuccia Montanari, rispondendo al suo omologo della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, il quale, durante un'intervista aveva affermato che Roma Capitale avrebbe bisogno di una discarica di servizio. "Non serve fare sterili polemiche – aveva detto Valeriani –  e mi limito ad evidenziare alcuni dati: al contrario di quasi tutti i Comuni del Lazio, dove si registra una diminuzione della produzione dei rifiuti e un forte incremento della raccolta differenziata, nella città di Roma aumentano i rifiuti prodotti, mentre la raccolta differenziata rimane al 44%. Inoltre il 100 per cento dei rifiuti trattati della Capitale vengono smaltiti in impianti fuori dai confini comunali. Questa gestione del ciclo dei rifiuti è ormai insostenibile: oltre ad avere costi molto alti per i cittadini romani, grava esclusivamente sulle altre province del Lazio". "Roma Capitale non accetterà mai una discarica di servizio – asserisce l'assessora –  ma siamo intenzionati a proporre anche in tempi brevi delle soluzioni impiantistiche anche tecnologicamente avanzate, proprio per trattare l'indifferenziato. Già da ora se la Regione ci autorizzerà per l'impiantistica sostenibile anche dell'indifferenziata noi siamo disponibili subito a proporla". "Questo" ha aggiunto Montanari, "è un grande inganno del Pd fatto ai romani, dopo la chiusura di Malagrotta, di non aver individuato immediatamente delle risposte adeguate alla città. Stiamo pagando pesantemente questo prezzo, ma allo stesso tempo stiamo individuando una soluzione. Abbiamo presentato in Regione due impianti di compostaggio, quest'ultima ci autorizzi immediatamente per le realizzazione". "Sulle richieste di autorizzazione – ribatte Valeriani – per due centri di compostaggio da parte dell'Ama, la direzione regionale competente sta realizzando le verifiche previste dalla legge per accertare la compatibilità delle aree indicate, ma questi impianti non incideranno affatto sul volume dei rifiuti indifferenziati". "Da parte della Regione non mancherà mai supporto e collaborazione, con investimenti e normative che consentano di potenziare la raccolta differenziata e di sviluppare un'economia circolare per arrivare all'obiettivo dei 'rifiuti zero'. In attesa di questo traguardo – conclude Massimiliano Valeriani – è necessario però gestire anche la situazione ordinaria e sollecitare l'Amministrazione Raggi ad individuare misure attuabili ed efficaci per evitare il rischio di nuove emergenze". Intanto si rischia una riacutizzazione della crisi con lo sciopero della raccolta della spazzatura fissato dai sindacati per il 14 luglio. Il Campidoglio tenta di correre ai ripari e scongiurare l'ennesima crisi in un settore che è da sempre una nota dolente della capitale e fissa per venerdì 6 un incontro per evitare la mobilitazione cui aderiscono Cgil, Cisl, Uil e Fiadel. I sindacati chiedono da mesi la modifica di due delibere del 2015, la 52 e la 58, che aprono alla possibilità di esternalizzare una serie di servizi del settore e bloccano le assunzioni di dipendenti.

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Trasporti: incontro Raggi – Toninelli

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha incontrato oggi al Mit la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Nel corso del tavolo sono stati affrontati diversi temi legati al rilancio del Trasporto pubblico locale a partire dall’ammodernamento delle sue infrastrutture: dalle linee metro alla ‘cura del ferro’, dai nuovi tracciati tramviari fino alle ferrovie cosiddette ex concesse.
«Parte oggi un’interlocuzione istituzionale fattiva, grazie alla quale Roma potrà sempre più migliorare i servizi offerti ai suoi cittadini, anche attraverso l'auspicabile rafforzamento delle sue prerogative istituzionali», ha dichiarato il ministro Toninelli.
«E’ stato un incontro molto costruttivo e operativo. Abbiamo parlato dei dossier e dei progetti per realizzare opere pubbliche utili a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Dobbiamo puntare sulla ‘cura del ferro’ con la creazione di nuove infrastrutture e il potenziamento e ammodernamento delle esistenti”, ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi. All’incontro ha partecipato anche l’assessora alla Città in Movimento, Linda Meleo, che ha sottolineato come ci sia «un’attenzione particolare alla programmazione di nuove opere dalle ciclabili alle linee tramviarie grazie al primo piano urbano della mobilità sostenibile».